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Traduzioni BTS Notes “Persona”

Namjoon
2 Maggio, Anno 2018

Quando arrivammo nel vicolo, vidi mobili e articoli casalinghi accumulati lungo la strada. “Namjoon-ah, che succede?” mi chiese mio padre, respirando con qualche difficoltà. Stavamo tornando dall’ospedale, era solo un centinaio di metri dalla fermata dell’autobus a casa nostra, ma mio padre aveva difficoltà anche con quello. Corsi a casa, mia madre era accasciata al muro, dietro la pila di cose della casa e si raddrizzò quando mi video. “Namjoon-ah, come dobbiamo fare?”, disse che aveva discusso con il figlio del proprietario che era venuto a riscuotere l’affitto che mio fratello minore non aveva pagato.

Portai mio padre nel magazzino dietro al supermercato del quartiere. Mentre spostavo i mobili mia madre puliva i piatti e il cibo. Presto il magazzino si riempì di tutte le cose che erano nel nostro bilocale. C’erano delle cose che volevo buttare, ma per farlo servivano soldi. Quando ebbi sistemato tutto era notte. Mi faceva male la schiena e stavo sudando. Mia madre mi dette le bacchette, dicendomi che dovevo mangiare almeno qualcosa, ma non riuscii a butare giù niente.

L’aria dentro il magazzino era soffocante, quindi andai a sedermi fuori sulle panchine di legno vicino al supermercato. Mia mamma mi chiese: “Namjoon-ah, dove è andato Namhyun?”. Le urlai in risposta: “Come faccio a saperlo?”. Namjoon-ah, Namjoon-ah, Namjoon-ah…ero stanco di sentirlo dire. Rimpiangevo di avergli detto di vivere senza farsi scoraggiare. Anche se potevamo sopportare qualche giorno nel magazzino, cosa avremmo dovuto fare dopo? Non riuscivo a pensare a niente. Il proprietario del supermarket mi lasciò una lattina di birra e tornò dentro.

Jimin
10 Dicembre, Anno 2018

Quando mia madre mi disse che eravamo arrivati, pulii con La Manica la condensa dal finestrino. Da lì, lessi: “Scuola media Song Ju Jeil”. Mia mamma mi aveva detto che non erano rimaste altre scuole a Munhyeon, e che non mi rendevo conto della mia fortuna, nell’essere stato accettato da quella scuola. Tra un ricovero e l’altro, avevo cambiato istituto numerose volte. Per quanto tempo sarei rimasto lì? Mentre ero assorto nei miei pensieri, attraversammo l’entrata e il cortile. Non c’era nessuno. Forse a causa del freddo. Mia madre parcheggiò in un angolo vicino a un’altalena e una barra da sollevamenti.  

Mentre uscivo dall’auto, fissai quella barra. Ripensando alla mia infanzia, avevo un ricordo più vivo degli altri. Un cielo così azzurro che sembrava uscito da un film, e delle nuvole bianche che mi scorrevano sopra, a una velocità spaventosa. Prima che accadesse quello che accadde all’arboreto, amavo così tanto andare al parco quasi da esserne ossessionato. Mia madrr mi diceva che uscivo la mattina, e restavo lì a giocare fino a sera. La cosa che più amavo in assoluto era l’altalena. Tendevo con tutto me stesso le gambe, e mi sporgevo verso il cielo con così tanta foga da avere le vertigini. Mi piaceva quella sensazione. Emozione, mista a un pò di paura. 

Un giorno, fui spinto dalla curiosità di vedere cosa sarebbe successo se avessi fatto fare all’altalena un giro completo. Nessuno dei bimbi del vicinato ci aveva mai provato. Chiesi ai miei amici di spingermi con tutte le loro forze, e usai tutto il mio corpo per allungarmi sempre più in alto. Nel punto di massima altezza, il cielo azzurro e le nuvole bianche mi assalirono. Fui colto dalle vertigini, e caddi. Quando aprii gli occhi, ero sdraiato sulla sabbia, un pugno di terra in bocca, le ginocchia scorticate e sanguinanti. Ma stranamente, non faceva male. Ero solo arrabbiato di non essere riuscito a far fare un giro completo all’altalena. 

Mi affiorò alla memoria l’immagine di me stesso su quell’altalena, come se i ricordi fossero stati di terzi. Forse il Park Jimin che si dondolava con così tanta passione, ora stava crescendo in un luogo a me ignoto; con quello stesso aspetto, con quella stessa personalità. Stavo fissando l’altalena con questi pensieri in testa, quando sentii mia madre chiamarmi. Mi diressi all’ingresso della scuola. Scuola media Song Ju Jeil. La quinta che frequentavo. 

Yoongi
15 Marzo, Anno 2019

Il pranzo era stato particolarmente buono quel giorno, il che era strano perchè era solo un semplice pasto scolastico. Non lo diedi a vedere, quel genere di cose non mi si addiceva. Come al solito mi stravaccai sulla sedia e strinsi le posate tra le dita come se non avessi voglia di alzarle, ma il pranzo di oggi era decisamente buono. Taehyung e Jungkook stavano facendo confusione stando un po’ al sole poi colpire le tende e  infine cambiando di posto e c’era polvere nell’aria. Namjoon gli urlò di stare calmi per lo meno mentre mangiavamo, io presi il cucchiaio e pensai. Da quanto tempo era che non mangiavo così tranquillamente?

Da quando avevo memoria, non c’era mai stata conversazione al nostro tavolo. Nessuno diceva se il cibo era buono, o ne chiedeva di più, o dicevano che avevano mangiato bene. Beh, per la mia famiglia i pasti non erano niente di più che una cosa che dovevamo fare, parte della nostra routine quotidiana. “Min Yoongi non si parla a tavola”. Non ricordavo esattamente quando mio padre me lo avesse detto, tutto quello che rimaneva era il suono delle posate mentre le poggiava nel piatto. Non aveva alzato la voce o si era arrabbiato,no, non mi stava nemmeno guardando. Nonostante tutto chiusi la bocca. Interruppi le mie parole e al loro posto mi riempii la bocca con un grosso boccone. Mi morsi la guancia e sentii il sapore ferroso del sangue. Faceva male e mi vennero le lacrime agli occhi, ma non dissi che mi ero fatto male: non potevo parlare a tavola. Mi sforzai di masticare il riso insanguinato e inghiottii.

Qualcuno rubò uno dei contorni dal mio piatto, e lo guardai male, mio malgrado. Ma non ero triste o infastidito, era semplicemente la mia reazione normale a tutto. Hoseok lo richiamò: “Yoongi hyung è arrabbiato Taehyung! Cosa farai adesso?” e Taehyung mise su un teatrino eccessivo sull’essere dispiaciuto. Era una cosa decisamente da Hoseok e Taehyung, nemmeno un po’ fuori posto. Mio malgrado dissi: “Va bene, mangialo tu.”, ma esplose un altro giro di risate e chiacchiere. Nessuno si era accorto che avevo parlato durante un pasto.

Taehyung
7 Giugno, Anno 2020

“Stupido bastardo, non potevi aspettare un secondo?”. Avevamo setacciato tutto il vicinato, ma nessuna traccia di Dubu. Quando guardai l’ora, erano passati ormai venti minuti. Quanti poteva essersi allontanato in quel tempo un cucciolo di due mesi? Sotto il sole estivo, stavo sudando. Avevo chiamato il suo nome fino a ritrovarmi con la gola secca e arsa. Avevo guardato un attimo il cellulare, e si era separato dal guinzaglio. Quando mi ero guardato intorno, Dubu era sparito. Ripresi a correre, controllai ogni singola strada e sbirciai in ogni singola porta che trovai aperta. “Dubu!!”, urlai ad alta voce. Solo i passanti mi guardarono. 

Mentre correvo, lo insultavo. Lo chiamai stupido cane. Arrivai ad arrabbiarmi, e a chiamarlo bastardo. Ma anche allora, sapevo non era colpa di Dubu. Era mia. Non stavo guardando. Mi ero distratto, e lui si era perso. Stavo ridendo per una conversazione completamente inutile, e non mi ero nemmeno reso conto che lui non c’era più. Era scappato apposta? A quel pensiero, pur non volendolo mi fermai. Forse a Dubu non piaceva stare con me. Per me, stare con lui era bello, ma forse per lui non avevo fatto altro che separarlo dalla sua famiglia. 

Quando ripresi a muovermi, sentii un rumore di zampette e Dubu che abbaiava. All’inizio pensai me lo stessi immaginando. Ma non si trattava di un’allucinazione, di una visione, e vidi Dubu corrermi incontro. Le orecchie del cucciolo volavano all’indietro, la bocca aperta per lo sforzo della salita. “DUBU!”, urlai, e quando mi inginocchiai mi saltò addosso. “Dove ti eri cacciato? Come sei riuscito a tornare? Ti ricordavi il mio odore?”. Nel mio abbraccio, iniziò a leccarmi in volto. Dentro di me ebbi una strana sensazione: ero l’unico su cui Dubu potesse fare affidamento. Anche io ero affidabile, almeno per qualcuno. Ero colui a cui poteva fare ritorno. Dubu si agitò, per liberarsi dall’abbraccio. Lo strinsi più forte a me. 

