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Previsioni per i Grammy 2020: i BTS parlano della loro storica annata, della collaborazione dei sogni.

Gli apripista del K-Pop parlano anche delle esperienze lavorative con Halsey ed Ed Sheeran e condividono le loro speranze per i Grammy del prossimo anno.


Il primo round di votazioni per i Grammy sta avendo luogo in questo momento e continuerà fino al 10 di Ottobre. Per la nostra rubrica Previsioni per i Grammy 2020, abbiamo chiesto ad una serie di possibili nominati di riflettere sulle loro esperienze passate alle scorse cerimonie, di guardare al futuro e di spiegarci gli album ed i singoli che potrebbero fargli vincere una statuetta a Febbraio.

I BTS stanno finendo lo spazio dove mettere i loro fan. Lo scorso ottobre il gruppo K-pop, composto da sette membri, si è esibito per la prima volta in uno stadio negli Stati Uniti. All’inizio di quest’estate si sono esibiti esclusivamente negli stadi, facendo sold out in tutto il mondo, per dei concerti in più sere in location di 90.000 persone, tanto in fretta quanto per il loro Love Yourself Tour.

Quest’anno sono stati il primo gruppo K-pop a presentare un premio ai Grammy, proclamando H.E.R. vincitrice del premio “Miglior Album R&B”. Ai Grammy 2020 sperano in una vittoria, o almeno in un’occasione per esibirsi. Hanno una possibilità. Il loro ultimo EP, Map of the Soul: Persona, ha raggiunto la vetta delle classifiche in numerose nazioni, e il suo ritmato singolo – “Boy With Luv” con la collaborazione di Halsey – ha più di 500 milioni di stream. “Sappiate” disse RM, membro dei BTS, ai Grammy “Torneremo su questo palco.”

I sette membri dei BTS hanno parlato con Rolling Stone ad Agosto.

Come è stato andare per la prima volta ai Grammy?
Qual è il vostro ricordo migliore?

RM: È la più grande notte dell’industria musicale di tutto il mondo, perciò eravamo così onorati, un po’ nervosi ed entusiasti di essere lì con degli artisti così grandi. Vogliamo tornare. Tutti i membri sono dei veri fan di H.E.R. Ed è stato davvero sorprendente ed emozionante poter dare il premio ad uno nostro idolo. Quando ho detto “Congratulazioni, H.E.R.!” è stato il momento migliore.

Jungkook, ai fan è particolarmente piaciuta la tua reazione a Dolly Parton. Hai pianto davvero?
Jungkook: Sì, è stato un giorno incredibile. Sono contento che ai fan sia piaciuta la mia reazione.

RM, come è nato il tuo remix di “Old Town Road”?
RM: In varie interviste ho sempre risposto “Old Town Road” quando mi chiedevano “Qual è la tua canzone preferita?” e credo che Lil Nas X abbia visto quelle interviste e forse per questo ha proposto la collaborazione. Ho semplicemente ricevuto una telefonata dalla mia agenzia e sono stato molto contento di lanciarmi in questo progetto. E lui ha decisamente riscritto i record, per cui congratulazioni per aver passato, tipo, 18 settimane al numero uno e forse la mia Seoul Town Road può averlo aiutato un pochino, quindi sono davvero grato e contento per lui. È stato un onore.

 

 

Siete stati il primo gruppo K-Pop a presentare un premio ai Grammy ed avete ricevuto una nomination per “Best Recording Package” (Miglior Copertina di un Disco) per Love Yourself: Tear. Cosa sperate per i Grammy del 2020?
RM: Abbiamo avuto davvero tante prime volte quest’anno. Primo gruppo dai tempi dei Beatles ad avere 3 album alla posizione numero uno in meno di un anno, prima performance al SNL, come ospiti musicali. Forse anche la prima performance ai Grammy del 2020 perché, in fondo, possiamo sognare… Pensarci mi emoziona davvero. Continueremo ad essere noi stessi e a lavorare duramente sulla nostra musica e sulle nostre esibizioni.

Quali artisti vi ispirano al momento?
RM: Ok risponderemo uno alla volta…

Jin: Halsey

Jungkook: Billie Eilish

Jimin: Labirinth e Gavin James.

Suga: Lil Uzi Vert.

J-Hope: Mi piace Chance the Rapper.

V: Conan Gray.

RM: Nas e Lil Nas X.

Nas e Lil Nas?
RM: Sì.

