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I più grandi Showmen: Uno sguardo esclusivo all’interno del mondo dei BTS.

 

Magari li avete visti occupare i divani illuminati dai riflettori di Ellen DeGeneres e Jimmy Fallon, in un leggero scambio di battute bilingue con i conduttori colpiti dal loro fascino da star. Magari è stato quando hanno solennemente parlato della salute mentale e dell’amare sé stessi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso settembre, o quando un muro di urla da delfino li hanno accolti mentre si recavano ai Grammy Awards di febbraio in degli ordinati smoking abbinati uno all’altro, con i capelli tinti di varie sfumature di colori pastello macaron.

 

O magari è la copertina di questa rivista che vi fa notare davvero, per la prima volta, i BTS (sono successe cose più strane nel 2019). Ma sembra indiscutibile dire che in un momento non preciso degli ultimi due anni, il settetto ha conquistato il mondo: due album al numero uno delle chart di Billboard nel giro di tre mesi; più di 5 miliardi di stream combinati su Apple Music e Spotify; una lista di concerti sold out, dallo Staples Center di Los Angeles al famoso Wembley Stadium di Londra.

Peter Yang per EW

Difficilmente questo li rende la prima boy band a dominare un periodo culturale, ma il fatto che siano tutti nati e cresciuti in Corea, che cantino canzoni in coreano con solo una leggera spolverata di inglese, sembra qualcosa di completamente nuovo. E ci racconta di una nuova tendenza globale senza precedenti – una in cui la musica pop si muove senza barriere o confini, anche mentre la geopolitica sembra ritirarsi ancora di più dietro a confini ben marcati e muri alti.

In una giornata di sole splendente a Seoul, cinque settimane prima del rilascio del loro prossimo sesto EP, Map of the Soul: Persona, il gruppo è rintanato nella loro agenzia discografica, la Big Hit Entertainment, a prepararsi. Edifici come questo sono il luogo dove si realizza molta della magia del fenomeno conosciuto come K-pop, nonostante la sede della Big Hit, situata in una tranquilla strada secondaria del quartiere di Gangnam (sì, lo stesso di cui cantava PSY nella sua hit del 2012 “Gangnam Style”), sembri come ogni altro ufficio ad alta tecnologia: lisci corridoi di calcestruzzo e stanze conferenza simili a scatole di vetro piene di frigobar ben muniti, peluches e l’occasionale pouf per sedersi.
Solo una vetrina, straboccante con un numero veramente sconvolgente di placche delle vendite dei dischi e statuette, e una splendente foto in formato gigante dei BTS al loro concerto sold out al Citi Field di New York lo scorso Ottobre, ci fanno di intuire di cosa si occupano qui.

 

In un lungo corridoio, tutti i sette membri si aggirano più o meno pronti mentre si stanno preparando per girare un video di ringraziamento per un premio di iHeartRadio che non saranno in grado di accettare di persona. Jimin, capelli biondo platino e labbra carnose, si sta lasciando piastrare attentamente i capelli in un guardaroba riempito da scaffali di jeans coordinati e abbigliamento sportivo dai colori fluo. Dozzine di paia di Nike e Converse immacolate sono ammassate in un angolo; una giacca solitaria in ecopelliccia color gelato alla fragola si lascia cadere su un appendiabiti alle sue spalle, come un Fraggle abbandonato (i Fraggle erano dei burattini protagonisti di una serie tv animata famosa nei paesi anglofoni durante gli anni 80).

Jungkook, il piccolo del gruppo all’età di 21 anni, siede ubbidientemente su una sedia pieghevole in sala prove, mentre anche a lui sistemano i capelli; J-Hope ci passa accanto con una camicia bianca su cui esibisce una toppa di seta over-size raffigurante Bart Simpson, poi sorride e scompare. Suga, V e Jin sono accalcati su dei divani bassi nella stanza accanto, mentre scorrono tra le notifiche dei loro smartphone, cantando occasionalmente frammenti della canzone “My Bad” della star del R&B americano Khalid. Il ventiquattrenne RM, leader di fatto del gruppo ed unico capace di parlare in un Inglese fluente, è l’ultimo ad arrivare.

 

Ripetono il loro discorso davanti ad una crew di cameramen e gli ci vogliono forse quattro o cinque tentativi prima che il regista sia soddisfatto. Si fermano, quindi, per una chiacchierata in una spaziosa sala relax al piano di sopra, accompagnati dal loro fedele traduttore, un omone calvo ed amichevole in completo da lavoro che si chiama John (a meno che non sia specificato, le risposte di tutti i membri tranne RM sono tradotte da lui). Alcune settimane dopo essere ritornati dai loro primi Grammys, ripercorrono ancora con entusiasmo l’esperienza: consegnare ad H.E.R. il premio come Miglior Album R&B; chiacchierare con Shawn Mendes nel bagno degli uomini – “Pensavo cose tipo ‘Devo dirgli chi sono?’” ricorda Jimin, “ma poi lui mi ha salutato per primo, ed è stato davvero carino.” – ed essere seduti a solo uno scialle paillettato di distanza da Dolly Parton (“Era esattamente davanti a noi!” Si meraviglia Jungkook. “Fantastico.”)

 

Per quanto sembrino essere ancora felicemente abbagliati da altre celebrità, vedere i BTS in persona scatena lo stesso disorientante, ma non spiacevole, senso di irrealtà. Sullo schermo il gruppo può sembrare sconcertantemente bello: avatar di una bellezza dai pori invisibili, che va quasi oltre il genere, che sembra esistere solo nella loro realtà da filtro Snapchat. In persona sono ancora ridicolmente belli. ma in una maniera molto più familiare, giovanile; ciocche disordinate di capelli, persino un occasionale labbro screpolato o un piccolo (okay, minuscolo) brufolo. Toglietegli le Balenciaga alla caviglia e le discrete doppie C della gioielleria di Chanel, e potrebbero quasi essere gli universitari carini che vi trovate accanto nei bar o in treno.

Peter Yang per EW (2)

Peccato che per i BTS usare i mezzi di trasporto pubblico o entrare casualmente da Starbucks ha smesso di essere un’opzione molto tempo fa. A Seoul le loro facce tappezzano i negozi di make-up e i cartelloni per strada e anche le fiancate degli autobus – persino su degli enormi schermi pubblicitari che sono comprati e pagati da privati per rendere noto il compleanno di uno dei tanti amati membri, o anche senza alcun motivo. In città come San Paolo, Tokyo e Parigi i fan si accampano per giorni prima dei loro concerti o delle loro apparizioni in pubblico, scambiandosi ossessivamente curiosità e voci su possibili avvistamenti. Quando il gruppo ha postato la loro versione sulla #InMyFeelingsChallenge di Drake è diventato il video con più mi piace su Twitter del 2018; quest’estate la Mattel farà uscire una linea ufficiale di bambole dei BTS.

 

Nell’occhio di questo bizzarro uragano di fama, i ragazzi hanno trovato il modo di trovare alcuni antri di normalità. Jimin ricorda nostalgicamente una volta a Chicago quando riuscirono a sgattaiolare dalle loro stanze d’hotel senza essere notati “a notte fonda, solo per prendere una boccata d’aria fresca.” Ma nella maggior parte dei posti, ammette “è davvero fuori discussione” a meno che non si divano in gruppi più piccolo. “Insomma guardateci” aggiunge RM con una risata, passandosi una mano tra le ciocche grigio nickel. “Sette ragazzi con i capelli tinti! Si nota veramente troppo!”.

 

Piuttosto si focalizzano sulle cose che possono fare, come intrufolarsi al cinema (“Sempre all’ultimo o al primissimo spettacolo”, dice RM, se vogliono passare inosservati), lo shopping online (V adora eBay, soprattutto per i vestiti), andare a pesca, giocare a StarCraft a casa. Vivere in gruppo è in realtà comune per le star del K-pop e i BTS sembrano apprezzare la loro stabile convivenza: “Abbiamo vissuto assieme per un po’ adesso, quasi otto, nove anni.” Dice Jimin. “All’inizio litigavamo spesso e c’erano spesso dei conflitti, ma abbiamo raggiunto il punto in cui possiamo comunicare senza bisogno di parole: praticamente solo guardandoci negli occhi e leggendo le espressioni degli altri.

Anche se sono infallibilmente educati e cortesi durante le interviste, c’è un certo caos contenuto quando sono tutti assieme – un piccolo ciclone come di cuccioli che ruzzolano, fatto di spinte scherzose, pacche sulle spalle e strette di mano complicate – ma anche una sorprendente, tenera dolcezza nel modo in cui si trattano nei momenti di calma. Quando viene fatta una domanda al gruppo fanno del loro meglio per far sì che ognuno di loro venga ascoltato, e se qualcuno di loro fa fatica a trovare una parola si allungano velocemente per una pacca rassicurante sulle ginocchia o un braccio sulle spalle.

 

Anche con la barriera linguistica nel parlare con un reporter americano, le loro personalità individuali cominciano ad emergere rapidamente. Gli viene chiesto qual è il loro primo ricordo collegato alla musica pop, le risposte sono tra le più varie e disparate. “Amavo ‘Stickwitu’ delle Pussycat Dolls” dice J-Hope, il ballerino più esperto del gruppo, schioccando le dita e cinguettando il ritornello. Per RM, che ha iniziato nella scena rap underground di Seoul, è “Lose Yourself” di Eminem (“Credo che sia la scelta di molte persone nel mondo” ammette “ma non posso dimenticare la prima volta che ho visto 8 Mile ed ho sentito il giro di chitarra. È stato il mio momento di svolta.”). Per Jungkook che ha fatto uscire cover di Justin Bieber e Troye Sivan, è stata la ballad senza tempo di Richard Marx “Now and Forever”.

 

Suga, dalla voce dolce, cita “Imagine” di John Lennon come “la prima canzone di cui mi sono innamorato”, e cade a pennello per chiedere ai BTS se si vedono nel pantheon di amatissimi artisti musicali che i Fab Four hanno praticamente inventato. “A volte è veramente imbarazzante quando qualcuno ci chiama i Beatles del 21esimo secolo o qualcosa del genere” riconosce RM, “Ma se vogliono chiamarci boy band, allora siamo una boy band. Se vogliono chiamarci gruppo, siamo un gruppo. Se vogliono chiamarci K-pop, ci va bene K-pop.

