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I più grandi Showmen: Uno sguardo esclusivo all’interno del mondo dei BTS.

 

Magari li avete visti occupare i divani illuminati dai riflettori di Ellen DeGeneres e Jimmy Fallon, in un leggero scambio di battute bilingue con i conduttori colpiti dal loro fascino da star. Magari è stato quando hanno solennemente parlato della salute mentale e dell’amare sé stessi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso settembre, o quando un muro di urla da delfino li hanno accolti mentre si recavano ai Grammy Awards di febbraio in degli ordinati smoking abbinati uno all’altro, con i capelli tinti di varie sfumature di colori pastello macaron.

 

O magari è la copertina di questa rivista che vi fa notare davvero, per la prima volta, i BTS (sono successe cose più strane nel 2019). Ma sembra indiscutibile dire che in un momento non preciso degli ultimi due anni, il settetto ha conquistato il mondo: due album al numero uno delle chart di Billboard nel giro di tre mesi; più di 5 miliardi di stream combinati su Apple Music e Spotify; una lista di concerti sold out, dallo Staples Center di Los Angeles al famoso Wembley Stadium di Londra.

Peter Yang per EW

Difficilmente questo li rende la prima boy band a dominare un periodo culturale, ma il fatto che siano tutti nati e cresciuti in Corea, che cantino canzoni in coreano con solo una leggera spolverata di inglese, sembra qualcosa di completamente nuovo. E ci racconta di una nuova tendenza globale senza precedenti – una in cui la musica pop si muove senza barriere o confini, anche mentre la geopolitica sembra ritirarsi ancora di più dietro a confini ben marcati e muri alti.

In una giornata di sole splendente a Seoul, cinque settimane prima del rilascio del loro prossimo sesto EP, Map of the Soul: Persona, il gruppo è rintanato nella loro agenzia discografica, la Big Hit Entertainment, a prepararsi. Edifici come questo sono il luogo dove si realizza molta della magia del fenomeno conosciuto come K-pop, nonostante la sede della Big Hit, situata in una tranquilla strada secondaria del quartiere di Gangnam (sì, lo stesso di cui cantava PSY nella sua hit del 2012 “Gangnam Style”), sembri come ogni altro ufficio ad alta tecnologia: lisci corridoi di calcestruzzo e stanze conferenza simili a scatole di vetro piene di frigobar ben muniti, peluches e l’occasionale pouf per sedersi.
Solo una vetrina, straboccante con un numero veramente sconvolgente di placche delle vendite dei dischi e statuette, e una splendente foto in formato gigante dei BTS al loro concerto sold out al Citi Field di New York lo scorso Ottobre, ci fanno di intuire di cosa si occupano qui.

 

In un lungo corridoio, tutti i sette membri si aggirano più o meno pronti mentre si stanno preparando per girare un video di ringraziamento per un premio di iHeartRadio che non saranno in grado di accettare di persona. Jimin, capelli biondo platino e labbra carnose, si sta lasciando piastrare attentamente i capelli in un guardaroba riempito da scaffali di jeans coordinati e abbigliamento sportivo dai colori fluo. Dozzine di paia di Nike e Converse immacolate sono ammassate in un angolo; una giacca solitaria in ecopelliccia color gelato alla fragola si lascia cadere su un appendiabiti alle sue spalle, come un Fraggle abbandonato (i Fraggle erano dei burattini protagonisti di una serie tv animata famosa nei paesi anglofoni durante gli anni 80).

Jungkook, il piccolo del gruppo all’età di 21 anni, siede ubbidientemente su una sedia pieghevole in sala prove, mentre anche a lui sistemano i capelli; J-Hope ci passa accanto con una camicia bianca su cui esibisce una toppa di seta over-size raffigurante Bart Simpson, poi sorride e scompare. Suga, V e Jin sono accalcati su dei divani bassi nella stanza accanto, mentre scorrono tra le notifiche dei loro smartphone, cantando occasionalmente frammenti della canzone “My Bad” della star del R&B americano Khalid. Il ventiquattrenne RM, leader di fatto del gruppo ed unico capace di parlare in un Inglese fluente, è l’ultimo ad arrivare.

 

Ripetono il loro discorso davanti ad una crew di cameramen e gli ci vogliono forse quattro o cinque tentativi prima che il regista sia soddisfatto. Si fermano, quindi, per una chiacchierata in una spaziosa sala relax al piano di sopra, accompagnati dal loro fedele traduttore, un omone calvo ed amichevole in completo da lavoro che si chiama John (a meno che non sia specificato, le risposte di tutti i membri tranne RM sono tradotte da lui). Alcune settimane dopo essere ritornati dai loro primi Grammys, ripercorrono ancora con entusiasmo l’esperienza: consegnare ad H.E.R. il premio come Miglior Album R&B; chiacchierare con Shawn Mendes nel bagno degli uomini – “Pensavo cose tipo ‘Devo dirgli chi sono?’” ricorda Jimin, “ma poi lui mi ha salutato per primo, ed è stato davvero carino.” – ed essere seduti a solo uno scialle paillettato di distanza da Dolly Parton (“Era esattamente davanti a noi!” Si meraviglia Jungkook. “Fantastico.”)

 

Per quanto sembrino essere ancora felicemente abbagliati da altre celebrità, vedere i BTS in persona scatena lo stesso disorientante, ma non spiacevole, senso di irrealtà. Sullo schermo il gruppo può sembrare sconcertantemente bello: avatar di una bellezza dai pori invisibili, che va quasi oltre il genere, che sembra esistere solo nella loro realtà da filtro Snapchat. In persona sono ancora ridicolmente belli. ma in una maniera molto più familiare, giovanile; ciocche disordinate di capelli, persino un occasionale labbro screpolato o un piccolo (okay, minuscolo) brufolo. Toglietegli le Balenciaga alla caviglia e le discrete doppie C della gioielleria di Chanel, e potrebbero quasi essere gli universitari carini che vi trovate accanto nei bar o in treno.

Peter Yang per EW (2)

Peccato che per i BTS usare i mezzi di trasporto pubblico o entrare casualmente da Starbucks ha smesso di essere un’opzione molto tempo fa. A Seoul le loro facce tappezzano i negozi di make-up e i cartelloni per strada e anche le fiancate degli autobus – persino su degli enormi schermi pubblicitari che sono comprati e pagati da privati per rendere noto il compleanno di uno dei tanti amati membri, o anche senza alcun motivo. In città come San Paolo, Tokyo e Parigi i fan si accampano per giorni prima dei loro concerti o delle loro apparizioni in pubblico, scambiandosi ossessivamente curiosità e voci su possibili avvistamenti. Quando il gruppo ha postato la loro versione sulla #InMyFeelingsChallenge di Drake è diventato il video con più mi piace su Twitter del 2018; quest’estate la Mattel farà uscire una linea ufficiale di bambole dei BTS.

 

Nell’occhio di questo bizzarro uragano di fama, i ragazzi hanno trovato il modo di trovare alcuni antri di normalità. Jimin ricorda nostalgicamente una volta a Chicago quando riuscirono a sgattaiolare dalle loro stanze d’hotel senza essere notati “a notte fonda, solo per prendere una boccata d’aria fresca.” Ma nella maggior parte dei posti, ammette “è davvero fuori discussione” a meno che non si divano in gruppi più piccolo. “Insomma guardateci” aggiunge RM con una risata, passandosi una mano tra le ciocche grigio nickel. “Sette ragazzi con i capelli tinti! Si nota veramente troppo!”.

 

Piuttosto si focalizzano sulle cose che possono fare, come intrufolarsi al cinema (“Sempre all’ultimo o al primissimo spettacolo”, dice RM, se vogliono passare inosservati), lo shopping online (V adora eBay, soprattutto per i vestiti), andare a pesca, giocare a StarCraft a casa. Vivere in gruppo è in realtà comune per le star del K-pop e i BTS sembrano apprezzare la loro stabile convivenza: “Abbiamo vissuto assieme per un po’ adesso, quasi otto, nove anni.” Dice Jimin. “All’inizio litigavamo spesso e c’erano spesso dei conflitti, ma abbiamo raggiunto il punto in cui possiamo comunicare senza bisogno di parole: praticamente solo guardandoci negli occhi e leggendo le espressioni degli altri.

Anche se sono infallibilmente educati e cortesi durante le interviste, c’è un certo caos contenuto quando sono tutti assieme – un piccolo ciclone come di cuccioli che ruzzolano, fatto di spinte scherzose, pacche sulle spalle e strette di mano complicate – ma anche una sorprendente, tenera dolcezza nel modo in cui si trattano nei momenti di calma. Quando viene fatta una domanda al gruppo fanno del loro meglio per far sì che ognuno di loro venga ascoltato, e se qualcuno di loro fa fatica a trovare una parola si allungano velocemente per una pacca rassicurante sulle ginocchia o un braccio sulle spalle.

 

Anche con la barriera linguistica nel parlare con un reporter americano, le loro personalità individuali cominciano ad emergere rapidamente. Gli viene chiesto qual è il loro primo ricordo collegato alla musica pop, le risposte sono tra le più varie e disparate. “Amavo ‘Stickwitu’ delle Pussycat Dolls” dice J-Hope, il ballerino più esperto del gruppo, schioccando le dita e cinguettando il ritornello. Per RM, che ha iniziato nella scena rap underground di Seoul, è “Lose Yourself” di Eminem (“Credo che sia la scelta di molte persone nel mondo” ammette “ma non posso dimenticare la prima volta che ho visto 8 Mile ed ho sentito il giro di chitarra. È stato il mio momento di svolta.”). Per Jungkook che ha fatto uscire cover di Justin Bieber e Troye Sivan, è stata la ballad senza tempo di Richard Marx “Now and Forever”.

 

Suga, dalla voce dolce, cita “Imagine” di John Lennon come “la prima canzone di cui mi sono innamorato”, e cade a pennello per chiedere ai BTS se si vedono nel pantheon di amatissimi artisti musicali che i Fab Four hanno praticamente inventato. “A volte è veramente imbarazzante quando qualcuno ci chiama i Beatles del 21esimo secolo o qualcosa del genere” riconosce RM, “Ma se vogliono chiamarci boy band, allora siamo una boy band. Se vogliono chiamarci gruppo, siamo un gruppo. Se vogliono chiamarci K-pop, ci va bene K-pop.

 

Ah, K-pop. In Corea del Sud, dove il genere non è più una semplice merce culturale ma un’esportazione da molti miliardi di dollari, i giocatori, conosciuti come “idol”, attraversano una educazione alla “Fame” in canto, ballo e spettacolo che spesso dura per anni prima di essere considerati pronti per il palcoscenico. E paga: il business sta andando forte in dagli anni ’90 con star come le Girls’ Generation o G-Dragon che si sono diffusi in vari mercati tra Asia, Europa e le Americhe. Ma il loro sound è rimasto abbastanza costante – un mix tipico di beats pronti per le discoteche, ritornelli iper zuccherosi e le influenze più urban dell’hip-hop ed R&B occidentale – e non è mai approdato con l’impatto fulminante dei BTS.

Peter Yang per EW (3)

Bang Si-Hyuk, CEO e fondatore della Big Hit, ha iniziato a mettere insieme il gruppo nel 2010, quando tutti i membri erano tra l’adolescenza e i vent’anni: RM e Suga stavano emergendo dalla scena rap locale; Jimin e J-Hope hanno studiato danza in delle scuole di arti sceniche; V, che inizialmente si era focalizzato sul canto, si è unito ufficialmente nel 2013. Jin era un aspirante attore che è stato reclutato per strada grazie al suo impressionante bell’aspetto; Jungkook, adesso main vocalist del gruppo, si è unito quando andava ancora alle scuole medie.

 

Anche se i fansite tendono ad evidenziare le loro differenze fuori dal gruppo (Jungkook è del segno della Vergine ed ama la pizza! V colleziona cravatte e stringe i denti quando dorme!), ogni membro ha davvero uno spazio unico nel gruppo, che sia più propendente verso la produzione, i testi, o gli enormi hook su cui poggiano le loro canzoni. “Con sette membri abbiamo ovviamente gusti diversi” dice RM. “Quindi quando si parla di scrivere le canzoni è come una grande gara!” aggiunge J-Hope ad un certo punto, “scriviamo un verso e decidiamo. ‘Questo mi rispecchia di più, chi sono ed il mio stile’ e quindi lo conserviamo per una canzone da solista.

Dato che la Big Hit non restringe il loro diritto ad incanalare alcune idee in progetti extra- e dato che online il desiderio per più materiale targato BTS sembra essere insaziabile- i membri rilasciano regolarmente lavori da solisti attraverso EP, SoundCloud e mixtapes. Ma l’impatto principale arriva comunque dai rilasci degli album ufficiali, e dagli argomenti particolarmente di spessore che trattano nelle loro canzoni -un notevole cambiamento dagli stretti, spesso strenuamente allegri messaggi che di solito trattano gli altri artisti K-pop.

