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La più importante band K-pop, i BTS: ‘Scriviamo di ciò di cui la gente non vuole discutere’

Rap Monster, leader del gruppo sudcoreano tutto al maschile, parla dei loro testi intensi, dell’affrontare temi tabù, delle teorie dei fan e di Daler Mehndi

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Se siete nati dopo il 2000 e avete una connessione internet, è molto probabile che abbiate visto le lettere BTS inondare le cronologie dei vostri social almeno una volta negli ultimi mesi. Pezzettini di informazioni riguardanti i Bangtan Boys (chiamati anche anche Beyond the Scene ed etichettati come “gruppo maschile più importante della Corea del Sud” dai giornali) circolano su internet ogni giorno – articoli di prestigiose pubblicazioni decantano i loro numerosi riconoscimenti (la recente vittoria di un premio Billboard su due giganti del pop come Justin Bieber e Selena Gomez è comunemente il preferito) e la soggezione nei confronti della potenza erculea che i sette membri del gruppo hanno sui social media spesso precede la loro stessa musica.

Dopo aver cercato per sei mesi di ottenere una conversazione col gruppo che la rivista Time ha dichiarato uno dei più influenti artisti sui social, è un po’ surreale ricevere una conferma. Quando arriva il giorno della conversazione con Kim Namjoon aka Rap Monster, rapper principale e leader del gruppo, lo stato d’animo passa dal sentirsi come in un sogno all’avere i nervi a pezzi. Tuttavia, quando finalmente ci connettiamo via Skype, prende lui le redini della conversazione e rompe il ghiaccio immediatamente chiedendomi come va e “Che ora è lì?”. Sono le 6:33 pm a Mumbai e a Seoul le 10 pm, e come se niente fosse parlare con lui diventa la cosa più semplice del mondo.

Spesso i sette membri dei BTS – Rap Monster, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jungkook – fungono da ponte di collegamento per molta gente alla scoperta dello scintillante mondo del K-pop.
Sono il maggior appiglio per il recente tormentone delle videoreaction su Youtube, e sebbene molti fans lo ritengano solo un modo per gli You Tubers di sfruttare la fama del gruppo, è anche il metodo più semplice per liberarsi dello stereotipo influenzato da “Gangnam Style”; d’altronde il video brillante e pieno di energia per il singolo del 2015 “Dope” o quello del 2016 dalle ispirazioni barocche per “Blood Sweat and Tears” sono degli ottimi esempi dell’impegno da parte della Corea del Sud a favore di una produzione musicale eccellente. Tuttavia, come spiega Rap Monster, diventare un ponte tra culture non è impresa semplice. “Non ce lo aspettavamo, sai,” dice, aggiungendo che anche se è un onore, porta un sacco di responsabilità per un gruppo di ragazzi di una ventina d’anni. “Se siamo i primi a essere presentati all’Occidente, all’India e all’Europa, pensiamo ‘Ok, dobbiamo essere ancora più bravi’.” Con l’influenza che il gruppo ha sulla scena musicale mondiale oggigiorno e in quanto rappresentanti della loro nazione, la pressione è altissima. “Ne sentiamo il peso. É molto gravoso”

Ma allora perché proprio i BTS attirano così tanto l’attenzione, in confronto a gruppi come EXO, BlackPink, GOT7 e Twice, soprattutto visto che ci sono una pletora di artisti coreani tra cui scegliere? “Non ho ancora ben capito come mai sia così,” ammette Rap Monster. É impossibile indicare una sola ragione – c’è perfino differenza nel modo in cui il pubblico coreano fruisce dell’intrattenimento rispetto a come lo fa il pubblico internazionale. “Credo che il pubblico internazionale sia più sensibile alle mode,” dice. “[Sanno] cosa succede su BillBoard, nella mondo del pop… In Corea, dato che ci sono così tanti artisti coreani nel K-pop, penso sia più che altro una differenza di gusti [di genere/stile]”. Spiega che il K-pop è artisticamente un pacchetto completo: musiche, testi, trame narrative, video musicali e coreografie mescolate con le esperienze giornaliere tramite Vlog su Youtube, tweet e post su V-Live (un’app coreana di streaming live). Spesso è la giusta combinazione di queste cose che fa sì che un artista venga notato. “Siccome scriviamo storie di nostro pugno, e cerchiamo di comunicare faccia a faccia non solo col pubblico coreano, ma anche con quello internazionale, credo che questo ci abbia aiutati. Ma sto ancora cercando di scoprirlo, in realtà!” dice ridendo.

