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HuskyFox nominata ai Grammy “È grazie allo status dei BTS”

Estratto da un articolo del Yonhap News, datato 1 Febbraio 2019
Scritto da Lee Eun Jung.

이두희 (rom. Lee Doohee / Lee Doohwi) – Huskyfox
  • Lee Doo Hwi (35) co-fondatore e direttore artistico della compagnia HuskyFox ha dato credito ai BTS per la sua candidatura alla 61esima edizione dei Grammy Awards, che si terranno allo Staples Center di Los Angeles il prossimo 10 Febbraio 2019.
    CATEGORIA: Best Recording Package
  • La HuskyFox ha realizzato il packaging di Love Yourself   Her,  Tear ed  Answer, inclusi sia album, che CD e photo book.
  • La HuskyFox è stata lanciata sul mercato globale attraverso la candidatura di Love Yourself 轉 Tear, il primo album nella storia dell’industria K-Pop a raggiungere la prima posizione nelle classifiche Billboard.
LOVE YOURSELF 轉 ‘Tear’
  • Il design di un album deve riunire in modo organico diversi elementi, tra cui la visione dell’artista e del pubblico (o la messa in scena di un universo immaginario), e data la ben definita struttura della trama contenuta negli album dei BTS, il compito è ancora più difficile.

  • La serie degli album Love Yourself dei BTS si sviluppa in quattro fasi, Ki (presentazione), Seung (sviluppo), Jeon (cambiamento) e Gyeol (conclusione). Love Yourself rappresenta l’agitazione provocata dall’amore, il dolore dell’addio, affrontato quando si realizza di trovarsi di fronte a un amore falso e la conseguente realizzazione che amare se stessi è la chiave per amare gli altri. Questo processo riguardante l’amore è stato concretizzato sulle copertine degli album attraverso la fioritura e l’appassimento dei fiori.

 

  • Wonder , che è stato mostrato solo attraverso un video musicale, è rappresentato dall’immagine di un bocciolo prima della sua fioritura; 承 Her da un fiore completamente sbocciato; 轉 Tear dai petali di un fiore che cadono ed 結 Answer dai petali rimanenti disposti a formare un cuore.

 

  • Far combaciare la continuità della trama alla grafica delle copertine degli album ha provocato una sorta di piacere grazie al modo in cui gli album dovrebbero essere collezionati, così da formare un puzzle.
  • La metafora del fiore, e della contiguità artistica connessa alle emozioni che si provano in amore, sono idee suggerite dalla Big Hit. Abbiamo riflettuto a lungo, dato che avevamo bisogno di una grafica e di un design minimal che rappresentassero la metafora implicita che conteneva il messaggio. Inoltre, avevamo bisogno di un approccio strategico per connettere i 12 album. Abbiamo fatto una bozza di vari stili e colori considerando le richieste della Big Hit.
  • Questa è stata la prima volta che la Husky Fox ha progettato le copertine di un album. Per realizzare la serie Love Yourself quattro dei sette dipendenti della compagnia, compreso il rappresentate Lee, hanno lavorato al progetto. Lee spiega “Dato che si trattava del nostro primo lavoro in questo ambito, non eravamo a conoscenza delle norme in vigore” e aggiunge “Ci sono dei metodi specifici in ogni campo, ma non eravamo al corrente di quali fossero, e abbiamo cercato di non seguire una formula preesistente”.

  • Questa è la prima volta che HuskyFox crea il design di un album. Per la serie di Love Yourself, tra i sette impiegati della compagnia, quattro, incluso Lee stesso, vi hanno preso parte. Lee ha spiegato “Siccome era il nostro primo lavoro (del genere), non eravamo a conoscenza di alcuna regola. Esistono sono diversi metodi da seguire in base al campo in cui ci si muove, ma non essendone esperti abbiamo deciso di proposito di non seguirne alcuno“.
  • Lavorare su un album è infatti qualcosa di diverso. Dato il grande numero di fan che aspettava la pubblicazione di quest’ultimo, sentivamo un grande senso di responsabilità nel consegnare un design che fosse all’altezza delle loro aspettative… Non è stato facile. Nonostante tutto, quando l’album dei BTS ha raggiunto il primo posto nella classifica Billboard, è stato emozionante sapere di aver fatto parte di questo progetto“.
  • Ho ascoltato solo la musica dei BTS per un anno”,  “Ascoltavo in continuazione i loro album precedenti, quelli di quando hanno debuttato, mentre lavoravo, arrivando al punto di saperli tutti a memoria. La musica era bella, e seguendo le interazioni dei vari membri sui social, ho intravisto il loro charm e sono diventato un fan anche io”.

 

Abbiamo ricevuto l’attenzione del mondo del design, ma sarebbe troppo avido aspettarsi di vincere. È già un onore aver conosciuto i BTS ed essere stati candidati.

 

Fonte: doyoubangtan
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Bel & Naive)
Prendere solo con crediti.

I BTS ED IL FUTURO: UN QUADRO PIU’ INCLUSIVO E DIVERSIFICATO DEL POP

12 Settembre 2018

La rinomata critica Jessica Hopper aveva una volta proposto di “rimpiazzare la parola “fangirl” con “esperto”” e osservarne gli effetti. Questo tweet, spesso citato ma oramai cancellato, era una critica a come le giovani ragazze siano derise per la fervente passione dei loro fandom, a come il termine “fangirl” sia usato con sprezzo e di come la musica amata da queste ragazze (così come la loro grande conoscenza in questo campo) sia del tutto ignorata e non presa sul serio. Tuttavia, i numerosi esempi tra cui Beatles, Justin Timberlake, Harry Styles e The 1975, mostrano come queste giovani, quando si parla di fenomeni musicali destinati a diventare dei punti di riferimento, siano spesso state lungimiranti e, per così dire, “le prime ad arrivare e le ultime ad andarsene”.

 Il 2018 sembra essere segnato da un altro di questi momenti: con i BTS.

Anche senza essere grandi fan delle ultime tendenze del pop, è davvero impossibile non conoscere i BTS. Il loro album Wings, rilasciato nel 2016, ha debuttato al numero 26 della Billboard 200, aggiudicandosi così la posizione più alta mai raggiunta da un gruppo K-pop in America, mentre il loro album Love Yourself: Her, pubblicato nel 2017, ha raggiunto la posizione numero 7, diventando l’album con la posizione più alta mai raggiunta da un artista asiatico in una classifica americana.

Questi record erano destinati ad essere infranti dal gruppo stesso, che quest’anno ha raggiunto la vetta della BB200 sia con il loro album Love Yourself: Tear, che con la sua versione repackaged, ossia Love Yourself: Answer. A tutto questo, va anche aggiunto lo status di infrangitori di record nel loro paese natio.

 

Tuttavia, anche se i numeri sono esorbitanti, ciò che è davvero interessante è la storia di come questo gruppo sia riuscito a raggiungere questi traguardi. In primis, i membri si sono rifiutati di passare dal coreano all’inglese e, anche se alcune parti delle loro canzoni sono in inglese, i testi sono rimasti prevalentemente in coreano.

Questo aspetto, in un mondo “post-Despacito”, sembrerebbe diventare sempre meno importante negli Stati Uniti, dove la musica in lingua straniera sembra non essere più una novità, ma più un salto nel futuro. Prima dei BTS, molti artisti k-pop avevano tentato di irrompere nel mercato americano cercando di scendere a compromessi sia sul sound, che sulla lingua, senza avere successo. I BTS invece ci sono riusciti rimanendo loro stessi e, come RM ha confessato al Los Angeles Times quest’anno, il sospetto è che i loro fan più sfegatati “non vorrebbero vederli cantare in un’altra lingua” e che l’uso del coreano sia “parte integrante della loro identità”.

Con l’inizio del tour americano, partito a Los Angeles la settimana scorsa, la boy band ha fatto il tutto esaurito per quattro serate di seguito allo Staples Center, un’arena che li mette sullo stesso livello di artisti come Taylor Swift, Drake e Bruno Mars. In pratica, se volessero, riuscirebbero a vendere abbastanza biglietti da riempire uno stadio, cosa che probabilmente faranno la prossima volta che visiteranno LA. Nonostante la popolarità in continua crescita e la loro vasta importanza, il concerto finale di domenica sera aveva un’aura di grande riservatezza.

Questo sembrerebbe essere il vero punto: questi show sono luoghi di incontro per i cosiddetti ARMY, un posto in cui la stragrande maggioranza dei presenti, armata del suo fedele (e ufficiale) BTS Lightstick in versione 3.0, arriva alle 15.30 del pomeriggio anche se le porte aprono solo alle 18.00 pronta a riunirsi alle sue sorelle (e fratelli). Non ha importanza il fatto che molti dei bar e degli altri luoghi di ristoro dell’arena non si siano nemmeno preoccupati di tenere aperto per la serata, perché 30 minuti prima dello show, gli atrii sembrano delle città fantasma, gran parte del merchandising è già esaurito e gli spettatori urlano a squarciagola per riscaldarsi mentre sono intrattenuti dai video dei BTS.

© BIG HIT ENTERTAINMENT

Proprio quelle urla non cesseranno per tutta la durata del concerto (2 ore), al punto che mi è stato difficile pensare ad un concerto che sia stato più rumoroso di questo. Sono contagiose, in genere scaturite dall’immagine di uno dei membri sullo schermo, da una dimostrazione di affetto di uno dei membri verso il pubblico o tra di loro, o come reazione ad una parte di una canzone che semplicemente spacca. Per tutta l’arena si potevano osservare dei cartelloni fatti a mano per i ragazzi, con tanto di luci di natale attaccate, in pieno stile coreano.

Anche se il fandom coreano era ben rappresentato (l’area di Los Angeles ha la comunità di coreani-americani più grande degli Stati Uniti), è stato fantastico vedere l’audience essere così multiculturale, e quanto poco interessasse la barriera linguistica quando si trattava di cantare insieme al gruppo.

Oramai è abbastanza comune vedere un flusso in uscita dagli Stati Uniti, dove le canzoni in inglese non hanno problemi a trovare un’audience, ma sentire migliaia di ragazzi provenienti da differenti background urlare, ripetere slogan e cantare in coreano è stato, beh, rivoluzionario.

Il punto di forza dei BTS è che la loro musica parla il linguaggio universale dei trend del pop. Anche se non capisci esattamente ciò che dicono, puoi di certo riconoscere le influenze trap nella delivery della mastodontica Fake Love, così come è impossibile non notare quel synth alla Chainsmokers nella canzone solista di Jungkook, Euphoria (influenza del tutto comprensibile, visto che Andrew Taggart ha prodotto per loro in passato). I pop trend girano il mondo e, più di tutti prima di loro, i BTS sono stati abbastanza scaltri da sfuggire ai tradizionali e sicuri versi alternati fatti con lo stampino per produrre musica che riflette i tempi odierni. Tutto ciò ha sicuramente molto a che vedere con il fatto che i BTS producono e scrivono gran parte della loro musica.

Per quanto riguarda lo show, è stato quell’enorme esperienza multisensoriale che ci si aspetta dai più grandi artisti del pop. Si sono visti fuochi d’artificio, fiamme, coriandoli e stelle filanti, così come giochi di colore messi in atto grazie alle migliaia di lightstick. Ogni membro del settetto si è esibito in una performance solista, in cui Jimin ha dimostrato il suo lato dolce e sensuale e J-Hope ha espresso il suo lato hip-hop più genuino. Ogni paio di esibizioni soliste, il gruppo si riuniva sul palco per essere sicuro che il pubblico stesse tenendo il passo, mettendo così insieme le parti di un programma ben studiato.