 

Ho promesso ai membri fin dall’inizio che la musica dei BTS doveva derivare dalle loro storie personali” dice Bang; da qui la loro franchezza riguardo le loro difficoltà con la depressione, dubitare sé stessi e la pressione di essere conformi che li ha portati fino all’ONU lo scorso autunno, dove RM ha parlato della campagna Love Myself ed #EndViolence, la collaborazione per la gioventù con UNICEF.

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Si fanno notare.” dice il DJ e produttore nippo-americano Steve Aoki, uno degli artisti dance mondiali con le vendite più alte che ha collaborato con la band con numerose canzoni. “E non parlo solo del K-pop. Aggiungono così tanta personalità alla loro musica e nelle loro storie e nel modo in cui si presentano. E il mondo si è innamorato di loro perché stanno mostrando quel lato vulnerabile che tutti vogliono vedere.

 

Aiuta anche che i messaggi più affilati sono spesso infilati negli inni dal sound che ti si attacca come il burro d’arachidi quali “No More Dream”, “Dope” e “Am I Wrong”. Ma loro apprezzano sempre questa opportunità, dice Suga, di essere “un po’ più crudi, un po’ più aperti.” RM approfondisce: “Credo che sia un dilemma senza fine per ogni artista, quanto debbano essere schietti e onesti. Ma noi cerchiamo di rivelare noi stessi il più possibile.

 

L’onestà ha i suoi limiti, ovviamente, quanto sei nella più grande boy band al mondo. Quando gli viene chiesto di descrivere il nuovo album, previsto il 12 Aprile (al momento in cui è scritto l’articolo, ha già superato i 2.5 milioni di pre-order), i membri danno degli indizi criptici ma entusiasti come “terapeutico” e “rinfrescante vivacità”. Ad essere sinceri non possono dire molto, in parte perché la track list del nuovo album non è ancora del tutto finalizzata -le decisioni dell’ultimo minuto sono un lusso della produzione interna- nonostante sono d’accordo nel lanciare una canzone, un forte e propulsivo pezzo rap chiamato “Intro: Persona” (è stato rilasciato come teaser il 27 Marzo, potete guardare il video qui e qui sotto).

 

Quando si tratta di domande più personali sulle difficoltà di uscire con qualcuno o gli obiettivi che vorrebbero raggiungere dopo i BTS, girano attorno all’argomento con grazia con risposte evasive e non specifiche che non possono che lasciarti piacevolmente sorpreso: è come guardare un diplomatico pattinare sul ghiaccio. Vogliono che si sappia che sono incredibilmente grati per la devozione dei loro fan e così fortunati ad essere esattamente dove sono, che non pensano facendo piani per i prossimi cinque o dieci anni. Ma ritornano riflessivi quando l’argomento del Sacro Graal del pop americano -la classifica Hot 100 dei singoli- viene toccato. Hanno scalfito la top 10 l’anno scorso con “Fake Love” ma devono ancora raggiungere posizioni più alte, fondamentalmente per i passaggi nelle radio più diffuse -un’enorme componente nel dominio della Hot 100- che ancora sfuggono negli Stati Uniti.

 

Deve essere una grande canzone” riconosce Suga, “Ma c’è anche molta strategia associata a raggiungere i primi posti. E poi ci deve essere anche una certa dose di fortuna, ovviamente. Quindi quello che è importante per noi è semplicemente fare buona musica e buone esibizioni e mettere insieme questi due elementi.” Una super hit in spagnolo come Despacito -che è stata per sedici settimane al numero uno- li rende più ottimisti sulle loro possibilità? “Sai, il Latin Pop ha i suoi Grammys in America ed è abbastanza differente” dice RM saggiamente “Non voglio fare paragoni, ma credo che sia ancora più difficile come gruppo asiatico. Una canzone in Hot 100, una nomination ai Grammys, sono i nostri obiettivi. Ma sono solo obiettivi – non dobbiamo cambiare la nostra identità o la nostra genuinità per raggiungere il numero uno. Ad esempio se improvvisamente cantassimo solo in inglese e cambiassimo tutte queste cose allora quelli non sarebbero più i BTS. Faremo di tutto, ci proveremo. Ma se non riusciremo ad essere al primo posto, o al quinto… Andrà bene lo stesso.

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Aoki, per nominarne uno, ha fiducia che ce la faranno. “Credo che sia possibile al 100% che una canzone cantata interamente in coreano riesca ad infrangere il tetto della Hot 100.  Lo credo fermamente e credo fermamente che i BTS possano essere il gruppo che ce la farà. Spianeranno la strada per molti altri gruppi, cosa che stanno già facendo – e quando succederà festeggeremo tutti.

 

Tornando alla Big Hit, però, il gruppo ha del lavoro più pressante di cui occuparsi. RM ci offre un tour veloce della sua stanza di produzione (ogni membro ha il suo spazio personale nell’edificio). La porta fuori è sorvegliata da un peculiare assemblaggio di statuette del famoso street artist Kaws, ma all’interno sembra, in modo incongruente, di entrare in una piccola chalet Sundance (catena di chalet ndr) dove si trova per caso anche un mixer. C’è un bellissimo tavolino fatto con un singolo pezzo di noce nero; tappeti in stile Navajo, opere d’arte di gusto sulle pareti. RM parla tranquillamente della sua ammirazione per produttori come Zedd e i Neptunes (“Pharrel Williams e Chad Hugo erano i miei idoli nel 2006, 2007. La voce di Pharrel! Il modo in cui canta è così sexy”) e sottovaluta le sue abilità (“Come compositore Suga è molto più bravo di me. Io non so nemmeno suonare il piano – creo gli accordi così” insiste, imitando un Muppet che suona la tastiera.)

 

Quindi si ritorna nella sala di danza, dove si sono cambiati in tuta e maglietta per ripetere dei nuovi passi di danza con il coreografo. Comincia con una formazione più o meno a triangolo e una combo complicata di colpo di fianchi che progredisce in un movimento di bacino, con mano che si porta al cavallo dei pantaloni che in realtà è da vedere molto più innocente che a descriverla, soprattutto perché continuano a fermarsi facendosi scoppiare a ridere a vicenda. Rapidamente però diventano seri -ripetendo le mosse finché sembrino precise ma anche facili, quasi un ricordo. Sembra che sia giunto il momento di salutarli: i ragazzi salutano con la mano felici, urlando un coretto confusionario di arrivederci.
Quindi si girano di nuovo verso lo specchio, e tornano a ballare.

Fonte: Entertainment Weekly
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Fab)
Prendere solo con crediti.

 

I BTS Fanno Sentire La Propria Voce A Seoul: le Megastar del K-Pop Aprono Il Discorso Sulla Rappresentanza di una Nuova Generazione

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Non c’è alcun suono sul pianeta che ispiri un fandom in modo così ossessivo quanto il K-Pop. I “Ragazzi Antiproiettile” dei BTS hanno (finalmente, davvero) importato questa mania in America — tutto in coreano, adunando l’insoddisfatta generazione dei millennial di tutto il globo.

Costruita nel 1957 come lobby di ricevimento per l’inesperto governo della Corea del Sud dopo la guerra per intrattenere i dignitari stranieri, la Korea House è una tranquilla oasi nel mezzo dei tumulti di Seoul, con un cortile fotogenico e la collezione di case coreane tradizionali conosciute come hanok. Normalmente questa sarebbe lo scenario di una serie TV storica o di matrimoni, ma in questa luminosa, fredda mattina di metà Gennaio, è un rifiugio per il gruppo pop coreano composto da sette ragazzi, i BTS, la cui fama si è diffusa al di là della sfera d’influenza tradizionale del K-Pop e che, specialmente durante gli ultimi sei mesi, si è spostata anche negli Stati Uniti.

Quando arrivo, il gruppo è segregato in uno spazio della stanza, dietro a un separè in carta controllato dalla sicurezza. All’esterno, si muovono freneticamente più di 20 barbieri, addetti stampa e altre figure di gestione dell’agenzia del gruppo, la BigHit Entertainment, aggirandosi attorno alle scorte di snack e bevande. Tutti parlano a bassa voce. Mi viene detto che i membri dei BTS hanno bisogno di ancora di 15 minuti prima del servizio fotografico previsto. Sono, a rigor di logica, esausti: i loro impegni sono incastrati uno dopo l’altro fin da Capodanno, tra esibizioni, apparizioni TV, pubblicità e meet-and-greet. Sono volato fino a Seul appositamente per incontrarli, in un raro buco della loro agenda.

Il primo ad entrare nella stanza è J-Hope, 23 anni, ex ballerino di strada di Gwangju, che saltella giù per le scale, per poi girarsi per recuperare RM, anche lui 23 anni, leader del gruppo e ambasciatore della lingua inglese. I rimanenti entrano presto uno dopo l’altro, indossando outfit pesanti Saint Laurent dal simile colore scuro: Suga, 24 anni, rapper idealista e sentimentale; Jimin, 22 anni, ballerino di danza moderna dal volto di un bambino; V, 22 anni, maestro impressionista; Jungkook, 20 anni, il golden maknae (il membro più giovane, una sorta di posizione privilegiata nel mondo del K-pop) che è bravo in tutto; e Jin, 25, conosciuto come il “Worldwide Handsome.” Formano un semicerchio di tagli a scodella multicolori, e RM fa un commento su quanto io sia alto (1.82 m) e su come sappia parlare coreano (come un bimbo di dieci anni). Sono pronti per le foto, ma sono così storditi che vorrei si prendessero un altro quarto d’ora per riposarsi. Ma il tempo è denaro, e questi ragazzi ne valgono molto.

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Da sinistra: V, Suga, Jin, Jungkook, Jimin, RM e J-Hope fotografati il 19 Gennaio 2018 alla Korea House di Seoul. 

È comprensibile che la BigHit tratti i propri membri come gioielli preziosi. Sono tra le star più importanti di tutto il K-pop — il loro ultimo album, Love Yourself: Her, del 2017, ha venduto in tutto il mondo 1.58 milioni di copie fisiche, secondo la BigHit. E mentre può essere che negli Stati Uniti siano ancora un nome non familiare, i BTS — che sta per Bangtan Sonyeondan e che viene tradotto approssimativamente con “Ragazzi Antiproiettile” — sta facendo numeri atipici per un gruppo che canta per lo più in coreano nella popolazione americana che a lungo ha resistito al fascino del K-pop. Love Yourself: Her ha debuttato alla No. 7 della Billboard 200 lo scorso Settembre, e i BTS reclamano le due canzoni collocate in assoluto più in alto in classifica per un gruppo K-pop, “DNA” (che ha toccato la posizione No. 67 nella BillboardHot 100) e il Remix di Steve Aoki “Mic Drop,” con la partecipazione di Desiigner (No. 28). Soltanto negli Stati Uniti, i BTS hanno venduto 1.6 million di canzoni in download e conquistato la bellezza di 1.5 miliardi, con la M maiuscola, di Streaming.

I BTS hanno stretto un legame coi millennial di tutto il mondo anche se — o in realtà, proprio perché — il fenomeno sembra sia una sfida per il gruppo e per i principi del K-pop stesso. Sicuramente, c’entrano le canzoni d’amore e i passi di danza. Ma la musica dei BTS, a cui i membri hanno partecipato nella scrittura fin dagli inizi, ha costantemente lanciato critiche contro un sistema educativo miope, al materialismo e ai media, lamentandosi di un costrutto che gioca apparentemente contro la generazione più giovane. “Onestamente, dal nostro punto di vista, per la nostra generazione ogni giorno è stressante. È difficile trovare un lavoro, lo è ancora di più entrare all’università, più che in qualsiasi altro periodo,” dice RM, fino a poco tempo fa conosciuto come Rap Monster. “Gli adulti devono creare delle politiche che possano incentivare questo cambiamento radicale. Ora, la classe privilegiata, la classe sociale più alta deve cambiare il proprio modo di pensare.” Suga si intromette: “E non vale solo per la Corea, ma anche per il resto del mondo. Il motivo per cui la nostra musica ha riscontro nelle persone di tutto il mondo che sono adolescenti, ventenni o trentenni è proprio per questa situazione.”

Il servizio fotografico è finito, e siamo seduti su dei divani in una specie di salottino in mezzo agli studi di produzione degli uffici BigHit, e i ragazzi si sono cambiati in giacche e maglioni comodi ma sempre stilosi. Qui, in casa e parlando in coreano, sono più calmi e meno ansiosi di fare bella impressione di com’erano nel loro recente, a volte imbarazzante, tour della stampa americana, in cui hanno fatto il giro di The Late Late Show With James Corden, Jimmy Kimmel Live e The Ellen DeGeneres Show, in cui cui RM giocosamente ha evaso le domande sugli appuntamenti. Adesso le loro voci sono sensibilmente più profonde, più sonore. E’ principalmente RM, come al solito, a parlare, passando a volte le domande ai membri più silenziosi. Ma Suga è una sorpresa: chiacchierone e riflessivo, sembra pronto a una battaglia rap sulla coscienza sociale.

