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[TRAD ITA] Ringraziamenti per il Daesang Album – GOLDEN DISK AWARDS 2019

RM: Innanzitutto, ovviamente, voglio dare la gloria di questo premio a tutti gli ARMY che ci stanno guardando. Grazie. Siamo stati molto felici in questo anno passato, il 2018. E’ stato l’anno in cui tutti i sacrifici fatti dal debutto hanno dato frutto.
Sono stati attribuiti al nostro nome, BTS Bangtan Sonyeondan, tanti grandi ed onorevoli titoli.
Ad essere sinceri, inizialmente, questi titoli erano un po’ soverchianti e ne abbiamo sentito il peso. Per questo, all’inizio dello scorso anno, a causa loro, abbiamo passato un periodo un po’ difficile. Abbiamo pensato che forse avessimo riempito i bicchieri delle nostre ambizioni iniziali con così tanta acqua da farli strabordare, che fosse più di quanto non potessimo fare e ci siamo chiesti se questo fosse davvero ciò che volessimo. Noi tutti ci sentivamo un po’ vuoti.
Ma a pensarci bene, un titolo dipende da come una persona reagisce o si comporta. Quando abbiamo sentito per la prima volta il nome “Bangtan Sonyeondan 방탄소년단” abbiamo pensato che sarebbe potuto essere scioccante per alcuni. Ad essere sinceri, questo nome è stato deciso nel 2010, e, come abbiamo detto già altre volte, lo abbiamo tenuto nascosto fino a poco prima del debutto. Quando ci chiedevano “Come si chiama il vostro gruppo?” rispondevamo che ancora non era stato deciso. Ma adesso “Bangtan Sonyeondan, Bangtan. BTS…” è così facile da pronunciare, vero? Ci si addice, no?
Quindi quei titoli che ci hanno fatto attraversare momenti difficili… Se lavoriamo meglio e sempre più duramente, ne possiamo essere all’altezza. Credo che un giorno quei titoli ingombranti di cui ci siamo vergognati si plasmeranno con i nostri corpi e ci staranno in maniera naturale, proprio come ha fatto il nostro nome “Bangtan Sonyeondan”. Voi credete che possiamo farcela, vero? Grazie mille.
E quando abbiamo ricevuto il nostro primo Rookie Award nel 2013, abbiamo sperato davvero di poter vincere il Bonsang (Premio per gli album più venduti nell’anno ndr) l’anno dopo. Ci sono voluti quattro anni e mezzo da allora per vincere il nostro primo Daesang (Gran premio ndr) e adesso siamo qui. Ma questo posto lo vediamo come se fosse temporaneamente preso in prestito. Resteremo con i piedi per terra, non diventeremo arroganti e non faremo nulla che ci faccia vergognare di noi ed insieme agli altri membri, alla nostra agenzia ed alle nostre famiglie continueremo a comportarci con sincerità e con compostezza. Vi amiamo.

JUNGKOOK: All’inizio RapMon Hyung… Ah! RM!… Ha detto che il nome “Bangtan Sonyeondan” lo imbarazzava, ma io mi son unito a questa agenzia dopo aver letto “방탄소년단” quindi vado molto fiero di questo nome! Non abbiamo mai avuto la certezza di poter vincere dei Daesang, ma ci abbiamo sempre creduto. Eravamo fiduciosi. E grazie agli ARMY che il destino ci ha fatto incontrare, abbiamo potuto trascorrere degli anni felici. Mi aspetto molto dal 2019. Grazie. Vorrei correre felicemente con gli ARMY anche nel 2019. Per favore, prendetevi cura di noi. Grazie, vi amiamo. Grazie!

HOSEOK: Mentre riceviamo questo premio importantissimo, stiamo lavorando duramente sul prossimo album, quindi per favore aspettatelo e dategli tanto amore. Grazie a tutti!

TAEHYUNG: Questo è l’anno del Maiale Dorato. Io sono nato durante un anno del Maiale Dorato… Quindi tutta la fortuna che io e Jimin riceveremo, la daremo agli ARMY, speriamo quindi che le vostre giornate saranno sempre piene di felicità!

BTS 방탄소년단 – Golden Disk Awards 2019 ©bts_bighit

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Fab & Naive)
Prendere solo con crediti
Fonti: cafe_army + Aeonian_V + JK_Glitters

Album dell’anno: I BTS trascendono le barriere linguistiche e culturali con “Love Yourself: Tear”

Con l’intento di parlare alla loro generazione in maniera diretta, il gruppo coreano crea musica che sarebbe meglio descrivere come “prendersi cura di sé”.