E gli esperti che si sono riuniti per godersi lo spettacolo, che non si sono fatti sconvolgere da un padre troppo affettuoso che riprende ogni loro minima reazione con il suo iPhone o che non si vergognavano di mostrare il loro lato emotivo, hanno avuto l’esperienza della vita. Questi ragazzi e queste ragazze non tengono minimamente in considerazione che il loro fandom potrebbe teoricamente spostare delle montagne, e che i loro gusti musicali stanno stabilendo l’asticella per gli anni a venire. Per i loro fan, i BTS sono una luce brillante che aggiunge sapore alla loro vita, il faro che li aiuta a navigare in tempi in cui i momenti brutti sono ricordati tanto quanto quelli belli. Non sanno che il loro fandom, che le loro conoscenze, potrebbero star cambiando il mondo, accompagnando un periodo in cui la musica proveniente da ogni parte del mondo ha una chance di trovare il proprio posto nei tanto desiderati Stati Uniti.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Bea)
Prendere solo con crediti
Fonte: UPROXXTR

10 Situazioni in cui i BTS hanno dimostrato che sono la Boy Band definitiva (parte 2/2)

Il Lancio di Love Yourself Her

Gli ARMY non hanno dovuto aspettare molto dopo il repackaging di febbraio dell’album WINGS del 2016. Il quinto EP dei BTS, pubblicato in settembre, teneva un piede nel loro distintivo sound pop-hip hop ma guardava al futuro. Il singolo d’uscita, “DNA”, personificava quello spostamento in avanti al meglio, con la sua chitarra acustica e l’EDM convulsa.

Chiunque avesse dubbi sulle potenzialità delle vendite americane ha avuto il piacere di veder debuttare “Her” al #7 nella Billboard Hot 200, mentre “DNA” si è arrampicata al #67 della Hot 100, la posizione più alta mai raggiunta fino ad allora da un gruppo K-pop. A seguito della pubblicazione del secondo singolo “MIC Drop” nel tardo Novembre, “Her” è ritornato in classifica, dal #198 al #50 nel giro di una settimana, mettendo a tacere del tutto i cinici.

 

#BTSxAMAs

https://youtu.be/tNtcYIo6N04

I fanchant per “DNA” agli AMAs erano talmente forti alla trionfale prima performance televisiva americana dei BTS da far praticamente tremare l’intero edificio. E mentre l’attore Ansel Elgort, fanboy professionista dei Bangtan, ha registrato tutto con un sorriso che andava da un orecchio all’altro, l’America era occupata a cercare sugli smartphone “Chi sono i BTS?”.

Sul tappeto rosso artisti americani, come Khalid, hanno espresso il desiderio di collaborare, mentre Zedd ha risposto all’interesse dei BTS stessi per una collaborazione con un sonoro “Facciamolo.” Ironicamente, la reazione agli AMAs è stata talmente enorme che quando Charlie Puth – che Jungkook aveva citato talmente tante volte da diventare un meme tra i fan – finalmente ha bussato alla loro porta, ha dovuto gridarlo pubblicamente su Twitter per poter avere la loro attenzione.

 

Quando Hanno Frantumato Il Circuito Americano Delle Interviste

Con un solo membro nel gruppo fluente in inglese, si poteva vedere il nervosismo trapelare durante gli importanti impegni stampa di maggio, con RM che gestiva la maggior parte delle domande. Ma ARMY, in quanto fandom più eccessivo mai esistito, ha raccolto le espressioni e reazioni degli altri membri in adorabili video. Detto questo, i BTS sono tornati, ben più rilassati, per i media nel periodo degli AMAs, ed erano i presentatori ad essere agitati. I BTS hanno volteggiato tra le interviste, si sono divertiti nelle apparizioni, e hanno spaccato nei grossi talk show con la loro solita personalità affascinante. Ma anche se Jimmy Kimmel, James Corden ed Ellen ora hanno in comune che sono dipendenti dai BTS, più importante ancora è che il gruppo si sia esibito durante queste apparizioni. Come dice RM, la musica trascende la lingua, e di conseguenza ancora più americani si stanno innamorando delle loro sonorità pulite ma appassionate, e delle coreografie assassine.

 

Quando Gli ARMY Internazionali Si Sono Uniti

Potremmo parlare tutto il giorno della pazienza di RM, del calore di Jin, della dolcezza di Jimin, del coraggio di Jungkook, della positività di J-Hope, dell’adorabile stravaganza di V e dello humor nero di Suga ma, per un momento, diamo uno sguardo al loro oceano di fans. Beh, questo posto è vostro, ARMY, perchè quest’anno ci avete davvero dato dentro. Per tutti quelli che hanno passato la notte a votare su twitter e a fare streaming di video, per le squadre di traduttori che senza sosta sottotitolano video e riscrivono interviste, per i fan che mandano fiori per ringraziare i DJ in radio, per i gruppi che hanno fatto faticose ricerche su come funziona la radio americana per far si che gli ARMY di ogni stato potessero spingere i BTS, e per gli account social di vecchia data, che meticolosamente coordinano tutto e guidano i fan verso nuovi traguardi record da rompere. Non c’è da stupirsi che Jimin vi indossi attorno al collo.

 

Quando Si Sono Guadagnati Svariate Collaborazioni Di Alto Livello

Nel lontano 2014, i BTS registrarono una delle loro Bomb esibendosi in eccellenti passi su “Let Me Take A Selfie” dei The Chainsmokers. Se qualcuno gli avesse detto che tre anni dopo Andrew Taggart dei The Chainsmokers avrebbe collaborato con loro nell’esuberante “Best Of Me”, avrebbero potuto distruggere i letti su cui stavano saltando, dall’emozione.

Le collaborazioni non si sono fermate qui; il passare “MIC Drop” (una traccia di “Her” preferita dai fan) a Steve Aoki e Desiigner ha avuto come risultato una versione spietata che è entrata vittoriosa nella top 30 americana, posizionandosi al #28 e rendendoli l’unico gruppo K-Pop mai penetrato nelle sfere più alte della classifica.

Il risultato è stato migliore del desiderio di RM per una hit nella top 50, ma ha fatto centro per il più giovane e ambizioso Jungkook, che un po’ scherzosamente aveva posto dei precedenti a settembre. In tutta onestà, gli unici record che ora devono battere sono i loro, e questo difficilmente cambierà nel 2018. E’ la fine perfetta di un anno perfetto per i sovrani regnanti delle boy band, i BTS.

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Articolo originale: Teenvogue

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

I BTS DISCUTONO DELLA LORO CONQUISTA DELL’AMERICA COME NESSUN’ALTRO GRUPPO K-POP NELLA STORIA AMERICANA

Articolo Forbes originale

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Dopo anni passati a tenere stretta la loro posizione come uno dei più grandi nomi del k-pop al mondo, i BTS sono infine riusciti ad entrare nella top 10 della Billboard 200 con il loro nuovo EP, Love Yourself: Her, diventando il primo gruppo di questo genere a riuscirci. Oltre iniziare la loro nuova collezione (di successi) con un 7° posto in BB200, il singolo estratto dall’EP, DNA, si è piazzato nella HOT 100, rendendo i sette uno dei pochi gruppi k-pop ad ottenere una posizione in una classifica così importante.
I BTS sono stati in grado di raggiungere questi traguardi anche grazie al supporto della loro enorme fanbase, che ha lanciato una campagna promozionale sui social media, risultata essere intensa, ben organizzata e ben portata avanti. Ora che le carriere di questi artisti hanno raggiunto nuovi traguardi, sarà interessante vedere cosa succederà d’ora in poi, e come il settetto utilizzerà la fama acquisita in America.
Poco dopo la comparsa del gruppo nelle classifiche, ho parlato con uno dei membri,
Rap Monster, su cosa significhi essere il massimo esponente di un genere che
ha lentamente guadagnato popolarità in America, nonostante la barriera linguistica.

Hugh McIntyre: Cosa si prova ad essere il primo gruppo k-pop a raggiungere la top 10 della (classifica) Billboard 200 negli Stati Uniti?
Rap Monster: Sembra ancora di sognare. La top 10 della Billboard 200 non è qualcosa che (pensavamo) di poter raggiungere, qualcosa a cui (pensavamo) di essere destinati. Credo che i BTS siano fortunati e grati ad avere questi fan.

MI: Durante la vostra carriera, siete riusciti a fare sempre meglio con ogni nuovo progetto. Avevate mai pensato di entrare nella top 10, o era del tutto inaspettato?
RM: A dire il vero è stato del tutto inaspettato. Ovviamente ci aspettavamo qualcosa… stiamo ottenendo sempre più attenzioni negli Stati Uniti, ma ci chiedevamo “possiamo arrivare alla top 10?”. Delle volte lo immaginavamo, ma non avremmo mai pensato di riuscirci. Lo volevamo, ma non era il nostro scopo principale, quindi ci sentiamo fortunati.

MI: Era un vostro obiettivo quello di conquistare le classifiche americane, o è semplicemente una fortuita coincidenza avvenuta grazie al nuovo album?
RM: Credo che stiamo ottenendo molta attenzione in America, e molti americani stanno diventando nostri fan. È una cosa graduale, stiamo salendo (le classifiche) lentamente, quindi credo che ci possiamo aspettare dell’altro in futuro. Sta succedendo davvero, e spero non sia solo una fortuita coincidenza. Dobbiamo continuare a lavorare sodo.

MI: Cosa credi renda questo album migliore rispetto a quelli precedenti?
RM: Credo che il nostro lavoro sia sempre indirizzato ad adolescenti e giovani in generale, perché i BTS nascono come un gruppo dotato di coscienza sociale. Abbiamo sempre voluto fare performance come quelle che facevamo al nostro debutto. Ciò che credo renda quest’album davvero speciale è che rappresenta un vero e proprio punto di svolta per noi. Segna l’inizio di un nuovo concept: ama te stesso. Credo che i fan vi stiano reagendo: stanno davvero pensando a come amare loro stessi. Tramite quest’album, si può assimilare questo concetto, e imparare ad amarsi. La musica segue più il trend attuale, quindi credo che la nostra storia, la nostra musica e il nuovo concept siano arrivati a loro massimo questa volta. Tutto era perfetto affinché potessimo raggiungere (la classifica) Billboard.

MI: Dopo tutti questi avvenimenti, pensate di cogliere la palla al balzo e produrre musica in inglese? Cosa pensate di fare per sfruttare questo momento?
RM: Per sfruttare questo momento al massimo, dobbiamo cercare di non perdere la testa. È l’unico modo. Non vogliamo rilasciare una canzone in inglese solo perché siamo felici di ciò che sta succedendo. E’ tutto davvero grandioso, ma dobbiamo tenere a mente ciò che stiamo facendo e prepararci per il nostro nuovo album. Ovviamente, credo che torneremo più spesso in America, visto l’attenzione positiva che stiamo ricevendo.

MI: Registrate pezzi in diverse lingue, e questo è un punto a vostro favore. Riuscite a produrre molta musica! Come riuscite a rimanere al passo con i vostri piani di lavoro?
RM: È molto difficile stare dietro ai piani di lavoro proprio perché abbiamo sempre poco tempo, ma è qualcosa che dobbiamo fare. I fan sono sempre in cerca di qualcosa di nuovo, e noi abbiamo molte esibizioni che desideriamo mostrare. Credo, tuttavia, che la regola d’oro sia riposare bene e provare molto. Questo è ciò che conta davvero per noi.

MI: In America il k-pop è cresciuto in popolarità negli ultimi anni, ma è ovvio che questi ultimi mesi siano stati fondamentali per questo genere musicale. Trovi che essere il gruppo che guida questo trend sia motivante o, in un certo senso, terrificante?
RM: Sai, a volte sentiamo il peso di essere i leader di questo cambiamento, ma essere uno dei primi è una grande sensazione, da artista. Stiamo cercando di goderci sia quest’onda (di popolarità) che il suo peso al meglio. E’ tutto quello che possiamo fare.

MI: Grande merito è stato dato ai vostri fan, che hanno aiutato l’album ad entrare nelle classifiche. Hanno promosso l’album con delle modalità non molto diffuse in America. Cosa credi li renda così fedeli e li spinga a lavorare così duramente per far conoscere la vostra musica?
RM: Credo si tratti di qualcosa difficile da spiegare a parole. Credo che al momento stiano reagendo a ciò che abbiamo detto per quattro anni. Cerchiamo sempre di restituire qualcosa, di mandare un messaggio, ad esempio come vivere o come sopravvivere da adolescente in questo mondo crudele. Proprio come su Twitter e YouTube, mostriamo loro le nostre foto e parliamo di ciò che pensiamo, e questo è di sicuro di grande aiuto. E’ ciò che rende tutto speciale per il pubblico e che conta per noi.
(I fan) stanno lavorando sodo in America, e noi stiamo cercando di ringraziarli, restituendo loro qualcosa, come musica o esibizioni, o come un concerto in America. È come se continuassimo a ricaricarci energie a vicenda. E’ questo che rende i BTS speciali.