Che quello del K-pop sia un fandom di fanatici è ormai un cliche culturale. Perfino in un mondo in cui i sostenitori delle star americane si ingegnano per accaparrarsi posizioni in classifica e montano faide coi fandom rivali – la Beatlemania moltiplicata da internet, fondamentalmente – gli appassionati del K-pop sono leggendari per la loro devozione ed influenza.
L’ARMY dei BTS (acronimo per “Adorabile Rappresentante MC della Giovinezza”) è il motore del fenomeno: traduce testi e apparizioni presso i media coreani, coordina click, views, likes e retweet per far andare i BTS in trend su Twitter e YouTube; e inonda di sondaggi online e competizioni. La BigHit dice di permettere che vengano sparse notizie e aggiornamenti sul gruppo nel fancafè, in modo da non risvegliare la furia degli ARMY.
La fanbase globale è il motivo per cui un gruppo di cui forse non avete mai sentito nominare sta scalando i piani alti delle classifiche americane, comparendo nelle fasce serali, partecipando ai Billboard Music Awards, dove ha raccolto il premio 2017  Top Social Artist, votato dai fan, ed esibendosi agli American Music Awards. (“Gli AMAs sono stati il più grande regalo che avremmo potuto ricevere dai nostri fan,” dice Suga.)
Parlando anche solo di social media, sono il più grosso fenomeno del momento, che ha portato i BTS ad essere per 58 settimane al N.1 nella classifica dei Social 50, secondi solo a Justin Bieber, e con più del doppio delle settimane ottenute da colei che è al terzo posto, nientemeno che Taylor Swift.

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Per gli ARMY non è semplicemente un idolatrare i membri dei BTS, si identificano in loro. Quando il gruppo debuttò nel 2013 con 2Cool4Skool, parlava della pressione a cui gli studenti coreani vengono sottoposti dai loro familiari: bisogna studiare duramente, entrare all’università e trovare un lavoro serio. I loro primi singoli, “No More Dream” e “N.O.”, criticavano i compagni che seguivano le lezioni come degli zombie, senza un vero scopo. “A che serve tutta questa educazione,” si chiedevano – a diventare “Il Burocrate N.1 del Governo?”. Le tracce sono un rimando ai fenomeni pop coreani come H.O.T. e Seo Taiji & Boys, solo in versione aggiornata per una generazione gravata da debiti in un’economia sempre più competitiva.

“Parlavo del vecchio me stesso”, dice RM, confessando che lui era uno di quegli automi.
“Non c’era nulla che volessi fare; volevo solo fare un sacco di soldi. Ho iniziato la canzone pensandola come una lettera scritta ad amici che erano com’ero io in passato”.
“Si parla del college come di una soluzione a tutti i mali,” dice Suga. “Dicono che se ci vai, sarai sistemato a vita. Dicono addirittura che perderai peso, diventerai più alto…”
RM: “Che ti troverai una ragazza…”
Jin: “Che diventerai più attraente…”
Suga: “Ma questa non è la realtà, e a un certo punto capisci che era tutta una menzogna. Ma a quel punto, nessuno può prendersi le tue responsabilità.”
“Se non parliamo di questi argomenti, chi lo farà?” continua Suga. “I nostri genitori? Gli adulti? Non sta a noi, quindi? Questo è il tipo di conversazioni che abbiamo: Chi lo sa meglio di noi, chi può parlare delle difficoltà con cui si scontra la nostra generazione? Noi.”

Con l’aumento della loro fama, tuttavia, gli artisti sono anche diventati diffidenti dall’esprimere quella che potrebbe risultare una cosa errata o troppo “politica”. Suga è il più diretto. Quando gli chiedo dell’enorme protesta a lume di candela che esigeva le dimissioni del presidente Park Geunhye a Seul quest’inverno, Suga coglie l’invito prontamente: “Oltrepassare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, la verità e le bugie, i cittadini che si raccolgono insieme e alzano la loro voce è una cosa che supporto attivamente.”

RM, d’altro canto, è più attento negli argomenti potenzialmente delicati. A riguardo del recente decesso di Jonghyun del gruppo K-pop SHINee, che soffriva di depressione e si è tolto la vita lo scorso Dicembre, dice, “Porgemmo le nostre condoglianze quella mattina. Non riuscii a dormire per nulla la notte. Fu davvero scioccante, perché l’avevamo visto spessissimo in vari eventi. Aveva molto successo.” Aggiunge Suga “E’ stato uno shock per tutti, e io davvero lo compatii,” e RM arriva a porre fine all’argomento: “E’ praticamente tutto ciò che possiamo dire.”
Ma Suga continua. “Ci tengo molto a dire che tutti al mondo ci sentiamo soli, e tutti siamo tristi, e se ci rendiamo conto che tutti stiamo soffrendo e siamo soli, spero possiamo creare un ambiente in cui possiamo chiedere aiuto, e dire che le cose sono difficili quando lo sono, e dire che ci manca qualcuno quando ci manca.”

Ho riesumato quindi un tweet che RM scrisse nel marzo 2013, dicendo che dopo aver compreso di cosa parlasse il testo di “Same Love”, inno al matrimonio gay di Macklemore& Ryan Lewis, la canzone gli era piaciuta il doppio. I fan dei BTS ovviamente la presero come un’aperta presa di posizione a favore dei diritti gay da parte dei BTS – una rarità nel K-pop. Oggi, è un po’ circospetto sull’argomento: “E’ difficile trovare le parole giuste. Rovesciando le parole: Dire “Identico amore” è dire “E’ sempre amore”. Mi è semplicemente piaciuta molto quella canzone. E’ tutto quello che ho da dire.” Suga, tuttavia, è chiaro nella sua opinione: “Non c’è niente di sbagliato. Siamo tutti uguali.”

L’ascesa come astri dei BTS è stata piuttosto sorprendente, anche in Corea. Dopo tre anni di carriera – eoni nel ciclo vitale del K-pop – il gruppo finalmente ha guadagnato terreno nel 2016 con hits come “Blood, Sweat, Tears” e “Fire”. Parte della ragione è che i BTS sono il più importante gruppo ad uscire dalla BigHit Entertainment, una vera anomalia in quanto non appartenenti a una delle “Tre Grandi” case discografiche – YG, JYP ed SM – che controllano l’industria musicale coreana e hanno prodotto la maggior parte dei fenomeni pop degni di nota dell’ultima decade, incluse le Girls’ Generation, BIGBANG, Super Junior, Wonder Girls e 2NE1. E i BTS non avevano davvero quell’aria da gruppo perfettamente costruito per dominare il mercato musicale asiatico.

Bang Si-hyuk, fondatore/CEO della BigHit, ha fatto gavetta alla JYP, lavorando a fianco di Park Jinyong e scrivendo e producendo tracce per Rain, 2AM e Baek Ji-young. “Perfino la gente che mi stava intorno non credeva in me,” dice, ricordando gli inizi dei BTS. “Anche se ammettevano che avevo avuto successo in passato, non credevano che avrei potuto portare questo gruppo di ragazzi in cima.”
Come le altre compagnie, la BigHit controlla tutto, dalla registrazione alla distribuzione, al marketing, agli eventi per i suoi ragazzi. Dice che la gente pensava che il nome “Ragazzi Antiproiettile” avesse un che di nordcoreano, ma lui sentiva che sarebbero diventati un metaforico giubbotto antiproiettile per la loro generazione.

Bang all’inizio voleva creare un gruppo hip-hop — “come i Migos,” secondo quanto dice RM. Ascoltò per prima cosa nel 2010 una registrazione di RM, di cui ancora ricorda alcuni dei versi. (Citando, “Il mio cuore è come un detective figlio di un criminale. Anche se conosco il criminale, non riesco a prenderlo.”) “Mi sconvolse” dice Bang. “RM è estremamente introspettivo, sofisticato e filosofico, per la sua età.” RM, il cui vero nome è Kim Nam-joon, a quel tempo aveva solo 15 anni. Bang lo reclutò immediatamente.

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Dall’angolo a sinistra, in senso orario: Jimin, Jin, V e RM. “Eravamo banali” prima di formare il gruppo, dice RM. “Eravamo davvero sporchi.”

A quei tempi, però, gruppi idol — sia maschili sia femminili — come i Super Junior e le SNSD erano in ascesa. Quindi Bang creò un qualcosa che unisse il vero hip-hop con eleganza visiva e il carisma di un gruppo maschile come i BIGBANG. Nei due anni a venire, ha reclutato Suga, un rapper che descrive con un aura alla “Non me ne frega nulla” che maschera un cuore umile, e poi J-Hope, ballerino di strada. La BigHit aprì poi delle audizioni. Un direttore dei casting scelse Jin dopo averlo visto scendere da un autobus, e lo convinse a fare un provino per il gruppo; infine il gruppo venne formato con l’aggiunta di V e Jungkook. Jimin fu l’ultimo a entrarvi, dopo che un agente della BigHit lo scoprì in un’accademia di danza moderna.

All’inizio, ogni membro ha provato a cavarsela nel rap. “Sono arrivato persino a imparare a reppare,” dice Jimin, che, come Jungkook, ora canta. “Ma dopo che me l’hanno fatto fare una volta, erano tipo, ‘Piuttosto impegnamoci più duramente nel canto.’” RM annuisce — “È stata la scelta più saggia,” dice — e tutti scoppiano a ridere.

Ecco i campioni raccattonati dalla BigHit, dal forte senso di appartenenza. Poco tempo fa, vivevano insieme in una piccola stanza, dormendo in letti a castello e imparando delle abitudini notturne l’uno dell’altro (Jimin si contorce in modo strano nel letto, e Jungkook ha iniziato a russare. “Sono troppe informazioni,” ammette RM.) Vivono ancora assieme, solo con un po’ di spazio in più — J-Hope e Jimin condividono la camera più grande — e hanno ancora intenzione di farlo.

“Quando siamo a casa, giriamo per ogni stanza,” dice Jin. “In realtà, quando torno a casa dai miei, mi annoio” aggiunge Suga. “O se c’è un problema, o qualcuno sta soffrendo, non ci passiamo sopra, ne parliamo insieme all’istante.”

“Quindi se Hobi e Jin litigano, non risolvono la cosa solo loro due,” spiega Jungkook. “Tutti e sette!” dice Suga.

“Ci riuniamo tutti,” dice RM, come sempre intellettuale. “È come un’agorà dell’Antica Grecia: ci riuniamo e chiediamo: ‘Cos’è successo?’”

Dopo l’intervista, RM mi porta nel suo studio di produzione, una piccola stanza alla fine di una sala, decorata con delle action figures di KAWS giganti in delle vetrine, un poster della Supreme di Mike Tyson, e degli skateboard. Dentro, le pareti sono coperte dalle sue figurine di KAWS e da una riproduzione dell’opera “Rage, Flower Thrower” di Banksy, che ammette di aver pagato molto per averla. Oltre a ciò, c’è solo una tipica postazione da lavoro: una sedia recrinabile, un enorme schermo e l’oggetto più prezioso di tutti, il suo portatile.

Nei testi dei BTS, ricorre l’immagine del baepsae, un uccellino corto, ricco di piume, nativo della Corea, conosciuto come crow-tit. C’è un detto coreano che dice che se un crow-tit prova a camminare come una cicogna, spezzerà le sue stesse zampe. È una storia di formazione — un suggerimento che non dovresti provare troppo ad essere qualcosa che non sei. Ma i BTS dipingono il tutto come una spacconata, come la dichiarazione di un piccolo uccello testardo. In “Silver Spoon,” Suga ci zittisce con una frase impudente, spavalda: “Per la nostra generazione è dura/Dobbiamo raggiungerli velocemente/Per colpa delle cicogne il cavallo dei pantaloni mi è stretto/Allora chiamami baepsae.”

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Da sinistra: Jungkook, Suga e J-Hope. Crescendo, “Ero soltanto un ragazzo di campagna di Daegu,” dice Suga

Ora che sono, praticamente letteralmente, in vetta al mondo, possono ancora dire di essere degli sfavoriti? “Stiamo molto attenti ora a chiamarci baepsae,” dice Suga. “Ma la verità è che è da lì che siamo partiti, ed è lì che si trovano le nostre radici.” E RM fa notare che si considerano protagonisti del cambiamento: “Se ci sono dei problemi, li solleviamo, cosicché le nostre voci siano ancora più forti, cosicché le cose cambino e che se ne possa parlare con più libertà.”

I BTS sono il gruppo Kpop del momento perché sanno bilanciare con semplicità le contraddizioni tipiche del genere su scala mondiale: stanno spopolando in America cantando e reppando in coreano, creando una vicinanza grazie all’alta esposizione ai social media, esponendo un pensiero politico senza accendere polemiche e spingendo a una fervente ossessione con educata genuinità. È il più debole che arriva.

Ma il gruppo preferirebbe non venisse chiesto cosa ci aspetta in futuro. I membri e i produttori sono abilmente evasivi quando si parla del prossimo album dei BTS — sebbene non sembrerebbero avere piani imminenti di un rilascio in inglese, facendo capire che una cosa del genere farebbe allontanare i loro primi fan. Invece, sembra che siano contenti di continuare a fare ciò che hanno sempre fatto. RM, ovviamente, la prende con filosofia. “In coreano, la parola “futuro” è composta di due parti,” ci spiega, proponendoci una sorta di enigma su quanto lontano sia già arrivata la band, e su quanto ancora potrà spingersi. “La prima parte significa ‘non,’ e la seconda ‘venire.’ In questo senso, ‘futuro’ è qualcosa che non arriverà. Tutto questo per dire: il futuro è ora, e il nostro presente è noi che viviamo il nostro futuro.”