Jungkook
2 Maggio, Anno 2021

Ho corso verso la sponda del fiume Yangjicheon, all’imbrunire del tramonto. Premendo con forza sui pedali della bici mentre mi stavo dirigendo verso un cielo dipinto da varie tonalità rosate e violacee, tutto ciò mi faceva sentire come se stessi fuggendo dal peso della mia vita quotidiana. Anche oggi, ho preso su la mia bici non appena ho sentito mia mamma iniziare a preparare la cena. Non volevo vedere nessuno. Casa mia era un luogo dove nemmeno una persona si degnava di sorridermi. Solo perché vivevamo insieme, questo non faceva di noi una famiglia. Andarsene non ha cambiato nulla. I miei hyung se ne sono andati uno dopo l’altro e, nonostante vivessimo nella stessa città, è passato così tanto tempo da quando ci siamo messi in contatto l’uno con l’altro. Ora non era più rimasto nessuno, dentro casa mia o fuori di essa, che mi sorridesse.

Quando il sole non era più visibile, ma la luna non si era ancora mostrata, l’oscurità si era assestata sulle sponde del fiume. Il paesaggio cambiava in base a dove portavo la mia bici. Al di là della strada, ora trasformata in un parco, giaceva un luogo pieno di spazzatura, automobili e moto abbandonate, e gommoni. Ho appoggiato la mia bici su un pilastro sotto il ponte e sono sceso fino alle prossimità della sponda. Dall’altro lato del fiume c’era un gruppo di ragazzini che appiccava fuocherelli, beveva e agitava in aria dei rami, ma da questo lato non c’era nessuno. Nessuno è venuto in un posto degradato come questo. Forse quella è stata la ragione per cui nemmeno per me era venuto qualcuno. Mi trovavo più a mio agio così, in un posto dove nessuno sarebbe venuto a trovarmi, solo, nell’oscurità più totale. Ho pensato che sarebbe stato bello se questo momento potesse non finire.

Seokjin
9 Agosto, Anno 2021

Scattai delle foto mentre camminavo lungo la spiaggia. L’aspetto del quartiere sul lungomare cambiava costantemente, ma l’oceano aveva sempre lo stesso aspetto indipendentemente da tutto. Uscii dalla macchina ed andai sulla spiaggia, mi misi a sedere sulla sabbia e guardai le foto che avevo fatto. Il posto e l’ora in cui erano state scattate era diverso, ma le foto in sè erano le stesse: il cielo ed il mare si toccavano nel centro della foto.

Era passato un anno da quando ero scappato da Songju ed ero venuto a Los Angeles. La casa della famiglia di mia madre, dove avevo passato la mia infanzia, non mi era nè sconosciuta nè familiare. Nascondere i miei sentimenti, trovare un posto per me e sorridere imbarazzato: il metodo di mio padre su come essere una brava persona, era stato utile in molti casi e questo non era diverso.

Dopo essere venuto qui, smisi di fare foto alle persone. Non c’era un motivo particolare, semplicemente non ne sentii più il bisogno. Al loro posto, scattavo foto dell’oceano. Magari volevo solo fare foto a qualcosa che non sarebbe cambiato. Era divertente. Ripensandoci i miei amici non erano cambiati e nemmeno io ero cambiato, ero sempre stato quel tipo di persona e adesso ero semplicemente stato scoperto. Non mi ero portato nemmeno una foto del liceo con me, il me di allora era troppo diverso dal me di adesso. Non nascondevo i miei sentimenti, non avevo alcun motivo di trovare un posto per me. Il sorriso imbarazzato sembrava lo stesso, ma ma anche quello era diverso: all’epoca stavo sorridendo davvero.

Presi la macchina fotografica e scattai una foto all’oceano. Era nuvoloso e il cielo e il mare erano dello stesso colore, l’orizzonte sfocato. Di tutte le foto dell’oceano che avevo scattato quel giorno, non ce n’era nemmeno una uguale. Il tempo era diverso, o la luce, o il vento. Il mio sguardo era diverso o i miei sentimenti erano diversi. Questo valeva anche per le foto che avevo scattato oggi e per le molte foto che avevo scattato a scuola. Una foto contiene lo sguardo ed i sentimenti di chi l’ha scattata. Forse era anche per questo che non ne avevo portata con me nemmeno una di quel periodo. Avevo paura di guardare direttamente al me di allora, avevo paura che mi sarebbe mancata la persona che ero. Come stavano? Cosa pensavano di me? Avevo paura avrei pensato cose del genere, perciò avevo messo le loro foto in una scatola ed avevo chiuso il coperchio.

Hoseok
25 Febbraio, Anno 2022

Il mio mondo intero è cambiato nuovamente nel momento in cui ho superato il mio diciannovesimo compleanno. Non ero più sotto la tutela dello Stato e non potevo più rimanere in orfanotrofio. Ho cercato un posto dove stare con i soldi che avevo racimolato lavorando part-time e dallo stipendio che mi è stato dato quando avevo lasciato il sistema. Non avevo trovato il coraggio di cercare un posto vicino al Two Star Burger. Ho cercato vicino alla stazione di Songju, ma la situazione non era molto diversa. Alla fine, tutto quel che sono riuscito a fare è stato percorrere la discesa. Ho trovato una stanza su un tetto*, situata in fondo ad un vicolo cieco.

Ho trascinato il mio bagaglio su per le scale di ferro. Avevo trascorso più di dieci anni in orfanotrofio ma non avevo granché, tutto quel che dovevo fare era sistemare dei vestiti, qualche paio di scarpe e mettere a posto dei mobili che avevo comprato dal mercato dell’usato.

Tuttavia un trasloco era e trasloco rimaneva, perciò non appena ho avuto un attimo per tirare un sospiro, si era già fatto buio. Nonostante fosse febbraio c’era del sudore sulla mia schiena. Quando ho aperto la porta cigolante di ferro, ha soffiato un gelido vento di fine inverno. Sono uscito e mi sono appoggiato sul corrimano. Ho abbassato lo sguardo verso Songju. Ho cercato di indovinare dove fosse l’orfanotrofio. Ho seguito con gli occhi il corso del fiume sulla sinistra, poi si svolta a sinistra del cartello a trifoglio, ma fra tutte le luci e il neon, non sono riuscito a scovare l’orfanotrofio.

Ho alzato la testa e ho voltato lo sguardo verso la stanza sul tetto. Era piccola, a malapena poteva essere definita una stanza. Era trasandata e poco curata, calda come una sauna d’estate e resa fredda dagli spifferi d’inverno, ma era l’unico luogo al mondo ad essere mio. Un posto dove potevo essere me stesso, un posto dove potevo avere stupidamente paura, o avere la speranza che gli altri lo schernissero. Un posto dove potevo ridere quanto volevo e piangere quanto volevo.

“Facciamo del nostro meglio!” ho gridato in direzione della stanza. Questo posto, in cima alla città, ad un passo dal cielo, sarebbe stato casa mia d’ora in avanti.

[*T/N: le stanze sul tetto sono generalmente più economiche rispetto ai veri e propri appartamenti, e sono conosciuti per il fatto di essere utilizzati da persone povere o persone senza risorse economiche.]

Taehyung
11 Aprile, Anno 2022

Tracciai una linea con la bomboletta nera. Un volto sottile. La bocca, che aveva perso ogni parola. Capelli sfibrati. Con linee secche, disegnai sul muro grigio il volto che avevo visto in sogno. Era il turno degli occhi. Mi sporsi in avanti, poi mi fermai, e feci un passo indietro.

Nella mia testa, avevo ben presente quel volto. Lo sguardo era così definito da mettermi i brividi. È che non sapevo come rappresentarlo. Erano occhi privati di ogni emozione, che fosse gioia o tristezza. Si lasciavano dietro solo indifferenza e gelo. Erano tanti colori ed uno assieme. Pur non parlando o non facendo nulla, comunicavano ogni cosa. Afferrai più volte la bomboletta, ma alla fine non riuscii a disegnarli.

Erano passati due anni dall’ultima volta che avevo visto Seokjin. Sapevo si trovasse in America. Ma oltre a ciò, non conoscevo altro. Era la prima volta che lo sognavo. A volte mi ero domandato come stesse. Ripensavo a quanto successo quella volta nell’aula, e ricordavo bene di quando convovò il preside. Vi erano altre cose che non riuscivo a comprendere. Ma non mi era mai sembrato tanto freddo ed emaciato come in quel sogno.

Guardai di nuovo il volto che avevo disegnato. Era chiaramente Seokjin, ma non la persona che conoscevo. Perché avevo fatto un sogno simile, così all’improvviso? Nel sogno si erano susseguite scene di ansia terribili, ancora e ancora; lo hyung aveva assistito a quella catena di catastrofi, con sguardo privo di emozioni. La mano che impugnava la bomboletta iniziò a tremare. Sentivo risalirmi lungo la nuca tutte le sensazioni di quel sogno. Da lontano, sentii il suono di una sirena.

Taehyung
30 Aprile, Anno 2022

Lo shock mi impediva temporaneamente di muovermi. Seokjin era seduto in auto. Avevo sentito da Namjoon del suo ritorno, ma era la prima volta che lo rivedevo. Era imbronciato, e cercava qualcosa al cellulare. La scena di per sé non era strana. Nulla nel suo volto era cambiato. Non riuscivo a spiegarmi il mio shock. Freddezza, vuoto, desolazione. Nessuna di queste parole bastava a descriverne l’espressione. No, non le si avvicinava nemmeno per un pò. Era primavera, ma un brivido mi scese lungo la schiena. A mia insaputa, mi ritrovai a tremare. Il volto che mi era apparso in sogno era esattamente quello.

