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[TRAD ITA] Discorso per il Daesang “Song of the Year” (FAKE LOVE) ai 16th Korean Music Awards

YOONGI:
Ad essere onesti, volevamo rimanere ad assistere fino alla fine di questa premiazione, quindi siamo tornati (ai nostri posti), ma non sapevamo davvero che avremmo ricevuto questo premio. Siamo venuti qui e lo abbiamo ricevuto senza saperlo, quindi sono più nervoso. Ma grazie a FAKE LOVE, facendo il comeback ai Billboard, siamo stati in grado di ottenere risultati migliori ed è una canzone molto significativa e che ci ha reso molto onore. Soprattutto, per quanto riguarda i Billboard o per le collaborazioni con artisti internazionali, le cose che abbiamo sentito…

Per quanto mi riguarda, quando ero giovane, credevo che la musica non avesse età. E quando dicevo che sarei diventato un idol, gli amici con cui ho fatto musica mi chiedevano: “Per quale motivo? Perché?” C’era spesso questo tipo di reazione; ma come persona che fa, crea e ama la musica senza classificarla per genere o età, capisco veramente il significato di questo premio e lo considero un onore. Proseguendo, così come ora, creeremo buona musica e cercheremo di diffondere la musica coreana in tutto il mondo. Grazie.

 

Fonte: cafe_army
Video credits: yonaxiaojie
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Naive)
Prendere solo con crediti.

I BTS E LA MITOLOGIA: LA CULTURA POP INCONTRA LA TRADIZIONE

I BTS a cavallo dell’Haetae
(Fonte: choi_bts2)

I BTS lo hanno fatto di nuovo. Lo scorso 6 gennaio si sono esibiti alla 33esima edizione dei Golden Disk Awards con le loro due hit più recenti “Fake Love” e “Idol”, portando sul palco tutta la loro energia e passione.

L’esibizione si è aperta similmente a quella dei Melon Music Awards, con i volti dei ragazzi coperti dalle oramai ben conosciute maschere, e con i polsi bloccati da dei nastri bianchi, tutto riconducibile alla perdita di sé stessi a favore di una relazione oramai tossica che ti aliena e annulla, rendendoti una bambola senza anima. L’introduzione viene poi susseguita dalla ormai famosissima Fake Love, che continua questa narrazione dai toni dark tramite il suo testo e la sua coreografia eseguita, come al solito, alla perfezione.

La performance dei BTS continua poi con Idol, una canzone che mostra tutto l’attaccamento che il settetto ha per la propria cultura, soprattutto all’interno della base della canzone, che vede elementi della musica tradizionale coreana mischiarsi ad elementi più moderni, per creare una canzone dai toni felici (in totale contrasto con fake love) e che celebra un Paese ricco di storia e cultura.

 

Un’ulteriore conferma dell’attaccamento del gruppo alle proprie radici è data dall’enorme scultura che accompagna la loro seconda entrata sul palco. Per questa seconda parte della performance, i ragazzi arrivano sul palco a cavallo di un enorme Haetae, una creatura mitologica appartenente alla tradizione coreana. Tradizionalmente, l’Haetae (conosciuto come “xiezhi” in cinese) è in grado di discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, oltre ad essere simbolo di giustizia, ed è rappresentato come un leone con un corno sulla testa. Un altro ruolo tradizionalmente riconosciuto all’Haetae è quello di protettore contro i disastri naturali. Per questo motivo, questa figura mitologica è stata incorporata nell’architettura di Seoul durante la dinastia Joseon. Nel 2009, inoltre, la città di Seoul ha deciso di adottare l’Haetae come simbolo della città.

 

Secondo il direttore artistico del JTBC Team, Yoon Jinhee, la scelta di utilizzare la figura dell’Haetae durante l’esibizione dei BTS è stata fatta come simbolo della carriera dei ragazzi: “abbiamo pensato che la carriera dei BTS, che è sempre andata nella giusta direzione e che li vede essere attivamente presenti nella creazione della loro musica, e la figura dell’Haetae fossero adatte l’una all’altra. Inoltre, i BTS ricordano la figura dell’Haetae in quanto proteggono, confortano e danno energia ai fan tramite la loro musica. Per rappresentare l’impatto globale dei BTS e il loro percorso, abbiamo deciso di far entrare i BTS a cavallo di un Haetae”. Il direttore artistico ha poi aggiunto “attraverso il prisma e la luce abbiamo voluto rappresentare l’infinita forza che la musica possiede nell’espandersi senza fine, non avendo né limiti né confini. La scenografia rappresenta l’influenza e la popolarità che i BTS hanno, riuscendo a trascendere barriere linguistiche, età ed etnie”.