I BTS hanno dimostrato che anche se su carta la formula sembra facile, la strada per arrivare effettivamente in cima e vincere un Daesang è dura, a maggior ragione per un gruppo da cui il pubblico non si aspettava granché all’inizio. Nonostante abbiano debuttato nel 2013 con 2 Kool For Skool, il gruppo attirò l’attenzione della Corea del Sud solo nel 2015 con 화양연화 (Hwayang-yeonhwa, o The Most Beautiful Moment In Life). L’album in due parti offre testi genuini e storie intense che seguono una traiettoria diversa rispetto all’hip-hop o al bubblegum pop che satura l’industria K-pop, e sorprende il pubblico impregnando di rock e R&B temi pesanti come politica, depressione, suicidio e solitudine. In particolare i video per i singoli “I Need U” e “Run” dall’album sunnominato ridefinirono la loro carriera, permettendo al gruppo di staccarsi nettamente dallo stereotipo vistoso e superficiale della “villa, bella macchina, grossi anelli” [testo dal loro singolo di debutto “No More Dream” del 2013]. Improvvisamente non erano più ‘l’ennesima boyband che cerca di sfondare’; erano diventati uno specchio della società e delle sue realtà.

Rap Monster ricorre a Star Wars per spiegare il ragionamento dietro a questo passaggio. “Stars Wars uscì decine di anni fa, ma padre e figlio ancora oggi vanno al cinema a vederlo,” dice. “Non è una cosa limitata a un ciclo di 5 anni o 10 anni, capisci che intendo? La nostra etichetta discografica lo sa e ci ha sempre spiegato quanto importante sia creare un mondo come hanno fatto Star Wars e la Marvel.” I BTS capirono che avrebbero dovuto creare un’eredità, una narrazione che riecheggiasse tra il pubblico anche quando loro non fossero più esistiti. Rap Monster spiega che prima di creare un video, l’intero gruppo si siede con l’etichetta per discutere su dove andrà la storia. “Ci sono dei personaggi, sette personaggi diversi nei video, per cui cerchiamo di non allontanarci troppo dalle nostre vere caratteristiche e dalla nostra vita reale. Discutiamo sempre sulle nostre esperienze, sulle difficoltà e sui dispiaceri e questo davvero aiuta molto nel tirar fuori i personaggi per i video.” Sebbene la tematica principale sia decisa dalla loro etichetta Big Hit Entertainment, i ragazzi fanno sì che le loro storie individuali siano espresse il più accuratamente possibile.

Quando si tratta di sforzi solisti, al gruppo viene data ancora più carta bianca. RM (2015) e Agust D (2016), le mixtape di debutto rispettivamente di Rap Monster e Suga, hanno spinto le cose ancora più in là, lasciando che i fan intravedessero l’essenza di ciò che sono. Suga in particolare ha attinto alle sue battaglie personali contro la sociofobia e la depressione, tematiche su cui di solito gli idol non si aprono. Chiedo a Rap Monster se ha mai paura delle possibili conseguenze del rivelare qualcosa di così personale su una piattaforma pubblica e lui non esita quando risponde, “Onestamente, ho sempre paura.” Spiega che la gente ha molte opinioni e che con l’ascesa di critici e guerrieri da tastiera in questi anni, il gruppo deve essere conscio del peso delle proprie parole. “Ci sono un sacco di differenze nei gusti, nei pensieri e nelle opinioni per cui quando cerco di dire qualcosa penso sempre, ‘E se qualcuno odiasse questa cosa, o ne facesse una tragedia su scala mondiale, visto che abbiamo influenza a livello internazionale?’” dice. “Ma non possiamo fermarci perché questo è quello che facciamo, ed è quello che vogliamo dire.” Rap Monster spiega che il gruppo si consulta con i professionisti della loro etichetta e altri esperti in vari campi prima di pubblicare qualsiasi cosa, ma lui è fermamente sicuro che i BTS non smetteranno di cantare di quegli argomenti da cui la gente preferisce stare lontana. “Non credo di avere sempre ragione, e non credo di essere colui che può spiegare tutto. Sono solo un uomo che vuole essere migliore e fare cose migliori. Questo è tutto.”

