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Wings Concept Book: Jimin

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Jimin.

 

Q: Devi aver sentito molte pressioni, dato che ti è stato affidato l’inizio di “Blood Sweat and Tears”.
JM: Sono stato molto nervoso sin dall’inizio delle riprese. Bang Sihyuk PD-nim mi disse “Penso tu sia bravo, quindi fallo bene”, ma ancora mi sentivo un peso addosso. È che mi era stato dato il compito di dare la prima impressione di tutta la canzone. Credo di aver girato pensando “Devo farlo in ogni modo, quindi…”. Dopo aver ricevuto in anteprima la canzone, ho pensato “la canterò in questo modo”, e le cose sono iniziate ad andare per il verso giusto. PD-nim spesso mi ha detto di cantare Blood Sweat and Tears in modo sexy, quindi ho cercato di rendere quell’atmosfera rilassandomi e cantando con un tono delicato. Se sentiste come cantavo nelle prove, era davvero brutto (ride).

Q: Jin ha scelto te come membro che meglio rappresenta la canzone.
JM: Se fossi stato l’unico a fare il mio lavoro bene, non credo l’esibizione sarebbe riuscita a sopravvivere. È stato un caso che la mia parte fosse proprio all’inizio, è per questo che ha detto una cosa del genere.  I membri ed io ne parliamo sempre, quando siamo insieme. L’espressione facciale di chi canta quella parte non è l’unica cosa importante. Alla fine gli altri membri devono mantenere l’atmosfera per trasmettere le emozioni che stiamo cercando di ricreare.

Q: C’è una parte che ti è venuta meglio di tutte?
JM: Credo la parte iniziale. È davvero piaciuta ai fan. L’ultima volta che abbiamo fatto una diretta su V Live,  c’è stata una domanda tra quelle proposte come sondaggio ai fan, “che parte di quale canzone ti è piaciuta di più?” e molti hanno scelto l’inizio di “Blood Sweat and Tears”, quindi sono arrivato primo. Credo lo pensassero perché ho fatto un buon lavoro nel realizzare quel particolare pezzo (ride). Mi allenavo da due anni, ma quella volta ho controllato la dieta e perso 7 Kg in totale. Credo fossi diventato molto più delicato mentre ero a dieta. Anche mentre tutti insieme ci allenavamo nella coreografia, più che sentirmi affamato, sentivo di non avere più forze in corpo, che sarei potuto cadere a terra da solo. Non ci si poteva fare nulla, i membri si limitavano a guardarmi con sguardi empatici. Jin hyung mi diceva “Mangia con me. Perché lo stai facendo a questi livelli?”, ma gli rispondevo “No, devo farlo”, e ho continuato la dieta con regolarità.

Q: Come è stato il lavoro sul tuo solo, “Lie”?
JM: Abbiamo lavorato in tutto per circa 3-4 settimane. Ne sono servite 1-2 per perfezionare il testo e creare la canzone assieme ai compositori, mentre per registrarla ci sono volute circa 2 settimane. È stato molto difficile. Dopo averla registrata, il risultato non mi piaceva, quindi l’abbiamo cestinata e registrata nuovamente. Abbiamo fatto tutto ciò diverse volte, è stato quindi molto stressante. Però il risultato necessitava di essere valido, quindi ho continuato a registrare, ascoltare, e pensare, finché non è venuto bene.

Q: Qual è stata la parte più difficile?
JM: È stato difficile fin dal momento in cui ho ascoltato la traccia. Che tipo di testo e melodia avrei dovuto aggiungere a un tipo di canzone così? Fino ad allora non avevo mai pubblicato un mio solo, quindi “Lie” è stata la mia prima canzone sia come compositore sia come scrittore. Non starò mica facendo ascoltare alle persone che ascoltano il mio primo solo una canzone troppo difficile? Soltanto il pensare così rendeva le cose difficili. Sono stato preoccupato fino alla fine, ma molte persone hanno mostrato un riscontro positivo, più di quanto mi aspettassi, è stato allora che quindi mi sono sentito sollevato.

Q: Ti sei mai chiesto perché ti avessero assegnato tra tutti una traccia così difficile?
JM: (Ride) Credo di averlo chiesto a molti, “penso sia troppo difficile, credi andrà tutto bene?”. Tutti mi dicevano solo che pensavano sarebbe andato tutto bene, ed io mi dicevo “Non va bene… non è la risposta che volevo sentire…” (ride).