 

 

Jin ha menzionato Halsey. Com’è stato lavorare con lei per “Boy With Luv”?
RM: Siamo grandi fan di Halsey da quando è uscita “Closer” con i Chainsmokers e abbiamo scoperto che era la sua prima volta a svolgere una coreografia ufficiale per un video, ma si è esercitata davvero molto e le siamo grati per questo. Inoltre ha anche scritto l’introduzione per la nostra pagina di Le 100 persone più influenti del Times. Siamo davvero commossi e toccati dalle parole della nostra amica. Halsey, ti voglio bene.

Quali sono i vostri progetti per i tour se alcuni dei membri dovranno svolgere il servizio militare obbligatorio sudcoreano?

Jin: Nulla è definitivo, ovviamente, riguardo al servizio militare, ma la cosa più importante dovrebbe essere che è nostro dovere svolgerlo e quando saremo chiamati lo faremo per quanto saremo in grado. Fino ad allora ci esibiremo il più possibile e al massimo delle nostre potenzialità.

State lavorando a della nuova musica nel frattempo? Cosa possono aspettarsi i fan dal vostro prossimo album?
RM: Sì, lo stiamo facendo. Stiamo lavorando davvero al nostro prossimo album, ma siamo sempre ancora in tour cercando di incontrare quanti più fan possibili in tutto il mondo. Stanno succedendo davvero un sacco di cose.

Ai Grammy del 2020 avete indicato H.E.R., Travis Scott e Lady Gaga come alcune delle vostre collaborazioni dei sogni. Volete aggiungere qualcun altro alla lista?
J-Hope: Drake.

RM: Sì beh, abbiamo milioni di artisti con cui sogniamo di collaborare. Lil Nas X era uno di quelli ed è successo. J-Hope ha appena menzionato Drake. Credo che Drake sia davvero la destinazione finale. L’abbiamo incontrato ai Grammy quindi sì, Drake, se hai tempo chiama la nostra agenzia.

L’anno scorso avete indossato degli smoking ai Grammy. Come pensate di superare quel look la prossima volta?
Suga: Beh, dobbiamo prima farcela a tornare ai Grammy per potervi abbagliare con un nuovo look.

J-Hope: Se riusciremo ad andare, vorremmo indossare qualcosa di davvero fantastico.

Cosa vi ricordate del vostro primo concerto in uno stadio negli USA ad Ottobre?
Suga: È passato solo un anno da quando ci siamo esibiti al Citi Field e in realtà un sacco delle riprese di quel giorno sono nel nostro nuovo film [Bring The Soul], e quando abbiamo visto il film ci abbiamo ripensato: è stato solo un anno fa ma sembra che sia passato molto di più. Ci ricordiamo com’era il tempo, l’esibizione, cosa abbiamo fatto e credo ci abbia ricordato che vogliamo continuare ad esibirci negli stadi ed a fare quello che stiamo facendo.

RM: A dire il vero, abbiamo scattato una grande foto di noi che ci esibiamo al Citi Field. L’abbiamo stampata, incorniciata ed è davanti al palazzo della nostra agenzia. È la nostra foto principale.


Ditemi dei vostri progetti di esibirvi in Arabia Saudita durante l’estensione del vostro tour negli stadi. Come avete deciso di aggiungere una tappa anche lì?
Jin: Stiamo per incontrare i nostri fan del Medioriente, compresa l’Arabia Saudita, per la prima volta in assoluto e i BTS sono sempre pronti ad incontrare i fan in tutto il mondo. Il concerto in Arabia Saudita fa parte di questo. Semplicemente andremo lì e cercheremo di fare la migliore esibizione possibile.

Quali sono le preferite tra le vostre recenti collaborazioni?
RM: Nel nostro album Persona, “Make it Right” è di Ed Sheeran. Anche lui è uno dei nostri idoli ed ha chiamato la nostra agenzia dicendo che ci voleva regalare una canzone. Si è rivelata essere davvero una bella canzone. E nella colonna sonora del nostro gioco [per cellulare], abbiamo collaborato con Juice WRLD, Zara Larsson, Mura Masa e Charli XCX. È stato davvero divertente lavorare con questi artisti di nazioni diverse.

Ditemi di più su BTS World. Qual è l’obiettivo?
Jungkook: Nel gioco diventi il nostro manager e devi cercare di farci diventare delle super star.

