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[TRAD ITA] LaLaLa (라라라) – OKDAL (BTS WORLD OST)

Te l’ho forse detto?
A volte, anche quando non conoscevo il mio cuore
Mi hai davvero rassicurato
Quando mi appoggio a te, ti guardo senza parole
Mi chiedo quanto tempo abbiamo trascorso insieme

Io conosco il tuo cuore
anche se non dici nulla
Riesco a sentire il tuo cuore
anche solo guardandoti negli occhi
Quando ti guardo, comincio a canticchiare
LaLaLaLaLa le cose miglioreranno

Ti ricordi per caso?
Quando il domani era incerto
Tu mi hai detto
Possiamo farcela se siamo insieme
Anche se le persone
non ti capiscono

Io conosco il tuo cuore
anche se non dici nulla
Riesco a sentire il tuo cuore
anche solo guardandoti negli occhi
Quando ti guardo, comincio a canticchiare
LaLaLaLaLa le cose miglioreranno

Oh, è un giorno migliore con te
Con lo scorrere del tempo
Non facciamo cose come preoccuparci o avere dubbi

Io conosco il tuo cuore
anche se non dici nulla
Riesco a sentire il tuo cuore
anche solo guardandoti negli occhi
Quando ti guardo, comincio a canticchiare
LaLaLaLaLa le cose miglioreranno
Le cose miglioreranno
Le cose miglioreranno

 

SPOTIFY 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (Naive~)
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Heartbeat – BTS (BTS WORLD OST)

Lascia in me un senso di mal di mare, tesoro
Devo essere intrappolato in un sogno
Mi fa girare su me stesso
e mi fa impazzire
Devo essere come la luna fissa nel cielo di mezzogiorno

Se fossi solo,
se non ti avessi conosciuto
Avrei potuto rinunciare, perdermi nel mare
Ma il mio cuore arde ancora per un desiderio irrefrenabile
Ti ritroverò ancora una volta, come se fossimo destinati

Vorrei che mi amassi
Come ieri, non lasciare andare la mia mano
e per ogni battito del mio cuore
tu muovi un passo, così non dovrai più vagare
Sento il destino in te, te, te, te
Sento il destino in me, me, me, me

Quando senti il battito del mio cuore, tesoro
Mi restituisci una vita nuova, mi fai rinascere
Sento il tuo battito di cuore lontano
Ho perso la testa, ho bramato il mio successo
Io mi conosco, prima di te ero un prefabbricato,
ma tu hai definito chi sono, mi hai ridato luce
In ogni parte di questo universo, ho chiamato il tuo nome
(Non ho bisogno di spazio) Ho l’intero tuniverso**

Incontrarti, sembra la scena di un drama inventato dall’universo
L’incessante vagare, l’essere costantemente spaesato
Mi hai guidato fuori da questo labirinto
Tu sei la mia luce e la mia salvezza
Questa pioggia sta per cessare
e adesso non lascerò mai più la tua mano

Vorrei che mi amassi
Come ieri, non lasciare andare la mia mano
e per ogni battito del mio cuore
tu muovi un passo, così non dovrai più vagare
Sento il destino in te, te, te, te
Sento il destino in me, me, me, me
Sento il destino in te, te, te, te
Sento il destino in me, me, me, me

Il mio cuore arde per il tuo amore
Oh, il mio cuore arde per il tuo amore

Vorrei che mi amassi
Come ieri, non lasciare andare la mia mano
e per ogni battito del mio cuore
tu muovi un passo, così non dovrai più vagare
Sento il destino in te, te, te, te
Sento il destino in me, me, me, me
Sento il destino in te, te, te, te
Sento il destino in me, me, me, me

** gioco di parole tra tu e universo (in inglese, “youniverse”)

SPOTIFY

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt (Rebi). Prendere con crediti. 

[TRAD ITA] All Night – BTS (RM e Suga) ft Juice WRLD (BTS WORLD OST Pt 3).

Fuori dalla porta yeah fuori dalla porta
Afferro un microfono e butto fuori la rabbia
Questa è la mia fanmail,
voglio esprimere le mie emozioni
Questo è un archivio in cui registro solo il flow

Vieni nel mio studio dove avviene la magia
Faccio due passi per rilassarmi
Sembra un classico
Non esiste un lavoro senza stress
senza pressioni
Quindi baby andiamo
Le cinture sono allacciate

Come lucciole, le luci intermittenti
Siamo di passaggio nelle notti illuminate
Deve far male, è inevitabile
col passare del tempo, rideremo

Ma finché non intravedremo qualcosa,
continua a correre
È tutto ok, conosco il nostro duro lavoro
Continuiamo a guidare tutta la notte
Tieniti forte


La festa continuerà in questa stanza tutta la notte
non vogliamo metterle un freno
Tieniti forte

Continua tutta la notte, finché il sole sorgerà
Ispirazione aspettami, sarai tutta mia

Tutta la notte (x32)

Ho ancora un sogno
Sono ancora in uno studio
Chiedi alla gente per strada
chi è il cantante che vende di più
Sono proprio dietro l’angolo, i Grammy
È tutto vero
Vantarsi dei soldi in TV ora fa solo tenerezza

A volte mi chiedo se non sia tutto un sogno
Il buio prima dell’alba è profondo
Sappi solo che delle volte gelosie e discussioni
saranno molte di più
delle impronte di chi ha percorso
questa strada prima di te
Sappi solo di poter essere molto di più
La scelta ora è tua, cosa farai?

Aye, lei mi definisce affascinante,
ho bisogno di un esercito
che marci per il tuo amore
Sono un sergente
Non appartengo a questo pianeta, sono un marziano
Per te, ce la metto tutta
Non riesco a fermarmi quando mi fai partire
Dovrai farmi parcheggiare la Ashton Martin
Vetri oscurati, non so star zitto

Oh ragazza, te l’ho detto sin dall’inizio
ho bisogno che tu stia con me
con lealtà e fedeltà
Sempre con grazia
tocchi la mia anima
So che preghi per me
cercando di darmi una possibilità
Cara, lo sai che ti tengo sempre vicina
Non ti lascerò mai, no, tu
Non ti lascerò uh ug mai

Tutto o niente per te, amore, rischierò tutto
Se non sarà il tuo nome a comparire sul mio telefono
non risponderò
Per niente
Amo come ti svesti
Sul mio razzo, tu prendi il volo
Sì, poi ci sarà l’amore
Ci sarà l’amore

La festa continuerà in questa stanza tutta la notte
non vogliamo metterle un freno
Tieniti forte

Continua tutta la notte, finché il sole sorgerà
Ispirazione aspettami, sarai tutta mia

La festa continuerà in questa stanza tutta la notte
non vogliamo metterle un freno
Tieniti forte

Continua tutta la notte, finché il sole sorgerà
Ispirazione aspettami, sarai tutta mia

Tutta la notte (x32)

 

STREAMING

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. 
Prendere solo con crediti.

 

[TRAD ITA] A Brand New Day – BTS (V e J-Hope) ft Zara Larsson (BTS WORLD OST Pt 2)

E’ possibile far passare tutte queste
paure e preoccupazioni?

Come se fossi sotto ipnosi,
mi ha trainato, guidandomi.
Come se fossi stregato,
ero in grado di sentire la voce dentro di me.

I frammenti del futuro sono chiari, sebbene non riesca a raggiungerli.
La frase “il sogno di un mondo nuovo” mi avvolge

Il giorno in cui ho ritrovato me stesso
Un giorno tutto nuovo
Il momento in cui ho sognato di
salire le scale della luce
Conosciamo il mondo
Mostrami al mondo
Oh io ci sarò, sì

Ci sarò, ci sarò per te

So che anche a loro hai dato dei sogni grandi
Puoi mostrarmi i tuoi se vuoi
Sono bellissimi
Potremmo guardarli per ore,
abbandonarci al loro potere

Vedo dei nuovi mondi, queste visioni
bruciano dentro di me
così irraggiungibili
ma abbastanza vicine da essere parte di me

Io ci sarò quando verrà il giorno
Un giorno tutto nuovo
Alza la testa alla luce del sole, tesoro
Ci sarò quando verrà il giorno
Conosciamo il mondo
Mostra al mondo semplicemente chi sono

Perfino quando ero spaventato, non mi sono inginocchiato
Perfino quando ero terrorizzato, ho continuato a correre
Ho creduto in me, perfino al bivio della persecuzione
Andando per la mia via, una scelta del tutto mia
Ho sentito
Una voce crescere più forte, una ventata di gioia
In quel momento, ho sentito
che avevo realizzato il mio sogno

Io ci sarò quando verrà il giorno
Un giorno tutto nuovo
Alza la testa alla luce del sole, tesoro
Ci sarò quando verrà il giorno
Conosciamo il mondo
Mostra al mondo semplicemente chi sono

E’ possibile far passare tutte queste
paure e preoccupazioni?