Alzai un attimo lo sguardo, che Jungkook comparve all’angolo. Si guardò intorno con sguardo allarmato. Poi corse lungo la strada. A quel punto, Seokjin fece un gesto irritato e scese dall’auto. Da lontano non riuscivo a sentire, ma da come muoveva le labbra sembrava stesse dicendo “Non importa, lascia stare”. Si incamminò poco a poco verso il motel, che si trovava lì a poca distanza. Guardò in direzione di Jungkook, poi lasciò cadere qualcosa all’entrata.

Yoongi
2 Maggio, Anno 2022

Mi hanno detto che la cicatrice sarebbe rimasta per un po’. Mi hanno detto che sarei guarito lentamente con il passare del tempo, ma che la portata era limitata. Sarei migliorato solo se avessi continuato la terapia, a partire dal terzo giorno dal mio ricovero. Il dottore ha sollevato la garza e ha svelato i segni lasciati dalle fiamme. La carnagione rossa del mio braccio sinistro era talmente scura da sembrare nera. Era il mio corpo, ma non lo sembrava affatto. Non mi era familiare. Quando avevo gettato a terra l’accendino, ero pronto a subire molto più di questo, ma avere solo una cicatrice di questo genere sembrava incoerente.

“Farà un po’ male.” Quando ha iniziato a cambiare la fasciatura, la mia ferita ha iniziato a perdere sangue. Il sangue che stava impregnando la garza bianca aveva proprio l’aspetto di una fiamma, proprio come le fiamme di quel giorno, talmente vivaci da sembrare volermi inghiottire. Ho provato a trattenerlo, ma è sfuggito un gemito di dolore. Il dottore ha detto che il sangue era un buon segno, che era prova della rigenerazione di una nuova pelle al di sotto della pelle morta. Nonostante facesse male, non sono riuscito a fare a meno di ridere. Perché tutto ciò che è nuovo è possibile solo dopo la morte? Che cosa sarebbe successo se fossi morto prima, allora? Non potrebbe essere stato l’unico modo per ricominciare tutto da capo?

Abbassai lo sguardo verso il mio braccio. Del sangue trafilava dalla nuova garza. Avevo chiamato quella macchia di sangue fiamma mentre il dottore l’aveva chiamata rigenerazione. Chi dei due aveva ragione?

Hoseok
10 Maggio, Anno 2022

Quando sono tornato in me, mi sono ritrovato a camminare lungo il ponte. Il sole era talmente splendente tanto che mi era difficile aprire gli occhi. Mi sono domandato come avessi fatto ad arrivare lì, quando aveva iniziato a girarmi la testa e la mia vista si era offuscata. Mi sono domandato se le mie gambe stessero cedendo, mentre il suono dei clacson delle macchine che andavano e venivano assaliva i miei timpani. Da un lato della mia visuale riuscivo a vedere l’acqua scura del fiume Yangjicheon.

La signora in orfanotrofio era stata la prima persona a consolarmi quando avevo perso mia madre. Era stata al mio fianco quando mi ero svegliato nel mezzo della notte con la febbre, era nel mio letto vuoto dopo che un amico era stato adottato, quando mi ero svegliato in ospedale dopo un attacco di narcolessia, era stata al mio fianco dal mio primo anno delle scuole elementari fino a quando non avevo ottenuto il diploma alle scuole superiori.

Si era ammalata. La voce dall’altro lato della chiamata ordinaria era stata quella di un amico dell’orfanotrofio. Non ricordavo come fossi arrivato a casa della signora. Quel che ricordo era casa sua e il suo volto visibile dalla finestra aperta. Stava parlando con qualcuno e rise. Che stava male, che aveva bisogno di un’operazione, che non c’era più alcuna speranza… sembravano tutte menzogne. Quando il suo sguardo stava per incontrare il mio, mi ero nascosto. Avevo l’impressione che sarei scoppiato in lacrime se avessi visto il suo volto. Avevo l’impressione che avrei sputato parole di risentimento come, “Anche tu mi abbandonerai?”. Mi sono incamminato, sembrava che qualcuno mi avesse chiamato, ma non mi sono voltato.

Un grande autobus aveva alzato del vento al suo passaggio. “Mamma”, avevo mormorato osservando l’autobus allontanarsi. Il giorno in cui l’avevo persa, eravamo saliti su quel genere di autobus. Anche la signora avrebbe abbandonato il mio fianco, come aveva fatto mia mamma? Avrei perso un’altra persona a me cara? Ho alzato lo sguardo e la luce del sole si è riversata su di me. Dopodiché il mondo intero aveva iniziato a collassare. Il suono sibilante dei gommoni sull’asfalto, il vento risalire dal fiume, e tutti i ricordi che avevo con la signora si sono frantumati sotto la luce del sole. Sono crollato a terra.

Hoseok
28 Maggio, Anno 2022

Non abbiamo mantenuto molto contatto una volta tornati dal mare. Per nessun motivo particolare. Seokjin hyung e Taehyung avevano litigato e Jungkook se ne era andato per un’altra strada, ma non era quello il motivo per cui ci eravamo allontanati. Allora dove stava il problema? Eppure, non ho contattato nessuno per primo. Il fatto che non ci fosse nessun particolare motivo sembrava essere, sotto certi aspetti, il motivo stesso.

Quando ripenso a quel giorno, ricordo sempre il vento sabbioso che aveva iniziato a soffiare improvvisamente. Dopo che Seokjin hyung si era arrampicato su quella piattaforma e Taehyung l’aveva seguito, il resto di noi si era coperto gli occhi dalla luce del sole e aveva alzato lo sguardo. Aleggiava un senso di deja-vu, come se fosse già successo, e con esso sottostava un senso di agitazione. “Hyung, riguardo alla spiaggia dove siamo già andati, là dove c’era la roccia che esaudiva i desideri… Non ti ricorda quel posto?”.  Alle parole di Jimin, mi ero guardato intorno. Era successo proprio in quel momento. Sembrava che Seokjin hyung e Taehyung stessero barcollando, come se stessero per cadere dalla piattaforma, quando aveva iniziato la tempesta di sabbia. Mi ero coperto il volto con entrambe le braccia e avevo chiuso gli occhi. Avevo paura, ero in ansia per quel che stava succedendo in cima alla piattaforma, ma trovandomi nel turbinio della tempesta di sabbia vorticosa, non avevo avuto il coraggio di aprire gli occhi.

Quando il vento si era calmato e avevo sollevato lo sguardo, avevo visto Seokjin hyung scendere dalla piattaforma. Stava guardando in alto, verso Taehyung, il quale era in piedi in cima alla piattaforma, ancora a testa bassa. Una volta raggiunto il fondo, Seokjin hyung era salito in macchina e se n’era andato. Avevo fatto un passo verso di lui, ma non c’era nulla che potessi fare.

Quella notte, eravamo tornati a Songju. Siccome Seokjin hyung se ne era andato per primo, non avevamo nessun posto dove trascorrere la notte e nessun mezzo di trasporto. Namjoon era stato il primo ad aver suggerito di tornare indietro. Sembravano tutti delusi, ma ci siamo obbligati a camminare. Tutti avevamo sperato che Namjoon dicesse che avremmo dovuto continuare la nostra gita al mare come pianificato, ma aveva detto che saremmo dovuti andare a casa e così la nostra gita era finita. La gita al mare che avevamo tutti aspettato con ansia si era rivelata essere un disastro.

Jimin
29 Maggio, Anno 2022

Un piccolo raggio di sole sfiorò il banco. Il raggio aveva a fatica trovato la sua strada attraverso il vetro della stanza, davanti l’entrata, dove si trovavano scritti numerosi nomi di studenti. Il professore stava parlando, ma le sue parole non raggiungevano le mie orecchie. Ero seduto nell’ultima fila di sedie, in un angolo, il capo chino, e mossi le dita come a voler acchiappare il raggio di luce che le attraversava. 

Non era cambiato nulla, da quando avevo lasciato l’ospedale. Anzi, mi sembrava di aver fatto molti passi indietro. Seguivo le lezioni solo perché mia madre si preoccupava di cosa avrei potuto fare, senza un diploma. Fu un suo suggerimento che avrei dovuto almeno diplomarmi. Mi era indifferente. Non vi era nulla che volessi fare, o che potessi fare. 

Non volevo tornare a scuola. Riprendere a studiare era una seccatura. Ma la mia paura più grande era essere circondato da estranei. E se qualcuno mi avesse riconosciuto? Cosa avrei risposto, se mi avessero chiesto il perché non mi fossi diplomato? Ero spaventato di rispolverare quei ricordi di scuola che avevo segregato in un angolo della mia memoria. 

Seokjin
30 Maggio, Anno 2022


Avevo solo un indizio: la Mappa dell’Anima. Le parole mi erano estranee, il che non mi dava nemmeno la più pallida idea di cosa fosse o cosa ci dovessi fare. Nonostante tutto questo, mi serviva pure un punto da dove cominciare e speravo che la “Mappa dell’Anima” lo fosse per me. Ma non lo era, quindi feci innumerevoli ricerche e ripetuti pensieri, ma tutto sembrava scivolarmi tra le dita. A ripensarci quando tutto tutto questo era cominciato, era stato allo stesso modo: “Credi che potrai rimediare a tutti i tuoi errori e salvare tutti?”. Quando avevo annuito a questa domanda non avevo idea di cosa avrei sofferto.