Jin: Ci sono anche delle riprese mai viste prima di noi che recitiamo. Soprattutto la recitazione di RM è stata davvero notevole.

Jimin: Noi siamo i protagonisti del gioco, per cui inizialmente ero un po’ esitante a giocarci. Sono un po’ troppo timido per giocare ad un gioco dove ci sono io.

Qual è il segreto? Come fanno i giocatori a rendervi delle star?
RM: Dovete giocare con costanza. Lavorate duramente e giocate duramente.

Suga: Se provate davvero dell’affetto per noi, sarà proprio quello a portarvi al successo quando giocherete.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Fab)
Prendere solo con crediti
Fonte: Rolling Stone

Traduzioni BTS Notes “Persona”

Namjoon
2 Maggio, Anno 2018

Quando arrivammo nel vicolo, vidi mobili e articoli casalinghi accumulati lungo la strada. “Namjoon-ah, che succede?” mi chiese mio padre, respirando con qualche difficoltà. Stavamo tornando dall’ospedale, era solo un centinaio di metri dalla fermata dell’autobus a casa nostra, ma mio padre aveva difficoltà anche con quello. Corsi a casa, mia madre era accasciata al muro, dietro la pila di cose della casa e si raddrizzò quando mi video. “Namjoon-ah, come dobbiamo fare?”, disse che aveva discusso con il figlio del proprietario che era venuto a riscuotere l’affitto che mio fratello minore non aveva pagato.

Portai mio padre nel magazzino dietro al supermercato del quartiere. Mentre spostavo i mobili mia madre puliva i piatti e il cibo. Presto il magazzino si riempì di tutte le cose che erano nel nostro bilocale. C’erano delle cose che volevo buttare, ma per farlo servivano soldi. Quando ebbi sistemato tutto era notte. Mi faceva male la schiena e stavo sudando. Mia madre mi dette le bacchette, dicendomi che dovevo mangiare almeno qualcosa, ma non riuscii a butare giù niente.

L’aria dentro il magazzino era soffocante, quindi andai a sedermi fuori sulle panchine di legno vicino al supermercato. Mia mamma mi chiese: “Namjoon-ah, dove è andato Namhyun?”. Le urlai in risposta: “Come faccio a saperlo?”. Namjoon-ah, Namjoon-ah, Namjoon-ah…ero stanco di sentirlo dire. Rimpiangevo di avergli detto di vivere senza farsi scoraggiare. Anche se potevamo sopportare qualche giorno nel magazzino, cosa avremmo dovuto fare dopo? Non riuscivo a pensare a niente. Il proprietario del supermarket mi lasciò una lattina di birra e tornò dentro.

Jimin
10 Dicembre, Anno 2018

Quando mia madre mi disse che eravamo arrivati, pulii con La Manica la condensa dal finestrino. Da lì, lessi: “Scuola media Song Ju Jeil”. Mia mamma mi aveva detto che non erano rimaste altre scuole a Munhyeon, e che non mi rendevo conto della mia fortuna, nell’essere stato accettato da quella scuola. Tra un ricovero e l’altro, avevo cambiato istituto numerose volte. Per quanto tempo sarei rimasto lì? Mentre ero assorto nei miei pensieri, attraversammo l’entrata e il cortile. Non c’era nessuno. Forse a causa del freddo. Mia madre parcheggiò in un angolo vicino a un’altalena e una barra da sollevamenti.  

Mentre uscivo dall’auto, fissai quella barra. Ripensando alla mia infanzia, avevo un ricordo più vivo degli altri. Un cielo così azzurro che sembrava uscito da un film, e delle nuvole bianche che mi scorrevano sopra, a una velocità spaventosa. Prima che accadesse quello che accadde all’arboreto, amavo così tanto andare al parco quasi da esserne ossessionato. Mia madrr mi diceva che uscivo la mattina, e restavo lì a giocare fino a sera. La cosa che più amavo in assoluto era l’altalena. Tendevo con tutto me stesso le gambe, e mi sporgevo verso il cielo con così tanta foga da avere le vertigini. Mi piaceva quella sensazione. Emozione, mista a un pò di paura. 