“Ho perso me stesso o ho guadagnato te?” canticchia un cantante, il suo timbro arioso che aleggia su una melodia liscia come il fumo che sale dalla brace. La frase è un bellissimo enigma, non molto diversa dagli artisti che ci sono alle sue spalle.

Quest’anno si è parlato un sacco del gruppo coreano BTS, dei loro fan appassionati (conosciuti cone ARMY) e dei loro successi senza precedenti sulle charts statunitensi, ma non si è prestata abbastanza attenzione alla loro musica -uno stupefacente catalogo di canzoni che attraversano un mix di generi musicali, alcune auto-prodotte, tutte cantate quasi interamente in coreano. Sin dal loro debutto nel 2013, i sette membri – RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jungkook- sono stati aperti sulle loro difficoltà personali, incanalando spesso le loro paure e le loro ansie nella musica, con la speranza di far stare meglio chi aveva più bisogno di sentirla.

Con l’intento di parlare alla loro generazione in maniera diretta, il settetto crea musica che sarebbe meglio descrivere come “prendersi cura di sé”, dal pop con hook accattivanti, all’R&B giocoso, all’hip hop puro e gli inni da stadio dal sentimento malinconico. Tutto questo si nota al meglio nel loro album determinante del 2018, Love Yourself – Tear, un lavoro prismatico con le radici che affondano nel profondo senso di perdita e nella riflessione personale.

Il secondo capitolo della trilogia “Love Yourself”, iniziata l’anno scorso con Love Yourself: Her e conclusa ad agosto con il compilation album “Love Yourself: Answer”, è il più vulnerabile del gruppo, come lo sono molti capitoli centrali. In Her, i BTS hanno intessuto una narrativa sull’amore e l’innocenza che, in Tear, comincia a disgregarsi mentre si fanno largo il dubbio e il dolore.

L’album si apre con “Singularity”, una canzone solista che ritrae il vocalist V dubitare della maschera che indossa  per nascondere i suoi sentimenti reali.  “Anche nei miei sogni momentanei, le illusioni che mi torturano sono sempre le stesse” canta “Ho perso me stesso o ho guadagnato te?”. Nel frattempo l’inneggiante singolo principale di Tear, “Fake Love”, co-scritta e co-prodotta dal leader e rapper RM, riflette sul senso di vuoto nel dare così tanto di te stesso a qualcuno o a qualcosa solo per poi perdersi durante il processo. In “Paradise”, una traccia R&B di spicco, co-scritta dall’artista inglese MNEK, i BTS chiedono ai loro ascoltatori di “smettere di correre senza senso amico mio” e di vivere il momento. “Va bene anche se non hai un sogno” canta Jungkook “Se hai degli momenti in cui puoi sentirti felice per un po’”.

Questi messaggi trascendono la lingua. Sono dolori e problemi in cui tutti possono rivedersi indipendentemente dal luogo di provenienza, e i BTS aiutano a vederli in prospettiva. Ecco perché, ad Ottobre, 40.000 fan euforici -di diverso sesso, etnia ed età- hanno riempito il Citi Field di New York la notte dello storico concerto dei BTS in questo stadio, con lo stesso sentimento di speranza.

Ovviamente, analizzare Tear attraverso le sue 11 canzoni sembra incompleto. L’impatto visivo è una parte integrante del Kpop. i BTS, in particolare, hanno costruito delle storie dalla trama meticolosa che fondono la loro estetica (come quella di Tear, che ha appena ricevuto una nomination ai Grammys per miglior confezione di un album) con il messaggio della loro musica. Il rapper Suga l’ha spiegato brillantemente quando ha descritto il K-pop non come un genere, ma come un insieme di contenuti integrati. “Il K-pop non include solo la musica, ma i vestiti, il trucco, le coreografie” ha detto a Settembre. “Tutti questi elementi si amalgamano insieme in un pacchetto di contenuti visivi ed uditivi che lo differenziano dal resto della musica o dei  generi.”

Prendiamo ad esempio “Airplane Pt.2”, una canzone infusa di ritmo latino, scritta assieme ad Ali Tamposi, che ha anche passato la sua penna su “Havana” di Camila Cabello. La canzone in sé è accattivante e moderna, un’analogia sognante della vita della pop star. Ma vederne la performance live dei BTS significa vedere sette idol perfettamente in controllo delle loro doti artistiche, dove ogni minimo movimento è parte di una storia più grande. Per molti versi è più di un album, è un pacchetto completo a 360 gradi.

