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La mente dietro ai BTS si apre su come creare uno Juggernaut K-Pop

Bang Si-hyuk è stato, per prima cosa, un’artista. Ma in questi tempi, il fondatore e co-CEO della Big Hit Entertainment, è meglio conosciuto come la mente dietro i BTS, la più grande boy band del mondo e il gruppo K-pop che ha aperto il mercato occidentale per gli spettacoli dalla Corea del Sud. Bang ha iniziato (la sua carriera) nell’industria K-pop come compositore (nome d’arte: “Hitman”) lavorando con JYP, uno dei cosiddetti “Big Three” dei gruppi di intrattenimento che dominano il mercato musicale sudcoreano multi-miliardario. Ma si è interrotto per fondare la sua compagnia nel 2005. Ora, la Big Hit è uno dei casi di studio più interessanti del settore musicale, avendo prosperato con un atto molto popolare – e altamente redditizio.


Nel giro di un’ora e mezza, Bang si è aperto al TIME parlando della genesi dei BTS, della differenza tra gli artisti occidentali ed il modello K-pop e le sorprese che ha incontrato nella stessa industria K-pop. “È difficile per me dire cose come A ha portato a B”, ha detto. “Ma quello che posso dire è che il successo dei BTS nel mercato statunitense è stato ottenuto con una formula diversa da quella tradizionale americana. La lealtà creata attraverso il contatto diretto con i fan ha molto a che fare con questo.” Ha citato Disney e Apple come esempi di marchi che hanno costruito fanbase e universi complessi allo stesso modo, ma ha sottolineato che per lui il prodotto – la musica stessa – è fondamentale.


Umile riguardo la sua influenza e desideroso di chiarire il suo ruolo, Bang ha sottolineato la sua fortuna e il suo tempismo e ha cercato di individuare ciò che rende unici i BTS. Ha anche messo in guardia dal fare previsioni sul futuro. “Se dovessi chiedermi, canteranno in inglese? Per quanto tempo resteranno negli Stati Uniti? Firmeranno con un’etichetta importante? Direi che è l’artista a dover prendere la decisione migliore per ogni momento, e non sono io poter dire cosa dovrebbero fare”, ha detto. 

 

Di seguito è riportata una versione tradotta e ridotta della conversazione di Bang con il TIME. 

TIME: Il K-pop si distingue per il suo sistema di trainee, in cui aspiranti “idoli” si allenano per anni dopo essere stati scoperti e prima di essere presentati al pubblico. Come ha trovato ed allenato i sette membri dei BTS? 

Bang Si-Hyuk: Uno dei nostri produttori, Pdogg, mi ha portato una demo di RM e mi ha detto: “Questo è ciò che piace ai ragazzi in questi tempi”. RM [che ora è il capogruppo ed un rapper] aveva 15 anni a quel tempo. L’ho fatto firmare immediatamente. Avevo pensato di mettere insieme un gruppo hip-hop, non di idol. Ma quando ho considerato il contesto aziendale, ho pensato che un modello di idol K-pop avesse più senso. Poiché molti trainee volevano dedicarsi all’hip-hop e non volevano far parte di una band di idol, se ne andarono. A quel tempo RM, Suga e J-Hope rimasero indietro e tutt’ora rimangono i pilastri musicali dei BTS. Da lì, attraverso le audizioni, abbiamo scoperto e aggiunto i membri che avevano più “qualità da idol” al gruppo.

 

Quando ha fondato la Big Hit, avrebbe potuto percorrere molti percorsi nella musica pop. Perché ha deciso di formare un gruppo di idol? 

Nel momento in cui ho fondato la mia azienda, le vendite di album fisici stavano bruscamente diminuendo e le vendite digitali non aumentavano per compensare. Ma i gruppi di idol K-pop avevano un vantaggio, in quanto avevano molte opportunità di diversificare i flussi di entrate e i loro fan erano estremamente appassionati, permettendo ai concerti di compensare le cadute nelle vendite degli album. Questo è stato anche un momento in cui molti in tutto il mondo dicevano che l’unico valido sostenuto per l’industria musicale ormai demolita erano le esibizioni dal vivo. Se un modello basato sulle prestazioni dovesse essere creato in Corea del Sud, pensavo, sarebbe [e deve ancora] essere un gruppo idol K-pop.  

 

Quale pensa sia stato il fattore distintivo che ha impostato i BTS sul loro unico percorso? 

Era la loro sincerità, coerenza e capacità di incarnare lo spirito dei tempi. Quando si sono [solidificati come] gruppo idol, ho promesso loro che sarebbero stati in grado di perseguire la musica che volevano [incluso l’hip-hop]. Poiché si trattava di hip-hop, potevano esprimere i loro pensieri e noi non li avremmo ostacolati. Ma in caso in cui la compagnia avesse percepito che non fossero autentici, allora avremmo fatto qualche commento. Ho mantenuto quella promessa e credo che abbia avuto un impatto. Personalmente ritengo che non sia sempre necessario che un artista esprima la propria opinione. Ma credo che all’epoca i BTS abbiano toccato qualcosa che i giovani di tutto il mondo stavano cercando.

Sin dal debutto, i BTS non hanno mai cambiato marcia all’improvviso o cambiato ritmo. Erano coerenti. Penso che questo abbia convinto il pubblico. Non evitano di parlare del dolore provato dalla generazione di oggi. Rispettano la diversità e la giustizia, i diritti dei giovani e delle persone emarginate. Penso che tutti questi fattori abbiano funzionato a loro favore.

 

Finora, durante l’anno, i BTS hanno venduto negli USA più album fisici di qualsiasi altro atto musicale. Cosa le dice questo?

Il caso dei BTS è molto ironico per me. Avevo previsto un declino delle vendite fisiche e pensato a delle esibizioni e un modello basato sulla lealtà sarebbero state la soluzione. Detto questo, poiché sono un produttore musicale di vecchia scuola, attribuisco molta importanza alla qualità dell’album. Quindi ho diretto una produzione incentrata sull’album. Con buona musica e comunicazione, le vendite possono seguire. L’industria K-pop nel suo complesso ha visto un aumento nelle vendite degli album, contrariamente alle tendenze del mercato globale. Non so spiegare personalmente il perché. Non credo che durerà per sempre.

 

Perché i BTS hanno gestito una collaborazione così impressionante negli Stati Uniti, mentre così tanti altri atti K-pop hanno faticato a guadagnare trazione?

Fondamentalmente credo che il successo dei BTS negli Stati Uniti abbia avuto molto a che fare con la fortuna. Non è stata la mia brillante strategia o il fatto che i BTS fossero così perfetti per il mercato degli Stati Uniti. È accaduto, piuttosto, che il loro messaggio è risuonato con una certa richiesta e attraverso i media si è diffuso rapidamente. E i BTS hanno toccato qualcosa che non era stato affrontato negli Stati Uniti all’epoca, quindi i giovani americani hanno reagito e tutto questo è stato dimostrato attraverso i numeri.

 

Una delle vostre grandi mosse quest’anno è stata quella di rafforzare gli “universi” che state costruendo per ciascun gruppo, collegando i fan agli artisti oltre agli spettacoli dal vivo e agli album. Perché?

Con i BTS e gli idol K-pop, i fan vogliono far parte dello stile di vita dei loro amati idol al di fuori dei concerti, ma sul mercato non esiste alcun prodotto che soddisfi tale desiderio. Odio l’espansione per amore dell’espansione; deve essere radicata nella musica. Ecco perché ho fatto in quel modo. Molte persone credono che poiché gli idol del K-pop detengono il titolo di “cantanti”, sia la stessa cosa, ma i fan dei cantanti tipici [sono diversi]. Potrebbero andare a un concerto, comprare un album o un brano o comprare una maglietta. Ma i fan degli idol del K-pop vogliono sentirsi vicini ai loro idoli. I BTS sono gli unici ad avere un potere di vendita considerevole in tutto il mondo, in quasi tutti i paesi. Di conseguenza, lavorare con il fandom dei BTS è uno dei maggiori servizi offerti dalla Big Hit.