Q: Comunque ce l’hai fatta. Ti senti come se fossi maturato molto?
JM: Anche ora, non credo sia cresciuto così tanto. Quando guardo a ciò che sto facendo, mi sento frustrato. Penso anche “Perché non riesco a farlo?”, penso di riuscire a far di meglio, ma non riesco mai a raggiungere il mio obiettivo. E quando credo di aver raggiunto un qualche traguardo, quando torno a pensarci sembra sempre che io sia rimasto allo stesso punto. Ho passato dei momenti davvero difficili in passato per questa cosa. Perché le cose non migliorano mai in proporzione a quanto impegno ci metta? Ho pensato “come da aspettarsi,  il talento conta, e io non ne ho così tanto”. Penso sia per questo che mi sono allenato ancora più duramente. Dato che non ho talento, semplicemente faccio di più.

Q: Fino a che limiti ti alleni?
JM: Ho diminuito davvero molto il tempo che passo a dormire. Prima di andare a scuola, mi svegliavo e mi allenavo, mi allenavo durante la pausa pranzo, mi allenavo ancora dopo scuola, mi allenavo fino all’alba, dormivo un pò e poi mi allenavo nuovamente prima di andare a scuola. L’ho fatto per circa un anno. Ma non aveva fatto molta differenza. Anche prima di tutto questo, è da tempo che prendo lezioni di canto, ma la mia prima volta è stata durante il mio anno da trainee, dopo aver iniziat a far parte dell’agenzia. Non sono mai stato bravo da subito a cantare. Ero un ragazzino non molto bravo a farlo, quindi allenarmi da solo era molto difficile. Cosa devo fare per allenarmi? Con cosa dovrei iniziare? Frasi di questo tipo erano sempre fisse nella mia mente.

Q: Mentre lavoravi a “Wings” non hai compreso la tua vera forza vocale?
JM: molti dello staff me lo hanno detto. “La tua voce è davvero bella”. Non mi faceva troppo piacere. Volevo sentirmi dire “hai cantato la canzone molto bene, hai cantato bene”, ma sentivo di star solo coprendo la canzone con la mia voce. Tutti cercavano di dirmi belle cose  ma io ero l’unico ad esser negativo, senza motivo. “Perché sto ascoltando soltanto cose di questo tipo?”. Non credo ora di esser severo con me stesso come un tempo. È vero,  “anche io posso lavorare bene. Buttati”, ci sono molti più pensieri di questo tipo ora.

Q: Devi aver inoltre conquistato molta più fiducia in te stesso rispetto al passato.
JM: Ah, davvero penso che stiamo iniziando a raggiungere ciò che vogliamo, poco a poco. Dall’altra parte però, ci sono alcune cose che mi fanno stare in ansia. Dato che il gruppo sta maturando in questo senso, sento l’aspettativa di doverlo fare anch’io. Prima, potevamo proteggerci l’un l’altro, ma ora, anche se cerchiamo di impedirlo, mano a mano alcuni membri stanno spiccando più di altri.  Anche se cerchiamo di proteggerci, siamo a un punto in cui non possiamo più farlo. Ecco perché credo che i nostri ruoli individuali siano più importanti.

Q: Qual è questo ruolo?
JM: Parlo delle esibizioni che ogni membro ha portato sul palco. È quel ruolo che tiene viva ogni nostra emozione personale. Non sono molto sicuro dei ruoli occupati nel gruppo. Credo che prima dicessimo cose come ” Sono colui che ha il ruolo di chi ha fascino”, ma non credo che ci sia qualcuno che abbia mai avuto compito di recitare, o di cantare. Siamo cantanti, e non ci esibiamo tutti allo stesso modo? È importante non scordarmi che l’unica cosa che davvero ho è il palco, e di fare del mio meglio con questo pensiero in mente.

Q: all’inizio dell’anno scorso avevi espresso le tue preoccupazioni sulle tue capacità vocali, sul Blog.
JM: Anche ora, sto cercando di risolvere questo problema. Credo sia il mio compito da quando sono cantante. Per farti capire fino a che punto ci tenga, vorrei rinunciare agli impegni coi BTS per anche tre mesi e prendere lezioni di canto, come se fossi a un campo di allenamento. Ecco quant’è che vorrei migliorarmi.

 

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Cr. @ctrIbeat

Wings Concept Book: Taehyung

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Taehyung.

