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IL WINGS TOUR A SEOUL

“Il ragazzo va avanti”.

https://www.youtube.com/watch?v=uPPHzXilhUA

Alla fine del concerto al Gocheok Sky Dome (Mokdong, quartiere di Seoul, concerto conclusivo della promozione di “WINGS & WINGS: YOU NEVER WALK ALONE” e inizio della promozione del “BTS Live Trilogy Episode III: THE WINGS TOUR”), sul grande schermo che ricopriva interamente il palco sono stati proiettati video e frasi riguardanti il passato dei BTS: iniziando con “Quante strade deve percorrere un ragazzo prima che possa diventare un uomo”, a “Un ragazzo con sette cuori” e “Cosa cerca il ragazzo con gli occhi chiusi ”, per finire con la frase “I ragazzi vanno avanti”. E’ Il viaggio di sette ragazzi che non conoscono nemmeno loro la strada che stanno seguendo, ma proseguono.
Partendo da “School trilogy” arrivando fino a “Hwa Yang Yeon Hwa” e “WINGS”, i BTS hanno mano a mano costruito la loro storia all’interno dei loro album. I ragazzi che si sono preoccupati per i loro sogni quando erano a scuola, che si sono innamorati per la prima volta a scuola, hanno incontrato la tentazione, che li aspettava lungo il cammino dell’età adulta in “WINGS”.

I BTS sono andati avanti anche nella realtà. Il gruppo che ha tenuto il suo primo concerto in una piccolo sede adesso, dopo soli quattro anni, è riuscito a fare sol-out ad ambo le date al Dome. Sono anche migliorati sotto il punto di vista musicale, grazie al contributo di ogni membro, che si è occupato della realizzazione di una traccia solista nell’album “WINGS”; inoltre si sono fatti largo nelle principali classifiche di Billboards e iTunes.

Che sia nella storia di ‘Hwa Yang Yeon Hwa’ o nella realtà, i BTS hanno affrontato molte difficoltà e preoccupazioni, ciò nonostante si sono fatti forza e sono arrivati lontano. Ora: un grande spazio adibito al loro concerto, i fan che partecipandovi lo hanno riempito. E i sette ragazzi che hanno mostrano il cammino che stanno intraprendendo. Questo concerto non è stato solo un semplice concerto, è stata anche la prima tappa del loro cammino. Il VCR ha riorganizzato le storie che i BTS avevano incluso nei loro album rivelando la trama tra la serie di ‘Hwa Yang Yeon Hwa”e quella di “WINGS”, andando a completare le storie dei BTS presenti negli album come fossero un tutt’uno. Nel frattempo sul palco i BTS si esibivano con le loro canzoni , ognuna delle quali presenta un’idea differente, alcune a costituire un’unità, altre a sé stanti. Le loro tracce principali, partendo da “No more dream” fino a “Run” sono state unite in un’unica performance, mentre, d’altra parte, la canzoni soliste dei membri appartenenti all’album “WINGS” hanno avuto un ruolo centrale all’interno del concerto. Ognuna delle esibizioni individuali è stata portata sul palco in modo differente a seconda del messaggio che i membri volevano trasmettere, come la canzone di J-Hope “MAMA”che si è trasformata in un’esibizione su larga scala verso la seconda metà della canzone, o come la canzone “First Love”di Suga che è stata portata in scena come se fosse il suo stesso monologo.

https://www.youtube.com/watch?v=phRKDt1HFMc

Oltretutto, il VCR ha anche rappresentato ogni membro con immagini simboliche. Questo concerto non ha solo messo in scena le canzoni più amate dei BTS, è stata una precisazione e la fine delle storie dei 9 album precedentemente rilasciati. Se “WINGS : YOU NEVER WALK ALONE” è la storia mai rivelata che ha luogo tra “Hwa Yang Yeon Hwa” e “WINGS”, il VRC del concerto ha offerto una possibilità per guardare più a fondo nella storia dei membri in “WINGS”.

Nonostante tutto “WINGS” non ha espanso il mondo dei BTS solo attraverso una storia. Il tema di fondo, la crescita dei ragazzi, che per la prima volta incontrano il male, è stato dipinto non solo tramite le canzoni e i video musicali, ma anche attraverso i brevi film girati singolarmente da ogni membro e attraverso le esibizioni, dove ogni singolo movimento diventa carico di significato. “BTS Live Trilogy Episode III: THE WINGS TOUR” ha mostrato anche la storia di “WINGS” su un più vasto palco: il mondo dei BTS non è più descritto solo attraverso video musicali o immagini, è adesso rappresentato, per mezzo di un concerto, su un grande palcoscenico. L’avanzare dei ragazzi è diventato simbolo dell’espansione del loro mondo. A iniziare il concerto è stata la canzone “Not Today”dell’album “WINGS: YOU NEVER WALK ALONE”, e come atto finale si sono esibiti con la traccia principale “Spring Day”, dello stesso album.

Nel video musicale di “Not Today”, loro rimangono imperturbabili nonostante gli abbiano sparato. “Noi siamo a prova di proiettile”. Questo è ciò che sono i BTS. Gli idol che si sono esibiti con performance travolgenti. Il gruppo che si è definito “a prova di proiettile” nel loro album di debutto, dopo 9 album, è ora un gruppo che tratta temi come il conforto e la speranza, in Spring Day. Un gruppo che dice “Mi manchi” a tutti coloro che non possono incontrare e che spera nell’arrivo di un giorno primaverile, prima o poi. Con il cambiamento che hanno subito le canzoni, assistiamo a un cambiamento e ad una crescita anche nei BTS stessi.

Ma anche se crescono, I BTS mantengono il loro lato “a prova di proiettile”, come è dimostrato in “Not Today”. Hanno fatto tanta strada da “No More Dream”, ma ciò nonostante continuano ad essere idol e ragazzi. Iniziando con “Not Today” e terminando con “Spring Day”, il concerto ha mostrato i cambiamenti della storia dei BTS e allo stesso tempo la loro immutata identità.

Rispetto al periodo del loro debutto, la scala dei luoghi per le loro esibizioni è diventata incredibilmente più vasta. Adesso si esibiscono non solo in Corea ma anche in Asia e in Occidente. Ciò nonostante, continuano ad essere i BTS che bloccano i proiettili per qualcun altro. Le loro prove adesso richiedono diversi giorni come il concerto vero e proprio, ma loro ancora, proprio come quando si esibivano in piccoli spazi, lavorano duramente versando molto sudore. Il luogo del concerto si è riempito di numerosi fan. La prova di ciò che i BTS hanno fatto sin ora è il fatto che loro possano dire a tutti coloro che non hanno potuto essere presenti,  ai loro pari: “mi manchi”. Come dicevano le frasi al concerto, loro hanno ‘rinchiuso il cielo della giovinezza in cassetti rotti’, ‘cercato un mare introvabile’, ‘in un mondo di persuasive tentazioni’, ‘sempre da soli nel momento in cui si deve prendere una decisione’; tuttavia, sono andati avanti senza mai fermarsi. Come l’uomo della mitologia che sperava di poter volare in eterno, il viaggio dei BTS è alla ricerca di un mondo più grande, di ideali più validi e allo stesso tempo,vuole condividere le preoccupazioni dovute alla giovinezza della loro generazione, trovare le risposte e conoscersi. E dopo così tante storie, il “BTS Live Trilogy Episode III:THE WINGS TOUR” ha determinato la fine e l’inizio di un’era. Il ragazzo è andato avanti. E dovrebbe continuare a farlo, lungo il cammino degli infiniti dubbi della giovinezza.

 

Quante strade deve percorrere un ragazzo, prima di diventare uomo?
Scuola e casa, vicoli, e il mare
Rinchiudendo il cielo della giovinezza in cassetti rotti
A fine strada senza uscita, vi è l’entrata al labirinto
Macchie di sangue sui palmi, come uno stigma.
Questo dolore che si propaga dalle scapole
E’ il sogno di ali in ascesa.
In cerca di un mare introvabile
Il ragazzo cammina.

Il ragazzo dai sette cuori.
Sette battiti e un passo in avanti
Cambia la prospettiva, e uno è sette.
Correre è cadere senza avere dubbi.
E voltarsi, è trovarsi innanzi la scogliera.
In un mondo di tentazioni oscillanti
Cosa cerca il ragazzo ad occhi chiusi?

Apri le tende e rompi il vetro
Troverai la strada tra i frammenti.
Fuori è dentro, dentro è fuori.
Un mondo di intrecci.
L’incrocio di tutto.
I due mondi, schiena contro schiena,
Inesorabilmente si fondono in un tutt’uno.

Ora il ragazzo è sette nel percorso.
Sette ma uno.
Sette ragazzi e un cuore solo.
Un ragazzo con sette cuori.
Uno e sette, ognuno il riflesso dell’altro.

Quante strade deve percorrere un ragazzo, prima di diventare uomo?
Le strade sono un altro modo per chiamare il mondo.
Giorno e notte, incroci e gallerie.
Le strade imboccano infiniti bivi
E sempre soli nel momento della decisione.
Nell’incontro e nella separazione, non c’è nulla di nuovo.
Se svolta l’angolo, è in grado di incontrare un giorno della sua giovinezza cremisi?
(se svolta l’angolo, i fiori cremisi della giovinezza saranno ancora in piena fioritura?)
A dove porta questo sogno?
La Paura è un altro modo per chiamare la Speranza.
Le Lacrime un altro nome per il Sorriso.
Il ragazzo sorride.
Riesce a sorridere perché sono insieme.

Il ragazzo procede.
Il ragazzo cresce.

 

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere con crediti.

Wings Concept Book: Comeback Trailer

Nel 2013 la voce di Rap Monster prestò la sua voce per il trailer che segnò l’inizio dell’era “school trilogy”. Nel 2015, la star del trailer per l’Hwa Yang Yeon Hwa pt.2 fu Suga, che strillò fieramente “qualunque sia il percorso pieno di spine, corri” come nel Hwa Yang Yeon Hwa pt.1. E nel 2016, non c’è stato dubbio che J-Hope fosse la guida, il guardiano del mondo di WINGS. Il produduttore Bang Si Hyuk ha detto, “J-Hope è un membro unico nella band. È il migliore a ballare ed è estremamente capace anche a rappare. Penso che se riesci ad esprimere le canzoni che hai scritto anche attraverso una danza ben fatta, più forte di così non puoi essere.” E J-Hope ha mantenuto la parola, buttando sangue sudore e lacrime nella preparazione durata un anno; ha giocato un ruolo fondamentale e in maniera eccellente, nei panni del portale che dava su un nuovo percorso dei BTS. Attraverso una coreografia disegnata da lui stesso, ha perfezionato la performance fondendo lo stile della vecchia scuola e krump, con un pizzico di danza moderna.