MI: Avete appena fatto la storia, e hai parlato di nuova musica in arrivo. Cosa c’è in serbo per voi in quel che rimane del 2017 e nel 2018?
RM: Il 2018 segnerà un altro punto di svolta per noi, perché stiamo organizzando qualcosa di davvero grande. Anche più grande rispetto a quest’anno! La cosa più importante è che continueremo a fare ciò che stiamo facendo, preparaci per il prossimo album, andare in tour, visitare l’America e fare concerti per i nostri fan americani. Credo che i nostri obiettivi per questo ed il prossimo anno siano di continuare a fare ciò che facciamo, rendendolo sempre più grande.

MI: Ti sei anche cimentato, da solista, in collaborazioni con artisti hip-hop americani. È qualcosa che ti piacerebbe rifare in futuro?
RM: Oh sì, certamente. Sono anche un solista. Ho sempre voluto farlo, e attualmente sto lavorando ad una collaborazione. Non posso dire con chi, ma si, ci  sto lavorando. Tengo anche a questo aspetto.

MI: C’è un rapper qui in America con cui vorresti lavorare?
RM: Ce ne sono molti: Dre, J. Cole… Ce ne sono troppi… Ne potrei nominare 20

MI. Immagino che una collaborazione con J. Cole sarebbe fantastica.
RM: Si, lui è uno dei migliori. È davvero un grande.

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Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Traduzioni BTS Notes “Her”

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Taehyung
29 Dicembre, 2010
Mi sono tolto le scarpe e ho buttato lo zaino nella stanza principale. Papà era davvero lì. Non ho pensato a quanto tempo fosse passato, o dove fosse andato. Mi sono solo ciecamente gettato fra le sue braccia. Non ricordo con chiarezza cosa sia successo in seguito. Se sia stato l’odore dell’alcol ad essere arrivato prima, o gli insulti, oppure lo schiaffo sulla mia guancia. Non capivo cosa stesse succedendo. Puzzava di alcol, e quando ansimava il suo alito era nauseante. I suoi occhi erano iniettati di sangue e la sua barba lasciata incolta. Colpì il mio volto con la sua grande mano. Mi colpì ancora e mi chiese che cosa avessi da guardare. Poi mi sollevò in aria. I suoi occhi scarlatti erano spaventosi, ma ero talmente terrorizzato da non riuscire nemmeno a piangere.
Questo non era mio padre. No, questo era mio padre, ma non lo era. Le mie gambe si dimenavano a mezz’aria.
Un attimo dopo, la mia testa si schiantò contro il muro e crollai al suolo. Sembrò quasi che la mia testa stesse per esplodere. La mia vista iniziò ad annebbiarsi e battei le palpebre un po’ di volte. La mia testa era piena solo del penetrante suono del respiro di mio padre.

Seokjin
2 Marzo, 2019
Un odore umido fuoriuscì dall’ufficio del preside non appena vi entrai, seguendo mio padre. Sono passati dieci giorni da quando sono tornato dall’America, e ieri mi avevano detto avrei frequentato scuola con ragazzi un anno più piccoli, siccome il sistema scolastico là è diverso.
“La prego di prendersi cura di lui”, disse mio padre, posando la sua mano sulla mia spalla, e il gesto fece trasalire tutto il mio corpo senza che me ne rendessi conto.
“La scuola è un luogo pericoloso. C’è bisogno di regole”, disse il preside, volgendo lo sguardo nella mia direzione. Ogni volta che il preside parlava, le sue guance rugose e la pelle intorno alla sua bocca si afflosciavano, ed era ben visibile l’interno delle sue labbra nere, di un rosso puro e scuro.
“Non lo pensi anche tu, Seokjin?”
Ho esitato alla domanda improvvisa, e mio padre acuì il peso della sua mano sulla mia spalla. Aveva una presa talmente stretta da far risaltare le vene del suo collo.
“Credo ti troverai bene.”
Il preside incontrò il mio sguardo con persistenza, e mio padre applicò sempre più forza nella mano sulla mia spalla. Faceva così male che pensavo le ossa delle mie spalle si sarebbero frantumate, e serrai le mani a pugno. Fui scosso da brividi e cominciai a sudare freddo.
“Devi sempre rivolgerti a me. Seokjin, devi diventare un bravo studente”, mi disse ill preside guardandomi con espressione accigliata.
“Sì.”
L’agonia sparì non appena feci uscire forzatamente una risposta. Ho
sentito mio padre e il preside ridere. Non riuscii a sollevare il capo. Ho solo guardato in basso le scarpe marroni di mio padre e quelle nere del preside. Non so da dove stesse entrando la luce, ma sembravano brillare. Ne ero terrorizzato.

Jimin
30 Agosto, 2019
Mentre Hoseok hyung era al telefono, mi divertivo a calciare lo sporco che si trovava bloccato sotto la sua ombra. Hyung ha riso lievemente e ha fatto un’espressione che sembrava dire “Park Jimin è diventato grande.” Ci si mettevano due ore per camminare da scuola a casa. In autobus non si impiegava neanche 30 minuti, e se si prendeva la strada principale il tempo si sarebbe ridotto a 20, ma hyung insisteva di percorrere una strada piena di vicoli tortuosi, piena di salite e discese e attraversata da un cavalcavia. L’anno scorso, avevo cambiato scuola dopo essere stato dimesso dall’ospedale. La scuola era distante da casa e non c’era nessuno che conoscessi. Ma alla fine pensavo andasse bene così. Avevo già cambiato scuola più volte e non sapevo mai quando sarei stato ricoverato di nuovo, perciò non era nulla di speciale.
Ma fu allora che incontrai hyung. Poco dopo l’inizio del nuovo semestre. Hyung si era
avvicinato a me come se niente fosse e aveva camminato al mio fianco per due ore. Mi ero accorto solo dopo che le nostre case non si trovavano nella stessa direzione. Non riuscii nemmeno a chiedergli il perché. Ho solo sperato in cuor mio che quelle due ore dove le nostre ombre camminavano fianco a fianco, insieme sotto al sole, potessero allungare la giornata almeno per un altro po’.
Hyung era ancora al telefono, così ho nuovamente pestato la sua ombra, poi corsi via. Hyung chiuse la chiamata e iniziò a inseguirmi. I nostri gelati si erano già sciolti sotto il sole cocente e il suono delle cicale mi perforava le orecchie. Improvvisamente, sentii la paura pervadere il mio cuore. Quanto sarebbero durate ancora queste giornate?

Namjoon
15 Maggio, 2020
Non appena varcai la porta del ripostiglio, che era divenuto un nascondiglio per chi di noi non aveva un luogo dove andare, misi a posto due sedie. Sollevai un banco che era caduto, abbandonato, e rimossi la polvere con il palmo della mano. I finali rendono le persone sentimentali. Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno in cui sarei venuto a scuola. Due settimane fa, era stato deciso ci saremmo trasferiti. Forse non sarei più tornato qui, e forse non avrei più visto i miei hyung e donsaeng.
Piegai un foglio in due e lo misi sul banco, tirai addirittura fuori una matita, ma non sapevo che parole avrei dovuto lasciare dietro, perciò feci soltanto passare il tempo. Mentre scarabocchiavo un po’ di parole insignificanti, la mina della mia matita si spezzò rumorosamente.
“Devi continuare a vivere.”, ho scarabocchiato sul foglio, coperto di macchie lasciate dai frammenti di mina, senza rendermene conto. Fra la polverina nera della mina e gli scarabocchi erano sparse storie di povertà, genitori, donsaeng, trasferimenti. Accartocciai il foglio e lo misi in tasca, per poi alzarmi. Spinsi il banco e della polvere si alzò. Prima di andarmene, mi fermai alla finestra sporca e tirai un respiro profondo, poi scrissi tre caratteri. Nessun saluto sarebbe stato sufficiente, e anche se non avessi detto nulla, quella scritta sarebbe bastata:
“Incontriamoci di nuovo.”
Più che una promessa, quello era solo un desiderio.

Jungkook
25 Giugno, 2020
Accarezzai i tasti del pianoforte col mio polpastrello, disperdendo la polvere che vi si era posata. Feci pressione col dito, ma il suono che venne fuori dal pianoforte era diverso da quello di hyung mentre suonava.
Sono passati dieci giorni da quando hyung non si è più fatto vedere a scuola. Oggi, si è sparsa la voce sia stato espulso. Namjoon e Hoseok hyung non hanno detto niente, e avevo troppa paura di chiedere loro qualcosa a riguardo. Quel giorno, due settimane prima, solo io e hyung eravamo nel nostro nascondiglio. Hyung non mi aveva
nemmeno guardato quando ero entrato, e aveva continuato a suonare il pianoforte; avevo messo due banchi vicini e avevo chiuso gli occhi, come a far finta di dormire. Hyung e il pianoforte erano così diversi, ma allo stesso tempo sembravano così simili l’un l’altro tanto che mi era difficile fare differenza fra i due. Mentre ascoltavo hyung suonare, per qualche strano motivo avevo sentito il bisogno piangere.
Siccome avevo sentito le lacrime salire, mi ero girato, e improvvisamente sentii la porta aprirsi con violenza, fermando il suono del pianoforte. Sentii uno schiaffo arrivarmi sul viso, facendomi vacillare all’indietro, per poi farmi cadere a terra. Nel momento in cui mi rannicchiai per resistere alla violente parole che avrei ricevuto, improvvisamente la voce si fermò. Quando sollevai il capo, vidi hyung in posizione protettiva davanti a me, mentre teneva l’insegnante per la spalla. Al di là della spalla di hyung, vidi l’espressione disgustata dell’insegnante.
Spinsi il tasto di pianoforte. La mia era solo un’imitazione del brano che hyung era solito suonare. Hyung era stato davvero espulso? Non sarebbe più tornato? Hyung diceva sempre che era abituato ad essere picchiato. Se non fossi stato lì, hyung non avrebbe dovuto opporre resistenza all’insegnante, non è così? Se non fossi stato lì, hyung
sarebbe ancora qui, a suonare il pianoforte, non è così?

Yoongi
25 Giugno, 2020
Spalancai la porta ed entrai, poi tirai fuori una borsa dal cassetto più basso della scrivania. Quando la ribaltai, un tasto di pianoforte cadde con un ‘clack’. Buttai il tasto di pianoforte mezzo bruciato nella spazzatura e mi stesi sul letto. Il fuoco acceso nel mio cuore non voleva saperne di spegnersi, il mio respiro era irregolare, avevo le dita ancora sporche di fuliggine.
Ero andato da solo alla casa distrutta dal fuoco, una volta finito il funerale. Andai in camera di mia madre, e vidi che il pianoforte era stato bruciato così tanto da avere una forma quasi irriconoscibile. Sprofondai al suo fianco. Mi sedetti mentre la luce pomeridiana penetrava dalla finestra, fino a che non iniziò a dissolversi. Gli ultimi
raggi di luce passarono sopra alcuni tasti del pianoforte. Che genere di suono ne sarebbe venuto fuori se li avessi suonati? Pensai a quante volte le dita di mia madre li avessero toccati. A quel punto ne misi uno in tasca e lasciai la stanza.
Sono passati quasi 4 anni da allora. La casa era silenziosa. Era follemente silenziosa. Erano le 10 passate, perciò mio padre doveva essere a letto; dopo, ogni cosa tratteneva il respiro. Erano quelle le regole di questa casa. Era difficile sopportare questa quiete. Non era facile neanche, seguire fedelmente gli orari prestabiliti, le norme e i formulari prestampati. Ma ciò nonostante quel che riuscivo a sopportare ancora meno di tutto ciò era il fatto di vivere in questa casa. Avevo la paghetta da mio padre e cenavo con mio padre e venivo rimproverato da mio padre. Piuttosto che andargli contro e perdermi e creare problemi, mi mancava il coraggio di abbandonarlo e lasciare casa per vivere per conto mio, per trasformare quella libertà in azione e non solo parole.
Mi alzai improvvisamente dal letto e pescai il tasto di pianoforte dal cestino della spazzatura sotto la scrivania. Aprii la finestra e l’aria notturna entrò velocemente. Quell’aria mi schiaffeggiò in faccia con la forza di tutto quel che era successo quel giorno. Tirai il tasto del piano in quell’aria con tutta la potenza in corpo. Ascoltai attentamente, ma non riuscii a sentirlo colpire il suolo. Indipendentemente da quanto ci provassi, non riuscivo ad immaginare il suono che avrebbe potuto fare. Non importa quanto tempo sarebbe passato, quel tasto di pianoforte non avrebbe mai più prodotto nessun suono. E non avrei mai più suonato il pianoforte.