E’ possibile far passare tutte queste
paure e preoccupazioni?

 

LINK STREAMING

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. 
Prendere solo con crediti.

Traduzioni BTS Notes “Persona”

Namjoon
2 Maggio, Anno 2018

Quando arrivammo nel vicolo, vidi mobili e articoli casalinghi accumulati lungo la strada. “Namjoon-ah, che succede?” mi chiese mio padre, respirando con qualche difficoltà. Stavamo tornando dall’ospedale, era solo un centinaio di metri dalla fermata dell’autobus a casa nostra, ma mio padre aveva difficoltà anche con quello. Corsi a casa, mia madre era accasciata al muro, dietro la pila di cose della casa e si raddrizzò quando mi video. “Namjoon-ah, come dobbiamo fare?”, disse che aveva discusso con il figlio del proprietario che era venuto a riscuotere l’affitto che mio fratello minore non aveva pagato.

Portai mio padre nel magazzino dietro al supermercato del quartiere. Mentre spostavo i mobili mia madre puliva i piatti e il cibo. Presto il magazzino si riempì di tutte le cose che erano nel nostro bilocale. C’erano delle cose che volevo buttare, ma per farlo servivano soldi. Quando ebbi sistemato tutto era notte. Mi faceva male la schiena e stavo sudando. Mia madre mi dette le bacchette, dicendomi che dovevo mangiare almeno qualcosa, ma non riuscii a butare giù niente.

L’aria dentro il magazzino era soffocante, quindi andai a sedermi fuori sulle panchine di legno vicino al supermercato. Mia mamma mi chiese: “Namjoon-ah, dove è andato Namhyun?”. Le urlai in risposta: “Come faccio a saperlo?”. Namjoon-ah, Namjoon-ah, Namjoon-ah…ero stanco di sentirlo dire. Rimpiangevo di avergli detto di vivere senza farsi scoraggiare. Anche se potevamo sopportare qualche giorno nel magazzino, cosa avremmo dovuto fare dopo? Non riuscivo a pensare a niente. Il proprietario del supermarket mi lasciò una lattina di birra e tornò dentro.

Jimin
10 Dicembre, Anno 2018

Quando mia madre mi disse che eravamo arrivati, pulii con La Manica la condensa dal finestrino. Da lì, lessi: “Scuola media Song Ju Jeil”. Mia mamma mi aveva detto che non erano rimaste altre scuole a Munhyeon, e che non mi rendevo conto della mia fortuna, nell’essere stato accettato da quella scuola. Tra un ricovero e l’altro, avevo cambiato istituto numerose volte. Per quanto tempo sarei rimasto lì? Mentre ero assorto nei miei pensieri, attraversammo l’entrata e il cortile. Non c’era nessuno. Forse a causa del freddo. Mia madre parcheggiò in un angolo vicino a un’altalena e una barra da sollevamenti.  

Mentre uscivo dall’auto, fissai quella barra. Ripensando alla mia infanzia, avevo un ricordo più vivo degli altri. Un cielo così azzurro che sembrava uscito da un film, e delle nuvole bianche che mi scorrevano sopra, a una velocità spaventosa. Prima che accadesse quello che accadde all’arboreto, amavo così tanto andare al parco quasi da esserne ossessionato. Mia madrr mi diceva che uscivo la mattina, e restavo lì a giocare fino a sera. La cosa che più amavo in assoluto era l’altalena. Tendevo con tutto me stesso le gambe, e mi sporgevo verso il cielo con così tanta foga da avere le vertigini. Mi piaceva quella sensazione. Emozione, mista a un pò di paura. 

Un giorno, fui spinto dalla curiosità di vedere cosa sarebbe successo se avessi fatto fare all’altalena un giro completo. Nessuno dei bimbi del vicinato ci aveva mai provato. Chiesi ai miei amici di spingermi con tutte le loro forze, e usai tutto il mio corpo per allungarmi sempre più in alto. Nel punto di massima altezza, il cielo azzurro e le nuvole bianche mi assalirono. Fui colto dalle vertigini, e caddi. Quando aprii gli occhi, ero sdraiato sulla sabbia, un pugno di terra in bocca, le ginocchia scorticate e sanguinanti. Ma stranamente, non faceva male. Ero solo arrabbiato di non essere riuscito a far fare un giro completo all’altalena. 

Mi affiorò alla memoria l’immagine di me stesso su quell’altalena, come se i ricordi fossero stati di terzi. Forse il Park Jimin che si dondolava con così tanta passione, ora stava crescendo in un luogo a me ignoto; con quello stesso aspetto, con quella stessa personalità. Stavo fissando l’altalena con questi pensieri in testa, quando sentii mia madre chiamarmi. Mi diressi all’ingresso della scuola. Scuola media Song Ju Jeil. La quinta che frequentavo. 

Yoongi
15 Marzo, Anno 2019

Il pranzo era stato particolarmente buono quel giorno, il che era strano perchè era solo un semplice pasto scolastico. Non lo diedi a vedere, quel genere di cose non mi si addiceva. Come al solito mi stravaccai sulla sedia e strinsi le posate tra le dita come se non avessi voglia di alzarle, ma il pranzo di oggi era decisamente buono. Taehyung e Jungkook stavano facendo confusione stando un po’ al sole poi colpire le tende e  infine cambiando di posto e c’era polvere nell’aria. Namjoon gli urlò di stare calmi per lo meno mentre mangiavamo, io presi il cucchiaio e pensai. Da quanto tempo era che non mangiavo così tranquillamente?

Da quando avevo memoria, non c’era mai stata conversazione al nostro tavolo. Nessuno diceva se il cibo era buono, o ne chiedeva di più, o dicevano che avevano mangiato bene. Beh, per la mia famiglia i pasti non erano niente di più che una cosa che dovevamo fare, parte della nostra routine quotidiana. “Min Yoongi non si parla a tavola”. Non ricordavo esattamente quando mio padre me lo avesse detto, tutto quello che rimaneva era il suono delle posate mentre le poggiava nel piatto. Non aveva alzato la voce o si era arrabbiato,no, non mi stava nemmeno guardando. Nonostante tutto chiusi la bocca. Interruppi le mie parole e al loro posto mi riempii la bocca con un grosso boccone. Mi morsi la guancia e sentii il sapore ferroso del sangue. Faceva male e mi vennero le lacrime agli occhi, ma non dissi che mi ero fatto male: non potevo parlare a tavola. Mi sforzai di masticare il riso insanguinato e inghiottii.

Qualcuno rubò uno dei contorni dal mio piatto, e lo guardai male, mio malgrado. Ma non ero triste o infastidito, era semplicemente la mia reazione normale a tutto. Hoseok lo richiamò: “Yoongi hyung è arrabbiato Taehyung! Cosa farai adesso?” e Taehyung mise su un teatrino eccessivo sull’essere dispiaciuto. Era una cosa decisamente da Hoseok e Taehyung, nemmeno un po’ fuori posto. Mio malgrado dissi: “Va bene, mangialo tu.”, ma esplose un altro giro di risate e chiacchiere. Nessuno si era accorto che avevo parlato durante un pasto.