Il trailer di WINGS, “Boy Meets Evil” è la partecipazione inviata dai BTS. J-Hope è la guida a questo nuovo mondo. Tra brevi filmati e video musicali, il trailer serviva da linea guida per entrare nel mondo di WINGS solamente attraverso la danza, senza alcun’altra spiegazione. In meno di tre minuti, J-Hope ci è riuscito con la sua performance. Soffriva, ma continuava a ballare come se non potesse più fermarsi. In un posto dimenticato da Dio, con solo la polvere rimasta, J-Hope balla mentre del fumo color cremisi emerge dal pavimento pieno di crepe, come a presagire l’entrata in un nuovo strano mondo. Ondeggia tra il voluttuoso mondo della tentazione tempestato di tempere colorate e il suo ego. Come se non riuscisse controllare il suo desiderio, come se stesse pregando per la sua redenzione, i suoi movimenti fanno diventare il vuoto un posto pieno di colori con l’aggiunta di una nota sensuale. Come in Demian, “Il male mi stringeva tra i suoi artigli, il nemico era alle mie spalle”, J-Hope ha ritratto l’ansia della gioventù attraverso una performance incalzante e dinamica. Come anche le parole scritte da J-Hope “Too bad, It’s too sweet.” questo trailer è un altro test per la tentazione, nel quale gli spettatori non riescono a staccare gli occhi dallo schermo fino alla fine. Come ha detto J-Hope, “Questo amore è un altro nome per il male” (“Boy Meets Evil”), non riuscirete a non farvi trascinare da WINGS come se foste posseduti.

“Questo trailer era un’opportunità che non mi sarebbe capitata una seconda volta. Se non mi fossi allenato abbastanza e avessi sbagliato, a causa di questo, non me lo sarei più perdonato per il resto dei miei giorni, quindi ho il preso il toro per le corna. Odio vivere con i rimorsi.” -J-Hope

“La prima volta che mi diedero il tema ‘Boy Meets Evil’, ho pensato al mio passato e subito mi ci sono immerso. Ecco perché ho potuto scrivere e ballare la canzone in maniera molto sincera.” -J-Hope

 

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt

Preghiamo di prendere solo con tutti i crediti.

Fotografia

Dalla “trilogia scolastica” alla serie ‘Hwa Yang Yeon Hwa’, le foto concept dei BTS sono da sempre riuscite a trasmettere visivamente le loro storie e i loro personaggi. Nella “trilogia scolastica” sfoggiavano delle uniformi dal look “stropicciato”, mentre nella serie ‘Hwa Yang Yeon Hwa’ sono apparsi in abiti dallo stile Mod, popolari nella Inghilterra degli anni ’60. La fotografia ha spiegato l’immagine e la crescita dei BTS – i ragazzi ribelli, i giovani erranti – attraverso un aspetto visivo. Ma il processo di visualizzazione del tema di <WINGS>, del diventare adulti e di affrontare la tentazione lungo la strada, si è rivelato leggermente più complicato. Come ha detto il produttore Bang SiHyuk, dato che la direzione di <WINGS> è stata ispirata dal <Demian>, il tema dell’unione tra bene e male, tra tentazione ed ego, è una concezione astratta. Senza fornire una spiegazione come guida e volendo rimanere fedeli alle storie che i BTS avevano fino a quel momento raccontato, esprimere chiaramente il significato del nuovo concept con poche foto ai fan, è stato senza dubbio difficile. Quindi le foto concept di <WINGS> sono nate come qualcosa di più astratto rispetto al lavoro precedente. Jimin guarda la macchina fotografica con le mele sparse tutt’intorno, Jungkook è sdraiato su un mucchio di piume, Rap Monster siede di fronte a vari specchi sovrapposti. Gli specchi gettano il riflesso di Rap Monster in mille direzioni. Questo intensifica le immagini astratte e multivalenti mostrate nei cortometraggi, nei quali Jimin mordeva la mela con un’espressione ambigua, un paio di ali formate da piume si alzavano dalle spalle di Jungkook. E come il titolo di “Reflection”, Rap Monster era perplesso di fronte al suo riflesso negli specchi.

A partire dall’indizio del <Demian>, la storia di <WINGS> è stata lentamente svelata dai cortometraggi individuali, che per questo motivo sono diventati trailer anticipatori delle foto concept. Il motivo dettagliato di <WINGS> è stato incorporato nei cortometraggi, e ogni simbolo individuale, impresso nelle menti degli spettatori tramite essi, è stato nuovamente riportato nelle foto concept. Per rendere questa trama possibile, una particolare attenzione è stata dedicata ai dettagli nei vari set fotografici, molto più che nei set normali. Il processo di visualizzazione della “tentazione” e l’aggiunta di elementi erotici sono stati particolarmente necessari al fine di rappresentare un mondo astratto come quello di <WINGS>. Le espressioni del volto e le pose dei membri dei BTS appaiono stanche ma misteriose allo stesso tempo, mentre gli outfit, affiancando il look del pigiama, un recente trend, all’esposizione parziale di determinate parti del corpo, per ricreare l’effetto vedo-non vedo, completano e portano al massimo la rappresentazione di un’immagine sexy e glamour. Riuscendo ad integrare l’erotismo nel quadro generale senza essere troppo esplicito, il look nudo unito a quello glam erano l’opzione più adatta a raffigurare il concept di <WINGS>.

“Man muss noch Caos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können”. Questa frase appare scritta nelle foto concept di V. Significa che “bisogna avere il caos dentro di se’ per dare vita ad una stella danzante”, una citazione tratta da <Così Parlò Zarathustra> di Friedrich Nietzsche. Quello di cui gli oggetti di scena, gli abiti e addirittura la citazione non dimenticano mai di parlare per un attimo, è il concept di <WINGS> stesso.

Crediti foto: bts.ibighit.com

Traduzione coreano > inglese: © ktaebwi

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Itailia | @btsitalia_twt. Per favore prendere con crediti.

BLOOD, SWEAT & TEARS

 

I BTS sono tendenzialmente riconosciuti come una boyband dal fandom sparso in tutto il mondo, piuttosto che un gruppo Kpop. La prima prova si è avuta con “Fire”, una canzone electro trap. Gli esperimenti del producer Bang Sihyuk con “Fire” hanno reso la canzone un successo. Fedele al titolo, “Fire” ha infiammato i fan di tutto il mondo; la strategia dei BTS di realizzare coreografie vincenti e musica che segua le tendenze del momento non soltanto in Corea, ma a livello mondiale, non si è rivelata fallace.  La musica di questi Idol coreani sta diventando un fenomeno sensazionale anche in occidente. Sono cambiate le regole in tavola.

Con “Blood, Sweat & Tears”, hanno fatto un passo avanti. Non hanno seguito la grammatica e il genere delle canzoni pop Idol,  dove l’essere orecchiabile e facile da cantare è una cosa comune. Usando il moombahton – un genere emergente nel panorama mondiale – come base, la melodia che si sente sin dall’inizio in “Blood, Sweat & Tears” suggerisce in modo spontaneo il tema della tentazione e lascia trapelare energie scure e nascoste. Questo tipo di composizione, dal suono straniero, dall’inizio al punto di apice della canzone è stato un qualcosa di nuovo e stupefacente allo stesso tempo.

Steaniero, e sensuale. Il video musicale di “Blood, Sweat & Tears” è stato più estraneo e oscuro agli spettatori che mai, e pieno di immagini astratte per questa ragione. Sei mesi prima del rilascio, il produttore Bang Sihyuk e il  direttore musicale Lumpens hanno fatto ricerche su come inserire i vari elementi, e hanno deciso di dividere le informazioni, così che non si fossilizzassero solo in “Blood, Sweat & Tears”, a differenza dei drammatici video musicali di ‘Hwa Yang Yeon Hwa’. Attraverso la sfida di una composizione verticale o orizzontale, ogni scena è nata a se come un quadro differente, e il video musicale è diventato una galleria regale con molteplici opere d’arte. Allo stesso modo, la coreografia si comporta come una splendida messa in scena a sé stante.  Con Suga che copre gli occhi di Jimin come primo movimento dell’esibizione, il video musicale di “Blood, Sweat & Tears” ufficialmente ha inizio.

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Inoltre, “Blood, Sweat & Tears” contiene storia e simbologia del <Demian>. L’album di <WINGS> – che include “Blood, Sweat & Tears” – concettualizza la crescita dei BTS prima del passaggio ad una fase successiva, con l’aiuto dell’arte classica e della mitologia. Il fatto di dover passare attraverso l’agonia affinché si possa crescere, piuttosto che descriverne una specifica situazione, ha ricreato l’atmosfera che si voleva mostrare, e ha dato voce ai concetti di tentazione, decadenza e crescita. Mentre Jin contempla la “Caduta degli Angeli Ribelli”, in sottofondo vi è un brano di Bach, per cercare il perdono di Dio, ma i BTS di “Blood, Sweat & Tears” ci dicono che non esistono cose come Dio, o che il nostro destino è stato predefinito. Dalla giovinezza, rappresentata dalla caramella verde, dal fumo verde, dai colori monotoni, sono passati in un più complicato, più lussuoso e caotico mondo. Da come Rap Monster offre la cera sciolta a Jungkook, da come Suga afferra le mani di Jimin e lo porta in un luogo sconosciuto, all’esterno, quelli che sono cresciuti prima di tutti nella serie di ‘Hwa Yang Yeon Hwa’ spingono i bambini che non hanno ancora abbandonato il sogno a svegliarsi. In questo modo, si è completata la storia dei BTS e di Wings.

ANALISI DELLE SCENE SINIFICATIVE

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Scena 1: Jin guarda la ‘Caduta degli Angeli Ribelli’ di Pieter Bruegel. Sebbene il dipinto rappresenti gli angeli ribellatisi a Dio che vengono mandati all’inferno, nel video musicale si voleva trasmettere il significato di una persona che prende realizzazione di se stesso e che per crescere deve ribellarsi a Dio.