Un giorno, fui spinto dalla curiosità di vedere cosa sarebbe successo se avessi fatto fare all’altalena un giro completo. Nessuno dei bimbi del vicinato ci aveva mai provato. Chiesi ai miei amici di spingermi con tutte le loro forze, e usai tutto il mio corpo per allungarmi sempre più in alto. Nel punto di massima altezza, il cielo azzurro e le nuvole bianche mi assalirono. Fui colto dalle vertigini, e caddi. Quando aprii gli occhi, ero sdraiato sulla sabbia, un pugno di terra in bocca, le ginocchia scorticate e sanguinanti. Ma stranamente, non faceva male. Ero solo arrabbiato di non essere riuscito a far fare un giro completo all’altalena. 

Mi affiorò alla memoria l’immagine di me stesso su quell’altalena, come se i ricordi fossero stati di terzi. Forse il Park Jimin che si dondolava con così tanta passione, ora stava crescendo in un luogo a me ignoto; con quello stesso aspetto, con quella stessa personalità. Stavo fissando l’altalena con questi pensieri in testa, quando sentii mia madre chiamarmi. Mi diressi all’ingresso della scuola. Scuola media Song Ju Jeil. La quinta che frequentavo. 

Yoongi
15 Marzo, Anno 2019

Il pranzo era stato particolarmente buono quel giorno, il che era strano perchè era solo un semplice pasto scolastico. Non lo diedi a vedere, quel genere di cose non mi si addiceva. Come al solito mi stravaccai sulla sedia e strinsi le posate tra le dita come se non avessi voglia di alzarle, ma il pranzo di oggi era decisamente buono. Taehyung e Jungkook stavano facendo confusione stando un po’ al sole poi colpire le tende e  infine cambiando di posto e c’era polvere nell’aria. Namjoon gli urlò di stare calmi per lo meno mentre mangiavamo, io presi il cucchiaio e pensai. Da quanto tempo era che non mangiavo così tranquillamente?

Da quando avevo memoria, non c’era mai stata conversazione al nostro tavolo. Nessuno diceva se il cibo era buono, o ne chiedeva di più, o dicevano che avevano mangiato bene. Beh, per la mia famiglia i pasti non erano niente di più che una cosa che dovevamo fare, parte della nostra routine quotidiana. “Min Yoongi non si parla a tavola”. Non ricordavo esattamente quando mio padre me lo avesse detto, tutto quello che rimaneva era il suono delle posate mentre le poggiava nel piatto. Non aveva alzato la voce o si era arrabbiato,no, non mi stava nemmeno guardando. Nonostante tutto chiusi la bocca. Interruppi le mie parole e al loro posto mi riempii la bocca con un grosso boccone. Mi morsi la guancia e sentii il sapore ferroso del sangue. Faceva male e mi vennero le lacrime agli occhi, ma non dissi che mi ero fatto male: non potevo parlare a tavola. Mi sforzai di masticare il riso insanguinato e inghiottii.

Qualcuno rubò uno dei contorni dal mio piatto, e lo guardai male, mio malgrado. Ma non ero triste o infastidito, era semplicemente la mia reazione normale a tutto. Hoseok lo richiamò: “Yoongi hyung è arrabbiato Taehyung! Cosa farai adesso?” e Taehyung mise su un teatrino eccessivo sull’essere dispiaciuto. Era una cosa decisamente da Hoseok e Taehyung, nemmeno un po’ fuori posto. Mio malgrado dissi: “Va bene, mangialo tu.”, ma esplose un altro giro di risate e chiacchiere. Nessuno si era accorto che avevo parlato durante un pasto.

Taehyung
7 Giugno, Anno 2020

“Stupido bastardo, non potevi aspettare un secondo?”. Avevamo setacciato tutto il vicinato, ma nessuna traccia di Dubu. Quando guardai l’ora, erano passati ormai venti minuti. Quanti poteva essersi allontanato in quel tempo un cucciolo di due mesi? Sotto il sole estivo, stavo sudando. Avevo chiamato il suo nome fino a ritrovarmi con la gola secca e arsa. Avevo guardato un attimo il cellulare, e si era separato dal guinzaglio. Quando mi ero guardato intorno, Dubu era sparito. Ripresi a correre, controllai ogni singola strada e sbirciai in ogni singola porta che trovai aperta. “Dubu!!”, urlai ad alta voce. Solo i passanti mi guardarono. 