Taehyung
7 Giugno, Anno 2020

“Stupido bastardo, non potevi aspettare un secondo?”. Avevamo setacciato tutto il vicinato, ma nessuna traccia di Dubu. Quando guardai l’ora, erano passati ormai venti minuti. Quanti poteva essersi allontanato in quel tempo un cucciolo di due mesi? Sotto il sole estivo, stavo sudando. Avevo chiamato il suo nome fino a ritrovarmi con la gola secca e arsa. Avevo guardato un attimo il cellulare, e si era separato dal guinzaglio. Quando mi ero guardato intorno, Dubu era sparito. Ripresi a correre, controllai ogni singola strada e sbirciai in ogni singola porta che trovai aperta. “Dubu!!”, urlai ad alta voce. Solo i passanti mi guardarono. 

Mentre correvo, lo insultavo. Lo chiamai stupido cane. Arrivai ad arrabbiarmi, e a chiamarlo bastardo. Ma anche allora, sapevo non era colpa di Dubu. Era mia. Non stavo guardando. Mi ero distratto, e lui si era perso. Stavo ridendo per una conversazione completamente inutile, e non mi ero nemmeno reso conto che lui non c’era più. Era scappato apposta? A quel pensiero, pur non volendolo mi fermai. Forse a Dubu non piaceva stare con me. Per me, stare con lui era bello, ma forse per lui non avevo fatto altro che separarlo dalla sua famiglia. 

Quando ripresi a muovermi, sentii un rumore di zampette e Dubu che abbaiava. All’inizio pensai me lo stessi immaginando. Ma non si trattava di un’allucinazione, di una visione, e vidi Dubu corrermi incontro. Le orecchie del cucciolo volavano all’indietro, la bocca aperta per lo sforzo della salita. “DUBU!”, urlai, e quando mi inginocchiai mi saltò addosso. “Dove ti eri cacciato? Come sei riuscito a tornare? Ti ricordavi il mio odore?”. Nel mio abbraccio, iniziò a leccarmi in volto. Dentro di me ebbi una strana sensazione: ero l’unico su cui Dubu potesse fare affidamento. Anche io ero affidabile, almeno per qualcuno. Ero colui a cui poteva fare ritorno. Dubu si agitò, per liberarsi dall’abbraccio. Lo strinsi più forte a me. 

Jungkook
2 Maggio, Anno 2021

Ho corso verso la sponda del fiume Yangjicheon, all’imbrunire del tramonto. Premendo con forza sui pedali della bici mentre mi stavo dirigendo verso un cielo dipinto da varie tonalità rosate e violacee, tutto ciò mi faceva sentire come se stessi fuggendo dal peso della mia vita quotidiana. Anche oggi, ho preso su la mia bici non appena ho sentito mia mamma iniziare a preparare la cena. Non volevo vedere nessuno. Casa mia era un luogo dove nemmeno una persona si degnava di sorridermi. Solo perché vivevamo insieme, questo non faceva di noi una famiglia. Andarsene non ha cambiato nulla. I miei hyung se ne sono andati uno dopo l’altro e, nonostante vivessimo nella stessa città, è passato così tanto tempo da quando ci siamo messi in contatto l’uno con l’altro. Ora non era più rimasto nessuno, dentro casa mia o fuori di essa, che mi sorridesse.

Quando il sole non era più visibile, ma la luna non si era ancora mostrata, l’oscurità si era assestata sulle sponde del fiume. Il paesaggio cambiava in base a dove portavo la mia bici. Al di là della strada, ora trasformata in un parco, giaceva un luogo pieno di spazzatura, automobili e moto abbandonate, e gommoni. Ho appoggiato la mia bici su un pilastro sotto il ponte e sono sceso fino alle prossimità della sponda. Dall’altro lato del fiume c’era un gruppo di ragazzini che appiccava fuocherelli, beveva e agitava in aria dei rami, ma da questo lato non c’era nessuno. Nessuno è venuto in un posto degradato come questo. Forse quella è stata la ragione per cui nemmeno per me era venuto qualcuno. Mi trovavo più a mio agio così, in un posto dove nessuno sarebbe venuto a trovarmi, solo, nell’oscurità più totale. Ho pensato che sarebbe stato bello se questo momento potesse non finire.

Seokjin
9 Agosto, Anno 2021

Scattai delle foto mentre camminavo lungo la spiaggia. L’aspetto del quartiere sul lungomare cambiava costantemente, ma l’oceano aveva sempre lo stesso aspetto indipendentemente da tutto. Uscii dalla macchina ed andai sulla spiaggia, mi misi a sedere sulla sabbia e guardai le foto che avevo fatto. Il posto e l’ora in cui erano state scattate era diverso, ma le foto in sè erano le stesse: il cielo ed il mare si toccavano nel centro della foto.

Era passato un anno da quando ero scappato da Songju ed ero venuto a Los Angeles. La casa della famiglia di mia madre, dove avevo passato la mia infanzia, non mi era nè sconosciuta nè familiare. Nascondere i miei sentimenti, trovare un posto per me e sorridere imbarazzato: il metodo di mio padre su come essere una brava persona, era stato utile in molti casi e questo non era diverso.

Dopo essere venuto qui, smisi di fare foto alle persone. Non c’era un motivo particolare, semplicemente non ne sentii più il bisogno. Al loro posto, scattavo foto dell’oceano. Magari volevo solo fare foto a qualcosa che non sarebbe cambiato. Era divertente. Ripensandoci i miei amici non erano cambiati e nemmeno io ero cambiato, ero sempre stato quel tipo di persona e adesso ero semplicemente stato scoperto. Non mi ero portato nemmeno una foto del liceo con me, il me di allora era troppo diverso dal me di adesso. Non nascondevo i miei sentimenti, non avevo alcun motivo di trovare un posto per me. Il sorriso imbarazzato sembrava lo stesso, ma ma anche quello era diverso: all’epoca stavo sorridendo davvero.

Presi la macchina fotografica e scattai una foto all’oceano. Era nuvoloso e il cielo e il mare erano dello stesso colore, l’orizzonte sfocato. Di tutte le foto dell’oceano che avevo scattato quel giorno, non ce n’era nemmeno una uguale. Il tempo era diverso, o la luce, o il vento. Il mio sguardo era diverso o i miei sentimenti erano diversi. Questo valeva anche per le foto che avevo scattato oggi e per le molte foto che avevo scattato a scuola. Una foto contiene lo sguardo ed i sentimenti di chi l’ha scattata. Forse era anche per questo che non ne avevo portata con me nemmeno una di quel periodo. Avevo paura di guardare direttamente al me di allora, avevo paura che mi sarebbe mancata la persona che ero. Come stavano? Cosa pensavano di me? Avevo paura avrei pensato cose del genere, perciò avevo messo le loro foto in una scatola ed avevo chiuso il coperchio.

Hoseok
25 Febbraio, Anno 2022

Il mio mondo intero è cambiato nuovamente nel momento in cui ho superato il mio diciannovesimo compleanno. Non ero più sotto la tutela dello Stato e non potevo più rimanere in orfanotrofio. Ho cercato un posto dove stare con i soldi che avevo racimolato lavorando part-time e dallo stipendio che mi è stato dato quando avevo lasciato il sistema. Non avevo trovato il coraggio di cercare un posto vicino al Two Star Burger. Ho cercato vicino alla stazione di Songju, ma la situazione non era molto diversa. Alla fine, tutto quel che sono riuscito a fare è stato percorrere la discesa. Ho trovato una stanza su un tetto*, situata in fondo ad un vicolo cieco.

Ho trascinato il mio bagaglio su per le scale di ferro. Avevo trascorso più di dieci anni in orfanotrofio ma non avevo granché, tutto quel che dovevo fare era sistemare dei vestiti, qualche paio di scarpe e mettere a posto dei mobili che avevo comprato dal mercato dell’usato.

Tuttavia un trasloco era e trasloco rimaneva, perciò non appena ho avuto un attimo per tirare un sospiro, si era già fatto buio. Nonostante fosse febbraio c’era del sudore sulla mia schiena. Quando ho aperto la porta cigolante di ferro, ha soffiato un gelido vento di fine inverno. Sono uscito e mi sono appoggiato sul corrimano. Ho abbassato lo sguardo verso Songju. Ho cercato di indovinare dove fosse l’orfanotrofio. Ho seguito con gli occhi il corso del fiume sulla sinistra, poi si svolta a sinistra del cartello a trifoglio, ma fra tutte le luci e il neon, non sono riuscito a scovare l’orfanotrofio.