 

In che modo ha capito cosa avrebbero espresso nella loro musica o come si sarebbero presentati sui social media?

Sinceramente, gli artisti del K-pop, secondo gli standard dell’artista medio, devono mostrare abilità di livello acrobatico nelle loro esibizioni; devono cantare perfettamente, e quindi devono essere in ottima forma. Richiede un alto livello di preparazione focalizzata sull’abilità. Nonostante ciò, ho sempre creduto che i trainee dovessero essere ben socializzati (essere a contatto con il pubblico attraverso i social). Quando i membri dei BTS erano trainee, ci sono stati molti conflitti interni con il mio staff riguardo ai social media; [hanno detto,] “Prendiamo la strada sicura, i social media lasciano tracce, alcune delle quali potrebbero essere dannose per loro in futuro.” È anche difficile per i giovani seguire le regole. Quindi c’erano un po’di problemi in quell’ambito, ma poiché credevo fosse giusto commettere degli errori da cui poi imparare, ho costruito un sistema di trainee relativamente liberale.

Nella nostra azienda, investiamo molto tempo per educare i trainee sulla vita da artista, compresi i social media. Dopo aver fornito loro una guida, permettiamo agli artisti di fare ciò che vogliono, ma lasciamo una finestra aperta in caso abbiano bisogno di chiedere qualcosa alla compagnia. Penso che ciò abbia aiutato la loro sincerità a raggiungere i fan. Dopo il successo dei BTS, ho cambiato il sistema dei trainee per renderlo più simile ad una scuola, con tutoraggio ed un sistema di coaching, ed opportunità per gli studenti di lavorare insieme.

 

Di recente, alcuni “vecchi e nuovi” idol del K-pop sono stati coinvolti in attività illegali. Quando vede controversie del genere nel K-pop, ritiene di aver dato ai BTS ed agli altri apprendisti strumenti per evitare questo tipo di problemi?

Non ne sono sicuro. Il fatto che io abbia dato loro molta libertà dagli anni in cui erano trainee e li abbia educati alla responsabilità, può logicamente spiegare come abbiano evitato gli scandali, ma questo è il consequenzialismo. In questo momento un sistema di trainee è in qualche modo un’istituzione educativa. Come team, parliamo molto di come possiamo fornire il miglior ambiente possibile per questi artisti. Ma dire che siamo riusciti ad evitare una qualsiasi sorta di scandalo nell’industria del K-pop è decisamente troppo.

 

C’è una percezione comune secondo la quale nel K-pop la musica viene prodotta da un comitato o che sia un sistema dall’alto verso il basso di adulti che danno materiale ai giovani artisti. È corretto?

In primo luogo, credo che in Occidente ci sia questa fantasia profondamente radicata della rockstar: una rockstar agisce fedelmente alla propria anima e tutti devono accettarla come parte della propria individualità, e solo attraverso ciò arriva una buona musica. Ma in realtà, dedicare molto tempo all’affinamento e all’allenamento delle abilità legate alla musica è una tattica utilizzata in molti mondi artistici professionali. Le ballerine/i ballerini di classica trascorrono molto tempo in isolamento concentrandosi solo sul balletto, ma non senti la gente dire che il balletto manca di anima o non è arte. Quindi penso che sia una questione di prospettiva.

Su un altro piano, vediamo che negli Stati Uniti, un artista dovrà lavorare nella scena underground per molti anni prima di firmare con un’etichetta importante. In Corea, tutto quel tempo è trascorso come trainee. Non è possibile definire quale sistema produca l’artista migliore. Inoltre, credo che l’affermazione secondo la quale un artista debba cantare le proprie canzoni per avere buoni risultati non possa essere ritenuta vera. Un cantante è soprattutto un artista e una buona esibizione può convincere il pubblico. Penso che quando un trainee trascorre troppo tempo a concentrarsi solo sulle abilità e non sulle esperienze di vita, ci si debba poi preoccupare che il musicista abbia poi una complessa comprensione del mondo.

 

Quanto è importante che gli artisti con cui lavora abbiano una causa o un problema sociale a cui tengono? Con i BTS c’è la campagna “Love Yourself”, ancora in corso, abbinata al lavoro con le Nazioni Unite e alla loro apertura su argomenti come la salute mentale.

Indipendentemente dal fatto che tu voglia parlare o meno di un problema sociale, la scelta è dell’individuo. Quello che voglio è che siano sinceri. Non posso accettare che si inventino le cose. Ma né la compagnia né io possiamo costringere un artista a parlare o non parlare di qualsiasi questione sociale. Personalmente, credo che l’arte sia uno dei mezzi più forti per la rivoluzione e voglio che l’artista parli delle questioni sociali. Parlano quando vogliono ed io non dico loro cosa dovrebbero o non dovrebbero fare. Penso che sia una delle idee sbagliate che le persone hanno riguardo all’industria K-pop: che un produttore abbia quel livello di controllo sui propri artisti. Non possiamo. Quando l’artista vuole esprimere qualcosa, credo che il mio ruolo sia quello di affinare il messaggio in un modo che esprima la loro sincerità ed abbia un valore commerciale.

 

Ha menzionato la narrativa della “rock star”. Negli Stati Uniti, può sembrare che gli artisti vengano applauditi per essere ribelli. C’è molto valore attribuito all’indipendenza e alla lotta contro il “sistema”. Pensa che nel contesto culturale sudcoreano ci sia più rispetto tra artisti e management?

Penso che la cultura asiatica e la cultura occidentale siano certamente diverse. Ma se vogliamo parlare delle influenze che esprimono ribellione verso la società, la Corea del Sud ha avuto molte rivoluzioni; ma in termini di relazioni personali, devi rispettare gli anziani. È un discorso difficile da fare, o anche dire che gli artisti occidentali siano fatti in un modo e gli artisti asiatici in un altro. Ma in generale, soprattutto per gli artisti K-pop, artisti e compagnie cercano di correre meno rischi.

Ma parlando di come combattere il sistema: molti artisti americani collaborano con il loro management, purché gli sia permesso di fare la musica che desiderano. Di recente, molti artisti non firmano con le etichette più importanti, perché sono disponibili altri flussi di entrate. Non si tratti di un atto contro il sistema. Anzi, effettivamente, meno artisti occidentali parlano di questioni sociali rispetto a prima.

 

Ha sempre dato ai membri dei BTS l’opportunità di pubblicare anche lavori da solista. Questo li rende unici nel K-pop?

Non credo davvero che la loro unicità derivi dall’indipendenza. Molti idol del K-pop pensano alle carriere soliste una volta raggiunto il successo, discutono con il proprio management e perseguono poi progetti solisti. Non è che lo fanno perché la Big Hit dia maggiori libertà. La cosa unica qui è che la Big Hit non produce progetti da solista. Enfatizziamo l’immagine del team. Ma ovviamente i membri sono individui e hanno le loro identità, quindi incoraggiamo e supportiamo i mixtape e le canzoni in versione gratuita, che consentono all’artista di esprimersi con meno responsabilità rispetto ad un progetto solista ufficiale. Da quando abbiamo iniziato ad adottare questo approccio, molte altre aziende hanno iniziato a produrre mixtape non ufficiali o tracce gratuite oltre a progetti solisti ufficiali. Credo che la Big Hit abbia contribuito ad arricchire il mercato della musica.

 

Di recente ha acquistato la “Source Music” ed ha espresso la volontà di formare un gruppo femminile. Come sta andando?

Per quanto riguarda le GFriend [gruppo Music Source], finora hanno pubblicato grandi contenuti. Quello che stiamo cercando di fare è perfezionare e semplificare una trama, un concetto, in modo che lo stile del loro prossimo progetto verrà presentato in modo sensato. Promuoveremo anche un’audizione per un nuovo gruppo di ragazze, nato da noi e Source Music. Proprio come con la Disney – animazioni, film per famiglie, Marvel e Star Wars – sto cercando di avvicinarmi alla segmentazione del mercato mantenendo le virtù del K-pop.