Voltai le spalle agli scaffali ed ai libri polverosi che affolavano la libreria dell’usato. Quando dalle scale spuntai nella stradina, i petali dei fiori di ciliegio volteggiavano nell’aria. Improvvisamente mi sentii come se fossi già stato lì e mi guardai alle spalle. L’ingresso sotto al livello della strada della libreria era buio e non si riusciva nemmeno a vedere l’insegna. Magari mi ero confuso con l’insegna di un’altra libreria: ero stato in innumerevoli librerie e bliblioteche per cercare qualcosa sulla Mappa dell’Anima. Su cosa avevo trovato, scorrendo tra bibliografie e parole chiave online, non c’era molto da dire. Magari in questo periodo ero passato anche in questa libreria o in una simile.

Mi diressi alla macchina all’inizio della stradina, accesi il motore e misi le mani sul volante. Ma da qui non sapevo dove sarei dovuto andare.

Seokjin
4 Giugno, Anno 2022


Entrando nello studio di mio padre, c’è un quadro interessante. Una precaria zattera di legno sulle impennati onde del mare aperto. Persone abbandonate lì sopra, senza cibo o acqua, senza una bussola o una speranza. Persone che a causa della fame e della sete, della paura e del disgusto, dell’orrore e dell’avidità, bevono il sangue uno dell’altro e, nel farlo, uccidono anche loro stessi.

Quando ero piccolo questo quadro mi spaventava così tanto che non entravo nello studio. Mi chiedevo persino come mai mio padre avesse un dipinto così orribile appeso al muro, ma con il passare del tempo il quadro è diventato semplicemente parte dello studio, non l’oggetto di paura e preoccupazione.

Al suo posto sviluppai un altro tipo di paura. La paura per la stanza dall’altra parte della porta che si trovava dentro lo studio. Nè la stanza nè la porta erano speciali, non erano chiuse con un lucchetto o un codice, e quello che c’era oltre era solo un’estensione dello studio. Se ci fosse stato qualcosa di speciale lì dentro, sarebbe stato solo che c’erano moltissimi libri: gli scaffali erano zeppi di fogli e libri da quando mio padre faceva le superiori in poi. Chiamavo quel posto “la stanza interna”.

La stanza interna era un posto dove mio padre andava da solo a riordinarsi le idee o a pensare a cose nuove. Oltre a lui nessuno andava lì dentro. Io ero stato dentro quella stanza una volta sola ed anche e ero piccolo avevo capito che non era solo una stanza piena di libri. A primo sguardo, i libri buttati qua e là e le scatole ed i documenti messi da parte senza alcun particolare ordine, sembravano normalmente umani. Non sentivo alcun calore provenire dalla carta e non trovavo nessuna emozione nemmeno nelle fotografie o nei dipinti. Ma anche solo stando in mezzo alla stanza a guardare gli scaffali, sentivo un senso di intimidazione che mi faceva sentire come se tutto il mio corpo si stesse sgretolando.

Non mi ricordo che ci sia stato alcun tipo di protesta perchè vi ero entrato (anche se potrebbe essercene stata qualcuna), ma ad un certo punto smisi di entrare nella stanza qualche volte. Arrivavo fino a davanti alla porta, ma la guardavo solo per un istante e non mi sognavo nemmeno di girare la maniglia.

Namjoon
12 Giugno, Anno 2022

Il paese di campagna era esattamente come l’avevo lasciato, immutato. A parte per il cambiamento delle stagioni, era esattamente lo stesso. Per evitare i negozi e il lungofiume, stetti di proposito a debita distanza dal paese e mi diressi verso l’area di sosta. La strada era per lo più in salita, c’era il sole e stavo sudando. Uno scooter ci sorpassò, alzando una nube di polvere. Taehyung tossì seccamente e borbottò tra sè e sè, in lontanaza riuscii a scorgere la curva dove era avvenuto l’incidente.

Al momento non c’era nemmeno un segno rimasto sul bordo della strada. Taehyung cadde in ginocchio, come se fosse crollato, e guardò l’asfalto. Sull’autobus per arrivare qui gli avevo raccontato cosa era successo alcuni inverni fa: la gara al ristorante lungo il fiume, i fiocchi di neve che cadevano dal cielo notturno, il volto ferito di Taehyung. Il momento in cui lo scooter era scivolato, mi si erano drizzati tutti i capelli sulla nuca. L’incidente e la morte di Taehyung, e quanto facilmente quell’incidente era stato ripulito e dimenticato. Alcune cose non potevo dirle, come l’espressione sulla faccia di Taehyung quando aveva detto che aveva qualcosa da chiedermi, tutti i momenti che avevo passato in quel paese di campagna, e il fatto che avevo chiamato quell’amico “Taehyung”.

“Hyung, non moriamo!”

Abbassai lo sguardo per vedere Taehyung che stava guardando verso di me, le mani poggiate sull’asfalto. Provai a pensare a qualcosa da dire, ma non mi venne in mente niente. Mi sembrava che sotto le mani di Taehyung potessi vedere Taehyung -no, quel mio amico del paese – sdraiato lì sulle strisce bianche. Non esisteva nessuno al mondo a cui sarebbe andato bene morire così. Qualcuno era morto, ma nessuno se ne era preso la responsabilità e nessuno lo aveva davvero compianto. Ovviamente, anche io avevo fatto lo stesso.

“Andiamo”

Alle mie parole, Taehyung si alzò. “Dove andiamo adesso?”

Invece di rispondergli, dissi: “Quando siamo andati in spiaggia mi hai detto che avevi qualcosa da chiedermi, no? Parliamone adesso. Qualunque cosa sia troveremo la soluzione assieme.”

Namjoon
15 Giugno, Anno 2022

Guardai il bambino che stava buttando giù il ramyon tutto d’un fiato, aveva otto, forse dieci anni. Ogni tanto guardava verso di me mentre si ingozzava di riso e noodles caldi. Gli chiesi il nome e disse di chiamarsi Woochang, Song Woochang. Si versò un po’ del brodo del ramyun sulla maglietta sporca e, mentre lo puliva con le mani, borbottava che la nonna lo avrebbe rimproverato di nuovo.

Vidi Woochang per la prima volta circa due mesi fa. Stavo tornando dalla pompa di benzina e lo vidi in piedi davanti al container dietro al mio. All’epoca credevo che stesse cercando una scorciatoia per uscire dalla stazione di Songju, il villaggio dei container non era un posto adatto per far vivere un bambino. Ma un paio di settimane dopo lo rividi nello spiazzo vuoto vicino ai container, stava prendendo a calci da solo un vecchio pallone e da quel momento mi ero imbattuto in lui svariate volte. Andava in giro sempre solo, con indosso sempre la stessa maglietta, gli stessi pantaloni e le stesse scarpe da ginnastica. Era evidente che non avesse un adulto che si prendeva cura di lui. Non c’era niente che ci potessi fare, avevo già abbastanza difficoltà a prendermi cura di me stesso. Passavo sempre oltre e fingevo di non conoscerlo.

Quando venni via dalla pompa di benzina e arrivai al villaggio dei container stasera, erano passate da poco le undici. Mentre rovistavo in tasca per cercare la mia chiave, vidi un’ombra accovacciata: era Woochang. Avrei potuto trovare la mia chiave, aprire il container ed andare dentro a farmi del ramyon per poi dormire, ma non stasera. Non volevo farlo.

Guardai il cielo, era stato cupo tutta la giornata e il cielo notturno era pieno di nuvole grigie, non riuscivo a vedere nemmeno una singola stella. Improvvisamente mi sentii affamato. Se ricordavo bene, mi era rimasta solo una confezione di ramyeon nel container. Non ne avevo altre in dispensa e non avevo la forza di andare a comprarne altre. Queste erano le condizioni in cui mi trovavo. Guardai la chiave che avevo tirato fuori dalla tasca, mi ricordai il paesaggio che guardavo mentre venivo via dalla campagna. Mi vennero in mente le parole. che avevo scritto sul finestrino dell’autobus.

Andai verso Woochang.

Yoongi
23 Giungo, Anno 2022

Quando vidi le notifiche nella chat, sbloccai il telefono. All’improvviso si era fatto buio. Fino a quel momento, non era stato facile raccogliere ogni pezzo musicale scritto. Scelsi tra quelli sopravvissuti alle fiamme, e tra le melodie che mi erano ancora rimaste in mente. Con sorpresa, tra quelle, la maggior parte le avevo proprio scritte nell’aula in disuso, durante le superiori. Se ci ripensavo, non mi sembrava di aver scritto chissà poi quanta musica in quel periodo. Allora… no, ogni momento che avevo avuto, lo avevo passato sempre a fuggire dalla musica.

Aprii la chat e vidi che si erano accumulati già un bel po’ di messaggi. Stranamente era stato Jimin a crearla, e notai che la conversazione era già iniziata, prima che mi aggiungessero, perché i discorsi erano iniziati a metà. Taehyung chiese a tutti: “Voi sapete cos’è la mappa dell’anima?”.

