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Come i BTS hanno guadagnato oltre mezzo milione di fan online e nella vita reale per il progetto digitale ARMYPEDIA

BTS ai 28th Seoul Music Awards (Foto di Lee Young-ho/Sipa USA)

I BTS sono alcuni tra i più grandi artisti del pianeta, senza dubbio in parte grazie al supporto costante del loro fanbase, gli ARMY. Come notato, per anni, dai follower della boyband sudcoreana, anche quando i ragazzi non riescono ad incontrare i loro fan di persona, c’è sempre un canale di comunicazione tra le due parti, costituito sia dai social media che dal rilascio inaspettato di nuova musica. Ma questa relazione ha raggiunto un traguardo speciale quest’anno con il lancio di ARMYPEDIA.

Immaginata come una campagna per consentire ai BTS e ai fan di guardare insieme i tempi andati prima della nuova musica nel 2019, ARMYPEDIA è stato lanciato come un progetto di memoria digitale unico nel suo genere per archiviare i 2.080 giorni insieme della band e del fandom. Lanciata il 22 febbraio e conclusa il 24 marzo, la campagna ARMYPEDIA e il suo sito web non sono stati creati solo come un mezzo celebrativo per i traguardi raggiunti –esser diventati la più grande boyband del mondo e alcuni tra gli artisti con le maggiori vendite a livello globale- ma anche per parlare di come e dove tutto è iniziato. Una combinazione della parola ARMY (il nome ufficiale del fandom di BTS) e Wikipedia (una parola ormai sinonimo di archiviazione digitale), ARMYPEDIA è il database organizzato per i follower, indipendentemente da quando sono diventati ARMY, popolato dai ricordi sulla band, sulla loro musica, sui loro messaggi e così via.

Alla fine della campagna durata un mese, 540.000 fan hanno partecipato al progetto che includeva la ricerca e la scansione di codici QR trovati su Internet e in luoghi del mondo reale, per accedere a giorni specifici e lasciare ricordi personali nell’archivio- Ad esempio: 12 novembre 2017, giorno in cui Suga ha tenuto una trasmissione live e molti utenti hanno lasciato i loro ricordi inerenti alla stessa ed altri pensieri su quel giorno. ARMYPEDIA vanta anche degli incontri reali tra i fan (tra cui 10.000 persone riunite a Seoul) e nuovi contenuti registrati dai ragazzi (tra cui uno speciale talk show con protagonisti Suga, RM, Jin, J-Hope, Jimin, V e Jungkook).


La BigHit Entertainment ha condiviso idee e riflessioni esclusive con Forbes sul progetto. “Fin dall’inizio, volevamo creare una campagna possibile solo in questo momento per i BTS e per tutti gli ARMY nel mondo”, spiega l’agenzia, dando un’idea del motivo per cui il progetto si è concluso meno di un mese prima del rilascio del prossimo album dei BTS “Map of the Soul: Persona”, il 12 aprile.

Uno dei punti principali dell’appello internazionale dei BTS – e una parte fondamentale dello scopo di ARMYPEDIA, secondo la BigHit – è l’utilizzo del gruppo di temi profondi nella loro musica sin dal primo giorno. Dai discorsi sul bullismo e sulla dura vita scolastica nel loro album di debutto “2 Cool 4 Skool”, fino all’affrontare, nella loro musica di oggi, argomenti come la salute mentale, la politica e le lotte della nuova generazione; i BTS hanno un costante linea di messaggi commoventi. Un progetto come ARMYPEDIA sembra voler sottolineare proprio questo a coloro che si sono uniti agli ARMY negli ultimi due o tre anni di successo della band.