 

In tutto, ci sono volute due settimane per creare questa gigantesca scultura dal notevole peso di 1.5 tonnellate, lunga 10 metri e alta 4. La sicurezza degli artisti, ovviamente, è stata la priorità numero uno. Il direttore artistico ha affermato “Dopo aver dato forma alla statua, abbiamo aggiunto maniglie e barre di sicurezza. Il tutto è stato rifinito con del materiale ignifugo. Nell’ideare i gradini abbiamo preso in considerazione l’aspetto della sicurezza. La sicurezza degli artisti era la nostra priorità”.

La performance è stata arricchita dalla presenza di 100 ballerini che hanno occupato il resto del palco.

 

L’esibizione dei BTS ai Golden Disk Awards di quest’anno è un’ulteriore prova di quanto il gruppo sia legato al proprio paese e alla propria cultura, dimostrando anche che la cultura pop può essere fusa a quella più tradizionale senza che quest’ultima venga snaturata.

Il percorso intrapreso dai BTS per celebrare le loro origini ci rende felici ed orgogliosi, facendoci sperare che sempre più artisti in tutto il mondo decidano di celebrare orgogliosamente le loro origini e la loro cultura.

Articolo a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Bea)
Prendere solo con crediti

Fonti:

BTSARMY_Salon + choi­_bts2 + JK_Glitters

I BTS ED IL FUTURO: UN QUADRO PIU’ INCLUSIVO E DIVERSIFICATO DEL POP

12 Settembre 2018

La rinomata critica Jessica Hopper aveva una volta proposto di “rimpiazzare la parola “fangirl” con “esperto”” e osservarne gli effetti. Questo tweet, spesso citato ma oramai cancellato, era una critica a come le giovani ragazze siano derise per la fervente passione dei loro fandom, a come il termine “fangirl” sia usato con sprezzo e di come la musica amata da queste ragazze (così come la loro grande conoscenza in questo campo) sia del tutto ignorata e non presa sul serio. Tuttavia, i numerosi esempi tra cui Beatles, Justin Timberlake, Harry Styles e The 1975, mostrano come queste giovani, quando si parla di fenomeni musicali destinati a diventare dei punti di riferimento, siano spesso state lungimiranti e, per così dire, “le prime ad arrivare e le ultime ad andarsene”.

 Il 2018 sembra essere segnato da un altro di questi momenti: con i BTS.

Anche senza essere grandi fan delle ultime tendenze del pop, è davvero impossibile non conoscere i BTS. Il loro album Wings, rilasciato nel 2016, ha debuttato al numero 26 della Billboard 200, aggiudicandosi così la posizione più alta mai raggiunta da un gruppo K-pop in America, mentre il loro album Love Yourself: Her, pubblicato nel 2017, ha raggiunto la posizione numero 7, diventando l’album con la posizione più alta mai raggiunta da un artista asiatico in una classifica americana.

Questi record erano destinati ad essere infranti dal gruppo stesso, che quest’anno ha raggiunto la vetta della BB200 sia con il loro album Love Yourself: Tear, che con la sua versione repackaged, ossia Love Yourself: Answer. A tutto questo, va anche aggiunto lo status di infrangitori di record nel loro paese natio.

 

Tuttavia, anche se i numeri sono esorbitanti, ciò che è davvero interessante è la storia di come questo gruppo sia riuscito a raggiungere questi traguardi. In primis, i membri si sono rifiutati di passare dal coreano all’inglese e, anche se alcune parti delle loro canzoni sono in inglese, i testi sono rimasti prevalentemente in coreano.

Questo aspetto, in un mondo “post-Despacito”, sembrerebbe diventare sempre meno importante negli Stati Uniti, dove la musica in lingua straniera sembra non essere più una novità, ma più un salto nel futuro. Prima dei BTS, molti artisti k-pop avevano tentato di irrompere nel mercato americano cercando di scendere a compromessi sia sul sound, che sulla lingua, senza avere successo. I BTS invece ci sono riusciti rimanendo loro stessi e, come RM ha confessato al Los Angeles Times quest’anno, il sospetto è che i loro fan più sfegatati “non vorrebbero vederli cantare in un’altra lingua” e che l’uso del coreano sia “parte integrante della loro identità”.