Ho alzato la testa e ho voltato lo sguardo verso la stanza sul tetto. Era piccola, a malapena poteva essere definita una stanza. Era trasandata e poco curata, calda come una sauna d’estate e resa fredda dagli spifferi d’inverno, ma era l’unico luogo al mondo ad essere mio. Un posto dove potevo essere me stesso, un posto dove potevo avere stupidamente paura, o avere la speranza che gli altri lo schernissero. Un posto dove potevo ridere quanto volevo e piangere quanto volevo.

“Facciamo del nostro meglio!” ho gridato in direzione della stanza. Questo posto, in cima alla città, ad un passo dal cielo, sarebbe stato casa mia d’ora in avanti.

[*T/N: le stanze sul tetto sono generalmente più economiche rispetto ai veri e propri appartamenti, e sono conosciuti per il fatto di essere utilizzati da persone povere o persone senza risorse economiche.]

Taehyung
11 Aprile, Anno 2022

Tracciai una linea con la bomboletta nera. Un volto sottile. La bocca, che aveva perso ogni parola. Capelli sfibrati. Con linee secche, disegnai sul muro grigio il volto che avevo visto in sogno. Era il turno degli occhi. Mi sporsi in avanti, poi mi fermai, e feci un passo indietro.

Nella mia testa, avevo ben presente quel volto. Lo sguardo era così definito da mettermi i brividi. È che non sapevo come rappresentarlo. Erano occhi privati di ogni emozione, che fosse gioia o tristezza. Si lasciavano dietro solo indifferenza e gelo. Erano tanti colori ed uno assieme. Pur non parlando o non facendo nulla, comunicavano ogni cosa. Afferrai più volte la bomboletta, ma alla fine non riuscii a disegnarli.

Erano passati due anni dall’ultima volta che avevo visto Seokjin. Sapevo si trovasse in America. Ma oltre a ciò, non conoscevo altro. Era la prima volta che lo sognavo. A volte mi ero domandato come stesse. Ripensavo a quanto successo quella volta nell’aula, e ricordavo bene di quando convovò il preside. Vi erano altre cose che non riuscivo a comprendere. Ma non mi era mai sembrato tanto freddo ed emaciato come in quel sogno.

Guardai di nuovo il volto che avevo disegnato. Era chiaramente Seokjin, ma non la persona che conoscevo. Perché avevo fatto un sogno simile, così all’improvviso? Nel sogno si erano susseguite scene di ansia terribili, ancora e ancora; lo hyung aveva assistito a quella catena di catastrofi, con sguardo privo di emozioni. La mano che impugnava la bomboletta iniziò a tremare. Sentivo risalirmi lungo la nuca tutte le sensazioni di quel sogno. Da lontano, sentii il suono di una sirena.

Taehyung
30 Aprile, Anno 2022

Lo shock mi impediva temporaneamente di muovermi. Seokjin era seduto in auto. Avevo sentito da Namjoon del suo ritorno, ma era la prima volta che lo rivedevo. Era imbronciato, e cercava qualcosa al cellulare. La scena di per sé non era strana. Nulla nel suo volto era cambiato. Non riuscivo a spiegarmi il mio shock. Freddezza, vuoto, desolazione. Nessuna di queste parole bastava a descriverne l’espressione. No, non le si avvicinava nemmeno per un pò. Era primavera, ma un brivido mi scese lungo la schiena. A mia insaputa, mi ritrovai a tremare. Il volto che mi era apparso in sogno era esattamente quello.

Alzai un attimo lo sguardo, che Jungkook comparve all’angolo. Si guardò intorno con sguardo allarmato. Poi corse lungo la strada. A quel punto, Seokjin fece un gesto irritato e scese dall’auto. Da lontano non riuscivo a sentire, ma da come muoveva le labbra sembrava stesse dicendo “Non importa, lascia stare”. Si incamminò poco a poco verso il motel, che si trovava lì a poca distanza. Guardò in direzione di Jungkook, poi lasciò cadere qualcosa all’entrata.

Yoongi
2 Maggio, Anno 2022

Mi hanno detto che la cicatrice sarebbe rimasta per un po’. Mi hanno detto che sarei guarito lentamente con il passare del tempo, ma che la portata era limitata. Sarei migliorato solo se avessi continuato la terapia, a partire dal terzo giorno dal mio ricovero. Il dottore ha sollevato la garza e ha svelato i segni lasciati dalle fiamme. La carnagione rossa del mio braccio sinistro era talmente scura da sembrare nera. Era il mio corpo, ma non lo sembrava affatto. Non mi era familiare. Quando avevo gettato a terra l’accendino, ero pronto a subire molto più di questo, ma avere solo una cicatrice di questo genere sembrava incoerente.

“Farà un po’ male.” Quando ha iniziato a cambiare la fasciatura, la mia ferita ha iniziato a perdere sangue. Il sangue che stava impregnando la garza bianca aveva proprio l’aspetto di una fiamma, proprio come le fiamme di quel giorno, talmente vivaci da sembrare volermi inghiottire. Ho provato a trattenerlo, ma è sfuggito un gemito di dolore. Il dottore ha detto che il sangue era un buon segno, che era prova della rigenerazione di una nuova pelle al di sotto della pelle morta. Nonostante facesse male, non sono riuscito a fare a meno di ridere. Perché tutto ciò che è nuovo è possibile solo dopo la morte? Che cosa sarebbe successo se fossi morto prima, allora? Non potrebbe essere stato l’unico modo per ricominciare tutto da capo?

Abbassai lo sguardo verso il mio braccio. Del sangue trafilava dalla nuova garza. Avevo chiamato quella macchia di sangue fiamma mentre il dottore l’aveva chiamata rigenerazione. Chi dei due aveva ragione?

Hoseok
10 Maggio, Anno 2022

Quando sono tornato in me, mi sono ritrovato a camminare lungo il ponte. Il sole era talmente splendente tanto che mi era difficile aprire gli occhi. Mi sono domandato come avessi fatto ad arrivare lì, quando aveva iniziato a girarmi la testa e la mia vista si era offuscata. Mi sono domandato se le mie gambe stessero cedendo, mentre il suono dei clacson delle macchine che andavano e venivano assaliva i miei timpani. Da un lato della mia visuale riuscivo a vedere l’acqua scura del fiume Yangjicheon.

La signora in orfanotrofio era stata la prima persona a consolarmi quando avevo perso mia madre. Era stata al mio fianco quando mi ero svegliato nel mezzo della notte con la febbre, era nel mio letto vuoto dopo che un amico era stato adottato, quando mi ero svegliato in ospedale dopo un attacco di narcolessia, era stata al mio fianco dal mio primo anno delle scuole elementari fino a quando non avevo ottenuto il diploma alle scuole superiori.

Si era ammalata. La voce dall’altro lato della chiamata ordinaria era stata quella di un amico dell’orfanotrofio. Non ricordavo come fossi arrivato a casa della signora. Quel che ricordo era casa sua e il suo volto visibile dalla finestra aperta. Stava parlando con qualcuno e rise. Che stava male, che aveva bisogno di un’operazione, che non c’era più alcuna speranza… sembravano tutte menzogne. Quando il suo sguardo stava per incontrare il mio, mi ero nascosto. Avevo l’impressione che sarei scoppiato in lacrime se avessi visto il suo volto. Avevo l’impressione che avrei sputato parole di risentimento come, “Anche tu mi abbandonerai?”. Mi sono incamminato, sembrava che qualcuno mi avesse chiamato, ma non mi sono voltato.

Un grande autobus aveva alzato del vento al suo passaggio. “Mamma”, avevo mormorato osservando l’autobus allontanarsi. Il giorno in cui l’avevo persa, eravamo saliti su quel genere di autobus. Anche la signora avrebbe abbandonato il mio fianco, come aveva fatto mia mamma? Avrei perso un’altra persona a me cara? Ho alzato lo sguardo e la luce del sole si è riversata su di me. Dopodiché il mondo intero aveva iniziato a collassare. Il suono sibilante dei gommoni sull’asfalto, il vento risalire dal fiume, e tutti i ricordi che avevo con la signora si sono frantumati sotto la luce del sole. Sono crollato a terra.