La maggior parte delle agenzie di spettacolo in Corea del Sud cercano di stare attente a cosa permettono ai loro artisti di dire, e le loro canzoni spesso si mantengono ben distanti da tematiche quali la politica, le depressione e il suicidio. É una situazione simile a quella dell’India, in cui il processo è più autorestrittivo; sono gli artisti a voler parlare molto raramente del loro stato mentale, del governo o della situazione politica (ci sono state voci che la traccia di rientro sulle scene “Spring Day” fosse incentrata sul tragico naufragio del traghetto Sewol, un argomento che spesso è costato l’inserimento in lista nera per gli artisti che ne hanno trattato.) Rap Monster ritiene che la prerogativa della Big Hit Entertainment di garantire ai ragazzi libertà nei testi sia una ragione chiave dell’attenzione che i BTS stanno ricevendo. “Cerchiamo di restare autentici. Non possiamo essere schietti al 100% perchè siamo comunque degli idols in Corea, ma cerchiamo di crearci le nostre storie e di scrivere di quello che la gente non vuole dire. Ci facciamo ancora le nostre mixtapes, e ci produciamo le tracce…Credo che sia una delle cose più importanti per i BTS, e forse anche per A.R.M.Y.”
Questo processo meditato portò alla nascita di una trama e di un universo alternativo nell’arco di 3 anni e di numerosi video, corti, servizi fotografici e immagini di copertina. La pubblicazione del loro secondo album studio Wings nel 2016 spinse il mito a nuovi livelli, spostando i sette personaggi di The Most Beautiful Moment In Life dalla realtà al surreale e permettendo al simbolismo di dilagare; c’erano sottotintesi riguardo a menzogna, tentazione, saggezza, amore, vita e morte e qualsiasi cosa, da citazioni bibliche a mitologia greca, era concesso. You Never Walk Alone, la ripubblicazione di Wings nel 2017, non fece eccezione; i fans furono presi dalla frenesia, e dedicarono svariate ore della propria vita a decifrare cosa il tutto significasse, elaborando numerose teorie su You Tube ogni volta che i BTS rilasciavano qualcosa di nuovo. Quando si parla di queste teorie, Rap Monster immediatamente condivide quanto sia impressionato dall’attenzione dei fans ai dettagli. “In realtà ne ho guardati alcuni e non mi ricordo chi fosse ma c’era un video, tipo un’interpretazione del tutto, che c’era andata davvero vicina.” Non ricorda chi l’avesse fatta, ma lo stupì decisamente. “Penso che stiano diventando troppo furbi e troppo bravi,” dice con una risata.

Parliamo un altro poco del rapporto che i BTS hanno con i loro fan, la sempre zelante e potente A.R.M.Y. (Adorabile Rappresentante M.C. Della Giovinezza) e il tono di Rap Monster si addolcisce. “Quando andiamo all’estero e ci stringono la mano, o quando nelle lettere scrivono ‘Namjoon, hai cambiato la mia vita,’ o ‘La vostra canzone mi ha ispirato’… Questa è tra le cose che mi ha dato energia per anni,” ricorda. Spiega che in quei momenti in cui gli sembra di non poter più continuare nell’industria musicale, pensa ad A.R.M.Y. “Alle loro voci che dicono, ‘Tutte le vostre canzoni, tutti i vostri testi mi hanno cambiato, hanno cambiato la mia vita e mi hanno spinto a continuare a inseguire i miei sogni…’ quando vedo questo semplicemente non sono ce la faccio a mollare tutto. Lo apprezzo davvero. Sono loro che stanno cambiando la mia vita dicendo a me che ho cambiato le loro.” Forse questa è un’altra ragione per la quale hanno un seguito così potente, e concerti sold-out indipendentemente da quale sia la nazione di destinazione; ricambiano l’affetto proporzionalmente a quanto ne ricevono. Infatti quando gli nomino un eccellente video nel quale mi sono imbattuta di recente e lui mi chiede immediatamente il link, il suo interesse nei progetti di A.R.M.Y. è genuino al 100%.