Passò molto tempo prima che Hoseok rispondessere: “Cos’è?”.

“Hyung, secondo te se lo avessi saputo te lo avrei chiesto?”, disse Taehyung.

“Effettivamente. Perché lo chiedi?”.

La conversazione proseguì per un pò in tal senso, finché Jimin non spiegò tutta la storia: era andato all’ospedale, e sulla strada del ritorno si era imbattuto in Seokjin hyung, che gli aveva detto di essere alla ricerca della mappa dell’anima.

Dopo molto tempo, apparve Namjoon, e scrisse: “Seokjin hyung un po’ di tempo fa ha chiesto anche a me cosa fosse. Mi disse che la mappa dell’anima era l’unico modo per mettere un punto a tutto ciò”.

Dopodiché, la conversazione si interruppe. Forse eravamo tutti assorti nei nostri pensieri. Cos’era quella cosa a cui Seokjin hyung voleva dare un taglio? Sospettavamo tutti che ultimamente si stesse comportando un pò in maniera strana. Se avesse trovato la mappa dell’anima, sarebbe tornato di nuovo a stare bene? Che diavolo era, e dove si poteva reperire?

La conversazione successivamente proseguì in tal modo:

“Nessuno ha aggiunto Jungkook alla chat?”

Jimin replicò: “Ci avevo pensato anch’io, ma Jungkook sta ancora male”. Era una risposta criptica, e incerta. All’improvviso, mi chiesi perché Jimin si fosse recato all’ospedale. Cosa aveva provato, dopo aver visitato il posto in cui era stato rinchiuso per così tanto tempo?

Avevo già chiuso la chat, ma la riaprii, e scrissi: “Ok. Hai fatto bene. Facciamo riposare Jungkook ancora un altro po’ “.

Jimin
24 Luglio, Anno 2022

Raggiunsi il capannone in anticipo rispetto a quanto accordato. Volevo fare gli auguri a Jungkook per le dimissioni dall’ospedale. Ma non solo. Dovevo parlare anche con Seokjin. Era una cosa importante, ma che probabilmente non gli avrebbe fatto piacere. Anziché entrare subito, camminai un po’ lungo i binari. Passò un treno, e si alzò un forte vento. La banchina si riempì di persone, per poi subito svuotarsi. A un certo punto, mi accorsi di essere in ritardo. Tornai indietro, prendendo un grosso respiro.

Non c’era nessuno nel container, solo aria cocente. Scottata dal sole estivo, mi investì, quasi stesse aspettandomi. Ero dieci minuti in ritardo, eppure ero il primo arrivato. Cos’era successo agli altri? Era accaduto qualcosa? Sarebbero venuti? Accesi il condizionatore e entrai. L’atmosfera nel capannone era troppo rafferma e silenziosa per essere quella di festa. Presi un foglio dal cassetto della scrivania, e scrissi “Auguri, Jungkook”, e poi lo appesi al muro. Non bastava a togliermi quella sgradevole sensazione di dosso, ma era meglio che non far nulla. 

I minuti passarono, e controllai in chat se stessero arrivando. I treni si susseguirono fuori dalla finestra, e ogni volta il capannone dava uno scossone. Mentre osservavo il mondo di fuori, che sembrava tremare, mi ricordai di quando varcai le porte dell’ospedale e scappai. Senza gli hyung, senza Taehyung né Jungkook, sarei stato in grado di farlo? Anche se la porta fosse stata lì, aperta, non era scontato varcarla. Non si era trovato anche Seokjin chiuso in una situazione simile? Non è che stava aspettando che qualcuno la aprisse per lui? Non vi erano certezze. Non sapevo se sarei stato in grado di aiutarlo. Ma se ciò che avevamo raccolto poteva essere anche solo un piccolo indizio… mentre pensavo a ciò, le porte del capannone si aprirono, e Yoongi entrò.

Jungkook
24 Luglio, Anno 2022

“Auguri, Jungkook”, c’era scritto sul lato del container, ma la scritta non rispecchiava affatto l’atmosfera. L’aria all’interno del container straripava di una strana agitazione. Pensandoci, era sempre stato così, ultimamente.

In un attimo, Seokjin hyung uscì. Taehyung hyung lo seguì in fretta e gli altri fecero lo stesso, scambiandosi qualche sguardo. Taehyung hyung disse qualcosa, ma non sembrava che Seokjin hyung lo stesse ascoltando. Da dietro le spalle di tutti gli hyung, vidi Seokjin hyung salire in macchina.

La macchina fece retromarcia molto facilmente, dopodiché ripartì di corsa. Le luci provenienti dal container ne delinearono il contorno. Le tracce di un incidente sul paraurti si resero visibili per un breve attimo, prima di sparire inghiottite dall’oscurità. Era strano, ma vedere quella scena non mi aveva fatto provare nulla. Nonostante fosse una conferma di ciò che già sapevo, pensavo che di fronte ad una dura verità avrei provato qualcosa di complicato o che almeno ne sarei rimasto scioccato, ma in realtà non fu così.

L’immagine della macchina di Seokjin hyung che spariva nell’oscurità venne sostituita da quella dei fari che quella notte si avvicinavano nella mia direzione, dalla sensazione del mio corpo in aria, dal momento in cui non ero più stato capace di deglutire o respirare, dall’attacco di panico che aveva fatto tremare il mio corpo intero, dal brivido insopportabile che avevo provato quando la mia coscienza si era dispersa, dall’ombra di morte e dalle tracce dell’incidente sul paraurti di quella macchina.

Entrai nel container, mi sedetti e alzai lo sguardo verso la calligrafia di Jimin hyung che tracciava, “Auguri, Jungkook”. Improvvisamente, provai un forte dolore alla gamba che era stata coinvolta nell’incidente. Gli hyung non avevano nemmeno pensato di rientrare. Stavano parlando di qualcosa di cui non ero a conoscenza.

Jungkook
26 Luglio, Anno 2022

Quando sono ritornato in me, mi sono ritrovato alla fermata dell’autobus. Mi sono guardato alle spalle per vedere quanta strada avessi fatto, ma avevo già perso di vista l’ospedale. Ho aspettato l’autobus e poi sono partito. Era un autobus che portava a quel posto, non era stata mia intenzione salirci, ma forse già sapevo dentro di me che sarei dovuto tornare in quel posto. Dovevo capire il significato di quel che era successo lì. Ho gettato lo sguardo al di fuori del finestrino osservando il passante tempo estivo, e ho pensato fra me e me: posso fidarmi degli hyung?

Quando sono sceso dall’autobus, quest’ultimo è partito immediatamente. Si è sollevata una nube di polvere. Mi sono incamminato lentamente verso il luogo dell’incidente. Ho pensato a quella notte. Ho pensato alla grandissima luna appesa in cielo, al mondo capovolto, ai fari dirigersi verso di me nella mia visione ribaltata, alla sagoma della macchina che mi oltrepassò sparendo, alle luci dei fanali posteriori e al suono di un motore che suonò particolarmente familiare.

Mi sono steso sull’asfalto così come in quella notte. Ho reclinato la testa e ho alzato lo sguardo al cielo. Si stava facendo buio, ma non riuscivo a vedere la luna. Era una strada silenziosa, ma se qualche macchina fosse passata di cui, avrebbe potuto non vedermi e sarei potuto finire coinvolto in un altro incidente. Mi sono domandato un’altra volta: se non potevo fidarmi degli hyung, di chi mi potevo fidare?

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt (hanabi, lilac, Fab). Prendere solo con crediti.

BTS Italia Cerca Staff: Info per Candidarsi

Come già altre volte in passato, ci rivolgiamo a voi, Army, per chiedervi di unirvi a noi e di entrare a far parte dello staff di BTS Italia. Come sempre, cerchiamo preferibilmente candidati con già dell’esperienza pregressa, ma siamo disposti ad accettare anche persone che vogliono apprendere le competenze richieste in corso d’opera. Prima di spiegarvi di quali figure abbiamo bisogno e come fare per candidarvi, vogliamo precisare alcune cose preliminari, sulle quali, se intenzionati a candidarvi, vi invitiamo a riflettere attentamente. 

  • Il lavoro che svolgiamo per la fanbase non è assolutamente e in alcun modo retribuito.
  • Non abbiamo alcun tipo di contatto con la Big Hit né con i ragazzi, per cui non ci vengono riservati particolari diritti o agevolazioni. 
  • L’età minima per potervi candidare è di 18/19 anni: non vogliamo assolutamente discriminare nessuno, ma abbiamo avuto a che fare con candidati di ogni tipo e ci siamo resi conto del fatto che questo range d’età sia il migliore per quanto riguarda il tempo libero a disposizione e la capacità di gestire i propri impegni, nonché per quanto concerne la serietà. 

Detto ciò, le figure di cui abbiamo bisogno e le uniche che cerchiamo questa volta sono SUBBER. Il loro compito è in generale quello di “mettere insieme” i video: devono impostare il timing dei sottotitoli, tradurli, sistemare font e dimensioni etc, e infine montare i sottotitoli terminati sul video originale. 

E’ richiesta una buona conoscenza della lingua inglese e sarebbe gradita esperienza nel campo delle traduzioni o della “conversazione” (ciò per appurare che non solo conosciate la lingua, ma la sappiate padroneggiare abbastanza da poter facilmente tradurre da inglese a italiano). 