Hoseok
15 Settembre, 2020
La madre di Jimin camminava avanti e indietro per il pronto soccorso. Dopo aver controllato che la targhetta sul letto e la flebo fossero sistemate bene, con un dito tolse dalla spalla di Jimin un filo d’erba. Mi avvicinai titubante, sentendo che avrei dovuto dirle perché Jimin era al pronto soccorso, dirle della crisi che aveva avuto alla fermata dell’autobus. La madre di Jimin sembrò notare solo allora la mia presenza, e mi fissò a lungo con sguardo critico. Non sapevo cosa fare, ed esitai. La madre di Jimin disse solo “Grazie” e poi si volse di nuovo verso di lui.
Quando mi rivolse nuovamente lo sguardo, il medico e le infermiere stavano per trasferire il letto, e io li stavo seguendo. La madre di Jimin mi ringraziò ancora e mi prese una spalla. Invece che “prese” sarebbe più corretto dire che mi toccò appena, per poi ritrarre la mano. Ma subito sentii un muro invisibile innalzarsi tra lei e me. Un muro solido e deciso. Freddo e robusto. Un muro che non sarei mai riuscito a scavalcare. Avevo vissuto in un orfanotrofio per 10 anni. Lo percepivo con il mio intero corpo, con lo sguardo, l’aria stessa. In un momento di smarrimento, feci un passo indietro e crollai al suolo. La madre di Jimin mi guardò con aria vacua. Era una donna piccola e bella, ma la sua ombra era grande e gelida. Quell’ombra calò su di me, accasciato sul pavimento del pronto soccorso, nascondendomi. Quando alzai nuovamente il capo, il letto di Jimin era già stato portato via, in emergenza, e non potevo più vederlo.
Da quel giorno, Jimin non tornò più a scuola.

Jimin
28 Settembre, 2020
Mi fermai, cercando di contare i giorni da quando ero stato ricoverato. Contare è un qualcosa che fai quando vuoi uscire al più presto da un posto, o quando pensi che ci sia speranza di poter uscire. Le foglie e gli alberi in lontananza, fuori dalla finestra, assomigliavano ancora agli abiti delle persone, perciò sapevo che non era passato
molto tempo. Al massimo, poco più di un mese. Forse a causa dei medicinali tutto sembrava così noioso e monotono. Tuttavia, questo era un giorno speciale. Questo era il genere di giorno che dovresti segnarti sul diario, se ne tieni uno. Ma io non tengo un diario, e non voglio avere nessun genere di problema, se segnassi una cosa di
questo tipo. Oggi ho mentito per la prima volta. Ho guardato il dottore negli occhi facendo finta di essere avvilito, e ho detto: “Non ricordo nulla.”

Hoseok
25 Febbraio, 2021
Ballai senza distogliere lo sguardo dal mio riflesso nello specchio. Il me nello specchio aveva i piedi sollevati da terra, si librava ed era libero dagli obblighi e dagli sguardi del mondo.
Nulla aveva importanza. Nulla che mi facesse battere il cuore in petto, oltre al movimento del mio corpo che andava a tempo con la musica.
La prima volta che avevo ballato, avevo all’incirca dodici anni. Era stato forse per un talent show, o per un’uscita didattica. Ero in piedi su un palco, spinto dai miei amici. Le cose che mi ricordo di quel giorno sono il suono degli applausi, il tifo, e la sensazione di essere finalmente diventato me stesso. Ovviamente, a quel tempo credevo fosse solo piacere nel muovere il mio corpo a tempo con la musica. Avrei imparato solo molto più tardi che quel sentimento era gioia e che quella gioia veniva non dal suono degli applausi ma da qualche parte dentro di me.
Il me fuori dallo specchio è preso da tante cose. I miei piedi posso lasciare il suolo solo per pochi secondi alla volta. Quando odio qualcosa sorrido e quando sono triste rido. Svengo quasi ovunque, anche se prendo medicinali che non mi servono. Perciò quando ballo, cerco di non distogliere gli occhi dal me nello specchio.  Il momento in cui riesco a diventare il me stesso più autentico. Il momento in cui posso liberarmi da ogni onere e
volare via. Il momento in cui mi sembra di poter diventare felice. Proteggo quei momenti.

Yoongi
7 Aprile, 2022
Smisi di camminare al suono maldestro di un pianoforte. L’unico suono nel vuoto cantiere era lo scoppiettio del fuoco che qualcuno aveva acceso in un barile. Conoscevo il suono del brano appena suonato, ma perché avevo pensato a quello? I miei passi ubriachi vacillarono. Chiusi gli occhi e camminai ancora più distrattamente. Più il calore del fuoco cresceva, più il suono del pianoforte, l’aria notturna e la mia ebbrezza si
attenuavano.
Aprii gli occhi al suono improvviso di un  clacson, nel momento in cui una macchina mi passò accanto, sfiorandomi per poco. Nella confusione della luce dei fari, del vento alzato dalla macchina, e della mia ubriachezza, vacillai disperatamente. Sentii l’autista imprecare. Non appena mi fermai, preparandomi per insultarlo a mia volta, realizzai improvvisamente di non essere più in grado di sentire il suono del pianoforte; in mezzo al suono del fuoco ardente, del vento, del silenzio lasciato dalla scia della macchina, il suono del pianoforte era sparito. Sembrava essersi fermato.
Perché si era fermato? Chi lo stava suonando?
Le scintille della brace dal barile si sono alzate con un suono brusco. L’ho guardato per un lungo momento, con sguardo distante. Il mio viso divenne caldo per il calore. Fu in quel momento che sentii il suono fragoroso di un pugno urtare contro i tasti del pianoforte. D’istinto, mi guardai alle spalle. Per un momento, il sangue iniziò a fluire così velocemente che il mio respiro divenne irregolare.
Gli incubi di quand’ero piccolo. Quel suono era come quello che sentivo lì.
Dopodiché, corsi. Senza volerlo, corsi verso il negozio di strumenti musicali, e il mio corpo si era volto spontaneamente per guardare dietro. In un certo senso, sapevo si trattasse di un qual cosa già provata già un’infinità di volte. Avevo come la sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante.
Il negozio di strumenti musicali aveva la finestra aperta, e qualcuno era seduto di fronte al pianoforte.
Nonostante fossero passati molti anni, l’ho riconosciuto in un istante. Stava piangendo, con le mani raccolte a pugno. Non volevo essere coinvolto nella vita di nessun altro. Non volevo consolare la solitudine di nessun altro. Non volevo diventare una persona significativa per nessuno. Non avevo per niente la fiducia di poter proteggere
quella persona. Non avevo la fiducia di poter stare al suo fianco fino alla fine. Non volevo ferirlo, non volevo farmi del male.
Camminai lentamente. Avevo intenzione di voltarmi e andare via, ma mi avvicinai ancor prima di accorgermene.
Una nota sbagliata risuonò forte. Jungkook sollevò il capo e mi guardò.
“Hyung.”
Era la prima volta che ci vedevamo da quando avevamo lasciato il liceo.

Seokjin
11 Aprile, 2022
Andai al mare da solo. Lo specchio del mare si estendeva in lungo e in largo, di un blu intenso. La luce riflessa dall’acqua e la foresta che avevo appena attraversato erano familiari. Se mi fossi chiesto cosa fosse cambiato, allora la risposta sarebbe stata come fossi cambiato io, come persona. Premendo l’otturatore, lo scenario che si presentava davanti a me era cambiato spostandosi a 2 anni e 10 mesi fa, per poi sparire così come si era presentato. Quel giorno ci eravamo seduti in spiaggia spalla contro spalla. Nonostante fossimo esausti, senza avere la minima idea di cosa il futuro ci riservasse, almeno eravamo insieme.
Feci inversione con la macchina e schiacciai l’acceleratore. Oltrepassai il distributore di benzina e arrivai alla nostra scuola. Abbassai il finestrino. Era una notte estiva, e l’aria era calda. Dagli alberi piantati ai lati della scuola, avevano iniziato a cadere dei petali. Mi lasciai alle spalle la scuola e superai un incrocio. Mi voltai un po’ di volte prima di notare le fiamme in lontananza, innalzarsi dal distributore di benzina
dove lavorava Namjoon.

Namjoon
11 Aprile, 2022
Stavo scavando in cerca di una maglietta che non costasse molto, quando Taehyung allungò la mano da dietro e ne prese una. Era una maglia che aveva le stesse scritte che erano stampate su quella che indossavo in quel momento. Taehyung mi sorrise e si tolse la maglia lacerata. Riuscivo a vedere i lividi sulla sua schiena alla luce che entrava dalla mia roulotte. Hoseok mi guardò con occhi scandalizzati. Taehyung indossò la mia maglietta e si specchiò davanti allo specchio incrostato. Dopodiché rise.
“Sono in ritardo perché voleva fare dei graffiti ed è stato beccato dalla polizia. Ho dovuto tirarlo fuori.”
Feci finta di essere arrabbiato con Taehyung e Taehyung fece finta di essere davvero dispiaciuto. Yoongi hyung, seduto in un angolo della mia roulotte, camminò lentamente nella nostra direzione, e diede un colpo a Taehyung nella spalla.

Jungkook
11 Aprile, 2022
Alla fine, è andata a finire come volevo. Andai incontro ai due teppisti che avevo incontrato per strada di proposito e venni picchiato a sangue. Mentre mi picchiavano mi ero messo a ridere, il che ha alimentato la loro rabbia, perciò dopo avermi chiamato pazzo bastardo mi hanno picchiato ancora più forte. Appoggiai la schiena
contro la saracinesca e volsi lo sguardo al cielo. Era già notte fonda. Non c’era nulla nel cielo nero pece. Vidi un ciuffo d’erba in lontananza. Si era piegato da un lato a causa del vento. Era un po’ come me. Sentii il bisogno piangere, perciò mi costrinsi a ridere.
Chiusi gli occhi e vidi l’immagine del mio patrigno che si schiariva la voce. Il mio fratellastro mi aveva dato un calcio, poi era scoppiato a ridere. I parenti del mio patrigno guardavano altrove oppure parlavano di cose insignificanti. Facevano finta che io non ci fossi, come se la mia esistenza non fosse importante. Mia madre era impotente di
fronte ai loro comportamenti.
Appoggiai le mie mani al suolo e mi alzai, ma alzai della polvere che mi fece tossire. Mi fece così tanto male, da farmi avere l’impressione di essere stato pugnalato ai polmoni. Salii sul tetto del cantiere aperto. La città notturna si estendeva davanti ai miei occhi, dipinta di colori terribili. Mi arrampicai salendo sulla ringhiera e iniziai a camminare con entrambe le braccia aperte. Una gamba barcollò e per poco non persi l’equilibrio. Pensai che sarei potuto morire con un singolo passo falso.
Se fossi morto, sarebbe tutto finito.
Nessuno sarebbe stato triste senza di me.

Taehyung
22 Maggio, 2022
Stavo passando per il bosco e mi guardai alle spalle quando hyung mi telefonò. Stava succedendo davvero di tutto negli ultimi giorni. Feci una telefonata in un luogo lontano in modo che nessun altro potesse sentire. Rallentai il passo di proposito, voltandomi interamente verso il mare. Passai vicino a hyung, anche se lui non mi vide. “Sei solo un anno più piccolo di me. Ah no, non mi interessa. Non è qualcosa di cui mi potrei occupare in ogni caso.”
Un brivido mi percorse la schiena, e l’intero mondo sembrò crollarmi addosso. Mi sembrò di essere stato abbandonato in un mare profondo a nuotare in solitudine. Avevo paura e mi sentii terrorizzato. Miserabile e vergognoso. Arrabbiato. Talmente tanto arrabbiato da non essere in grado di trattenermi. Volevo fare qualcosa, qualsiasi cosa. Volevo spaccare, colpire ed essere allo sbando. Eppure avevo paura. Anche il sangue di mio padre scorreva in me. Pensai che forse la violenza si potesse ereditare. Alla fine qualcosa aveva finito per sorpassare il muro che avevo eretto.