Ma le reazioni sincere degli ARMY e le connessioni con il messaggio dei BTS hanno agito come un fattore chiave nel lancio di ARMYPEDIA. I BTS hanno parlato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso settembre, il leader RM ha enfatizzato il concetto di “Fatevi sentire” (Speak Yourself), considerato da molti come il passo successivo del tema “Ama te stesso” (Love Yourself) degli ultimi tre album. Quando i fan hanno iniziato a prendere a cuore quel messaggio ed hanno iniziato a parlare maggiormente su Twitter delle loro identità, esperienze e connessione al fandom, l’idea per ARMYPEDIA e per uno spazio dedicato al documentare i ricordi dei fan è diventata più chiara che mai.

Non avremmo potuto arrivare fino a questo punto senza il grande amore e sostegno dei nostri ARMY.“, dicono i BTS a Forbes, in una dichiarazione esclusiva dopo la conclusione della campagna. “Attraverso ARMYPEDIA, siamo stati in grado di conoscervi un po’ meglio- e vogliamo continuare a conoscere i nostri ARMY sempre di più.” La BigHit cita il genuino sostegno dei membri, indicando anche una live in cui Jin e Suga hanno parlato del progetto.

Dal punto di vista commerciale, ARMYPEDIA è stata anche una mossa astuta per commercializzare il marchio BigHit. I partecipanti più attivi nell’archiviazione sono stati premiati in punti utilizzabili nel negozio online del BigHit Shop, creando così l’opportunità di avere più prodotti dei BTS, e quindi un supporto aggiuntivo per il prossimo album della band, o anche la possibilità di supportare un altro artista della BigHit. Dopo essersi registrati su ARMYPEDIA, gli utenti non erano obbligati, ma potevano anche optare per iscriversi ad una newsletter, un modo fondamentale per i marchi di rimanere in contatto con il loro pubblico.

 

E proprio come gli ARMY, le grandi aziende erano felici di prendere parte ad ARMYPEDIA ed attirare più partecipanti. La BigHit ha collaborato con Hyundai (i BTS sono infatti i rappresentanti per la Palisade, modello della casa automobilistica sudcoreana), Korea Yakult (lo scorso anno è stata lanciata una speciale bevanda a base di yogurt in collaborazione con i BTS), Hot Topic Spotify, LINE Friends e altro, per aiutare a fornire i codici QR digitali e reali ai fan. I risultati si sono dimostrati vantaggiosi per entrambe le parti, con la BigHit che ha citato le società che hanno contribuito ad ampliare la portata della loro campagna, incluso l’inserimento di codici QR su cartelloni pubblicitari, nascosti tra negozi di abbigliamento e all’interno di popolari playlist, mentre i marchi hanno potuto espandere la propria relazione con gli ARMY- a.k.a l’impegnatissima fanbase la cui attività online ha mantenuto i BTS al numero 1 della classifica Social 50 di Billboard per quasi due anni.

La BigHit descrive questi discorsi come portatori di “sincera eccitazione” da parte di tutti i soggetti coinvolti. Quindi, come proseguirà il concept di ARMYPEDIA? La BigHit non è sicura se lancerà una seconda parte per i BTS o se creerà servizi simili per gli altri artisti della loro etichetta, come la nuova band Tomorrow X Together. La BigHit, invece, la vede come una risorsa legittima e che trae fonte dai fan, che si addentra in cosa vuol dire essere parte degli ARMY dei BTS.

Ogni giorno, gli ARMY si divertono e creano dei ricordi proprio sull’essere ARMY.“, riflette la compagnia.
Pensiamo sia significativo il fatto di avere un archivio in cui chiunque possa trovare una qualsiasi storia sui BTS e gli ARMY.” Con i BTS che si imbarcano nel prossimo capitolo delle loro carriere con il nuovo attesissimo album, una componente chiave di quel prossimo capitolo saranno indubbiamente gli ARMY. ARMYPEDIA ora si presenta come un sincero album dei ritagli, completo di ciò che i BTS e centinaia di migliaia di ARMY hanno condiviso, così come una promessa di creare e condividere ancora di più in futuro.

 

Fonte: Forbes
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Naive~)
Prendere solo con crediti.