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Articolo originale

I BTS invadono L.A. insieme a Vogue – e lo fanno in grande stile!

Di Monica Kim.

“Whoa, quello è Raf?”, chiede J-Hope, il principale ballerino dei BTS, entrando in una suite di chintz nel centro di Los Angeles, arredata con divani color senape, e puntando dritto verso lo scaffale con jeans attillati e nel mezzo top occidentali. “Deve essere costoso”, mormora, passando le mani sulle strisce di gros grain, poi chiama i suoi compagni mentre entrano: “Ragazzi, è Calvin Klein!”

Il 10° piano dell’hotel è stato completamente chiuso per questa settimana di Novembre, in modo da ospitare il gruppo K-pop di sette membri nel corso della loro prima importante maratona di interviste negli Stati Uniti: James Corden, poi Jimmy Kimmel, una performance storica agli AMA (il primo gruppo coreano a farla), e infine Ellen DeGeneres, con altre brevi interviste infilate in mezzo. Nel loro penultimo giorno, hanno raggiunto un altro traguardo importante, diventando la prima band K-pop a riservarsi un servizio fotografico completo con Vogue, che ha proposto loro un tour divertente e spensierato della città che hanno conquistato.

Uno dopo l’altro, entrano nella stanza—Jungkook, il più giovane, è davvero impressionante di persona, un silenzio udibile cala nel momento in cui entra, sorprendendolo leggermente. Si dirige dritto verso la sedia da trucco per aspettare il solito ritocco, cantando dolcemente tra sé e sé per passare il tempo. Gli altri membri puntano il mucchio di snack sulla credenza: ramen e scatole di Pocky, croccanti Cheetos e Fritos, lattine di Coca-Cola, fette di torta Castella, Americano ghiacciati e dei giganteschi “rinfrescanti” frullati, in borracce verde acqua, etichettati e allineati con precisione militare.

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Jungkook si prepara ad andare.

La collezione Primavera 2018 di Calvin Klein Jeans è giustamente ammirata, dunque i ragazzi sgattaiolano via per vestirsi in privato e poi tornano per un’ispezione di gruppo. Sono estremamente particolari riguardo ai vestiti. “Sono dei perfezionisti”, fa notare un membro dello staff, con orgoglio, cinque volte quel giorno. Gli orli sono cuciti, scuciti e ricuciti finché non raggiungono esattamente la caviglia; Jungkook si stringe con una cintura per perfezionare la vestibilità, mentre Jimin e Suga confrontano gli orecchini a catena in argento, lasciati penzolanti, a sfiorare i colletti. Jin entra prontamente, si guarda gli stivali da cowboy color fiordaliso e fa spallucce per tutta risposta, poi si infila una fetta di Castella in bocca.

Circa 45 minuti dopo, i ragazzi si stringono tutti sul divano color senape e raccontano felicemente i momenti salienti degli ultimi sette giorni—come l’incontro con Post Malone agli AMA e il Panda Express dell’aeroporto—passando poi ad elencare le loro espressioni in gergo americano preferite. “Insegnaci qualcosa!”, chiede il leader RM, un tempo noto come Rap Monster. Un editor propone la parola “lituation”, composta da “lit” e “situation”.

(‘Lit’ significa grandioso/incredibile, mentre ‘situation’, situazione; ‘lituation’ sta per una qualunque situazione o avvenimento grandioso/incredibile)

I loro occhi brillano, come se avessero ricevuto un giocattolo nuovo di zecca. “Lituation! È grandioso.”

E così è stato.

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I ragazzi nel party bus.

Ormai, tutto ciò che c’è da sapere riguardo ai BTS è uscito nelle interviste. ‘BTS’ sta per ‘Bangtan Sonyeondan’, o ‘Bulletproof Boy Scouts’; la scorsa estate, quando la loro visibilità negli Stati Uniti è cresciuta, hanno aggiunto il significato di ‘Beyond the Scene’. La boy band, composta da sette membri, ha debuttato nel 2013 sotto la Big Hit Entertainment, una società di intrattenimento con sede a Seul che al tempo era di piccole dimensioni e poco conosciuta. Inizialmente, la loro musica ha preso più dal rap e dall’hip-hop. Nel 2015, hanno cambiato direzione, iniziando ad attirare l’attenzione internazionale grazie a brani dance ad alta energia (“Dope”) e torch EDM (“Save Me”), ma la Big Hit è rimasta centrata sull’Asia (questo editore ha tentato di organizzare un servizio fotografico con la band quell’estate, ma è stato respinto).

Tutto è cambiato lo scorso maggio ai Billboard Music Awards 2017, quando i BTS sono volati a Las Vegas per accettare il Top Social Artist, in abiti di seta Saint Laurent, e il conseguente chiacchiericcio su Twitter (la piattaforma social preferita dalla band) ha fatto il resto. Da questo momento in poi, l’attenzione è aumentata vorticosamente, e quando hanno programmato i loro voli per la West Coast, la stampa e i fan erano pronti a piombare su di loro— al loro arrivo a Los Angeles, sono stati accolti da una folla strillante di ragazze e ragazzi, che si accalcavano spingendo contro la fila di guardie della sicurezza in camicie gialle, disposti a formare un muro umano per proteggerli.

Il viaggio a L.A. è stato una sorta di traguardo culturale del pop, che non si vedeva da quando i Beatles arrivarono a New York (o gli One Direction, beh, ovunque), ma di diversa entità. Per innumerevoli asiatici-americani, ha significato tantissimo vedere sette coreani celebrati su scala globale. Tornati a casa, i connazionali dei sette ragazzi sono rimasti stupiti nel vedere un gruppo dei loro andare così lontano (insolitamente, i BTS sono esplosi prima all’estero, vincendo il loro primo daesang, o importante premio musicale coreano, solo nel 2016). Anche i ragazzi lo sanno—nel corso della nostra giornata con loro, trascorrono gran parte del tempo a sbalordirsi felicemente dell’attenzione ricevuta.

“È ancora difficile credere che stia accadendo”, dice Jin. “È come un sogno.”

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V canta al karaoke.

Sono le 15:45 e i ragazzi sono finalmente saliti sul party bus (in quale altro modo si può girare L.A. con un piccolo entourage?). All’ultimo conteggio dei presenti c’erano: sette stelle del K-pop, tre editor di Vogue, una troupe video di quattro uomini, un manager, una guardia del corpo, un traduttore, un truccatore, un assistente e l’autista. Il resto della squadra (tre guardie del corpo aggiuntive, due parrucchieri e un assistente del trucco, altri manager e due pubblicisti) seguono in scintillanti Escalade nere. L’autobus è equipaggiato di sedili di pelle e luci colorate lampeggianti, e al centro di un palo d’argento. Ci sono anche degli snack: bottiglie di Coca-Cola tenute nel ghiaccio, da far passare tra i ragazzi, salatini ricoperti di yogurt, barrette Kind, e un sacchetto di nachos Doritos al formaggio, che Jimin afferra allegramente, dicendo “Questi sono i miei preferiti!”.

“Questo è il genere di posto in cui organizzate le feste?”, chiede Jin guardando con sospetto il palo. Una volta spiegatogli che il party bus serve per portarli da un club all’altro (“quindi la festa non si ferma mai”), il gruppo si dimostra sbalordito (“Wow, gli Americani …”). Con piacere, J-Hope ha fatto partire alcune delle loro canzoni preferite della playlist: “Havana”, “Dirty Pop”. Per la prima volta dopo giorni si sono lasciati andare, si sono lasciati alle spalle lo stress degli AMAs, e appaiono pieni di energia da scaricare.

Il suono del basso fa vibrare le pareti e V raccoglie due tappi di bottiglia di Coca-Cola abbandonati in un angolo, poggiandoseli sugli occhi, ridendo e agitandosi selvaggiamente scatenando grandi risate. Jin e RM fanno a turno per scivolare e saltellare intorno al palo in maniera sorprendente, fino a quando ogni membro del gruppo e della squadra si ritrova a ridere.

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Jungkook, Jin e il resto del gruppo salgono le scale del Dave & Buster’s.

Perchè i BTS sono così famosi?

Sono molto lontani dal primo artista sudcoreano che ha sfondato negli Stati Uniti — le SNSD (o Girls’ Generation) con la loro hit divenuta presto virale “Gee”, ma anche Rain, che ha battuto Stephen Colbert per il Time’s Top Influencer nel 2007 (come stabilito dai voti dei fan)–ma la nube di attenzione che aleggia attorno a loro risulta essere totalmente diversa. Si tratta tutto di tempistiche: nel momento giusto, hanno trovato un gruppo di fan totalmente fedeli chiamati ARMY, che si appassionano, crescono in fretta, e che hanno lanciato i loro ragazzi nello stardom internazionale. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione il panorama dei media. È per questo che i Billboard Music Awards hanno rappresentato un punto di svolta – i media hanno visto in loro un potenziale aumento delle visualizzazioni della pagina e la conseguente crescita esponenziale della copertura mediatica, che in quel momento, per sgomento degli Army, è stata percepita come ipocrita.

Prendiamo come esempio James Corden, che è stato soggetto dell’ira di molti per aver compiaciuto i fan. Peggio ancora quegli intervistatori americani i quali, senza aver fatto alcun tipo di ricerca, hanno rivolto spesso domande patrocinanti e prive di informazioni – come “Balli?” — a persone conosciute per quello (*per il fatto di ballare, ad esempio). È stata dura per gli ARMY guardare questo genere di interviste superficiali, condotte da persone che conoscevano appena (e sicuramente a cui non importava) i loro ragazzi, che puntavano solo all’attenzione che avrebbero guadagnato; in molti modi, sono stati trattati come una novità asiatica.

Tuttavia il mondo della moda sembra impaziente di accoglierli in modo più equilibrato, cosa che ai ragazzi piace molto. Hanno indossato capi di Anthony Vaccarello e Saint Laurent per entrambi i red carpet americani; passano molto tempo preoccupandosi di orologi e orecchini, e a documentare i loro look giornalieri. Sul party bus hanno prestato molta attenzione nell’addentare i loro hot dog ricchi di salsa per non farne cadere neanche una goccia. Sono grandi fan di grandi marchi come Gucci, WTAPS e Calvin (e Raf per il materiale), però in Corea il prezzo di CK è abbastanza alto a causa delle tasse di importo. “Che ne dite di uno sconto di gruppo: 30 pacchi di magliette di Calvin al prezzo di 30$, che ne pensate?” propone Jungkook ridendo. “Abbiamo un accordo?”

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V e Jimin provano lo spara-tutto, mentre Jungkook e Jin giocano allo DDR.

Nel corso del loro tour intorno alla città, i BTS sono stati avvicinati da un cameraman fuori da un chiosco di hot dog vicino ad Hollywood. Il filmato è presto diventato virale e le voci si sono presto diffuse sostenendo che la band avesse cancellato un “meet and greet” senza alcun motivo. Ovviamente, la verità è che nessun meet and greet era in programma, ma l’impegno dei ragazzi era un servizio fotografico riservato con questa rivista: il proprietario aveva stipulato un contratto, in cui una clausola disponeva che l’evento sarebbe stato chiuso al pubblico. Alla fine, scopriamo che il giorno prima su Twitter alcuni account avevano diffuso l’orario esatto in cui la band sarebbe arrivata al servizio fotografico, invitando i fan a presentarsi.

Il bus accosta davanti ad almeno tre troupe televisive, tra cui ABC News e TMZ, e una folla di fan che aspettano: non è più possibile fare il servizio fotografico. Per rispettare il programma, il team è costretto a spostarsi qualche isolato più avanti. Alla fine, alcuni cameraman però riescono comunque a scovare la nuova location; un uomo aggressivo, in particolare, inizia a gridare circa i suoi diritti ad una guardia del corpo (la guardia, non capendo l’inglese, rimane abbastanza impassibile). Ci si ritrova costretti a concludere il servizio e i ragazzi ritornano sul bus.
“Finirete con il perdere tutti i vostri fan americani prima ancora di venire qui”, grida dietro loro.

“Cosa ha detto?”, chiedono una volta sul bus. Sembrano aver i nervi a fior di pelle, per la maggior parte confusi dal panico della vicenda. I truccatori e parrucchieri li rincorrono per tamponargli oli alle erbe dietro il collo e per offrirgli un rilassante massaggio alle spalle.

Una volta che i commenti dell’uomo vengono tradotti, la tensione accumulata dai ragazzi si distende e ridono.

“Ringraziatelo per essersi preoccupato per noi!”, dice J-Hope, sorridendo.

“Si!”, aggiunge Jungkook, “grazie mille!”

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Un primo piano della partita al DDR.