Per quanto riguarda cosa succederà, non è una sorpresa che i BTS siano determinati a superare sè stessi. Il loro recente rebranding per adottare in inglese l’espressione ‘Beyond The Scene’ è un indicatore del fatto che i membri stanno ingranando per un nuovo capitolo artistico delle loro vite e sono pronti ad andare avanti come artisti internazionali. Il loro stesso lavoro ha creato grandi aspettative e Rap Monster si apre un po’ sul processo intellettuale del gruppo nel creare nuova musica; sebbene abbiano la libertà di esprimersi, una larga parte include il tenere a mente il loro pubblico, e come meglio provvedervi. “Quindi non dev’essere totalmente per me o il mio genere di cosa,” ammette Rap Monster. “Ma è comunque divertente lavorare come produttore per la squadra perchè ci sono dei bravi vocalist come Jungkook, Jimin, V e Jin.” Altra nota interessante che aggiunge è che mentre producono e scrivono la canzone, devono anche pensare a come si tradurrà poi sul palco. “A parole mie direi che cerchiamo di ‘vedere’ la canzone mentre la creiamo perchè più tardi dovremo anche pensare all’esibizione”

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L’arsenale musicale dei BTS copre un ampio numero di generi incluso il pop (“Dope”,”Fire”), hip-hop (“Cyphers Pt 1-4”), R&B alternativo (“Save Me”), moombahton (“Blood Sweat and Tears), jazz (“Stigma”, “House of Cards”) ed altri. Personalmente, Rap Monster è di stampo hip-hop e R&B, ma vuole allargarsi e sperimentare ancora di più. “Sto pensando di inserire nel nostro sound gli strumenti tradizionali coreani, di modo che possiamo presentare ciò che è originario della Corea alla gente nel mondo,”dice. É solo una mia personale opinione, ma sarebbe un mio desiderio.” Ci sono anche progetti provvisori per del nuovo materiale solista. ”Sto creando delle tracce e alcune…penso siano buone,” rivela. “RM è stato veloce perchè non ho fatto io le basi. Ma per il prossimo, vorrei creare io i brani dal nulla.” Mi assicura che sicuramente pubblicherà del lavoro solista, ma se sarà una mixtape, un album studio o su SoundCloud è ancora un mistero per lui. Sposta invece il riflettore su J-Hope, terzo rapper del gruppo. “J-Hope sta lavorando alla sua mixtape. Credo sarà questo il nostro prossimo passo.” Non c’è ancora una data, ma Rap Monster rivela che le cose promettono bene. “Ho ascoltato un paio di canzoni, e mi sono davvero piaciute.”

Quando la conversazione si sposta sull’India, Rap Monster si rammarica del fatto che i BTS non abbiano ancora avuto l’occasione di visitarla. “É molto famosa qui. La vediamo nei libri di scuola, nelle favole. Per questo ci fantastichiamo molto; il mistero, il Taj Mahal, gli splendidi abitanti…” Elenca le classiche cose che gli stranieri spesso conoscono della nostra nazione ma improvvisamente, come solo i BTS sanno fare, dice qualcosa che mi coglie alla sprovvista. “Potrei dire che la canzone indiana più famosa in Corea sia ‘Tunak Tunak Tun’,” dice riferendosi alla stravagante mega-hit del 1998 di genere Punjabi pop firmata da Daler Mehndi, che diventò virale prima ancora che ‘l’essere virale’ esistesse.

“É davvero molto famosa. La cantavo a scuola quando ero uno studente 14enne.” Ci ridiamo su entrambi, e facciamo i confronti su quanto più o meno caricaturale sia rispetto a “Gangnam Style” e mi colpisce che professione e residenza a parte, non siamo così differenti come persone. Il potersi immedesimare è sempre stata una caratteristica chiave del fascino dei BTS, ma una vera conversazione con il loro leader molto alla mano mi fa capire cosa davvero significhi. Forse non è necessario analizzare il grande ‘perchè’ dietro alla loro fama, perchè potrebbe semplicemente essere questo: sono un gruppo di ragazzi talentuosi ed esilaranti, con un’etica lavoratica vincente, un’etichetta discografica che li sostiene e un seguito di fan che non li vuole lasciare. Indipendentemente dalle barriere linguistiche, i fans vedono un po’ di sé nei BTS e l’India non fa eccezione; gli parlo delle richieste che hanno bombardato via Twitter il canale musicale Vh1 India perchè i pezzi dei BTS fossero mandati in onda alla televisione indiana, ed è sorpreso ma felice. “Io spero che la BigHit stia organizzando di espandersi in India,” dice Rap Monster, aggiungendo che anche se hanno visitato molte nazioni nel mondo, l’India è uno dei posti che da tanto sarebbero ansiosi di esplorare. “Forse ci verremo presto. Per cui vediamoci in India.”

Tutte le foto per gentile concessione di Big Hit Entertainment

Articolo originale: Rolling Stone India

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.