RM e Suga parlano di salute mentale, depressione e della connessione coi fan

Diventare una pop star potrebbe sembrare il lavoro dei sogni, ma coloro che ci riescono lottano con molte delle realtà con la quale lottano tutte le persone comuni.

La missione dei BTS, gli artisti che compaiono sulla copertina di Entertainment Weekly di questa settimana, è proprio quella di portare alla luce tutti quei sentimenti che ognuno di noi prova almeno una volta nella vita: tristezza, solitudine, bassa autostima. Tali messaggi vengono trasmessi sia tramite i testi delle loro canzoni, che tramite i progetti che sostengono come, ad esempio, le loro campagne in collaborazione con UNICEF, Love Myself (che hanno presentato al summit sulla gioventù delle Nazioni Unite lo scorso settembre) e #EndViolence.

Durante una recente intervista rilasciata ad EW, i BTS si sono riuniti nella sede principale della loro etichetta, la BigHit Entertainment, per parlare dei temi più disparati (la loro esperienza ai Grammys, le loro passioni segrete, perché adorano John Cena), parlando anche di salute mentale, tema che li ha riportati alla serietà.

Quando è stato chiesto loro se trovassero più difficile esprimere i loro problemi tramite i loro social e i loro testi ora che sono delle celebrità, Suga è stato molto chiaro: “Crediamo che coloro che hanno la possibilità di parlare di questi problemi, dovrebbero parlarne di più.  Si dice che la depressione sia qualcosa che capisci di avere solo dopo che ti viene diagnosticata all’ospedale, ma non puoi davvero capirlo finché non è un medico a dirtelo.

Quindi credo che, non solo noi, ma anche altre celebrità” continua “se parlassero più apertamente – se parlassero di depressione come si parla di un comune raffreddore, allora questa verrebbe vista sempre più come un problema comune, come il raffreddore. Credo che gli artisti e le celebrità che hanno molta influenza debbano parlare di questi problemi, così da portarli alla luce.

 

RM, poi, continua “Questo è il motivo per cui il nostro concept è Love Yourself. Il messaggio ‘Non fate questo! Non fate quello!’ non è quello che vogliamo mandare. Prendiamo, per esempio, Anna da New York o Marc da Rio, o me e te: tutti noi abbiamo tratti differenti, etnie differenti, genitori e background differenti, viviamo con climi differenti, qualsiasi cosa. Tutto è differente…

Siamo nati con vite differenti” continua, “e alcune cose (nelle nostre vite) non possono essere cambiate. Per questo crediamo che l’amore, nel vero senso della parola, parte dall’amare noi stessi, accettando quei destini e quelle ironie della vita che ci appartengono sin dall’inizio. Sono cose che non possiamo decidere da noi, ed è per questo che siamo impegnati nel (diffondere il messaggio di) ‘Love yourself’, ed è per questo che ho iniziato il nostro discorso alle Nazioni Unite con ‘sono solo un normale ragazzo di una città vicina a Seoul’.

 

Per i BTS, la musica è anche un messaggio dal duplice scopo “La nostra più grande influenza” dice Suga, “e da dove traiamo la nostra forza, il nostro conforto e la nostra gioia sono i nostri fan. È quello che abbiamo in mente ogni volta che facciamo musica, e credo che anche i nostri fan siano in grado di trarre la stessa forza e gioia (da noi).

 

Fonte: Entertainment Weekly
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Bea)
Prendere solo con crediti.

COME I BTS STANNO CONQUISTANDO IL MONDO

10 Ottobre 2018

La boyband che arriva dalla Corea e che conquista sempre più attenzione in Occidente.

 

È la sera di un lunedì di settembre, nella lussuosa suite all’ultimo piano del Ritz-Carlton di Los Angeles, e Jimin, membro del settetto dei BTS, la boyband più famosa al mondo, sta riposando in piedi di fronte allo specchio di un camerino.