Con l’inizio del tour americano, partito a Los Angeles la settimana scorsa, la boy band ha fatto il tutto esaurito per quattro serate di seguito allo Staples Center, un’arena che li mette sullo stesso livello di artisti come Taylor Swift, Drake e Bruno Mars. In pratica, se volessero, riuscirebbero a vendere abbastanza biglietti da riempire uno stadio, cosa che probabilmente faranno la prossima volta che visiteranno LA. Nonostante la popolarità in continua crescita e la loro vasta importanza, il concerto finale di domenica sera aveva un’aura di grande riservatezza.

Questo sembrerebbe essere il vero punto: questi show sono luoghi di incontro per i cosiddetti ARMY, un posto in cui la stragrande maggioranza dei presenti, armata del suo fedele (e ufficiale) BTS Lightstick in versione 3.0, arriva alle 15.30 del pomeriggio anche se le porte aprono solo alle 18.00 pronta a riunirsi alle sue sorelle (e fratelli). Non ha importanza il fatto che molti dei bar e degli altri luoghi di ristoro dell’arena non si siano nemmeno preoccupati di tenere aperto per la serata, perché 30 minuti prima dello show, gli atrii sembrano delle città fantasma, gran parte del merchandising è già esaurito e gli spettatori urlano a squarciagola per riscaldarsi mentre sono intrattenuti dai video dei BTS.

© BIG HIT ENTERTAINMENT

Proprio quelle urla non cesseranno per tutta la durata del concerto (2 ore), al punto che mi è stato difficile pensare ad un concerto che sia stato più rumoroso di questo. Sono contagiose, in genere scaturite dall’immagine di uno dei membri sullo schermo, da una dimostrazione di affetto di uno dei membri verso il pubblico o tra di loro, o come reazione ad una parte di una canzone che semplicemente spacca. Per tutta l’arena si potevano osservare dei cartelloni fatti a mano per i ragazzi, con tanto di luci di natale attaccate, in pieno stile coreano.

Anche se il fandom coreano era ben rappresentato (l’area di Los Angeles ha la comunità di coreani-americani più grande degli Stati Uniti), è stato fantastico vedere l’audience essere così multiculturale, e quanto poco interessasse la barriera linguistica quando si trattava di cantare insieme al gruppo.

Oramai è abbastanza comune vedere un flusso in uscita dagli Stati Uniti, dove le canzoni in inglese non hanno problemi a trovare un’audience, ma sentire migliaia di ragazzi provenienti da differenti background urlare, ripetere slogan e cantare in coreano è stato, beh, rivoluzionario.

Il punto di forza dei BTS è che la loro musica parla il linguaggio universale dei trend del pop. Anche se non capisci esattamente ciò che dicono, puoi di certo riconoscere le influenze trap nella delivery della mastodontica Fake Love, così come è impossibile non notare quel synth alla Chainsmokers nella canzone solista di Jungkook, Euphoria (influenza del tutto comprensibile, visto che Andrew Taggart ha prodotto per loro in passato). I pop trend girano il mondo e, più di tutti prima di loro, i BTS sono stati abbastanza scaltri da sfuggire ai tradizionali e sicuri versi alternati fatti con lo stampino per produrre musica che riflette i tempi odierni. Tutto ciò ha sicuramente molto a che vedere con il fatto che i BTS producono e scrivono gran parte della loro musica.

Per quanto riguarda lo show, è stato quell’enorme esperienza multisensoriale che ci si aspetta dai più grandi artisti del pop. Si sono visti fuochi d’artificio, fiamme, coriandoli e stelle filanti, così come giochi di colore messi in atto grazie alle migliaia di lightstick. Ogni membro del settetto si è esibito in una performance solista, in cui Jimin ha dimostrato il suo lato dolce e sensuale e J-Hope ha espresso il suo lato hip-hop più genuino. Ogni paio di esibizioni soliste, il gruppo si riuniva sul palco per essere sicuro che il pubblico stesse tenendo il passo, mettendo così insieme le parti di un programma ben studiato.