Mentre correvo, lo insultavo. Lo chiamai stupido cane. Arrivai ad arrabbiarmi, e a chiamarlo bastardo. Ma anche allora, sapevo non era colpa di Dubu. Era mia. Non stavo guardando. Mi ero distratto, e lui si era perso. Stavo ridendo per una conversazione completamente inutile, e non mi ero nemmeno reso conto che lui non c’era più. Era scappato apposta? A quel pensiero, pur non volendolo mi fermai. Forse a Dubu non piaceva stare con me. Per me, stare con lui era bello, ma forse per lui non avevo fatto altro che separarlo dalla sua famiglia. 

Quando ripresi a muovermi, sentii un rumore di zampette e Dubu che abbaiava. All’inizio pensai me lo stessi immaginando. Ma non si trattava di un’allucinazione, di una visione, e vidi Dubu corrermi incontro. Le orecchie del cucciolo volavano all’indietro, la bocca aperta per lo sforzo della salita. “DUBU!”, urlai, e quando mi inginocchiai mi saltò addosso. “Dove ti eri cacciato? Come sei riuscito a tornare? Ti ricordavi il mio odore?”. Nel mio abbraccio, iniziò a leccarmi in volto. Dentro di me ebbi una strana sensazione: ero l’unico su cui Dubu potesse fare affidamento. Anche io ero affidabile, almeno per qualcuno. Ero colui a cui poteva fare ritorno. Dubu si agitò, per liberarsi dall’abbraccio. Lo strinsi più forte a me. 

Jungkook
2 Maggio, Anno 2021

Ho corso verso la sponda del fiume Yangjicheon, all’imbrunire del tramonto. Premendo con forza sui pedali della bici mentre mi stavo dirigendo verso un cielo dipinto da varie tonalità rosate e violacee, tutto ciò mi faceva sentire come se stessi fuggendo dal peso della mia vita quotidiana. Anche oggi, ho preso su la mia bici non appena ho sentito mia mamma iniziare a preparare la cena. Non volevo vedere nessuno. Casa mia era un luogo dove nemmeno una persona si degnava di sorridermi. Solo perché vivevamo insieme, questo non faceva di noi una famiglia. Andarsene non ha cambiato nulla. I miei hyung se ne sono andati uno dopo l’altro e, nonostante vivessimo nella stessa città, è passato così tanto tempo da quando ci siamo messi in contatto l’uno con l’altro. Ora non era più rimasto nessuno, dentro casa mia o fuori di essa, che mi sorridesse.

Quando il sole non era più visibile, ma la luna non si era ancora mostrata, l’oscurità si era assestata sulle sponde del fiume. Il paesaggio cambiava in base a dove portavo la mia bici. Al di là della strada, ora trasformata in un parco, giaceva un luogo pieno di spazzatura, automobili e moto abbandonate, e gommoni. Ho appoggiato la mia bici su un pilastro sotto il ponte e sono sceso fino alle prossimità della sponda. Dall’altro lato del fiume c’era un gruppo di ragazzini che appiccava fuocherelli, beveva e agitava in aria dei rami, ma da questo lato non c’era nessuno. Nessuno è venuto in un posto degradato come questo. Forse quella è stata la ragione per cui nemmeno per me era venuto qualcuno. Mi trovavo più a mio agio così, in un posto dove nessuno sarebbe venuto a trovarmi, solo, nell’oscurità più totale. Ho pensato che sarebbe stato bello se questo momento potesse non finire.

Seokjin
9 Agosto, Anno 2021

Scattai delle foto mentre camminavo lungo la spiaggia. L’aspetto del quartiere sul lungomare cambiava costantemente, ma l’oceano aveva sempre lo stesso aspetto indipendentemente da tutto. Uscii dalla macchina ed andai sulla spiaggia, mi misi a sedere sulla sabbia e guardai le foto che avevo fatto. Il posto e l’ora in cui erano state scattate era diverso, ma le foto in sè erano le stesse: il cielo ed il mare si toccavano nel centro della foto.

Era passato un anno da quando ero scappato da Songju ed ero venuto a Los Angeles. La casa della famiglia di mia madre, dove avevo passato la mia infanzia, non mi era nè sconosciuta nè familiare. Nascondere i miei sentimenti, trovare un posto per me e sorridere imbarazzato: il metodo di mio padre su come essere una brava persona, era stato utile in molti casi e questo non era diverso.