Di sicuro, non lo si può biasimare. Esattamente 24 ore prima Jimin (22), Jin (25), Suga (25), J-Hope (24), RM (24), V (23) e Jungkook (21) si stavano preparando nel backstage dello Staples Center di Los Angeles per l’ultimo dei quattro concerti sold-out consecutivi totalizzati nell’arena da 20 000 posti.

Ogni sera è una maratona composta da difficili coreografie, interludi di video musicali e spettacoli pirotecnici all’interno dell’arena accompagnati, ovviamente, dalle urla dei fan. “È davvero un onore” dice J-Hope tramite l’interprete “Siamo davvero orgogliosi del fatto che tutto ciò che facciamo trasmetta energia”.

Proprio come i Beatles e i One Direction prima di loro, i BTS colpiscono grazie ad un mix esplosivo fatto da un’estetica che colpisce al cuore, ritornelli che rimangono in testa e da coreografie in stile New Kids on the Block e *NSYNC. Tuttavia, la band, il cui nome è Bangtan Sonyeondan in coreano e Beyond the Scene in inglese, sta anche solcando territori inesplorati: i BTS non sono solo i primi artisti coreani a fare sold-out in uno stadio americano (senza contare tutti i record raggiunti in Asia), ma lo hanno fatto senza darsi in pasto all’audience occidentale. Infatti, uno solo di loro, RM, è fluente in inglese e le loro canzoni sono per lo più in coreano. Questa è un’ulteriore prova che la musica “non deve essere in inglese per diventare globale”, dice il DJ americano Steve Aoki che ha collaborato con il settetto. Il gruppo è inoltre straordinariamente attivo sui social media, sia per promuovere la loro musica, che per connettersi con i fan.

Tuttavia, almeno per il momento, il gruppo sembra avere bisogno di riposo. “Sto ancora cercando di superare il Jet Lag” ci dice Suga, uno dei tre rapper.

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Sin dalla sua genesi negli anni 90, il pop coreano (o K-Pop) è diventato sinonimo di ciò che gli studi definiscono “idol”: un insieme di pop star giovani, per bene e dalle sembianze perfette, la cui immagine è spesso controllata rigorosamente (gli idol, ad esempio, sono spesso dissuasi dal rendere nota la loro vita sentimentale, così da essere più appetibili ai fan). Tuttavia, nonostante il K-Pop sia oramai diventato un’industria da 5 miliardi di dollari, nemmeno le sue più grandi star, come Rain, Girls’ Generation e BigBang, erano riusciti a suscitare l’interesse del mercato occidentale. Colui che ha aperto questo mercato è stato PSY, un rapper sudcoreano la cui “Gangnam style” è diventata una hit virale nel 2012, grazie al suo personaggio comico ed eccentrico che lo ha portato a diventare un inaspettato (e, secondo alcuni, problematico) araldo di questo genere musicale.

Photograph by Nhu Xuan Hua for TIME

Quando i BTS debuttarono nel 2013, era chiaro che il gruppo avrebbe giocato secondo regole diverse: il gruppo è stato creato da Bang Si-hyuk, un rinnegato del K-Pop che ha abbandonato una delle etichette più importanti per crearne una tutta sua. Ha scelto delle giovani star che avevano qualcosa in più, iniziando con RM, che all’epoca faceva parte della scena rap underground coreana. Nonostante i BTS presentino degli elementi comuni agli idol, come un’ottima estetica, le difficili coreografie e le canzoni dedicate ai fan, accettano anche i loro difetti. Il loro primo singolo, “No More Dream”, parla di come i giovani coreani si sentano oppressi dalle aspettative della società; RM ha registrato un brano con Wale, in cui sottolinea l’importanza dell’attivismo, e Suga ha rilasciato un mixtape in cui parla di depressione. “Abbiamo iniziato a raccontare le storie che le persone volevano ed erano pronte a sentire, storie che gli altri non potevano o non volevano raccontare”, dice Suga “Abbiamo raccontato di ciò che gli altri sentivano: dolore, ansia e preoccupazioni”. Il gruppo trasmette questi messaggi tramite i video musicali, pieni di metafore e riferimenti culturali; tramite i loro aggiornamenti social e i loro testi musicali, che i loro fan traducono e analizzano all’interno di forum, group chat e podcast. “Quello era il nostro intento: creare quel tipo di empatia in cui le persone si possono riconoscere” continua Suga.