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Scena 2: Alle spalle dei membri, proprio prima che la canzone inizi, è appeso “Il lamento di Icaro”di Herbert James Draper. Nel mito di Icaro, il ragazzo precipita, dal momento che le ali che ha realizzato lui stesso con la cera d’api si sciolgono più si avvicina al sole; il significato sta nel fatto che il ragazzo ha rifiutato il destino scelto per lui dagli dei, scegliendo la strada da prendere da solo.

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Scena 3: La scena in cui Suga copre gli occhi di Jimin riporta all’ultima scena del <Demian>. Demian dice a Sinclair, che hai gli occhi chiusi: “Ti mando un bacio da parte di Frau Eva”, il che significa che presto si unirà col suo stesso io.

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Scena 4: L’alcool che Rap Monster beve è assenzio, la bevanda preferita degli artisti Romantici, come Vincent van Gogh e lo scrittore romantico Arthurt Rimbaud. È stato usato come simbolo della lotta dell’uomo, inevitabile, contro Dio e il destino.

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Scena 5: Esistono due lati contrastanti che si scontrano, ‘la monotonia’ e ‘ciò che è colorato’. Qui, “ciò che è colorato” non comprende solo l’avere colore, ma anche il lusso e il divertimento. Dal monotono mondo della giovinezza, i BTS hanno sperimentato le diverse situazioni del mondo reale, colorato.

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Scena 6: Il liquido sottostante la sedia su cui siede JHope è cioccolata fusa.  Nel Demian, la madre di Sinclair gli offre della cioccolata, vedendo il figlio soffrire per le bugie che lui stesso si è costruito. Dietro: “La pietà” di Michelangelo, 1498-1499, Basilica di San Pietro, città del Vaticano.

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Scena 7: La scena in cui Rap Monster dà la cera a Jungkook è presente anche nel <Demian>. È in analogia al momento in cui Demian riceve il disegno dell’uccello da Sinclair, e porta il significato di un urgenza del ragazzo, che necessita di realizzare che non potrà rimanere giovane per sempre.

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Scena 8: J-hope che lancia una freccia verso V non rappresenta l’uccisione di quest’ultimo, ma l’aiuto a realizzare la propria persona. Rappresenta l’uccisione della giovinezza, e la crescita, e tutto ciò viene mostrato nell’immagine di V con schizzi di pittura dopo essere stato colpito dalla freccia.

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Scena 9: L’immagine di sfondo, quando v si lancia dalla finestra, è la “Caduta di Icaro” di Pieter Bruegel. In un paesaggio tranquillo, Icaro precipita in un posto che è difficile da vedere. È un quadro che rappresenta il dolore intrinseco umano. V che cade simboleggia la morte dell’infanzia  e la corsa allo step successivo.

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Scena 10: La canzone suonata da Suga è ‘Passacaglia’. Nel <Demian>, se la gioventù è rappresentata dal ‘Matthäus-Passione’, dopo aver realizzato dell’esistenza del male, cambia in ‘Passacaglia’. Nel video musicale, l’atmosfera cambia dopo che si inizia a suonare questo brano.

 

Traduzione inglese:

http://ktaebwi.tumblr.com/post/162921025417

Traduzione Italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

 

Short Films

Dal Wings concept Photobook, Short Films.

 

Il pianoforte prende fuoco, la finestra si frantuma con uno stridio agghiacciante. Il disegno in cornice cola e gocciola. Jungkook guarda tutto ciò con soltanto paura, nei suoi occhi. V rievoca il suo passato infelice, Suga fa irruzione in un posto sconosciuto e inizia a suonare il piano, Rap Monster siede nell’angolo più buio e si tatua il polso. Ancora una volta, il ruolo rivestito è di ragazzi tormentati.

In “EPILOGUE: Young Forever” urlavano: “Vorrei che l’io di oggi vivesse in eterno, vorrei essere giovane per sempre”.  Vivere ed essere incessantemente bombardati dagli stimoli del mondo: erano per sempre giovani, e volevano restarlo. Per i ragazzi, gli Short Film di <WINGS> sono stati simbolo del <Demian>; l’immagine della serie ‘Hwa Yang Yeon Hwa’, coesistendo, è ciò che unisce la fine di un’era con quella successiva, e allo stesso tempo mostra che comunque i protagonisti sono sempre dei ragazzi. Iniziando con l’affrontare problemi legati alla scuola, ai giorni del debutto, al trascorrere la giovinezza e la vaghezza di quel periodo durante la ‘school trilogy’, I BTS in <WINGS> incontrano la tentazione a partite da una visione più ampia, da una realtà esterna più complessa. La silhouette di Jungkook spiega le ali in modo inspiegabile. Jimin addenta la mela con un sorriso ambiguo. Un perplesso Jhope si trova in una stanza cosparsa di colore. E alla fine, Jin lascia cadere la mela, dà fuoco ai gigli, e in silenzio fronteggia e sfiora lo specchio crepato. Abbandona le foto di tutti questi simboli, e si allontana per un posto sconosciuto.

Diversi riferimenti a ‘Hwa Yang Yeon Hwa’ sono presenti anche negli Short Film, e allo stesso modo, le differenze tra membri rispetto al passato implicano una transizione del gruppo. Si tratta di un addio a ‘Hwa Yang Yeon Hwa’, l’era più melanconica sia per i BTS sia per i fan, ma è anche trasmesso un messaggio: sebbene tutto ciò,  la storia dei ragazzi continua. Sono testimoni di una divisione del mondo, che presto si tramuta nella presa di coscienza del proprio io. È momento di entrare nel mondo della decadenza e della tentazione. I ragazzi rimangono tormentati come sempre.

In “I NEED U” erano in preda al dolore, lottavano, soffrivano così tanto che si buttavano sulle medicine, però nonostante tutto ancora giocavano con i fuochi d’artificio e ridevano con innocenza; in “Run”, correvano e urlavano come se avessero potuto distruggere il mondo intero se solo lo avessero voluto. Il dolore rendeva il momento ancora più bello. La giovinezza spesa dai BTS in ‘Hwa Yang Yeon Hwa’ è stata la facciata di ragazzi insicuri che sono riusciti a scappare dalla gabbia che è il mondo, un mondo in cui i voti, i genitori e la scuola erano tutto. Attraverso  gli Short Film di <WINGS>, sebbene ancora spaventati, hanno iniziato ad andare tra le braccia del male, il mondo degli adulti che sono obbligati ad affrontare. Uscendo dal mondo conosciuto, facendo esperienza e realizzando l’esistenza del male, questo é ciò che uno deve affrontare per diventare un uomo.

Jungkook

“Nella scena dove devo piangere, l’ho fatto davvero. Per prima cosa, se sul set mettono canzoni giuste, si crea l’atmosfera. Sono abbastanza sensibili a immagini e suoni, quindi sono riuscito a piangere durante le riprese”.

Come in un incubo, il ritratto di Suga e il cavalletto prendono fuoco. Uno stormo di uccelli in volo lascia ombre sul pavimento, durante l’incendio. Il disegno che il ragazzo tiene in mano, si rileva essere l’uccello realizzato da Demian. Un grande paio di ali si spiegano dalla silhouette di Jungkook.

Jimin

“È difficile spiegare a parole l’immagine che avevo in mente. Ho soltanto lasciato tutto al mio corpo, mentre ascoltavo la mia solo track, “lie”. Perché se ho molti pensieri disparati, è difficile per me esprimermi”

“Mostrami la via, fermami, lasciami respirare.” Jimin mangia una mela in una stanza tutta grigia. La sua espressione innocente si trasforma in un sorriso malizioso.

 

V

“Era un’appendice del personaggio che ho interpretato in hyyh, non è stato quindi difficile impersonarlo. In più, ho girato con un tenero cucciolo che ascoltava il padrone molto bene, quindi sono riuscito a divertirmi di più, a lavoro”.

V continua a graffiare la gamba del tavolo anche nel mezzo dell’interrogatorio. Corre in mezzo al buio, viene colpito da qualcosa di invisibile e cade. La scena si sposta in una inquadratura in solitaria.

 

Suga

“La scena in cui lancio la pietra e rompo la vetrina era una scena difficile, che non poteva essere girata due volte. Dopo essermi esercitato diverse volte, ho iniziato la ripresa che ero molto nervoso e grazie a Dio, davvero, ho girato la scena nel modo giusto al primo colpo”.

Un fischio continuo, una luce intensa e il rumore di un incidente. Tracce di sangue e di pneumatici sono l’unica cosa che restano, nella strada in cui Suga si trova in piedi.

Rap Monster 

“La porta della cabina telefonica, che era stata allestita per non aprirsi, stranamente si aprì e cadde, poco ci mancava si rompesse. Non dovevo nemmeno strappar via le catene, ma l’ho fatto. Ho molti rimorsi, ma ho fatto del mio meglio”.

Il telefono continua a squillare, la cabina é chiusa in catene. Rap Monster cerca di aprirla, in agonia. Il telefono smette di suonare, e il ragazzo si accascia al suolo. to open the door in agony. La parola ‘Liar’, bugiardo, è incisa sul pavimento.

JHope

“Fin da quando ero piccolo, performance che unissero la danza e la recitazione mi sono sempre state familiari. Ecco perché non ho sentito alcuna pressione nel girare il mio Short Film da solo, mi ero concentrato sulla recitazione così che il video venisse fuori nella miglior qualità”.

Jhope assume una pillola, e la cella di isolamento si trasforma, come sotto allucinazione. L’immagine di Eva appare.

Jin

“Sul set, ho parlato col regista e abbiamo perfezionato il mio personaggio. Comunque, interpretavo il ruolo di chi è stato lasciato solo, mentre guarda gli altri, quindi ho cercato di esprimere il sentirsi soli e momenti pieni di solitudine”.

Sul cuscino di Jin compare una figura simile a una fiamma. È steso sul letto,  e la stanza di distorce. Le tende sbattono, e l’uccello vola via, attraverso la finestra.

 
Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia, prendere solo con crediti.

Wings Concept Book: Suga

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Yoongi.

 

Q: Il 2016 è stato un anno sinificativo per i BTS in generale, e per te in particolare.
SG: È stato frenetico. C’erano sempre molte cose da organizzare, e anche se sono sempre occupato, l’anno scorso è stato particolarmente assurdo. Tra noi ci siamo detti “Hai davvero lavorato duramente. Tutti hanno lavorato con diligenza”. Per fortuna, tutto è andato al meglio, e credo sia un anno a cui possiamo riguardare in questa ottica.