E gli esperti che si sono riuniti per godersi lo spettacolo, che non si sono fatti sconvolgere da un padre troppo affettuoso che riprende ogni loro minima reazione con il suo iPhone o che non si vergognavano di mostrare il loro lato emotivo, hanno avuto l’esperienza della vita. Questi ragazzi e queste ragazze non tengono minimamente in considerazione che il loro fandom potrebbe teoricamente spostare delle montagne, e che i loro gusti musicali stanno stabilendo l’asticella per gli anni a venire. Per i loro fan, i BTS sono una luce brillante che aggiunge sapore alla loro vita, il faro che li aiuta a navigare in tempi in cui i momenti brutti sono ricordati tanto quanto quelli belli. Non sanno che il loro fandom, che le loro conoscenze, potrebbero star cambiando il mondo, accompagnando un periodo in cui la musica proveniente da ogni parte del mondo ha una chance di trovare il proprio posto nei tanto desiderati Stati Uniti.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Bea)
Prendere solo con crediti
Fonte: UPROXXTR

[TRAD ITA] Fake Love

 

Per te avrei potuto fingere di essere felice quando ero triste
Per te avrei potuto fingere di essere forte mentre soffrivo
Speravo che bastasse l’amore per rendere perfetto un amore
Speravo di poter nascondere ogni mia debolezza
Sono cresciuto come un fiore incapace di sbocciare, in un sogno che non potrà mai realizzarsi

Sono così stanco di questo amore fasullo, amore fasullo, amore fasullo

Mi dispiace, ma questo è un amore fasullo, un amore fasullo, un amore fasullo

 

Voglio essere una persona migliore
Solo per te
Ho dato il mondo
Solo per te
Ho cambiato tutto
Solo per te
Ma ora non so più chi sono
Tu chi sei?
Il bosco tutto per noi, ma tu non c’eri
Il sentiero che ho preso, me lo sono dimenticato
Ho persino dubitato di chi fossi realmente
Farneticando allo specchio, chi diavolo sei tu

 

Per te avrei potuto fingere di essere felice quando ero triste
Per te avrei potuto fingere di essere forte mentre soffrivo
Speravo che bastasse l’amore per rendere perfetto un amore
Speravo di poter nascondere ogni mia debolezza
Sono cresciuto come un fiore incapace di sbocciare, in un sogno che non potrà mai realizzarsi

Ti amo così tanto, Ti amo così tanto
Per te ho inventato una dolce bugia

L’amore è folle, l’amore è folle
Ho cancellato chi sono per diventare la tua bambola

Ti amo così tanto, ti amo così tanto
Per te ho inventato una dolce bugia

L’amore è folle, l’amore è folle
Ho cancellato chi sono per diventare la tua bambola

Sono così stanco di questo amore fasullo, amore fasullo, amore fasullo

Mi dispiace, ma questo è un amore fasullo, amore fasullo, amore fasullo

 

Perchè sei triste? Non lo so. Non ne ho idea.
Sorridi, dimmi “ti amo”
Guardami, persino io ho rinunciato a me stesso
Nemmeno tu riesci a capirmi

Dici di non riconoscermi, che non sono più la persona che ti piaceva
Dici che non sono più me stesso, la persona che conoscevi così bene

No? Cosa vuol dire no. Sono cieco
Amore? Che diavolo è l’amore? È tutto un amore fasullo

Oh io non so, io non so, io non so perchè
Oh nemmeno io mi conosco
Oh so solo, so solo, so solo il perchè

È perchè è tutto un amore fasullo, amore fasullo, amore fasullo

Ti amo così tanto, ti amo così tanto
Per te ho inventato una dolce bugia

L’amore è folle, l’amore è folle
Ho cancellato chi sono per diventare la tua bambola

Ti amo così tanto, ti amo così tanto
Per te ho inventato una dolce bugia

L’amore è folle, l’amore è folle
Ho cancellato chi sono per diventare la tua bambola

Sono così stanco di questo amore fasullo, amore fasullo, amore fasullo
Mi dispiace, ma questo è un amore fasullo, amore fasullo, amore fasullo

Per te avrei potuto fingere di essere felice quando ero triste
Per te avrei potuto fingere di essere forte quando soffrivo
Speravo che bastasse l’amore per rendere perfetto un amore
Speravo di poter nascondere ogni mia debolezza
Sono cresciuto come un fiore incapace di sbocciare, in un sogno che non potrà mai realizzarsi

 

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.