Dopo essere venuto qui, smisi di fare foto alle persone. Non c’era un motivo particolare, semplicemente non ne sentii più il bisogno. Al loro posto, scattavo foto dell’oceano. Magari volevo solo fare foto a qualcosa che non sarebbe cambiato. Era divertente. Ripensandoci i miei amici non erano cambiati e nemmeno io ero cambiato, ero sempre stato quel tipo di persona e adesso ero semplicemente stato scoperto. Non mi ero portato nemmeno una foto del liceo con me, il me di allora era troppo diverso dal me di adesso. Non nascondevo i miei sentimenti, non avevo alcun motivo di trovare un posto per me. Il sorriso imbarazzato sembrava lo stesso, ma ma anche quello era diverso: all’epoca stavo sorridendo davvero.

Presi la macchina fotografica e scattai una foto all’oceano. Era nuvoloso e il cielo e il mare erano dello stesso colore, l’orizzonte sfocato. Di tutte le foto dell’oceano che avevo scattato quel giorno, non ce n’era nemmeno una uguale. Il tempo era diverso, o la luce, o il vento. Il mio sguardo era diverso o i miei sentimenti erano diversi. Questo valeva anche per le foto che avevo scattato oggi e per le molte foto che avevo scattato a scuola. Una foto contiene lo sguardo ed i sentimenti di chi l’ha scattata. Forse era anche per questo che non ne avevo portata con me nemmeno una di quel periodo. Avevo paura di guardare direttamente al me di allora, avevo paura che mi sarebbe mancata la persona che ero. Come stavano? Cosa pensavano di me? Avevo paura avrei pensato cose del genere, perciò avevo messo le loro foto in una scatola ed avevo chiuso il coperchio.

Hoseok
25 Febbraio, Anno 2022

Il mio mondo intero è cambiato nuovamente nel momento in cui ho superato il mio diciannovesimo compleanno. Non ero più sotto la tutela dello Stato e non potevo più rimanere in orfanotrofio. Ho cercato un posto dove stare con i soldi che avevo racimolato lavorando part-time e dallo stipendio che mi è stato dato quando avevo lasciato il sistema. Non avevo trovato il coraggio di cercare un posto vicino al Two Star Burger. Ho cercato vicino alla stazione di Songju, ma la situazione non era molto diversa. Alla fine, tutto quel che sono riuscito a fare è stato percorrere la discesa. Ho trovato una stanza su un tetto*, situata in fondo ad un vicolo cieco.

Ho trascinato il mio bagaglio su per le scale di ferro. Avevo trascorso più di dieci anni in orfanotrofio ma non avevo granché, tutto quel che dovevo fare era sistemare dei vestiti, qualche paio di scarpe e mettere a posto dei mobili che avevo comprato dal mercato dell’usato.

Tuttavia un trasloco era e trasloco rimaneva, perciò non appena ho avuto un attimo per tirare un sospiro, si era già fatto buio. Nonostante fosse febbraio c’era del sudore sulla mia schiena. Quando ho aperto la porta cigolante di ferro, ha soffiato un gelido vento di fine inverno. Sono uscito e mi sono appoggiato sul corrimano. Ho abbassato lo sguardo verso Songju. Ho cercato di indovinare dove fosse l’orfanotrofio. Ho seguito con gli occhi il corso del fiume sulla sinistra, poi si svolta a sinistra del cartello a trifoglio, ma fra tutte le luci e il neon, non sono riuscito a scovare l’orfanotrofio.

Ho alzato la testa e ho voltato lo sguardo verso la stanza sul tetto. Era piccola, a malapena poteva essere definita una stanza. Era trasandata e poco curata, calda come una sauna d’estate e resa fredda dagli spifferi d’inverno, ma era l’unico luogo al mondo ad essere mio. Un posto dove potevo essere me stesso, un posto dove potevo avere stupidamente paura, o avere la speranza che gli altri lo schernissero. Un posto dove potevo ridere quanto volevo e piangere quanto volevo.

“Facciamo del nostro meglio!” ho gridato in direzione della stanza. Questo posto, in cima alla città, ad un passo dal cielo, sarebbe stato casa mia d’ora in avanti.

[*T/N: le stanze sul tetto sono generalmente più economiche rispetto ai veri e propri appartamenti, e sono conosciuti per il fatto di essere utilizzati da persone povere o persone senza risorse economiche.]

Taehyung
11 Aprile, Anno 2022

Tracciai una linea con la bomboletta nera. Un volto sottile. La bocca, che aveva perso ogni parola. Capelli sfibrati. Con linee secche, disegnai sul muro grigio il volto che avevo visto in sogno. Era il turno degli occhi. Mi sporsi in avanti, poi mi fermai, e feci un passo indietro.