Q: Ma non sembra ti sia immerso in questo clima positivo.
SG: La nostra squadra è molto realista. Abbiamo lavorato bene finora e faremo anche di meglio, fa bene crogiolarsi nella felicità, ma non ci siamo mai fermati neanche un attimo. È così fin dal debutto. Ogni volta che rilasciamo un album, ci preoccupiamo, “Farà successo?”, e ci diciamo che quell’album è il più importante di tutti. Mi sono sentito molto stressato, ma credo che non fermarsi e continuare a sperimentare è uno dei punti di forza del gruppo.

Q: Perché? 
SG: La nostra era una piccola agenzia, prima del debutto, e non avevamo soldi. Siamo venuti fuori da una situazione di quasi collasso. Quando alcuni degli amici con cui mi sono allenato se ne sono andati, mi hanno chiesto cosa ne pensassi di seguirli, ma subito dopo ho debuttato. Ecco perché ci diciamo sempre che non possiamo fermarci, dobbiamo continuare a guardare al futuro e fare progressi. Credo il nostro obiettivo primario sia mostrare con testardaggine ciò di cui siamo capaci.

Q: Com’è stato lavorare all’album? Dal mixtape che hai rilasciato con lo pseudonimo di Agust D, a “Blood Sweat and Tears”, e al repackage, sembra che tu stia rivelando sempre più la tua storia negli album.
SG: Anche Bang Sihyuk PD-nim lo ha detto, ma ha anche aggiunto che sono diventato una persona più solare da quando ho rilasciato il mixtape. Fino a un punto in cui mi ha chiesto dove fosse andata quella persona così tagliente e piena di rabbia. Era un mio complesso, e credo che la musica che all’inizio volevo realizzare fosse la soluzione al problema. Pensando a quanti idol abbiano avuto questa opportunità, credo di star facendo musica in un ambiente davvero positivo.  Comunque, il gruppo BTS, Agust D e Min Yoongi sono, alla fine, tutte persone che rivelano una storia, quindi sono arrivato alla conclusione che se rifletto la mia storia personale, la gente che ascolta può simpatizzare di più.

Q: Che differenze ci sono nel parlare della tua storia attraverso i BTS o nel tuo mixtape?
SG: Il mixtape è solo urlare (ride). Credo che le influenze sul mixtape siano diverse da quelle degli album dei BTS. Coi BTS, mi devo limare. Per prima cosa, non c’è molto di cui posso scrivere. Se voglio condensare tutto il più possibile in pochi versi, devo pensarci più a fondo di quanto farei nel realizzare un mixtape.

Q: La tua solo track, “First Love” è stata come un punto di incontro?
SG: È anche una canzone che raccoglie in sè molti significati. “First Love” racconta del piano che suonavo da piccolo, mio unico amico. Ho pianto molto, quando stavo registrando. A metà, le lacrime sono continuate a scendere anche nella parte più intensa. Ho iniziato a lavorare all’album fin da quando ho terminato il mixtape, quindi l’ho scritta molto velocemente, dal momento che non avevo più tempo, e ho fatto tutte le registrazioni. Dopo che l’ho finita di registrare, tra i singhiozzi, ho inviato la traccia e ho dovuto prendere subito un aereo, ma ricevetti una felefonata che mi comunicava che il file era danneggiato, e che avrei dovuto registrare di nuovo tutto. Anche se stavo singhiozzando mentre la registravo! (ride). Dopo essere tornato in Corea e avere ri-registrato tutto, ho ripreso un altro aereo dopo 4-5 ore. Mi sono un pò stressato, ma è stato divertente.

Q: Tra tutto ciò di cui avresti potuto parlare, perché hai scelto proprio quel messaggio per il tuo solo?
SG: Quando Bang Sihyuk PD-nim ci ha parlato per la prima volta del Concept dell’album, ci disse che ci sarebbero stati dei solo. Ho pensato a che tipo di canzone sarebbe potuta andar bene, e ho scritto “So Far Away”, che ora è nel mio mixtape. È un tipo di canzone in cui sono portato, e che sarebbe venuta bene in pubblico, ho chiesto cosa se ne pensasse, ma mi hanno risposto “Va bene, ma parliamone ancora”. Ho finito con l’inserire quella canzone nel mixtape, e dopo aver sentito le tracce degli altri membri, ho pensato che tutto l’album sarebbe risultato depresso se lo fosse stato anche la mia traccia. Ho preso in considerazione l’idea di andare con uno stile più intenso in cui son molto bravo, ma ho pensato che non si abbinasse con l’atmosfera dell’album. Quindi ho iniziato a scrivere una traccia tutta rap. La linea di fondo di First Love in realtà è la stessa di So Far Away. Ricordo che volevo inserire un pezzo d’orchestra nella canzone, ma non ho avuto tempo, quindi ho realizzato First Love, tenendomi su quella linea. Se ascolti First Love, rappo solo per 3 minuti e 9 secondi.  È divertente, è uno stile che non provavo da tempo.

Q: Non sei una persona che di solito rivela ciò che prova, il rap deve essere un sollievo.
SG: Non credo di aver mai vissuto normalmente. Ho iniziato a fare musica fin da piccolo, e ho lasciato casa in giovane età. Non riesco a esprimere queste cose bene. Non lo faccio apposta. Tuttavia, ho sempre sperato in fondo al cuore che qualcuno se ne accorgesse. Credo che attraverso la musica è come se mi sfogassi. Penso alla musica come alla mia valvola di sfogo. Ecco perché ho liberato Agust D, e il risultato è stato che il mio spirito si è tranquillizzato.

Q: Cos’è successo in passato?
SG: C’è stato un periodo in cui vivevo con solo 300.000 won al mese (230 euro). Non riesci neanche a permetterti tre pasti al giorno, con quella cifra. Ho sofferto molto, ma anche se il mio passato non è stato così agiato, pensavo fosse gradevole. Ho pensato “Perché?”, ma dopo il debutto credo che il mio complesso di inferiorità e la mia bramosia di aver successo in fretta si fossero ingigantiti. Non è che non stessimo lavorando bene, ma ho avuto un periodo difficile a causa dei miei standard di riferimento, alti. Alle superiori mi sono divertito e ho scherzato in compagnia dei miei amici. Sono tornato alla scuola che frequentavo, ho un pò vagato, e intanto ho riorganizzato i pensieri, in modo da vedere cosa avrei dovuto fare.

Q: “First Love” e “Spring Day” sono il risultato di ciò?
SG: Sì. August D è stato una svolta per me. Credo che rilasciarlo (il mixtape) sia stata la cosa migliore che io abbia fatto nel 2016. Stavo attraversando un brutto periodo, stavo male psicologicamente. In passato mi preoccupavo anche di come sarebbe stato essere un idol. Recentemente ho incontrato qualcuno che conoscevo tanto tempo fa e questa persona mi ha detto che sono diventato una persona completamente diversa. Se mi si chiedesse se sono soddisfatto della musica fatta nelle vesti di August D, risponderei di non esserne soddisfatto. Non avevo molto tempo e ci sono diverse cose che ora rimpiango. Ma se mi si chiedesse se rimpiango di aver rilasciato un mixtape, vorrei dire che ne sono contento. Gli altri membri hanno detto, “Hyung, il tuo mixtape è troppo forte-forte-forte-forte” (nel senso che ogni canzone è molto potente). (ride) E io ho risposto, “Mi trovavo in una situazione in cui non avevo altra scelta che fate così”. Se mi si chiedesse se rimpiango di averlo fatto in quello maniera, risponderei “Per niente”. Quando ho fatto altra musica dopo il mixtape, ero più rilassato. E’ diventato tutto più naturale, perché non faccio le cose con la stessa asprezza di quando, in passato, ero pieno di risentimento.

Q: Com’è stato il processo di produzione di “Blood, Sweat & Tears”?
SG: Quando ho sentito per la prima volta il beat creato dallo hyung-nim Pdogg, mi e piaciuto tanto. Sono davvero grato allo staff del nostra agenzia, perché lo hyung Pdogg e Bang SiHyuk Pdnim crescono continuamente. Eravamo al punto in cui lo hyung Pdogg aveva fatto metà della canzone, e la restante metà la dovevamo fare noi, ma abbiamo iniziato senza darci troppo peso. Ci siamo detti, se non funziona, non funziona. Prima ero il tipo che si stressava molto mentre lavorava, ma in quel periodo, mentre lavoravo alla canzone, giocavo ai videogiochi (probabilmente a Overwatch). Una volta, dopo aver giocato un paio di round, mi sono reso conto aver scritto qualcosa approssimativamente senza nemmeno accorgermene.

Q: E’ stato difficile includere la tua personalità nel tuo sound, che ora è diverso rispetto a prima, o faceva tutto parte del flusso?
SG: Mentre lavoravo a August D, sono diventato molto sensibile al sound. Ho modificato ogni singolo beat e anche partecipato attivamente al mixaggio. Volevo che il sound di quell’album fosse per me un 93/100 (come punteggio). La ragione per cui sono davvero molto grato alla forza di Bang SiHyuk PDnim e al team della produzione è che anche se sentono un buon sound, ci sono diverse persone che non sono convinte sia davvero buono. Tutti hanno preferenze differenti, quindi è difficile individuare il giusto sound, ma nella nostra musica ci sono decisamente certi sound che si avvicinano di più a quello giusto. Mixare e masterizzare sono azioni tanto importanti quanto creare un brano, è una grande fortuna quella di avere persone nell’agenzia che hanno l’abilità di riconoscere le giuste fonti e i giusti sound. Quando i membri e io abbiamo ascoltato per la prima volta il nostro album nella stanza dello hyung Pdogg, ci è venuta la pelle d’oca, perché onestamente, il nostro sound non è inferiore se comparato con quello di artisti famosi stranieri.

Q: Immagino tu abbia anche acquistato sicurezza nel tirare fuori un certo livello di qualità della musica quando non sei agitato e devi fare tutto di fretta. 
SG: Essere sotto stress non porta sempre a buoni risultati. In passato tendevo spesso ad inseguire la perfezione. Onestamente, le persone che dicono di essere perfezioniste non sono perfette, ma semplicemente hanno un complesso. Ogni cosa può essere valutata solo quando ti guardi indietro a guardarla quando è gia passata, non lo puoi fare al momento (presente). Nonostante ciò, le cose diventano difficili quando si è ingordi. Pensare a queste cose è stato un piccolo sollievo per la mia mente. Attraverso la musica dicevo, “Che importa se fallisco, che importa se fa male”, ma in realtà non vivevo così. Pensavo invece, “Non puoi fallire, se fallisci è la fine e tu cadi nel dirupo, anche se fa male, tu devi tenerti tutto dento”, ma ora, dato che anche io sono umano, i miei pensieri sono cambiati molto.