Hoseok
28 Maggio, Anno 2022

Non abbiamo mantenuto molto contatto una volta tornati dal mare. Per nessun motivo particolare. Seokjin hyung e Taehyung avevano litigato e Jungkook se ne era andato per un’altra strada, ma non era quello il motivo per cui ci eravamo allontanati. Allora dove stava il problema? Eppure, non ho contattato nessuno per primo. Il fatto che non ci fosse nessun particolare motivo sembrava essere, sotto certi aspetti, il motivo stesso.

Quando ripenso a quel giorno, ricordo sempre il vento sabbioso che aveva iniziato a soffiare improvvisamente. Dopo che Seokjin hyung si era arrampicato su quella piattaforma e Taehyung l’aveva seguito, il resto di noi si era coperto gli occhi dalla luce del sole e aveva alzato lo sguardo. Aleggiava un senso di deja-vu, come se fosse già successo, e con esso sottostava un senso di agitazione. “Hyung, riguardo alla spiaggia dove siamo già andati, là dove c’era la roccia che esaudiva i desideri… Non ti ricorda quel posto?”.  Alle parole di Jimin, mi ero guardato intorno. Era successo proprio in quel momento. Sembrava che Seokjin hyung e Taehyung stessero barcollando, come se stessero per cadere dalla piattaforma, quando aveva iniziato la tempesta di sabbia. Mi ero coperto il volto con entrambe le braccia e avevo chiuso gli occhi. Avevo paura, ero in ansia per quel che stava succedendo in cima alla piattaforma, ma trovandomi nel turbinio della tempesta di sabbia vorticosa, non avevo avuto il coraggio di aprire gli occhi.

Quando il vento si era calmato e avevo sollevato lo sguardo, avevo visto Seokjin hyung scendere dalla piattaforma. Stava guardando in alto, verso Taehyung, il quale era in piedi in cima alla piattaforma, ancora a testa bassa. Una volta raggiunto il fondo, Seokjin hyung era salito in macchina e se n’era andato. Avevo fatto un passo verso di lui, ma non c’era nulla che potessi fare.

Quella notte, eravamo tornati a Songju. Siccome Seokjin hyung se ne era andato per primo, non avevamo nessun posto dove trascorrere la notte e nessun mezzo di trasporto. Namjoon era stato il primo ad aver suggerito di tornare indietro. Sembravano tutti delusi, ma ci siamo obbligati a camminare. Tutti avevamo sperato che Namjoon dicesse che avremmo dovuto continuare la nostra gita al mare come pianificato, ma aveva detto che saremmo dovuti andare a casa e così la nostra gita era finita. La gita al mare che avevamo tutti aspettato con ansia si era rivelata essere un disastro.

Jimin
29 Maggio, Anno 2022

Un piccolo raggio di sole sfiorò il banco. Il raggio aveva a fatica trovato la sua strada attraverso il vetro della stanza, davanti l’entrata, dove si trovavano scritti numerosi nomi di studenti. Il professore stava parlando, ma le sue parole non raggiungevano le mie orecchie. Ero seduto nell’ultima fila di sedie, in un angolo, il capo chino, e mossi le dita come a voler acchiappare il raggio di luce che le attraversava. 

Non era cambiato nulla, da quando avevo lasciato l’ospedale. Anzi, mi sembrava di aver fatto molti passi indietro. Seguivo le lezioni solo perché mia madre si preoccupava di cosa avrei potuto fare, senza un diploma. Fu un suo suggerimento che avrei dovuto almeno diplomarmi. Mi era indifferente. Non vi era nulla che volessi fare, o che potessi fare. 

Non volevo tornare a scuola. Riprendere a studiare era una seccatura. Ma la mia paura più grande era essere circondato da estranei. E se qualcuno mi avesse riconosciuto? Cosa avrei risposto, se mi avessero chiesto il perché non mi fossi diplomato? Ero spaventato di rispolverare quei ricordi di scuola che avevo segregato in un angolo della mia memoria. 

Seokjin
30 Maggio, Anno 2022


Avevo solo un indizio: la Mappa dell’Anima. Le parole mi erano estranee, il che non mi dava nemmeno la più pallida idea di cosa fosse o cosa ci dovessi fare. Nonostante tutto questo, mi serviva pure un punto da dove cominciare e speravo che la “Mappa dell’Anima” lo fosse per me. Ma non lo era, quindi feci innumerevoli ricerche e ripetuti pensieri, ma tutto sembrava scivolarmi tra le dita. A ripensarci quando tutto tutto questo era cominciato, era stato allo stesso modo: “Credi che potrai rimediare a tutti i tuoi errori e salvare tutti?”. Quando avevo annuito a questa domanda non avevo idea di cosa avrei sofferto.

Voltai le spalle agli scaffali ed ai libri polverosi che affolavano la libreria dell’usato. Quando dalle scale spuntai nella stradina, i petali dei fiori di ciliegio volteggiavano nell’aria. Improvvisamente mi sentii come se fossi già stato lì e mi guardai alle spalle. L’ingresso sotto al livello della strada della libreria era buio e non si riusciva nemmeno a vedere l’insegna. Magari mi ero confuso con l’insegna di un’altra libreria: ero stato in innumerevoli librerie e bliblioteche per cercare qualcosa sulla Mappa dell’Anima. Su cosa avevo trovato, scorrendo tra bibliografie e parole chiave online, non c’era molto da dire. Magari in questo periodo ero passato anche in questa libreria o in una simile.

Mi diressi alla macchina all’inizio della stradina, accesi il motore e misi le mani sul volante. Ma da qui non sapevo dove sarei dovuto andare.

Seokjin
4 Giugno, Anno 2022


Entrando nello studio di mio padre, c’è un quadro interessante. Una precaria zattera di legno sulle impennati onde del mare aperto. Persone abbandonate lì sopra, senza cibo o acqua, senza una bussola o una speranza. Persone che a causa della fame e della sete, della paura e del disgusto, dell’orrore e dell’avidità, bevono il sangue uno dell’altro e, nel farlo, uccidono anche loro stessi.

Quando ero piccolo questo quadro mi spaventava così tanto che non entravo nello studio. Mi chiedevo persino come mai mio padre avesse un dipinto così orribile appeso al muro, ma con il passare del tempo il quadro è diventato semplicemente parte dello studio, non l’oggetto di paura e preoccupazione.

Al suo posto sviluppai un altro tipo di paura. La paura per la stanza dall’altra parte della porta che si trovava dentro lo studio. Nè la stanza nè la porta erano speciali, non erano chiuse con un lucchetto o un codice, e quello che c’era oltre era solo un’estensione dello studio. Se ci fosse stato qualcosa di speciale lì dentro, sarebbe stato solo che c’erano moltissimi libri: gli scaffali erano zeppi di fogli e libri da quando mio padre faceva le superiori in poi. Chiamavo quel posto “la stanza interna”.

La stanza interna era un posto dove mio padre andava da solo a riordinarsi le idee o a pensare a cose nuove. Oltre a lui nessuno andava lì dentro. Io ero stato dentro quella stanza una volta sola ed anche e ero piccolo avevo capito che non era solo una stanza piena di libri. A primo sguardo, i libri buttati qua e là e le scatole ed i documenti messi da parte senza alcun particolare ordine, sembravano normalmente umani. Non sentivo alcun calore provenire dalla carta e non trovavo nessuna emozione nemmeno nelle fotografie o nei dipinti. Ma anche solo stando in mezzo alla stanza a guardare gli scaffali, sentivo un senso di intimidazione che mi faceva sentire come se tutto il mio corpo si stesse sgretolando.

Non mi ricordo che ci sia stato alcun tipo di protesta perchè vi ero entrato (anche se potrebbe essercene stata qualcuna), ma ad un certo punto smisi di entrare nella stanza qualche volte. Arrivavo fino a davanti alla porta, ma la guardavo solo per un istante e non mi sognavo nemmeno di girare la maniglia.