Inoltre, coma già accennato, richiediamo massima serietà e voglia di lavorare dato che il lavoro per i subber non manca mai: non vi chiediamo di anteporre la fanbase ai vostri impegni lavorativi e/o scolastici e siamo sempre disponibili a venire incontro ad ogni esigenza, ma ci teniamo al nostro lavoro e cerchiamo qualcuno che possa arrivare a tenerci quanto noi e che sia disposto a dedicarci più tempo possibile. 

Se avete intenzione di candidarvi, ma non avete esperienza, non temete perché per i primi tempi vi spiegheremo tutto e saremo a vostra disposizione per eventuali chiarimenti.

Se siete interessati scrivete un’email a [email protected] inviandoci la seguente scheda completa:

  • Nome
  • Età
  • Account Twitter
  • Quanto tempo potete dedicare al giorno/settimanalmente alla fanbase (ammontare di ore realistico)?
  • Avete già esperienza come subber/typesetter? Da quanto tempo e quali programmi avete utilizzato o state utilizzando?
  • Quale motivo vi spinge a cercare di far parte dello staff e, soprattutto, scriveteci qualcosa su di voi!

Vi aspettiamo in tanti~

BTS Italia Staff

[TRAD ITA] Jamais Vu

Credo di aver perso di nuovo
Sembri arrabbiata
In un lampo, il gioco è finito finito finito

Se questo fosse davvero un gioco
Potrei semplicemente ricaricarlo
(Ma) immagino di dover affrontare
Affrontare
Questa realtà

Vorrei davvero fosse un gioco
Perchè fa troppo male
Dottore, devo guarire 
Ma sono un’altra stella
Incolpo me stesso, perché non riesco ad essere perfetto
In testa solo limiti
Nei passi, sempre limiti
Volevo fare tutto al meglio
Volevo farti sorridere… dannazione

Per favore, dammi un rimedio
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
Cosa dovrei fare ora
Per favore, salvami, dammi un’altra occasione
Per favore, dammi

Un rimedio, una melodia
Un ricordo che rimanga a me
Se mi fermassi a questo punto
Se solo lo spegnessi, tutto sarebbe più facile?

Sto bene, ma non sto bene affatto
Mi dico di esserci abituato
Ma fa male come la prima volta

Un pessimo giocatore
Hai ragione, non ho il controllo di me stesso
Continuo a fare del male a causa di 
Tutta una serie di tentativi ed errori
Il testo della mia canzone, ogni movimento del mio corpo
Qualsiasi parola pronunci
Sento crescere la paura verso il mio jamais vu
Ancora una volta, cerco di scappare
Ma tu mi afferri
Nonostante la mia ombra si ingrandisca sempre di più
La mia vita e tu, un segno dell’uguale
Quindi il mio rimedio, è il tuo rimedio

Per favore, dammi un rimedio
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
Cosa dovrei fare ora
Per favore, salvami, dammi un’altra occasione
Per favore, dammi

(Un rimedio)
Continuo a correre, ma inciampo di nuovo
(Onestamente)
Nonostante si stia ripetendo infinite volte
Continuerò a correre

Quindi dammi un rimedio
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
Cosa dovrei fare ora?
Per favore, salvami, dammi un’altra occasione

Per favore, dammi un rimedio
(Sono tornato chiedendomi se fosse una vittoria)
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
(Mi concentrerò e ti raggiungerò a qualunque costo
Correndo, inciampando
)
Cosa dovrei fare ora?
(Una sofferenza ormai familiare mi avvolge come sempre)
Per favore, salvami
(Non è facile nemmeno stavolta)
Dammi un’altra occasione
(Mi arrenderò? Ti chiederai
No, no, mai
)
Non mi arrenderò

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt.
Prendere con crediti.

[TRAD ITA] PERSONA

‘Chi sono io’ la domanda che mi ha tormentato per tutta la vita
Domanda a cui probabilmente non troverò mai risposta
Se fosse possibile rispondere con poche parole
Allora Dio non avrebbe creato tutte queste varie bellezze
Come ti senti? Come ti senti adesso?

A dire il vero bene, ma mi sento un po’ a disagio
Non so ancora se sono un cane o un maiale o qualcos’altro
Ma poi spuntano altre persone e mi mettono la collana di perle
Ptui!
Rido più di prima
Sognavo di diventare un supereroe
Ora sento come se lo fossi diventato davvero
Ma andando avanti si blatera così tanto
Uno dice ‘corri’, un altro dice ‘fermati’
Questo dice ‘guarda la foresta’, l’altro dice ‘guarda il fiore selvatico’

La mia ombra, ne ho scritto e l’ho chiamata ‘esitazione’
Non ha mai esitato dopo essere diventata così
Continua ad apparire sotto il palco o la luce
Continua a fissarmi bruciante come un’ondata di calore (oh m*rda)
Hey, hai già dimenticato il motivo per cui hai dato inizio a tutto questo?
Ti piaceva solo il fatto che qualcuno ti ascoltasse
A volte tutto sembra una sciocchezza assurda
Sai come quello che ti viene fuori quando sei ubriaco… L’immaturità

Uno come me non è abbastanza per la musica
Uno come me non è abbastanza per la verità
Uno come me non è abbastanza per ricevere una chiamata
Uno come me non è abbastanza per essere una musa

I miei difetti, di cui sono a conoscenza
Forse sono tutto ciò che ho, davvero
Il mondo in realtà non è interessato alla mia goffaggine
I rimpianti di cui non mi stanco neanche più
Crollo con loro ogni notte finché non sono disgustato
Rigirandomi nell’inarrestabile scorrere del tempo
C’è qualcosa che mi ha fatto rialzare ogni volta
La prima domanda
Le tre sillabe del mio nome e la parola “ma” che dovrebbe precederle tutte

Quindi ti sto chiedendo ancora una volta
Chi diavolo sono?
Dimmi tutti i tuoi nomi, tesoro
Vuoi morire?
Oh, vuoi andare?
Vuoi volare?
Dov’è la tua anima? Dov’è il tuo sogno?
Pensi di essere vivo?
Mi chiamo R

Quel “me” che ricordo e la gente conosce
Il “me” che ho creato per sfogarmi
Sì, forse ho ingannato me stesso
Forse ho mentito
Ma non sono più imbarazzato, questa è la mappa della mia anima

Caro me stesso
Non perdere mai la tua temperatura
perché non è necessario essere né caldi né freddi
Anche se a volte potrei fare l’ipocrita o fingere di essere cattivo
Questo è il barometro della direzione che voglio mantenere
Il “me” che io voglio essere
Il “me” che la gente vuole che io sia
Il “me” che ami
E il “me” che ho creato
Il “me” che sorride
Il “me” che a volte è in lacrime
Che respira vividamente ogni secondo e ogni momento, anche adesso

Persona
Chi diavolo sono io?
Voglio solo andare
Voglio solo volare
Voglio solo darti tutta la mia voce fino alla morte
Voglio solo darti tutte le spalle quando piangi

Persona
Chi diavolo sono io?
Voglio solo andare
Voglio solo volare
Fino a che non morirò, ti darò voce
Ti offrirò le mie spalle quando piangerai

Traduzione a cura di Bangtan Soneyondan – BTS Italia. Prendere con crediti.

[TRAD ITA] Tutorial ARMYPEDIA

Benvenuti su ARMYPEDIA! Hey ARMY, su, unitevi a noi!

ARMYPEDIA è un archivio digitale creato dagli ARMY con l’intento di ripercorrere i 2.080 giorni trascorsi insieme ai BTS dal debutto sino ad oggi. Ciascuno di questi giorni, una volta sbloccati sul sito, tramite il ritrovamento del pezzo del puzzle corrispondente, verrà riempito dagli ARMY con i loro ricordi più preziosi legati ai BTS (sotto forma di testo, immagine o video). I ricordi più apprezzati verranno premiati, ma tutti insieme racconteranno la storia dei BTS attraverso le parole e le emozioni degli ARMY.

  1. ARMYPEDIA
  2. Regole generali e linee guida
  3. Come pubblicare un post
  4. Punti e ricompense
  1. ARMYPEDIA

ARMYPEDIA consiste in un totale di 2.080 giorni, che vanno dalla data di debutto dei BTS, il 13 Giugno 2013, al 21 febbraio 2019. Potete considerare ARMYPEDIA come archivio dei vostri ricordi con i BTS, per ciascuno dei 2.080 giorni

2. Regole generali e linee guida

La carta di questo giorno è bloccata. Gli ARMY non possono aggiungere ancora ricordi a questo giorno.

Per sbloccare questa carta, è necessario trovare il pezzo di puzzle di questo giorno.

Questo è un pezzo di puzzle che può sbloccare la carta di un giorno. I pezzi di puzzle sono disseminanti in giro per il mondo, sia online che offline. Non saprete mai quando potreste imbattervi in uno di loro, quindi ARMY, dovete collaborare tra di voi e condividere ciò che sapete.

Ad esempio, questo pezzo di puzzle sblocca la carta che corrisponde al 25 Settembre 2018, ovvero il 1931° giorno dalla data di debutto dei BTS. Se trovate un pezzo di puzzle, scannerizzate il suo codice QR!

Una volta scannerizzato il codice QR, apparirà una domanda a risposta multipla riguardante i BTS.