Q: Qual è la portata degli obiettivi di Suga?
SG: Penso che il lavoro di musicista sia uno di quelli che ti deve dare soddisfazioni il più tardi possibile. Ovvio che anche i soldi e il livello di successo sono importanti ma sono semplicemente curioso. Quanto lontano possono arrivare i BTS e la persona chiamata Min Yoongi? Band SiHyuk PDnim ha detto, “A questo punto, dovete essere gli apripista per i vostri dongsaeng (i più giovani, meno famosi). Non solo per i dongsaeng della vostra agenzia, ma per tutti gli idoli che fanno musica in Corea.” In passato, ci chiedevamo spesso se avremmo avuto più successo debuttando anche solo 3 anni prima (del 2013, nel 2010), ma adesso non ci pensiamo più. Stiamo percorrendo anche noi una strada battuta già dai nostri sunbaenim (artisti più grandi, più famosi) e pensiamo di star ricevendo molti benefici da cose come Naver V App e Twitter. Dobbiamo, però, sviluppare anche una strada che permetta a più artisti di far sentire al mondo musica migliore e in maniera sempre più semplice.

Q: Come ci si sente a sapere che tantissime persone in tutto il mondo ascoltano le vostre canzoni?
SG: Credo che questo sia una metà dell’obiettivo che avevo prima. Quando lavoravo come tecnico in uno studio (di registrazione) a Daegu, avevo scritto alcune canzoni e mi esibivo, ma non c’erano mole persone durante le mie performance. Anche solo 50 persone erano molte, e alla fine avevo comunque la sensazione di suonare per me stesso. Perdevo soldi ogni giorno e dopo le performance non ne avevo abbastanza nemmeno per mangiare. Ero davvero stufo. Pensavo, “Se devo fare musica che piace solo a me, allora farla da solo a casa è più benefico per la mia salute mentale.” (ride) Sono venuto a Seoul, perché volevo che più persone ascoltassero la mia musica, quindi i risultati raggiunti dai BTS sono grandiosi. Questo è anche il motivo per cui sono diventato un idol.

Q: Quindi adesso che genere di storie vuoi raccontare al pubblico?
SG: Che sia con il rap o con qualsiasi altro genere musicale, ho deciso che tipo di musica voglio davvero fare, e cioè canzoni che danno speranza come “Tomorrow” o “So Far Away” del mio mixtape. In un certo senso, la gente penserà che sia strano per una persona così pessimista voler fare canzoni del genere (ride), ma sono cresciuto con la musica degli Epik High. A quel tempo, andava di moda la musica piena di storie di sogni e speranze, e la ragione per cui mi piaceva lo hyung Tablo era che faceva quel tipo di musica. Anche io d’ora in poi voglio fare quel genere di musica. Ora ho una certa influenza, e voglio spargerla nella giusta maniera.

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere con crediti.

Cr. traduzione in inglese @ctrlbeat

Wings Concept Book: Jin

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Seokjin.

 

Q: “Awake”, la tua traccia solista a cui hai lavorato da solo per la prima volta, ha fatto parte dell’album Wings.
J: Ad essere onesti, non ho partecipato poi così tanto. Quando abbiamo composto la canzone, ho rubato il ritornello principale a Slow Rabbit hyung. Ho quasi litigato con lui, quando gli ho detto “hyung, questo pezzo è davvero bello, voglio davvero usarlo io”. Alla fine è stato approvato, e io ho scritto il verso A, la parte B e la parte A  del secondo verso, con quel ritornello.

Q: Perché proprio quel coro principale ti ha colpito così tanto?
J: L’ho riscritto 5-6 volte prima di fermarmi, e più di tutte mi è piaciuta la versione corrente che poi è stata accettata. Ero felice soltanto all’idea che lo avrei cantato ai concerti, quindi la volevo usare costi quel che costi. Ho dovuto insistere coi membri dello staff a lungo.

Q: Come li hai convinti?
J: (ride) Semplicemente sono stato molto insistente.

Q: È stato difficile il processo di lavorazione?
J: Non lo è stato solo per Wings, ma anche quando abbiamo lavorato agli altri album, ho scritto delle melodie o parte dei testi un pò qui e là, e li ho mandati. Ogni volta i risultati non son stati soddisfacenti, ma per fortuna questa volta ce l’ho fatta.  Per fortuna ho lavorato assieme a Slow Rabbit hyung, che fa parte del nostro team,  e siamo riusciti a lavorare bene assieme. Conosceva anche i vari impegni molto bene, quindi tra tutti i membri sono stato il primo a iniziare a lavorare al solo. Iniziando due mesi prima che l’album venisse rilasciato, ho continuato a riscrivere più cose. Se non mi usciva fuori niente di soddisfacente, me ne andavo a mangiare e tornavo alle attività.

Q: Sembri un tipo che non si preoccupa anche quando si trova bloccato in una particolare situazione.
J: No, in realtà mi agito molto. Soprattutto in questa situazione, dato che si tratta del mio solo, volevo che le parti che avevo scritto venissero incluse e volevo cantare una canzone scritta da me, ecco perché ero ancora più stressato. Ovviamente, quando si volta pagina, ho un tipo di carattere che mi fa andare oltre le cose (ride).

Q: C’è un commento sulla tua canzone che ricordi?
J: Dopo avervi finito di lavorare, Pdogg-nim disse: “Iyah, ecco il debutto di Seokjinie come compositore”, e mi ha fatto davvero piacere.

Q: Cosa hanno detto i membri?
Suga così: che non pensava sarebbe stata inserita nell’album una ballata di questo tipo. Invece alcuni degli altri membri hanno detto “è la canzone che mi piace di più”, e ne sono stato davvero felice. Volevo fare una canzone di questo tipo sin dall’inizio.  Dato che è un solo, devo condurla dall’inizio alla fine. Quindi ho avuto molte difficoltà al momento della registrazione. Di solito, quando ricevo la mia parte nelle canzoni dei BTS,  non devo troppo salire o abbassarmi di tono. Ma in Awake, le note iniziali sono molto basse, nel ritornello invece raggiungono una scala molto alta, controllare la voce è stato quindi difficile. Se iniziavo già con note alte, allora la voce mi diventava rauca, e ho capito che se avessi cantato una nota bassa successivamente, la mia voce sarebbe stata terribile, quindi ho provato a cantare in questo modo, e in tante altre varianti.

Q: Per il prossimo album o le prossime promozioni, desideri avidamente ricevere maggior luce nel gruppo?
J: Ovviamente ho desideri di questo tipo, ma ciascun membro ha un suo proprio  colore. Se la canzone e il colore della tua voce si abbinano bene, allora ti verranno assegnate più parti, se non si abbinano bene, allora è inevitabile ti vengano assegnate meno parti.

Q: Non ti fa preoccupare tutto questo?
J: Non risolverei nulla con le preoccupazioni. Se lavoro duramente e faccio in quel momento del mio meglio, non dovrebbe venirmi assegnata da sè una canzone che mi si abbini? I compositori a volte mi dicono “la tua voce è ottima per le ballate coreane”, ma i BTS non sono un gruppo che canta questo tipo di canzoni. Alla fine, cantare canzoni che si abbinino a chi siamo come gruppo  è comunque importante.

Q: L’anno scorso ci sono stati molti eventi importanti per i BTS . Cosa provi quando riguardi alle attività passate?
J: Sono accadute tante cose. Mi ricordo sopratutto di quando ci siamo esibiti con “Save Me” alla Seul Olympic Gymnastic Arena. È una canzone abbastanza lenta, e all’inizio balliamo in modo semplice, ma all’improvviso il ritmo cambia e vi è una parte di danza più complessa. Ai fan piacque davvero molto quella parte. Gli incoraggiamenti erano così rumorosi che rimarranno in me per sempre. Inoltre, non posso dimenticare quando abbiamo  ricevuto il premio Artista dell’Anno ai Mama. Ai Melon Music Awards ho pianto con un’espressione struggente in volto, ma ai Mama mi sono trattenuto per evitare di rifarla. Mi é caduta una sola lacrima, e il risultato è stato di apparire estremamente attraente (ride). Ero davvero felice.

Q: Deve essere sconvolgente capire di avere così tanti fan in tutto il mondo, ogni volta che tenete un concerto.
J: Non importa quanto mi piaccia un artista straniero, è difficile cantarne il testo di ogni canzone. Ma ai concerti, i fan stranieri cantano con noi ogni singola canzone quindi ne resto sempre felice. Cantiamo sempre una canzone seria alla fine, e ogni volta mi guardo attorno, per tutto il posto. È davvero grande e pieno di persone. Ogni volta che teniamo un concerto, penso “quando avrò occasione di tornare su un palco come ora?”, è una sensazione specifica che provo proprio in quel momento… ma non riesco a esprimerla a parole.

Q: Ti capita di piangere?
J: Mi commuovo, ma non riesco a cantare se piango, quindi mi trattengo.

Q: Ovviamente anche in Corea, ma il vostri riscontri in classifica Billboard sono fantastici. Dovrai essere preoccupato su quale mossa successiva spetti ai BTS.
J: Di solito no. È così dal nostro debutto. E non è che non brami premi o che non desideri di diventare ancora più famoso. La bramosia non é infinita? Credo che se in realtà sei soddisfatto e continui a lavorare duramente, allora ci sarà sempre qualcosa di nuovo. Credo invece che se continuassi a pensare cose come “voglio ricevere questo premio” o “voglio tenere un concerto qui”, svilupperei allora preoccupazioni e ansia, cose che non fanno parte del mio carattere, quindi cerco di non avere pensieri di questo tipo. Penso solo cose come “Impegnamoci in ciò che stiamo facendo, fa risaltare i tuoi pregi”.