Namjoon
12 Giugno, Anno 2022

Il paese di campagna era esattamente come l’avevo lasciato, immutato. A parte per il cambiamento delle stagioni, era esattamente lo stesso. Per evitare i negozi e il lungofiume, stetti di proposito a debita distanza dal paese e mi diressi verso l’area di sosta. La strada era per lo più in salita, c’era il sole e stavo sudando. Uno scooter ci sorpassò, alzando una nube di polvere. Taehyung tossì seccamente e borbottò tra sè e sè, in lontanaza riuscii a scorgere la curva dove era avvenuto l’incidente.

Al momento non c’era nemmeno un segno rimasto sul bordo della strada. Taehyung cadde in ginocchio, come se fosse crollato, e guardò l’asfalto. Sull’autobus per arrivare qui gli avevo raccontato cosa era successo alcuni inverni fa: la gara al ristorante lungo il fiume, i fiocchi di neve che cadevano dal cielo notturno, il volto ferito di Taehyung. Il momento in cui lo scooter era scivolato, mi si erano drizzati tutti i capelli sulla nuca. L’incidente e la morte di Taehyung, e quanto facilmente quell’incidente era stato ripulito e dimenticato. Alcune cose non potevo dirle, come l’espressione sulla faccia di Taehyung quando aveva detto che aveva qualcosa da chiedermi, tutti i momenti che avevo passato in quel paese di campagna, e il fatto che avevo chiamato quell’amico “Taehyung”.

“Hyung, non moriamo!”

Abbassai lo sguardo per vedere Taehyung che stava guardando verso di me, le mani poggiate sull’asfalto. Provai a pensare a qualcosa da dire, ma non mi venne in mente niente. Mi sembrava che sotto le mani di Taehyung potessi vedere Taehyung -no, quel mio amico del paese – sdraiato lì sulle strisce bianche. Non esisteva nessuno al mondo a cui sarebbe andato bene morire così. Qualcuno era morto, ma nessuno se ne era preso la responsabilità e nessuno lo aveva davvero compianto. Ovviamente, anche io avevo fatto lo stesso.

“Andiamo”

Alle mie parole, Taehyung si alzò. “Dove andiamo adesso?”

Invece di rispondergli, dissi: “Quando siamo andati in spiaggia mi hai detto che avevi qualcosa da chiedermi, no? Parliamone adesso. Qualunque cosa sia troveremo la soluzione assieme.”

Namjoon
15 Giugno, Anno 2022

Guardai il bambino che stava buttando giù il ramyon tutto d’un fiato, aveva otto, forse dieci anni. Ogni tanto guardava verso di me mentre si ingozzava di riso e noodles caldi. Gli chiesi il nome e disse di chiamarsi Woochang, Song Woochang. Si versò un po’ del brodo del ramyun sulla maglietta sporca e, mentre lo puliva con le mani, borbottava che la nonna lo avrebbe rimproverato di nuovo.

Vidi Woochang per la prima volta circa due mesi fa. Stavo tornando dalla pompa di benzina e lo vidi in piedi davanti al container dietro al mio. All’epoca credevo che stesse cercando una scorciatoia per uscire dalla stazione di Songju, il villaggio dei container non era un posto adatto per far vivere un bambino. Ma un paio di settimane dopo lo rividi nello spiazzo vuoto vicino ai container, stava prendendo a calci da solo un vecchio pallone e da quel momento mi ero imbattuto in lui svariate volte. Andava in giro sempre solo, con indosso sempre la stessa maglietta, gli stessi pantaloni e le stesse scarpe da ginnastica. Era evidente che non avesse un adulto che si prendeva cura di lui. Non c’era niente che ci potessi fare, avevo già abbastanza difficoltà a prendermi cura di me stesso. Passavo sempre oltre e fingevo di non conoscerlo.

Quando venni via dalla pompa di benzina e arrivai al villaggio dei container stasera, erano passate da poco le undici. Mentre rovistavo in tasca per cercare la mia chiave, vidi un’ombra accovacciata: era Woochang. Avrei potuto trovare la mia chiave, aprire il container ed andare dentro a farmi del ramyon per poi dormire, ma non stasera. Non volevo farlo.

Guardai il cielo, era stato cupo tutta la giornata e il cielo notturno era pieno di nuvole grigie, non riuscivo a vedere nemmeno una singola stella. Improvvisamente mi sentii affamato. Se ricordavo bene, mi era rimasta solo una confezione di ramyeon nel container. Non ne avevo altre in dispensa e non avevo la forza di andare a comprarne altre. Queste erano le condizioni in cui mi trovavo. Guardai la chiave che avevo tirato fuori dalla tasca, mi ricordai il paesaggio che guardavo mentre venivo via dalla campagna. Mi vennero in mente le parole. che avevo scritto sul finestrino dell’autobus.

Andai verso Woochang.

Yoongi
23 Giungo, Anno 2022

Quando vidi le notifiche nella chat, sbloccai il telefono. All’improvviso si era fatto buio. Fino a quel momento, non era stato facile raccogliere ogni pezzo musicale scritto. Scelsi tra quelli sopravvissuti alle fiamme, e tra le melodie che mi erano ancora rimaste in mente. Con sorpresa, tra quelle, la maggior parte le avevo proprio scritte nell’aula in disuso, durante le superiori. Se ci ripensavo, non mi sembrava di aver scritto chissà poi quanta musica in quel periodo. Allora… no, ogni momento che avevo avuto, lo avevo passato sempre a fuggire dalla musica.

Aprii la chat e vidi che si erano accumulati già un bel po’ di messaggi. Stranamente era stato Jimin a crearla, e notai che la conversazione era già iniziata, prima che mi aggiungessero, perché i discorsi erano iniziati a metà. Taehyung chiese a tutti: “Voi sapete cos’è la mappa dell’anima?”.

Passò molto tempo prima che Hoseok rispondessere: “Cos’è?”.

“Hyung, secondo te se lo avessi saputo te lo avrei chiesto?”, disse Taehyung.

“Effettivamente. Perché lo chiedi?”.

La conversazione proseguì per un pò in tal senso, finché Jimin non spiegò tutta la storia: era andato all’ospedale, e sulla strada del ritorno si era imbattuto in Seokjin hyung, che gli aveva detto di essere alla ricerca della mappa dell’anima.

Dopo molto tempo, apparve Namjoon, e scrisse: “Seokjin hyung un po’ di tempo fa ha chiesto anche a me cosa fosse. Mi disse che la mappa dell’anima era l’unico modo per mettere un punto a tutto ciò”.

Dopodiché, la conversazione si interruppe. Forse eravamo tutti assorti nei nostri pensieri. Cos’era quella cosa a cui Seokjin hyung voleva dare un taglio? Sospettavamo tutti che ultimamente si stesse comportando un pò in maniera strana. Se avesse trovato la mappa dell’anima, sarebbe tornato di nuovo a stare bene? Che diavolo era, e dove si poteva reperire?

La conversazione successivamente proseguì in tal modo:

“Nessuno ha aggiunto Jungkook alla chat?”

Jimin replicò: “Ci avevo pensato anch’io, ma Jungkook sta ancora male”. Era una risposta criptica, e incerta. All’improvviso, mi chiesi perché Jimin si fosse recato all’ospedale. Cosa aveva provato, dopo aver visitato il posto in cui era stato rinchiuso per così tanto tempo?

Avevo già chiuso la chat, ma la riaprii, e scrissi: “Ok. Hai fatto bene. Facciamo riposare Jungkook ancora un altro po’ “.

Jimin
24 Luglio, Anno 2022

Raggiunsi il capannone in anticipo rispetto a quanto accordato. Volevo fare gli auguri a Jungkook per le dimissioni dall’ospedale. Ma non solo. Dovevo parlare anche con Seokjin. Era una cosa importante, ma che probabilmente non gli avrebbe fatto piacere. Anziché entrare subito, camminai un po’ lungo i binari. Passò un treno, e si alzò un forte vento. La banchina si riempì di persone, per poi subito svuotarsi. A un certo punto, mi accorsi di essere in ritardo. Tornai indietro, prendendo un grosso respiro.

Non c’era nessuno nel container, solo aria cocente. Scottata dal sole estivo, mi investì, quasi stesse aspettandomi. Ero dieci minuti in ritardo, eppure ero il primo arrivato. Cos’era successo agli altri? Era accaduto qualcosa? Sarebbero venuti? Accesi il condizionatore e entrai. L’atmosfera nel capannone era troppo rafferma e silenziosa per essere quella di festa. Presi un foglio dal cassetto della scrivania, e scrissi “Auguri, Jungkook”, e poi lo appesi al muro. Non bastava a togliermi quella sgradevole sensazione di dosso, ma era meglio che non far nulla. 