 

Una cosa che non abbiamo ancora menzionato sono gli ARMY (il nome dei sostenitori dei BTS in tutto il mondo). Sta pianificando di coinvolgere maggiormente i fan, dallo sviluppo di Weverse (un’app per i fan) e Weply (una piattaforma di e-commerce) ai film. Cosa dovrebbero aspettare ora i fan dei BTS e i follower della Big Hit?

Prima di tutto, il prossimo album. Sta andando alla grande. Come sapete, molte persone dicono che i BTS siano i Beatles dell’era di Youtube o che siano i Beatles del 21 ° secolo. So che non hanno ancora raggiunto quella statura, ma ne sono onorato. Credo però che ci sia qualche connotazione con questo titolo, ovvero che i BTS siano stati in grado di creare un fandom globale, il che era molto raro. Attraverso quel gigantesco fandom, sono stati in grado di rimodellare l’ordine del commercio; stanno creando nuove forme di comunicazione. E hanno incarnato un certo spirito dei tempi e creato un nuovo messaggio musicale. Quindi, in questo modo, ricordano molto i Beatles.

Spero che possano proteggere quel titolo onorevole e che rimangano figure eroiche seguendo la linea dei Beatles. Per arrivarci (al titolo), sarebbe bello se i BTS potessero continuare a ricevere riconoscimento nelle principali arene globali. Sarebbe bello ricevere qualche reazione dai Grammy; gli ARMY hanno atteso a lungo una performance dei BTS ai Grammy. Sono stato fortunato nel diventare un membro dell’Academy Records, quindi mi piacerebbe discuterne ulteriormente con il team dei Grammys perché credo che abbiamo qualcosa di simbolico con il quale contribuire.


Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (naive~)
Fonte: TIME (Raisa Bruner)
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Come i BTS hanno guadagnato oltre mezzo milione di fan online e nella vita reale per il progetto digitale ARMYPEDIA

BTS ai 28th Seoul Music Awards (Foto di Lee Young-ho/Sipa USA)

I BTS sono alcuni tra i più grandi artisti del pianeta, senza dubbio in parte grazie al supporto costante del loro fanbase, gli ARMY. Come notato, per anni, dai follower della boyband sudcoreana, anche quando i ragazzi non riescono ad incontrare i loro fan di persona, c’è sempre un canale di comunicazione tra le due parti, costituito sia dai social media che dal rilascio inaspettato di nuova musica. Ma questa relazione ha raggiunto un traguardo speciale quest’anno con il lancio di ARMYPEDIA.

Immaginata come una campagna per consentire ai BTS e ai fan di guardare insieme i tempi andati prima della nuova musica nel 2019, ARMYPEDIA è stato lanciato come un progetto di memoria digitale unico nel suo genere per archiviare i 2.080 giorni insieme della band e del fandom. Lanciata il 22 febbraio e conclusa il 24 marzo, la campagna ARMYPEDIA e il suo sito web non sono stati creati solo come un mezzo celebrativo per i traguardi raggiunti –esser diventati la più grande boyband del mondo e alcuni tra gli artisti con le maggiori vendite a livello globale- ma anche per parlare di come e dove tutto è iniziato. Una combinazione della parola ARMY (il nome ufficiale del fandom di BTS) e Wikipedia (una parola ormai sinonimo di archiviazione digitale), ARMYPEDIA è il database organizzato per i follower, indipendentemente da quando sono diventati ARMY, popolato dai ricordi sulla band, sulla loro musica, sui loro messaggi e così via.

Alla fine della campagna durata un mese, 540.000 fan hanno partecipato al progetto che includeva la ricerca e la scansione di codici QR trovati su Internet e in luoghi del mondo reale, per accedere a giorni specifici e lasciare ricordi personali nell’archivio- Ad esempio: 12 novembre 2017, giorno in cui Suga ha tenuto una trasmissione live e molti utenti hanno lasciato i loro ricordi inerenti alla stessa ed altri pensieri su quel giorno. ARMYPEDIA vanta anche degli incontri reali tra i fan (tra cui 10.000 persone riunite a Seoul) e nuovi contenuti registrati dai ragazzi (tra cui uno speciale talk show con protagonisti Suga, RM, Jin, J-Hope, Jimin, V e Jungkook).


La BigHit Entertainment ha condiviso idee e riflessioni esclusive con Forbes sul progetto. “Fin dall’inizio, volevamo creare una campagna possibile solo in questo momento per i BTS e per tutti gli ARMY nel mondo”, spiega l’agenzia, dando un’idea del motivo per cui il progetto si è concluso meno di un mese prima del rilascio del prossimo album dei BTS “Map of the Soul: Persona”, il 12 aprile.

Uno dei punti principali dell’appello internazionale dei BTS – e una parte fondamentale dello scopo di ARMYPEDIA, secondo la BigHit – è l’utilizzo del gruppo di temi profondi nella loro musica sin dal primo giorno. Dai discorsi sul bullismo e sulla dura vita scolastica nel loro album di debutto “2 Cool 4 Skool”, fino all’affrontare, nella loro musica di oggi, argomenti come la salute mentale, la politica e le lotte della nuova generazione; i BTS hanno un costante linea di messaggi commoventi. Un progetto come ARMYPEDIA sembra voler sottolineare proprio questo a coloro che si sono uniti agli ARMY negli ultimi due o tre anni di successo della band.

Ma le reazioni sincere degli ARMY e le connessioni con il messaggio dei BTS hanno agito come un fattore chiave nel lancio di ARMYPEDIA. I BTS hanno parlato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso settembre, il leader RM ha enfatizzato il concetto di “Fatevi sentire” (Speak Yourself), considerato da molti come il passo successivo del tema “Ama te stesso” (Love Yourself) degli ultimi tre album. Quando i fan hanno iniziato a prendere a cuore quel messaggio ed hanno iniziato a parlare maggiormente su Twitter delle loro identità, esperienze e connessione al fandom, l’idea per ARMYPEDIA e per uno spazio dedicato al documentare i ricordi dei fan è diventata più chiara che mai.

Non avremmo potuto arrivare fino a questo punto senza il grande amore e sostegno dei nostri ARMY.“, dicono i BTS a Forbes, in una dichiarazione esclusiva dopo la conclusione della campagna. “Attraverso ARMYPEDIA, siamo stati in grado di conoscervi un po’ meglio- e vogliamo continuare a conoscere i nostri ARMY sempre di più.” La BigHit cita il genuino sostegno dei membri, indicando anche una live in cui Jin e Suga hanno parlato del progetto.

Dal punto di vista commerciale, ARMYPEDIA è stata anche una mossa astuta per commercializzare il marchio BigHit. I partecipanti più attivi nell’archiviazione sono stati premiati in punti utilizzabili nel negozio online del BigHit Shop, creando così l’opportunità di avere più prodotti dei BTS, e quindi un supporto aggiuntivo per il prossimo album della band, o anche la possibilità di supportare un altro artista della BigHit. Dopo essersi registrati su ARMYPEDIA, gli utenti non erano obbligati, ma potevano anche optare per iscriversi ad una newsletter, un modo fondamentale per i marchi di rimanere in contatto con il loro pubblico.

 

E proprio come gli ARMY, le grandi aziende erano felici di prendere parte ad ARMYPEDIA ed attirare più partecipanti. La BigHit ha collaborato con Hyundai (i BTS sono infatti i rappresentanti per la Palisade, modello della casa automobilistica sudcoreana), Korea Yakult (lo scorso anno è stata lanciata una speciale bevanda a base di yogurt in collaborazione con i BTS), Hot Topic Spotify, LINE Friends e altro, per aiutare a fornire i codici QR digitali e reali ai fan. I risultati si sono dimostrati vantaggiosi per entrambe le parti, con la BigHit che ha citato le società che hanno contribuito ad ampliare la portata della loro campagna, incluso l’inserimento di codici QR su cartelloni pubblicitari, nascosti tra negozi di abbigliamento e all’interno di popolari playlist, mentre i marchi hanno potuto espandere la propria relazione con gli ARMY- a.k.a l’impegnatissima fanbase la cui attività online ha mantenuto i BTS al numero 1 della classifica Social 50 di Billboard per quasi due anni.