Q: È inevitabile che ora, nei confronti dei vostri fan, proviate emozioni speciali.
J: In Wings è stata inclusa una canzone dedicata a loro per la prima volta. Si chiama “2! 3!”, e quando abbiamo ricevuto un premio ad una premiazione, questa canzone ha scalato di molto le classifiche.  Ho pensato “è una bella cosa che abbiamo scritto questa canzone, è una canzone di cui sia noi che i fan avevamo davvero bisogno”. Vorrei dire ai fan che in futuro ci aspettano molti momenti difficili, ma che se staranno sempre al nostro fianco, riceveremo forza. La nostra forza aumenta con la presenza dei nostri fan. Spero continueranno a seguirci.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia, prendere solo con crediti.

Cr. @ctrIbeat

Wings Concept Book: Namjoon

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Namjoon.

Q: c’è stata confusione tra i membri dopo aver sentito il titolo “Blood, Sweat and Tears”?
RM: (ride) ho pensato andasse bene dopo averci pensato su un giorno circa. Suga hyung era contrario. Hyung all’inizio si oppone sempre (ride).

Q: In che cosa pensavi fosse idonea?
RM: È una serie di parole che non esiste in coreano. Si dice “sputare sudore e sangue” o “sputare lacrime e sangue” (entrambe significano lavorare duramente), non “sangue sudore e lacrime”. Suonava strana. A me piace un rapper di nome Ace Hood, lui ha intitolato un album “Blood Sweat & Tears”. È un’espressione usata spesso in inglese, quindi ho pensato che se l’avessimo riportata in coreano, avremmo potuto creare un’espressione unica. Inoltre se ci pensi, la texture delle parole “Blood Sweat Tears” è scomoda. Perché sembra che tu stia scaricando qualcosa. C’ho pensato per un giorno intero, ma credo che quando gli altri hanno sentito il titolo, abbiano pensato che fosse qualcosa di sexy o allusivo. Alla fine, non si è rivelato essere allusivo, quindi è uscita fuori una bella cosa.

Q: Cosa hai pensato quando ti hanno detto che il concept si basava sul Demian?
RM: Mi sono divertito a leggere Demian da bambino. L’ho letto senza sapere niente. Ho pensato, “Ma quanto è bello questo libro” (ride). Ricordo solo che era bello e complicato da leggere, quindi quando mi hanno detto che avremmo fatto un album col concept di Demian, ho letto il libro di nuovo. Poi sono stato a sentire cosa ci diceva il nostro produttore Bang Si Hyuk-nim e allora ho capito. Ho anche capito finalmente perché la gente dice che Demian è un romanzo di formazione. Gli elementi che vi compaiono e ciò che volevamo fare collimavano con le cose che abbiamo presentato nella serie di “HYYH”.

Q: Hai anche registrato dei passaggi tratti dal Demian, in inglese.
RM: Quella è stata un’idea di Bang Si Hyuk-nim. È un po’ la complessa modalità grazie alla quale il K-pop ha successo in vari settori, alla fine. Prende una storyline nella sua interezza. Dal momento che noi abbiamo riportato Demian su WINGS, la storia dei BTS è stata completata ancora una volta. Quando la gente chiede “perché vi piace così tanto il K-pop? Dovreste ascoltare Justin Bieber o i One Direction. Perché ascoltate i BTS?” Penso si possa rispondere ” è per via delle storyline e della chimica della storia e dei personaggi dei vari membri. E con l’aggiunta della mia voce come ulteriore strumento, l’immersione della gente nella storia cresce esponenzialmente. In più, siamo ad un punto della nostra carriera in cui non possiamo pensare solo al mercato coreano.

 

Q: Quanto hai partecipato​ nella riedizione dell’album <You Never Walk Alone>?
RM: Ho scritto per la prima volta il ritornello del singolo “Spring Day”. Prima d’ora i ritornelli e le varie tracce venivano scritte da compositori esperti, quindi non ero molto interessato a scriverne uno di mio pugno. Ma un giorno sono andato al parco Saetgang e ho iniziato a scriverlo. In quel periodo, mi ero fissato in particolare sulle foglie trovate in terra. Mi ricordo di averle fatte tutte seccare tra le pagine di un quaderno, per farci un blocco d’appunti e attaccarle sulle lettere che ho spedito quando ero più piccolo. Poi 20, 30 minuti più tardi, mi è venuta questa melodia in testa che iniziava con “foglie cadute”. Quando ho sentito per la prima volta il titolo del brano, ho pensato, “sarebbe bello se avesse questo tipo di melodia”. E quando ho unito quello che ho scritto al parco con la melodia, funzionava. Per la prima volta, l’ho preso come segno d’approvazione e ho pensato “Funzionerà sicuramente. Sarà approvata per forza,” e infatti tutti l’hanno accettata. Alla fine ha passato la post produzione senza alcuna modifica di suono. È stato un onore.

Q: Visiti spesso i parchi?
RM: Mi piacciono i parchi e diciamo che mi piace andare nei posti di cui non so molto, in generale. Vado a Jungnangcheon così, senza nessuna ragione, all’improvviso, o alla stazione di Cheongnyangni, vado ovunque. Quando girovago in macchina, se mi capita di vedere un posto che mi intriga, lo individuo sulla mappa del telefono così ci posso tornare. Sono stato in tutti i posti che meritano di essere visitati a Seul. Adesso, anche senza una ragione ben precisa, cerco di andare in posti in cui non sono mai stato. Tipo la stazione di Gongdeok. Ci vado e sto là a non far niente. Ci vado e ci sto. Mi piace vedere come la gente vive. La guardo camminare. Perché sono curioso di come la gente vive nei posti che non conosco.

Q: È l’importanza delle esperienze indirette.
RM: Esatto. Tendo ad andare in questi posti e lasciare fuori tutto lo stress della vita di tutti i giorni. Quando vado e osservo, quello è tutto un mondo che non ha nessuna relazione con me. Tutti sono occupati. Io stesso ho sempre il lavoro in testa, ma quando vado in questi posti e penso per i fatti miei mentre mi guardo in giro, qualcosa si risolve. E anche se qualcosa non si risolve interamente, mi scarico tantissimo emotivamente. C’è un duplice significato perché sono ansioso di fare quando non devo lavorare, ma quando lavoro voglio scappare. Quindi anche mi devo sforzare, continuo ad uscire e a mischiarmi con un mondo che non ha nessuna relazione diretta con me. Lì non mi disturba nessuno. Non ho molte possibilità di uscire normalmente e fare una chiacchierata con i miei amici , quindi quando vado in questi posti, sentire le persone parlare mi aiuta col mio lavoro.

Q: Il contenuto di cui hai appena parlato è anche quello del tuo singolo “Reflection”.
RM: Anche quella è una canzone che ho scritto basandomi su ciò chè ho ricordato dopo essere andato all’isola di Ttukseom. A quel tempo, sono andato lì con l’intenzione di lavorare. Prima di creare “Reflection”, avevo fatto un’altra canzone che mi era venuta bene, ma lo stile era troppo simile a quello di un altro artista da cui avevo preso spunto. Non mi piaceva questa cosa. L’agenzia mi ha detto che andava bene, ma io mi sentivo un peso sulla coscienza. Tecnicamente, non era così simile, ma a me ovviamente suonava come un risultato ottenuto grazie all’influenza di questa persona. Il nostro gruppo sta cominciando a salire di posizione nelle classifiche di Billboard e anche altrove, perciò non volevo fare una canzone del genere. Tuttavia, dovevo fare un solo, quindi non avendo altra scelta, ho ripiegato sulle cose alle quali avevo lavorato per il mixtape, ma nemmeno questa opzione mi piaceva. Gli album hanno chiaramente dei concept e sentivo come se stessi infilando il brano all’interno di questo. Così ho pensato, “ripartiamo dall’inizio!”, ma mi sentivo così perso dovendo ricominciare tutto daccapo, ed ecco perché sono andato a Ttukseom.

Q: Da cosa hai tratto ispirazione?
RM: Se si va lì di sera, c’è gente che se ne sta semplicemente seduta. Tutti si riuniscono lì, ma nessuno presta attenzione agli altri perché è buio. Mi piaceva questa atmosfera. Se mi fossi intrufolato all’interno con una bottiglia di birra, nessuno mi avrebbe potuto dire qualcosa. In questi casi la mia duplice mente viene soddisfatta. È come se volessi stare con qualcuno, ma allo stesso tempo stare da solo. Ho pensato di dover scrivere una canzone che avrei voluto ascoltare io stesso, proprio in quel momento, perciò ho registrato il suono di un treno di passaggio sul mio iPhone e l’ho davvero inserito nella parte iniziale del brano. Originariamente, volevo chiamarlo “A Ttukseom”, ma Bang Si Hyuk PDnim ha detto “non esiste” (ride). I titoli degli altri membri erano “Lie” e “Stigma”, e non potevo essere l’unico a chiamare il mio solo “A Ttukseom”. Ascoltando la canzone per la prima volta, le persone si sarebbero chieste “Perché all’improvviso nominano Ttukseom?”, ma dal mio punto di vista era importante includere quel verso, perché la canzone era iniziata e finita lì.

Q: Più i BTS crescono, più sarà importante trovare un equilibrio nella propria vita privata.
RM: È molto importante. E potrebbe essere il motivo per cui cerco di uscire più spesso. Se mi lascio assorbire completamente dai BTS, spesso provo una sensazione di vuoto. Dopo una performance o quando sono nel backstage, penso “È reale il fatto che sto ricevendo tutto questo amore adesso?”. Potrebbe essere il motivo per cui, al di fuori degli amici che incontro in privato, Jackson (dei GOT7) è l’unico ad essere una celebrità. Alcune volte mi vedo anche con lo hyung eAeon (dei MOT) e con la noona Kim Yoon-ah. Che sia a causa della mia immagine o del mio carattere particolare, che ha pro e contro, stranamente non sono riuscito a farmi dei nuovi amici da quando ho iniziato a lavorare nell’industria dell’intrattenimento. Le persone che incontro sono sempre amici che frequentavano con me le medie o superiori. Quando ci vediamo e loro mi raccontano del militare o del loro lavoro, mi sento felice per loro. Penso che il motivo per cui spesso leggo i giornali e guardo le news, è che mi chiedo se il mondo dei BTS e dei fan si possano davvero sovrapporre. Penso di aver voglia di scappare alle volte. Ecco perché cerco di trovare l’equilibrio tra l’immagine di me stesso, come persona, e l’immagine che voglio mostrare agli altri come professionista.