Hoseok
31 Maggio, 2022
Ho istintivamente distolto lo sguardo, ed ero senza fiato. Dopo aver ballato a lungo ne ero spesso a corto, ma questo non era lo stesso contesto. Pensai di essere simile a mia madre. No, quello non era né un pensiero né una percezione, e non era nemmeno qualcosa che si potesse spiegare o descrivere. Non riuscivo a guardare il volto di un amico che conoscevo da più di 10 anni. Abbiamo imparato a ballare insieme e abbiamo
fallito insieme, ci siamo sentiti demoralizzati e ci siamo fatti forza. Crollavamo sul pavimento coperto di sudore e ci tiravamo addosso gli asciugamani facendo battute.
Mi sembrava di aver toccato per la prima volta una sensazione mai provata prima, e di scatto mi alzai in piedi. Non appena raggiunsi l’angolo, appoggiai la schiena al muro e rimasi in piedi. Provai a calmare il mio respiro agitato, ma ad un certo punto sentii qualcuno dire, “Dove stai andando Hoseok-ah?”.
Una voce. Ho pensato che potesse essere una voce. Una voce che mi aveva chiamato “Hoseok-ah”, una voce che non riuscii a ricordare subito, ma che mi richiamò al
tempo in cui avevo sette anni.

Yoongi
8 Giugno, 2022
Mi sono tolto la maglia di nuovo. Il riflesso nello specchio non mi rappresenta affatto. La t-shirt con su scritto ‘Dream’ non era il mio stile, da qualsiasi verso la guardassi. Il colore rosso, la parola ‘Dream’, anche il modello aderente non mi andava giù. Con un gesto di seccatura improvvisa, tirai fuori una sigaretta e presi il mio accendino. Non era nella tasca dei miei jeans, perciò rovesciai il contenuto della mia borsa, e solo in quel
momento ricordai. Me l’aveva preso. Senza pensarci due volte, l’aveva stappato dalle mie mani e l’aveva preso. E quel che mi aveva buttato dopo era un lecca-lecca e questa t-shirt.
Mi scompigliai i capelli e mi alzai, sentendo poi il suono dell’arrivo di un messaggio. Non appena vidi il nome a tre caratteri sullo schermo del mio cellulare, l’ambiente intorno a me divenne bianco e il mio cuore mi balzò fuori dal petto. Spezzai la sigaretta in due mentre andavo a riassicurarmi del messaggio. Indossando quella stretta maglietta rossa con su scritto ‘Dream’, risi come un idiota come se ci fosse qualcosa di bello, in tutto ciò.

Taehyung
25 Giugno, 2022
Rallentavo il passo di proposito e raddrizzavo le orecchie ogni volta avessi la minima impressione che mi stesse seguendo.
Oggi era il terzo giorno che ci eravamo incontrati al minimarket. Se c’era qualcosa di diverso, allora era il fatto che oggi era scappata, non appena mi aveva visto. Dopodiché mi aveva aspettato in un vuoto appezzamento dietro al negozio, ma non appena mi feci rivedere, si nascose nuovamente. Si era nascosta bene ma la sua ombra si
proiettava lontano, nella direzione di fronte all’appezzamento abbandonato. Risi lievemente. Passai, facendo finta di non vedere nessuno, ma poi mi aveva iniziato a seguire.
Imboccai un vicolo stretto. Quello era l’unico posto nel nostro vicinato dove i lampioni non erano rotti. Il vicolo era lungo e il lampione era collocato da qualche parte a metà strada. Quando la fonte di luce è davanti, l’ombra si proietta dietro. Quindi in quel momento la mia ombra era proiettata alle mie spalle. Poteva essersi addirittura
proiettata fino ai piedi della persona che mi stava seguendo con respiro trattenuto. Mentre passavo sotto al lampione, la mia ombra sparì sotto i miei piedi. Iniziai a camminare leggermente più veloce. Non dopo molto, un’ombra che non mi apparteneva comparve sulla strada cementata. Fermai i miei passi e la presenza dietro di
me si fermò a sua volta. Le due ombre di diversa altezza si fermarono l’una vicino all’altra.
Parlai.
“Aspetterò finché non verrai qui.”
L’ombra sobbalzò. Poi rimase immobile come se volesse far finta di non esserci.
“Riesco a vedere tutto.”
Feci notare l’ombra. A quel punto un suono di passi iniziò a farsi più vicino,
rumorosamente, di proposito. Risi.

Namjoon
30 Giugno, 2022
Mi guardai un po’ stranito, e schiacciai il tasto di apertura delle porte come se le mie mani avessero volontà propria. C’erano dei momenti così. Momenti che mi sembrava di aver vissuto già infinite volte, anche se era ovviamente la prima. La porta dell’ascensore si aprì nuovamente e pochi attimi prima che si chiudesse la gente si lanciò dentro. In mezzo a queste persone, ne cercavo una che portava i capelli legati con un elastico
giallo. Non avevo premuto il bottone delle porte con la certezza che questa persona sarebbe stata lì, ma avevo pensato fosse ovvio ci sarebbe stata. Indietreggiai passo dopo passo. La fredda parete dell’ascensore mi sfiorò la schiena, e io alzai la testa e vidi l’elastico giallo.
La schiena di una persona racconta molte storie. Solo che alcune già le avevo sentite. Alcune potevo solo indovinarle. Alcune erano ancora da spiegare, anche se già concluse. Improvvisamente pensai che puoi dire di conoscere una persona solo quando riesci a leggerla anche se è di spalle. Quindi non sarebbe dovuto esserci qualcuno che riusciva a leggere tutto di me alle mie spalle? Mentre alzavo gli occhi, i nostri sguardi si
incrociarono allo specchio, e in un lampo smise di guardarmi. Questo genere di cose succedeva spesso. Quando alzai nuovamente la testa, vidi solo il mio viso allo specchio. Non riuscivo a vedere la mia schiena.

Jimin
3 Luglio, 2022
Alla fine, mi stesi sul pavimento. Spensi la musica e tutto d’un colpo l’ambiente intorno a me si ammutolì, non sentivo altro che il suono del mio respiro e del mio stesso battito cardiaco. Tirai fuori il cellulare e riguardai il video della coreografia che avevo imparato quella mattina. Nel video, i movimenti di hyung erano così armoniosi e precisi. Il suo era il risultato di innumerevoli ore di prove e di sudore, il risultato dell’allenamento, ma siccome non ero lontanamente vicino al suo risultato ero incredibilmente geloso. Ma comprensione e speranza sono due cose completamente diverse, e spesso sospiravo a quel pensiero. Mi alzai di nuovo di scatto, cercai di imitare la rotazione al suo stesso modo, ma i miei passi non facevano altro che continuare ad intrecciarsi. Continuavo a
commettere errori proprio nel punto in cui dovevamo coordinare il nostro andamento, mentre ci scambiavamo di posizione. Avevamo deciso di riprovarlo di nuovo l’indomani, ma fino a quel momento volevo mostrargli quanto fossi serio a riguardo. Piuttosto che ricevere il complimento ironico “Era meglio di quanto mi aspettassi”, volevo essere riconosciuto come un partner serio e degno di esserlo, uno che potesse coordinare il proprio respiro con quello di hyung.

Seokjin
15 Agosto 2022
Dopo essere finalmente emerso dall’ingorgo stradale, frenai di colpo quando avrei invece dovuto accelerare. L’auto dietro alla mia mi sorpassò suonando il clacson, e mi parve di udire qualcuno imprecare, ma il suono si disperse nel caos del traffico. Vidi un piccolo negozio di fiori all’angolo di un viottolo sulla destra. Non è che avessi frenato perché avevo visto il negozio: piuttosto, l’avevo notato proprio perché avevo rallentato all’ultimo
secondo.
Il negozio era in rinnovo, ed anche mentre mi avvicinavo al proprietario, che stava riorganizzando delle carte da un lato, non mi aspettavo in realtà niente. Avevo visitato svariati posti e non ero riuscito a trovare neanche un fioraio che sapesse dell’esistenza di quel fiore. Mi avevano solo mostrato piante di un colore simile.
Ma io non stavo cercando ‘qualcosa di simile’.
Volevo proprio quei fiori. Dopo averne sentito il nome, il proprietario del
negozio mi guardò a lungo. Mi disse che anche se il negozio non era aperto ufficialmente, poteva organizzare una consegna, poi mi chiese: “Perché’ vuoi proprio quel fiore, con tutti quelli che ci sono?”
Ci pensai mentre giravo il pomello e uscivo nuovamente in strada. Al motivo per cui desideravo quel fiore. Ce n’era solo uno. Perché volevo rendere quella persona felice. Perché volevo farla sorridere. Perché volevo guardarla mentre lo contemplava. Perché volevo essere un brav’uomo.

Jungkook
16 Luglio, 2022
Ero in piedi alla finestra con le cuffie nelle orecchie mentre canticchiavo la canzone che stavo ascoltando. Era già passata una settimana. Ormai riuscivo a cantarla senza guardare le parole. Tolsi una cuffia e provai a cantarla unicamente con la mia voce. Mi disse che le piaceva perché le parole erano belle, il che mi fece
grattare il capo per l’imbarazzo.
Il sole di Luglio si fece strada attraverso la larga finestra. Le foglie verdi sugli
alberi svolazzavano e brillavano al vento, e ogni volta che il sole accarezzava il mio volto sembrava diverso da prima.
Chiusi gli occhi. Cantai guardando i colori giallo, cremisi e blu diffondersi davanti ai miei occhi chiusi. Che fosse a causa delle parole o a causa del sole, qualcosa si è innalzato dentro di me, solleticando e pungendo il mio cuore.

 

Ricorda! Ecco la traduzione della prima nota che il 18 Agosto scorso la Big Hit aveva rilasciato:

Seokjin
13 Giugno, anno 22

Dopo esser tornati da quel mare, eravamo tutti soli.

Non ci siamo più sentiti, come se lo avessimo concordato di comune accordo. A malapena ci ricordavamo della nostra esistenza, attraverso i graffiti lasciati per strada, la stazione di benzina illuminata intensamente, e il suono del pianoforte proveniente da quel vecchio edificio. Ed ecco che l’immagine distorta di quella notte ritornò vivida come una visione. Lo sguardo di Taehyung sembrava di fuoco, mi guardavano come se avessero appena sentito qualcosa di incredibile, la mano di Namjoon che tentava di trattenere Taehyung, ed io, che non riuscii a trattenermi e diedi un cazzotto a Taehyung.

Non riuscendo a trovare Taehyung, che era scappato via, tornai al dormitorio sulla spiaggia, e non vi trovai nessuno. Solo frammenti di vetro, tracce di sangue che cominciavano a seccarsi, biscotti frammentati mi riportarono a ciò che era successo solo poche ore prima. E in mezzo a tutto questo, giaceva una foto. Lì, eravamo tutti assieme, sorridenti, mentre posavamo col mare di sfondo.

Anche oggi, ho semplicemente camminato di fronte alla stazione di benzina. Arriverà il giorno in cui ci riincontreremo. Un giorno torneremo a sorridere assieme come nella foto. Arriverà il giorno in cui avrò il coraggio di affrontare me stesso una volta per tutte. Però, ora, in quel preciso istante non era ancora il momento giusto. Anche oggi, come in quel giorno soffiava un vento umido. E un attimo dopo, il telefono squillò, come un avvertimento. La foto appesa sullo specchietto retrovisore tremò. Il nome di Hoseok apparve sullo schermo.

“Hyung, quel giorno Jungkookie ha avuto un incidente ”

 

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] SKIT: Hesitation & Fear (Hidden Track)

[Video dei BBMA in riproduzione]

[I BTS entrano]

JM: Ah, PDnim!

J: Ciao.

SG: Ciao, ciao.

J: Ah, PDnim, cosa stai guardando?

V: Saaalve.

J: È il nostro video di Billboard!

RM: Ti abbiamo colto in flagrante.

JK: Ciao.

J: Non dirmi che sei… un nostro fan?

PD: No, stupido.

J: Ay, io penso di aver ragione.

V: Hyung, fai veloce e siediti.

J: Siii-

JH: E’ imbarazzato. Può succedere!