 

 

Q: In che tipo di spettacolo vorresti esibirti in futuro?
V: Lo stavo giusto immaginando, ma mi piacerebbe cantare accompagnato sul palco da un suonatore di tromba e da un pianista. Dato che è proprio nel mio stile amare qualcosa di più sul genere lirico, le mie canzoni non sarebbero ricche di energia, ma mi piacerebbe se potessero curare la gente.

Q: È passato molto tempo da quando avete iniziato ad essere i BTS, ora il lavoro di squadra con gli altri membri sarà dunque molto più naturale.
V: Siamo semplicemente una combinazione fatta in paradiso e siamo molti vicini gli uni agli altri. Quando noi 7 siamo insieme, è normale se diventiamo davvero rumorosi, possiamo parlare di una stessa cosa per 3 ore. Sorprendentemente, Suga è quello che parla di più quando si tratta di un argomento che lui conosce (Ride). Poi, personalmente ho imparato tanto sui modi con cui comunicare con i membri e sulle linee da non sorpassare per non metterli a disagio.

Q: Credo non parliate direttamente di questi sentimenti.
V: No, non lo facciamo. Se avessi l’opportunità di darne sfogo, avrei molte cose da dire a Rap Monster hyung. Prima di tutto, vorrei dirgli quanto gli sia riconoscente di aver creato i BTS. Se non ci fosse stato lui, nemmeno i BTS sarebbero esistiti. E vorrei anche dirgli quanto gli sia riconoscente per essere bravissimo nel suo ruolo di leader. Ad essere onesti, è solo un leader a parole, e potrebbe essere considerato al pari degli altri membri per le sue azioni, ma Rap Monster hyung è diverso. Si prende tutte le responsabilità di ciò che accade di negativo, e condivide gli eventi positivi con tutti noi.
Hyung è il ponte tra l’agenzia e noi. E comportandosi come tale, potrebbe ricevere molto stress e sentirsi ferito, ma non lo mostra mai. Si tiene tutto sulle sue spalle. È la miglior persona che esista al mondo, per me. Ma ovviamente quando siamo in dormitorio rompe, fa cadere e perde le cose (ride). Credo sia solo grazie a Rap Monster hyung, che riesce sempre a mantenere la giusta atmosfera, se le relazioni tra membri funzionino così bene.

Q: Adesso scherzi anche di meno? 
V: Rispetto a prima, decisamente. All’inizio, ero solito scherzare con gli hyung nella vita quotidiana. Ma adesso, quando siamo con altre persone, cerco di comportarmi in maniera calma. Non è per controllare la mia immagine, ma credo che non sia positivo apparire come una persona che prende le cose con leggerezza.

Q: C’è stato un periodo in cui dovevi contemporaneamente fare promozione con i BTS e recitare.
V: Entrambi mi richiedevano un sacco di energie, perciò è stato un po’ difficile trovare un equilibrio. Dovevo girare mentre ero in tour, e nel mezzo delle riprese spesso dovevo tornare a fare il tour. Non avrei mai voluto sentire cose come “Non gli interessano più le promozioni dei BTS da quando ha iniziato a girare un drama” o “Si sta impegnando grossolanamente nelle riprese perché deve passare alle promozioni dei BTS”. Alla fine, non ho sentito nemmeno una volta frasi simili. Se faccio qualche errore, questo potrebbe avere un impatto sull’immagine dei BTS, perciò penso di aver lavorato ancora più duramente, per tutto ciò.

Q: Ma ti sarai sentito sotto stress.
V: Ovviamente ci sono stati momenti in cui ero stressato, ma non potevo usare la scusa che stavo girando un drama per far capire agli altri che ero stanco, quando anche gli altri membri erano stanchi a causa dei vari concerti del tour. Poi, i membri mi hanno aiutato molto e ogni volta che mi chiedevano “sei davvero stanco/stai passando un periodo difficile ultimamente?” mi sentivo rassicurato. Lavoravo più diligentemente con quella forza. A dire la verità, non avevo tanti problemi a livello fisico. Di solito non dormo tanto e non mi crea problemi enormi il dormire un po’ meno.

Q: Qual è stato il processo lavorativo per la tua canzone da solista ‘Stigma’?
V: Una cosa che volevo fare da tanto tempo è qualcosa dal suono jazz, come questa canzone. Mi piacciono anche i film come ‘Born to be Blue’. Ho composto e scritto personalmente i testi per il ritornello e mi sono detto “voglio fare una canzone con questo tipo di sensazioni”, i produttori l’hanno poi usato come sfondo per fare l’intero e il bridge.