Q: Come ti senti nei panni di leader del gruppo?
RM: Penso a due cose – mi preoccupo di “in che direzione andare” e del fatto che “come leader, sono sempre un pò in una posizione di svantaggio”. Uno dei miei compiti è quello di motivare gli altri, definire le nostre ambizioni. Dato che abbiamo già fatto tanta strada, devo fare una scelta. Ci fermiamo qui o andiamo oltre? Piuttosto che dire che sia giusto o sbagliato fermarci nonostante il fatto che abbiamo ancora la possibilità di proseguire, nei miei standard risulterebbe poco figo. A questo punto, credo che sia un segno. Dico ai membri che spero loro possano un giorno vedere quanto lontano siamo arrivati, che dobbiamo aprirci nuovi varchi, e fortunatamente sono d’accordo con me. Non so dove sia la fine, ma so che dobbiamo arrivare fino in fondo.

Q: Se ci fosse un ruolo fatto appositamente per Rap Monster, quale sarebbe? 
RM: Proporre nuove iniziative e, come ho detto precedentemente, fornire le ambizioni quando necessario. Penso che questo sia il mio ruolo. Onestamente, come idol, gli altri sono più bravi. Ognuno di noi ha il proprio ruolo, ma per quanto riguarda quell’aspetto penso di essere un passo indietro rispetto agli altri. Non voglio dire che non faccio nulla, ma il fatto è che mi concerto moltissimo sulle mie cose e non cerco di avere tutto troppo sotto controllo. Sono passati quasi 4 anni dal nostro debutto, perciò abbiamo passato quella fase. Penso anche che sarebbe bello per gli altri, che hanno preferenze diverse, mostrare le loro capacità. Non possiamo semplicemente dire, “fallo senza pensare, facciamolo” come facevamo in passato.

Q: Quindi quale sarà l’obiettivo o il compito di Rap Monster nel 2017? 
RM: Qualunque cosa faccia, la cosa che continua a tornarmi in mente è ‘doveri’… (ride). Per prima cosa, come gruppo, il tour e i concerti sono un regalo per noi artisti, sono la cosa più bella. Per essere in grado di portare avanti un tour, facciamo tante altre cose prima. Quindi adesso, il nostro più grande interesse e compito è quello di preparare dei bei concerti e di ricevere un grande riscontro positivo dal pubblico. Poi, ci sono le mie occupazioni personali, la più importante delle quali è la musica. Il mio lavoro è in una fase morta, quindi è un momento in cui ho molto da pensare circa quello che voglio fare d’ora in poi. Ci penso continuamente, ma che sia o meno a causa del mio corpo sempre impegnato, il mio cuore non vuole andare avanti. Sinceramente, non ho una risposta concreta. Sicuramente vorrei rilasciare molta mia musica nel 2017, ma non lo so. È abbastanza spaventoso e non sono sicuro di riuscire a raggiungere i miei stessi standard. Sono in questo tipo di situazione.

Q: Quando ti succede, a cosa pensi per superare il momento?
RM: A ciò che provo quando sono faccia a faccia con i fan durante i concerti. Penso, “tutte queste persone non sono andate a mangiare oggi, non sono andate a vedere un film, hanno trovato il tempo per fare tutta la strada fino a qui”. Allo stesso tempo, mi rendo conto che “sto facendo qualcosa di meraviglioso”. Non intendo che sia meraviglioso sul piano sociale, ma piuttosto per la possibilità di condividere l’energia. Non c’è modo di realizzare il nostro sogno da bambini esattamente come lo immaginavamo, ma penso spesso al fatto che il mio sogno è diventato realtà, con qualsiasi mezzo.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Cr. @ctrIbeat

 

Wings Concept Book: J Hope

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a J hope.

 

Q: Il 2016 è stato l’anno migliore per i BTS.
JH: Questo potrebbe essere scontato, ma devo dire che sono stato molto orgoglioso e felice. Perché è stato un anno in cui ho ottenuto tutto quello che sognavo. Abbiamo tenuto un concerto alla Seoul Olympics Gymnastics Arena e abbiamo ricevuto daesang (T/N: premi) importanti. In realtà, c’erano molte persone che pensavano che non ce l’avremmo fatta. Abbiamo sopraffatto queste persone e questi sono i risultati che sono arrivati grazie anche a un atteggiamento positivo mantenuto da me e dagli altri membri. Ecco perché sono stato orgoglioso di tutto.

Q: Pensavi di dover mostrare quanto tu fossi orgoglioso?
JH: Ovvio non posso fare l’arrogante, ma non penso ci sia bisogno di nasconderlo. Intendo che non c’è bisogno di dire troppo “ah, no” (T/N: intende essere modesto).

Q: Quando avete ricevuto il premio “Artista dell’anno” ai MAMA, sorridevi e sembravi molto felice.
JH: Quando abbiamo ricevuto il premio “Album dell’anno” ai Melon Music Awards, ho pianto davvero tanto. Non sono sicuro di che tipo di lacrime fossero, ma i miei occhi erano pieni di lacrime già prima che ricevessimo il premio. Quando è stato fatto il nostro nome, sono scoppiato. Ma in confronto ai MMA, ai MAMA, nonostante tutti gli altri membri stessero piangendo, io ero solo estremamente felice. Forse ero talmente felice che le lacrime non riuscivano a scendere (ride). Ah, finalmente abbiamo vinto. Finalmente è arrivato questo momento anche per noi. Ero così felice che non riesco neanche a spiegare come mi sentivo.

Q: Cosa avete fatto dopo che avete ricevuto il premio?
JH: Ci siamo fatti un grande regalo. Era passato del tempo dall’ultima volta, quindi ci siamo riuniti tutti e 7 e siamo andati a mangiare fuori. Siamo andati in un ristorante lussuoso e abbiamo bevuto champagne. Passare del tempo con gli altri membri è un regalo.

Q: È ovvio che ‘Wings’ sia molto importante per tutti voi, ma sembra che per te sia particolarmente significativo.
JH: È vero. Fino ad ora, i rapper hanno sempre lavorato agli ‘intro’ dei nostri album, e sono stato finalmente a carico dell’intro di ‘Wings’. In un certo senso, fino ad ora penso di aver lavorato sodo per arrivare a farlo. Dato che ci sono fan con aspettative alte, voglio soddisfarli. Ho pensato che per essere capace di farlo, avrei avuto bisogno di migliorarmi, quindi ho lavorato sodo.

Q: Non solo per il rap, ma non hai dovuto lavorare anche sulla tua performance?
JH: Parlando onestamente, fare la canzone è sembrato meno difficile, dato che ne ho sempre scritte. Ma ho sentito un grosso peso riguardo alla performance. Dovevo semplicemente imparare la coreografia che ho ricevuto da un coreografo straniero, ma il livello di difficoltà non era facile. Come risultato, mi sono esercitato sulla coreografia per quasi un mese e poi ho filmato il video trailer. Ero davvero preoccupato, ma il video è venuto davvero bene. È grazie al regista che l’ha filmato così bene.

Q: Hai anche lavorato sul tuo solo ‘Mama’.
JH: Personalmente ero davvero felice perché due canzoni con la mia voce sarebbero state incluse nel nostro album. Quindi anche se era un incarico pesante, ho avuto modo di divertirmi mentre lavoravo. Specialmente ‘Mama’, l’ho scritta senza stress perché era realmente la mia storia. Quando abbiamo avuto una riunione, mi è stato chiesto che tipo di canzone volessi fare, quindi ho detto: “Penso che una storia su mia madre sarebbe carina. Ma non voglio renderla cupa. Voglio raccontarla allegramente, proprio come è nel mio carattere.” Penso di essere stato capace di far uscire tutte le emozioni che ho provato nella mia vita nei riguardi di mia madre.

Q: Che cosa ha detto tua madre dopo aver sentito la canzone?
JH: Le è piaciuta molto. Anche i conoscenti, e anche i parenti degli altri membri erano gelosi. E non solo a mia madre, ma è piaciuta molto anche a mio padre.

Q: Non era geloso?
JH: (ride) Per niente- a dire il vero, non so che tipo di emozioni abbia provato (ride). Era così orgoglioso. Era orgoglioso che l’avessi composta personalmente, scritto i testi e che avessi fatto una canzone su mia madre. Ultimamente anche mio padre è molto felice. Prima, era raro vederlo sorridere, ma vederlo così felice rende anche me molto felice. Ogni tanto mi chiedono un autografo (per delle persone che conoscono che glielo hanno chiesto). Certo che lo faccio per loro. Se i BTS non fossero diventati famosi, allora non avrei questo tipo di richieste. Se penso a ciò come a un seguito naturale delle cose, allora un autografo non è per niente difficile.

Q: Hai avuto un ruolo importante anche nella performance di ‘Blood, Sweat & Tears’. Ti sarai sentito oppresso per varie ragioni.
JH: Il carico era enorme. Questa volta ho avuto davvero tante parti. Il ritornello e anche due parti rap. Penso di essermi preoccupato tanto. “Sarò capace di riuscire a fare queste parti e lasciare un’impressione sui fan e sul pubblico?”, questo perché ‘Blood, Sweat & Tears’ era una canzone che richiedeva un’immagine sexy. Non pensavo di essere adatto a questo tipo di personaggio, per questo mi preoccupavo ancora di più.

Q: Come hai fatto a portarlo a termine?
JH: Per sembrare sexy di proposito, cercavo di non esagerare. Ogni volta che guardo le mie performance, sembro strano quando esagero. Penso di aver mostrato un’immagine molto normale e di avervi aggiunto qualcosa un più. In altre parole, nella performance stessa, mi rilasso il più possibile e la faccio. In più, mi riguardavo e facevo ricerche mentre vedevo la risposta dei fan.

Q: Più esibizioni farete, più divenerete completi.
JH: Questo è vero. Tutte le attività sono state così per me. Non importa quanto mi preparassi, quando mostro una performance sul palco e la risposta sembra “Non è così grandiosa”, allora faccio sicuramente delle modifiche. Questo succede molto spesso. Perché la risposta è importante. E dato che sono il centro della performance, devo impegnarmi tanto. È un qualcosa che sto realizzando ora, ma se sembro sexy in camera anche solo una volta, i fan lo adorano. Quindi in realtà, quando facciamo trasmissioni, trascuro continuamente tante cose che avevamo preparato e faccio più attenzione a fare cose semplici e a fare delle espressioni facciali belle.