PD: Okay, restate qui per qualche istante, faccio un meeting al volo.

J: Ciao, fan-nim!

[PDnim esce]

JK: Ya, di quando è questo?

BTS: Billboard.

JK: E’ il momento in cui stiamo salendo sul palco?

JH: Non era maggio?

J: Sì, maggio.

RM: Maggio, che giorno era?

JH: Adesso è– beh, è quasi arrivato settembre di già.

SG: Era maggio? Pazzesco.

RM: Più di 3 mesi fa.

SG: Ora mancano solo 4 mesi.

JH: Lo so, è vero, solo 4 mesi.

RM: E’ stato 100 giorni fa.

JH: Sul serio?

JK: Se lo dite così, sembra che sia passato poco tempo.

RM: Sì, hai ragione.

J: A me sembra sia passato un sacco di tempo ahah.

SG: Sono passati già 100 giorni? E’ sembrato così poco (tempo).

JK: Sembra che il tempo sia a malapena passato.

J: Potrebbe essere.

JH: Il tempo vola.

J: In quel momento, eravamo così felici, e sentivamo, tipo, brividi ed emozioni diverse.

JK: Effervescenza.

J: Tipo, wow, siamo diventati globali. Quel tipo di sensazioni.

SG: Smettila di usare (la parola) “globali”, seriamente.

J: Ehi, ma perchè, sul serio, sono stato io ad inventare il “worldwide handsome” (bello universale), e sono stato il primo ad usarlo.

RM: Sì, mi sei stato d’ispirazione hyung e per questo che l’ho aggiunto nel testo (di Mic Drop), “Sorry, worldwide” (scusa mondo).

[Digressioni varie sul sole, gli arcobaleni e i gamberetti (?)]

J: Adesso è finita, però.

SG: Per quanto ancora continuerai con questa cosa?

RM: Comunque davvero, da quando eravamo solo dei mocciosetti siamo cresciuti molto.

SG: Eravamo proprio dei pivellini.

RM: Siate onesti, molto tempo fa, chi di voi non sapeva nemmeno cosa fosse la classifica di Billboard?

J: Io.

JH: Ahhhh–!

JK: Io!

JH: Io, alzo la mano, ma con cautela.

JK: Io non sapevo praticamente niente della musica.

JM: Io non solo non sapevo di Billboard, ma nemmeno cosa fossero i Grammy.

RM: Sì, è comprensibile che non sapessi nula dei Grammy.

J: Sì, neanche io conosco i dettagli.

RM: Ma dato che Billboard aveva una classifica, e si sapeva fosse importante, pensavo– io l’ho sempre seguita.

JM: Pensavo ci fosse un’artista di nome ‘Grammy’. Continuavo a sentire cose tipo “Ho ascoltato delle canzoni dei Grammy”, così pensavo parlassero di un’artista chiamato “Grammy”.

RM: Eravamo dei pivellini, vero?

JM: E’ stato tanto tempo fa, quando ancora non conoscevamo un sacco di cose.

SG: Era tipo 7, 8 anni fa.

RM: Durante il colloquio/l’intervista, mentre stavamo aspettando – ciò che stavo dicendo era– Noi– ero con Hobi, di fronte al minimarket, eravamo seduti e parlavamo, è stato circa un anno prima del debutto. Ti ricordi?

JH: Certo che mi ricordo.

RM: Ci siamo seduti insieme, su quella panchina di ferro, e abbiamo parlato per tantissimo tempo.

JH: Cosa stavamo mangiando?

RM: Non ricordo, a quei tempi mangiavamo cose prese dai minimarket, tipo gli hotdog.

JH: Giusto, giusto.

RM: Cibo che costava 150 won.

SG: E’ vero, è vero! Me lo ricordo quel minimarket, adesso è cambiato.

RM: Sì, so di cosa stai parlando.

SG: C’erano tutte quelle cose da mangiare, a 130, 150 won.

JK: Era tipo chili o qualcosa di simile.

RM: Sì, quel genere di cose– Comunque, stavamo mangiando una cosa così, con Hobi hyung.

JH: Allora non riuscivo nemmeno a dire se mi andasse in bocca o nel naso.

RM: Vero… Ci chiedevamo, “Riusciremo davvero a debuttare?” Parlavamo di questo genere di cose. Per un sacco di tempo.

SG: Tutti noi ne parlavamo sempre.

JK: Era stressante.

JM: Ricordo che Namjoon hyung ne parlava un sacco. Ne ho parlato con lui vicino al ponte ferroviario di Jamsil. E al bar con questo hyung. Mi chiamava (Namjoon) appositamente e ne parlavamo.

J: Namjoon chiamava ogni membro singolarmente e gliene parlava a lungo. Sul serio, tipo un membro alla volta. E si consultava con noi.

RM: Al bar dell’ufficio.

J: Seriamente.

SG: Comunque era davvero spaventoso, ogni giorno era spaventoso.

V: Tanto tempo fa, passavo molto tempo solo con Namjoon.

RM: Vero, vero.

V: Ero diventato un sacco percettivo (forse intende che lo era nei confronti di Namjoon).

BTS: Ahahahahah.

SG: Ci addormentavamo nello stesso momento.

JK: Sì, dormivano sempre nello stesso momento.

J: Io e J-Hope passavamo tutto il tempo a giocare.

JH: Erano i vecchi tempi.

RM: Io pensavo che davvero non avremmo debuttato. Anche un anno prima di farlo (debuttare), lo pensavo.

SG: E’ vero. Io mi ero anche fatto male a quel tempo. Pensavo che non sarei riuscito a debuttare.

RM: Noi… veramente– ad essere onesti, siamo stati il primo gruppo kpop a ricevere un vero premio ad una cerimonia di premiazione di Billboard.

BTS: E’ vero.

RM: Se la vediamo in questo modo– cioè, non sto dicendo che ora dovremmo vantarcene, ma è davvero considerato un grande successo. La penso così. Tuttavia, adesso mi chiedo “come facciamo ad andare più in alto partendo da questo punto?” E se– cioè, siamo arrivati così in alto, ma… Ad esempio, il video qui di fronte a noi, lo rivedremo probabilmente un sacco di volte, nel tempo. Se ad esempio, tra 10 anni, dovessimo andare ad uno show, probabilmente ci farebbero vedere questo video e ci chiederebbero “come vi sentivate in quel momento?”. Andrà così. Perciò, dopo aver vissuto un momento come quello… Sono preoccupato, ad essere onesto. Se un giorno andassimo giù, quanto giù andremmo?

SG: Ho anche io questo genere di pensieri, ti capisco perché… Una cosa che penso sempre e che mi stanca (mentalmente)– cioè, salire è salire, abbiamo lavorato duramente per andare sempre più in alto,

V: Non mi piace.

SG: ma, diversamente dalla salita, la discesa sarebbe molto più veloce, no? Ne ho molte di queste preoccupazioni.

J: E’ come quando incontri qualcuno per la prima volta, senti questo entusiasmo, ma allo stesso tempo pensi anche “come sarà questa persona?” Non credete che sia una sensazione simile?

RM: Come incontrare qualcuno per la prima volta?

J: Sì, un primo incontro.

JH: Cosa vuol dire, per caso–?

J: No.

JK: Sì, hyung, penso che tu–

J: Sono andato troppo oltre?

JK: Sì, sei andato un po’ fuori tema.

JH: Dobbiamo sistemare oggi questa cosa.

J: Ah, sono in ansia per oggi.

JK: Ho capito cosa intendi, hyung.

J: Sì? Allora se hai capito, forza, tiraci su di morale.

V: Canto una canzone?

J: Canta.

V: Oreo~~

RM: (impazzisce) AAAAAAAHHHHH!!

SG: Ricordo quando Jungkook cantò  ‘señorita’ e la sua voce si incrinò.

JK: (canticchia).

JM: Quando lo ha fatto, non potevo nemmeno esercitarmi.

J: Perchè Jimin è arrivato tardi.

JM: Sì, non prendevo mai lezioni e guardavo soltanto.

V: Quando Jimin–

JM: Smettila, penso di sapere cosa stai per dire.

V: …quando non poteva ancora esercitarsi, è venuto ad una mia lezione una volta.

JM: Cosa?

V: Sì, sei venuto mentre facevo lezione.

JM: Vocal?

V: Sì.

JK: Osservatore, osservatore.

V: A quel tempo osservava solamente. Allora mi sono detto, “Devo fare bene oggi, devo sembrare fico”…  ma tutto ciò che ho fatto quel giorno è stato cantare “doomba, doomba, doomba, doomba”.

JM: Seriamente, ha fatto solo quello per 2 ore… “doom, doom, doom”. Lo ha fatto per tutto il tempo e poi la lezione è finita.

V: Ah, volevo mostrargli quanto fossi fico…

RM: E’ come in quei film cinesi di arti marziali. Per tre anni, ti fanno solo pulire.

J: Giusto giusto, ti mandano in cucina e stai lì a lavare i piatti per tutti e tre gli anni.

JK: Quindi è per questo che alla sua prima lezione, Jimin ha cantato il primo verso di Spine Breaker, “Why do you call me?” (Perchè mi chiami?)

J/JM: WHY DO YOU CALL ME? WHY DO YOU CALL ME?!

RM: Il passato è passato, adesso è adesso. Penso che questa sia tipo, una nostra idea di cosa sia un idol, di come vogliamo vivere, ed è tutto nero su bianco (perché vengono sempre ripresi). Se ci pensate, continuiamo a tirar fuori messaggi riguardanti problemi sociali. E anche adesso, il titolo del nostro nuovo album è “Love Yourself”. Nessuna della nostre canzoni è completamente priva di significato. D’altra parte però, fare questo genere di cose, potrebbe far credere che il nostro modo di vivere sia una finzione, come se stessimo recitando.

JM: Sì, le persone potrebbero anche non capire.

JH: Perchè mostriamo loro solo i lati migliori.

JM: Io credo non riescano a capire proprio il perchè non ci sia altro modo di farlo, perchè dobbiamo farlo in questa maniera.

J: Dobbiamo essere sempre visti come brave persone.

JM: Sì, perchè vogliamo trasmettere sempre il lato migliore.

SG: Questo– questo è difficile. Non si tratta di sicuro di una cosa falsa…ma, se ci pensate, siamo sempre presentati come un bel regalino tutto impacchettato.

JM: Ovviamente non lo facciamo con lo scopo di ingannare qualcuno, o di mentire. Non è questo. E’ che cerchiamo sempre di far vedere la parte migliore di noi, quindi…

[Dissolvenza]

[Fine]

Crediti traduzione inglese: @rosoidae & @BTSBEINGBTS

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt.

@marybtsitalia & @freakle98

Per favore, prendere con crediti.

 

I BTS sono tornati! I Re del K-pop parlano del loro nuovo Album e del loro stile sempre in evoluzione (parte II)

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V

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Nel mio caso, mi piace scegliere un pezzo che spicca su tutto il resto. Mi piacciono le camicie particolari, oppure mi metto una camicia semplice e una cravatta originale. Mi piacciono anche i pezzi vintage, che si notino di più. Vado in certi negozi e cerco abbigliamento senza etichetta. Si possono trovare un sacco di maglie senza marca, e ne indosso molte.

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono gli occhiali alla moda vecchia, un po’ vintage. Se parliamo di accessori, mi piacciono davvero tutti.

Chi è la tua icona di stile al momento? Non ho un modello al momento, ma più avanti vorrei evocare l’attore Ryoo Seung-bum [conosciuto per il suo stile inimitabile]

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JIMIN

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Ad essere onesto, non penso molto allo stile, non sono il tipo “Oh, questo è il mio genere”. Seguo l’umore, che cambia molto da giorno a giorno. Di solito mi piace una vasta gamma di stili, ma ultimamente ho indossato spesso cose semplici e confortevoli. Maglie, pantaloni semplici

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono tanto gli accessori. Cappelli, cappellini, berretti, mi piacciono tutti. Cerco anche orecchini, anelli e collane che si facciano notare…mi piace metterne tanti insieme.

Chi è la tua icona di stile al momento? Non ne ho uno preciso, mi piace cercare su Internet gente cool e ben vestita, e lasciarmi ispirare così.