Se risponderete correttamente, potrete sbloccare la carta corrispondente al 25 Settembre 2018. Una cosa importante! L’ARMY che risponderà correttamente alla domanda per primo, vincerà il pezzo di puzzle e il suo nome sarà registrato sulla pagina <NOW ON PUZZLE>!

Da questo momento in poi, la data è sbloccata ed è possibile pubblicare ricordi con i BTS al suo interno. Qualunque ARMY collegato ad ARMYPEDIA può caricare i propri ricordi e postare qualcosa sui BTS per tutte le date sbloccate.

Se volete visualizzare un’altra data, trascinate le carte verso sinistra o verso destra, o selezionate la data desiderata nella barra di scorrimento in basso per fare più velocemente.

3. Come pubblicare un post

Adesso vediamo come fare per pubblicare qualcosa su un determinato giorno. Se trovate una data che è stata già sbloccata, cliccate sul pulsante <crea un post> (make a posting) per pubblicare un ricordo sui BTS.

Potete scegliere fra 3 tipologie di post: immagine, testo o video.

Il vostro post deve contenere un minimo di 10 caratteri e un massimo di 140. Ciascun ARMY può pubblicare soltanto un post per data, e una volta pubblicato questo non può più essere modificato; potete solo eliminarlo. Se lo eliminate, però, non potrete pubblicare nuovamente per quel giorno! State perciò attenti quando scrivete o pubblicate il vostro post.

Per inserire un’immagine, selezionate <IMMAGINE>.

Adesso selezionate <SCRIVI>. Qui potete inserire del testo che verrà pubblicato come immagine. Create una vostra personale anteprima scrivendo fino a 10 caratteri per riga, su 3 righe in totale, e poi selezionando uno sfondo!

Ecco come apparirà un post creato usando la modalità <SCRIVI>.

Adesso proviamo con “YOUTUBE”. Potete inserire il link e pubblicare un video di uno dei due canali, ibighit o BANGTAN TV. Cliccate su “condividi” sotto al video che volete postare, copiate il link e incollatelo nella schermata di pubblicazione.

Quando avete finito, ricontrollate quello che avete fatto prima di pubblicare il vostro post. Ricordate, post che contengono serie di lettere prive di significato, volgarità, insulti, o altro testo o contenuto che viola le intenzioni di ARMYPEDIA, potrebbe essere eliminato dall’amministratore del sito, quindi state attenti e siate cortesi!

Ogni post che pubblicate verrà mostrato in cima a tutti i post, contrassegnato con “MY”. Cliccate sull’icona accanto al vostro nickname per eliminare o condividere il vostro post (su Facebook o Twitter). Potete anche cliccare sul cuore viola per far sapere all’ARMY a cui appartiene il post che lo avete apprezzato.

Tra tutti i post di un determinato giorno, quello che riceve più cuori viola verrà nominato “Top Memory” (miglior ricordo) di quel giorno. Alla fine ci saranno tanti “Top Memory” quanti sono i giorni, per un totale di 2.080. Create i vostri post con cura in modo che possano diventare i preferiti degli ARMY e far parte dei loro ricordi per molto, molto tempo.

Ogni attività effettuata su ARMYPEDIA da ciascun ARMY riceverà dei punti in base ai criteri sottostanti:

  • Post selezionato come “Top Memory” del giorno: 200 punti
  • Primo ARMY ad aver scannerizzato un codice QR e aver risolto il puzzle: 100 punti
  • Scannerizzato un codice QR e risolto un puzzle già trovato da un altro: 50 punti
  • Pubblicato un ricordo: 50 punti
  • Ricevuto un cuore viola per un post: 1 punto

Potete controllare il vostro punteggio cliccando sul MENU dopo esservi collegati al sito. I punteggi sono calcolati una volta alla settimana, di domenica e a mezzanotte (KST), e pubblicati il lunedì.

In seguito al completamento di ARMYPEDIA il 24 Marzo 2019, ciascun ARMY partecipante, in base al punteggio raggiunto, potrà essere incluso nella classifica finale che avrà un totale di 2.080 classificati (dal 1° al 2080° posto). Saranno ricompensati con un regalo speciale in base al posto in classifica che avranno raggiunto:

  • Dal 1° al 10° posto (10 vincitori): 100.000 punti del Big Hit Shop
  • Dal 11° al 100° posto (90 vincitori): 10.000 punti del Big Hit Shop
  • Dal 101° al 1000° posto (900 vincitori): 5.000 punti del Big Hit Shop
  • Dal 1001° al 2080° posto (1080 vincitori): 1.000 punti del Big Hit Shop

Avete completato il tutorial! Siete pronti ad immergervi nella ricerca dei 2.080 pezzi di puzzle e nei quiz sui BTS, e, cosa più importante, nei vostri preziosi ricordi dei BTS? ARMY, lasciate che i vostri ricordi scrivano la storia dei BTS!

Link ad ARMYPEDIA: https://www.armypedia.net

Traduzione italiana a cura di BTS Italia.
Prendere solo con crediti.

La Big Hit visita le vittime delle bombe atomiche e rilascia delle scuse ufficiali in merito alla controversia della maglietta

[Nov 16, traduzione articolo Yonhap News]

<< Korea Atomic Bombs Victim Association: “Il Giappone accusa i BTS, quando dovrebbe essere lui a chiedere scusa per i propri crimini di guerra” >>

Il 16 Novembre, l’agenzia dei BTS (Big Hit Entertainment), ha visitato le vittime delle bombe atomiche cadute su Hapcheon (nella provincia di Gyeongnam) e ha divulgato delle scuse ufficiali in merito alla recente controversia riguardante la maglietta indossata da Jimin, uno dei componenti del gruppo. 

Hapcheon è chiamata la “Hiroshima coreana”, dato che il 70% delle vittime coreane di bombe atomiche vengono da questa contea. 

Lee Jin-Hyung, rappresentante della Big Hit, ha incontrato 10 membri esecutivi della Korea Atomic Bombs Victim Association (associazione per le vittime di bombe atomiche in Corea) intorno alle 13, ha tenuto una riunione a porte chiuse e ha presentato le scuse della compagnia. 

Nel corso dell’incontro, durato circa 20 minuti, Lee ha abbassato la testa dicendo, “Ci è sembrato doveroso venire ad incontrare le vittime e a parlare con loro, dato che potrebbero essersi sentite ferite. Non era nostra intenzione ferire nessuno, ma se qualcuno si è sentito tale, chiediamo umilmente scusa”.

Lee ha detto, “Abbiamo organizzato questo incontro per comunicare direttamente a voi le nostre parole, non per la stampa” e non ha rilasciato alcun commento in particolare alle testate giornalistiche. 

Dopo l’incontro, l’associazione ha risposto con questo commento: “Le vittime di bombe atomiche comprendono la situazione e si sentono direttamente coinvolti nelle recenti controversie”.

Il presidente dell’associazione, Lee Kyu-Youl, ha espresso le sue critiche nei confronti del Giappone dicendo, “Accusando l’immagine della bomba atomica presente sulla maglietta di uno dei membri dei BTS, il Giappone tenta di portare l’attenzione su di sé come se fosse l’unica nazione ad essere stata colpita dalle bombe atomiche, quando le sue scuse per i crimini di guerra non sono mai arrivate”. 

Ha aggiunto, “E’ scioccante vedere dei media giapponesi, privi di qualunque consapevolezza storica, piuttosto che riflettere sulla loro storia da colonizzatori, cancellare gli impegni presi con i BTS, che sarebbero dovuti apparire in alcuni show giapponesi”. 

Ha, inoltre, sottolineato, “Invece che pensare a come la Corea sia diventata nuovamente indipendente per via dell’uso delle bombe atomiche, spero che tutti possiamo riflettere su quanto il loro uso sia contro l’umanità. Confido nel fatto che il Giappone e i suoi media non sviino e distorcano l’opinione pubblica, ostacolando così la brillante e innocente carriera dei BTS”. 

E ancora, “ Non dovrebbero usare le scuse della compagnia per incoraggiare le opinioni anti-Corea”.

La controversia della maglietta è diventata un problema nel momento in cui una delle testate giornalistiche giapponesi, vedendo l’immagine di una bomba atomica stampata sulla maglietta di uno dei membri, ha accusato i BTS di inneggiare al movimento anti-Giappone. 

Il ‘Simon Wiesenthal Center’, un noto centro per i diritti degli ebrei, ha anch’esso criticato il gruppo dicendo che “i BTS hanno indossato una maglietta che rappresenta una diretta offesa alle vittime delle bombe di Nagasaki”.

Il 13 Novembre, la Big Hit ha rilasciato un comunicato ufficiale tramite i propri social media, spiegando che “Abbiamo verificato che l’abbigliamento incriminato non è stato originariamente creato con lo scopo di offendere o schernire coloro che sono stati in qualche modo danneggiati dall’uso delle bombe atomiche”.

E ancora, “Ci scusiamo sinceramente per non aver preso le giuste precauzioni, che avrebbero potuto prevenire l’uso di tale abbigliamento da parte del nostro artista e conseguentemente non avrebbero ferito nessuna vittima di bombe atomiche, ma anche con chiunque abbia provato un senso di angoscia o disagio nel vedere associati i nostri artisti ad immagini relative agli attacchi atomici”. 