Q: Prima di queste promozioni, eri avido di mostrare quello che sai fare?
JH: Non ho mai provato questo tipo di avidità. Quando lavoro, riesco a capire le mie mancanze, quindi lavoro sodo anche per questo. I nostri album vengono rilasciati abbastanza spesso, quindi quando mi ascolto, il mio stile di rap è uguale. Certo, non è qualcosa su cui ci si può far molto a causa del poco tempo, ma cerco sempre di trovare un modo per cambiarlo un po’. Ho pensato che mentre saremo in tour nel 2017, dovrei usare il mio tempo saggiamente per migliorare le mie abilità. Devo fare più cose bene, molto di più. Credo che una volta che penso “questo va bene”, allora va davvero bene. Sono ancora molto lontano dall’essere il migliore.

Q: Hai in programma di rilasciare un mixtape come Rap Monster e Suga?
JH: Ci sto pensando ora. Quando ascolto i mixtape di Suga e Rap Monster, hanno sempre qualcosa di cui vogliono parlare. Quindi credo che io debba iniziare chiedendomi “di che tipo di storie dovrei parlare?”, non sono il tipo che scrive testi seri/profondi. Devo continuare a provare in modo da scrivere canzoni che contengano le storie che voglio condividere e per farlo devo pensare tanto, leggere tanti libri, guardare tanti film e ascoltare che cosa dicono le persone attorno a me.

Q: Sembra che tu dica sempre che devi lavorare più duramente.
JH: Solitamente tendo ad ascoltare le opinioni delle persone attorno a me e me la prendo spesso con me stesso. Però sono anche il tipo che sa ascoltare quello di cui ho bisogno e buttare via quello di cui non ho bisogno. Devo sicuramente sistemare quello che c’è da sistemare e tenere quello che c’è da tenere di me stesso. Non mi tengo nel cuore tutti i giudizi degli altri.

Q: Quando eri più giovane, ti immaginavi che saresti diventato un cantante di questo tipo?
JH: Onestamente, sono maturato molto velocemente. Dato che già in prima media ero sicuro del mio sogno, non vedevo l’ora di realizzarlo. Quindi mi esercitavo diligentemente e mi gestivo da solo. Non avevo cattive abitudini e ballavo assieme a bravi amici. Potrebbe sembrare strano, ma già da allora ero sicuro che sarei diventato un cantante.

Q: Sin da quanto eri un trainee, hai corso fino a questo punto senza aver avuto un attimo per riposare. Ci sono dei momenti in cui ti senti stanco?
JH: Ci sono momenti così ogni tanto. Però non ne parlo con nessuno. Per esempio, anche se sono stanco sul set per un video musicale o un servizio fotografico, cerco di sembrare il più allegro possibile. È qualcosa che cerchiamo di fare tutti insieme, quindi dobbiamo essere vivaci. Dov’è il divertimento nel fare un servizio fotografico quando tutti sono stanchi ed esausti?

Q: Ma in ogni caso, non vorresti liberarti di questo ruolo qualche volta?
JH: Ci penso a queste cose. Ma tutti noi ci stanchiamo. Anche gli altri membri e lo staff si stancano. Quindi devo essere il primo a prendermi una pallottola – a dire il vero, è qualcosa che è ovvio che devo fare, quindi dire che prenderò la pallottola è divertente, ma cerco di fare del mio meglio per rallegrare l’umore. Ora penso che sia una cosa radicata nel mio corpo (ride).

Q: Per mantenere sempre le tue energie, devi fare un buon lavoro prendendoti cura di te stesso fisicamente e mentalmente.
JH: Attualmente penso che prendermi cura della mia salute sia molto importante, quindi cerco di mangiare determinate cose. Ma non sta funzionando bene. Anche quando siamo in tour all’estero, mi porto con me i miei integratori alimentari, ma mi dimentico sempre di prenderli. È davvero difficile per me rompermi mentalmente. Sono molto forte.

Q: Ci sono dei momenti in cui pensi “va bene fare soltanto questo”?
JH: È possibile avere questo tipo di pensieri, ma ho la mente per lavorare diligentemente mentre ne ho ancora la forza.

Q: Perché pensi così?
JH: (ride) Semplicemente perché credo che gli idol seguano sempre la corrente. Mentre seguiamo questa corrente, il tempo passa e diventiamo grandi e nel mondo degli idol funziona un altro orologio. Perché è difficile che continueremo a farlo anche a 50 o 60 anni. Penso che dovremmo iniziare a pianificare i nostri ultimi anni ora. (Ride)

Q: Allora qual è l’obiettivo di JHope?
JH: Non penso di averne uno in particolare. Voglio solo fare musica che mi piace e ballare fino a quando me lo permetteranno le mie forze, questo è chiaro.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Cr. @ctrIbeat

Il mondo di *WINGS*

Il concept di <WINGS> è stato deciso allora.

La fine del video musicale di Fire, “BOY MEETS WHAT”.

Il cursore lampeggiante dopo “BOY MEETS” alla fine del video musicale di Save Me.

La storia dei BTS era già stata scritta a quel punto. E la cosa che il ragazzo incontrerà sarà il “BOY MEETS EVIL” di <WINGS>, o in altre parole le crepe del mondo e le varie tentazioni. All’incirca nel mezzo della serie di HYYH, è iniziata la creazione del piano di <WINGS>, in un momento in cui i ragazzi hanno dato una scorsa alle emozioni provate durante il periodo da loro chiamato “The Most Beautiful Moment In Life”.

Dopodiché, il produttore Bang Si Hyuk ha trovato la grafica, <la spirale: i legami della ragione>, e l’abbozzo ha iniziato poco a poco a prendere forma. <La spirale: i legami della ragione> è come un semplice giallo, ma alla fine il protagonista cade nella disperazione più ultima, anzi, in un’oscurità ancora più profonda diquesta. Ciononostante, egli dice che va bene così, perché è stato lui a scegliere tutto quel dolore. Ed era arrivato anche il turno dei BTS di raccontare le loro storie riguardo alle scelte e al dolore che un ragazzo incontra lungo il suo processo di crescita e formazione.

 

I suggerimenti ottenuti da questa grafica, che si sovrapponevano alle storie che i BTS avevano raccontato fino a quel momento, hanno portato all’espansione dei concetti di adulto, anti-adulto e non-adulto. Gli “anti-adulti” credono che il mondo degli adulti sia pieno di malvagità e perciò sono persone che attivamente si rifiutano di crescere e proclamano di voler rimanere degli eterni Peter Pan. Dall’altra parte, ci sono i “non-adulti”, che si rendono conto già in giovane età del fatto che la vita sia squallida e meschina, ma si dirigono verso il crocevia degli adulti e non riescono a fermarsi, come se ci fosse qualcuno a spingerli da dietro. Alla fine, essi non possono diventare ‘adulti’ in senso completo, ed è questo il concept che sta dietro ai BTS che cantano Forever We are Young, dato che sono giunti alla fine della serie di HYYH.

Guardando indietro, partendo dalla “trilogia scolastica” del 2013 (*la trilogia comprende i primi tre album dei BTS, 2 Cool 4 Skool, O!RUL8,2? e Skool Luv Affair), la storia dei BTS, che continua in <WINGS>, è in fin dei conti la storia di come, con cosa e perché un ragazzo continua a vivere, ed è un enorme percorso che ha come scopo quello di arrivare ad una conclusione. Durante la trilogia, i BTS erano dei ragazzini che non accettavano di essere domati dalle regole del mondo. Urlavano “Ehi tu, qual è il tuo sogno?”, e sgridavano coloro i quali non si preoccupavano abbastanza del futuro, le scuole che sottolineavano un unico modo di pensare e degli obiettivi unici nella vita, e tutti gli adulti. Ciò che ci hanno fatto sentire nel loro album di debutto <2 Cool 4 Skool> e successivamente in <O!RUL8,2?> sono le voci di ragazzi giovani ma che allo stesso tempo vogliono trovare la loro strada. Mano a mano che questa energia giovanile sfocia in <Skool Luv Affair> e in <Dark & Wild>, ci hanno anche mostrato la concitata, determinata e immatura faccia della giovinezza che cerca temerariamente di ottenere amore. Le cose che i ragazzi vogliono sentire più di ogni altra cosa, ma che non sono state dette da nessuno per molto tempo, sono condivise con estrema sincerità nella trilogia.

Ad un certo punto però, questi ragazzi, che hanno proseguito senza difficoltà e con una intensità che avrebbe potuto distruggere il mondo, sono diventatati degli erranti. Tutto questo è di una bellezza accecante perché è momentaneo, e brilla più meravigliosamente di qualunque altro momento, ma è al contempo un periodo difficile del “bellissimo momento della vita” perché non c’è modo di sapere qualcosa. In I Need U si sono aggrappati all’amore in maniera ossessiva, nonostante sapessero che avrebbero potuto farsi male, e in Run hanno cantato di come mai avrebbero smesso di amare pur avendo il presentimento di venire feriti. L’immagine stessa dei 7 membri dei BTS che corrono insieme, alla massima velocità, è la rappresentazione della giovinezza che, spontaneamente, butta i loro corpi contro l’ansia e la sofferenza. All’interno del recito chiamato ‘scuola’ e all’interno del mondo, in cui hanno messo piede per la prima volta, loro sono ragazzi che hanno fatto domande al mondo, sono corsi via dallo stampo prestabilito e hanno scelto alla fine di soffrire.

E finalmente, <Demian> e <WINGS>. Il libro contenente la storia dei “due mondi”, dell’ “uccello che cerca di uscire dall’uovo” e di “Giacobbe che combatte contro Dio”, mostra entrambi i mondi vissuti fino a quel momento dai BTS, e il loro processo verso l’età adulta. I sogni e le tentazioni (il male), come fossero dei desideri segreti, lasciano un graffio sulla tranquilla, dipendente e morale infanzia, e i ragazzi comprendono quali malvagità racchiuda la realtà. Incontrano il male ediventano consapevoli di loro stessi, essendo testimoni delle loro identità separate. La ragione per cui i temi più importanti di <WINGS> sono la tentazione e il conflitto è dovuta a questo. Proprio come hanno rifiutato le regole della scuola e gli adulti nella trilogia, e come hanno corso in avanti nonostante sapessero di poterne rimanere feriti nella serie di HYYH, ancora una volta, i BTS aprono la porta che sbuca davanti alla tentazione, anche se sanno che potrebbe essere pericoloso. Iniziando con la domanda “Cosa incontra il ragazzo?” (BOY MEETS WHAT), la storia di <WINGS> ha inizio.

 

 

Traduzione Coreano-Inglese @ctrlbeat.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere con crediti.