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JUNGKOOK

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Hai mai sentito la parola paealmot [ignorante nella moda]? Io non so proprio niente di moda. Per cui mi metto qualsiasi cosa sia comoda. Indosso un sacco di vestiti sportivo-casual e da allenamento – pantaloni di tute e felpe – perchè mi piace essere attivo.

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Non mi interessa granchè degli accessori, eccetto i cappelli. Mi piacciono quelli a secchiello e i berretti, e qualche volta porto anelli o braccialetti. Sono quel tipo di persona che quando se li mette, non li toglie più

Chi è la tua icona di stile al momento? Io sono il mio modello, voglio seguire me stesso.

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JIN

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Per andare in giro mi piacciono i vestiti caldi e comodi. Mi piace la moda semplice, ovviamente. Il mio stile è pulito, sobrio e gentile. Diciamo che mi piace mettere felponi e felpe col cappuccio. Quanto interessa la moda? “Come abbino questo e quello insieme…” Ho la tendenza a stare davanti all’armadio a preoccuparmi così

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono gli accessori d’argento Penso che mi donino.

Chi è la tua icona di stile al momento? L’attore Kang Dong Won. I vestiti che porta lui hanno lo stile e la vestibilità che piace a me

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J-HOPE

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Mi piace lo streetwear e i look colorati. Adesso mi sono fissato con le borse – queste piccole borse a tracolla sono fantastiche

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono molto i cappelli – quelli a secchiello, le visiere, i berretti e quelli su misura. E, come ho detto prima, mi piacciono molto le borse. Anche le scarpe che non passano inosservate. Ultimamente ho messo un sacco di scarpe da ginnastica, di quelle che stanno bene coi pantaloni molto larghi

Chi è la tua icona di stile al momento? Mi piace A$AP Rocky. Come posso dire…si veste alla moda, ma anche per sé stesso. Ha creato il suo stile personale. E’ figo, ma ha un’aria pulita e ordinata. Mi piace quello stile A$AP Mob.

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SUGA

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Di recente porto un sacco le Jordan, le scarpe. E porto un sacco anche le pantofole, e vestiti comodi in generale. Mi piace quando cadono molto grandi.

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Anche a me piacciono molto gli accessori, specialmente anelli e bracciali. Gli anelli da re, quelli molto grossi. Ne porto tanti, tutti assieme.

Chi è la tua icona di stile al momento? Come Jungkook, non ne ho una in realtà. Cerco quello che mi piace e che mi mette a mio agio indossare

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RAPMON

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Di questi tempi sarei più per lo stare comodo. Sono molto interessato alle marche giapponesi, per cui ho cercato personaggi giapponesi cool e studio attentamente il loro stile. Marche tipo WTAPS, Visvim, mi piacciono molto

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono i cappelli. Una preferenza…mi piacciono un po’ tutti, però? Davvero, porto cappelli di continuo

Chi è la tua icona di stile al momento? Gente stilosa che ammiro, ma anche persone che vedo passare per le strade di Seoul. La gente qui si veste così bene che è facile essere ispirati.

 

Articolo originale: Vogue.com

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

I BTS sono tornati! I Re del K-pop parlano del loro nuovo Album e del loro stile sempre in evoluzione (parte I)

Il comeback di cui il mondo intero sentiva parlare: i BTS, re internazionali del K-pop, sono tornati questa settimana con un album nuovo di zecca. Per i sette membri del gruppo, lo scorso anno è passato come un sogno: hanno vinto il loro primo daesang (il più importante premio musicale in Corea), hanno rubato la scena vestiti di Saint Laurent ai Billboard Music Award vincendo come Top Social Artist, hanno ricevuto una serie inviti da stelle come i The Chainsmokers, Charli XCX, Ansel Elgort (più o meno chiunque passasse per Seoul era apparentemente ansioso di cavalcare l’onda BTS). Adesso, con l’uscita questa settimana del loro quinto EP, Love Yourself: Her, i BTS puntano ad ottenere il massimo da quest’incredibile momento.

La verità è che da tempo nessun altro artista coreano era stato in grado di penetrare nel mercato americano in questo modo; di rimando, il successo internazionale li ha resi più importanti in casa, dove una volta erano solo un gruppetto. Possono ringraziare un’affezionata fanbase – a ragion veduta chiamata ARMY – la cui devozione frenetica rivaleggia con quella dei Directioners, e che ha dalla sua parte grandi numeri d’oltreoceano. Per attingerne ancora di più, i BTS hanno aggiunto un nuovo significato al loro acronimo in luglio (l’originale, Bangtan Sonyeondan o BoyScout a prova di proiettile; il secondo, Beyond The Scene, Oltre le Quinte) come brand identity alternativa.

Più essenziali, sperano di regalare un ritorno sulle scene dinamico premendo l’interruttore e rivelando per l’ennesima volta un lato di sé stessi del tutto nuovo.

Love Yourself: Her è un’evoluzione musicale e visiva dei temi precedenti – dell’amore giovanile, con l’atmosfera soffusa e allo stesso tempo vivida di un sogno ad occhi aperti. Il primo MV, per “DNA”, offre dolci accordi di chitarra, maglie da pallacanestro e maglioni dai vivaci colori primari; ha accumulato più di 20 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore, stabilendo un nuovo record nel K-pop. Oggi, i BTS hanno ricreato il set dal vivo per la prima volta allo show Music Bank in camicie di seta e pantaloni semplici, permettendo ai loro passi di danza fluidi di stare al centro dell’attenzione.

Appena prima dell’uscita, i membri si sono fermati per un’intervista esclusiva con Vogue per analizzare il loro nuovo look e l’evoluzione del loro stile personale. Nonostante la lunga giornata di riprese e allenamente di danza, erano di buon umore, ridevano e chiacchieravano allegri. “Si comincia!” dice J-Hope. E allora, si comincia.

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Raccontateci dell’aspetto del nuovo concept per questo album. Che tipo di stile avete scelto per esprimerlo?

Suga: Riguarda dei ragazzi che si innamorano. Ci sono quattro versioni di amore, e abbiamo scattato quattro foto diverse per mostrarle. Sono tutte differenti, ma lo stesso sentimento traspare da ogni scatto. C’è un senso di giocosità, di amici che passano il loro tempo libero insieme, comodamente a casa, quel tipo di sensazione fugace. Dal punto di vista visivo, spaziamo. I testi e la musica stessa riguardano il trovare il proprio destino. In questo album, copriamo un vasto numero di generi: alcune canzoni ad alto tasso energetico, altre molto hip-hop. E’ molto vario. Lo stile lo è altrettanto, spaziando tra vestiti colorati, sportivi, da tempo libero e giovanili. Si abbinano bene: musica potente, vestiti colorati.

J-Hope: Nel complesso uno stile molto colorato e sportivo. Penso che abbia anche un’aria un po’ retro. Credo che ognuno di noi sette tiri fuori un po’ del suo ragazzino interiore attraverso l’abbigliamento.

Suga: E’ completamente diverso. Quando abbiamo fatto You Never Walk Alone, portavamo un sacco di vestiti casual. Stavolta sono molto più sgargianti. Super colorati, eppure più ricercati e comodi allo stesso tempo. Hanno quella sensazione rassicurante.

J-Hope: Già, questa volta volevamo mostrare un po’ di questo lato fanciullesco.

 

Come descrivereste lo stile dei BTS in generale, guardandovi indietro?

Rapmon: Semplicemente stile.

Jimin: A essere onesti, direi che abbiamo uno stile molto energetico.

 

Si è parlato un sacco del concetto di individualità che sperate di esprimere come gruppo. Fa parte del vostro stile il lasciare che ogni membro faccia trasparire sé stesso?

Jimin: Ovvio, è importante. Con ogni album nuovo, facciamo un sacco di prove costume. E ogni volta che le facciamo, parliamo molto, e condividiamo i nostri pensieri mano a mano. Ci impegniamo molto nello scegliere abbigliamento che esprima ciò che siamo e la sensazione che vogliamo convogliare con il concept di ogni album. Vogliamo canalizzarlo, ma senza perdere la nostra individualità.

V: Non credo che abbiamo uno stile che ci contraddistingue. Con ogni concept, lo cambiamo completamente, e sono stati molto diversi tra loro. Per “Boy in Luv” indossavamo uniformi scolastiche. Per “Blood, Sweat &Tears” una varietà di camicie e completi. Come artisti, dobbiamo modificare il nostro stile perchè si adatti al concept. Cambiamo di continuo, siamo in perenne cambiamento.

 

C’è un capo preferito tra quelli che avete indossato per questo comeback?

Suga: Io ho amato tutte le camicie oversize

Jungkook: Anche io. C’è una camicia morbida di chiffon blu che ho indossato coi pantaloni che era particolarmente leggera e comoda. Mi è piaciuta davvero tanto.

J-Hoper: A me è piaciuto portare i vestiti da pallacanestro, e anche quei maglioni supercolorati.

Rapmon: C’era una grande giacca a vento che mi piaceva proprio perchè mi era così grande.

V: Mi è piaciuto tutto, ma soprattutto gli accessori. In particolare anelli e orecchini, quelli mi sono piaciuti più di tutto.

Jimin: Per me, la camicia rosso fuoco che ho indossato in “DNA” (*)

 

Chi pensate sia cambiato maggiormente dal debutto?

J-Hope: V?

Suga: V e Jimin sono cambiati molto

Rapmon: Anche Jungkook.

 

In che modo?

Jimin: Siamo invecchiati tutti

J-Hope: I membri più giovani sono cambiati un sacco. Sono i più giovani, e quando abbiamo debuttato si vedeva chiaramente, ma oggi sembrano più adulti.

Jin: Tipo Jimin. Nel complesso il suo viso è passato da tenero a sexy.

 

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Cosa desiderate di più da questo comeback?

Suga: Il mio sogno è entrare negli Hot 100 di Billboard

J-Hope: E facciamolo avverare questo sogno!

Rapmon: Io vorrei che tutti i ragazzi stessero bene.

J-Hope: La salute!

Suga: E’ la cosa più importante, davvero.

Jimin: Io vorrei essere più alto di tre centimetri.

V: Io vorrei avere le spalle larghe di Jin. Dico davvero.

Jimin: Anch’io [ride]. Dico davvero.

Suga: Se tutti fossero felici, lo sarei anche io.

J-Hope: La pace!

Jungkook: A me piacerebbe viaggiare tanto. Dovunque sarebbe grandioso. E se riuscissi a imparare bene l’inglese e il giapponese beh, anche quello sarebbe grandioso.

J-Hope: Anche io vorrei gli altri membri in salute e felici. E anche tutti gli altri, tutti i nostri fan.

 

Qualcosa da aggiungere per i vostri fan americani?

J-Hope: Certo, ARMY americani.

Suga: Indipendentemente da tutto, la nostra armata americana è enorme, e le siamo molto grati. D’ora in poi vogliamo mettere in scena esibizioni ancora più fighe, essere più cool, essere migliori per cui aspettateci. Aspettateci sempre con impazienza.

V: Grazie! ARMY americani, vi amiamo tanto!

 

(*N.d.T.: Jimin in realtà non indossa camicie rosse nel video, quindi o lui o l’autore dell’intervista hanno fatto confusione e detto/scritto una cosa per un’altra)

 

 

Articolo originale: Vogue.com

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

 

 

 

I BTS spiegano il concept dietro all’album ‘Love Yourself: Her’: “Questo è l’inizio del nostro secondo capitolo.”

Dal significato di “Go Go” al motivo per cui il gruppo deve esibire la sua vittoria ai BBMA, Rap Monster dei BTS ci spiega tutto.

Poche ore prima del rilascio di ‘Love Yourself: Her’ dei BTS, l’importanza dell’album è ben chiara al leader del gruppo, Rap Monster.

E’ un grande passo, enorme per noi” spiega il ventitreenne rapper/cantautore/produttore durante una telefonata da Seoul.

Ovvio, ogni membro è incredibilmente emozionato per l’album. Abbiamo provato fino a poco fa, giorno e notte, per presentare nuove canzoni e delle esibizioni perfezionate. Ho lasciato un messaggio sul nostro fancafé, l’altro giorno, dopo che avevamo finito, dicendo che ‘Questo EP segnerà il punto di svolta dei BTS’ e anche se l’attesa per questo album sembrava infinita – credo che sia stato quell’evento, i BBMAs, a maggio – è successo così tanto.”