La maglietta è stata creata da un marchio coreano per celebrare il giorno della liberazione. Su di essa, oltre all’immagine di persone che festeggiano l’indipendenza, sono presenti parole in inglese come “patriottismo”, “la nostra storia”, “liberazione”, Corea”, etc.

In Corea del Sud non ci sono state polemiche a riguardo, dato che per la maggioranza si tratta della “maglietta del giorno della liberazione” e non della “maglietta delle bombe atomiche”, ma alcuni ritengono che l’uso delle bombe atomiche come simbolo di indipendenza potrebbe desensibilizzare l’immoralità della armi atomiche. 

Articolo Naver originale.

Traduzione inglese di @BTSARMY_Salon (link).

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt. Prendere con crediti. 

[TRAD ITA] RM – 어긋 (uhgood)

Tutto ciò di cui ho bisogno sono io
Tutto ciò di cui ho bisogno sono io
Lo so, lo so, lo so, lo so, lo so, lo so
Tutto ciò di cui hai bisogno sei tu
Tutto ciò di cui hai bisogno sei tu
Lo sai, lo sai, lo sai, lo sai, lo sai, lo sai

A volte mi sento deluso da me stesso
Mi calpesto ancora una volta
“Questo è tutto ciò che puoi essere?
Devi fare di più, molto di più
Devi essere migliore
Meglio morire che perdere
Devi vincere, tu tu tu tu”

Sentirsi fuori posto* è così doloroso
Se non ci sei passato, non sai cosa si prova
La mia vita quotidiana e la mia realtà, così lontane
Tuttavia, attraversando quel ponte,
Voglio trovare me
Il vero me
Yeah yeah
Il vero me
Yeah

Tutto ciò di cui ho bisogno sono io
Tutto ciò di cui ho bisogno sono io
Lo so, lo so, lo so, lo so, lo so, lo so
Eppure perché mi sento solo?
Mi sento così solo quando sono con me
Mi sento così solo quando sono con me

Nella vita, potresti finire per bagnarti
Sì, potresti essere sorpreso da una pioggia mai caduta prima
Potrebbe continuare a piovere per giorni e giorni
Potrebbe piovere anche nel deserto
Ma perdonami, non posso rinunciare a me stesso
Non posso lasciare andare chi so di essere
Nella mia mente, sei così perfetto, così completo

Sentirsi fuori posto* è così doloroso
Se non ci sei passato, non sai cosa si prova
La mia vita quotidiana e la mia realtà, così lontane
Tuttavia, attraversando quel ponte,
Voglio trovare me
Il vero me
Yeah yeah
Il vero me
Yeah
Il vero me
Yeah yeah
Il vero me
Yeah

Nota: durante l’intera canzone si cerca di rappresentare quel senso di estraneità che può svilupparsi nei confronti di noi stessi, del mondo che ci circonda, delle persone che incontriamo sul nostro cammino. Viene reso con il continuo passaggio dalla prima persona alla seconda, ma il protagonista parla sempre di stesso, parla a se stesso. Sta cercando di raggiungere una persona, ma quella persona è sempre lui, la sua vera natura.

*Questa espressione corrisponde al titolo della canzone, 어긋, e può avere diversi significati: non essere all’altezza, essere fuori posto, aver sbagliato, non essere al passo. Inoltre, ha una pronuncia simile a ‘uhgood’.

Traduzione a cura di BTS Italia – Bangtan Sonyeondan | @BTSItalia_twt. Prendere con crediti. 

[8°Storia] Ho fatto un salto al negozio per la prima volta dopo molto tempo

Sono stato occupato con lo sdoganamento, la spedizione e lo stoccaggio degli Smeraldo, alla luce della ormai prossima apertura del negozio di fiori ‘Flower Smeraldo’ entro la fine di Agosto.

Questo è il motivo per cui non sono riuscito a entrare per un po’ nel blog, ma sono davvero felice di vedere che il numero di visitatori interessati allo Smeraldo sta aumentando quotidianamente. 

Sono andato a visitare il sito di costruzione degli interni a pranzo. In realtà, oggi non sarei dovuto andare a visitarlo, ma stranamente ho avuto sin da questa mattina questo fastidioso pensiero che mi diceva di andarci. La misteriosa mano che mi ha guidato la potremmo chiamare ‘istinto’? Ho percepito che al negozio avrei incontrato qualcuno che conoscevo da molto tempo, e che lì avrei trovato una persona interessata al mio negozio di Smeraldo.

Nonostante sia andato al negozio guidato da questa strana mano, non è successo molto, a dir la verità. Ho vagato dentro e fuori dal negozio, nel pieno della ristrutturazione, per nessuna ragione se non quella di aver sentito che qualcuno sarebbe venuto, ma non ho incontrato nessuno. Una cosa forse più interessante è, invece, che ho ricevuto una mail dall’Italia.

Due giorni fa, ho mandato una mail ad un negozio di Smeraldo nel Nord Italia chiedendo informazioni circa la spedizione. Mentre aspettavo al negozio, mi sono chiesto “Chissà quando arriverà la risposta”, e ho aperto la posta elettronica col presentimento che la mail sarebbe arrivata in quel momento, ed è quello  che è successo effettivamente! È una cosa da niente, ma non è stupefacente? Era come se sapessi che la mail sarebbe arrivata in quel preciso istante – in ogni caso, mi ha fatto sentire bene!

Riprendendo il discorso del negozio, gli interni stanno venendo proprio bene. Credo che sarò in grado facilmente di aprire il negozio entro la data stabilita. Non appena i lavori verranno completati, mi assicurerò di aggiornarvi tramite il blog! 

Originale: https://m.blog.naver.com/testesso/221338669674

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt.
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

Conosci i BTS: Jimin

Dopo che la loro popolarità mondiale ha portato i BTS a diventare il primo gruppo K-pop a vincere un premio BBMA alla cerimonia del 2017, un trionfo che nessun altro coreano era riuscito a conseguire prima di loro, tutti gli occhi sono puntati sul settetto. Con il loro approccio K-pop orientato alla tendenza e le loro personalità carismatiche, ma nelle quali è facile immedesimarsi, la boy band è il gruppo asiatico più in vista negli Stati Uniti al momento.

Mentre i loro sempre fedeli ARMY sono al corrente di tutto quello che c’è da sapere sui BTS, molte sono le cose con cui i nuovi arrivati potrebbero non essere così famigliari. Ma questa guida di base creata da Billboard sui membri dei BTS è qui per aiutare.


Nato il 13 ottobre, 1995, Jimin è uno dei membri più giovani dei BTS, ma uno dei ballerini più formidabili. Con un’esperienza nella danza contemporanea e un sorriso affascinante, Jimin è uno dei cantanti principali (vocal) dei BTS.

1. Lavora duramente oltre ogni immaginazione

Tutti i membri dei BTS sono dei gran lavoratori, ma Jimin è un perfezionista che lavora continuamente su se stesso, per progredire nella sua carriera. Si allena costantemente, in modo da migliorare ed essere ancor più bravo di quanto già non sia adesso.

2. Ha una personalità premurosa

via GIPHY

Tutti membri dei BTS si prendono cura l’uno dell’altro, ma Jimin è noto per essere particolarmente affettuoso e dolce nei confronti del resto dei membri. Non è solo gentile, ma anche romantico; Jimin ha detto alla rivista teen J-14 che il suo film preferito è The Notebook.

3. È il re della danza moderna

Jimin studiava danza contemporanea quando andava a scuola ed era il migliore della sua classe. La sua formazione traspare attraverso le sue mosse sul palco, soprattutto durante la coreografia del suo solo in Wings, “Lie”, alla cui composizione ha partecipato. Jimin ha portato le cose ad un altro livello con la sua espressiva interpretazione della drammatica coreografia del brano, raccontando una storia tanto con il suo corpo quanto con la sua voce.

4. È sempre presente… sui social media

Il suo amore per i fan brilla attraverso le sue abitudini sui social media. Tutti e sette i membri condividono pezzi di vita con i fan, ma Jimin è uno di quelli che posta più frequentemente, aggiornando regolarmente con video e immagini.

5. È una delle K-pop top star di Tumblr

http://hey-seoul-sistah.tumblr.com/post/156423218146/park-lowkey-savage-jimin-pt-1

http://hey-seoul-sistah.tumblr.com/post/157926817161/park-lowkey-savage-jimin-pt-2

http://hey-seoul-sistah.tumblr.com/post/160380839466/park-lowkey-savage-jimin-pt-3

Gli stessi BTS sono stati proclamati la band K-pop più condivisa nella prima metà del 2017 nei post di Tumblr, e uno di quei post era su Jimin. Si tratta di una composizione di GIF che rivela il lato “savage” di Jimin, mostrando quanto egli sia spesso giocosamente irrispettoso nei confronti degli altri membri.

Articolo Billboard.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere con crediti.

26 volte in cui V non è proprio riuscito a tenersi la lingua in bocca

V ha da sempre, per quello che gli A.R.M.Y ricordano, avuto questa abitudine con la sua lingua (sì, la sua lingua) che fa distrarre non poco chiunque lo veda.

Quando è concentrato, (la lingua) tende sempre a spuntare leggermente.

O quando è sul palco a ballare…

…e anche quando sta semplicemente facendo il carino!

È un’abitudine che ha sin dal debutto!

Articolo originale qui.

Credits photos to the owner.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere con crediti.