Persino lo staff della Big Hit, sebbene evidentemente dispiaciuto, sembra segretamente eccitato. “I paparazzi erano qui!”, dice qualcuno di sfuggita. “Questo vuol dire che ce l’abbiamo davvero fatta, huh”. Riaffiorano ricordi del 2014 quando i BTS sono venuti a L.A. per registrare il loro reality TV “American Hustle Life”, durante il quale hanno imparato molto sulla cultura hip-hop. Un evento memorabile è stato quando i ragazzi dovevano approcciare delle ragazze in modo casuale e invitarle a far parte del loro video musicale, riscuotendo un certo successo. Adesso ci sono le squadra di sicurezza e TMZ.

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J-Hope, Suga e RM fanno qualche tiro.

Un quadro più felice viene dipinto al Dave & Buster’s, una catena di sale giochi per adulti, dove ai ragazzi vengono dati illimitati biglietti per giocare e un set gratuito. In una serata infrasettimanale la zona è tranquilla, si trovano giusto una manciata di famiglie con i loro bambini per ammazzare il tempo; nessuno presta molta attenzione al gruppo di ragazzi attraenti. Jungkook e Jin fanno un giro sulla Dance Dance Revolution (DDR) e si sfidano, i loro stivali da cowboy brevettati sfrecciano freneticamente sul tappetino. Suga e Jimin raggiungono il posto in cui si gioca in prima persona ad uno spara-tutto, mentre J-Hope e RM fanno qualche tiro a basket. Dall’altra parte della sala, V cattura l’attenzione di un bambino – “Mamma, erano in televisione l’altra sera!”– e si fa un selfie insieme a lui, prima di rivolgere la sua attenzione ad una macchina dove bisogna lanciare delle palle grandi quanto un palmo all’interno di alcuni cerchi. “Aspettate, è davvero difficile!”, dice chiamando Jimin per il suo turno (Jimin le lancia senza alcuna fatica all’interno dei giusti spazi).

La loro energia è contagiosa – e sembra inesauribile. Dopo aver terminato il servizio e dopo essersi inchinati educatamente davanti all’intera crew, i sette ragazzi sono saliti sulla loro Escalade e sono tornati immediatamente in hotel. Sono ritornati nelle loro stanze, hanno indossato degli abiti puliti e hanno continuato l’intervista che era stata interrotta nel pomeriggio. Il mattino seguente, di buon’ora, sono apparsi all’Ellen Show, e dopo sono andati direttamente al “LAX” (Aeroporto internazionale di Los Angeles) e sono tornati in Corea per iniziare le prove per le premiazione di fine anno, facendo pratica giorno e notte.

Non c’è dubbio che fossero stanchi, ma ciò nonostante, loro hanno continuato a sorridere e sono andati avanti. Chissà, magari la bellezza sta alla base: solo sette giovani ragazzi, che si godono la corsa.00-story-bts

Direttore: Rony Alwin

Redattrice di Moda: Yohana Lebasi
Assistente di Camera: Russ Fraser
Pettinature: Ji Hye Kim, Jin Young Seo
Trucco: Da Reum Kim, Hyuna Baek
Suono: Gray Thomas-Sowers
Editor: Jesse Threatt
Musica: “DNA” by BTS
Filmato al Dave & Buster’s, Staples Center, JW Marriott Los Angeles L.A. Live

Articolo originale: https://www.vogue.com/article/bts-kpop-band-in-los-angeles-vogue-video-shoot

Traduzione a cura di Bantan Sonyeondan – BTS ITALIA @marybtsitalia @freakle98 | @btsitalia_twt.

Prendere con crediti.

10 Situazioni in cui i BTS hanno dimostrato che sono la Boy Band definitiva (parte 2/2)

Il Lancio di Love Yourself Her

Gli ARMY non hanno dovuto aspettare molto dopo il repackaging di febbraio dell’album WINGS del 2016. Il quinto EP dei BTS, pubblicato in settembre, teneva un piede nel loro distintivo sound pop-hip hop ma guardava al futuro. Il singolo d’uscita, “DNA”, personificava quello spostamento in avanti al meglio, con la sua chitarra acustica e l’EDM convulsa.

Chiunque avesse dubbi sulle potenzialità delle vendite americane ha avuto il piacere di veder debuttare “Her” al #7 nella Billboard Hot 200, mentre “DNA” si è arrampicata al #67 della Hot 100, la posizione più alta mai raggiunta fino ad allora da un gruppo K-pop. A seguito della pubblicazione del secondo singolo “MIC Drop” nel tardo Novembre, “Her” è ritornato in classifica, dal #198 al #50 nel giro di una settimana, mettendo a tacere del tutto i cinici.

 

#BTSxAMAs

https://youtu.be/tNtcYIo6N04

I fanchant per “DNA” agli AMAs erano talmente forti alla trionfale prima performance televisiva americana dei BTS da far praticamente tremare l’intero edificio. E mentre l’attore Ansel Elgort, fanboy professionista dei Bangtan, ha registrato tutto con un sorriso che andava da un orecchio all’altro, l’America era occupata a cercare sugli smartphone “Chi sono i BTS?”.

Sul tappeto rosso artisti americani, come Khalid, hanno espresso il desiderio di collaborare, mentre Zedd ha risposto all’interesse dei BTS stessi per una collaborazione con un sonoro “Facciamolo.” Ironicamente, la reazione agli AMAs è stata talmente enorme che quando Charlie Puth – che Jungkook aveva citato talmente tante volte da diventare un meme tra i fan – finalmente ha bussato alla loro porta, ha dovuto gridarlo pubblicamente su Twitter per poter avere la loro attenzione.

 

Quando Hanno Frantumato Il Circuito Americano Delle Interviste

Con un solo membro nel gruppo fluente in inglese, si poteva vedere il nervosismo trapelare durante gli importanti impegni stampa di maggio, con RM che gestiva la maggior parte delle domande. Ma ARMY, in quanto fandom più eccessivo mai esistito, ha raccolto le espressioni e reazioni degli altri membri in adorabili video. Detto questo, i BTS sono tornati, ben più rilassati, per i media nel periodo degli AMAs, ed erano i presentatori ad essere agitati. I BTS hanno volteggiato tra le interviste, si sono divertiti nelle apparizioni, e hanno spaccato nei grossi talk show con la loro solita personalità affascinante. Ma anche se Jimmy Kimmel, James Corden ed Ellen ora hanno in comune che sono dipendenti dai BTS, più importante ancora è che il gruppo si sia esibito durante queste apparizioni. Come dice RM, la musica trascende la lingua, e di conseguenza ancora più americani si stanno innamorando delle loro sonorità pulite ma appassionate, e delle coreografie assassine.

 

Quando Gli ARMY Internazionali Si Sono Uniti

Potremmo parlare tutto il giorno della pazienza di RM, del calore di Jin, della dolcezza di Jimin, del coraggio di Jungkook, della positività di J-Hope, dell’adorabile stravaganza di V e dello humor nero di Suga ma, per un momento, diamo uno sguardo al loro oceano di fans. Beh, questo posto è vostro, ARMY, perchè quest’anno ci avete davvero dato dentro. Per tutti quelli che hanno passato la notte a votare su twitter e a fare streaming di video, per le squadre di traduttori che senza sosta sottotitolano video e riscrivono interviste, per i fan che mandano fiori per ringraziare i DJ in radio, per i gruppi che hanno fatto faticose ricerche su come funziona la radio americana per far si che gli ARMY di ogni stato potessero spingere i BTS, e per gli account social di vecchia data, che meticolosamente coordinano tutto e guidano i fan verso nuovi traguardi record da rompere. Non c’è da stupirsi che Jimin vi indossi attorno al collo.

 

Quando Si Sono Guadagnati Svariate Collaborazioni Di Alto Livello

Nel lontano 2014, i BTS registrarono una delle loro Bomb esibendosi in eccellenti passi su “Let Me Take A Selfie” dei The Chainsmokers. Se qualcuno gli avesse detto che tre anni dopo Andrew Taggart dei The Chainsmokers avrebbe collaborato con loro nell’esuberante “Best Of Me”, avrebbero potuto distruggere i letti su cui stavano saltando, dall’emozione.

Le collaborazioni non si sono fermate qui; il passare “MIC Drop” (una traccia di “Her” preferita dai fan) a Steve Aoki e Desiigner ha avuto come risultato una versione spietata che è entrata vittoriosa nella top 30 americana, posizionandosi al #28 e rendendoli l’unico gruppo K-Pop mai penetrato nelle sfere più alte della classifica.

Il risultato è stato migliore del desiderio di RM per una hit nella top 50, ma ha fatto centro per il più giovane e ambizioso Jungkook, che un po’ scherzosamente aveva posto dei precedenti a settembre. In tutta onestà, gli unici record che ora devono battere sono i loro, e questo difficilmente cambierà nel 2018. E’ la fine perfetta di un anno perfetto per i sovrani regnanti delle boy band, i BTS.

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Articolo originale: Teenvogue

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

I BTS spiegano il concept dietro all’album ‘Love Yourself: Her’: “Questo è l’inizio del nostro secondo capitolo.”

Dal significato di “Go Go” al motivo per cui il gruppo deve esibire la sua vittoria ai BBMA, Rap Monster dei BTS ci spiega tutto.

Poche ore prima del rilascio di ‘Love Yourself: Her’ dei BTS, l’importanza dell’album è ben chiara al leader del gruppo, Rap Monster.

E’ un grande passo, enorme per noi” spiega il ventitreenne rapper/cantautore/produttore durante una telefonata da Seoul.

Ovvio, ogni membro è incredibilmente emozionato per l’album. Abbiamo provato fino a poco fa, giorno e notte, per presentare nuove canzoni e delle esibizioni perfezionate. Ho lasciato un messaggio sul nostro fancafé, l’altro giorno, dopo che avevamo finito, dicendo che ‘Questo EP segnerà il punto di svolta dei BTS’ e anche se l’attesa per questo album sembrava infinita – credo che sia stato quell’evento, i BBMAs, a maggio – è successo così tanto.”

L’attesa è stata particolarmente impaziente per la notoriamente affezionata fanbase del gruppo, gli ARMY, che hanno aspettato le nuove tracce di RM, Jimin, Suga, J-Hope, Jin, V and Jungkook dopo averli votati come Top Social Artist ai Billboard Music Award 2017 preferendoli a mostri sacri del pop come Justin Bieber, Ariana Grande, Selena Gomez e Shawn Mendes
Da allora, i membri hanno chiuso accordi per la distribuzione con Amazon e lo statunitense The Orchard (“Pensiamo che l’album fisico conti ancora qualcosa, e sia davvero importante per creare un collegamento con i nostri fan attorno al mondo” ha detto Rap Monster) e si sono accompagnati a stelle delle classifiche mondiali come Major Lazer, Halsey, Charli XCX (“Probabilmente è solo il mio sesto senso, ma credo che forse collaboreremo con altri artisti ancora più interessanti” continua) ed hanno perfino strappato ai The Chainsmokers la produzione per una traccia di Love Yourself: Her.

Quando si ascolta il disco, ben confezionato – che promette di fare un ottima entrata nei Billboard 200 la prossima settimana – la passione è palpabile, dall’intenso singolo di debutto “DNA” alla critica sociale di “Go Go”, tra molteplici testi e momenti che sembrano strappati al diario persionale dei membri. Anche la voce di Rap Monster è carica di emozione mentre parla di queste nuove canzoni, mentre visualizza e immagina disegni più grandi e messaggi più profondi per la nuova serie di lungimiranti tracce EDM, hip-hop e pop.

Continua a leggere per un’analisi più profonda di Love Yourself: Her da parte di Billboard in compagnia di Rap Monster.

Cominciamo dall’inizio con “Serendipity”. Perchè la scelta è caduta su questa canzone come introduzione e partenza della nuova era?

Quando scrissi i testi, le melodie e i primi temi di “Serendipity”, provai a immaginarmi cose rare che trovi nella vita, cose molto speciali, come il calico, il gatto tricolore; cose che abbiano un significato straordinario nella vita delle persone. Volevo condividere questi momenti.

 
Leggevo che i testi sono declinati al genere neutro, fatto che penso sia molto potente. E’ stata una decisione intenzionale?

I testi sono basati su cose rare e speciali nella vita. Per cui ho pensato che questi particolari trascendano sesso, cultura e barriere tra le persone. Noi facciamo sempre uscire l’”Intro” appena prima del singolo, per cui l’intro ha il ruolo di spiegare il concept di questo album. “Serendipity” è stata la canzone giusta per condividere il sentimento base di “DNA”. Il titolo riguarda come il nostro “DNA” sia collegato all’intero universo, credo sia adatta a rappresentare questo album.

Parliamo di “DNA”. Questo singolo, come continua e fa progredire la storia dei BTS?

Quando parliamo della traccia di apertura “DNA”, parliamo di un amore giovane e appassionato. I testi sono tipo “Noi due siamo connessi dal destino fin dal principio, il nostro DNA era una cosa sola.” Allo stesso tempo, “DNA” accompagna i BTS in un territorio sconosciuto. Abbiamo cercato di applicare una nuova grammatica e prospettive – se ascolti la canzone, capirai cosa cerco di spiegare – è molto diversa dalla nostra musica precedente, sul piano tecnico e musicale. Credo che sarà il punto di partenza di un secondo capitolo della nostra carriera; l’inizio del nostro Capitolo Due.