L’attesa è stata particolarmente impaziente per la notoriamente affezionata fanbase del gruppo, gli ARMY, che hanno aspettato le nuove tracce di RM, Jimin, Suga, J-Hope, Jin, V and Jungkook dopo averli votati come Top Social Artist ai Billboard Music Award 2017 preferendoli a mostri sacri del pop come Justin Bieber, Ariana Grande, Selena Gomez e Shawn Mendes
Da allora, i membri hanno chiuso accordi per la distribuzione con Amazon e lo statunitense The Orchard (“Pensiamo che l’album fisico conti ancora qualcosa, e sia davvero importante per creare un collegamento con i nostri fan attorno al mondo” ha detto Rap Monster) e si sono accompagnati a stelle delle classifiche mondiali come Major Lazer, Halsey, Charli XCX (“Probabilmente è solo il mio sesto senso, ma credo che forse collaboreremo con altri artisti ancora più interessanti” continua) ed hanno perfino strappato ai The Chainsmokers la produzione per una traccia di Love Yourself: Her.

Quando si ascolta il disco, ben confezionato – che promette di fare un ottima entrata nei Billboard 200 la prossima settimana – la passione è palpabile, dall’intenso singolo di debutto “DNA” alla critica sociale di “Go Go”, tra molteplici testi e momenti che sembrano strappati al diario persionale dei membri. Anche la voce di Rap Monster è carica di emozione mentre parla di queste nuove canzoni, mentre visualizza e immagina disegni più grandi e messaggi più profondi per la nuova serie di lungimiranti tracce EDM, hip-hop e pop.

Continua a leggere per un’analisi più profonda di Love Yourself: Her da parte di Billboard in compagnia di Rap Monster.

Cominciamo dall’inizio con “Serendipity”. Perchè la scelta è caduta su questa canzone come introduzione e partenza della nuova era?

Quando scrissi i testi, le melodie e i primi temi di “Serendipity”, provai a immaginarmi cose rare che trovi nella vita, cose molto speciali, come il calico, il gatto tricolore; cose che abbiano un significato straordinario nella vita delle persone. Volevo condividere questi momenti.

 
Leggevo che i testi sono declinati al genere neutro, fatto che penso sia molto potente. E’ stata una decisione intenzionale?

I testi sono basati su cose rare e speciali nella vita. Per cui ho pensato che questi particolari trascendano sesso, cultura e barriere tra le persone. Noi facciamo sempre uscire l’”Intro” appena prima del singolo, per cui l’intro ha il ruolo di spiegare il concept di questo album. “Serendipity” è stata la canzone giusta per condividere il sentimento base di “DNA”. Il titolo riguarda come il nostro “DNA” sia collegato all’intero universo, credo sia adatta a rappresentare questo album.

Parliamo di “DNA”. Questo singolo, come continua e fa progredire la storia dei BTS?

Quando parliamo della traccia di apertura “DNA”, parliamo di un amore giovane e appassionato. I testi sono tipo “Noi due siamo connessi dal destino fin dal principio, il nostro DNA era una cosa sola.” Allo stesso tempo, “DNA” accompagna i BTS in un territorio sconosciuto. Abbiamo cercato di applicare una nuova grammatica e prospettive – se ascolti la canzone, capirai cosa cerco di spiegare – è molto diversa dalla nostra musica precedente, sul piano tecnico e musicale. Credo che sarà il punto di partenza di un secondo capitolo della nostra carriera; l’inizio del nostro Capitolo Due.

 

Best of Me” è davvero strabiliante. Ha il gusto dei The Chainsmokers, ma anche quello dei BTS. Non avete rinnegato voi stessi, il che non è facile quando si collabora con nuovi artisti. Com’è stato il processo?

Io adoro quel brano! Ci siamo conosciuti ai BBMAs, siamo stati davvero fortunati. In realtà ci hanno invitato al loro concerto giusto l’altro giorno – tenevano un enorme concerto in Corea e abbiamo cantato “Closer” insieme. Per “Best of Me” ci hanno mandato diverse tracce e campionature mesi fa, noi e i nostri produttori ne abbiamo scelto uno, tipo, “Okay, questo è adatto al nostro nuovo album.” Quindi ci abbiamo lavorato, gliel’abbiamo rimandato, chiedendo loro cosa ne pensassero del brano che ne avevamo ricavato e abbiamo ascoltato le loro opinioni. E ce l’abbiamo fatta! Sono così eccitato per questo. [Ride]

 

I vostri album hanno sempre di fondo una critica sociale e societaria. Parliamo di alcuni degli argomenti di questa pubblicazione. Mi viene subito in mente “Go Go”.

Go Go” è una canzone trendy, ma parla di come la nostra generazione di giovani stia vivendo una vita con poche aspettative e standard bassi, per cui le persone sono arrabbiate con la realtà; hanno poca speranza, e ci sono molte difficoltà finanziarie. Volevamo dire qualcosa a riguardo e sottolineare al mondo che non è una scelta della gente, ma la cruda realtà che obbliga le persone a vivere e spendere come se non ci fosse un domani.

Ma in Corea, “YOLO” è diventata una parola chiave per i giovani perchè non hanno soldi, ed è difficile avere l’occasione di guadagnare tanto. Credo la società porti molti problemi ai ragazzi. I giovani spendono i loro soldi nelle sale giochi, nelle macchinette col gancio, e spendono tipo $30 cercando di vincere dei pupazzi. E poi ti dicono “Oh! Ho speso tutti i miei soldi…m***a. Ma non me ne pento.” Questo è il lusso maggiore per i ragazzi coreani: collezionare accessori, cosmetici, questo è ciò che considerano un lusso. E’ “YOLO” perchè, tipo “Comprerò tutte queste cose! Comprerò tutto questo cibo e me lo mangerò! Lo farò!” Secondo me è triste, perchè è tutto ciò che hanno. “Go Go” sta solo dicendo “Okay, fallo e basta, non ce ne pentiremo. Spendi un po’ di soldi al distributore di snack e mangiali!”. Ma allo stesso tempo la canzone è molto orecchiabile e semplice da cantare, per cui penso che piacerà a molti, specialmente se ne trovano il significato più profondo.

 

Ovviamente ti devo chiedere come vi è venuto in mente di fare uno skit con il tuo discorso di accettazione del premio ai BBMAs

Devi ascoltare “MIC Drop” perchè lo skit era il mio discorso ai BBMAs – perchè quello è stato un grande momento per il nostro percorso – e poi ci mettiamo “MIC Drop” vicino perchè fa tipo da esibizione – tipo, “Okay, ne abbiamo abbastanza. Dobbiamo fregarcene di tutto” Era lo skit giusto e consecutivamente la canzone giusta per questo album.

 

L’ultima canzone, “Outro: Her” mi ha davvero toccato profondamente. E’ come leggere un diario. Ha! [Ride] Dopo aver parlato con te, sembra che faccia un riassunto dell’intero album, ed è davvero introspettiva.

Credo sia il lavoro più veloce che io abbia fatto per questo album. Ho scritto i versi in 20 minuti; è venuta da sola, con sincerità, dal profondo del mio cuore. Ho pensato che fosse la giusta outro per l’album perchè porta un largo ventaglio di emozioni – dico che ho incontrato questa persona che amo molto, questa persona è l’amore della mia vita in questo momento, sto dicendo che ero confuso e cercavo amore e che il mondo è difficile. Ma penso che sia tu per cui “Ti chiamo ‘lei,’ perchè sei la mia lacrima”. “ Penso che tu sia il mio inizio e la mia fine.” Questo è ciò che sto dicendo: sei la mia curiosità, ma anche le mie risposte. Sei la mia “lei”, ma resti comunque “una lacrima”. Il motivo dice che l’amore non è solo felicità, non è solo gioia, non sono solo delizie. Se vuoi amare una persona devi sapere che ci sono anche lacrime in tutto questo, odio addirittura. Penso davvero che l’amore includa tutto questo. Questo è quello che cerco di dire. Che è complicato.

 

E se i fan sono così fortunati da possedere la copia fisica dell’album, ci troveranno due canzoni nascoste. Perchè tenerle segrete?

Penso siano state nascoste perchè devi essere un vero fan dei BTS per capirle. Sennò, non le capirai. Sennò sarai tipo “Perchè si sentono così confusi da tutto? Sono bravi?!? Sono i numeri uno in un posto X, possiedono un sacco di cose, che hanno da preoccuparsi?” La gente parla sempre così. Ma se sei un vero fan dei BTS e compri l’album e ascolti le tracce nascoste – se sei un Army, e abbiamo passato tempo assieme dal 2013, 2014 – allora puoi capire. È una cosa più speciale, più vicina alla nostra vera anima.

 

Articolo originale: Billboard.com

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

 

[TRAD ITA] Sea (Hidden Track)

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Non so come, ho camminato fino ad arrivare davanti a questo mare
Dalla riva, osservo la spiaggia
Infiniti granelli di sabbia, e un vento sferzante
Sto ancora guardando il deserto
Volevo avere il mare, e ti ho ingoiato velocemente
Ma sono più assetato di com’ero prima
Tutto ciò che conosco è davvero mare
O è un deserto blu?

Non so… non so
Riesco a sentire le onde in questo momento? yeah
Non so… non so
La tempesta di sabbia mi sta ancora inseguendo? yeah
Non so… non so
È mare? Deserto? Speranza? Disperazione?
Realtà? Menzogna? Merda

Quindi, quindi
In futuro, in futuro
Lo so, lo so
Riuscirò a superare ogni mia difficoltà
Lo so, lo so
È di me stesso
Che mi devo fidare
Pensa positivo, manda giù
Anche se sono ansioso, anche se è il deserto
È il bellissimo deserto del Namib

Dove c’è speranza, ci sono difficoltà
Dove c’è speranza, ci sono difficoltà
Dove c’è speranza, ci sono difficoltà
Dove c’è speranza, ci sono difficoltà

Dove c’è speranza
Lo sai, lo sai, lo sai yeah
Dove c’è speranza
Lo sai, lo sai, lo sai yeah

Pensavo di trovare il mare, ma si è rivelato essere il deserto
Idol di una piccola agenzia, senza nulla di speciale, era il mio secondo nome
Troppe volte editati fuori dalle dirette televisive
Il posto di qualcuno, il nostro sogno
Alcuni dicevano che la nostra compagnia era troppo piccola, che non saremmo mai diventati famosi
Lo so, lo so, lo so anch’io
Anche allora, quando noi sette faticavamo a dormire in una sola stanza
Con l’inutile speranza, prima di addormentarsi, di un domani diverso
Il miraggio del deserto, riuscivo a vederne il contorno, ma non ad afferrarlo
Prego di sopravvivere in questo deserto senza fine
Prego questa non sia realtà

Alla fine, ho afferrato il miraggio ed è diventato realtà
Il deserto di cui un tempo ero spaventato, si è tramutato in quel mare, col nostro sangue, sudore e lacrime
Ma perché in questa felicità si insinuano ancora paure?
Sappiamo troppo bene che un tempo tutto questo era un deserto

Io non voglio piangere
Non voglio riposare
(No, perché non riposare solo un po’?
No, no, no)
Io non voglio perdere
Un tempo era un deserto
(Allora, mettili a conoscenza di tutto
Dobbiamo raggiungere altri traguardi ancora)

Dove c’è speranza, ci sono difficoltà
Dove c’è speranza, ci sono difficoltà
Dove c’è speranza, ci sono difficoltà
Dove c’è speranza, ci sono difficoltà

Dove c’è speranza
Lo sai, lo sai, lo sai yeah
Dove c’è speranza
Lo sai, lo sai, lo sai yeah

L’oceano, il deserto, il mondo
Si tratta della stessa cosa
Cambia il nome
Vedo l’oceano
Vedo il deserto
Vedo il mondo
Si tratta della stessa cosa, cambia solo il nome
È sempre vita

Dove c’è speranza
Lo sai, lo sai, lo sai yeah
Dove c’è speranza
Lo sai, lo sai, lo sai yeah

Dove c’è speranza, c’è disperazione
Dove c’è speranza, c’è disperazione
Dove c’è speranza, c’è disperazione
Dove c’è speranza, c’è disperazione

Ci aspetta disperazione, per ognuno di quei problemi
Ci aspetta disperazione, per ognuno di quei problemi

 

 

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.