Q: Non è stato difficile portare a termine un’intera canzone da solo?
V: Onestamente, credo che portarla a termine sul palco sarà molto più difficile. Non credo di riuscire a riempire un palco da solo. Penso che dovrò fare qualche ricerca; sarà il mio compito a casa.

Q: Quando sei sul palco con i membri, sembra che tu non sia per niente nervoso.
V: Cerco sempre di improvvisare e non ho molta paura per cose del genere. Onestamente, non mi piacciono le cose già preparate, quindi mi sento molto più nervoso quando c’è un copione o quando è già stato pianificato tutto. Poi, penso di aver fatto le performance di ‘Blood, Sweat & Tears’ con il pensiero che dovevo sembrare il più affascinante e sexy possibile. Lo stile è diverso dalle precedenti canzoni dei BTS, ma non sentivo che era particolarmente difficile o insolito da esprimere sul palco. Semplicemente, fallo. Ecco come mi sentivo (ride).

Q: Pensi di star facendo un buon lavoro?
V: (ride) No, non è quello. È che arrivo al punto di pensere “ah, le persone dovrebbero almeno voler guardare le mie performance”. Non so in realtà se sto andando bene o come sto andando, ma non credo che le mie performance siano già al punto in cui riescono a catturare il cuore di tutti.

Q: Non sei troppo modesto?
V: Sono sensibile rispetto alle mie performance. Probabilmente tutti i membri lo sono. Diciamo che dobbiamo essere severi quando valutiamo noi stessi, io provo a cambiare espressione e gesti ogni volta, ma, come previsto, ci sono tante parti di cui mi pento. Come fai a sviluppare la forza per dominare completamente un palco? Sono curioso.

Q: Che tipo di ruolo hanno i membri nella tua vita? 
V: La mia famiglia? Perché sono sempre al mio fianco. Loro mi aiutano sempre, mi supportano e mi guidano. Conoscono anche i più minimi dettagli che mi riguardano e a volte penso a loro come a dei genitori. Ma penso che i membri non lo sappiano.

Q: Che tipo di presenza pensi di essere per Rap Monster?
V: Sinceramente, penso di fare un sacco di cose che lo stancano. Dovrei essere più attento d’ora in avanti. Adesso, se facessi anche un solo errore dicendo qualcosa di sbagliato, non sarei facilmente accettato dal pubblico.

Q: Vuol dire che noi vuoi deludere i tuoi fan?
V: Esatto. Ci vuole molto tempo perché un albero dia i suoi frutti. Devi continuamente annaffiarlo, stargli accanto e tenerlo d’occhio, e coltivarlo con sincerità. Solo in questa maniera potrà essere un buon albero. Quando abbiamo debuttato, non credevo nemmeno saremmo piaciuti a così tante persone, ma i nostri fan votano molto per noi, ci scrivono messaggi di supporto, e mandano lettere. Ognuno di quei singoli pezzettini dei loro cuori, va a formare il grande albero dei BTS, e credo che siamo in grado di creare bella musica ed esibirci in fantastiche performance e far vedere belle foto grazie a loro. Sembra che sia diventato un albero davvero carino con frutti dorati. E noi inoltre vogliamo cogliere i migliori frutti, in modo da poterli offrire ai fan. Dobbiamo far crescere sempre di più il nostro albero.

Q: Stai dicendo che i tuoi obiettivi sono diventati più chiari grazie ai fan?
V: Vorrei diventare un cantante a cui gli Army possano guardare con orgoglio. Vorrei che quando andassero in un posto e dicessero “il gruppo che mi piace si chiama BTS”, la gente loro intorno esclamasse un “Wow!”

Q: Non è già così ora?
V: Voglio lavorare ancora più duramente. Sognamo in grande (ride).

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Cr. @ctrIbeat

Riferimenti a dipinti e miti nel MV di Blood Sweat and Tears

Riferimenti a dipinti e miti nel MV di Blood Sweat and Tears.

 


Alle spalle dei membri, proprio prima che la canzone inizi, è appeso “Il lamento di Icaro” di Herbert James Draper. Nel mito di Icaro, il ragazzo precipita, dal momento che le ali che ha realizzato lui stesso con la cera d’api si sciolgono più si avvicina al sole; il significato sta nel fatto che il ragazzo ha rifiutato il destino scelto per lui dagli dei, scegliendo la strada da prendere da solo.

 


Il quadro che Jin sta osservando,  è “La caduta degli angeli ribelli” di Pieter Bruegel. È un dipinto che mostra gli angeli che si stanno ribellando a Dio puniti all’inferno, ma nel MV è stato usato col significato che per un umano, per diventare consapevole, e crescere come persona, è necessario che si ribelli alle divinità.