 

Best of Me” è davvero strabiliante. Ha il gusto dei The Chainsmokers, ma anche quello dei BTS. Non avete rinnegato voi stessi, il che non è facile quando si collabora con nuovi artisti. Com’è stato il processo?

Io adoro quel brano! Ci siamo conosciuti ai BBMAs, siamo stati davvero fortunati. In realtà ci hanno invitato al loro concerto giusto l’altro giorno – tenevano un enorme concerto in Corea e abbiamo cantato “Closer” insieme. Per “Best of Me” ci hanno mandato diverse tracce e campionature mesi fa, noi e i nostri produttori ne abbiamo scelto uno, tipo, “Okay, questo è adatto al nostro nuovo album.” Quindi ci abbiamo lavorato, gliel’abbiamo rimandato, chiedendo loro cosa ne pensassero del brano che ne avevamo ricavato e abbiamo ascoltato le loro opinioni. E ce l’abbiamo fatta! Sono così eccitato per questo. [Ride]

 

I vostri album hanno sempre di fondo una critica sociale e societaria. Parliamo di alcuni degli argomenti di questa pubblicazione. Mi viene subito in mente “Go Go”.

Go Go” è una canzone trendy, ma parla di come la nostra generazione di giovani stia vivendo una vita con poche aspettative e standard bassi, per cui le persone sono arrabbiate con la realtà; hanno poca speranza, e ci sono molte difficoltà finanziarie. Volevamo dire qualcosa a riguardo e sottolineare al mondo che non è una scelta della gente, ma la cruda realtà che obbliga le persone a vivere e spendere come se non ci fosse un domani.

Ma in Corea, “YOLO” è diventata una parola chiave per i giovani perchè non hanno soldi, ed è difficile avere l’occasione di guadagnare tanto. Credo la società porti molti problemi ai ragazzi. I giovani spendono i loro soldi nelle sale giochi, nelle macchinette col gancio, e spendono tipo $30 cercando di vincere dei pupazzi. E poi ti dicono “Oh! Ho speso tutti i miei soldi…m***a. Ma non me ne pento.” Questo è il lusso maggiore per i ragazzi coreani: collezionare accessori, cosmetici, questo è ciò che considerano un lusso. E’ “YOLO” perchè, tipo “Comprerò tutte queste cose! Comprerò tutto questo cibo e me lo mangerò! Lo farò!” Secondo me è triste, perchè è tutto ciò che hanno. “Go Go” sta solo dicendo “Okay, fallo e basta, non ce ne pentiremo. Spendi un po’ di soldi al distributore di snack e mangiali!”. Ma allo stesso tempo la canzone è molto orecchiabile e semplice da cantare, per cui penso che piacerà a molti, specialmente se ne trovano il significato più profondo.

 

Ovviamente ti devo chiedere come vi è venuto in mente di fare uno skit con il tuo discorso di accettazione del premio ai BBMAs

Devi ascoltare “MIC Drop” perchè lo skit era il mio discorso ai BBMAs – perchè quello è stato un grande momento per il nostro percorso – e poi ci mettiamo “MIC Drop” vicino perchè fa tipo da esibizione – tipo, “Okay, ne abbiamo abbastanza. Dobbiamo fregarcene di tutto” Era lo skit giusto e consecutivamente la canzone giusta per questo album.

 

L’ultima canzone, “Outro: Her” mi ha davvero toccato profondamente. E’ come leggere un diario. Ha! [Ride] Dopo aver parlato con te, sembra che faccia un riassunto dell’intero album, ed è davvero introspettiva.

Credo sia il lavoro più veloce che io abbia fatto per questo album. Ho scritto i versi in 20 minuti; è venuta da sola, con sincerità, dal profondo del mio cuore. Ho pensato che fosse la giusta outro per l’album perchè porta un largo ventaglio di emozioni – dico che ho incontrato questa persona che amo molto, questa persona è l’amore della mia vita in questo momento, sto dicendo che ero confuso e cercavo amore e che il mondo è difficile. Ma penso che sia tu per cui “Ti chiamo ‘lei,’ perchè sei la mia lacrima”. “ Penso che tu sia il mio inizio e la mia fine.” Questo è ciò che sto dicendo: sei la mia curiosità, ma anche le mie risposte. Sei la mia “lei”, ma resti comunque “una lacrima”. Il motivo dice che l’amore non è solo felicità, non è solo gioia, non sono solo delizie. Se vuoi amare una persona devi sapere che ci sono anche lacrime in tutto questo, odio addirittura. Penso davvero che l’amore includa tutto questo. Questo è quello che cerco di dire. Che è complicato.

 

E se i fan sono così fortunati da possedere la copia fisica dell’album, ci troveranno due canzoni nascoste. Perchè tenerle segrete?

Penso siano state nascoste perchè devi essere un vero fan dei BTS per capirle. Sennò, non le capirai. Sennò sarai tipo “Perchè si sentono così confusi da tutto? Sono bravi?!? Sono i numeri uno in un posto X, possiedono un sacco di cose, che hanno da preoccuparsi?” La gente parla sempre così. Ma se sei un vero fan dei BTS e compri l’album e ascolti le tracce nascoste – se sei un Army, e abbiamo passato tempo assieme dal 2013, 2014 – allora puoi capire. È una cosa più speciale, più vicina alla nostra vera anima.

 

Articolo originale: Billboard.com

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

 

[TRAD ITA] Skit: Billboard Speech

ARMY, il nostro fandom, oh, grazie mille.

Ancora non riusciamo a crederci di essere qui sul palco dei Billboard Music Award, o mio dio

Ed è stato fantastico vedere tutti gli artisti che ammiriamo e ci sentiamo onorati di essere in questa categoria con degli artisti così bravi, sapete no, proprio davanti a noi

È veramente un onore e soprattutto questo premio appartiene a tutte le persone nel mondo che fanno luce sull’amore e ci illuminano a milioni e che lo fanno crescere ovunque

Per favore, ARMY, ricordatevi quello che dico “amami, amati”

Vi amiamo tanto, grazie

Diventeremo dei BTS ancora più meravigliosi.”

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Prendere solo con crediti.

Esclusiva: in caso ve lo stesse chiedendo, questo è quello che si prova ad intervistare i BTS

btsI BTS, anche conosciuti come Bangtan Boys, sono una boy band Sud Coreana formata da sette membri. (Le lettere coreane utilizzate per scrivere la frase “Bangtan Sonyeondan” sono veramente poche, e il nome tradotto in inglese è “Bulletproof boy scouts.”) Jin, Suga, J-Hope,Rap Monster, Jimin, V, Jungkook hanno ottenuto in tutto il mondo milioni di follower e fan che amano la loro musica e la loro presenza attiva sui social.

All’inizio di quest’anno, Liam McEwan della J-14 ha intervistato i ragazzi su tutto, partendo dalla loro vittoria in una categoria che li metteva contro Justin Bieber fino ad arrivare a chiedere loro della loro musica preferita. L’intervista originale ha fatto sì che la nostra ossessione per i ragazzi fosse ancora più grande di prima.

Perchè non ne abbiamo mai abbastanza dei BTS, J-14 ha anche realizzato un video del dietro le quinte della nostra intervista con i ragazzi. (Spoiler: ci sono molte difficoltà nel far rientrare così tante persone in un’unica inquadratura.) Potete guardare questo esclusivo e riservato scoop qui:

Come spiega Liam, questa intervista è stata in realtà la seconda volta che incontrava i BTS, in quanto aveva già fatto alla band un paio di domande all’inizio dell’anno durante i Billboard Music Awards 2017. I ragazzi hanno anche riconosciuto Liam, difficile da dimenticare per aver indossato uno scintillante papillon rosa.

“Loro mi hanno riconosciuto e la prima cosa che mi hanno detto è stata ‘Papillon rosa!Papillon rosa!’ perché ai Billboard indossavano uno scintillante papillon rosa. E immagino sia per questo che mi hanno riconosciuto” ha detto Liam.

Poi Liam e Kim Namjoon (“Rap Monster”) hanno condiviso alcuni ricordi sentimentali sulla Nuova Zelanda, paese natale di Liam e luogo in cui Nam-Joon ha studiato. Tra la gradevole conversazione e le risate, Liam si è dimenticato di spegnere la seconda telecamera, che Kim Tae-Hyung (“V”) ha utilizzato per fare qualche scherzo. Tae-Hyung è andato dritto verso il dispositivo e ha mostrato il suo miglior segno di pace.

Non vediamo già l’ora del nostro prossimo incontro con i ragazzi.

Articolo originale: J-14

Traduzione Italiana a cura di Bangtan Soneyondan – BTS Italia | @btsitalia_twt (©Rebecca)
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I BTS Rappresentano il Passaggio Tra il Presente ed il Futuro del K-pop

Di Diyana Noory ~ Jun 6 2017, 3:46pm 

I testi K-pop tendono ad andare sul sicuro, ma le canzoni dei BTS affrontano temi che trattano di cyberbullismo, suicidio, oltre a criticare la violenza della polizia. 

La band K-pop dei BTS simboleggia non solo la globalizzazione della musica ma in generale anche l’impatto di Internet sul successo (del genere) pop. Il mese scorso sono diventati il ​​primo gruppo K-pop  a vincere un premio ai Billboard Music Award, rompendo cosí la serie dei sei anni consecutivi di Justin Bieber nel collezionare il premio come Top Social Artist. La fama è stata ben meritata; nell’ultimo anno hanno mantenuto per 31 settimane il 1° posto nei Billboard Social 50 ed i loro fans hanno twittato l’hashtag #BTSBBMAs più di 320 milioni di volte.

Dalla loro apparizione ai BBMAs, i nomi dei BTS sono comparsi sulla prime pagina dei grandi mezzi di comunicazione con introduzioni riguardanti il gruppo. I membri del gruppo sono Jeon Jungkook, Jung “J-Hope” Hoseok, Kim “Jin” Seokjin, Kim “Rap Monster” Namjoon, Kim “V” Taehyung, Min “Suga” Yoongi e Park Jimin. BTS significa Bulletproof Boy Scout, e sono anche conosciuti come Bangtan Boys. Proprio come altri popolari gruppi K-pop, il loro fanbase A.R.M.Y. è enormemente responsabile per il loro riconoscimento globale. È stata la promozione dei fan del gruppo che ha fatto ottenere loro il premio come Top Social Artist, ed i fan si sono anche uniti per far si che fossero invitati a partecipare ai BBMAs. La petizione dei fan ha ricevuto più di 100.000 firme, e successivamente ad un tweet i loro desideri sono stati esauditi. Il primo premio americano dei BTS ed il successo del loro album Wings nelle classifiche di Billboard segnano nuove vette per il gruppo.

Per tutti i confronti che le persone fanno con altri gruppi, non esiste un equivalente occidentale ai BTSsono un fenomeno completamente nuovo. Il successo dei sette ragazzi non sta solo superando tutti i records ma anche tutti gli stereotipi ed i limiti, oltre a trovare il successo in tutto il mondo senza incarnare l’ideale della star anglo-pop. Mentre alcuni atteggiamenti etnocentrici degli ascoltatori occidentali li portano a considerare le stelle K-pop come “Asiatici casuali truccati e con mascherine”, la presenza dei BTS ai BBMAs ha esposto il pubblico a volti nuovi. La loro traccia “Not Today” ha bloccato quelle di Harry Styles e Niall Horan dalla cima della classifica di Billboard Twitter Top Tracks, reclamando il primo posto per la terza settimana consecutiva. Hanno avuto 43 successi nella classifica World Digital Song Sales con quattro di essi al 1° posto, legandoli con PSY. Sono anche l’unico gruppo K-pop ad aver avuto un album nella top 40 di Billboard 200. Attualmente, i BTS si stanno esibendo in Giappone nell’ultima tappa del loro Live Trilogy Episode III: The Wings Tourle date USA del tour sono andate esaurite in minuti.

https://www.youtube.com/watch?v=-oRwL1gVhCc

Il K-pop sembra essere un’industria ermetica governata da grandi attori come YG e SM Entertainment, ma i BTS sono i ragazzi d’oro improbabili di una piccola etichetta indipendente e società di gestione chiamata BigHit Entertainment. Stanno trasformando le aspettative nell’industria K-pop con il loro approccio non convenzionale. Si sono uniti quando il produttore Pdogg è stato scoperto da Bang Si Hyuk (aka “Hitman” Bang), l’Amministratore Delegato e Produttore Esecutivo della BigHit, ed il produttore ha poi incontrato un adolescente Rap Monster attraverso Sleepy mentre era ancora nella scena underground. Suga e J-Hope si sono uniti attraverso audizioni a livello nazionale, e di 30 trainee sono rimasti in tre con altri membri aggiunti successivamente. La BigHit ha completamente abbracciato il mondo imprevedibile dei social media; i ragazzi comunicano direttamente con i loro fan attraverso delle registrazioni, i video delle BANGTAN BOMB, e gli aggiornamenti di Twitter ed Instagram gestiti da tutto il gruppo (non hanno alcuna intenzione di creare degli account separati).