I minuti passarono, e controllai in chat se stessero arrivando. I treni si susseguirono fuori dalla finestra, e ogni volta il capannone dava uno scossone. Mentre osservavo il mondo di fuori, che sembrava tremare, mi ricordai di quando varcai le porte dell’ospedale e scappai. Senza gli hyung, senza Taehyung né Jungkook, sarei stato in grado di farlo? Anche se la porta fosse stata lì, aperta, non era scontato varcarla. Non si era trovato anche Seokjin chiuso in una situazione simile? Non è che stava aspettando che qualcuno la aprisse per lui? Non vi erano certezze. Non sapevo se sarei stato in grado di aiutarlo. Ma se ciò che avevamo raccolto poteva essere anche solo un piccolo indizio… mentre pensavo a ciò, le porte del capannone si aprirono, e Yoongi entrò.

Jungkook
24 Luglio, Anno 2022

“Auguri, Jungkook”, c’era scritto sul lato del container, ma la scritta non rispecchiava affatto l’atmosfera. L’aria all’interno del container straripava di una strana agitazione. Pensandoci, era sempre stato così, ultimamente.

In un attimo, Seokjin hyung uscì. Taehyung hyung lo seguì in fretta e gli altri fecero lo stesso, scambiandosi qualche sguardo. Taehyung hyung disse qualcosa, ma non sembrava che Seokjin hyung lo stesse ascoltando. Da dietro le spalle di tutti gli hyung, vidi Seokjin hyung salire in macchina.

La macchina fece retromarcia molto facilmente, dopodiché ripartì di corsa. Le luci provenienti dal container ne delinearono il contorno. Le tracce di un incidente sul paraurti si resero visibili per un breve attimo, prima di sparire inghiottite dall’oscurità. Era strano, ma vedere quella scena non mi aveva fatto provare nulla. Nonostante fosse una conferma di ciò che già sapevo, pensavo che di fronte ad una dura verità avrei provato qualcosa di complicato o che almeno ne sarei rimasto scioccato, ma in realtà non fu così.

L’immagine della macchina di Seokjin hyung che spariva nell’oscurità venne sostituita da quella dei fari che quella notte si avvicinavano nella mia direzione, dalla sensazione del mio corpo in aria, dal momento in cui non ero più stato capace di deglutire o respirare, dall’attacco di panico che aveva fatto tremare il mio corpo intero, dal brivido insopportabile che avevo provato quando la mia coscienza si era dispersa, dall’ombra di morte e dalle tracce dell’incidente sul paraurti di quella macchina.

Entrai nel container, mi sedetti e alzai lo sguardo verso la calligrafia di Jimin hyung che tracciava, “Auguri, Jungkook”. Improvvisamente, provai un forte dolore alla gamba che era stata coinvolta nell’incidente. Gli hyung non avevano nemmeno pensato di rientrare. Stavano parlando di qualcosa di cui non ero a conoscenza.

Jungkook
26 Luglio, Anno 2022

Quando sono ritornato in me, mi sono ritrovato alla fermata dell’autobus. Mi sono guardato alle spalle per vedere quanta strada avessi fatto, ma avevo già perso di vista l’ospedale. Ho aspettato l’autobus e poi sono partito. Era un autobus che portava a quel posto, non era stata mia intenzione salirci, ma forse già sapevo dentro di me che sarei dovuto tornare in quel posto. Dovevo capire il significato di quel che era successo lì. Ho gettato lo sguardo al di fuori del finestrino osservando il passante tempo estivo, e ho pensato fra me e me: posso fidarmi degli hyung?

Quando sono sceso dall’autobus, quest’ultimo è partito immediatamente. Si è sollevata una nube di polvere. Mi sono incamminato lentamente verso il luogo dell’incidente. Ho pensato a quella notte. Ho pensato alla grandissima luna appesa in cielo, al mondo capovolto, ai fari dirigersi verso di me nella mia visione ribaltata, alla sagoma della macchina che mi oltrepassò sparendo, alle luci dei fanali posteriori e al suono di un motore che suonò particolarmente familiare.

Mi sono steso sull’asfalto così come in quella notte. Ho reclinato la testa e ho alzato lo sguardo al cielo. Si stava facendo buio, ma non riuscivo a vedere la luna. Era una strada silenziosa, ma se qualche macchina fosse passata di cui, avrebbe potuto non vedermi e sarei potuto finire coinvolto in un altro incidente. Mi sono domandato un’altra volta: se non potevo fidarmi degli hyung, di chi mi potevo fidare?

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt (hanabi, lilac, Fab). Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Dream Glow – BTS (Jin, Jimin & Jungkook) ft Charli XCX (BTS WORLD OST Part 1)

Passo tutta la vita
Seguendo la notte
Non posso vedere i segnali di stop
che cosa dirai?
Hey
Vagando pacatamente
Dritto nei miei sogni
È tutto quello che vedo
Che cosa dirai?
Hey

Sento sempre qualcosa di più grande
Qualcosa di davvero folle
Continua a brillare
Rendilo più splendente di un riflettore
Hey Hey
A volte mi fermo e guardo
Seguo i miei sogni proprio lì
Lo scintillio di un sogno
Alcune volte i miei sogni si realizzano
Altre volte vanno in fumo
Lo scintillio di un sogno
Hey hey

Le ginocchia sbucciate che i bravi ragazzi,
facili da crescere, nascondevano
Hey
La mia costellazione è dei frammenti di sole
Una splendida, oscura, danza d’ombra.
Hey
Senti la luce nel tuo cuore
Che non è mai stata raffreddata
Non posso perdere contro qualcuno che non ho mai battuto.
Hey Hey

Il futuro brillante eh eh eh
Fermati per un attimo eh eh eh
Splenderà
Hey Hey
I miei sogni rimangono qui eh eh eh
Non lascerò mai andare il mio sogno eh eh eh
Hey hey Brillerai hey hey
Apri le tue ali verso l’alba scura
Continua a brillare
Rendila più splendente di un riflettore
Hey Hey
Lo scintillio di un sogno

A volte mi fermo e guardo
Seguo i miei sogni proprio lì
Lo scintillio di un sogno
I miei sogni rimangono qui eh eh eh
Non lascerò mai andare il mio sogno eh eh eh
Hey hey brillerai
Hey hey brillerai
Hey Hey

LINK STREAMING

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. 
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] 이 밤 (Tonight) – By Jin

 

Con lo svanire di questa notte
Ho paura di non vedervi più

Quegli sguardi sinceri
Quei tocchi, ormai così familiari
Quei volti che guardandomi sorridevano, ora

Ora, non potrò più vedervi?

In ogni mio singolo giorno,
Ci siete voi
In ogni vostro singolo giorno,
Ci sono io

Quando la luna cala,
e il sole sorge
Voi, che siete sempre stati con me, ve ne sarete andati?

Quando chiudo gli occhi,
mi torna in mente il tempo passato insieme
Quando chiudo gli occhi,
Sembra che solo i bei ricordi aleggino nei miei pensieri

Quando chiudo gli occhi,
mi torna in mente il tempo passato insieme
Quando chiudo gli occhi,
Sembra che solo i bei ricordi aleggino nei miei pensieri

Con lo svanire di questa notte,
Ho paura di non vedervi più
Con lo svanire di questa notte,
Ho paura di rimanere solo.

Fonte: btsblog.ibighit.com/392
Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. 
Prendere solo con crediti.

Messaggio alla fine sul blog:

Ciao, sono Jin. Ho scritto questa canzone pensando ai miei cuccioli. È la prima canzone che produco; mi piacerebbe che l’ascoltaste bene. Lavorerò sodo e produrrò una canzone migliore per la prossima volta. Grazie, ARMY

[TRAD ITA] Discorso di ringraziamento per il Daesang ai The Fact Music Awards

RM: A tutti gli ARMY, grazie!