 


Il liquido sottostante la sedia su cui siede JHope è cioccolata fusa.  Nel Demian, la madre di Sinclair gli offre della cioccolata, vedendo il figlio soffrire per le bugie che lui stesso si è costruito. Dietro: “La pietà” di Michelangelo, 1498-1499, Basilica di San Pietro, città del Vaticano.

 

L’immagine di sfondo, quando v si lancia dalla finestra, è la “Caduta di Icaro” di Pieter Bruegel. In un paesaggio tranquillo, Icaro precipita in un posto che è difficile da vedere. È un quadro che rappresenta il dolore intrinseco umano. V che cade simboleggia la morte dell’infanzia  e la corsa allo Step successivo.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Wings Concept Book: Jungkook

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Jungkook.

Q: Ti sei appena diplomato.
JK: Se mi fossi diplomato dopo aver sempre studiato, mentre passavo il mio tempo con gli amici, avrei anche potuto pensare di essere finalmente diventato un adulto. Tuttavia, dal momento che ho intrapreso una precisa carriera da quando avevo 15 anni, ancora penso di essere immaturo. Ho 20, ma è come se mentalmente ne avessi 15. Ci sono anche così tanti adulti attorno a me.

Q: I membri ti trattano da adulto?
JK: Piuttosto che trattarmi da adulto, mi dicono “Ora sei un adulto anche tu. Sii maturo. Sei un adulto, quindi attento a ciò che fai”, cose di questo tipo (ride). Specialmente quando do fastidio coi miei scherzi in modo pesante, mi dicono di stare fermo o di non esagerare. Sono una persona che impara tutto con l’esperienza. Se mi dicono cose del genere,  ascolto e cerco di migliorarmi poco a poco. Credo di stare imparando come funzionino le cose grazie ai miei hyung.

Q: Ciò che hai appena detto ricorda il contenuto del tuo solo, “Begin”.
JK: Bang Sihyuk PD-nim e noi sette abbiamo condiviso molto e pianto molto insieme, per ogni volta che abbiamo parlato di stress e cose spiacevoli vissute, da tanto tempo. Dopo aver ascoltato ciò che avevo da dire, quel giorno, Rap Monster hyung è riuscito a scrivere le parole.

Q: Quando pensi a prima e a dopo il debutto, riesci a definire con sicurezza ciò che di te è cambiato grazie ai membri?
JK: Sono cambiato molto. Ho guadagnato molta più sicurezza e in passato non sarei mai riuscito a parlare così. Fino ad ora ho osservato gli hyung partecipare alle interviste accanto a loro, e col tempo sono riuscito ad abituarmi a parlare un po’ di più anch’io, cosa che a volte permette anche a me di partecipare alle interviste. Sono stati davvero i miei hyung a rendermi ciò che sono. Se dal punto di vista musicale imparo guardando agli artisti stranieri, ho praticamente imparato tutto grazie ai miei hyung.

Q: Sei un tipo che esprime bene i propri sentimenti?
JK: Non sono molto bravo a farlo. Mi imbarazzo a dire grazie, quindi lo faccio raramente. Ma ovviamente sono bravo a lamentarmi (ride). Riesco a dire queste cose con sicurezza, ma fare complimenti ancora mi imbarazza. Dire le cose tramite messaggio è in una certa misura facile, quindi credo di riuscire a farlo, ma dire queste cose di persona continua ad essermi difficile.

 Q: I BTS sono un gruppo che cresce attraverso le storie dei loro album, e Jungkook è un ragazzo che sta crescendo coi BTS.
JK: Quando penso a “Wings”, credo di avere molti punti in comune con il personaggio del Demian Sinclair. Un ragazzo che è volato via dalle cure altrui, e che è diventato un adulto, e io ho fatto la stessa cosa.
Piuttosto che ritenerlo speciale,  è un album che mi fa molto riflettere su me stesso, quando penso al suo concept. Mi fa pensare, “voglio anch’io diventare un vero adulto”.
Quando guardo i miei hyung, penso sempre che sappiano far bene le cose da soli, che riescano a badare a se stessi, che continuano aportare a termine diverse cose, ma dato che io sono ancora molto carente, non c’è nulla di davvero importante che riesca a fare da solo. Non so fare il mio lavoro bene, quindi ho pensato “spero di migliorare nella mia tecnica, e di riuscire a realizzare molte cose. Voglio diventare una persona così”.