Nella mia testa, avevo ben presente quel volto. Lo sguardo era così definito da mettermi i brividi. È che non sapevo come rappresentarlo. Erano occhi privati di ogni emozione, che fosse gioia o tristezza. Si lasciavano dietro solo indifferenza e gelo. Erano tanti colori ed uno assieme. Pur non parlando o non facendo nulla, comunicavano ogni cosa. Afferrai più volte la bomboletta, ma alla fine non riuscii a disegnarli.

Erano passati due anni dall’ultima volta che avevo visto Seokjin. Sapevo si trovasse in America. Ma oltre a ciò, non conoscevo altro. Era la prima volta che lo sognavo. A volte mi ero domandato come stesse. Ripensavo a quanto successo quella volta nell’aula, e ricordavo bene di quando convovò il preside. Vi erano altre cose che non riuscivo a comprendere. Ma non mi era mai sembrato tanto freddo ed emaciato come in quel sogno.

Guardai di nuovo il volto che avevo disegnato. Era chiaramente Seokjin, ma non la persona che conoscevo. Perché avevo fatto un sogno simile, così all’improvviso? Nel sogno si erano susseguite scene di ansia terribili, ancora e ancora; lo hyung aveva assistito a quella catena di catastrofi, con sguardo privo di emozioni. La mano che impugnava la bomboletta iniziò a tremare. Sentivo risalirmi lungo la nuca tutte le sensazioni di quel sogno. Da lontano, sentii il suono di una sirena.

Taehyung
30 Aprile, Anno 2022

Lo shock mi impediva temporaneamente di muovermi. Seokjin era seduto in auto. Avevo sentito da Namjoon del suo ritorno, ma era la prima volta che lo rivedevo. Era imbronciato, e cercava qualcosa al cellulare. La scena di per sé non era strana. Nulla nel suo volto era cambiato. Non riuscivo a spiegarmi il mio shock. Freddezza, vuoto, desolazione. Nessuna di queste parole bastava a descriverne l’espressione. No, non le si avvicinava nemmeno per un pò. Era primavera, ma un brivido mi scese lungo la schiena. A mia insaputa, mi ritrovai a tremare. Il volto che mi era apparso in sogno era esattamente quello.

Alzai un attimo lo sguardo, che Jungkook comparve all’angolo. Si guardò intorno con sguardo allarmato. Poi corse lungo la strada. A quel punto, Seokjin fece un gesto irritato e scese dall’auto. Da lontano non riuscivo a sentire, ma da come muoveva le labbra sembrava stesse dicendo “Non importa, lascia stare”. Si incamminò poco a poco verso il motel, che si trovava lì a poca distanza. Guardò in direzione di Jungkook, poi lasciò cadere qualcosa all’entrata.

Yoongi
2 Maggio, Anno 2022

Mi hanno detto che la cicatrice sarebbe rimasta per un po’. Mi hanno detto che sarei guarito lentamente con il passare del tempo, ma che la portata era limitata. Sarei migliorato solo se avessi continuato la terapia, a partire dal terzo giorno dal mio ricovero. Il dottore ha sollevato la garza e ha svelato i segni lasciati dalle fiamme. La carnagione rossa del mio braccio sinistro era talmente scura da sembrare nera. Era il mio corpo, ma non lo sembrava affatto. Non mi era familiare. Quando avevo gettato a terra l’accendino, ero pronto a subire molto più di questo, ma avere solo una cicatrice di questo genere sembrava incoerente.

“Farà un po’ male.” Quando ha iniziato a cambiare la fasciatura, la mia ferita ha iniziato a perdere sangue. Il sangue che stava impregnando la garza bianca aveva proprio l’aspetto di una fiamma, proprio come le fiamme di quel giorno, talmente vivaci da sembrare volermi inghiottire. Ho provato a trattenerlo, ma è sfuggito un gemito di dolore. Il dottore ha detto che il sangue era un buon segno, che era prova della rigenerazione di una nuova pelle al di sotto della pelle morta. Nonostante facesse male, non sono riuscito a fare a meno di ridere. Perché tutto ciò che è nuovo è possibile solo dopo la morte? Che cosa sarebbe successo se fossi morto prima, allora? Non potrebbe essere stato l’unico modo per ricominciare tutto da capo?