I BTS non hanno dovuto compiacere il pubblico occidentale per trovare successo qui. “Non credo nel rilasciare canzoni inglesi per il mercato americano, come hanno fatto molti artisti K-pop”, ha detto Bang a Billboard. Le canzoni più popolari del gruppo possono anche avere dei titoli in Inglese facili da ricordare, ma i loro testi fluiscono senza problemi in Coreano salvo per alcune frasi in Inglese. Rap Monster ha imparato l’Inglese guardando Friends, così si è occupato delle interviste del gruppo sul Magenta Carpet dei BBMAs e ha pronunciato il suo discorso di accettazione (che ha concluso in Coreano) mentre i fan gridavano a sostegno. Nonostante un riconoscimento Americano visto come un quantificatore di successo internazionale, i BTS rimangono fedeli alle loro radici coreane in un mondo in cui l’America è il centro del mercato della musica globale. Questo non è per sminuire i loro molti premi in Corea e altrove, ma dimostra la necessità di dover modificare le canzoni in Inglese per essere gli unici nelle classifiche occidentali.

Le radici musicali dei BTS si trovano nella musica hip hop, ed i loro testi si appoggiano fortemente alle lotte e all’entusiasmo dei giovani. Ogni membro è coinvolto nella scrittura, nella composizione e nella produzione dei loro brani, ed il loro ultimo album Wings (rilasciato come You Never Walk Alone) include canzoni da solisti che riflettono il loro stile musicale. Rap Monster è influenzato da Nas e Drake mentre Suga ha nominato Kendrick Lamar, ed il canto di Jungkook è influenzato da Charlie Puth e Justin Bieber. Jungkook ha realizzato la cover delle canzoni del primo e del secondo (1, 2, 3, 4) insieme a Jimin, compagno maknae (il più giovane del gruppo). “N.O” è rivolta all’educazione competitiva della cultura Coreana, e “Blood, Sweat & Tears” illustra i dolori dell’amore coinvolgente. In “Change“, Rap Monster introduce il cyberbullismo, le rigide gerarchie della Corea del Sud e l’alto tasso di suicidio, accanto alle critiche di Wale sulla brutalità della polizia e del governo Americano. In tutto il suo intenso mixtape Agust D, Suga riflette apertamente sulle sue lotte con l’ansia e la depressione. “Cerchiamo di essere onesti con noi stessi e questo ci aiuta in qualche modo ad essere più flessibili nel censurare la nostra musica. La musica parla da sé e crediamo che la gente possa immedesimarsi con la nostra musica se rimaniamo fedeli ai testi scrivendo cosa pensiamo e cosa proviamo,” spiegano. I testi K-pop tendono ad andare sul sicuro a causa dei valori sociali tradizionalisti, ma le canzoni dei BTS seguono i temi della crescita personale mentre cercano di rimanere il più fedele possibile a loro stessi.

NOISEY: Congratulazioni per aver vinto il premio Top Social Artist. Come vi sentite riguardo a tutta questa nuova attenzione che state ricevendo dai BBMAs?

Rap Monster: Secondo quanto è stato riportato dalle statistiche ufficiali, abbiamo ricevuto 320 milioni di voti, e questo è davvero incredibile. Siamo veramente grati per tutta l’attenzione che stiamo ricevendo in seguito ai BBMAs e stiamo ancora cercando di realizzare che è tutto reale! Fa piacere essere notati in tutto il mondo, e siamo onorati di essere stati nominati e di aver vinto il premio.

Chi eravate impazienti di incontrare o vedere ai BBMAs?

BTS: Drake e John Legend. Ma ad essere sinceri, letteralmente tutti sul palco e nei posti erano nella nostra lista dei sogni delle persone che avremmo voluto incontrare o vedere.

Suga, in “Agust D” avevi previsto, “il prossimo sará Billboard”. Qual è la tua prossima previsione per BTS? 

Suga: Prevedo che la nostra prossima tappa sará esibirci con una canzone dei BTS sul palco di Billboard.

Poiché il K-pop è così globale, ha aiutato a rendere più sensibili ai temi culturali sia i fan che gli artisti. Quali sono alcune lezioni che avete imparato visitando diversi Paesi ed interagendo con fan internazionali?

Rap Monster: È molto importante imparare la lingua di quel paese specifico, e dire la verità con il cuore.

Avete detto che “Spring Day” va inteso come un momento di ripresa, usando una metafora stagionale. Come gruppo, da cosa vi state riprendendo o superando in questo momento della vostra carriera?

V: Mi rammarico di perdere le opportunità di apprendere molte cose, ma noi andiamo avanti qualunque cosa accada.

Jimin: Mi sento come se io stessi voltando pagina rispetto al mio rimorso nei confronti della mia musica poiché voglio di più.

Rap Monster: Mi sto un pó riprendendo dall’essere deluso da me stesso

Qual è il vostro obiettivo che vorreste realizzare con la vostra musica?

Jungkook: Il mio obiettivo è quello di scrivere e cantare una canzone che mi piace da solo.

Jin: Far sì che la gente ascolti la musica dei BTS senza pregiudizio.

Jimin: Vorrei avere una voce che amo.

Che genere di rituali avete mentre componete musica?

J-Hope: Devo ascoltare dell’ottima musica per iniziare a comporre la mia musica.

Rap Monster: Accendo sempre un’insegna luminosa per il mio studio, ‘Monstudio’

V: Devo vedere un intero film scelto da me.

Suga: Lo faccio ogni volta che ne ho voglia.

Mentre i vostri video musicali includono coreografia e stili elaborati, questi ricorrono anche a metafore e trame simboliche. A cosa vi siete interessati ultimamente che potrebbe ispirare il vostro prossimo progetto?

J-Hope: Ventimila Leghe Sotto i Mari.

Rap Monster: Un film chiamato A Silent Voice.

Suga: Scappa – Get Out.

Cosa vi é piaciuto di piú girando l’America?

BTS: Incontrare tante persone diverse in tutto il paese e visitare luoghi interessanti come musei e parchi. E naturalmente, non possiamo non menzionare le grandi bistecche succose.

Quali sono i vosrti obiettivi per il prossimo anno?

BTS: Il palcoscenico di Billboard e altri spettacoli più grandi in tutto il mondo.

Avete una connessione speciale con i vostri fan, e la vostra musica è molto stimolante per loro. Cosa vorreste dire a loro in questo momento?

BTS: Il nostro riconoscimento e la nostra gioia ai BBMAs sono vostri al 100%. Vi renderemo orgogliosi tanto quanto voi ci avete reso orgogliosi negli ultimi 4 anni. Love Yourself, love myself!

 

Fonte: Noisey

Traduzione Italiana a cura di @unnie per Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt

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I BTS ci Dicono Cosa Significa Vincere Il Premio Top Social Artist di Billboard… e Cosa Riserva il Loro Futuro

DI ALYSSA BAILEY  MAY 23, 2017 

Domenica sera ai Billboard Music Awards, i BTS, la boy band della Corea del Sud composta da sette membri (Bangtan Boys, o “Bulletproof Boy Scouts” in inglese), hanno fatto la storia diventando il primo gruppo k-pop che ha vinto il premio come Top Social Artist – sconfiggendo Justin Bieber, Selena Gomez e Ariana Grande.

Lunedì il loro nome era su tutti i canali di informazione Americana. Rolling Stone, E! Online, Mashable, People, e molti altri ancora, hanno pubblicato spiegazioni su chi sono i BTS. Questo è il più grande momento di popolaritá dei BTS in USA, ma non il primo. Gli A.R.M.Y, il fandom globale dei BTS, è costantemente in fase di costruzione da quando il gruppo si è formato nel 2013. Il loro amore per il gruppo ed il potere dei social media hanno contribuito a spingere i ragazzi ad un livello di riconoscimento globale che altri gruppi k-pop hanno raggiunto.

I membri dei BTS – Jin, Suga, J-Hope, Rap Monster, Jimin, V e Jungkook – hanno pubblicato nove album e stanno concludendo il loro Tour mondiale BTS Live Trilogy Episode IIICompongono le proprie canzoni che coprono molti generi (dall’hip-hop e rap a ballate potenti) e hanno ricevuto riconoscimenti per le loro coreografie perfettamente sincronizzate ed elaborate sia sul palco che nei loro video musicali. Twitter ha creato per loro un’emoticon speciale; gli spettacoli statunitensi del gruppo sono andati esauriti in ore

ELLE.com ha intervistato i BTS prima della premiazione riguardo a cosa avrebbe significato per loro vincere il premio come Top Social Artist di Billboard, come si sono riuniti presso la società Big Hit Entertainment (in Corea del Sud, le aziende musicali reclutano e mettono insieme gruppi di artisti chiamati idol) e cosa possiamo aspettarci in futuro.

I notiziari Americani dicono che siete sul punto di “sfondare” negli Stati Uniti. Come è stato per voi ragazzi apprendere tutto ció?

Rap Monster: Penso che sono accaduti molti miracoli, dalla emoticon di Twitter ai Billboard Music Awards. Ma allo stesso tempo, abbiamo appena iniziato e ci sono cose ancora più sorprendenti da realizzare per i BTS e non vediamo l’ora che ció accada.

J-Hope: È un tale onore per i BTS, e dovrei dire che è solo un inizio. Noi vogliamo andare e andremo sempre più in alto. Tutto è possibile grazie al supporto dei nostri fan di tutto il mondo.

Jungkook: A volte è semplicemente incredibile; forse è stata parzialmente un pó di fortuna. Ma noi facciamo del nostro meglio e continuiamo a lavorare qualunque cosa accada. I fan ci hanno sostenuto così tanto, ci amano. Da qui vorremmo andare più in alto.

Cosa significherebbe per voi ragazzi vincere il premio Top Social Artist ai BBMAs?

Rap Monster: È semplicemente una cosa straordinaria che potrebbe accadere ai BTS – prima di tutto, essere invitati ai BBMAs dove tutti questi artisti di prim’ordine si riuniscono nello stesso posto. Se vinceremo il premio Top Social Artists, questo sará possibile grazie agli A.R.M.Ys (i nostri fan) di tutto il mondo, ed il nostro onore e la nostra gratitudine vanno direttamente a loro.

Quale impatto vorresti avere sulla scena musicale Americana?

Suga: Voglio essere sulla Billboard Hot 100 con un singolo che ha un testo coreano.

Jimin: Vorrei che i BTS potessero creare un modello k-pop con la migliore musica e contenuto, così da avere  un impatto positivo sulla scena musicale americana.

Potete raccontarmi un pó della vostra storia? Siete tutti dei compositori, cantanti e ballerini incredibili. Come avete sviluppato queste abilità e come avete capito che la musica era la vostra vocazione?

Rap Monster: Amavo comporre i testi rap quando andavo alle scuole medie. Amavo studiare, ma in qualche modo volevo essere un rapper che sa scrivere e fare rap.

Suga: Ho scritto rime e testi, un’abitudine che ho da quando ero un bambino. Sono tutti piccoli sentimenti e pensieri che attraversano la mia mente. Circa un anno dopo li mescolo tra di loro, e talvolta diventano dei fantastici testi per canzoni.

J-Hope: Quando ero piccolo, amavo la musica e mi divertivo ad esprimere me stesso attraverso il mio corpo. Quando sono salito sul palco per una ricerca di talenti nella scuola elementare sono piaciuto a tutti, ed é allora che ho deciso di diventare un musicista.

Come siete finiti tutti e sette presso la vostra azienda Big Hit Entertainment e tra i membri del gruppo finale dei BTS?

Rap Monster: Sono stato presentato al nostro produttore esecutivo, “hitman” Bang, e ho fatto l’audizione davanti a lui. Piú tardi mi confessò che dopo avermi incontrato aveva capito che il suo destino era quello di creare un “gruppo idol hip-hop”. SUGA è entrato in squadra dopo di me e J-Hope è stato il terzo membro (era molto popolare nella sua cittá natale per il suo modo di ballare). I BTS sono nati nel 2013, dopo che il resto dei quattro membri si sono uniti al gruppo.

State andando alla cerimonia di premiazione dei Billboard Music Awards. Cosa non vedete l’ora che accada?

Jin: Tutto!! È la mia prima volta a Las Vegas ed ai BBMAs. Non vedo l’ora!

Jimin: Essere invitati alla cerimonia in sé è emozionante.

V: Le esibizioni di tutte le leggende !!!!!!!!!!!!!!!

Vi siete anche esibiti negli USA. Qual è il vostro ricordo preferito del tratto Americano del vostro tour?

Jin: In tour, ho notato che molte persone parlavano in Coreano per comunicare con noi. É stato fantastico, e sono stati dei momenti speciali.

V: Ognuno degli spettacoli in Usa-Il tour è stato indimenticabile. Personalmente, il mio ricordo preferito é stato quando sono andato al MoMA [Museo di Arte Moderna] a NY ed al Museo d’Arte di Chicago. 

 

Ciò che vi distingue da altri gruppi k-pop è il fatto che trattate di argomenti personali nei vostri testi e che siete disposti a parlare apertamente della salute mentale. Come hanno fatto i brani che avete scritto–ed esprimere questi sentimenti attraverso la musica–ad aiutarvi a crescere come giovani uomini?