Q: Stai dicendo che vorresti scrivere delle canzoni?
JK: In un certo senso, sì. Anche ieri, ho provato a lavorare con il midi (tipo di apparecchiatura musicale) da solo, ma ho finito con lo starmene lì fino alle 7 del mattino. Non ho mai imparato gli accordi del piano, quindi mi è difficile fare progressi. Anche gli hyung sono stanchi, quindi non mi va di disturbarli chiedendogli le cose che non so. Voglio che esca una certa nota in un certo punto, ma cercarla è difficile, quindi schiaccio ogni tasto del piano. È da tempo che dico all’agenzia di voler imparare velocemente a suonare il piano, è l’unico modo che mi permetta di iniziare a comporre, quindi ora sto davvero programmando di lavorare con il midi.

Q: Ma è necessario che tutti i membri di un gruppo facciano canzoni?
JK: Solo perché 2 o 3 membri di un gruppo scrivono canzoni, non vuol dire che gli altri non lo debbano fare. Perché è un bene se tutti ci riescano. Inoltre, le emozioni musicali che piacciono a me sono diverse da quelle che piacciono a un altro membro.  Vorrei creare anch’io una storia con i miei sentimenti, e ascoltarli attraverso la musica. Ma anche se provo a farlo, ancora non ci riesco, quindi è frustrante. Recentemente, poiché stavo suonando con il midi prima di andare a letto, ho pensato sarebbe bello riuscire in fretta a far comparire il mio nome tra i crediti dell’album.

Q: Che livello vorresti raggiungere?
JK: Non l’ho ancora deciso. Voglio solo provare con calma a farlo. Non voglio affrettare le cose.

Q: Che tipo di emozioni musicali ti piacciono, personalmente?
JK: Mi piacciono le canzoni molto tranquille. Ciò che è ricco di emozioni, triste. Qualcosa di più scuro, piuttosto che luminoso. Mi piace soprattutto ascoltare il suono del piano o della chitarra. Ascolto molta musica rumorosa, come l’hiphop o la musica elettronica, quando voglio darmi carica, ma di solito mi piace ascoltare canzoni molto tranquille, come le ballate pop.

Q: Ti chiamano Golden Maknae sin dai giorni del tuo debutto. Ci sono momenti in cui manchi di confidenza in te stesso?
JK: Più che non avere confidenza, sono il tipo di persona che si chiude a guscio. Ad esempio, se sto ballando bene, penso di avere ancora molta strada da fare. O anche quando canto bene, “Non so cantare”. Sono una persona che passa questi momenti. Forse, tra dieci anni sarò ancora uno che con testardaggine si allena nel canto, e sarò uno che canterà davvero bene. La gente può anche pensare che io sia bravo a cantare, ma io sono fatto così.

Q: Il lavoro di un Idol richiede di portare sul palco un atteggiamento da “sono il migliore”?
JK: Stare sul palco è tutt’altra cosa. Ho sempre pensato di dover mostrare tutto ciò che posso prima di lasciare il palco. Dopo aver lasciato il palco, ragiono sempre sulla mia attitudine. Piuttosto che dire che non ho fiducia, possono affermare di esser più vicino al dire che ho ancora molta strada da fare.

Q: “Wings” contiene i solo di ogni membro, e sembra siate arrivati ad uno stadio in cui ognuno di voi, gradualmente, mostra i propri colori, in diversi modi. Quale credi sia il tuo ruolo, all’interno dei BTS?
JK: Sarei curioso di sapere che tipo di presenza io sia nel gruppo e cosa pensino di me gli altri hyung, ma non ho mai chiesto. Sarò mai in grado di chiedere qualcosa come “cosa pensi di me?”? (Ride). Penso solo di voler essere una persona d’aiuto, e che non intralci il gruppo. Inoltre, ovviamente anche gli altri membri stanno lavorando bene, ma spero di essere qualcuno che facesse sentire la sua assenza, se non sono lì. Vorrei essere un membro che faccia parte della sinergia tra noi sette.

Q: Per fare ciò, è importante che individui qualcosa di strettamente tuo.
JK: Non ce l’ho ancora. Non ho ancora nulla di sostanzioso. Questo è ciò che penso. Ecco perché ho ancora bisogno di imparare molto, di lavorare più duramente, e di migliorare velocemente le mie abilità. Trovare una cosa tutta mia è, in un certo senso, il mio obiettivo di vita.

Traduzione in italiano a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia

Via: @ctribeat