La BigHit descrive questi discorsi come portatori di “sincera eccitazione” da parte di tutti i soggetti coinvolti. Quindi, come proseguirà il concept di ARMYPEDIA? La BigHit non è sicura se lancerà una seconda parte per i BTS o se creerà servizi simili per gli altri artisti della loro etichetta, come la nuova band Tomorrow X Together. La BigHit, invece, la vede come una risorsa legittima e che trae fonte dai fan, che si addentra in cosa vuol dire essere parte degli ARMY dei BTS.

Ogni giorno, gli ARMY si divertono e creano dei ricordi proprio sull’essere ARMY.“, riflette la compagnia.
Pensiamo sia significativo il fatto di avere un archivio in cui chiunque possa trovare una qualsiasi storia sui BTS e gli ARMY.” Con i BTS che si imbarcano nel prossimo capitolo delle loro carriere con il nuovo attesissimo album, una componente chiave di quel prossimo capitolo saranno indubbiamente gli ARMY. ARMYPEDIA ora si presenta come un sincero album dei ritagli, completo di ciò che i BTS e centinaia di migliaia di ARMY hanno condiviso, così come una promessa di creare e condividere ancora di più in futuro.

 

Fonte: Forbes
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Naive~)
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] ARMY Love Myself

Ora tocca a voi prendere la guida di “LOVE MYSELF” – #ARMY LOVE MYSELF

“LOVE MYSELF” – Un messaggio dai BTS diretto al mondo!I BTS hanno tenuto un discorso l’anno scorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui dicevano alla gioventù di tutto il mondo: “Trovate il vostro nome, trovate la vostra voce, parlando di voi stessi”. Questo discorso ha colpito profondamente molte persone che hanno risposto al messaggio usando #SpeakYourself sui social media. Voci genuine e coraggiose che si sono date forza e supporto a vicenda.

Grazie agli ARMY, molti hanno supportato il messaggio dei BTS e della campagna “LOVE MYSELF” per quasi un anno. Nel 2019 la campagna “LOVE MYSELF” si rivolge agli ARMY, ne prenderete voi la guida. Per favore siate pronti a condividere le vostre storie con il progetto #ARMYLoveMyself

Come “AMATE VOI STESSI”? Condividete i momenti in cui amate e coccolate voi stessi nella vostra vita di tutti i giorni. Questi momenti possono essere passare del tempo con il vostro amato animale domestico, fare una lunga passeggiata o bersi una tazza di caffè. Ogni momento conta.

Condividete le vostre storie “reali”. Mostrate ai vostri amici, alla vostra famiglia ed anche agli estranei, che amate davvero voi stessi e condividete questa forza e questo potere con loro. Attraverso le vostre storie gli altri realizzeranno il loro amore per sé stessi, voi imparerete a prendervi cura di voi e vi aiuterà ad amare gli altri.

 

COME PARTECIPARE.

1. Fate una foto o un video che mostri come amate voi stessi nella vita di tutti i giorni.
3. Caricatelo sul vostro account personale dei social network (Twitter, Instagram )
3. Ricordatevi di aggiungere i due hashtag #ARMYLoveMyself e #BTSLoveMyself ai vostri post!

• I Post che partecipano possono essere usati come parte dei canali ufficiali della campagna “LOVE MYSELF” (sito web, Instagram, Twitter ).
•Per favore non usate materiale coperto da copyright da una terza parte.

Esempi di #ARMYLoveMyself:

 © Big Hit Entertainment, Love Myself Campaign

• “Ho un quaderno segreto tutto mio. Butto giù i miei pensieri e quello che mi è successo nel quaderno.  È il momento in cui ascolto attentamente la mia voce. #ARMYLoveMyself #BTSLoveMyself”

© Big Hit Entertainment, Love Myself Campaign

• “Mi godo il mio piatto preferito! Nessuna ricompensa è più grande! #ARMYLoveMyself #BTSLoveMyself”

© Big Hit Entertainment, Love Myself Campaign

• “Organizzo un viaggio quando voglio fuggire. Sento sempre una sorta di agitazione quando sono su un aereo. Durante i miei viaggi riesco a vedere meglio dentro di me ed amarmi un po’ di più. #ARMYLoveMyself #BTSLoveMyself “

#ARMYLoveMyself comincia da voi, adesso.
Mostrate il modo in cui amate voi stessi con #ARMYLoveMyself.

“Speak Love, Not English”: quello che i BTS e mia sorella mi hanno mostrato sull’universalità della musica.

Valonea Renhern, 9 ottobre 2018

I BTS al Citi Field. Foto di @catherinepowell – NKD Mag.

Recentemente, ho avuto l’onore di prendere parte allo storico concerto dei BTS al Citi Field insieme a mia sorella minore Vienna, che è una vera ARMY. Siamo partite da New York tre notti prima, lei era veramente emozionata, rimanendo alzate ad ascoltare la loro intera discografia in attesa di poterli finalmente sentire dal vivo.

Come regalo di compleanno anticipato, sono riuscita ad acquistare i biglietti in modo da poterli vedere insieme. Anche se non ero una vera e propria fan dei BTS, sapevo quanto lei li idolatrava, quindi l’ho ritenuto il regalo perfetto.

Una volta giunte alla sede, Vienna ha iniziato ad innervosirsi. Potevo vedere le sue mani tremare, mentre stringeva il suo plushie BT21 in una morsa d’acciaio. Ho pensato si trattasse del classico “nervosismo da primo concerto” — Anche a me è capitato di sentirmi così, quando ho visto le mie band preferite per la prima volta, ed è un’emozione naturale. Tuttavia, andando avanti nella serata, ho realizzato che quello che Vienna stava provando era molto più complesso e significativo di quel che immaginavo.

Mia sorella è cieca. Vienna non può vederli ballare. Non può vedere i loro volti, i loro capelli, i vestiti, o i loro sorrisi. Niente di questo, tuttavia, l’ha mai fermata dall’essere loro fan. All’inizio ero preoccupata per come le sarebbe potuto andare il concerto, ma presto avrei ricevuto la conferma che non c’era niente di cui preoccuparsi.

L’intera esperienza è stata surreale dall’inizio alla fine. Anche prima che il concerto cominciasse, l’energia dei fan era palpabile e mi ha lasciato senza fiato. Quando i membri dei BTS sono apparsi sul palco, con un drammatico crescendo strumentale, che mimava il battito di un cuore, la pura gioia e l’entusiasmo dei fan poteva essere percepito da ogni angolo dello stadio. E’ stato fantastico, e mi sono goduta ogni istante. Vedere i membri è stato un immenso piacere; le coreografie incredibili, le voci meravigliose, la varietà dei generi musicali, ed i loro affascinanti sforzi nel connettersi con i fan facevano tutti parte del pacchetto per il livello di felicità di quella notte.

Quella che io considero la parte più memorabile del concerto è stata alla fine, quando i membri dei BTS hanno parlato a cuore aperto. Ricordo di aver visto il membro con i capelli biondi— credo si chiami Jimin — con gli occhi pieni di lacrime ed una sincerità che poteva essere percepita anche se ero parecchio distante dal palco. V, il membro che indossava una bandana rossa, ha parlato con affetto ai fan, chiamandoli “le stelle più luminose del loro universo.

Mi sono commossa grazie al bellissimo discorso di RM, leader del gruppo. “Non sapevo come amare me stesso,” ha detto. “Voi me lo avete insegnato. Attraverso i vostri occhi, il vostro amore, i vostri tweet, le vostre lettere, il vostro tutto. Mi avete insegnato — mi avete ispirato —ad amare me stesso.