Rap Monster: Le mie canzoni mi hanno reso qualcuno che osserva costantemente la società e vuole essere una persona che possa avere un impatto migliore e positivo su altre persone.

J-Hope: La musica mi ha aiutato a capire la nostra giovane generazione e ad immedesimarmi con essa. Vorrei creare e scrivere più musica che la rappresenta.

Quale messaggio sperate che le persone ricevano dalla vostra musica?

Suga: Voglio che la gente ottenga energia positiva dalla nostra musica. La vita è dura, e le cose non sempre vanno per il verso giusto, ma noi dovremmo essere coraggiosi e continuare con la nostra vita.

J-Hope: Noi forniamo molti messaggi diversi alle persone della nostra generazione. Voglio che loro percepiscano una buona energia ascoltando la musica dei BTS.

Jimin: Sarebbe davvero fantastico se la nostra musica continuasse a toccare la gente. Una volta che il tuo cuore è coinvolto, si svilupperà un qualcosa di migliore e positivo.

“UNA VOLTA CHE IL TUO CUORE È COINVOLTO, SI SVILUPPERÁ UN QUALCOSA DI MIGLIORE E POSITIVO.”-JIMIN

Se insieme doveste fare una playlist di sette canzoni per un nuovo ascoltatore dei BTS, quali canzoni consigliate di ascoltare?

J-Hope: “No More Dream“, “Boy In Luv“, “DOPE“, “FIRE“, “Save ME“, “Blood Sweat & Tears”, “Not Today“.

Il modo in cui ballate è incredibile. Per qualcuno che non ha familiarità con la vostra musica, quale video musicale credete che mostri la vostra coreografia migliore come gruppo?

“DOPE” e “Save ME”.

Qual è stata la coreografia più difficile da imparare?

“Spring Day”: una coreografia molto moderna.

Voi ragazzi state per concludere il vostro tour BTS Live Trilogy Episode III. I fan che cosa possono augurarsi di vedere esplorato in futuro dalla vostra musica?

Jin: Ci stiamo ancora lavorando, ma come avete visto negli ultimi tour, qualunque cosa avverrá dopo sarà molto eccitante e speciale.

Jimin: Una nuova trama e qualcosa che possa piacere a tutti. Non vedo l’ora di ricevere il vostro sostegno!

Come è evoluto il vostro modo di comporre canzoni lavorando insieme? Il vostro modo di scrivere musica è stato influenzato dal vostro successo internazionale e negli Stati Uniti, sapendo che ora è per un pubblico mondiale?

Suga: Il mio stile non è cambiato. Cerco di non essere influenzato dal successo o dalla popolarità.

Jungkook: Mi ha fatto venire voglia di creare musica più fresca e migliore ed è per questo che tutti cerchiamo di ascoltare e studiare più musica.

Quale delle canzoni che avete scritto ha piú significato per voi e perché?

Rap Monster: Probabilmente “Spring Day”. Ho scritto la melodia ed i testi della canzone.

Suga: Tutte le canzoni che ho scritto. Mi hanno reso una persona migliore e mi hanno aiutato a crescere.

J-Hope: “Mama”. É stata la mia prima canzone da solista, e significa molto per me perché tratta di mia madre.

Rap Monster, questa è per te: ho sentito che hai imparato l’Inglese guardando Friends, ed è una cosa impressionante! Qual è il personaggio che ti assomiglia di più? E quale personaggio di Friends credi che assomigli di piú a ciascuno dei tuoi compagni del gruppo?

Rap Monster: Chandler! Ho sempre ammirato il suo senso dell’umorismo. Ma non riesco a scegliere un membro del gruppo che assomigli a lui….

Joey: Jungkook

Ross: Jin

Phoebe: V

Monica: RM [Rap Monster]

Rachel: Non so decidere

#BTS #YOU_NEVER_WALK_ALONE Concept Photo 2 

 

Fonte: elle

Traduzione Italiana a cura di @unnie per Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
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Intervista telefonica con Rap Monster dei BTS riguardo la vincita ai BBMAs, i loro sogni e obbiettivi

Billboard Awards BTS “Era come se stessimo sognando, come se fossimo in trance”

KHJ = Kim Hyunjung, giornalista

RM = Rap Monster

KHJ: Quando si parla dei Billboard Music Awards, si sa che è un mondo che rappresenta le classifiche musicali. Bisognerebbe anche sapere che in realtà non è facile entrare nella classifica di Billboard se non si tratta di pop inglese. Ieri però abbiamo ricevuto buone notizie dai Billboard Music Awards 2017. BTS, il gruppo del nostro paese con 7 membri, ha guadagnato il premio per la categoria “Top Social Artist”. È la prima volta che un gruppo K-pop vince un premio di Billboard, quindi il mondo intero è emozionato. Gli altri nominati erano Justin Bieber, Selena Gomez ed Ariana Grande. Si può capire che è un premio notevole solo guardando gli altri noti nominati. Nell’intervista di oggi di Hwajae, incontreremo i vincitori in questione. È passato tanto dall’ultima volta che abbiamo incontrato idol per un’intervista di Hwajae.
Ci siamo collegati (via telefono) con il leader dei BTS, Rap Monster. Rap Monster, ciao. Congratulazioni.


RM: Ciao. È un piacere. Sono Rap Monster dei BTS.

KHJ: Ora siete a Las Vegas in America, giusto?

RM: Sì. Abbiamo un programma locale, quindi ci stiamo spostando via bus. Stiamo andando da Las Vegas a LA. Vi sarei grato se capiste che vi sto chiamando mentre siamo in strada.

KHJ: Sei anche educato. Sei in una situazione in cui c’è il bus che sferraglia, quindi anche noi ti siamo grati.

RM: È un onore.

KHJ: Onestamente, ve lo aspettavate un po’?

RM: Certo (ride). Me lo aspettavo tanto. Mi continuavo a ripetere di non aspettarmi nulla, ma non riuscivo a farne a meno. Ma se ci hanno chiamati e fatti venire fin qua, non intendevano forse darci il premio? Ma comunque, (mi sono detto) non aspettarti tanto; penso che fossi bloccato in questo tipo di dilemma.

KHJ: Quali erano i tuoi pensieri e sentimenti quando hanno detto il nome “BTS” e vi hanno chiamati sul palco?

RM: Abbiamo parlato anche di questo tra di noi, ma non avevamo il senso della realtà. Davvero, quando siamo saliti sul palco camminavamo come se fossimo in trance, ma le persone che erano davanti a noi… Persone come Drake e Dj Khaled erano seduti lì, quindi sembrava quasi che stessi sognando.

KHJ: Come se stessi sognando? In passato, quando passavate dei momenti difficili ad esercitarvi mentre eravate trainee, sognavate dei palchi come questo, vero?

RM: Sinceramente, non ho mai sognato di arrivare fino a questo punto. Quando eravamo ancora dei trainee e circa un anno prima del nostro debutto, andavamo a vedere i concerti dei nostri sunbaenims all’Olympic Gymnastic Arena, ci dicevamo “Non dovremmo stare su un palco del genere almeno una volta prima di ritirarci?” Onestamente, penso di non aver mai osato immaginare che avremmo ricevuto un premio di fronte a questa gente e ad una cerimonia come i Billboard Awards.

KHJ: Quindi quando guardavate i concerti all’Olympic Gymnastics Arena, pensavate “Non dovremmo tenere un concerto all’Olympic Gymnastics Arena almeno una volta prima di morire?” Era questo il vostro sogno?

RM: Hai praticamente detto quello che ho detto io (prima). Seriamente.

KHJ: Quei trainee hanno avuto modo di salire sul palco dei loro sogni ai Billboard e ora hanno il qualificativo “il primo gruppo K-pop (a vincere i BBMAs)” attaccato al loro nome.

RM: È un onore.

KHJ: Quale pensi sia l’elemento che attrae la popolarità anche dai fan stranieri? Quale pensi sia la chiave?

RM: Anche la stampa locale ci fa questa domanda, quindi ho la risposta, ci ho pensato molto. Ho anche chiesto agli altri. Penso che il K-pop sia come una serie di regali. Come dei pacchi regalo. Musica, coreografia, video musicali e la comunicazione sui Social Network come abbiamo sempre fatto. Penso che sia per questa combinazione di cose, quindi se ti innamori per una cosa, per esempio se vieni per ascoltare musica, vedrai il video musicale e penserai “la coreografia è figa”. Allora inizierai a guardare le performance e finirai a guardare e cercare nostri video divertenti su YouTube. Allora andrai sui nostri Social Network e penserai “Quindi sono queste le cose a cui pensano”. Penso di poter dire che ci siamo resi facilmente accessibili. Penso sia tutto strutturato in modo che sia semplice diventare nostri fan. E più di tutto, abbiamo sempre parlato di storie della generazione giovane nelle nostre canzoni e nei nostri testi, e penso che le emozioni dei più giovani da altre parti del mondo siano simili a quelli della Corea. Sotto questo aspetto, penso sia più facile per le persone pensare “anche questa gente in Corea la pensa così”, così guadagnando il loro supporto.

KHJ: Questo viene percepito anche quando cantate in Coreano? Anche nei testi?

RM: Ultimamente Internet e tante altre cose si sono sviluppati molto, quindi anche quando scriviamo un tweet ci sono tantissime persone che lo traducono immediatamente, non solo in Inglese, ma anche altre lingue come Rumeno o Portoghese.

KHJ: Traducono? Quindi vengono aggiunti dei sottotitoli. In tutte le lingue del mondo.

RM: Esatto. Molti dei nostri contenuti hanno sottotitoli, quindi alcune volte questo rende più facile sapere cosa diciamo o cosa scriviamo nei nostri testi. Ci piacciono molto i benefici dei media.

KHJ: Un pacco regalo fatto di tutte queste cose. In un certo senso, si può pensare ai BTS come al tocco finale di quel set di regali e del 2017.

RM: Grazie di averlo detto.

KHJ: Ma Rap Monster, come fai ad essere un oratore così bravo?

RM: Grazie. Rappresento il team e ho tante opportunità di parlare, quindi mi sento di dover parlare meglio per incrementare la dignità del gruppo (ride). Mi metto diverse cose in testa e ci penso spesso.

KHJ: Hai anche fatto le interviste in Inglese perfettamente. Penso che quel pacco di regali di cui parlavi prima sia giusto per molte ragioni. Penso che i nostri idol siano alquanto fantastici, e iniziando dall’Olympic Gymnastics Arena, ora avete vinto un premio di Billboard. Qual è il vostro prossimo obbiettivo?

RM: Il nostro prossimo obbiettivo è quello di fare un tour mondiale negli stadi. Quando parlo di stadi, parlo di luoghi con una capacità di minimo 30.000-40.000 persone fino a 50.000. Penso che il nostro prossimo obbiettivo sia fare un tour mondiale negli stadi.

KHJ: In altre parole, noi persone di mezza età possiamo capire, un tour dove persone come Michael Jackson si sono esibiti per 30.000-40.000 persone?

RM: Sì, vogliamo diventare così.


KHJ: Prima hai detto che sei andato ad un concerto all’Olympic Gymnastics Arena e hai pensato “voglio diventare come quei sunbaes”, chi erano quei sunbaes?

RM: Ora sono conosciuti come Highlight. Noi andammo a vedere i Beast, poi gli Highlight in concerto all’Olympic Gymnastics Arena nel 2012 perché ci fu l’occasione. Li guardammo seduti in dei posti lontano.

KHJ: Avevate dei posti lontano? (Ride)

RM: Erano così fighi che ci siamo detti “Diventiamo anche noi come quei sunbaenims, non importa come”. Anche ora, qualche volta ne parliamo tra di noi. Ne parliamo ancora (ride).

KHJ: Dovresti essere ancora più contento perché ora siete arrivati (in cima) dopo tutto quel duro lavoro. Sarete esausti perché avete sempre una schedule così piena. Quando tornerete alla vostra città natale, qual è la prima cosa che volete fare?

RM: A me piace andare al parco e guardare la natura. Qualche volta vado a Gyeongbokgung e riempio un po’ il mio vuoto di emozioni. In Corea hanno aperto “Seoullo 7017” (è un progetto dove una delle strade elevate di Seoul viene trasformata in un percorso pedonale).

KHJ: Sì, seoullo. Sei al passo con gli eventi attuali? Come facevi a sapere che hanno aperto “seoullo 7017”? Nonostante viaggi molto all’estero.

RM: Viaggiamo molto con l’aereo e ci danno sempre dei giornali. Li sto leggendo.

KHJ: Sembra che bisogna essere così per essere un idol a livello globale (ride). Rap Monster, ancora una volta, congratulazioni. Spero che riuscirai a tornare presto alla tua città natale per fare passeggiate curative nei parchi e a seoullo 7017. Continuerò a fare il tifo per voi sperando che continuerete con queste belle attività e che riuscirete a fare con successo un tour mondiale negli stadi. Grazie.

RM: Sì. Grazie dell’intervista.

Fonte: Naver

Trans cr. ctribeat
Traduzione Italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
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