Con Love Yourself: Tear, i BTS si sono cementificati come uno dei più vitali artisti nella musica pop di oggi, e l’hanno realizzato senza scendere a compromessi su chi sono come artisti e performers coreani cercando, al contempo, di promuovere quel tipo di empatia che non si vede molto al centro della scena pop odierna.

Quindi è giunto il momento di smettere di riferirci ai BTS come dei “fenomeni”, un termine effimero che spesso diamo alle cose che non riusciamo a spiegarci. Il loro successo non è così difficile da comprendere: uniscono le persone. Il processo di amare sé stessi è un viaggio che non ha mai fine, ma attraverso la musica e i momenti di connessione -creati online o di persona- ti ricordano che non devi affrontarlo da solo e che i tuoi difetti non ti definiscono. Facendo questo, i BTS accolgono i loro fan esattamente come i loro fan accolgono loro.

Come ha detto una volta RM: “Per favore usatemi, usate i BTS per amare voi stessi.”

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Fab)
Prendere solo con crediti
Fonte: MTV

[32esimi Golden Disc Awards] COME È STATO ASSEGNATO IL DAESANG

I 32esimi Golden Disc Awards hanno messo la correttezza in cima alla lista delle loro priorità per la selezione dei vincitori. La gloria di ricevere il gran premio (Daesang) è andata ai BTS.

Gli album sono stati selezionati in base alle vendite accumulate (sulla classifica Gaon) da Dicembre 2016 a Novembre 2017. Sono stati esclusi dal premio principale (bonsang) e dal gran premio (daesang) gli album di raccolte di colonne sonore dei drama.

Tutti gli album contenenti più di sei tracce, escluse intro, outro ed instrumental, sono stati selezionati in una lista apposita. Qualora un artista avesse rilasciato più di una traccia, o album, in quel periodo, solo l’album con più vendite è stato preso in considerazione.

Il punteggio totale era dato dalla somma delle vendite degli album (80%) e valutazione da parte di professionisti (20%). Gli stessi criteri si sono applicati per i premi digitali. È stato definito “album” il prodotto in cui la data di rilascio delle tracce principali e la data di uscita fossero corrispondenti, e che fosse stato fabbricato e distribuito in Corea. Se l’album non era in lingua coreane, è stato aggiunto alle vendite solo se rispondeva ai criteri.

Un repackage che risponde ai criteri viene considerato come un album a sé stante e sottoposto a giudizio come gli altri album.

Il comitato addetto a questa operazione ha spiegato: “Se un repackage risponde ai criteri per la valutazione, come l’avere più di sei nuove tracce, lo valutiamo come tutti gli altri album. Vuol dire che se l’artista vende di più con il repackage, può vincere un premio questo.”

Come risultato di queste regole, l’album dei BTS “Love yourself 承 Her” (1.49 milioni di copie vendute) è stato l’album con il più alto punteggio nelle vendite. 1.49 milioni di copie vendute è il più alto numero di vendite di un album ed ha infranto quello stabilito dal quarto album dei god 16 anni fa, nel 2001. Al secondo posto si è piazzato il quarto album degli EXO, “The War” con 1.08 milioni di copie. È stato stabilito dal comitato di conteggiare la somma delle vendite delle versioni coreana e cinese, in quanto in entrambi gli album le date di rilascio dell’album e delle tracce era le stesse ed erano entrambi fabbricati in Corea.

I BTS hanno anche dominato con i punteggi dati dai giudici. Tra i 30 giudici professionisti vi erano PD di programmi musicali, PD di stazioni radio, critici musicali, addetti alla distribuzione musicale in Corea e reporter di musica pop che si sono aggiunti al comitato dei Golden Disc. I BTS hanno ricevuto 290 su 300 voti che è il punteggio più alto. Gli EXO hanno ricevuto 211 punti e si sono piazzati al secondo posto. I BTS hanno anche ottenuto 26 voti su 30 dalle domande a risposta breve chieste a 30 giudici professionisti.

Il comitato dei GDA ha dichiarato: “Il mercato musicale sta cambiano rapidamente e il modo e il formato in cui vengono rilasciati gli album cambia in svariati modi. I GDA continueranno ad osservare il sistema che riflette i trend attuali e si regolerà in maniera flessibile guidata dal dominante principio della correttezza.”

Original Article: http://m.entertain.naver.com/read?oid=241&aid=0002745270

Traduzione a cura di Fabiola Papaleo per Bangtan Sonyeondan – BTS Italia.