 

Ah, K-pop. In Corea del Sud, dove il genere non è più una semplice merce culturale ma un’esportazione da molti miliardi di dollari, i giocatori, conosciuti come “idol”, attraversano una educazione alla “Fame” in canto, ballo e spettacolo che spesso dura per anni prima di essere considerati pronti per il palcoscenico. E paga: il business sta andando forte in dagli anni ’90 con star come le Girls’ Generation o G-Dragon che si sono diffusi in vari mercati tra Asia, Europa e le Americhe. Ma il loro sound è rimasto abbastanza costante – un mix tipico di beats pronti per le discoteche, ritornelli iper zuccherosi e le influenze più urban dell’hip-hop ed R&B occidentale – e non è mai approdato con l’impatto fulminante dei BTS.

Peter Yang per EW (3)

Bang Si-Hyuk, CEO e fondatore della Big Hit, ha iniziato a mettere insieme il gruppo nel 2010, quando tutti i membri erano tra l’adolescenza e i vent’anni: RM e Suga stavano emergendo dalla scena rap locale; Jimin e J-Hope hanno studiato danza in delle scuole di arti sceniche; V, che inizialmente si era focalizzato sul canto, si è unito ufficialmente nel 2013. Jin era un aspirante attore che è stato reclutato per strada grazie al suo impressionante bell’aspetto; Jungkook, adesso main vocalist del gruppo, si è unito quando andava ancora alle scuole medie.

 

Anche se i fansite tendono ad evidenziare le loro differenze fuori dal gruppo (Jungkook è del segno della Vergine ed ama la pizza! V colleziona cravatte e stringe i denti quando dorme!), ogni membro ha davvero uno spazio unico nel gruppo, che sia più propendente verso la produzione, i testi, o gli enormi hook su cui poggiano le loro canzoni. “Con sette membri abbiamo ovviamente gusti diversi” dice RM. “Quindi quando si parla di scrivere le canzoni è come una grande gara!” aggiunge J-Hope ad un certo punto, “scriviamo un verso e decidiamo. ‘Questo mi rispecchia di più, chi sono ed il mio stile’ e quindi lo conserviamo per una canzone da solista.

Dato che la Big Hit non restringe il loro diritto ad incanalare alcune idee in progetti extra- e dato che online il desiderio per più materiale targato BTS sembra essere insaziabile- i membri rilasciano regolarmente lavori da solisti attraverso EP, SoundCloud e mixtapes. Ma l’impatto principale arriva comunque dai rilasci degli album ufficiali, e dagli argomenti particolarmente di spessore che trattano nelle loro canzoni -un notevole cambiamento dagli stretti, spesso strenuamente allegri messaggi che di solito trattano gli altri artisti K-pop.

 

Ho promesso ai membri fin dall’inizio che la musica dei BTS doveva derivare dalle loro storie personali” dice Bang; da qui la loro franchezza riguardo le loro difficoltà con la depressione, dubitare sé stessi e la pressione di essere conformi che li ha portati fino all’ONU lo scorso autunno, dove RM ha parlato della campagna Love Myself ed #EndViolence, la collaborazione per la gioventù con UNICEF.

Peter Yang per EW (4)

Si fanno notare.” dice il DJ e produttore nippo-americano Steve Aoki, uno degli artisti dance mondiali con le vendite più alte che ha collaborato con la band con numerose canzoni. “E non parlo solo del K-pop. Aggiungono così tanta personalità alla loro musica e nelle loro storie e nel modo in cui si presentano. E il mondo si è innamorato di loro perché stanno mostrando quel lato vulnerabile che tutti vogliono vedere.

 

Aiuta anche che i messaggi più affilati sono spesso infilati negli inni dal sound che ti si attacca come il burro d’arachidi quali “No More Dream”, “Dope” e “Am I Wrong”. Ma loro apprezzano sempre questa opportunità, dice Suga, di essere “un po’ più crudi, un po’ più aperti.” RM approfondisce: “Credo che sia un dilemma senza fine per ogni artista, quanto debbano essere schietti e onesti. Ma noi cerchiamo di rivelare noi stessi il più possibile.

 

L’onestà ha i suoi limiti, ovviamente, quanto sei nella più grande boy band al mondo. Quando gli viene chiesto di descrivere il nuovo album, previsto il 12 Aprile (al momento in cui è scritto l’articolo, ha già superato i 2.5 milioni di pre-order), i membri danno degli indizi criptici ma entusiasti come “terapeutico” e “rinfrescante vivacità”. Ad essere sinceri non possono dire molto, in parte perché la track list del nuovo album non è ancora del tutto finalizzata -le decisioni dell’ultimo minuto sono un lusso della produzione interna- nonostante sono d’accordo nel lanciare una canzone, un forte e propulsivo pezzo rap chiamato “Intro: Persona” (è stato rilasciato come teaser il 27 Marzo, potete guardare il video qui e qui sotto).

 

Quando si tratta di domande più personali sulle difficoltà di uscire con qualcuno o gli obiettivi che vorrebbero raggiungere dopo i BTS, girano attorno all’argomento con grazia con risposte evasive e non specifiche che non possono che lasciarti piacevolmente sorpreso: è come guardare un diplomatico pattinare sul ghiaccio. Vogliono che si sappia che sono incredibilmente grati per la devozione dei loro fan e così fortunati ad essere esattamente dove sono, che non pensano facendo piani per i prossimi cinque o dieci anni. Ma ritornano riflessivi quando l’argomento del Sacro Graal del pop americano -la classifica Hot 100 dei singoli- viene toccato. Hanno scalfito la top 10 l’anno scorso con “Fake Love” ma devono ancora raggiungere posizioni più alte, fondamentalmente per i passaggi nelle radio più diffuse -un’enorme componente nel dominio della Hot 100- che ancora sfuggono negli Stati Uniti.

 

Deve essere una grande canzone” riconosce Suga, “Ma c’è anche molta strategia associata a raggiungere i primi posti. E poi ci deve essere anche una certa dose di fortuna, ovviamente. Quindi quello che è importante per noi è semplicemente fare buona musica e buone esibizioni e mettere insieme questi due elementi.” Una super hit in spagnolo come Despacito -che è stata per sedici settimane al numero uno- li rende più ottimisti sulle loro possibilità? “Sai, il Latin Pop ha i suoi Grammys in America ed è abbastanza differente” dice RM saggiamente “Non voglio fare paragoni, ma credo che sia ancora più difficile come gruppo asiatico. Una canzone in Hot 100, una nomination ai Grammys, sono i nostri obiettivi. Ma sono solo obiettivi – non dobbiamo cambiare la nostra identità o la nostra genuinità per raggiungere il numero uno. Ad esempio se improvvisamente cantassimo solo in inglese e cambiassimo tutte queste cose allora quelli non sarebbero più i BTS. Faremo di tutto, ci proveremo. Ma se non riusciremo ad essere al primo posto, o al quinto… Andrà bene lo stesso.

Peter Yang per EW (5)

Aoki, per nominarne uno, ha fiducia che ce la faranno. “Credo che sia possibile al 100% che una canzone cantata interamente in coreano riesca ad infrangere il tetto della Hot 100.  Lo credo fermamente e credo fermamente che i BTS possano essere il gruppo che ce la farà. Spianeranno la strada per molti altri gruppi, cosa che stanno già facendo – e quando succederà festeggeremo tutti.

 

Tornando alla Big Hit, però, il gruppo ha del lavoro più pressante di cui occuparsi. RM ci offre un tour veloce della sua stanza di produzione (ogni membro ha il suo spazio personale nell’edificio). La porta fuori è sorvegliata da un peculiare assemblaggio di statuette del famoso street artist Kaws, ma all’interno sembra, in modo incongruente, di entrare in una piccola chalet Sundance (catena di chalet ndr) dove si trova per caso anche un mixer. C’è un bellissimo tavolino fatto con un singolo pezzo di noce nero; tappeti in stile Navajo, opere d’arte di gusto sulle pareti. RM parla tranquillamente della sua ammirazione per produttori come Zedd e i Neptunes (“Pharrel Williams e Chad Hugo erano i miei idoli nel 2006, 2007. La voce di Pharrel! Il modo in cui canta è così sexy”) e sottovaluta le sue abilità (“Come compositore Suga è molto più bravo di me. Io non so nemmeno suonare il piano – creo gli accordi così” insiste, imitando un Muppet che suona la tastiera.)

 

Quindi si ritorna nella sala di danza, dove si sono cambiati in tuta e maglietta per ripetere dei nuovi passi di danza con il coreografo. Comincia con una formazione più o meno a triangolo e una combo complicata di colpo di fianchi che progredisce in un movimento di bacino, con mano che si porta al cavallo dei pantaloni che in realtà è da vedere molto più innocente che a descriverla, soprattutto perché continuano a fermarsi facendosi scoppiare a ridere a vicenda. Rapidamente però diventano seri -ripetendo le mosse finché sembrino precise ma anche facili, quasi un ricordo. Sembra che sia giunto il momento di salutarli: i ragazzi salutano con la mano felici, urlando un coretto confusionario di arrivederci.
Quindi si girano di nuovo verso lo specchio, e tornano a ballare.

Fonte: Entertainment Weekly
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Fab)
Prendere solo con crediti.

 

[TRAD ITA] Crying Over You – HONNE ft RM & BEKA

Crying Over You ◐

HONNE
Non vorresti essere un problema,
non vorresti farmi soffrire
non vorresti fare tante cose, ma in fondo non fa differenza
Non so da dove arrivi tutto questo
Pensavo andassimo a gonfie vele
Tutto questo mi sorprende e non c’è bisogno che io dica…

Che mi sentirò a pezzi per un po’
La vita per un po’ sarà una merda
Oh, almeno la settimana prossima
Sarò il primo ad ammettere che avevamo dei difetti
E che entrambi abbiamo avuto problemi ad impegnarci
Oh, è stato davvero così deprimente?

HONNE + BEKA
E non so perché io abbia pianto per te
Ti giuro sulla mia vita, avrei tanto voluto saperlo
E adesso non so, quanto ancora riuscirò a sopportare
Signore, oh signore avrei tanto voluto saperlo, perché ho pianto per te

BEKA
Non intendo essere un problema
Non intendo farti soffrire
Non intendo farla finita, ma non c’è altra scelta
Non sei l’unico che sta soffrendo
O che pensa sia difficile
Ma devi ammettere che ci stiamo allontanando
Senti, ci sentiremo a pezzi per un po’
E farà un po’ schifo
Ma quando sarai fragile troverai la forza
Troverai l’amore quando meno te lo aspetti
Potrebbe accadere in qualsiasi istante
Quindi non lottare contro le lacrime che ti bagnano il volto

HONNE + BEKA
E non so perché io abbia pianto per te
Ti giuro sulla mia vita, avrei tanto voluto saperlo
E adesso non so, quanto ancora riuscirò a sopportare
Signore, oh signore avrei tanto voluto saperlo, perché ho pianto per te

RM
Non mi piacciono i cliché
Ma continuo a rileggere sempre lo stesso libro
con copertine diverse, colori diversi
Ma alla fine mi fa sempre piangere
Pensavamo di esserci dati il mondo
Ma a quanto pare non ne siamo stati capaci
Suppongo che questa sia la vita, sono cose che succedono
E cerchiamo la magia
Ma tutte le cose belle giungono ad una fine, una fine
Sai

HONNE + BEKA
E non so perché io abbia pianto per te
Ti giuro sulla mia vita, avrei tanto voluto saperlo
E adesso non so, quanto ancora riuscirò a sopportare
Signore, oh signore avrei tanto voluto saperlo, perché ho pianto per te
Signore, oh signore avrei tanto voluto saperlo, perché ho pianto per te
Signore, oh signore avrei tanto voluto saperlo, perché ho pianto per te

 

Fonte: Genius
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Rebecca & Naive~)

Prendere solo con crediti.

Traduzioni BTS Notes “Answer”

Jungkook

28 Maggio 2019

“Hyung, voi avete dei sogni?”. A queste parole si voltarono tutti. “È per una relazione sulle ambizioni future”, mentii, ma Seokjin hyung aprì bocca, dicendo: “Boh. Non credo di averne uno. Se c’è qualcosa che desidero, è soltanto… diventare una brava persona?” Hyung si interruppe, come imbarazzato. Yoongi hyung, che fino a quel momento era rimasto sdraiato sul panchetto del pianoforte, disse con tono fermo: “Va bene anche non avere un sogno. Io non ne ho uno. Diventerò quel che capita.” Tutti scoppiarono a ridere per quella risposta così alla Yoongi.

“Diventerò un supereroe. Salverò il mondo dai cattivi.” Taehyung hyung si mise in piedi sulla sedia, in posa, portando le braccia in cielo, e Hoseok hyung gli intimò di smetterla, facendolo scendere e dicendogli che, scherzando in quel modo, si sarebbe fatto male. Poi Hoseok aggiunse, sorridendo teneramente: “Voglio trovare mia madre e vivere felice. Essere felice è il mio sogno.” “Quindi adesso non sei felice?” chiese Jimin hyung. Hoseok hyung rispose: “Ah, è così che funziona?” simulando un’espressione esageratamente preoccupata. Poi domandò a Jimin: “Qual è il tuo sogno?” “Il mio?” Jimin hyung sgranò gli occhi e, agitato, rispose: ”Quando ero all’asilo volevo fare il presidente, ma non so cosa vorrei fare adesso.”

Era rimasto solo Namjoon hyung. Sentendo gli sguardi di tutti su di lui, hyung fece spallucce e disse: “Vorrei dire qualcosa di bello, ma neanch’io, a dire il vero, ho un sogno. Vorrei solo fare soldi col part-time.”
Annuii, e portai lo sguardo sulla mia relazione. Era divisa in “spazio per studenti” e “spazio per i genitori”. “Cosa voglio diventare?” Non riuscii a pensare a nulla da scrivere.

Seokjin

25 Giugno 2019

Ad occupare lo spazio sotto la finestra della classe, vi era un vaso di fiori, ma non sapevo chi l’avesse portato. Chi tra i miei amici avrebbe potuto farlo? Tirai fuori il telefono. La stanza era come sempre buia, data la mancanza di elettricità, e una luce soffusa entrava dalla finestra sporca, da cui si scorgevano chiaramente le chiome degli alberi. La foto che scattai col cellulare non venne bene, non solo a causa del telefono. Ho sempre pensato che le fotografie non riuscissero a catturare pienamente ciò che l’occhio di un uomo riuscisse a vedere.

Mi avvicinai al vaso e vidi la lettera ‘H’. Sollevai il vaso e lessi: “Vaso di Hoseok”. Sorrisi. Se c’è una persona capace di portare un vaso di fiori, poteva essere solo lui.  Dopo averlo appoggiato, nascondendo allo sguardo la lettera H, iniziai a guardarmi intorno. Non me n’ero mai accorto, ma la finestra era ricoperta da graffiti. Non solo la finestra, ma anche il muro e perfino il soffitto erano pini di scritte. “Superala, o muori”. Nomi di persone di amori non corrisposti, date e molti altri nomi ormai illeggibili.

Quell’aula non era sempre stata uno sgabuzzino. Probabilmente in passato era stata occupata dagli studenti al mattino, e svuotata il pomeriggio. Vuota durante le vacanze, e occupata da rumorosi studenti al riprendere delle lezioni. Vi erano stati studenti come noi, che arrivavano in ritardo e venivano puniti, e che finivano per marinare? Insegnanti violenti e infiniti compiti e verifiche? E… qualcuno come me? Qualcuno che avesse denunciato i propri amici al preside.

Mi chiesi se tra quei nomi ci fosse stato quello di mio padre. Era stata anche la sua scuola. Credeva che frequentare le stesse superiori o la stessa università fosse un modo per preservare l’onore della nostra famiglia. Passai in rassegna i diversi nomi, e lo vidi. Era scritto sul muro di sinistra, in mezzo ad altri. Sotto, vi era incisa un’altra frase: “Qui tutto è cominciato”.

Hoseok

2 Marzo 2022

Mi piaceva stare tra la gente. Una volta uscito dall’orfanotrofio, avevo iniziato un lavoro part-time in un fast food, durante il quale dovevo interagire con le persone, ridere ed esser sempre vivace. Mi piaceva quel lavoro. A dir la verità, non c’era nulla nella mia vita che mi facesse sorridere o avere belle giornate. Nella mia vita avevo sempre incontrato più brutta gente che altro. Forse era per quello che mi piaceva quel lavoro. Quando mi sforzavo di sorridere e di parlare ad alta voce a volte passavo per una persona molto felice. Quando ridevo fragorosamente mi sentivo più felice, comportandomi in modo cortese ero diventato più educato. C’erano giorni difficili. Quando dovevo pulire il locale e tornare a casa, era difficile fare anche un solo passo. C’erano giorni in cui i clienti erano scortesi. Eppure prima, quando avevo ancora i miei amici al mio fianco, era tutto più semplice.

A volte, guardando i clienti riempire il locale, ripensavo ai miei amici. Seokjin hyung, che aveva cambiato scuola senza dire una parola, Namjoon, che una mattina era scomparso, Yoongi hyung, con cui, dopo che venne espulso da scuola, perdemmo i contatti. Taehyung, che non so dove sarebbe potuto fuggire a causare danni, e Jimin, che avevo visto un’ultima volta in infermeria, e che non era più tornato a scuola. Jungkook era passato di qui recentemente, mentre tornava a casa, indossando la sua uniforme, ma non era passato a trovarmi. Mi chiesi se quei tempi fossero acqua passata. Diedi un caloroso benvenuto non appena entrò un cliente. Stampai sul mio viso un grande sorriso smagliante e guardai verso l’entrata.

Taehyung

29 Marzo 2022

Il proprietario della stazione di servizio sputò in terrà e se ne andò. Mi stesi a terra, rannicchiandomi. Facevo graffiti sul retro della stazione solo per essere scoperto ed essere preso a botte dal proprietario, mentre mi chiedeva perché stessi disegnando sulla parete di qualcun altro. Rotolai sull’asfalto. Essere picchiato era, allo stesso tempo, qualcosa di ricorrente e qualcosa di sconosciuto.

Avevo iniziato a fare graffiti molto tempo prima. Avevo raccolto una bomboletta spray che qualcuno aveva gettato via e avevo provato a disegnare su un muro. Credo fosse gialla. Una volta colorato, avevo alzato lo guardo e avevo visto la vernice giallo sgargiante su quel muro grigio, e avevo subito raccolto un’altra bomboletta. Disegnai a lungo inconsciamente. La mia mano si era fermata solo quando tutte le bombolette finirono. Le gettai via e feci un passo indietro. Il mio respiro era affannato come se avessi corso con tutte le mie forze.

Non avevo idea di cosa significassero quei colori sulla parete. Non sapevo cosa avessi appena fatto, né per quale motivo lo avevo fatto. Ma erano specchio del mio stato d’animo. Avevo riversato tutto ciò che provavo su quel muro. Inizialmente pensai fosse orrendo. Sporcizia. Una cosa insensata, inutile e patetica. Non mi piaceva. Strisciai a mani nude la vernice ancora fresca. Volevo cancellare tutto. Ma anziché cancellare, stesi altri colori e creai nuove forme. Mi sedetti di fronte al muro. Non si trattava del fatto che mi piacesse o meno o se fosse bello o meno. Quello ero io.

Quando mi rialzai, tossii. Sputai in mano un grumo di sangue. Poi vidi una mano estranea raccogliere la bomboletta. La seguii, e ne scorsi il viso. Era Namjoon hyung. Mi misi a ridere. Credetti di vedere un fantasma. Hyung mi tese una mano. Rimasi a guardarlo. Prese la mia mano e mi tirò su. La sua mano era calda.

Seokjin

11 Aprile 2022

Quando mi svegliai, era di nuovo l’11 Aprile. Dalle tende aperte entrava la luce del mattino. Appena riuscii ad alzarmi, venni sopraffatto da vertigini, così chiusi gli occhi. L’ambiente che mi circondava si trasformò in un’immagine residua di colore rossastro, in cui comparve Taehyung. Era fermo su quella costruzione sulla spiaggia. Era il 22 Maggio. Era il passato e il futuro, qualcosa di già accaduto e qualcosa che sarebbe ancora potuto accadere. Pensavo fosse il momento in cui avrei potuto sistemare ogni cosa.

Vidi Taehyung arrampicarsi sulla piattaforma, al tramonto. Il cielo era ancora azzurro, ma stava iniziando a tingersi di un rosso vivido. Alzando la testa e lo vidi salire. Una volta in cima, per un momento guardò verso di noi e poi saltò. Si librò come se avesse avuto le ali. Per un istante sembrò fermarsi a mezz’aria, e sentii il rumore di uno specchio in frantumi, e un vento freddo attraversare le tende. Poi, quando riaprii gli occhi, era nuovamente oggi, l’11 Aprile.

 

Namjoon

11 Aprile 2022

Finito con il rifornimento, mi sporsi, ma qualcosa mi sfiorò la faccia e poi cadde in terra. Sorpreso, feci un passo indietro e guardai in basso. Ai miei piedi si trovava una banconota accartocciata. Automaticamente mi chinai per raccoglierla. Le persone nella macchina scoppiarono a ridere. Mi fermai un attimo. Seokjin hyung mi stava osservando da lontano. Non riuscivo ad alzare lo sguardo. Come ci si comporta quando si guarda negli occhi chi, dentro una macchina costosa, ti deride e ti prende in giro? Devi affrontarli. Se pensi che ciò che stiano facendo sia ingiusto, allora devi affrontarli. Non si parla di coraggio, orgoglio, uguaglianza. È qualcosa che devi fare e basta.

Ma questa era una stazione di servizio e io ero un impiegato part-time. Se un cliente sporcava, dovevo pulire, se imprecava, lo dovevo ascoltare, e ancora, se lanciava i soldi in terra, li dovevo raccogliere. Il mio corpo tremò dall’umiliazione. Serrai i pugni, e le unghie mi scavarono la pelle.

In quel momento, un’altra mano raccolse la banconota. Nella macchina mormorarono, come se fosse finito il divertimento, e lasciarono la stazione. Anche se se ne erano andati, non riuscivo ad alzare lo sguardo. Mi mancava il coraggio di guardare negli occhi Seokjin hyung. Non che hyung non fosse a conoscenza della mia vigliaccheria, della mia povertà, della mia situazione. Ma non volevo mostrargliele così esplicitamente. Potevo vedere hyung con la coda dell’occhio, ma non mi mossi. Lui non si avvicinò e non disse nulla.

Yoongi

11 Aprile 2022

Continuai a camminare, consapevole del fatto che Jungkook mi stesse seguendo da lontano. Mentre i binari del treno si allungavano, i container si affiancavano uno dietro l’altro. Era il quarto container dal fondo. Hoseok aveva detto di aver organizzato un incontro con Namjoon e Taehyung, e mi aveva chiesto di venire. Gli risposi che sarei andato, ma non ne avevo realmente l’intenzione. Odiavo immischiarmi con altre persone, e Hoseok conosceva anche questo mio tratto. Probabilmente neanche si aspettava di vedermi lì.

Quando spalancai la porta, vidi Hoseok con un’espressione scioccata. Poi si accorse di Jungkook e si avvicinò, con un’espressione che lasciava trasparire un mix di emozioni diverse. Mi feci strada tra i due ed entrai nel container. “Da quanto tempo”. Riuscivo a sentire Hoseok che cercava di tirare Jungkook e Jungkook ritrarsi.

Poco dopo, Namjoon portò Taehyung con sé. Un lato della maglietta di Taehyung era strappato. Quando chiedemmo cosa fosse successo, Namjoon fece finta di rimproverare Taehyung. “Questo ragazzino è in ritardo perché è stato sorpreso dalla polizia mentre faceva dei graffiti e sono dovuto andarlo a riprendere”. Taehyung fece una faccia come per chiedere scusa e spiegò, in un fiume di parole, che la sua maglietta si era strappata mentre cercava di scappare dalla polizia.

Quanto tempo era passato dall’ultima volta che ci eravamo incontrati, proprio come in quel momento? Non riuscivo a ricordarlo. Cos’era successo a Seokjin Hyung e a Jimin? Mi passò per la testa un pensiero che non facevo spesso. Era la prima volta che venivo in quel posto, ma il mio cuore si sentiva già a suo agio.

Jungkook

11 Aprile 2022

Camminavo sul parapetto del tetto. L’edificio era stato abbandonato durante la sua costruzione. Quando allungai fuori un piede, sotto di lui vedevo solo oscurità. La città notturna si diramava vertiginosamente al di sotto della ringhiera. I cartelloni a neon, il suonare dei clacson e la polvere riempivano l’oscurità. Per un attimo mi girò la testa dalle vertigini. Stesi di nuovo le braccia per riprendere equilibrio. Poi pensai, bastava solo un passo. Se avessi fatto un altro passo, sarebbe finito tutto. Mi sporsi ancor di più verso l’oscurità. Ora, da prima che sembrava avvolgermi solo i piedi, aveva divorato tutto il mio corpo. Quando chiusi gli occhi il caos della città, i rumori e le paure, sparirono. Smisi di respirare. Allora mi sporsi in avanti. Non pensavo a niente. Non pensavo a nessuno. Non volevo lasciare nulla dietro di me. Non avrei ricordato niente. Questa era semplicemente la fine.

In quel momento mi squillò il telefono. Ritornai in me come se mi fossi appena svegliato da un sogno lontano. I miei sensi, prima offuscati. tornarono in un istante. Tirai fuori il mio cellulare. Era Yoongi Hyung.

 

Namjoon

28 Aprile 2022

Sapevo ormai da molto tempo che stava succedendo qualcosa a Taehyung, anche se all’apparenza faceva finta che andasse tutto bene, le sue azioni o le sue espressioni rivelavano la sua ansia e il fatto che non sapesse cosa fare. Faceva spesso dentro e fuori dalla stazione di polizia e avevo visto le ferite sul suo corpo. Inoltre, soffriva di incubi.

Il perché non avessi mai insistito, chiedendo cosa non andasse o dicendogli di sfogarsi, era che stavo aspettando che Taehyung lo facesse da solo. Un po’, era anche perché dubitavo di avere un qualche diritto a sentire quelle preoccupazioni. Giocavo il ruolo dello Hyung, dell’adulto, ma in realtà mentre i miei amici stavano attraversando un periodo difficile non riuscivo a proteggerli. Tutti mi acclamavano per essere così maturo, ma in realtà non ero davvero un adulto. Esitavo e basta, incapace di guardare in faccia la realtà di fronte a me.

Yoongi Hyung era morto. Taehyung quel giorno aveva di nuovo avuto quell’incubo. Lo presi per le spalle e lo scossi, e lui si svegliò spaventato, e passò il tempo a fissare il vuoto. Non si asciugò le lacrime e balbettò incoerentemente: disse che Yoongi era morto, che Jungkook aveva avuto un incidente e che io mi ero trovato in mezzo a una rissa. Disse che faceva quel genere di sogni molto spesso, che erano così vividi da sembrare reali e anche questo faceva parte del sogno. “Hyung, non andare da nessuna parte”, disse Taehyung con un tono di voce agitato e ansioso.

Taehyung

22 Maggio 2022

“Hyung, è tutto? Non ci stai nascondendo altro?” attorno a noi scese improvvisamente il silenzio. Tutti gli sguardi erano rivolti verso di me. Guardai subito Seokjin Hyung. Seokjin mi guardò. Il suo sguardo era pieno di stanchezza ed imbarazzo, vagamente patetico. Stavo per tornare sull’argomento, quando qualcuno mi afferrò per il braccio e mi fermò. Non guardai chi fosse, già lo sapevo. Era Namjoon Hyung.

“Cosa c’entri tu? Non sei davvero mio fratello”. Riuscivo a sentire lo sguardo di Namjoon addosso. Non sollevai il volto e non spostai la sua mano. Sapevo anch’io di essere arrabbiato con Namjoon senza nessun motivo. Ripetendo le parole che avevo sentito dire da Namjoon al telefono, avevo detto di essere arrabbiato, di essere infastidito. Namjoon non aveva detto il torto. Ero appena un anno più piccolo di lui. Non ero davvero suo fratello. Era vero, dovevo prendermi cura di me stesso. Ma nonostante tutto, ero arrabbiato. Ero ancora più arrabbiato per il fatto di non avere argomentazioni con cui smentire. Sperai che Namjoon capisse i miei sentimenti.

“Taehyung-ah. Mi dispiace. Smettiamo di parlare di questa cosa, adesso.” Era stato Seokjin Hyung a parlare. Era stato Seokjin Hyung a chiamare il mio nome, a dire di essere dispiaciuto. Namjoon Hyung non disse niente. “Smettere? Visto che è venuto fuori, parliamone, parliamo di ogni cosa. C’è qualcos’altro che stai nascondendo?”

“Parliamo fuori”, disse Namjoon Hyung, prendendomi di nuovo per il braccio. Cercai di scuoterlo via un’altra volta, ma lui provò a trascinarmi fuori. Resistetti e dissi: “Lasciami andare. Chi sei tu per fermarmi? Cosa sai tu, Hyung? Non sai niente, ma lo reputi un bravo ragazzo, giusto?”. Fu allora: lasciò andare il mio braccio, e mi sembrò come se tutte le cose che mi erano state di sostegno si stessero crepando e dividendo e sgretolando. Forse avevo sperato non avrebbe mai lasciato andare il mio braccio. Che si sarebbe arrabbiato e mi avrebbe trascinato fuori. Forse avevo sperato in una sua ramanzina, come si farebbe con un vero fratello, come si farebbe con qualcuno di vicino, di prezioso, da cui non ci si può separare.

Ma Namjoon lasciò andare il mio braccio. Io semplicemente risi. “Cosa c’è di così tanto speciale nello stare insieme? Cosa siamo l’uno per l’altro? Siamo tutti soli alla fine.” Quello fu il momento in cui Seokjin Hyung mi colpì.

Yoongi

2 Maggio anno 22

Le lenzuola vennero immediatamente avvolte dalle fiamme. In mezzo al calore insopportabile, tutti quegli squallidi oggetti persero la loro identità. Non sentivo più l’odore pungente di muffa, né percepivo più l’inspiegabile umidità e il buio malsano. Tutto ciò che rimaneva era invece dolore. Il dolore fisico dovuto al calore. La pelle delle mie dita era così calda che si riempì di vesciche in un istante. Solo a quel punto il volto privo di espressione di mio padre e il suono della musica si dispersero nell’aria.

Io e mio padre eravamo estremamente diversi. Mio padre non mi capiva, e io non capivo mio padre. In passato avrei potuto convincerlo, se ci avessi provato? Probabilmente no. Tutto quello che riuscivo a fare era nascondermi, sfidarlo e scappare da lui. A volte avevo pensato che in realtà non era da mio padre che stessi fuggendo. Allora venivo attanagliato dalla paura, una paura simile quella che si prova sul bordo di un precipizio. Quindi, da chi stavo scappando? Cosa dovevo fare per liberarmi dei miei stessi pensieri? Mi sembrava una cosa impossibile.

Mi parve di sentire la voce di qualcuno che mi chiamava, ma non alzai la testa. Non so se per il calore o per il dolore, ma non riuscivo a respirare. Non avevo più le forze per muovermi. Eppure, sapevo chi era. Era Jungkook. Si sarebbe arrabbiato. Forse, si sarebbe addolorato per me. Avrei voluto solo sprofondare. Volevo finirla con tutto quel fumo e quel calore, con tutti i dolori e le paure. Jungkook gridò di nuovo qualcosa, ma non riuscii a sentire. Il mio campo visivo si ridusse. Finalmente alzai lo sguardo. L’ultima cosa che vidi fu la sporca stanza ormai lontana, le fiamme rosse, le colonne di fumo, e il viso di Jungkook.

Hoseok

12 Maggio 2022

Aprii la porta dell’uscita di emergenza e mi precipitai giù per le scale. Il mio cuore batteva all’impazzata, come se fosse sul punto di esplodere. Il volto che avevo intravisto nel corridoio dell’ospedale era sicuramente quello di mia madre. In quel momento mi guardai indietro. Le porte dell’ascensore si erano aperte inondando il piano di persone. Mi spinsi con forza tra la marea di gente, e scorsi la sagoma di mia madre passare per l’uscita di emergenza. Con il cuore colmo di ansia, mi precipitai giù per le scale, scendendo due gradini alla volta. Scesi parecchie rampe, senza mai fermarmi per riprendere fiato.

“Mamma!” mia madre si fermò. Feci un altro passo avanti. Mia madre si girò. Scesi un’altra rampa di scale, il volto di mia madre si fece più distinto. Fu allora: il tallone mi scivolò sul bordo dello scalino e mi sbilanciai in avanti. Strinsi forte gli occhi nel momento in cui capii che stavo per cadere di faccia sul pavimento. Qualcuno mi afferrò per il braccio. In questo modo, riuscii a riprendere l’equilibrio. Quando mi voltai, trovai Jimin con un’espressione scioccata. Prima ancora di ringraziare, mi girai di nuovo.

C’era una donna lì. Sembrava essere sorpresa. Accanto a lei, un bambino mi fissava sbattendo le palpebre che celavano due grandi occhioni. Non era mia madre. Rimasi lì in cima alle scale a fissare il volto della donna con uno sguardo assente.

Non so cosa mi inventai in quel momento. Non chiesi neanche come mai Jimin si trovasse lì. Ero troppo confuso per preoccuparmi di quei piccoli dettagli. Quella donna non era mia madre. Probabilmente lo sapevo già dall’inizio. Erano passati più di dieci anni dal giorno in cui mi aveva abbandonato al parco giochi. Mia madre nel frattempo era invecchiata, sarebbe stata ormai diversa da come me la ricordavo io. Anche se l’avessi incontrata, non sarei stato in grado di riconoscerla. No, ormai a stento mi ricordavo il suo viso.

Mi girai. Jimin mi stava seguendo in silenzio. Ai tempi del liceo, dopo che ci separammo al pronto soccorso, Jimin disse di essere rimasto in ospedale. Mi sembrava, dal modo in cui si comportava, che non sapesse se volesse andarsene di lì, quando glielo si chiedeva. Poteva essere che si sentisse intrappolato, proprio come me, incapace di aggrapparsi ai ricordi che legavano entrambi, o di liberarsene definitivamente? Feci un passo verso di lui.

“Jimin-ah. Andiamocene da qui.”

Jimin

15 Maggio 2022

Quando aprii gli occhi, trovai Hoseok accanto me. Un soffitto familiare mi osservava dall’alto, con la sua solita oscurità. Sorpreso, cercai di tirarmi su, ma lui si portò un dito alle labbra. Stavano dormendo tutti, e intorno a me tutto era silenzioso. Hoseok mi porse una maglietta e col mento indicò l’uscita di emergenza dell’ospedale.

“Ci siamo tutti”.  Mi disse che Namjoon Hyung stava facendo la guardia mentre Yoongi Hyung cercava di prendere tempo parlando con le infermiere. Jungkook e Taehyung ci avrebbero raggiunti presto. Inizialmente non capii cosa mi stesse dicendo. Hoseok mi tese la mano, io ero ancora stordito.

Il giorno in cui avrei lasciato l’ospedale. Mi era capitato di sognarlo spesso. Volevo andarmene da lì e rivedere i miei amici, stare insieme, ridere e parlare, proprio come ai vecchi tempi. Ma ora non ne ero più tanto sicuro. Andarsene era la cosa giusta da fare? I miei genitori mi avevano nascosto in questo posto, facendo finta che non esistessi. In giro si vociferava che soffrissi di qualche malattia mentale. Non sapevo se Hoseok Hyung pensasse lo stesso. Magari pensava che fossi strano, che passare il tempo con me fosse spiacevole.

“Sbrigati. Non abbiamo molto tempo.” Forse per l’urgenza con cui Hoseok mi parlava, il ticchettio dei secondi percepibili dall’orologio sembrava stranamente accelerato. Tump. Tump. Un rumore di passi, come un’allucinazione uditiva, si avvicinavano sempre di più alla stanza d’ospedale. Io e Hoseok ci girammo nello stesso momento verso la porta, poi ci guardammo. La mano di Hoseok rimase tesa davanti a me.

Jimin

16 Maggio 2022

Casa di Hoseok hyung era situata molto in alto. Un piccolo attico isolato raggiungibile passando per una grande strada e superando un angusto e contorto viale. Quello era l’appartamento di hyung. Entrato in casa, che consisteva in una sola stanza, hyung si vantò del fatto che quello fosse il punto più alto della città, da cui si potevano avvistare tutti i luoghi in cui eravamo cresciuti, proprio sotto i nostri piedi. Come aveva detto hyung, si poteva scorgere tutto da quell’appartamento; si potevano vedere la stazione ferroviaria lì vicina e, seguendo i binari, i container. Namjoon hyung viveva in uno di quelli. Spostando un po’ lo sguardo vi era la scuola che tutti noi avevamo frequentato.

Dopo aver trovato la scuola, diressi lo sguardo al lato opposto della città. Ai piedi delle montagne, c’erano dei gradi condomini. Lì c’era casa mi- no, casa dei miei genitori. Ero corso via dall’ospedale senza avvisare nessuno. Probabilmente i miei erano stati contattati. Magari in quel preciso momento mi stavano cercando. Non ero ancora pronto ad affrontarli. Ero uscito dalla clinica, ma non potevo andare a casa. Non significava infatti che volessi tornare in quel posto. Ma non sapevo dove andare, e non avevo soldi. Ero rimasto immobile, esitante, fin quando hyung mi disse di seguirlo e mi aveva mostrato la strada. Ed eravamo arrivati qui, a casa sua.

Riportai l’attenzione su quei grandi condomini. Prima o poi sarei dovuto tornarvi. Avrei avuto il bisogno di affrontare i miei genitori e di dir loro che non sarei tornato in ospedale. Feci un respiro profondo; avevo la sensazione che mi sarebbe potuto venire un attacco epilettico solo a pensarci. Sinceramente, non mi fidavo di me stesso al punto tale di poter vivere in un altro luogo se non in ospedale. Avrei potuto essere riportato subito in clinica. Ero così spaventato da non riuscire più a sopportarlo.

Namjoon

20 Luglio 2022

Diedi un’occhiata alle pubblicità di una rivista e alzai lo sguardo. Negli ultimi giorni, un volto diverso si era seduto al tavolo che dava sulla finestra, dalla parte opposta alla mia. Il grosso libro, la grande borsa e il bianco bicchiere di carta erano gli stessi, ma non era lei. Spostai di nuovo il mio sguardo sulla rivista. Ero rimasto a fissare la stessa pagina per più di un’ora. Per colpa dei miei continui pensieri, i miei occhi non riuscivano realmente ad afferrare le lettere. Perché me ne stavo lì seduto? Non trovai risposta. Tra tutte le persone che erano assorte nel fare qualcosa, io stavo semplicemente sfogliando letargicamente una rivista. Sentii l’impazienza dell’aspettare che qualcosa si mettesse in moto, ma sapevo che non sarebbe andata in quel modo.

Restituii la rivista e iniziai a camminare tra gli scaffali. I libri erano ordinati in file su librerie più alte di me. Un venticello che entrava da una finestra aperta trascinava l’odore di libri e polvere nell’aria. Pensai agli anni del liceo. Ai libri che avevo letto, passando il tempo con i miei amici nel nostro nascondiglio, avevano lo stesso odore. Il “Me di adesso” era cresciuto almeno un po’ dal “Me di allora”? Non ne ero certo. Poteva essere che ogni cosa che mi riguardava si fosse fermata a quel periodo. Mi spostai allo scaffale opposto. Quindi presi un libro che ero solito studiare allora. Dovevo ricominciare. Tutto ciò a cui avevo rinunciato, pezzo dopo pezzo.

Jungkook

26 Luglio 2022

Guardai alle mie spalle, l’ospedale era abbastanza lontano. Non riuscivo più a vedere la panca su cui avevo lasciato i fiori di campo, tantomeno la finestra da cui ero solito guardare il fiume Han con quella ragazzina. Ripensandoci, era lei la boccata d’aria fresca in quella soffocante vita d’ospedale. Quando sedevamo sulla panca, nel tardo pomeriggio, parlando del più e del meno, il sole tramontava prima che ce ne accorgessimo. Io le proponevo di giocare nel nascondiglio e di andare in vacanza al mare, di arrivare fino alla stazione ferroviaria a piedi. Lei mi parlava di tutte le scorciatoie dell’ospedale. Da quale finestra si poteva vedere il fiume, quali scale portavano segretamente al terrazzo. Non c’era nulla che lei non sapesse di quell’edificio.

La sua stanza, ora, era vuota. Era stata dimessa o trasferita in un altro ospedale? Avevo chisto anche alle infermiere, ma nessuna di loro aveva il permesso di dirmelo. Non so perché, parte del mio cuore si era come svuotata. Tornai a guardare dritto davanti a me e continuai a camminare. In lontananza riuscivo a vedere la scuola. Sembrava proprio che tutte le storie che le avevo raccontato avessero a che fare con gli hyung, e che molte di queste iniziassero proprio con loro. Gli hyung, per me che sono sempre stato solo, erano diventati degli amici, dei maestri, una famiglia. La mia storia era racchiusa nella loro ed io esistevo solamente all’interno del rapporto che avevo con loro.

Ma per qualche motivo iniziai a pensarla così: che magari un giorno loro non sarebbero stati più al mio fianco. Sarei potuto andare a cercarli, solo per scoprire che erano andati via senza dare spiegazioni. O magari sarebbe potuto accadere di peggio, non potevo saperlo.

Pensai a quella notte. Quando la luna, gigantesca, si era alzata in cielo e il mondo si era capovolto, i fari che riuscivo a scorgere al rovescio, la figura della macchina che era poi sparita una volta passatami affianco. Il suono di un motore stranamente familiare. Non volevo giungere a conclusioni affrettate. Ma nonostante ciò, continuavo a tornare con la mente a quel momento.

 

 

Jimin

28 Luglio 2022

Anche quel giorno rimasi per ultimo in sala prove. Era passata la mezzanotte e gli autobus erano già fuori servizio. A dir la verità, lo avevo fatto apposta. Così avrei avuto la sala solo per me. Quando provavo con gli altri riuscivo a vedere solo le mie lacune. Mi sfiniva, e allo stesso tempo mi spaventava. Ma volevo farcela in qualche modo. Perciò rimanevo lì da solo ogni notte.

Dopo alcuni giorni, sorprendentemente quel sentimento di paura era sparito dalla mia testa. Era rimasta solo la consapevolezza che danzare fosse divertente. Per molto tempo avevo creduto che il piccolo e debole me stesso che avevo creato nella mia testa fosse il vero me. Mentre ballavo pensavo solo costantemente alla velocità e alla potenza che potevo tirare fuori, al mio peso corporeo, alla lunghezza delle mie braccia. Il me che danzava non era né misero né debole. Sinceramente, le mie abilità erano migliorate. I movimenti non molto fluidi, con la pratica, erano diventati tali. Stavo crescendo. Lentamente, come farebbe un’unghia, ma stavo crescendo. Avevo realizzato anche di essere molto espressivo. Quando danzavo, le storie che non potevo raccontare, quelle che non avevo mai raccontato, ero capace di esternarle. Da quando avevo iniziato a ballare, per la prima volta avevo iniziato ad accettarmi.

Yoongi

29 Luglio 2022

Perché trovavo le melodie solo quando la persona che avrebbe dovuto suonare la chitarra insieme a me mi aveva abbandonato? Guardai il pianoforte da lontano, steso sul divano. Dopo essere stato espulso da scuola, avevo gettato via i tasti del pianoforte di mia madre. Erano l’unica cosa che avevo salvato dalle rovine dell’edificio bruciato, il piano si era infatti bruciato solo in parte, l’avevo gettato fuori dalla finestra dell’appartamento. Credevo di averci dato un taglio. Ripetei a me stesso la promessa che non avrei mai più toccato il piano.

La mattina dopo, sul presto, feci le scale, impaziente di aspettare l’ascensore. Pensai di essermi addormentato subito, ma il sole stava già sorgendo. Improvvisamente, gli eventi della notte prima mi tornarono in mente. Non c’era niente nell’aiuola fuori dalla finestra. L’addetto alla sicurezza mi informò che il netturbino era passato poco prima. Fu così che persi i tasti del piano di mia madre.

Anche dopo quell’avvenimento, rinunciai alla musica ancora e ancora. Non l’avrei fatto. Non sarei tornato sui miei passi. La musica non era niente, ma anche se stavo scappando, lo sapevo. Sapevo che avrei ricominciato a fare musica, nello stesso modo in cui avevo sceso quelle scale barcollando. La musica era quel tipo di passione, per me. Nella musica, ero tanto libero quanto sofferente, ero confuso, ma ero anche lucido. Paura e fiducia, speranza e disperazione– mi sembrava di vivere all’interno di quelle emozioni contraddittorie.

Mi venne improvvisamente voglia di suonare il piano. In esso, avrei voluto conoscere il me che aveva fatto finta di essere forte, anche se in realtà ero spaventato e codardo. Avrei voluto imprecare e sfottere e recare cicatrici e colpire e distruggere e trattenermi e piangere. Non volevo fuggire. Volevo completare la melodia nata dalla chitarra e dal piano. Questa volta, mi sembrava fosse possibile.

Taehyung

11 Agosto 2022

Mentre stavo per girarmi, vidi delle piccole lettere sotto una ‘X’. Era una piccola frase incisa nel muro, che recitava: “Non è colpa mia.” Era stata quella ragazza. Non l’avevo vista di persona, e non sapevo quale fosse la sua scrittura, ma non so perché me lo sentivo. Sembrava un saluto d’addio. Diceva che non se ne stava andando per colpa mia, che le cose che le erano successe non erano perché fossi una cattiva persona. Sembrava che mi stesse dicendo di non incolparmi o tormentarmi, ma di essere coraggioso.

Quando tornai in me mi ritrovai di fronte a casa mia. Riuscivo a sentire mia sorella urlare da dietro la porta. La spalancai ed entrai. Una scena familiare mi si presentò davanti. Mi spostai per fermare mio padre. Gli afferrai il braccio e lo guardai dritto in faccia. Inizialmente sembrò essere scioccato, ma poi mi sferrò un pugno. Mi stese, non era la prima volta. Il pianto di mia sorella si intensificò. Mi faceva male il mento. Un sapore di ruggine mi pervase la bocca. Eppure, non mi arresi. Afferrai mio padre per i fianchi. Lui gridò con foga. Mi colpì senza pietà sulla schiena e sulle spalle, ed io aumentai la presa.

Non è che non mi facesse male. Non è che non fossi spaventato. Ma se avessi lasciato la presa, quel ciclo quotidiano si sarebbe ripetuto. Volevo che cambiasse. Io volevo cambiarlo.

No. Non sono come mio padre. Io proteggerò questa famiglia.

Hoseok

13 Agosto 2022

Lei e Jimin erano lì, nella sala prove. I cinque secondi passati mentre si mettevano in posizione sembrarono eterni. Non appena le casse si avviarono, i due si mossero. Era la coreografia che stavo provando con lei qualche giorno fa. Mi sedetti sul pavimento della sala e iniziai ad osservarli.

Quando mi era stato detto che non avrei potuto ballare per un po’, per colpa della mia caviglia, era stato davvero difficile. Il fatto di non poter danzare e di dover solamente guardare gli altri mi demoralizzava. Ciò nonostante, aiutando Jimin con le prove, e vedendolo, come risultato, maturare, mi aveva fatto capire che non si trattava poi di un gran problema. Potevo comunque essere felice con la danza, in un modo o nell’altro.

Quando Jimin provava, non accettavo neanche il più piccolo errore. Delle volte era fuori tempo, o faceva movimenti meno accentuati del dovuto. Ogni volta che capitava, fermavo la musica e controllavo ogni mossa. Ma osservandolo dal pavimento della sala prove, il modo in cui Jimin ballava assumeva un aspetto diverso. Non vedevo più ogni singolo, piccolo movimento, ma un qualcosa di più grande. E avevo iniziato ad approcciarmi diversamente agli errori visti durante le prove. A dire il vero, questi ultimi e i modi da principiante gli donavano un fascino unico. Sicuramente ballavamo in modo diverso, ma lui aveva un suo ritmo e stile espressivo personale. Mentre danzava, brillava ed emozionava il pubblico in modo naturale.

La musica si fermò e così fece Jimin. Vidi il suo viso splendere per l’emozione e per la felicità. Lei era lì accanto. Sarebbe presto partita per l’estero. All’improvviso i nostri occhi si incrociarono. Subito alzai i pollici all’in su e sorrisi. Fu strano. Non assomigliava affatto a mia madre. Non ricordavo nemmeno così bene il suo viso, perché avrei dovuto vedervi una somiglianza? Per un attimo ebbi una fitta al cuore. La caviglia, non ancora completamente guarita, iniziò a far male.

 

Seokjin

30 agosto 2022

Sembrava come scioccata, nel rivedere il diario che credeva di aver perso. Il suo film preferito, il luogo in cui sarebbe voluta andare, il fiore preferito, riuscivo a vedere il futuro che sognava ad ogni pagina che sfogliava. Lo avevo fatto anche per lei. Faticavo a pronunciare delle scuse. Il diario rosso ci separava come la luce di un semaforo.

Avrei voluto renderla felice. Farla sorridere. Avrei voluto essere una persona migliore per lei. Credevo che, se avessi seguito ciò che era scritto sul diario, ci sarei riuscito, ma così non era stato. Mentre cercavo di diventare qualcun altro, era subentrata la paura che sarei stato scoperto per quello che ero davvero. Tuttavia, come se non riuscissi a mettere un punto a una frase ormai priva di senso, io, che avevo perso la mia vera identità, non riuscivo ad andare avanti, bloccato sempre nello stesso punto.

Ora lo sapevo. Le mie mancanze e i miei fallimenti, anch’essi erano parte di me. Non importava quanto crudele e doloroso fosse, per andare avanti dovevo essere onesto con me stesso. Mi alzai, e lei non mi fermò.

Una volta in strada tolsi il cappello. Mentre mi aggiustavo i capelli, sentii i momenti passati a cercare di essere qualcun altro scivolarmi tra le dita. Quando girai la testa vidi il mio riflesso nello specchio. Pelle secca, labbra pallide, spalle magre. Tutto molto patetico. La scena mi fece ridere, e il me riflesso nello specchio rise insieme a me.

Esploriamo il cibo con i BTS!

Esploriamo il cibo con i BTS!

J-Hope e Jimin dei BTS, il gruppo che attualmente ha maggior impatto nella scena del K-Pop, esploreranno il cibo delle foto di cui tutti parlano.
Hanno scelto lo zucchero filato, i cicchetti di biscotto*, e una crostatina. Hanno tutta l’attenzione rivolta verso di loro in quanto i due membri mostrano il loro stile e il loro modo di mangiare.

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I BTS sono un gruppo hip hop formato da 7 membri, che ha debuttato in Corea il 13/06/2013. Lo scorso anno hanno portato a casa tutti i premi musicali coreani, e hanno in piano di rilasciare il loro terzo album interamente in giapponese ‘Face Yourself’ il 4 Aprile (Mercoledì). Hanno anche in piano di effettuare un fanmeeting nell’arena di Yokohama e nella Osakajo Hall. I BTS stanno crescendo anche in Giappone.

Questa volta J-Hope e Jimin dei BTS esploreranno il cibo che vedete in foto, che hanno avuto grande riscontro ad Harajuku e Aoyama. Prima però, abbiamo chiesto loro quando mangiano i dessert solitamente.

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Q. Quando mangiate i dessert solitamente?

J-Hope: Mangio dessert quando sono esausto.

Jimin: I dessert non sono più buoni quando sei di buon umore? Quando sei stanco i cibi piccanti sono meglio di quelli dolci.

J-Hope: Abbiamo gusti un po’ diversi!

Jimin: Siamo diversi ma quando J-Hope mangia, mangio dolci insieme a lui.

J-Hope: Mangiamo insieme allora!

Jimin: Sì!

Ora inizieranno ad assaggiare i dolci!

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Che dolce ~ L’enorme zucchero filato diventato così di tendenza ad Harajuku!

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Lo zucchero filato arcobaleno di TOTTI CANDY FACTORY, 900 yen
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Appena visto、i due non sono riusciti a nascondere lo stupore davanti ai colori e alla sua grandezza.

JH: Wow, è fantastico.

JM: E’ zucchero filato?

E’ il famoso enorme zucchero filato di Harajuku! E’ buono?

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Come potete vedere, è molto più grande della faccia di Jimin!
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Jimin dà un piccolo assaggio.

JM: E’ molto dolce ~

JH: Davvero? Allora lo assaggio anch’io.

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JH: E’ buono, ma non sento molto il sapore… ahahah

Ogni colore ha un particolare gusto, viola è all’uva, blu è al Blue Hawaii e il rosa è alla fragola. 

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E’ un nuovo metodo per mangiare lo zucchero filato, JHope?
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Ecco la perfetta combinazione tra zucchero filato e BTS!

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L’assaggio dei BTS dei cicchetti di biscotto

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Cicchetti di biscotto di Dominique Ansel, 1512 yen
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I due bevono il latte alla vaniglia in silenzio…

J-Hope: Che carino! Cos’è?

È un cicchetto di biscotto. È un biscotto a forma di bicchiere, ci versi del latte alla vaniglia e lo mangi.

J-Hope: Ok, allora verso subito il latte alla vaniglia!

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Accanto a Jhope, che sta mangiando voracemente, Jimin ci mostrerà le sue abilità.

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“Waaaaa!!” ha urlato Jimin, mostrando le sue abilità. Anche Jhope ne è rimasto colpito ahahah.

Siamo pronti! I due hanno finito di versare il latte alla vaniglia nella cialda, e ora la assaggeranno!

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JH: A berlo non è troppo dolce, ahahah

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JH:  Il latte è dolce, non è latte normale!

Nel latte è stata aggiunta bacca di Vaniglia. Puoi mangiare anche la cialda!

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Jimin: La cialda sa di cioccolato!

J-Hope: Se unisci il latte alla vaniglia e il biscotto, ottieni un sapore di latte al cioccolato! Mi piace davvero tanto il sapore di questo latte alla vaniglia. Me lo voglio portare in Corea al mio ritorno, ahahah.

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La shockante fragola bianca! Una torta dolce e rinfrescante, di cui diventerai presto dipendente!

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J-Hope: Ho già mangiato un pezzo di torta in questo negozio. E’ una famosa pasticceria, vero? Sono fragole bianche?

Sì. Jimin, conosci le fragole bianche?

Jimin: Eh? Fragole bianche? È la prima volta che le vedo.

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JM: La fragola è fresca e la crostata è davvero dolce!

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J-Hope: Era veramente buona. Mi piacciono i dessert freschi e i dolci che contengono la frutta, come questa crostatina. E amo anche la crema ganache.

Jimin: Anche io la amo!

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Parliamo del nuovo album “Face Yourself”

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Q. C’è stato qualche episodio memorabile mentre stavate lavorando (all’album)?

J-Hope: Mentre stavo registrando ho mangiato molte cose dolci! Lo staff ne ha preparati diversi. Grazie a quelli, sono stato in grado di riacquistare le energie, finire le registrazioni e completare un album fantastico.

Jimin: C’è stata una canzone che aveva un tono davvero alto ed era difficile da registrare. E’ uno dei ricordi che ho delle registrazioni.

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Q. C’è una canzone che preferite particolarmente?

J-Hope: Per ora è ‘Spring Day’. Ovviamente è perché siamo in primavera, ma col passare del tempo, penso spesso a quanto sia davvero una bella canzone. Sia la versione coreana sia quella giapponese hanno un bellissimo testo, non trovi?

Jimin: Mi piacciono tutte! È un po’ strano detta da me, ma la musica dei BTS è davvero la migliore! La consiglierei a tutti in tutta sicurezza.

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Q. In quali situazioni vorreste si ascoltasse l’album?

J-Hope: Penso che ‘Crystal Snow’ sia perfetta per quando fa freddo. Credo ci si possa godere l’inverno ascoltando ‘Crystal Snow’, in particolare quando nevica.

Jimin: Pensando a noi, vorrei ascoltaste tutte le nostre canzoni; ascoltate ‘MIC Drop’ quando volete caricarvi, ‘Spring Day’ quando vi sentite bene, ‘Crystal Snow’ quando siete tristi, potrebbe farvi bene.

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Q. Per chi non è fan, quale canzone consigliereste di ascoltare?

J-Hope: Una sola canzone? È difficile scegliere…

Jimin: Penso sia meglio ascoltare le canzoni dell’album dall’inizio fino alla fine. Mi piacerebbero sicuramente i BTS se li ascoltassi fino alla fine!

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J-Hope: Come c’era da aspettarsi, Jimin! Dopotutto lo stile dei BTS è…

Jimin: MIC Drop!

J-Hope: Esatto~! Davvero! Credo che riesca ad arrivare tutta l’energia della canzone, perciò mi piacerebbe ascoltare ‘MIC Drop’ e sentire la nostra energia.

~~~

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*T/N: i cicchetti di biscotto e cioccolato sono simili a dei piccoli bicchierini, ci si versa il latte e lo si beve.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Blue Side (Outro)

Blue Side (Il lato Blu)

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Nei miei sogni blu
Vorrei ci fossi anche tu
Anche se dici di no
Nei miei occhi

Nei miei sogni blu
Vorrei abbracciarti
Anche se dici di no
Nelle mie braccia

Lato Blu
Torno al Lato Blu
Lato Blu
Torno al Lato Blu
Lato Blu
Torno al Lato Blu
Lato Blu
Torno al Lato Blu

 

 

Traduzione Italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Hangsang ft. SUPREME BOI

Hangsang (Sempre)

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Sempre con i miei fratelli, sì
Sempre con la mia gang, sì
Sempre con i miei fratelli, sì
Spacchiamo per le strade, spacchiamo per le strade

Quando attraverso il maledetto aeroporto
Salgo sull’aereo con i miei amici
Ogni giorno, io e i miei ragazzi spacchiamo
Ogni giorno, io e i miei fratelli spacchiamo

Sempre con i miei fratelli, sì
Sempre con la mia gang, sì
Sempre con i miei fratelli, sì
Spacchiamo per le strade, spacchiamo per le strade

Ultimamente ce la spassiamo
Uno stacca l’etichetta di Gucci
L’altro ha centinaia di Kaws
Uno non sa scegliere che casa comprare
È giusto, giusto così
Uscire dal pozzo e puntare solo al meglio
In questa padella vengono cucinati solo cibi amari
Solo la roba migliore, con gli amici migliori

La strada è rossa quando apro gli occhi
(Camminare, camminare, camminare)
Chiamate il Top da celebrità top
(Parlare, parlare, parlare)
Nei momenti come questi,
Sono sempre con i miei fratelli
Anche in futuro
Sempre con i miei fratelli
Il mondo sta al passo coi 7
Sempre insieme,
Spacchiamo

Sempre con i miei fratelli, sì
Sempre con la mia gang, sì
Sempre con i miei fratelli, sì
Spacchiamo per le strade, spacchiamo per le strade

Quando attraverso il maledetto aeroporto
Salgo sull’aereo con i miei amici
Ogni giorno, io e i miei ragazzi spacchiamo
Ogni giorno, io e i miei fratelli spacchiamo

Sempre con i miei fratelli, sì
Sempre con la mia gang, sì
Sempre con i miei fratelli, sì
Spacchiamo per le strade, spacchiamo per le strade

Tiro fuori il mio swag, ora me la spasso per il mondo
Tiro fuori il mio swag, me la spasso alla grande
Io e i miei ragazzi abbiamo raggiunto l’apice
Festeggiamo, facciamo festa ogni giorno
Frena, questo è il posto di J-Hope amico
Frena, da quando questo posto è tuo?
Hobalie hyung* li ha distrutti, quei poser di merda
Anch’io, anch’io, anch’io, anch’io

Finiamo sulle copertine
Ogni volta che sbattiamo le palpebre
Sulle classifiche, ci ho costruito casa
Gli haters faranno meglio a scappare
Carte di credito e colpi di karate chop chop
Io e i miei ragazzi siamo di nuovo i trend setter
Frena amico, ora sei tu il baepsae
Io e i miei amici siamo al top
BTS, ROCKBOTTOM, sì questo è il mio gruppo

Sempre con i miei fratelli, sì
Sempre con la mia gang, sì
Sempre con i miei fratelli, sì
Spacchiamo per le strade, spacchiamo per le strade

Quando attraverso il maledetto aeroporto
Salgo sull’aereo con i miei amici
Ogni giorno, io e i miei ragazzi spacchiamo
Ogni giorno, io e i miei fratelli spacchiamo

Sempre con i miei fratelli, sì
Sempre con la mia gang, sì
Sempre con i miei fratelli, sì
Spacchiamo per le strade, spacchiamo per le strade

Dettando legge, io e i miei amici camminiamo insieme
Abbiamo creduto solo in noi stessi, sin dai giorni da trainee
Ignorando le male lingue
Tutti erano nostri nemici
Nessuno era al nostro fianco
Ma la partita si è capovolta
Ora il mondo ci canta
Come in un karaoke
Noi cantiamo, balliamo, guardaci
Il mondo ci vuole
La nostra quotidianità è il successo
Proprio come sognavamo
Tutto ora è realtà
Ora è il nostro momento
Che si fottano i soldi

Le giustificazioni sono cibo per cani
(Gli haters) Abbaiano senza motivo
Sicuri come un cane
Inebriati dal loro coraggio, cercano di averla vinta, illusi
Bau bau a loro
Noi andiamo avanti con sicurezza
Raggiungendo mete e vincendo premi
Alla mia agenzia, sostegno
Ai miei fan, gratitudine
Col mio gruppo, sempre

 

*Uno dei soprannomi di Hobi

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Daydream

Daydream (Sogno ad occhi aperti)

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La mia personalità è divisa a metà, sai?
Una vita da celebrità, fatta di sacrifici, sai?
Dove non si assecondano i propri desideri, sai?

Vorrei poter piangere in pace, lo so
Vorrei divertirmi come un matto, lo
Vorrei sentire le emozioni dell’amore, lo so

Si lo so lo so lo so, perché io

Come pesci, si è abboccato
A quell’amo chiamato desiderio, nato dalla sete delle nostre vite
Via di fuga psicologica e universale
Non riesco a liberarmi.
No, rifiuto la realtà,
Insoddisfazione, non appartenenza
Nulla di tutto ciò
Amo la mia vita
Per una volta, vorrei provare a dipingere
Un quadro diverso della mia vita, una tela di sogni
Dormi

Vorrei sentirlo, sorpassando quella linea di confine
Laggiù
Come il buco in cui cadde Alice,
Come la strada per Hogwarts
Mi ritroverei in un mondo immaginario
Un mondo tutto mio
Tutto sarebbe come lo immagino
Ma non durerebbe per sempre
Merda

Affidandomi al cielo
Affidandomi a una cicatrice
Se c’è il sole
Voglio poter sognare
Affidandomi al cielo
Affidandomi a una cicatrice
Se c’è la luna
Non voglio svegliarmi

Il mio
Sogno ad occhi aperti
Sogno ad occhi aperti
Ultimo
Sogno ad occhi aperti
Sogno ad occhi aperti

E, se mi ubriacassi
Fino a stare male?
E, se uscissi
Senza pensare al lavoro?
Vivere la giovinezza
Giovani, spensierati e liberi
Anch’io voglio viverla

Ogni giorno, nessun guscio vuoto che cammina
Ogni giorno, voglio fare ciò che il cuore mi dice
Ogni giorno, Un esperto in amore che colpisce al cuore
Ogni giorno, lavoro sodo per realizzare il mio sogno
Ogni giorno, ignoro me stesso
Ogni giorno, voglio piangere senza imbarazzo
Lista dei desideri, numero 1:
Senza preoccuparmi dei soldi
Dormire profondamente

Vorrei sentirlo, sorpassando quella linea di confine
Laggiù
Come il buco in cui cadde Alice,
Come la strada per Hogwarts
Mi ritroverei in un mondo immaginario
Un mondo tutto mio
Tutto sarebbe come lo immagino
Ma non durerebbe per sempre
Merda

Affidandomi al cielo
Affidandomi a una cicatrice
Se c’è il sole
Voglio poter sognare
Affidandomi al cielo
Affidandomi a una cicatrice
Se c’è la luna
Non voglio svegliarmi

Il mio
Sogno ad occhi aperti
Sogno ad occhi aperti
Ultimo
Sogno ad occhi aperti
Sogno ad occhi aperti

Se mi chiedessi perché sogno
La risposta sembrerebbe un vanto
Metterei il sogno in pausa per un minuto
Così da sincronizzarlo al mio meccanismo
Ti direi che sto riposando
Cos’è, cos’è
Immergendomi in un sogno ad occhi aperti, nuotando per me stesso
Così, così
Tutte le mie impronte e fantasie

Se voglio qualcosa
Se ora voglio qualcosa
Se voglio qualcosa
Se ora voglio qualcosa
È un sogno ad occhi aperti
Loro sognano, sognano
È un sogno ad occhi aperti
Sogno ad occhi aperti sogno ad occhi aperti
Sogno ad occhi aperti sogno ad occhi aperti

Svegliati

 

 

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Hope World

Hope World

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Il mio nome è la mia vita
Vibrazioni di speranza
Un tipo positivo, più che negativo
Sono all’altezza del mio nome, ma non ho prezzo
Whoo
Nessun romanticismo
Un’età sfrontata
Mi piace imprecare e usare parolacce,
ma non lo faccio nelle mie canzoni

Se dovessi descrivermi, ogni giorno è D-Day
Una vità intera ad apprezzare quello che mi è stato dato
Una vita a anticipare la vita stessa
Un ventenne che crede in se stesso e lavora
Rispetto
Mio padre, mia madre
Ho il loro stesso sangue
Mi è stato passato il testimone
Vivo con questo motto
È la mia gioia stessa
Brindiamo al mio mondo

Saluta il mio mondo di speranza
E’ il mio mondo
La mia storia
Percorri ventimila leghe sotto i mari
Ok
Urla al mio mondo di speranza
Chiunque tu sia
Facciamo un giro intorno al mondo
I miei sentimenti che ricordano un romanzo

Sì, immergersi in esso
Sì, andarvi a fondo
Sì, scontrarcisi
Questo è lo stile, il mio

Miei simili, è tempo di essere un solo corpo e una sola anima
facciamo insieme, qui siamo in un sottomarino
Tutti sono Arronax, io sono il capitano Nemo
Seguitemi
Con forza e con fermezza
Ottimisti
Esatto, divertiamoci insieme
Sulla superficie dell’acqua, siamo cigni
Giorno dopo giorno
Proiéttati nel mondo
Abbi fede, come in una religione, Amen
E’ diventato mia volontà darti una motivazione
Devi solo accettarla,
Come fosse giorno di paga

Saluta il mio mondo di speranza
E’ il mio mondo
La mia storia
Percorri ventimila leghe sotto i mari
Ok
Urla al mio mondo di speranza
Chiunque tu sia
Facciamo un giro intorno al mondo
I miei sentimenti che ricordano un romanzo
Saluta il mio mondo di speranza

Fidati di me e corri, sì
Il mondo è profondo, e lo stiamo per affrontare, svegli tutta la notte

Saluta il mio mondo di speranza
E’ il mio mondo
La mia storia
Percorri ventimila leghe sotto i mari
Ok
Urla al mio mondo di speranza
Chiunque tu sia
Facciamo un giro intorno al mondo
I miei sentimenti che ricordano un romanzo
Saluta il mio mondo di speranza

 

 

Traduzione Italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Airplane

Airplane (Aeroplano)

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Ricordo il me di allora
Di quella volta che il terreno arso mi bruciò
Correvo guardando il cielo azzurro
Volevo volare su quell’aeroplano

Ricordo il me di allora
Di quella volta che il terreno arso mi bruciò
Correvo guardando il cielo azzurro
Volevo volare su quell’aeroplano

Ancora non riesco a crederci
Quel bambino di Gwangju così preso dal volare
Ora seduto in quel posto tanto agognato
Sorvolo il bellissimo mondo
L’agitazione che ho provato durante il primo viaggio in Giappone
La ricordo ogni volta che sono in aereo
Perché ha fatto decollare il mio sogno
Perché ha fatto il presente
Ovunque
Ora sono Mr. Problema, quando le luci si accendono
Mi sento fortunato ad essere arrivato sano e salvo
Grazie a Dio

Ricordo il me di allora
Di quella volta che il terreno arso mi bruciò
Correvo guardando il cielo azzurro
Volevo volare su quell’aeroplano

Qualcuno mi ha insultato come un matto
La loro gelosia li isola
A me non importa, mi fanno solo ridere
Bevo champagne nel mio aeroplano

Ogni giorno, sopra le nuvole
Ogni giorno, sopra le nuvole
I miei sentimenti, sopra le nuvole
Controllo dalle nuvole
La chimica con le nuvole
Ogni giorno con le nuvole
La gioia di cavalcare le nuvole,
Perdersi a guardar le nuvole,
Forse voi non potete capire
Quando sono centinaia di migliaia le miglia percorse
Grazie ai lunghi anni di volo
È il momento in cui consolo tutti voi, che non ce l’avete fatta
Vi regalo queste miglia
Amo la modalità aereo
Via tutte le preoccupazioni, non importa chi dice cosa
Continuerò a tenere il mio biglietto business al sicuro
E guarderò il cielo notturno
Sistemerò il mio sedile

Ricordo il me di allora
Di quella volta che il terreno arso mi bruciò
Correvo guardando il cielo azzurro
Ripenso a quel momento, su questo aeroplano

Qualcuno mi ha insultato da matti
La gelosia di certe persone ha fatto sentire solo anche me
Ma non mi importa, sono felice
Io so del mio successo, sul mio aeroplano

 

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] POP (Piece of Peace)

2.P.O.P. (Angolino di Pace) *

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Conoscermi, Ciak 1
Trovare un sogno, Ciak 2
Realizzarlo, Ciak 3
A volte si fanno degli errori nella vita, come nei film **
Tutti commettono errori
E ne sentono il dolore
Forse non lo sanno, ma conosco anch’io quel dolore
Se non soffri, non cresci
per noi son sempre
Sofferenze e barricate
Svaniscono così

Voglio regalarti il coraggio
Tu sei il mio standard di felicità
per cui percorro quella strada
Voglio darti la sicurezza in te stesso
Come una fetta di torta che, con facilità, velocemente, ti riempie lo stomaco

Un angolino di pace
Come quell’angolino***
Un angolino di pace

Se io
Forza di alcuni
Luce di alcuni
Lo desidero, posso essere
un angolino di pace

Se io
Forza di alcuni
Luce di alcuni
Lo desidero, posso essere
un angolino di pace

Chi è in cerca di lavoro
Non riesce ad evitare di essere una patata bollente
Siate una cosa sola, diventate agenti,
Lamentatevi del problema
Si la pace, ma in realtà
siamo in un’inevitabile battaglia
Indietreggiamo ripetutamente
Quando riusciremo ad avanzare?

Il lavoro divide il reale dall’irreale
Proietta un’ombra
Una paga giornaliera per cui disperatamente
butti sangue e sudore
Risposte così aride che fanno
Appassire perfino i germogli
Questo mondo che è sordo
Non importa quanto forte tu possa cantare

Non è colpa tua
Prendiamola di petto e corriamo a raccoglierne i frutti
Se potessi diventare quell’angolino
Nulla da ridire, ringrazio prima il mio paese

Se io
Forza di alcuni
Luce di alcuni
Lo desidero, posso essere un
Angolino di pace

Vorrei aiutarti, perché ero come te
Perché avevo anch’io passione
Illuminerò i tuoi sogni, farò sparire gli incubi
La pace è a portata di mano

Vorrei aiutarti, perché ero come te
Perché avevo anch’io passione
Illuminerò i tuoi sogni, farò sparire gli incubi
La pace è a portata di mano

Se io
Forza di alcuni
Luce di alcuni
Lo desidero, posso essere un
Angolino di pace

 

 

*2POP (letto all’inglese come verbo “to pop”) vuol dire scoppiare
**J-Hope usa proprio il gergo cinematografico, riferendosi ai vari tentativi che si fanno nella vita come ai ciak delle riprese, e agli errori come a degli NG (ossia i blooper, le “papere” degli attori durante le riprese)

*** fetta di torta

 

 

 

Traduzione Italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia, prendere con crediti