Ho iniziato a piangere, allora, perché in quel momento, ho visto  — no, percepito— un mare scintillante di migliaia di cuori e menti collegati.

È questo tipo di riconoscimento, questo tipo di reciprocità e onestà, che mi ha aperto gli occhi sulla gravità di ciò che i BTS rappresentano veramente. Non li avevo mai visti prima, ma ora, dopo aver preso parte al concerto, posso dire con assoluta certezza che i BTS sono diversi da qualsiasi band che questo mondo abbia mai visto.

Durante quel discorso, ho sentito mia sorella tirarmi la manica. Quando mi sono voltata verso di lei, si è avvicinata e mi ha detto: “E’ lo stesso, Val.

Cosa è lo stesso?” Le ho chiesto, confusa.

Le loro voci. Il loro amore. E’ lo stesso.

È stata una lezione importante per me, qualcuno che una volta aveva etichettato i BTS come una boy-band senza pretese, con nient’altro da offrire se non melodie orecchiabili e l’occasionale cenno ai fan. Quella notte, ho finalmente capito cosa rappresentavano per mia sorella. Vienna non può vederli ballare. Non riesce a vedere i loro volti, i loro capelli, i loro vestiti o i loro sorrisi. Così stanno le cose, eppure questo settetto è riuscito a toccare il suo cuore con l’unica passione che li ha spinti sul palcoscenico del mondo: la musica. Le volte in cui l’ho vista con le cuffiette, il sorriso luminoso sul viso, la ritrovata sicurezza ed un atteggiamento di accettazione – era tutto merito della musica dei BTS. Mi vergogno di aver creduto in un preconcetto così sbagliato sui BTS prima di avergli dato una possibilità.

Mia sorella in passato è stata bombardata da frasi ridicole a causa della sua passione per i BTS, sfortunatamente dalla nostra famiglia e da altri conoscenti. Ha dovuto ascoltare molte cose dolorose, dirette a lei o ai BTS. Ogni volta che veniva da me, cercavo di consolarla nel modo migliore che potevo, ma ciò che notavo costantemente era quanto fosse immutabile il suo amore per loro. L’amore incrollabile che ha per BTS superava l’odio che ha così spesso incontrato. “Non importa che non cantino in inglese“, diceva. “So cosa stanno dicendo. Posso percepire quello che stanno dicendo.

È così sorprendentemente facile e sbagliato descriverli come pop star costruite. Quando si ascoltano le loro canzoni, le persone che scelgono di non scavare più a fondo potrebbero perdere alcuni dei testi più ferventi dell’industria musicale. Dal concerto, mi sono presa l’impegno di ascoltare più musica loro e di leggere le traduzioni delle canzoni. Sì, le loro impeccabili mosse di danza sono sicuramente coinvolgenti, ma che dire dei messaggi dietro la loro musica? Delle emozioni che le loro voci trasmettono? Che dire delle parole rivolte ai loro fan?
Sono coreani. Parlano principalmente coreano e la maggior parte delle loro canzoni è in coreano.
Ma perché questo dovrebbe impedire a chiunque di comprendere il loro messaggio di amare se stessi ed amare gli altri?

Sono stupita di come i BTS accolgano tutti a braccia aperte. Li vedevo tra la folla con un’espressione dolce e gentile. Il pubblico rispondeva prontamente alla loro esuberanza e con grandissimo affetto una vista gradita per me e molti altri. Durante ogni canzone, tutti cantavano ed il fatto che le canzoni fossero in coreano non importava minimamente.

Mia sorella mi aveva detto moltissime volte di quanto la musica significhi per i membri dei BTS, ma non mi aveva mai colpita fino ad ora. Trovo ammirevole che i BTS facciano tutto il possibile per dare ai fan così tanti contenuti, ma è ancor più ammirevole sapere che lo fanno per passione ed infondono questo amore in cose che vanno ben oltre la musica e la danza, nonostante le richieste fisiche e temporali. Questo amore intricato e senza limiti ha superato le barriere linguistiche, la distanza geografica e tanti altri fattori che cercano di separarci.

Forse è un concetto idealistico quello che l’amore possa vincere sui mali più oscuri del mondo, ma quello che ho visto, sentito e percepito durante quel concerto è stato indicativo del potere che il concetto intangibile dell’amore abbia davvero. Ogni ARMY può dirlo dalla donna afro-americana al ragazzo di dieci anni, al nonno premuroso, all’adolescente ciecoi BTS sostengono e dimostrano qualcosa che non può essere descritto da alcun dizionario o limitato ad una singola percezione. Non hanno bisogno di cantare o fare rap in inglese. Quello che fanno è di gran lunga più notevole dell’andare incontro al mercato occidentale abbandonando le proprie radici.

Non sono una filosofa. Non sono una storica, né una scienziata. Non sono un appassionata di musica e parlo solo una lingua. Ma non serve un genio o un accademico per capire cosa stiano cercando di dire i BTS al mondo.

Quando siamo tornati nella nostra camera d’albergo, mia sorella mi ha abbracciata e mi ha detto: “Questa è stata la notte migliore di tutta la mia vita“.

E penso sia stata anche la mia.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Naive)
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Fonte: Medium

COME I BTS STANNO CONQUISTANDO IL MONDO

10 Ottobre 2018

La boyband che arriva dalla Corea e che conquista sempre più attenzione in Occidente.

 

È la sera di un lunedì di settembre, nella lussuosa suite all’ultimo piano del Ritz-Carlton di Los Angeles, e Jimin, membro del settetto dei BTS, la boyband più famosa al mondo, sta riposando in piedi di fronte allo specchio di un camerino.

Di sicuro, non lo si può biasimare. Esattamente 24 ore prima Jimin (22), Jin (25), Suga (25), J-Hope (24), RM (24), V (23) e Jungkook (21) si stavano preparando nel backstage dello Staples Center di Los Angeles per l’ultimo dei quattro concerti sold-out consecutivi totalizzati nell’arena da 20 000 posti.

Ogni sera è una maratona composta da difficili coreografie, interludi di video musicali e spettacoli pirotecnici all’interno dell’arena accompagnati, ovviamente, dalle urla dei fan. “È davvero un onore” dice J-Hope tramite l’interprete “Siamo davvero orgogliosi del fatto che tutto ciò che facciamo trasmetta energia”.

Proprio come i Beatles e i One Direction prima di loro, i BTS colpiscono grazie ad un mix esplosivo fatto da un’estetica che colpisce al cuore, ritornelli che rimangono in testa e da coreografie in stile New Kids on the Block e *NSYNC. Tuttavia, la band, il cui nome è Bangtan Sonyeondan in coreano e Beyond the Scene in inglese, sta anche solcando territori inesplorati: i BTS non sono solo i primi artisti coreani a fare sold-out in uno stadio americano (senza contare tutti i record raggiunti in Asia), ma lo hanno fatto senza darsi in pasto all’audience occidentale. Infatti, uno solo di loro, RM, è fluente in inglese e le loro canzoni sono per lo più in coreano. Questa è un’ulteriore prova che la musica “non deve essere in inglese per diventare globale”, dice il DJ americano Steve Aoki che ha collaborato con il settetto. Il gruppo è inoltre straordinariamente attivo sui social media, sia per promuovere la loro musica, che per connettersi con i fan.

Tuttavia, almeno per il momento, il gruppo sembra avere bisogno di riposo. “Sto ancora cercando di superare il Jet Lag” ci dice Suga, uno dei tre rapper.

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Sin dalla sua genesi negli anni 90, il pop coreano (o K-Pop) è diventato sinonimo di ciò che gli studi definiscono “idol”: un insieme di pop star giovani, per bene e dalle sembianze perfette, la cui immagine è spesso controllata rigorosamente (gli idol, ad esempio, sono spesso dissuasi dal rendere nota la loro vita sentimentale, così da essere più appetibili ai fan). Tuttavia, nonostante il K-Pop sia oramai diventato un’industria da 5 miliardi di dollari, nemmeno le sue più grandi star, come Rain, Girls’ Generation e BigBang, erano riusciti a suscitare l’interesse del mercato occidentale. Colui che ha aperto questo mercato è stato PSY, un rapper sudcoreano la cui “Gangnam style” è diventata una hit virale nel 2012, grazie al suo personaggio comico ed eccentrico che lo ha portato a diventare un inaspettato (e, secondo alcuni, problematico) araldo di questo genere musicale.

Photograph by Nhu Xuan Hua for TIME

Quando i BTS debuttarono nel 2013, era chiaro che il gruppo avrebbe giocato secondo regole diverse: il gruppo è stato creato da Bang Si-hyuk, un rinnegato del K-Pop che ha abbandonato una delle etichette più importanti per crearne una tutta sua. Ha scelto delle giovani star che avevano qualcosa in più, iniziando con RM, che all’epoca faceva parte della scena rap underground coreana. Nonostante i BTS presentino degli elementi comuni agli idol, come un’ottima estetica, le difficili coreografie e le canzoni dedicate ai fan, accettano anche i loro difetti. Il loro primo singolo, “No More Dream”, parla di come i giovani coreani si sentano oppressi dalle aspettative della società; RM ha registrato un brano con Wale, in cui sottolinea l’importanza dell’attivismo, e Suga ha rilasciato un mixtape in cui parla di depressione. “Abbiamo iniziato a raccontare le storie che le persone volevano ed erano pronte a sentire, storie che gli altri non potevano o non volevano raccontare”, dice Suga “Abbiamo raccontato di ciò che gli altri sentivano: dolore, ansia e preoccupazioni”. Il gruppo trasmette questi messaggi tramite i video musicali, pieni di metafore e riferimenti culturali; tramite i loro aggiornamenti social e i loro testi musicali, che i loro fan traducono e analizzano all’interno di forum, group chat e podcast. “Quello era il nostro intento: creare quel tipo di empatia in cui le persone si possono riconoscere” continua Suga.

Di certo, aiuta anche il fatto di avere un sound molto accattivante, che fonde l’hip-hop con l’EDM e la produzione pop. Le loro recenti collaborazioni includono Desiigner e Nicki Minaj. Quest’ultima ha aggiunto un suo verso alla canzone “Idol”, le cui parole brillano nel firmamento del K-Pop “Potete chiamarmi artista, potete chiamarmi idol” recita la canzone “In qualsiasi modo mi chiamiate, non mi interessa… E non potete fermarmi dall’amare me stesso”. RM recita questo mantra, ama te stesso, che rappresenta il cuore dell’identità dei BTS e che viene anche incorporato nei titoli della loro ultima serie di album. “La vita presenta molte dinamiche, problemi e dilemmi inaspettati,” dice RM “Ma credo che la cosa più importante per vivere in serenità sia amare sé stessi. Noi stiamo ancora cercando di essere noi stessi”.

Questa combinazione di aspetti è risonata con i fan, soprattutto sui social, dove i BTS hanno raggruppato milioni di fan devoti chiamati ARMY, che rappresenta sia un acronimo di “Adorable Representative MC for Youth” (adorabili rappresentanti e portavoce della gioventù N.d.T.), che un’allusione al loro potere organizzato. Nel 2017, i fan del settetto sono saliti agli onori di cronaca per aver portato il gruppo in cima alla classifica Social Artist di Billboard, che comprende streaming, menzioni sui social e molto altro, e battendo artisti come Justin Bieber e Selena Gomez. Da allora, gli ARMY hanno catapultato entrambi gli ultimi due album dei BTS (Love Yourself: Tear e Love Yourself: Answer) in cima alle classifiche statunitensi, sud coreane e giapponesi. “Anche se c’è una barriera linguistica, una volta che la musica inizia, le persone reagiscono alla stessa maniera ovunque andiamo” dice Suga. “Sembra quasi che la musica ci unisca per davvero” aggiunge Jimin: “Noi trasmettiamo energia al pubblico e agli ascoltatori e, allo stesso tempo, traiamo energia dagli stessi”.

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Tornando al Ritz, un makeup artist sveglia Jimin dal suo sonno. Li vicino, V Canticchia qualcosa mentre i suoi capelli tinti di biondo vengono asciugati. Jungkook fa stretching al collo mentre un makeup artist applica del correttore al suo viso. RM parla con un manager, Suga indossa i mocassini, Jin, che è stato soprannominato “Worldwide Handsome” dai fan, Lascia che un assistente costumista gli sistemi la cravatta, mentre la risata di J-Hope riecheggia nella stanza.

È un raro momento di relax per i ragazzi. Nelle settimane successive, si esibiranno in altri 11 spettacoli sold-out, appariranno a Good Morning America e contribuiranno al lancio di una campagna sulla legittimazione della gioventù all’Assemblea Generale dell’ONU a New York, in cui RM parlerà di accettazione di sé stessi: “non importa chi siate, da dove veniate, il colore della vostra pelle o la vostra identità di genere: esprimetevi”.

Un’agenda simile è spaventosa, ma pei i BTS e i loro ARMY è un segno incoraggiante di ciò che spetta loro nel futuro “Lo sto solo dicendo così, tanto per dire” dice Suga “ma magari un giorno ci esibiremo al Super Bowl”.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Bea)
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Fonte: Time – Articolo di Raisa Bruner

I BTS ED IL FUTURO: UN QUADRO PIU’ INCLUSIVO E DIVERSIFICATO DEL POP

12 Settembre 2018

La rinomata critica Jessica Hopper aveva una volta proposto di “rimpiazzare la parola “fangirl” con “esperto”” e osservarne gli effetti. Questo tweet, spesso citato ma oramai cancellato, era una critica a come le giovani ragazze siano derise per la fervente passione dei loro fandom, a come il termine “fangirl” sia usato con sprezzo e di come la musica amata da queste ragazze (così come la loro grande conoscenza in questo campo) sia del tutto ignorata e non presa sul serio. Tuttavia, i numerosi esempi tra cui Beatles, Justin Timberlake, Harry Styles e The 1975, mostrano come queste giovani, quando si parla di fenomeni musicali destinati a diventare dei punti di riferimento, siano spesso state lungimiranti e, per così dire, “le prime ad arrivare e le ultime ad andarsene”.

 Il 2018 sembra essere segnato da un altro di questi momenti: con i BTS.

Anche senza essere grandi fan delle ultime tendenze del pop, è davvero impossibile non conoscere i BTS. Il loro album Wings, rilasciato nel 2016, ha debuttato al numero 26 della Billboard 200, aggiudicandosi così la posizione più alta mai raggiunta da un gruppo K-pop in America, mentre il loro album Love Yourself: Her, pubblicato nel 2017, ha raggiunto la posizione numero 7, diventando l’album con la posizione più alta mai raggiunta da un artista asiatico in una classifica americana.

Questi record erano destinati ad essere infranti dal gruppo stesso, che quest’anno ha raggiunto la vetta della BB200 sia con il loro album Love Yourself: Tear, che con la sua versione repackaged, ossia Love Yourself: Answer. A tutto questo, va anche aggiunto lo status di infrangitori di record nel loro paese natio.

 

Tuttavia, anche se i numeri sono esorbitanti, ciò che è davvero interessante è la storia di come questo gruppo sia riuscito a raggiungere questi traguardi. In primis, i membri si sono rifiutati di passare dal coreano all’inglese e, anche se alcune parti delle loro canzoni sono in inglese, i testi sono rimasti prevalentemente in coreano.

Questo aspetto, in un mondo “post-Despacito”, sembrerebbe diventare sempre meno importante negli Stati Uniti, dove la musica in lingua straniera sembra non essere più una novità, ma più un salto nel futuro. Prima dei BTS, molti artisti k-pop avevano tentato di irrompere nel mercato americano cercando di scendere a compromessi sia sul sound, che sulla lingua, senza avere successo. I BTS invece ci sono riusciti rimanendo loro stessi e, come RM ha confessato al Los Angeles Times quest’anno, il sospetto è che i loro fan più sfegatati “non vorrebbero vederli cantare in un’altra lingua” e che l’uso del coreano sia “parte integrante della loro identità”.

Con l’inizio del tour americano, partito a Los Angeles la settimana scorsa, la boy band ha fatto il tutto esaurito per quattro serate di seguito allo Staples Center, un’arena che li mette sullo stesso livello di artisti come Taylor Swift, Drake e Bruno Mars. In pratica, se volessero, riuscirebbero a vendere abbastanza biglietti da riempire uno stadio, cosa che probabilmente faranno la prossima volta che visiteranno LA. Nonostante la popolarità in continua crescita e la loro vasta importanza, il concerto finale di domenica sera aveva un’aura di grande riservatezza.

Questo sembrerebbe essere il vero punto: questi show sono luoghi di incontro per i cosiddetti ARMY, un posto in cui la stragrande maggioranza dei presenti, armata del suo fedele (e ufficiale) BTS Lightstick in versione 3.0, arriva alle 15.30 del pomeriggio anche se le porte aprono solo alle 18.00 pronta a riunirsi alle sue sorelle (e fratelli). Non ha importanza il fatto che molti dei bar e degli altri luoghi di ristoro dell’arena non si siano nemmeno preoccupati di tenere aperto per la serata, perché 30 minuti prima dello show, gli atrii sembrano delle città fantasma, gran parte del merchandising è già esaurito e gli spettatori urlano a squarciagola per riscaldarsi mentre sono intrattenuti dai video dei BTS.

© BIG HIT ENTERTAINMENT

Proprio quelle urla non cesseranno per tutta la durata del concerto (2 ore), al punto che mi è stato difficile pensare ad un concerto che sia stato più rumoroso di questo. Sono contagiose, in genere scaturite dall’immagine di uno dei membri sullo schermo, da una dimostrazione di affetto di uno dei membri verso il pubblico o tra di loro, o come reazione ad una parte di una canzone che semplicemente spacca. Per tutta l’arena si potevano osservare dei cartelloni fatti a mano per i ragazzi, con tanto di luci di natale attaccate, in pieno stile coreano.

Anche se il fandom coreano era ben rappresentato (l’area di Los Angeles ha la comunità di coreani-americani più grande degli Stati Uniti), è stato fantastico vedere l’audience essere così multiculturale, e quanto poco interessasse la barriera linguistica quando si trattava di cantare insieme al gruppo.

Oramai è abbastanza comune vedere un flusso in uscita dagli Stati Uniti, dove le canzoni in inglese non hanno problemi a trovare un’audience, ma sentire migliaia di ragazzi provenienti da differenti background urlare, ripetere slogan e cantare in coreano è stato, beh, rivoluzionario.

Il punto di forza dei BTS è che la loro musica parla il linguaggio universale dei trend del pop. Anche se non capisci esattamente ciò che dicono, puoi di certo riconoscere le influenze trap nella delivery della mastodontica Fake Love, così come è impossibile non notare quel synth alla Chainsmokers nella canzone solista di Jungkook, Euphoria (influenza del tutto comprensibile, visto che Andrew Taggart ha prodotto per loro in passato). I pop trend girano il mondo e, più di tutti prima di loro, i BTS sono stati abbastanza scaltri da sfuggire ai tradizionali e sicuri versi alternati fatti con lo stampino per produrre musica che riflette i tempi odierni. Tutto ciò ha sicuramente molto a che vedere con il fatto che i BTS producono e scrivono gran parte della loro musica.

Per quanto riguarda lo show, è stato quell’enorme esperienza multisensoriale che ci si aspetta dai più grandi artisti del pop. Si sono visti fuochi d’artificio, fiamme, coriandoli e stelle filanti, così come giochi di colore messi in atto grazie alle migliaia di lightstick. Ogni membro del settetto si è esibito in una performance solista, in cui Jimin ha dimostrato il suo lato dolce e sensuale e J-Hope ha espresso il suo lato hip-hop più genuino. Ogni paio di esibizioni soliste, il gruppo si riuniva sul palco per essere sicuro che il pubblico stesse tenendo il passo, mettendo così insieme le parti di un programma ben studiato.

E gli esperti che si sono riuniti per godersi lo spettacolo, che non si sono fatti sconvolgere da un padre troppo affettuoso che riprende ogni loro minima reazione con il suo iPhone o che non si vergognavano di mostrare il loro lato emotivo, hanno avuto l’esperienza della vita. Questi ragazzi e queste ragazze non tengono minimamente in considerazione che il loro fandom potrebbe teoricamente spostare delle montagne, e che i loro gusti musicali stanno stabilendo l’asticella per gli anni a venire. Per i loro fan, i BTS sono una luce brillante che aggiunge sapore alla loro vita, il faro che li aiuta a navigare in tempi in cui i momenti brutti sono ricordati tanto quanto quelli belli. Non sanno che il loro fandom, che le loro conoscenze, potrebbero star cambiando il mondo, accompagnando un periodo in cui la musica proveniente da ogni parte del mondo ha una chance di trovare il proprio posto nei tanto desiderati Stati Uniti.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Bea)
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Fonte: UPROXXTR

BTS: “I fan ci hanno donato le ali che ci hanno permesso di arrivare dove siamo ora.”

I sette principi azzurri del K-pop hanno emozionato i fan nel corso di un’esclusiva conversazione al Grammy Museum, dove hanno condiviso il loro amore per gli ARMY; alcune considerazioni sul perché risulti così facile identificarsi con la loro musica e la loro evoluzione come gruppo.

I 7 membri dei BTS, fenomeni del K-pop, l’11 settembre hanno abbellito il Grammy Museum, nel centro di Los Angeles, con i loro sorrisi. Un gruppo di all’incirca 200 fan, tanto fortunati da essere riusciti a procurarsi i biglietti, hanno potuto non solo vedere i ragazzi da vicino, ma anche ascoltare le motivazioni per cui gli ARMY sono così importanti per loro e per il loro successo; perché risulti così facile identificarsi con la loro musica ed infine, come la loro storyline si sia evoluta.

La chiacchierata è iniziata con una cordiale introduzione fatta dal Direttore Artistico del Grammy Museum, Scott Goldman, che ha ricoperto anche il ruolo di intervistatore durante la serata, per poi proseguire con la visione della versione originale del video di IDOL (senza Nicki Minaj). Il pubblico ha iniziato a tenere il ritmo e a cantare, molti sapendo anche il testo in coreano.
Si respirava un’atmosfera impaziente ma allo stesso tempo allegra, mentre i fan aspettavano di vedere i loro idoli dal vivo, con il silenzio interrotto da un urlo della folla nel momento in cui J-Hope, Jin, V, Jungkook, Jimin, Suga e RM sono saliti sul palco.

All’inizio della serata, visto il palpabile livello di entusiasmo, Goldman si è assicurato con il pubblico di poter portare avanti la conversazione, così i fan, durante l’intervista, per rispetto del momento speciale a cui stavano prendendo parte, hanno mantenuto le urla e gli incitamenti al minimo.
Il silenzio è stato interrotto in modo adorabile solo quando gli ARMY hanno cantato “Tanti auguri” a RM, il cui compleanno è il 12 settembre, quando il gruppo è salito sul palco, e di nuovo quando se n’è andato. In entrambe le occasioni, la folla ha esibito tanti cuori fatti con le dita.

Tuttavia gli ARMY non sono stati gli unici a sentirsi amati. Quando Goldman ha chiesto ai BTS perché la loro relazione con i fan fosse così importante, V, parlando in coreano, ha condiviso un commovente messaggio al quale molti nel pubblico hanno risposto con un “aaw” ancor prima che il traduttore avesse modo di riportarlo in inglese.

I fan ci hanno donato le ali che ci hanno permesso di arrivare dove siamo e in qualche modo di volare dove ci troviamo ora, perciò saremo sempre grati e coscienti di essere qui grazie a loro. Quindi credo sia questo il motivo per cui abbiamo questo tipo di relazione con i nostri fan.”, così ha risposto V, per quanto riportato dall’interprete.