È merito dei nostri ARMY se ci è stato permesso di camminare sul red carpet in questo tiepido clima primaverile, così come hanno detto anche altri artisti, e avere l’opportunità di vincere questo premio così importante.

Davvero, vivo ogni giorno con il cuore colmo di riconoscenza.
Ogni giorno, quando mi alzo, penso che ci sarebbe stata la possibilità per noi di non essere insieme, e penso alla possibilità che l’album che stiamo ora promuovendo, PERSONA, non sarebbe potuto uscire – vivo pensandoci spesso.

Ma stando qui, voglio ringraziare i miei membri. In questi giorni sono stato occupato, perciò mi è stato difficile dirlo, ma abbiamo passato così tante cose, ad altre siamo diventati insensibili;
non dimentichiamoci di quando ci siamo uniti la prima volta come Bangtan perché ci piaceva la musica, ci piaceva esibirci e non dimentichiamo l’espressione che abbiamo visto l’un l’altro, sui nostri volti.
Ed è in questo modo che voglio dirvi grazie per essere con me, ed anche in futuro, anche se non so fino a quando staremo insieme, voglio dire “Diamoci da fare!”.

Lo slogan per i The Fact Music Awards è “Che gli artisti risplendano, che i fan si divertano”, ed anche se potrebbe sembrare un po’ arrogante, quando ci esibiamo con impegno, sarebbe bello essere anche solo un po’ di quella luce (che risplende). Vi amo, lavoreremo sodo. Grazie!

 

JUNGKOOK: Per quanto riguarda questo Daesang, voglio per prima cosa esprimere la mia gratitudine e riconoscenza.

Poi, come ho detto alla conferenza stampa, con lo scorrere del tempo, così come – sono sicuro – voi siate curiosi per quanto riguarda noi, allo stesso modo anche noi vogliamo sapere tutto su di voi, quindi penso che questo album sia potuto nascere proprio grazie al fatto che abbiamo parlato di questo.

All’inizio ne ho parlato anche con Bang PD-nim, e anche se in altri album precedenti ci sono canzoni dedicate ai fan, quest’album – questo intero album – è veramente colmo delle cose che volevo dire, e visto che ho potuto trasmettervi il mio cuore, è stato molto significativo e mi ha fatto sentire bene.

 

JIN: Ah, oggi è la terza volta che faccio un discorso.

Questa volta sarò breve: per me gli ARMY sono diventati come un raggio di luce, così io, ed anche i Bangtan, lavoreremo sodo per diventare la vostra luce. Grazie!

 

J-HOPE: Anche io sarò breve, ma d’impatto. Per dire come stanno i fatti ai The Fact Awards, siete voi che avete creato questo momento; noi esistiamo perché voi esistete. Grazie di cuore, vi amo!

 

V: Nostri ARMY! Non posso parlare a lungo, quindi sarò breve. ARMY, guardate solo cose belle, indossate solo cose belle e mangiate solo buon cibo!

Vi ringrazio per tutti questi premi! Vi amo!

 

SUGA: Ah, sì, dietro di noi nel VCR possiamo vedere i ricordi dal 2013, e porta con sé un sentimento unico.

Davvero, vi ringrazio per averci dato questo premio importante ai 1° The Fact Music Awards. Vi sono molto riconoscente! Vi amo!

 

JIMIN: Visto che l’anno scorso ci avete incitato così tanto, quest’anno sta andando così (bene) e vi abbiamo voluto fare un regalo con il nostro album – Lo state ascoltando?

Con la canzone chiamata “Una poesia per le piccole cose” (Boy With Luv) stiamo provando a volare più in alto, più lontano. Penso che insieme a voi potrei andare ovunque. Vi ringrazio per essere sempre al nostro fianco, vi amo. Grazie!

Fonte: doyou_bangtan 
Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (Naive~)
Prendere solo con crediti.

I BTS tra le “100 Persone più Influenti al Mondo” di Time.

BTS
di Halsey

Qual è esattamente il modo per conquistare il mondo? Di sicuro ci vuole un incredibile talento, carisma, gentilezza, altruismo e dedizione. Ma vi mancherebbe comunque una componente chiave: una comunità devota che porti in alto i vostri sforzi, addolcisca i vostri passi falsi ed illumini ogni notte il cielo con la luce dei loro occhi quando sentono il vostro nome.

 

Seguendo questi parametri i BTS hanno raggiunto la vetta. Durante gli ultimi anni, il gruppo K-Pop ha travolto l’industria musicale – infrangendo record di vendite, accumulando riconoscimenti ed esibendosi in tutto il mondo davanti ad audience da capogiro- il tutto rimanendo rappresentati esemplari della cultura coreana. Ma dietro quelle tre lettere ci sono ragazzi straordinari che credono che la musica sia più forte delle barriere linguistiche. E’ un linguaggio universale.

Con messaggi positivi sull’autostima, intricate filosofie nascoste nelle loro canzoni sfavillanti, una sincera sinergia e fratellanza in ogni passo delle loro elaborate coreografie e numerosi impegni di beneficenza e antropologici, i BTS cominciano con quattordici passi giusti ad essere dei modelli per i milioni di fan adoranti ed ogni altra persona che si trova attratta dall’innegabile fascino dei BTS.

Ho conosciuto “i ragazzi” – come io ed altri fan li chiamiamo affettuosamente- anni fa ed ho avuto il piacere di andare in corea e passare un po’ di tempo con loro in svariate occasioni. All’esterno sono raffinati e professionali, ma ore di risate, strette di mano segrete e regali scambiati mostrano che sotto questo movimento che fa colpo, accuratamente preparato, sono solo dei ragazzi che amano la musica, i loro fan e che si vogliono bene.

 

Per i BTS, dominare il mondo è solo altri 8 conti nella contemporanea danza della vita. Ma se credete che sia facile, non avete visto l’amore e l’impegno che questi ragazzi mettono in ogni suo singolo passo.

Fonte: Time
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Fab)

Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Make It Right

Make it right

Nel momento in cui mi sono accorto di chi fossi
non ho avuto altra scelta che scappare
Dovevo ritrovare me stesso.
Tutto il giorno, tutta la notte
Attraversando il deserto e il mare
E vasti, vasti mondi
Ho vagato.

Tesoro io
Potrei farti stare meglio
potrei stringerti più forte
in cima a quella strada lontana
Oh tu sei la luce
Io, che non ero invitato
Io, che non ero il benvenuto
Tu sei l’unica persona che mi ha riconosciuto
Infinte notti, senza fine
Chi mi donava la mattina eri tu
Posso stringere quella mano adesso?
Oh oh,
Posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Io, che sono diventato un eroe in questo mondo
Le acclamazioni assordanti che mi hanno trovato
E i trofei e i microfoni dorati nella mia mano
Tutto il giorno, ovunque.
Ma tutto questo è fatto per toccarti
È questa la risposta al mio viaggio
Canto per trovarti
Tesoro, per te

La mia altezza che si è alzata un po’
La mia voce che è diventata un po’ più dolce,
Tutte questo è fatto per tornare da te
Ora aprirò questa mappa di “te”.
La mia cura
Guardami, perché non riesci a vedere?
Non voglio ascoltare le sciocchezze degli altri
Il tuo odore, come sempre, mi attraversa e mi fa crollare.
Torniamo indietro a quel momento.
Tesoro lo so
Posso farti stare meglio
Posso stringerti più forte
Tutte le strade portano a te
È stato tutto inutile
Tutto ciò che non comprendeva te
Mi dà conforto come faceva una volta

Nell’infinita notte, senza fine
Chi mi ha donato la mattina eri tu
Posso stringere quella mano adesso?
Oh oh
Posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Tu, bella/o come sempre

Stringimi e basta, come hai fatto quel giorno, senza dire una parola
Sono tornato vivo dall’inferno
Se sai che non l’ho fatto per me
Ma piuttosto per te
Allora non maledirmi
Salva solamente la mia vita, ti prego
Sono inardito da questo deserto
Ne sono uscito senza di te

Ora stringimi ti prego
So che senza di te
Un Oceano sarebbe come un deserto
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Posso stringerti più forte
Oh, posso rendere tutto migliore
È stato tutto inutile
Tutto ciò che non comprendeva te
Oh, posso rendere tutto migliore.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti