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COME I BTS STANNO CONQUISTANDO IL MONDO

10 Ottobre 2018

La boyband che arriva dalla Corea e che conquista sempre più attenzione in Occidente.

 

È la sera di un lunedì di settembre, nella lussuosa suite all’ultimo piano del Ritz-Carlton di Los Angeles, e Jimin, membro del settetto dei BTS, la boyband più famosa al mondo, sta riposando in piedi di fronte allo specchio di un camerino.

Di sicuro, non lo si può biasimare. Esattamente 24 ore prima Jimin (22), Jin (25), Suga (25), J-Hope (24), RM (24), V (23) e Jungkook (21) si stavano preparando nel backstage dello Staples Center di Los Angeles per l’ultimo dei quattro concerti sold-out consecutivi totalizzati nell’arena da 20 000 posti.

Ogni sera è una maratona composta da difficili coreografie, interludi di video musicali e spettacoli pirotecnici all’interno dell’arena accompagnati, ovviamente, dalle urla dei fan. “È davvero un onore” dice J-Hope tramite l’interprete “Siamo davvero orgogliosi del fatto che tutto ciò che facciamo trasmetta energia”.

Proprio come i Beatles e i One Direction prima di loro, i BTS colpiscono grazie ad un mix esplosivo fatto da un’estetica che colpisce al cuore, ritornelli che rimangono in testa e da coreografie in stile New Kids on the Block e *NSYNC. Tuttavia, la band, il cui nome è Bangtan Sonyeondan in coreano e Beyond the Scene in inglese, sta anche solcando territori inesplorati: i BTS non sono solo i primi artisti coreani a fare sold-out in uno stadio americano (senza contare tutti i record raggiunti in Asia), ma lo hanno fatto senza darsi in pasto all’audience occidentale. Infatti, uno solo di loro, RM, è fluente in inglese e le loro canzoni sono per lo più in coreano. Questa è un’ulteriore prova che la musica “non deve essere in inglese per diventare globale”, dice il DJ americano Steve Aoki che ha collaborato con il settetto. Il gruppo è inoltre straordinariamente attivo sui social media, sia per promuovere la loro musica, che per connettersi con i fan.

Tuttavia, almeno per il momento, il gruppo sembra avere bisogno di riposo. “Sto ancora cercando di superare il Jet Lag” ci dice Suga, uno dei tre rapper.

***

Sin dalla sua genesi negli anni 90, il pop coreano (o K-Pop) è diventato sinonimo di ciò che gli studi definiscono “idol”: un insieme di pop star giovani, per bene e dalle sembianze perfette, la cui immagine è spesso controllata rigorosamente (gli idol, ad esempio, sono spesso dissuasi dal rendere nota la loro vita sentimentale, così da essere più appetibili ai fan). Tuttavia, nonostante il K-Pop sia oramai diventato un’industria da 5 miliardi di dollari, nemmeno le sue più grandi star, come Rain, Girls’ Generation e BigBang, erano riusciti a suscitare l’interesse del mercato occidentale. Colui che ha aperto questo mercato è stato PSY, un rapper sudcoreano la cui “Gangnam style” è diventata una hit virale nel 2012, grazie al suo personaggio comico ed eccentrico che lo ha portato a diventare un inaspettato (e, secondo alcuni, problematico) araldo di questo genere musicale.

Photograph by Nhu Xuan Hua for TIME

Quando i BTS debuttarono nel 2013, era chiaro che il gruppo avrebbe giocato secondo regole diverse: il gruppo è stato creato da Bang Si-hyuk, un rinnegato del K-Pop che ha abbandonato una delle etichette più importanti per crearne una tutta sua. Ha scelto delle giovani star che avevano qualcosa in più, iniziando con RM, che all’epoca faceva parte della scena rap underground coreana. Nonostante i BTS presentino degli elementi comuni agli idol, come un’ottima estetica, le difficili coreografie e le canzoni dedicate ai fan, accettano anche i loro difetti. Il loro primo singolo, “No More Dream”, parla di come i giovani coreani si sentano oppressi dalle aspettative della società; RM ha registrato un brano con Wale, in cui sottolinea l’importanza dell’attivismo, e Suga ha rilasciato un mixtape in cui parla di depressione. “Abbiamo iniziato a raccontare le storie che le persone volevano ed erano pronte a sentire, storie che gli altri non potevano o non volevano raccontare”, dice Suga “Abbiamo raccontato di ciò che gli altri sentivano: dolore, ansia e preoccupazioni”. Il gruppo trasmette questi messaggi tramite i video musicali, pieni di metafore e riferimenti culturali; tramite i loro aggiornamenti social e i loro testi musicali, che i loro fan traducono e analizzano all’interno di forum, group chat e podcast. “Quello era il nostro intento: creare quel tipo di empatia in cui le persone si possono riconoscere” continua Suga.

Di certo, aiuta anche il fatto di avere un sound molto accattivante, che fonde l’hip-hop con l’EDM e la produzione pop. Le loro recenti collaborazioni includono Desiigner e Nicki Minaj. Quest’ultima ha aggiunto un suo verso alla canzone “Idol”, le cui parole brillano nel firmamento del K-Pop “Potete chiamarmi artista, potete chiamarmi idol” recita la canzone “In qualsiasi modo mi chiamiate, non mi interessa… E non potete fermarmi dall’amare me stesso”. RM recita questo mantra, ama te stesso, che rappresenta il cuore dell’identità dei BTS e che viene anche incorporato nei titoli della loro ultima serie di album. “La vita presenta molte dinamiche, problemi e dilemmi inaspettati,” dice RM “Ma credo che la cosa più importante per vivere in serenità sia amare sé stessi. Noi stiamo ancora cercando di essere noi stessi”.

Questa combinazione di aspetti è risonata con i fan, soprattutto sui social, dove i BTS hanno raggruppato milioni di fan devoti chiamati ARMY, che rappresenta sia un acronimo di “Adorable Representative MC for Youth” (adorabili rappresentanti e portavoce della gioventù N.d.T.), che un’allusione al loro potere organizzato. Nel 2017, i fan del settetto sono saliti agli onori di cronaca per aver portato il gruppo in cima alla classifica Social Artist di Billboard, che comprende streaming, menzioni sui social e molto altro, e battendo artisti come Justin Bieber e Selena Gomez. Da allora, gli ARMY hanno catapultato entrambi gli ultimi due album dei BTS (Love Yourself: Tear e Love Yourself: Answer) in cima alle classifiche statunitensi, sud coreane e giapponesi. “Anche se c’è una barriera linguistica, una volta che la musica inizia, le persone reagiscono alla stessa maniera ovunque andiamo” dice Suga. “Sembra quasi che la musica ci unisca per davvero” aggiunge Jimin: “Noi trasmettiamo energia al pubblico e agli ascoltatori e, allo stesso tempo, traiamo energia dagli stessi”.

***

Tornando al Ritz, un makeup artist sveglia Jimin dal suo sonno. Li vicino, V Canticchia qualcosa mentre i suoi capelli tinti di biondo vengono asciugati. Jungkook fa stretching al collo mentre un makeup artist applica del correttore al suo viso. RM parla con un manager, Suga indossa i mocassini, Jin, che è stato soprannominato “Worldwide Handsome” dai fan, Lascia che un assistente costumista gli sistemi la cravatta, mentre la risata di J-Hope riecheggia nella stanza.

È un raro momento di relax per i ragazzi. Nelle settimane successive, si esibiranno in altri 11 spettacoli sold-out, appariranno a Good Morning America e contribuiranno al lancio di una campagna sulla legittimazione della gioventù all’Assemblea Generale dell’ONU a New York, in cui RM parlerà di accettazione di sé stessi: “non importa chi siate, da dove veniate, il colore della vostra pelle o la vostra identità di genere: esprimetevi”.

Un’agenda simile è spaventosa, ma pei i BTS e i loro ARMY è un segno incoraggiante di ciò che spetta loro nel futuro “Lo sto solo dicendo così, tanto per dire” dice Suga “ma magari un giorno ci esibiremo al Super Bowl”.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Bea)
Prendere solo con crediti
Fonte: Time – Articolo di Raisa Bruner

Traduzioni BTS Notes “Tear”

Hoseok
23 Luglio, 2010

Al tre, sentii come una risata, come un’allucinazione. Successivamente, vidi passare il me di un tempo, mentre teneva le mani di qualcuno. Mi guardai velocemente alle spalle, ma non c’era nessun altro se non i miei compagni di classe che mi stavano fissando. “Hoseok-ah.”
La maestra mi chiamò. Solo in quel momento realizzai dove fossi. Eravamo in un’uscita didattica di classe. Stavo contando la frutta disegnata sul libro. Cinque, sei. Continuai a contare, ma mentre lo stavo facendo la mia voce iniziò a tremare e le mie mani erano erano diventate madide di sudore. Il ricordo di quel giorno continuava a riemergere.

Non riuscii a ricordare con chiarezza il volto di mia madre, quel giorno. Ricordai solo la barretta di cioccolato che mi diede mentre giravamo il parco giochi.
“Hoseok-ah. Conta fino a dieci e poi apri gli occhi.”
Quando finii di contare e aprii gli occhi, mia madre non c’era più. Avevo aspettato e aspettato, ma non era mai tornata. Avevo contato solo fino a nove. Se avessi contato un’altra cifra, sarebbe andato tutto bene, ma la mia voce non riusciva ad uscire. Le mie orecchie fischiavano e tutto ciò che mi circondava aveva iniziato a diventare sfocato. La maestra continuava ad indicare, dicendomi di riprendere a contare. I miei amici mi stavano fissando. Non riuscivo a ricordare il volto di mia madre. Avevo l’impressione che se avessi contato un’altra cifra, mia madre non sarebbe proprio più tornata a prendermi.

Poi, semplicemente, crollai a terra.

Jimin
6 Aprile, 2011

Ero davanti ai cancelli dell’Arboreto Fiorito, solo. Il tempo era plumbeo e abbastanza freddo, ma ero di buon umore. Era il giorno del picnic, ma mia madre e mio padre erano entrambi occupati. Inizialmente ne rimasi deluso. Ma avevo ricevuto complimenti al contest di disegni floreali, e le madri dei miei amici avevano detto “Wow, Jimin è così maturo.” In quel momento mi ero sentito un po’ importante.

“Jimin, aspetta qui. La maestra torna subito.” Così aveva detto la maestra, una volta finito il picnic, ma non la aspettai. Ero sicuro di poter tornare da solo. Afferrai le spalline del mio zaino con entrambe le mani e mi incamminai convinto. Mi sembrava gli altri mi fissassero, quindi raddrizzaì ancora di più le spalle. Dopo un po’, iniziò a piovere. I miei compagni e le loro madri se ne erano già tutti andati, nessuno mi stava cercando, mi facevano male le gambe. Coprii la testa con lo zaino e mi accovacciai sotto un albero. La pioggia stava iniziando a cadere più intensamente, e da quelle parti non stava passando nessuno. Alla fine, iniziai a correre sotto la pioggia. Non vidi nessuna casa, nessun negozio. Raggiunsi il cancello sul retro dell’arboreto. L’entrata laterale era aperta e dava su una sorta di deposito.

Yoongi
19 Settembre, 2016

Il fuoco bruciava rosso cremisi. La casa in cui avevo vissuto fino a quella mattina era avvolta dalle fiamme. Alcuni conoscenti mi stavano correndo incontro, urlando qualcosa. I nostri vicini camminavano a passi rapidi. Dissero che l’ingresso non era sicuro e il camion dei pompieri non era riuscito ad entrare. Si era fermato lì dov’era in quel momento.

Esattamente a fine estate. Stava iniziando l’autunno. Il cielo era azzurro e l’aria era secca. Non sapevo cosa dovevo pensare, cosa provare, cosa fare. Poi mi riaffiorò in mente un pensiero:
‘Ah, Mamma.’
Subito dopo, la casa crollò con un forte rumore. La casa avvolta dalle fiamme– no, la casa che era diventata essa stessa le fiamme, il tetto, i pilastri, perfino la mia stanza crollarono, come se fosse una casa fatta di sabbia. Rimasi in piedi e osservai stupefatto.

Qualcuno mi spinse di lato. Dicevano che il camion dei pompieri era entrato. Un’altra persona mi aveva afferrato e mi aveva fatto pressione per ottenere una risposta. Quella persona mi aveva guardato dritto negli occhi e aveva urlato una domanda, ma non avevo sentito nulla.

“C’è qualcuno dentro?”
Fissai quella persona senza parlare.
“C’è tua mamma dentro?”
La persona mi afferrò per le spalle e mi scosse. Inconsapevolmente, risposi: “No. Non c’è nessuno.”
“Che cosa stai dicendo?”, disse una donna del vicinato, “E tua mamma? È andata da qualche parte?”
“Non c’è nessuno.”
Nemmeno io sapevo cosa stessi dicendo. Qualcuno mi spinse nuovamente.

Yoongi
12 Giugno, 2019

Marinai scuola senza pensarci, ma a dirla tutta non c’era un luogo in cui andare. Faceva caldo, non avevo soldi, e non avevo niente da fare. Era stato Namjoon ad aver detto di andare al mare. I più piccoli sembravano emozionati all’idea, ma non me la sentivo granché, però non la reputavo nemmeno pessima come idea.
“Abbiamo dei soldi?”
Alla mia domanda, Namjoon fece scrollare le tasche a tutti. Qualche moneta e qualche banconota. “Quindi non possiamo andare.” Qualcuno propose di andare semplicemente a piedi, Taehyung probabilmente. Namjoon fece uno sguardo come a dire di ripensarci, ma i ragazzi semplicemente si allontanarono chiacchierando, ridendo e facendo finta di barcollare per strada, prima di proseguire. Non ero dell’umore per ribattere, perciò semplicemente li seguii a ruota. Era mezzogiorno, nemmeno gli alberi di ginkgo potevano offrire ombra, e le macchine, passandoci accanto, gettavano in continuazione polvere sul bordo della strada, senza marciapiede .

“Andiamo là.”
Era stato Taehyung anche questa volta. O era stato Hoseok? Non mi interessava particolarmente, perciò non ci feci caso, ma deve essere stato uno di loro due. Stavo camminando a testa china, calciando la terra, ma prima di scontrarmi con qualcuno alzai il capo. Jimin si era fermato, in piedi, come pietrificato. I muscoli del suo volto tremavano come se avesse appena visto qualcosa di terrificante. Stava fissando un cartello stradale che riportava “Arboreto Fiorito, 2.2 km.”

“Non voglio più camminare.”
Sentii la voce di Jungkook. Gocce di sudore scivolarono dal volto di Jimin. Impallidì, sembrava l’avremmo visto crollare a terra da un momento all’altro. Cos’era quel presentimento? Avevo una strana sensazione addosso. “Park Jimin.” Lo chiamai, ma come mi aspettavo, non si mosse. Alzai nuovamente la testa e guardai il cartello.

“Ehi, fa troppo caldo, perché mai dovremmo andare in un arboreto? Andiamo al mare” dissi, facendo finta di trascinarmi dietro i piedi. Non sapevo che tipo di luogo fosse l’arboreto, ma non sembrava il posto dove conveniva andare. Qualunque fosse il motivo, l’espressione di Jimin era strana.
“Non abbiamo nemmeno i soldi” rispose Hoseok, “È per quello che stiamo camminando.”
E Taehyung aggiunse: “Se camminiamo verso la stazione ferroviaria forse ce la facciamo.”
In seguito Namjoon disse: “A quel punto, per cena, faremo la fame”.
Jungkook e Taehyung finsero di piangere, e Seokjin hyung rise. Jimin riprese a muoversi nuovamente solo dopo che fu presa la decisione di prendere la strada verso la stazione ferroviaria. Camminando a capo chino e con le spalle tremanti, Jimin mi sembrò un piccolo bambino. Guardai di nuovo in alto, al cartello. Le lettere che formavano “Arboreto Fiorito” si stavano gradualmente allontanando sempre più.

Taehyung
20 Marzo, 2020

Scivolai lungo il corridoio, a passi rumorosi. Poi mi fermai. Riuscivo a vedere Namjoon in piedi di fronte alla ‘nostra aula’. La nostra aula. Nessuno lo sapeva, ma avevo chiamato quel luogo la nostra aula. Mia, degli hyung e di Jungkook, era nostra. Trattenni il respiro e mi avvicinai. Avevo intenzione di coglierlo di sorpresa.

“Preside!”
Non avevo nemmeno fatto cinque passi quando sentii una voce impellente provenire dalla finestra aperta dell’aula. Sembrava quella di Seokjin hyung. Fermai il passo. Seokjin hyung stava parlando con il preside in questo momento? Nella nostra aula? Perché? Successivamente sentii il mio nome insieme a quello di Yoongi hyung, e vidi Namjoon hyung indietreggiare con un sussulto. Come se l’avesse percepito, Seokjin hyung aprì la porta di colpo. Aveva un cellulare in mano. In viso evidenti segni di shock e confusione. Non riuscii a vedere l’espressione di Namjoon hyung. Mi nascosi e osservai. Seokjin hyung aprì la bocca, forse per inventare una scusa, ma Namjoon hyung sollevò una mano e disse: “Basta così.”
Seokjin hyung sembrò confuso.
“Devi avere avuto un motivo per farlo.”
Dopo aver parlato, Namjoon hyung oltrepassò Seokjin hyung ed entrò in aula. Non riuscivo a crederci. Seokjin hyung aveva detto al preside che cosa avevamo fatto io e Yoongi hyung nei giorni scorsi. Gli aveva detto tutto, di noi che marinavamo le lezioni, che ci arrampicavamo sul muro e delle risse con gli altri ragazzi. Ma Namjoon hyung ha detto che andava bene così.

“Cosa ci fai qui?”
Mi girai indietro, sconvolto. Erano Hoseok hyung e Jimin. Hoseok fece finta di essere ancora più sconvolto, poi gettò il suo braccio sulle mie spalle. In un attimo di confusione permisi a Hoseok hyung di trascinarmi dentro l’aula. Namjoon hyung e Seokjin hyung stavano parlando, ed alzarono lo sguardo. Seokjin hyung si alzò in piedi di fretta e, dicendo di aver avuto un imprevisto, lasciò l’aula. Guardai l’espressione di Namjoon hyung. Aveva osservato la schiena di Seokjin hyung mentre si allontanava, ma ora stava ridendo come se non ci fosse nessun problema. In quel momento, un pensiero mi balzò in mente. Namjoon hyung doveva avere avuto un motivo per fare quello che aveva fatto. Perché hyung ne sapeva più di me, ed era più intelligente e maturo. E perché questa era la nostra aula. Entrai sfoggiando il mio ingenuo sorriso che gli altri avevano battezzato con simpatia ‘sorriso squadrato’. Pensai di non dire a nessun altro di aver sentito accidentalmente quella conversazione.

Seokjin
17 Luglio, 2020

Varcati i cancelli della scuola, il suono delle cicale mi ronzava nelle orecchie. Il cortile era pieno di ragazzi che ridevano, giocavano e si sfidavano l’un l’altro. Era l’inizio delle vacanze estive e tutti stavano conversando.
Abbassai la testa e passai lì in mezzo. Volevo andare via il più in fretta possibile.

“Hyung.” Alzai la testa, sorpreso dall’improvvisa comparsa dell’ombra di qualcuno. Erano Hoseok e Jimin. Mi guardarono con i loro soliti grandi e allegri sorrisi e col loro sguardo astuto.
“Oggi iniziano le vacanze estive, stai davvero andando via?” chiese Hoseok, strattonando il mio braccio. Mormorai ‘certo, certo’ e qualche altra parola insensata, per poi voltarmi.

Ciò che accadde quel giorno fu chiaramente un incidente. Non lo feci volontariamente. Non immaginavo che Jungkook e Yoongi fossero nello sgabuzzino, in quel momento. Il preside sospettò che stessi coprendo i miei dongsaeng.
Disse che avrebbe riferito a mio padre che non stavo facendo il bravo studente. Dovevo dire qualcosa. Ho indicato il nascondiglio perché pensavo fosse vuoto. Ma alla fine, Yoongi era stato espulso. E nessuno sapeva che ne fui complice.

“Buone vacanze, hyung! Ti chiamerò” Hoseok abbassò leggermente la mano e forzò un saluto ancora più radioso, forse dopo aver letto la mia espressione. Non risposi neanche a quel tentativo. Non c’era nulla che potessi dire. Una volta varcata l’uscita, pensai al mio primo giorno in quella scuola. Ci avevano punito tutti insieme per aver fatto ritardo. Per quell’aneddoto, ci scherzammo su. Avevo rovinato tutti quei momenti.

Jungkook
30 Settembre, 2020

“Jeon Jungkook. Non dirmi che stai ancora andando in quel posto, vero?”
Non risposi. Rimasi semplicemente in piedi, con gli occhi fissi sulle punte delle mie scarpe. Quando non risposi, mi colpì in testa con il registro. Ma nonostante ciò, non aprii bocca. Era l’aula che usavo con gli hyung. Da quando avevo seguito gli hyung in giro e avevamo scoperto quell’aula, non c’era stato giorno in cui non ci fossi andato. Forse gli hyung non lo sapevano. A volte non venivano, perché avevano altri impegni o erano occupati con i loro lavori part-time. Non vedevo Seokjin hyung e nemmeno Yoongi hyung da un po’ di giorni. Ma io no. Non avevo saltato un singolo giorno. C’erano giorni in cui nessuno si faceva vivo. Ma andava bene così. Se non fossero venuti oggi, sarebbero venuti domani, e se non domani allora il giorno dopo, perciò andava bene così.

“Hai imparato solo cose negative, seguendoli in giro.” Mi colpì di nuovo. Alzai il mio sguardo e lo fissai. Mi colpì di nuovo. L’immagine che mi riaffiorò in mente fu quella di Yoongi hyung che veniva colpito. Serrai le mascelle e sopportai. Non volevo mentire e dire di non esserci andato.

Adesso ero ancora in piedi davanti a quell’aula. Avevo l’impressione di poter trovarvi gli hyung, se avessi aperto la porta. Avevo l’impressione di vederli distogliere lo sguardo dal gioco che stavano facendo e chiedermi perché fossi in ritardo. Seokjin hyung e Namjoon hyung sarebbero stati lì a leggere dei libri, Yoongi hyung sarebbe stato lì a suonare il pianoforte, mentre Hoseok hyung e Jimin hyung starebbero ballando.

Invece, quando aprii la porta, c’era solo Hoseok hyung. Stava ripulendo quel che avevamo lasciato in aula. Afferrai la maniglia e rimasi lì fermo. Hyung mi venne incontro e posò il suo braccio sulle mie spalle. Poi mi condusse fuori.
“Andiamo.”
La porta dell’aula si chiuse alle nostre spalle. Improvvisamente realizzai– quei giorni erano ormai andati, e non sarebbero più tornati.

Namjoon
17 dicembre, 2021

Le persone che aspettavano l’autobus si sfregavano le mani per il freddo. Io fissavo la sporcizia, con le mani aggrappate al manico della mia borsa. Provavo a non incrociare lo sguardo di nessuno. Era un paesino di campagna, dove passavano solo due autobus. Da lontano, vidi il primo avvicinarsi.

Salii sul bus, dietro tutti gli altri. Non mi guardai indietro. Quando avevo una determinata passione, seppur piccola, quando non mi restava altro che rifugiarmici… avevo una regola. Non mi sarei voltato. Nel momento in cui lo fai, tutti gli sforzi fatti fino a quel punto diventano vani, come spuma d’oceano. Guardarsi indietro. Si trattava di una sorta di sospetto, di attaccamento, di paura. Solo dopo aver superato tutto questo, ero riuscito a scappare.

Il bus partì. Non avevo piani. Non avevo nulla che mi appassionasse, nulla a cui aggrapparmi, niente da cui scappare. Sembrava quasi una fuga a vuoto. Il volto stanco di mia madre. Mio fratello girovago, la malattia di mio padre. A partire dalla situazione in casa nostra che diventava sempre più difficile. Dalla mia famiglia, sinonimo si sacrificio e tranquillità, e da me che fingevo di non sapere nulla e mi trattenevo, cercando di adattarmi e crescere, rassegnato. Ma soprattutto, via dalla povertà.

Se qualcuno chiedesse se essere poveri sia un crimine, tutti direbbero di no. Ma è davvero così? La povertà logora molte cose. Ciò che un tempo aveva importanza, diventa insignificante. Rinunci a ciò a cui non puoi rinunciare. Diventi sospettoso, impaurito e rassegnato.

L’autobus si sarebbe fermato ad una fermata familiare in un paio d’ore. Quando, un anno prima, me ne ero andato, non avevo lasciato nessun messaggio. E ora stavo ritornando, senza nessun preavviso. Provai a ricordarmi i volti dei miei amici. Avevo dovuto tagliare con loro ogni ponte. Cosa stavano facendo? Saremmo stati in grado di ritrovarci e ridere tutti insieme come un tempo? I finestrini erano appannati e mi impedivano di osservare il paesaggio. Sopra lo strato di condensa, mossi lentamente il mio dito.
“Devi sopravvivere”.

Seokjin
11 Aprile, 2022

Con una sgommata, a fatica la macchina si arrestò. Ero così perso nei miei pensieri da non aver visto la luce cambiare. Degli studenti in una familiare uniforme attraversarono la strada e mi fissarono attraverso il parabrezza. Alcune persone mi stavano indicando. Ho forzato un sorriso e ho chinato la testa.

Sapevo cosa dovevo fare. Ma non è che non provassi paura. Davvero potevo porre fine a tutte quelle disgrazie e dolori? Ripetere lo stesso errore non significa forse che il successo è irrealizzabile? Non è un invito a smetterla? Non è che la felicità, per noi, non è altro che un’insignificante speranza? Innumerevoli pensieri mi affollavano la mente.

D’un tratto mi avvicinai all’incrocio nei pressi della stazione di benzina, da lontano potevo vedere Namjoon servire i clienti. Feci un respiro profondo e espirai lentamente. Provai a richiamare alla memoria i loro visi, uno ad uno: Yoongi, Hoseok, Jimin, Taehung, Jungkook.
Poi cambiai corsia e mi diressi verso la stazione. Non potevo arrendermi. Se anche ci fosse stato l’un percento di possibilità, non mi sarei arreso.
Da dietro il finestrino vidi Namjoon avvicinarsi.

Jimin
19 Maggio, 2022

Alla fine, dovetti andare all’Arboreto Fiorito. Dovevo smettere di dire a me stesso che non ricordavo nulla di quello che era accaduto lì. Dovevo smettere di vivere nascondendomi in ospedale e smettere di avere crisi epilettiche. E per farlo, sarei dovuto andare in quel posto. Tutti i giorni, con quell’intento, passai davanti alla fermata, ma non riuscivo mai a prendere l’autobus per recarmici.

Dopo aver fatto passare già tre autobus, Yoongi hyung arrivò e mi sedette di fianco. Chiesi come stessero andando le cose e hyung rispose che era annoiato e che non aveva nulla da fare. Allora mi chiese cosa stessi facendo lì seduto.
Abbassai la testa e calciai la terra con la punta della scarpa. Pensai al perché me ne stessi lì seduto. Perché mi mancava il coraggio. Volevo pretendere di stare bene adesso che ero a conoscenza di alcune cose, adesso che avevo superato tutto con le mie forze, ma in realtà avevo paura. Temevo di poter incontrare qualcosa, di non riuscire a sopportarla, di poter avere un altro attacco.

Yoongi hyung sembrava rilassato. Si lasciò cadere a terra come se nulla al mondo lo preoccupasse, disse che in tempo era bello, parlò di tutte queste cose inutili. Dopo averlo ascoltato, mi accorsi che il tempo era realmente bello. Ero stato così preoccupato da non rendermi conto di ciò che mi circondasse. Il cielo era così blu. Soffiava, di tanto in tanto, una brezza calda. Da lontano, la navetta per l’arboreto stava arrivando. Il bus si fermò e le porte si aprirono. Il conducente mi guardò. D’impulso chiesi

“Hyung, ti va di accompagnarmi?”

Jungkook
2 Maggio 2022

Quando alzai il capo, mi ritrovai di fronte al container di Namjoon hyung. Aprii la porta e entrai. Raccolsi gli indumenti sparsi lì intorno, mi coprii e mi ragnicchiai. Il freddo calò su di me. Il mio intero corpo iniziò a tremare, e sentivo l’impulso di piangere. Ma non versai lacrime.

Quando avevo aperto la porta ed ero entrato, Yoongi hyung era in piedi sul letto. Le fiamme si stavano innalzando dal margine della coperta. In quel momento il mio intero corpo era diventato un misto di rabbia e paura, e non ero riuscito a fermarmi. Non ero una persona brava ad esprimersi. Ero lento a comunicare i miei sentimenti o a convincere qualcuno. Lacrime iniziarono a sgorgare dai miei occhi e tossii ma le parole non uscivano. Mentre correvo tra quelle fiamme le uniche parole che ero riuscito a tirare fuori erano state, “Ci siamo promessi di andare al mare insieme.”

“Cosa c’è? Hai avuto un incubo?” Aprii gli occhi, qualcuno mi stava scuotendo le spalle. Era Namjoon hyung. Non so perché mi sentii sollevato. Hyung mi toccò la fronte e disse che avevo la febbre. A quanto pare era così. L’interno della mia bocca era bollente, ma avevo un freddo insostenibile. Avevo un mal di testa pulsante e mi faceva male la gola. Ero riuscito a malapena a mandar giù la medicina che hyung mi aveva portato. “Dormi un altro po’. Parliamo più tardi.” Annuii. Poi dissi: “Posso diventare un adulto come te, hyung?” Namjoon hyung ricambiò il mio sguardo.

Hoseok
20 Maggio, 2022

Presi Taehyung e mi voltai verso l’agente di polizia: “Grazie per il disturbo.”
Nonostante la mia testa fosse china e avessi parlato con tono risoluto, il mio animo non rispecchiava nulla di tutto ciò. La casa di Taehyung non era lontana dalla stazione di polizia. Se fosse abitato più lontano, sarebbe comunque stato nella stazione di polizia così spesso? Perché i genitori di Taehyung avevano scelto un luogo così vicino alla stazione di polizia? Il mondo era così ingiusto con un ragazzino così ingenuamente gentile e sensibile. Misi un braccio in spalla a Taehyung, chiedendogli se avesse fame, come se nulla fosse. Taehyung scosse la testa. Chiesi se l’agente fosse stato così contento di vederlo da avergli comprato del cibo, ma non rispose.

Camminammo sotto la luce del sole. Nel mio cuore, soffiò un vento gelido. Se questo è quello che provo io, come sentirà lui? Quanto doveva essere lacerato e spezzato il suo cuore? Gli era ancora rimasto un cuore, almeno? Quanto dolore al suo interno? Non riuscii a guardarlo, pensando a tutto ciò, così guardai il cielo. Nella luce indistinta del sole stava passando un aereo. La prima volta che vidi le ferite sulla schiena di Taehyung era stata la prima volta che lo avevo incontrato nel container, il nascondiglio di Namjoon. Non avevo detto nulla a Taehyung, che rideva allegramente per aver ricevuto in dono una nuova T-shirt, ma un pezzo del mio cuore si era spezzato con un tonfo.

Non avevo genitori. Non avevo alcuna memoria di un padre, e i ricordi che avevo di mia madre arrivavano fino ai 7 anni. Quando si parlava di vita dolorosa in famiglia, nessuno avrebbe invidiato la mia. Le persone finiscono per dire cose di questo genere. Che bisogna superare il proprio dolore, accettarlo e abituarsi ad esso. Che bisogna riappacificarsi, perdonare. Che solo quando lo si fa, si riesce vivere. Non ero riuscito a farlo non perché non lo sapessi; non volevo farlo. Niente ti è dato solo perché ci provi. Nessuno mi aveva detto come fare. Il mondo mi aveva inflitto nuove ferite ancor prima che le vecchie si fossero rimarginate. Sapevo che non esisteva nessuno al mondo senza ferite. Ma perché una persona deve avere ferite così profonde? Era necessario? Perché erano successe cose di quel genere?

“Va bene così, hyung. Posso continuare da solo”, disse Taehyung, al bivio.
“Lo so, idiota.” Non ci diedi peso e continuai a guidarlo.
“Ho detto che sto bene. Guarda, non è niente.” Taehyung cercò di sorridere. Non risposi. Il fatto che stesse bene era fuori questione. Non stava bene ma non sopportava ammetterlo. Distolse lo sguardo. Era sua abitudine. Taehyung si tirò su il cappuccio e mi seguì. “Davvero non hai fame?” chiesi, mentre ci avvicinavamo al viale di casa sua. Taehyung mostrò il suo ingenuo sorriso e annuì. Osservai la sua schiena allontanarsi, poi mi voltai. I sentieri sui quali io e lui stavamo camminando erano entrambi stretti e desolati. Eravamo entrambi soli. Mi guardai improvvisamente alle spalle, quando il mio cellulare squillò.

Taehyung
20 Maggio, 2022

Mi guardai le mani. Erano sporche di sangue. Improvvisamente tutta la forza che avevo abbandonò le mie gambe. Stavo per cadere a terra, quando qualcuno mi afferrò da dietro. Raggi di sole torbidi stavano facendo il loro ingresso nella stanza. Qualcuno stava piangendo, e Hoseok hyung era in piedi, lì, in silenzio. La coperta e i beni sporchi della famiglia erano sparsi per casa come lo erano sempre stati. Non c’era nessuno, lì dove mio padre era stato in piedi poco prima. Non riuscii a ricordare quando o come avesse lasciato la stanza.

La rabbia e la tristezza che avevo provato nel momento in cui lo avevo attaccato erano ancora forti dentro di me. Non sapevo cosa mi avesse fermato dal pugnalarlo. Non sapevo come poter consolare il mio cuore, sull’orlo di impazzire. Non volevo uccidere mio padre, volevo morire. Se avessi potuto, avrei voluto morire in quel preciso istante. Non piansi. Volevo piangere, volevo urlare, volevo calciare, distruggere e rovinare quel che c’era intorno, volevo mandare tutto all’aria, ma non riuscii a fare nulla di tutto ciò.

“Hyung, scusa. Sto bene, puoi andare.” La mia voce uscì secca, al contrario della follia di cui era in preda il mio cuore. Non sembrava nemmeno mia la voce. Mandai via hyung, che non sembrava voler andarsene, poi mi guardai le mani. Il sangue stava gocciolando dalla garza bianca. Al posto di pugnalare mio padre, ero caduto in terra con la bottiglia di alcol. Questa si era frantumata e mi aveva tagliato la mano. Quando chiusi gli occhi, il mondo iniziò a girarmi intorno. Cosa pensare, che fare, come vivere. Quando ritornai in me, mi ritrovai a guardare in basso, al numero di cellulare di Namjoon hyung. Anche in questa situazione– no, proprio perché mi trovavo in questa situazione, davo ancora più importanza alla sua esistenza. Avrei voluto dirglielo. Hyung ho, ho quasi ucciso mio padre, colui che mi ha cresciuto, colui che mi ha picchiato violentemente ogni giorno. No, a dir la verità, l’ho ucciso. L’ho ucciso così tante volte. Dentro di me l’ho ucciso così tante volte da non sapere nemmeno da dove iniziare a contarle. Vorrei ucciderlo. Vorrei ucciderlo definitivamente. Non so che fare adesso, non so nulla. Hyung, vorrei solo vederti in questo momento.

Namjoon
22 Maggio, 2022

“C’è solo un anno di differenza. No, nessuno ha detto questo. So di essere il suo hyung, ma non sarà un bambino per sempre. Mi sto solo chiedendo se non sia ora di dirgli qualcosa. No, capisco. No, non sono arrabbiato. Mi spiace.”

Riattaccai la cornetta e fissai per terra. Una tiepida brezza oceanica si fece strada nella pineta. La sensazione nel mio petto era così soffocante che mi sembrava di esplodere da un momento all’altro. Per terra, tra la sabbia e la sporcizia, delle formiche avevano creato una fila, dirigendosi da qualche parte. Ed io, più grande sia intellettualmente che fisicamente, avevo una destinazione? Perché proseguivo, e cosa sarebbe successo in futuro?

Non è che non amassi i miei. Non è che non mi preoccupassi di mio fratello. Avendone l’occasione, sarei volentieri scappato, ma visto che non potevo fare a meno di essere me stesso, ovviamente non riuscivo a farlo del tutto. E in quel caso, che senso aveva sforzarsi, arrabbiarsi, rimanerci male o volersene andare?

Non molto lontano, vidi la schiena di qualcuno, fermo, immobile, proprio come me. Era Jungkook. Una volta Jungkook disse qualcosa del tipo: “Vorrei essere un adulto come hyung.” Allora non potevo dirglielo. Non potevo dirgli che non ero un buon adulto. Dirglielo sarebbe stato crudele. Come mi era possibile dire a qualcuno che non aveva mai ricevuto l’amore, la fiducia e l’interesse che avrebbe dovuto ricevere… come mi era possibile dirgli che crescere, diventare più alti e vivere un po’ di più non faceva di te un adulto? Speravo che il futuro di Jungkook fosse più roseo del mio, ma non potevo promettere che lo avrei aiutato durante quel processo. Mi avvicinai a lui e circondai le sue spalle con un braccio. Jungkook sollevò lo sguardo e mi guardò.

Yoongi
15 Giugno, 2022

Non ero cosciente di nulla se non della musica che echeggiava nella mia testa. Non ero consapevole né di quanto avessi bevuto, né di dove fossi, e nemmeno cosa avessi fatto fino a quel momento. Non lo sapevo, e non mi importava nemmeno. Quando uscii, malfermo, era già notte. Mentre camminavo, barcollavo. Scontrai contro pedoni, chioschi, muri. Non mi importava. Volevo solo dimenticare tutto.

La voce di Jimin mi risuonava ancora nelle orecchie. “Hyung, Jungkook…”
Poi, ricordo di aver corso come un matto su per le scale dell’ospedale. Il corridoio dell’edificio era stranamente più lungo e buio del solito. Avevo sorpassato delle persone con dei camici da ospedale. Il mio cuore sussultò. I volti di quelle persone erano eccessivamente pallidi. Non avevano alcuna espressione sul volto. Sembravano tutti quanti morti. Sentivo il suono del mio respiro affannato nella mia stessa testa.

Jungkook era lì, nella stanza d’ospedale, la porta socchiusa. Mi voltai senza rendermene conto. Non riuscivo a guardarlo. In quell’istante sentii improvvisamente il suono di un pianoforte, il suono delle fiamme e di un edificio in crollo. Afferrai la mia testa e caddi in terra. ‘È colpa tua. Se non fosse stato per te…’ Era la voce di mia madre– no, la mia voce– no, la voce di qualcuno. A quelle parole, fui tormentato da innumerevoli immagini. Volevo credere che non fosse quella la realtà. Ma Jungkook era lì. Jungkook era disteso in quella stanza, su un corridoio che dava a un via vai di pazienti cadaverici. Non mi sentivo assolutamente in grado di entrare. Non riuscivo a verificare di persona. Quando mi alzai in piedi, le gambe minacciarono segni di debolezza. Lasciai il posto con gli occhi colmi di lacrime. Che ironia. Non riuscivo nemmeno a ricordare quando fosse stata l’ultima volta in cui avessi pianto.

Stavo per attraversare la strada, quando qualcuno mi afferrò per il braccio e mi fermò. Chi era? No, non mi importava. Indipendentemente da chi fosse stato, non sarebbe cambiato nulla. Non ti avvicinare. Vattene. Lasciami in pace. Non voglio ferire anche te. Non voglio essere ferito. Quindi ti prego, non avvicinarti oltre.

Jimin
4 Luglio 2022

Non appena tornai in me, avevo lavato così tanto il braccio da spellarlo. Le mie mani stavano tremando e avevo il fiato corto. I miei occhi riflessi nello specchio erano arrossati. Ciò che era appena accaduto mi tornò in mente in modo frammentario.

Per un attimo avevo perso la concentrazione. Stavo ballando con una noona del club di danza, un ballo di coppia, poi persi il ritmo, e ci siamo scontrati. Caddi per terra e il mio braccio iniziò a sanguinare. In quel momento ricordai cosa era successo all’Arboreto Fiorito. Pensavo di averlo superato. Ma non era così. Mi vidi costretto a scappare. A lavare via tutto. Distolsi lo sguardo. Nello specchio c’era lo stesso bambino di otto anni che era scappato sotto la pioggia. Improvvisamente realizzai. Anche noona era caduta a terra.

Non c’era nessuno nella sala prove. Dalla porta aperta potevo vedere la pioggia cadere copiosa. Il lontananza vidi Hoseok hyung correre. La pioggia lo stava bagnando. Presi un ombrello e corsi fuori anche io. Corsi, e poi mi fermai.

Non c’era nulla che potessi fare. Tutto quello che avevo fatto era stato cadere e far del male a una persona, lasciarla alle mie spalle e soffrire del mio dolore, per poi correrle dietro con un ombrello quando ormai era troppo tardi, e fermarmi. Ad ogni passo, la pioggia inzuppava sempre più le mie scarpe. I fari delle macchine mi passavano davanti. Non andava bene. No, andava bene. Non faceva male. Non era una ferita così grave. In realtà stavo bene.

Hoseok
4 Luglio, 2022

Ero rimasto nel corridoio per tutto il tempo in cui veniva soccorsa. Nonostante fosse notte, il corridoio dell’ospedale era gremito di persone. Gocce di umidità scivolarono dai miei capelli, bagnati dal sudore e dalla pioggia. Feci cadere la borsa che le avevo preso dalle spalle. Ne uscirono alcuni oggetti. Rotolò via qualche moneta, una penna a sfera e un asciugamano. Nel mezzo di tutto ciò si trovava un biglietto economy d’aereo. Lo raccolsi e lo analizzai.

In quel momento, il dottore mi chiamò. Mi disse che era una lieve commozione cerebrale, nulla di cui preoccuparsi, e dopo un po’ uscì anche lei.
“Stai bene?”
Disse che le faceva giusto un po’ male la testa, e mi prese la borsa dalle mani. Dopodiché notò il biglietto che spuntava, e mi guardò. Mi misi il borsone in spalla e le dissi che era ora di andarcene, facendo finta di nulla. Uscendo dall’ospedale, la pioggia era ancora incredibilmente persistente. Rimanemmo lì, in piedi, uno di fianco all’altro, fuori dall’ingresso.

“Hoseok-ah.” disse. Sembrava volesse dirmi qualcosa.
“Aspetta qui un attimo. Vado a prendere un ombrello.”
Corsi sotto la pioggia senza pensarci. C’era un minimarket poco distante. Sapevo avesse fatto un’audizione un po’ di tempo fa per un team di ballo oltremare. Il biglietto aereo significava che ce l’aveva fatta. Non volevo che me lo dicesse, non volevo sentire. Non mi fidavo abbastanza che sarei riuscito a congratularmi con lei.

Namjoon
13 Luglio, 2022

Appoggiai la testa al finestrino dell’autobus che andava dalla biblioteca alla stazione di benzina. Il paesaggio scorreva fuori dal finestrino, familiare da far paura, visto che facevo la stessa strada tutti i giorni. Sarebbe mai arrivato il giorno in cui mi sarei lasciato questo paesaggio alle spalle? Mi era come impossibile predire cosa sarebbe successo già il giorno dopo, figurati sperare in qualcosa.

Una ragazza era seduta di fronte a me, i suoi capelli raccolti in un elastico giallo. Le sue spalle si sollevavano per poi abbassarsi di colpo, come se stesse sospirando. Appoggiò la testa al finestrino. Era ormai un mese che studiavamo nella stessa biblioteca e prendevamo l’autobus alla stessa fermata. Non ci eravamo mai detti una parola, ma guardavamo lo stesso paesaggio, vivevamo nello stesso momento e sospiravamo gli stessi sospiri. L’elastico era ancora nella mia tasca.

La ragazza scendeva sempre tre fermate prima della mia. Ogni volta che la vedevo scendere, mi chiedevo se stesse andando a distribuire volantini. Come se la stava passando? Cosa doveva sopportare? Quanto si sentiva soffocare dal pensiero che il domani sarebbe potuto non arrivare, o che cose come il “domani” non esistessero affatto? Questi erano i miei pensieri.

La fermata della ragazza si stava avvicinando. Qualcuno prenotò la fermata e alcuni passeggeri si alzarono dai loro posti. In tutto ciò, la ragazza non si mosse. Rimase seduta, la testa appoggiata al finestrino. Sembrava stesse dormendo. Il bus si avvicinò alla sua fermata. La ragazza non si mosse. Le altre persone scesero. La porta si richiuse, e l’autobus riprese a muoversi.
La ragazza non si svegliò, anche dopo aver sorpassato le successive tre fermate. Mentre mi dirigevo verso la porta d’uscita, ero in conflitto con me stesso. Era chiaro che una volta sceso io, nessun’altro le avrebbe prestato attenzione. Si sarebbe svegliata da qualche parte, lontana dalla sua fermata, e chissà quanto la cosa l’avrebbe ancora più stancata.

Lasciai la fermata e mi diressi verso la stazione di servizio. L’autobus se ne andò e io non mi voltai. Avevo lasciato l’elastico sulla sua borsa. Ma era tutto lì. Non era un inizio, e nemmeno una fine. Era qualcosa con cui iniziare, e non c’era motivo che rappresentasse qualcosa di più.
Pensai quindi non fosse importante.

Taehyung
17 Luglio, 2022

Il fianco mi faceva così male che sembrava si stesse lacerando. Gocce di sudore scivolarono lungo il mio corpo. Nelle nicchie e nelle fessure della ferrovia, nel parcheggio vuoto situato dietro al supermercato, sotto il cavalcavia– la ragazza non si trovava da nessuna parte. Avevo anche corso alla fermata dell’autobus, ma come mi aspettavo non l’avevo vista. Le persone che stavano aspettando l’autobus mi rivolsero sguardi straniti. Cos’era successo? Non ci eravamo promessi un incontro, ma era comunque strano. Quella ragazza compariva sempre da qualche parte e mi seguiva sempre in giro. Anche se le avevo detto quanto fosse seccante, era stato inutile. Ma ora non si trovava da nessuna parte, anche nei luoghi in cui eravamo soliti andare insieme.

Arrivato ad un muro familiare rallentai il passo. C’erano dei graffiti, li avevamo fatti insieme. Era stata la prima cosa che aveva disegnato. Sopra i graffiti era disegnata un’enorme “X”. Era stata lei. Non l’avevo vista farlo, ma lo sapevo. Perché? Non ottenni alcuna risposta. E invece, una serie di immagini residue si sovrapposero sul muro.

Lei che rideva di me dopo essermi steso sui binari della ferrovia e aver sbattuto la testa. Lei che mi aiutava dopo essere caduto mentre la aiutavo a scappare, il suo volto arrabbiato dopo che le avevo rubato e mangiato il suo pane. La sua espressione torbida quando passavamo di fronte ad uno studio fotografico con una foto di una famiglia in vetrina. Il suo sguardo che seguiva gli studenti che passavano, di cui nemmeno lei era cosciente. Mentre stavamo colorando quel muro insieme, le avevo detto: “Se hai un problema, dimmelo, non rimuginare tra te e te.” La X era disegnata su tutti quei ricordi. Sembrava stesse dicendo che era tutta una finzione. Che fossero state tutte quante menzogne. Senza rendermene conto, serrai le mani a pugno. Perché? Ovviamente non ottenni risposta. Continuai a camminare. Eravamo di nuovo soli. Io, e lei.

Jungkook
26 Luglio, 2022

Raccolsi di nascosto dei fiori dal giardino dell’ospedale. Continuai a ridere e dovetti chinare la testa per nasconderlo. La luce di metà estate era limpida, accecante. Bussai alla porta della stanza d’ospedale, ma non ottenni risposta. Bussai nuovamente, poi aprii leggermente. La stanza era insolitamente fresca al suo interno. E non c’era nessuno. Era piena soltanto di una silenziosa oscurità.

Lasciai la stanza. L’avevo incontrata qui, quando ero annoiato, senza fiato, mentre spingevo la mia sedia a rotelle come un pazzo, su e giù per il corridoio. Era comparsa così all’improvviso che ebbi a malapena il tempo di fermarmi, lei ferma lì, una ragazza coi capelli raccolti in una coda di cavallo. Quando lasciai l’ospedale vidi una panchina. Ricordai che, seduti lì, avevamo ascoltato musica insieme e avevamo disegnato. E che là, su quel tetto, avevamo condiviso del latte alla fragola. Stavo ancora tenendo in mano i fiori di campo, ma ora non c’era più nessuno a cui potessi darli.

Seokjin
30 Agosto, 2022

Ѐ possibile ricordare il momento in cui ci si innamora? Ѐ possibile predire il momento in cui l’amore finirà? Perché gli esseri umani non possiedono l’abilità di riconosce momenti simili? E perché a me è stato dato il potere di ripristinarli tutti?

La macchina inchioda, i fari lampeggiano, l’impatto, il rimbalzo, la caduta. Non feci nulla, se non rimanere inerme dinanzi tutto ciò. Non udii alcun suono, non provai alcuna sensazione. Era estate, ma il vento sembrava gelido. Si sentì qualcosa rotolare lungo la strada. Poi arrivò il profumo dei fiori. Solo allora ripresi contatto con la realtà. Il bouquet di Smeraldo mi cadde di mano. Lei giaceva lì, in mezzo alla strada. Tra le ciocche dei suoi capelli scorreva del sangue . Sangue scuro scorreva sull’asfalto. Pensai: “Se solo potessi tornare indietro nel tempo”.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Press Conference: LY Tear

RIASSUNTO CONFERENZA STAMPA 24 MAGGIO, LOVE YOURSELF TEAR

🔸Sull’album

RM: “LY:Tear è il nostro terzo album della serie. In Tear abbiamo parlato della sofferenza di un cuore infranto. Racchiude il messaggio che l’amore fasullo e disonesto porta solo a questo finale. Amare e stessi è la chiave del cambiamento. In quest’album vene anche dipinta la crescita attraverso la sofferenza”

SG : “In quest’album abbiamo sperimentato diversi stili, una scelta migliore piuttosto che andare sul sicuro. Tra i membri siamo in sana competizione, e ogni volta che uno di noi fa un bel lavoro, siamo spronati a far di meglio. È così che sono nati tutti questi generi”.

RM: “con Fake Love abbiamo sperimentato un genere poco familiare, l’emo hip hop. È unione di un suono di chitarra grunge e base trap, che crea un’atmosfera cupa che stava bene con l’interpretare la sofferenza di un cuore infranto,  in stile originale”.

SG: “In ogni nostro album si trova almeno una canzone di denuncia sociale. In questo caso quella canzone è ‘Paradise’; l’anno scorso durante il mio discorso di fine anno ho detto una frase tipo: “Anche se non hai un sogno, se sei felice è sufficiente”. La canzone è nata da questa dichiarazione…. è una canzone dedicata a tutti quelli che sono stanchi dell’estenuante competizione senza fine dei giorni d’oggi. È una canzone in cui queste persone possono riposarsi per un istante”.

JM: “[Anpanman] è il più debole supereroe del mondo, che dona la sua testa agli affamati. In questa canzone ci paragonato a lui. Inoltre sono racchiusi i nostri desideri di dare alla gente speranza e energia attraverso la nostra musica. Credo abbia reso possibili canzoni come Paradise o Magic Shop”

JK: “Magic Shop è la canzone che ho scritto per i nostri fan. Essendo per loro, ho messo tutto il mio amore e i miei pensieri che ho su loro. Una volta, durante un concerto, RM disse loro che se ci avevano riconosciuti e trovati, avrebbero potuto fare tutto nella vita. È stato il mio punto di partenza. Quando volete scappare via dalla realtà e siete esausti di tutto, aprite il vostro cuore e troverete un Magic Shop con noi sette ad aspettarvi e a darvi forza. Spero che ascoltandola si possa acquistare nuovamente le forze e sentirsi meglio.”

SJ: “Anche noi abbiamo aspettato il rilascio dell’album assieme ai nostri fan. Era mattina presto a LA, ma abbiamo voluto ascoltare l’album in contemporanea coi fan e abbiamo guardato le loro reazioni sul momento. È piaciuto molto”

🔸Sui BBMAs

V: “è stato un onore fare il comeback stage ai Billboard. Tutti i nostr fan non vedevano l’ora, sono stato grato dell’occasione.”

(sul cambiamento di lyrics ai BBMA)
RM: “Abbiamo pensato ci sarebbe stata gente che ascoltando per la prima volta potesse sentire la N word, per questo i cambiamenti. Mi dispiace molto per il lavoro di J-Hope e Suga che ne ha risentito”.

RM: “Abbiamo vinto per due anni di seguito, quindi abbiamo pensato a cosa significasse davvero, a come accettare la cosa. Ho letto molto spesso nelle lettere dei fan come abbiamo cambiato loro la vita, e ogni volta mi commuove. Ci siamo presi del tempo per essere riconoscenti di tutto”.

JM: “abbiamo sempre menzionato gli Army, perché così come loro sono fieri di noi e ci amano, così è per noi nei loro confronti. I nostri fan sono i più passionali di tutti, e sanno esprimersi con onestà. Mi spingono a dare sempre il massimo”.

(Riguardo al fatto che i BBMAs abbiano scelto gli abs di jk come uno dei 13 momenti memorabili Dell serata)
JK: “Ne sono a conoscenza. Ho anche pensato scherzando che in sto periodo dovrei definire meglio gli addominali”.

JH: “Come esibirmi e vincere, mi è altrettanto piaciuto incontrare gli artisti che amo. Abbiamo incontrato tantissimi artisti importanti come DJ Khaled, John Legend, Taylor Swift, Lil Pump, etc. Sono stato molto orgoglioso e felice.”

JK: “Abbiamo incontrato molte celebrità, ed è stato davvero bello quando ci hanno detto che erano nostri fan. Inoltre durante la serata c’erano continue interruzioni pubblicitarie, e venivano sempre ai nostri posti per parlare e scattare foto, è stato divertente”.

JH: “Onestamente, per l’afterparty… Dopo un’esibizione ci sono da fare molte cose. Dobbiamo parlare coi fan. Credo che questo sia molto più importante di un afterparty, inoltre bere champagne tra noi è molto più bello. Siamo tutti stanchi, e diamo priorità al sonno”

🔸Obiettivi futuri

RM: “I numeri non sono sempre importanti, ma a volte sì. Il nostro primo obiettivo per l’album era di entrare nella Billboard200 e in posizione 10 nella BB100. Ora come ora, sognamo di arrivare in prima posizione in BB 200, ma più di tutti, goderci il momento”.

SG: “Vorrei essere #1 in Hot100 e 200, andare ai Grammys, e fare un tour degli stadi di tutto il mondo. Vorrei diventare il cantante più influente al mondo… cose difficili da dire ad alta voce quanto impossibili. Ora che l’ho detto, mi impegnerò al massimo.

JK: “In un’intervista all’estero ho detto che il prossimo mixtape dei BTS sarà il mio. Parlando coi produttori dell’agenzia mi hanno chiesto cosa seriamente ne pensassi, quindi mi sto preparando molto. Non so quando lo rilascerò, ma mi imegnerò al massimo per ottenere il miglior risultato”.

RM :”Dopo il debutto, i nostri erano piccoli obiettivi, impegnarci a dimostrare qualcosa. ora che siamo a confronto col grande mercato musicale, pensiamo sempre a come rendere la musica, i testi e la narrazione complessiva coerenti l’un l’altro. Il nostro obiettivo ora è di fare tutto nel dettaglio”.

🔸Extra

JM: “A proposito delle minacce di morte, ne sono rimasto sconvolto, essendo già la seconda volta. Più di tutto mi sono preoccupato che i fan potessero preoccuparsi troppo. Non potevo essere debole a riguardo, dovevo farlo per i fan, inoltre la mia agenzia mi ha protetto, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi”.

[TRAD ITA] Outro: Tear


Gli addii sono per me una lacrima
Senza accorgermene, fiorisce attorno ai miei occhi
Le parole che non sono stato in grado di dire scorrono
Resta solo il rimpianto, che striscia sul mio volto.
Un tempo mi eri cara,
Adesso non sei più di una birra amara.
Il mio cuore è marchiato con un tardivo disprezzo verso me stesso
Diventa vuoto anche per un filo di vento
Alla fine della mia recita, dove il lasciarci era una bugia
Ho realizzato il prezzo che dovevo pagare
Se qualcuno mi dicesse che riporterebbe indietro il tempo per me
Sarei in grado di essere un po’ più onesto?
Il volto scoperto che conosco solo io
I brutti e patetici vecchi amici dentro di me
Saresti in grado di amarmi di nuovo come prima
Con quel sorriso con cui mi guardavi.
Smetti di dire cose come per sempre, per sempre
In fondo una fine è sempre esistita
Se c’è un inizio…non voglio ascoltare
Parole troppo corrette o che mi consolano troppo…non voglio ascoltare
Ero solo così spaventato
Perchè sembrava che forse non ti avessi mai amata
Anche se era tardi, che tu eri vera
Che solo tu mi avessi amato
Di più.

Sei la mia lacrima
Sei la mia, sei la mia lacrima
Sei la mia lacrima
Sei la mia, sei la mia lacrima
Sei la mia lacrima
Sei la mia, sei la mia lacrima
Cosa posso dire in più?
Sei la mia lacrima

Abbiamo camminato nella stessa direzione
Ma quel posto è diventato l’ultimo
Anche se parlavamo di un per sempre
Adesso ci stiamo distruggendo a vicenda
Anche se credevamo di sognare lo stesso sogno
Alla fine quel sogno è diventato solo un sogno
Il mio cuore è a pezzi, per favore, piuttosto bruciatelo
Così che del dolore e del rimpianto non rimanga niente

Sei la mia lacrima
Sei la mia, sei la mia lacrima
Sei il mio squarcio
Sei il mio, sei il mio squarcio
Sei la mia paura
Sei la mia, sei la mia paura
Cosa posso dire in più?
Sei la mia…

L’addio per me è T.E.A.R.
Perchè cose come le lacrime sono un lusso
Cose come dei bei addii
Non esistono, quindi per favore comincia adesso
Oh, lentamente incidi il mio cuore
Proprio così, proprio così, calpesta delicatamente le schegge che si sono infrante
Così che il rimpianto, il rimpianto, non esista più
Per favore brucia il mio cuore infranto in mille pezzi
Proprio così, proprio così, perchè stai esitando?
È la fine che ti stavi augurando
Quindi continua e uccidimi senza eistare
Oh sì sì brucialo
Oh sì sì brucialo
Oh sì sì brucialo
In modo che nemmeno la cenere rimanga.

Questa sei la vera te e questo è il vero me
Adesso abbiamo visto la fine e non è rimasto nemmeno il risentimento
Mi sono svegliato da un sogno dolce e chiudo gli occhi
Questa sei la vera te e questo è il vero me.

Abbiamo camminato nella stessa direzione
Ma quel posto è diventato l’ultimo
Anche se parlavamo di un per sempre
Adesso ci stiamo distruggendo a vicenda
Anche se credevamo di sognare lo stesso sogno
Alla fine quel sogno è diventato solo un sogno
Il mio cuore è a pezzi, per favore,  piuttosto bruciatelo
Così che del dolore e del rimpianto non rimanga niente

Sei la mia lacrima
Sei la mia, sei la mia lacrima
Sei il mio squarcio
Sei il mio, sei il mio squarcio
Sei la mia paura
Sei la mia, sei la mia paura
Cosa posso dire in più?
Sei la mia…

Cosa dovrei dire?
Lo sappiamo
Si sa la risposta
Ma rispondere è sempre difficile.

Perchè versi lacrime?
Perchè stai piangendo?
Per me è inutile
L’addio per me è solo uno di quei momenti (Flashback)
Il momento in cui parole escono dalla tua bocca
Il momento in cui non mettiamo più a fuoco
Al momento in cui tutto è pericoloso
La nostra fine dettata da queste due sillabe*
Che non piangerò, che non pronuncerò quelle sillabe
Non posso dire queste parole, nemmeno nel futuro.
Lasciarsi, una malattia incurabile
Sei il mio inizio e la mia fine, ecco tutto
Il mio incontro e il mio addio.
Eri tutto, fatti avanti paura
Si ripeterà per colpa tua.
Lacrima.
Lacrima

[NdT: si riferisce alle sillabe usate nell’alfabeto coreano per scrivere la parola fine]

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] So What


C’è chi dice io sia quello giusto
C’è chi dice di no
Ma io me ne frego
perché non fai lo stesso?
E allora
Lascia perdere
Dentro un sospiro, si nascondono molte preoccupazioni
Non pensarci più, già le conosci tutte
Quando a metà strada vorrai arrenderti
Grida
E allora, allora, allora
Niente va come vorrei e
ci sono sempre meno posti in cui nascondermi
Già da un po’ i dadi sono stati lanciati
Se perdi tempo, verrai spazzata via, piccola
Il 90% delle tue preoccupazioni, sono paludi immaginarie che ti sei creata
Scappa, prima di preoccuparti, non avere paura, rallegrati
Grida
E allora, allora, allora

Noi siamo, noi siamo, noi siamo
Giovani & Selvaggi & Liberi *
Le tue preoccupazioni, preoccupazioni senza risposta
Non caderci dentro

Anche se è pericoloso stare sul confine
Sfrecciamo nel vento ridendo e parlando
A volte corriamo come pazzi
con i nostri errori e in lacrime, andiamo
E allora,
Vai avanti e non pensarci
Non serve a niente
Lascia perdere
Sebbene tu non abbia ancora una risposta
Puoi iniziare a reagire
E allora
Oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh
Oh oh oh oh oh oh
Lascia perdere

Oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh
Oh oh oh oh oh oh
E allora
C’è chi dice di odiare il proprio lavoro
C’è chi dice che vorrebbe solo riposare
Il loro dolore, la loro devastazione
Quando si sfogano su di me
Cos’altro potrei fare, eh?
Visto che c’è solo una risposta
Voglio crederci e correre via
E allora
Non voglio morire adesso
Non voglio, non voglio combattere adesso
Non voglio preoccuparmi, la vita è lunga
Vai, voglio vivere adesso
Il freno è rotto, premi sull’acceleratore
In un modo o nell’altro
Che divertimento c’è se sai tutto della vita di una persona
Il dolore è la mia medaglia
Dunque, dunque

Noi siamo, noi siamo, noi siamo
Giovani & Selvaggi & Liberi *
Le tue preoccupazioni, preoccupazioni senza risposta
Non caderci dentro

Anche se è pericoloso stare sul confine
Sfrecciamo nel vento ridendo e parlando
A volte corriamo come dei pazzi
con i nostri errori ed in lacrime, andiamo

E allora,
Vai avanti e non pensarci
Non serve a niente
Lascia perdere
Sebbene tu non abbia ancora una risposta
Puoi iniziare a combattere
E allora
Oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh
Oh oh oh oh oh oh

Lascia perdere
Oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh
Oh oh oh oh oh oh
E allora
Qualcuno dice che sono quello giusto
Qualcuno dice che sono sbagliato
Ma io me ne frego
Perché non fai lo stesso?
E allora,
Vai avanti e non pensarci
Non serve a niente
Lascia perdere
Sebbene tu non abbia ancora una risposta
Puoi iniziare a combattere
E allora
Oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh
Oh oh oh oh oh oh
Lascia perdere
Oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh
Oh oh oh oh oh oh
E allora
C’è chi dice io sia quello giusto
C’è chi dice di no
Ma io me ne frego
Perché non fai lo stesso?

* Riferimento a Young & Wild & Free di Snoop Dogg e Wiz Khalifa

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Anpanman


Ti aspettiamo, Anpanman*
Ti aspettiamo, Anpanman.

Non ho dei bicipiti o degli addominali scolpiti
Non ho una super macchina come Batman
Gli eroi strafighi sono il mio sogno
Ma l’unica cosa che posso dare è Anpan
Ho sognato di essere un eroe come Superman
Ho corso con tutta la mie forze, ho saltato, saltato in alto nel cielo.
Non mi fanno paura le piccole cose come sbucciarsi le ginocchia,
Le fantasie innocenti di quando ero piccolo. Non sono un supereroe
Non aspettarti troppo
Posso essere il tuo eroe
Questo tipo di parole
Non so nemmeno se siano possibili
Ma devo farlo, mamma
Se non lo faccio io chi lo farà?
Puoi chiamarmi, dì Anpan!

Ti aspettiamo, Anpanman
(Fammi sentire, fammi sentire )
Ti aspettiamo, Anpanman
(Alza il volume, alza il volume, alza il volume)

Continua a girare, girare mio Anpan
Continua a ballare ballare, [siamo ancora] ancora Bangtan.
Quando apro gli occhi, un eroe, ma ancora in un labirinto
Quel ragazzo, ragazzo, ragazzo
Ancora segretamente, segretamente ricoperto di cicatrici
Ma balla balla, ancora Bangtan
Anche se fa male, eroe, lasciati alle spalle le tue paure
Anpanman, panman, panman.

Sono un Anpanman di nuova generazione
Sono un Anpanman di nuova generazione.
Tutto quello che ho è questa canzone,
Lasciatemi dire: “Cattivi, indietreggiate”
Sono un Anpanman di nuova generazione
Sono il nuovo super eroe Anpanman
Tutto quello che ho è questa canzone,
Lasciatemi dire: “Cattivi, indietreggiate”

A volte ho paura di tutto questo
Perchè adesso ho troppe cose che amo
Alcuni dicono “anche tu sei già ormai vissuto”
Non ne hai il diritto, continua a fare quello che stavi facendo
Ma in ogni caso voglio essere un eroe
L’unica cosa che posso dare è pane ripieno di marmellata di fagioli rossi
E le parole “hai lavorato sodo”.
Ma wooosh volerò da te subito se mi chiami
Per favore chiamami.

Ti aspettiamo, Anpanman
(Fammi sentire, fammi sentire )
Ti aspettiamo, Anpanman
(Alza il volume, alza il volume, alza il volume)
Voglio richiamare un po’ più di forza
(Fammi sentire, fammi sentire )
Voglio essere la tua forza
(Alza il volume, alza il volume, alza il volume)

Continua a girare, girare mio Anpan
Continua a ballare ballare, [siamo ancora] ancora Bangtan.
Quando apro gli occhi, un eroe, ma ancora in un labirinto
Quel ragazzo, ragazzo, ragazzo
Ancora segretamente, segretamente ricoperto di cicatrici
Ma balla balla, ancora Bangtan
Anche se fa male, eroe, lasciati alle spalle le tue paure
Anpanman, panman, panman.

Sinceramente,
Ho paura di cadere,
Di deluderti.
Ma nonostante ciò rimarrò con tutte le mie forze
Per sempre al tuo fianco.
Anche se fallirò un’altra volta
Anche se sbaglierò un’altra volta
Anche se sarò coperto di fango
Credi in me perchè sono un eroe,
Yeah, yeah, yeah.

Continua a girare, girare mio Anpan
Continua a ballare ballare, [siamo ancora] ancora Bangtan.
Quando apro gli occhi, un eroe,  ma ancora in un labirinto
Quel ragazzo, ragazzo, ragazzo
Ancora segretamente, segretamente ricoperto di cicatrici
Ma balla balla, ancora Bangtan
Anche se fa male, eroe, lasciati alle spalle le tue paure
Anpanman, panman, panman.

Sono un Anpanman di nuova generazione
Sono un Anpanman di nuova generazione.
Tutto quello che ho è questa canzone,
Lasciatemi dire: “Cattivi, indietreggiate”
Sono un Anpanman di nuova generazione
Sono il nuovo super eroe Anpanman
Tutto quello che ho è questa canzone,
Lasciatemi dire: “Cattivi, indietreggiate”

(NdT: *È il nome di un supereroe dei fumetti con la testa a forma di anpan, un panino morbido ripieno di crema di fagioli dolci )

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Airplane pt.2

*Airplane Pt.2*

Un bambino strano
Cantare era come respirare
Ovunque andava bene
Voleva solo fare musica
Solo cantare
L’unica cosa in grado di fargli battere il cuore
Il solo sentiero che poteva percorrere

Non è semplice
Insuccesso e frustrazione
Una volta qualcuno mi ha detto quelle parole quand’ero stanco, dopo avermi rincorso e fermato
Sei una stella che canta
Sei una stella che canta
Ma non vedo nessuna stella…
Dopo qualche anno

(Siamo ancora) In alto nel cielo, volando nel cielo, nel cielo fantastico
(Siamo ancora) Stesso tentativo, stessa cicatrice, stesso lavoro
(Siamo ancora) Ovunque andiamo nel mondo
(Siamo ancora) Lavoriamo nelle nostre camere d’hotel
(Sono ancora) Un giorno va anche troppo bene, mentre quello dopo sono completamente rovinato
(Sono ancora) Da chi dovrei vivere oggi, da Kim Namjoon o da RM?
25enne, e ancora non so come si viva bene
Perciò, anche oggi, semplicemente andiamo avanti

Andiamo da NY a Cali
Da Londra a Parigi
Ovunque andiamo, c’è festa
El Mariachi*
El Mariachi
El Mariachi

Andiamo da Tokyo, Italia
Hong Kong fino in Brazile
Ovunque sia nel mondo, canter
El Mariachi
El Mariachi
El Mariachi
El Mariachi

Ogni giorno sulle nuvole, ogni giorno sulle nuvole
I miei sentimenti sopra le nuvole, Controlla sulle nuvole
La mia intesa con le nuvole, Tutto il giorno con le nuvole
La gioia di cavalcare le nuvole, Perdersi a guardar le nuvole,
Forse voi non potete capire
Grazie ai lunghi anni in volo
Quando sono centinaia di migliaia le miglia percorse
È il momento in cui consolo tutti voi, che non ce l’avete fatta
Vi regalo queste miglia
Amo la modalità aereo Via tutte le preoccupazioni,
Non importa chi dice cosa
Continuerò a tenere il mio biglietto business al sicuro
E guarderò il cielo notturno sistemando il mio sedile

Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so
Già, come fermarmi
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so
Già, come prendermi una pausa
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so
Già, come fallire
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so
Mi sono stancato del vostro adorabile vantarvi dei soldi in TV
Il mio passaporto sta per morire per il troppo lavoro
Siete voi ad aver beneficiato dei media, bwahahaha
Ehi, ehi siete voi quelli più bravi ad impersonare le celebrità
Noi siamo gli stessi di sempre
Woo!

Andiamo da Città del Messico
Da Londra a Parigi
Ovunque andiamo, c’è festa
El Mariachi
El Mariachi
El Mariachi

Andiamo da Tokyo, Italia
Hong Kong fino in Brazile
Ovunque sia nel mondo, canter
El Mariachi
El Mariachi
El Mariachi
El Mariachi

*(T/N: El Mariachi è un film su un musicista viaggiatore che scappa da una gang di killer, il quale è scambiato per un criminale evaso dalla prigione. Mariachi è anche un genere messicano dal quale i BTS hanno tratto ispirazione per il ritmo di questa canzone.)

 

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Magic Shop

So che stai esitando, anche se dici di essere sincera
Perché tutto, alla fine, ritorna come cicatrice
Non dirò niente di scontato come “sii forte”
Semplicemente ti racconterò la mia storia, te la racconterò

Che cosa dissi?
Dissi che avrei vinto, no?
Non ci credevo veramente
Ce l’avrei davvero fatta?

Questo miracolo che non si può chiamar miracolo
Abbiamo fatto sì che avvenisse?

No, io c’ero
Sei stata tu a venire da me
Io credo nella tua galassia
Voglio sentirne la melodia
Le stelle della tua galassia
Come decoreranno il tuo cielo?

Non ti dimenticare che ti ho trovata
Sul fondo della mia disperazione
Sei l’unica motivazione che mi spinge a vivere
mentre mi trovo sul bordo di un precipizio

Nei giorni in cui si odia essere se stessi
Nei giorni in cui si vorrebbe solo scomparire per sempre
Creiamo una porta con la nostra immaginazione

Se apri quella porta e entri, troverai questo posto ad aspettarti
Va bene crederci, sarà in grado di consolarti,
Magic Shop

Bevi una tazza di tè caldo
E alza lo sguardo a quella galassia
Andrà tutto bene, oh, qui nel Magic Shop

Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Ti mostrerò ti mostrerò

Sei una rosa in piena fioritura
Ondeggi come un bocciolo di ciliegio
Sbiadisci come la luce del mattino
Come quel magnifico momento
Ho sempre voluto essere il migliore
Perciò ero sempre impaziente ed in ansia
Mettermi a confronto con gli altri era diventata quotidianità
E l’ambizione, che un tempo era la mia arma, era diventata come un collare soffocante

Ma sai cosa?
Guardando indietro, la verità
È che non volevo solo diventare il migliore
Volevo diventare qualcuno in grado di confortare e toccare gli animi,
voglio riuscire a metter fine ad ogni tua tristezza o dolore

 

Nei giorni in cui si odia essere se stessi
Nei giorni in cui si vorrebbe solo scomparire per sempre
Creiamo una porta con la nostra immaginazione

Se apri quella porta ed entri, troverai questo posto ad aspettarti
Va bene crederci, sarà in grado di consolarti
Magic Shop

Bevi una tazza di tè caldo
E alza lo sguardo a quella galassia
Andrà tutto bene, oh, qui nel Magic Shop

Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Ti mostrerò ti mostrerò

Se ti dicessi che
Avevo paura di tutto, mi crederesti?
Tutte le verità, il tempo che resta,
tutte le tue risposte sono qui
le puoi trovare nella tua galassia, nel tuo cuore

Mi hai donato il meglio di me
Quindi puoi donare il meglio di te anche a te stessa
Mi hai trovato, mi hai riconosciuto

Mi hai donato il meglio di me
Quindi puoi donare il meglio di te anche a te stessa
La troverai,
la galassia dentro di te

Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Quindi mostrami (e io ti mostrerò)
Ti mostrerò ti mostrerò

 

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Paradise

*Paradise*

Maratona maratona
La vita è lunga perciò rallenta
42.195*
L’arrivo è colmo di un paradiso di sogni

Ma il mondo reale è
Diverso da ciò che è stato promesso
Dobbiamo correre, dobbiamo schiacciare l’acceleratore
Se lanci un segnale luminoso
Tu, non hai una destinazione
Non ci sono assolutamente panorami
Finché non ti manca il respiro
Devi farlo devi farlo

Va bene fermarsi
Non è necessario correre senza saperne il motivo
Va bene non avere un sogno
Se hai dei momenti in cui per un attimo sei felice
Va bene fermarsi
Adesso non corriamo senza conoscere la destinazione
Va bene non avere un sogno
Tutti i fiati che prendi sono già in paradiso

Prendiamo in prestito i sogni altrui (come un debito)**
Impariamo che dobbiamo diventare dei grandi (come un’illuminazione)
Il tuo sogno è in realtà un peso
Se avere un futuro è un sogno
Allora cos’è quel sogno che hai fatto la notte scorsa a letto?
Va bene se il nome del sogno è diverso
Che sia comprare un pc il prossimo mese
O semplicemente mangiare e dormire
Non fare assolutamente nulla e avere comunque molti soldi
Chi l’ha detto che un sogno debba essere qualcosa di grandioso?
Diventa semplicemente chiunque
Ci meritiamo una vita
Che sia grande o piccola, tu sei te stesso dopotutto

Ma il mondo reale è
Diverso da ciò che è stato promesso
Dobbiamo correre, dobbiamo schiacciare l’acceleratore
Se lanci un segnale luminoso
Tu, non hai una destinazione
Non ci sono assolutamente panorami
Finché non ti manca il respiro
Devi farlo devi farlo

Va bene fermarsi
Non è necessario correre senza saperne il motivo
Va bene non avere un sogno
Se hai dei momenti per un po’ sei felice
Va bene fermarsi
Adesso non corriamo senza conoscere la destinazione
Va bene non avere un sogno
Ogni tuo respiro è già in paradiso

Non ho un sogno
Avere un sogno a volte è spaventoso
Vivere semplicemente così
Sopravvivere in questo modo è un piccolo sogno per me
Avere un sogno, afferrare un sogno
Respirare, a volte diventa difficile da sopportare
Dire quella persona sta vivendo in questo modo, quella persona sta vivendo in quell’altro
Questo mondo mi urla contro


Il mondo non ha il diritto di urlare
Qual è il modo per sognare un sogno?
Siccome non ce l’hanno mai insegnato
Che in un sogno fittizio, ci sono pianti di parole dette nel sonno
Mi sveglio da un incubo, per te
Adesso proviamo a sorridere tutti i giorni, in quel paradiso

Va bene fermarsi
Adesso non corriamo senza conoscere la destinazione
Va bene non avere un sogno
Ogni tuo respiro è già in paradiso

Smettila di correre inutilmente amico
Ferma adesso quella corsa insensata
Smettila di correre inutilmente amico
Ogni tuo respiro è già in paradiso

Smettila di correre inutilmente amico
Non hai bisogno di una cosa come un sogno che tutti fanno
Smettila di correre inutilmente amico
Ogni tuo linguaggio è già in paradiso

*(T/N: La lunghezza ufficiale di una maratona è pari a 42.195 km.)
** (T/N: 꿈을 꾸다 può avere sia il significato di “prendere in prestito i sogni” sia “fare sogni”.)

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] The Truth Untold

Pieno di solitudine
È questo giardino in fiore
Pieno di spine
Mi sono incatenato in questo castello di sabbia

Come ti chiami?
Hai un posto dove andare?
Me lo puoi dire?
Ti ho vista nascosta in questo giardino

E so
Che tutto il tuo calore è genuino
Voglio afferrare
La tua mano che sta raccogliendo il fiore blu

È il mio destino
Non sorridermi
Illuminami
Perché non riesco a raggiungerti
Non c’è nome che ti permetta di chiamarmi

Sai che non posso
Mostrarti chi sono
Darti me stesso
Non posso mostrarti il mio lato patetico
Indosso nuovamente una maschera e vengo a trovarti
Eppure ti desidero ancora

In un giardino pieno di solitudine è sbocciato
Un fiore che ti assomiglia
Avrei voluto dartelo
Dopo essermi tolto questa maschera senza senso

Ma so
Che non ne sarò mai in grado
Devo nascondermi
Perché sono sgradevole

Ho paura
Sono patetico
Ho così tanta paura
Che alla fine tu mi abbandoni un’altra volta
Indosso nuovamente una maschera e vengo a trovarti

Quel che posso fare è
Nel giardino
In questo mondo
Far sbocciare un bel fiore che abbia le tue sembianze
E continuare a farti respirare il profumo che già conosci
Eppure ti desidero ancora

Forse a quel tempo
Un po’
Appena tanto così
Se avessi avuto il coraggio di stare in piedi davanti a te
Tutto sarebbe stato diverso ora

Sto piangendo
Abbandonato in questo castello di sabbia
Tutto è scomparso
Tutto è precipitato
Mentre guardo la maschera, ormai rotta
E ancora ti desidero
Ma ancora ti desidero
E ancora ti desidero
Ma ancora ti desidero

 

 

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.