Di certo, aiuta anche il fatto di avere un sound molto accattivante, che fonde l’hip-hop con l’EDM e la produzione pop. Le loro recenti collaborazioni includono Desiigner e Nicki Minaj. Quest’ultima ha aggiunto un suo verso alla canzone “Idol”, le cui parole brillano nel firmamento del K-Pop “Potete chiamarmi artista, potete chiamarmi idol” recita la canzone “In qualsiasi modo mi chiamiate, non mi interessa… E non potete fermarmi dall’amare me stesso”. RM recita questo mantra, ama te stesso, che rappresenta il cuore dell’identità dei BTS e che viene anche incorporato nei titoli della loro ultima serie di album. “La vita presenta molte dinamiche, problemi e dilemmi inaspettati,” dice RM “Ma credo che la cosa più importante per vivere in serenità sia amare sé stessi. Noi stiamo ancora cercando di essere noi stessi”.

Questa combinazione di aspetti è risonata con i fan, soprattutto sui social, dove i BTS hanno raggruppato milioni di fan devoti chiamati ARMY, che rappresenta sia un acronimo di “Adorable Representative MC for Youth” (adorabili rappresentanti e portavoce della gioventù N.d.T.), che un’allusione al loro potere organizzato. Nel 2017, i fan del settetto sono saliti agli onori di cronaca per aver portato il gruppo in cima alla classifica Social Artist di Billboard, che comprende streaming, menzioni sui social e molto altro, e battendo artisti come Justin Bieber e Selena Gomez. Da allora, gli ARMY hanno catapultato entrambi gli ultimi due album dei BTS (Love Yourself: Tear e Love Yourself: Answer) in cima alle classifiche statunitensi, sud coreane e giapponesi. “Anche se c’è una barriera linguistica, una volta che la musica inizia, le persone reagiscono alla stessa maniera ovunque andiamo” dice Suga. “Sembra quasi che la musica ci unisca per davvero” aggiunge Jimin: “Noi trasmettiamo energia al pubblico e agli ascoltatori e, allo stesso tempo, traiamo energia dagli stessi”.

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Tornando al Ritz, un makeup artist sveglia Jimin dal suo sonno. Li vicino, V Canticchia qualcosa mentre i suoi capelli tinti di biondo vengono asciugati. Jungkook fa stretching al collo mentre un makeup artist applica del correttore al suo viso. RM parla con un manager, Suga indossa i mocassini, Jin, che è stato soprannominato “Worldwide Handsome” dai fan, Lascia che un assistente costumista gli sistemi la cravatta, mentre la risata di J-Hope riecheggia nella stanza.

È un raro momento di relax per i ragazzi. Nelle settimane successive, si esibiranno in altri 11 spettacoli sold-out, appariranno a Good Morning America e contribuiranno al lancio di una campagna sulla legittimazione della gioventù all’Assemblea Generale dell’ONU a New York, in cui RM parlerà di accettazione di sé stessi: “non importa chi siate, da dove veniate, il colore della vostra pelle o la vostra identità di genere: esprimetevi”.

Un’agenda simile è spaventosa, ma pei i BTS e i loro ARMY è un segno incoraggiante di ciò che spetta loro nel futuro “Lo sto solo dicendo così, tanto per dire” dice Suga “ma magari un giorno ci esibiremo al Super Bowl”.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Bea)
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Fonte: Time – Articolo di Raisa Bruner