Quando Goldman ha chiesto loro perché credono sia importante parlare nella loro musica delle pressioni affrontate dai teenager, Suga ha condiviso come la musica abbia avuto un ruolo importante nella sua crescita da giovane, e come loro abbiano ritenuto altrettanto importante condividere le proprie storie per aiutare chi, in tutto il mondo, stesse vivendo esperienze simili; questo era quello che volevano trasmettere ai fan. Si tratta indubbiamente di un elemento importante che rende possibile ai fan di identificarsi con il gruppo e la loro musica .

Quando ero più giovane, uno studente, ascoltavo tantissima musica e credo si trattasse di un modo per evadere, per rassicurare me stesso; invece oggi i ragazzi, le persone intorno ai 20 anni, ascoltano musica ma… Sia io che gli altri membri abbiamo percepito l’assenza di bei suoni, di musica sana in grado di aiutare, e crediamo che si tratti di una mancanza che possiamo colmare… Credo che i giovani in tutto il mondo si trovino ad affrontare le stesse pene, gli stessi dolori e problemi: questo è il motivo per cui cantiamo questo genere di canzoni ed è per questo che i nostri fan, e chi ci ascolta, riescono a identificarsi con la nostra musica.” spiega Suga, attraverso l’interprete.

Goldman ha chiesto poi al gruppo a proposito della scelta della trama che corre attraverso i loro album, e che si sviluppa anche tramite le canzoni, confrontandola concettualmente con quello che i “The Who” avevano fatto con le loro opere rock. RM ha spiegato che i temi vengono scelti basandosi su ciò che è rilevante per tutti e 7 i membri, a partire dalle loro esperienze, e su quello che credono possa rappresentare anche i loro fan; perciò la trama si è evoluta insieme a loro – dalla scuola, alla gioventù, all’amore.

Quando vogliamo trovare un argomento e delle storie da raccontare, li cerchiamo dentro di noi. Quando abbiamo debuttato, 5 anni fa, parlavamo di scuola. Ne abbiamo parlato per tre album, e successivamente abbiamo parlato della gioventù per altri tre album. Poi siamo cresciuti.” ha condiviso RM. “Il nostro atteggiamento nei confronti della vita è un po’ cambiato, quindi abbiamo pensato… Che la storia di cui avesse bisogno il mondo era basata sull’amore.”.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Chiara)
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Fonte: Grammy

10 Situazioni in cui i BTS hanno dimostrato che sono la Boy Band definitiva (parte 2/2)

Il Lancio di Love Yourself Her

Gli ARMY non hanno dovuto aspettare molto dopo il repackaging di febbraio dell’album WINGS del 2016. Il quinto EP dei BTS, pubblicato in settembre, teneva un piede nel loro distintivo sound pop-hip hop ma guardava al futuro. Il singolo d’uscita, “DNA”, personificava quello spostamento in avanti al meglio, con la sua chitarra acustica e l’EDM convulsa.

Chiunque avesse dubbi sulle potenzialità delle vendite americane ha avuto il piacere di veder debuttare “Her” al #7 nella Billboard Hot 200, mentre “DNA” si è arrampicata al #67 della Hot 100, la posizione più alta mai raggiunta fino ad allora da un gruppo K-pop. A seguito della pubblicazione del secondo singolo “MIC Drop” nel tardo Novembre, “Her” è ritornato in classifica, dal #198 al #50 nel giro di una settimana, mettendo a tacere del tutto i cinici.

 

#BTSxAMAs

https://youtu.be/tNtcYIo6N04

I fanchant per “DNA” agli AMAs erano talmente forti alla trionfale prima performance televisiva americana dei BTS da far praticamente tremare l’intero edificio. E mentre l’attore Ansel Elgort, fanboy professionista dei Bangtan, ha registrato tutto con un sorriso che andava da un orecchio all’altro, l’America era occupata a cercare sugli smartphone “Chi sono i BTS?”.

Sul tappeto rosso artisti americani, come Khalid, hanno espresso il desiderio di collaborare, mentre Zedd ha risposto all’interesse dei BTS stessi per una collaborazione con un sonoro “Facciamolo.” Ironicamente, la reazione agli AMAs è stata talmente enorme che quando Charlie Puth – che Jungkook aveva citato talmente tante volte da diventare un meme tra i fan – finalmente ha bussato alla loro porta, ha dovuto gridarlo pubblicamente su Twitter per poter avere la loro attenzione.

 

Quando Hanno Frantumato Il Circuito Americano Delle Interviste

Con un solo membro nel gruppo fluente in inglese, si poteva vedere il nervosismo trapelare durante gli importanti impegni stampa di maggio, con RM che gestiva la maggior parte delle domande. Ma ARMY, in quanto fandom più eccessivo mai esistito, ha raccolto le espressioni e reazioni degli altri membri in adorabili video. Detto questo, i BTS sono tornati, ben più rilassati, per i media nel periodo degli AMAs, ed erano i presentatori ad essere agitati. I BTS hanno volteggiato tra le interviste, si sono divertiti nelle apparizioni, e hanno spaccato nei grossi talk show con la loro solita personalità affascinante. Ma anche se Jimmy Kimmel, James Corden ed Ellen ora hanno in comune che sono dipendenti dai BTS, più importante ancora è che il gruppo si sia esibito durante queste apparizioni. Come dice RM, la musica trascende la lingua, e di conseguenza ancora più americani si stanno innamorando delle loro sonorità pulite ma appassionate, e delle coreografie assassine.

 

Quando Gli ARMY Internazionali Si Sono Uniti

Potremmo parlare tutto il giorno della pazienza di RM, del calore di Jin, della dolcezza di Jimin, del coraggio di Jungkook, della positività di J-Hope, dell’adorabile stravaganza di V e dello humor nero di Suga ma, per un momento, diamo uno sguardo al loro oceano di fans. Beh, questo posto è vostro, ARMY, perchè quest’anno ci avete davvero dato dentro. Per tutti quelli che hanno passato la notte a votare su twitter e a fare streaming di video, per le squadre di traduttori che senza sosta sottotitolano video e riscrivono interviste, per i fan che mandano fiori per ringraziare i DJ in radio, per i gruppi che hanno fatto faticose ricerche su come funziona la radio americana per far si che gli ARMY di ogni stato potessero spingere i BTS, e per gli account social di vecchia data, che meticolosamente coordinano tutto e guidano i fan verso nuovi traguardi record da rompere. Non c’è da stupirsi che Jimin vi indossi attorno al collo.

 

Quando Si Sono Guadagnati Svariate Collaborazioni Di Alto Livello

Nel lontano 2014, i BTS registrarono una delle loro Bomb esibendosi in eccellenti passi su “Let Me Take A Selfie” dei The Chainsmokers. Se qualcuno gli avesse detto che tre anni dopo Andrew Taggart dei The Chainsmokers avrebbe collaborato con loro nell’esuberante “Best Of Me”, avrebbero potuto distruggere i letti su cui stavano saltando, dall’emozione.

Le collaborazioni non si sono fermate qui; il passare “MIC Drop” (una traccia di “Her” preferita dai fan) a Steve Aoki e Desiigner ha avuto come risultato una versione spietata che è entrata vittoriosa nella top 30 americana, posizionandosi al #28 e rendendoli l’unico gruppo K-Pop mai penetrato nelle sfere più alte della classifica.

Il risultato è stato migliore del desiderio di RM per una hit nella top 50, ma ha fatto centro per il più giovane e ambizioso Jungkook, che un po’ scherzosamente aveva posto dei precedenti a settembre. In tutta onestà, gli unici record che ora devono battere sono i loro, e questo difficilmente cambierà nel 2018. E’ la fine perfetta di un anno perfetto per i sovrani regnanti delle boy band, i BTS.

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Articolo originale: Teenvogue

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
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