Abbassai lo sguardo verso il mio braccio. Del sangue trafilava dalla nuova garza. Avevo chiamato quella macchia di sangue fiamma mentre il dottore l’aveva chiamata rigenerazione. Chi dei due aveva ragione?

Hoseok
10 Maggio, Anno 2022

Quando sono tornato in me, mi sono ritrovato a camminare lungo il ponte. Il sole era talmente splendente tanto che mi era difficile aprire gli occhi. Mi sono domandato come avessi fatto ad arrivare lì, quando aveva iniziato a girarmi la testa e la mia vista si era offuscata. Mi sono domandato se le mie gambe stessero cedendo, mentre il suono dei clacson delle macchine che andavano e venivano assaliva i miei timpani. Da un lato della mia visuale riuscivo a vedere l’acqua scura del fiume Yangjicheon.

La signora in orfanotrofio era stata la prima persona a consolarmi quando avevo perso mia madre. Era stata al mio fianco quando mi ero svegliato nel mezzo della notte con la febbre, era nel mio letto vuoto dopo che un amico era stato adottato, quando mi ero svegliato in ospedale dopo un attacco di narcolessia, era stata al mio fianco dal mio primo anno delle scuole elementari fino a quando non avevo ottenuto il diploma alle scuole superiori.

Si era ammalata. La voce dall’altro lato della chiamata ordinaria era stata quella di un amico dell’orfanotrofio. Non ricordavo come fossi arrivato a casa della signora. Quel che ricordo era casa sua e il suo volto visibile dalla finestra aperta. Stava parlando con qualcuno e rise. Che stava male, che aveva bisogno di un’operazione, che non c’era più alcuna speranza… sembravano tutte menzogne. Quando il suo sguardo stava per incontrare il mio, mi ero nascosto. Avevo l’impressione che sarei scoppiato in lacrime se avessi visto il suo volto. Avevo l’impressione che avrei sputato parole di risentimento come, “Anche tu mi abbandonerai?”. Mi sono incamminato, sembrava che qualcuno mi avesse chiamato, ma non mi sono voltato.

Un grande autobus aveva alzato del vento al suo passaggio. “Mamma”, avevo mormorato osservando l’autobus allontanarsi. Il giorno in cui l’avevo persa, eravamo saliti su quel genere di autobus. Anche la signora avrebbe abbandonato il mio fianco, come aveva fatto mia mamma? Avrei perso un’altra persona a me cara? Ho alzato lo sguardo e la luce del sole si è riversata su di me. Dopodiché il mondo intero aveva iniziato a collassare. Il suono sibilante dei gommoni sull’asfalto, il vento risalire dal fiume, e tutti i ricordi che avevo con la signora si sono frantumati sotto la luce del sole. Sono crollato a terra.

Hoseok
28 Maggio, Anno 2022

Non abbiamo mantenuto molto contatto una volta tornati dal mare. Per nessun motivo particolare. Seokjin hyung e Taehyung avevano litigato e Jungkook se ne era andato per un’altra strada, ma non era quello il motivo per cui ci eravamo allontanati. Allora dove stava il problema? Eppure, non ho contattato nessuno per primo. Il fatto che non ci fosse nessun particolare motivo sembrava essere, sotto certi aspetti, il motivo stesso.

Quando ripenso a quel giorno, ricordo sempre il vento sabbioso che aveva iniziato a soffiare improvvisamente. Dopo che Seokjin hyung si era arrampicato su quella piattaforma e Taehyung l’aveva seguito, il resto di noi si era coperto gli occhi dalla luce del sole e aveva alzato lo sguardo. Aleggiava un senso di deja-vu, come se fosse già successo, e con esso sottostava un senso di agitazione. “Hyung, riguardo alla spiaggia dove siamo già andati, là dove c’era la roccia che esaudiva i desideri… Non ti ricorda quel posto?”.  Alle parole di Jimin, mi ero guardato intorno. Era successo proprio in quel momento. Sembrava che Seokjin hyung e Taehyung stessero barcollando, come se stessero per cadere dalla piattaforma, quando aveva iniziato la tempesta di sabbia. Mi ero coperto il volto con entrambe le braccia e avevo chiuso gli occhi. Avevo paura, ero in ansia per quel che stava succedendo in cima alla piattaforma, ma trovandomi nel turbinio della tempesta di sabbia vorticosa, non avevo avuto il coraggio di aprire gli occhi.

Quando il vento si era calmato e avevo sollevato lo sguardo, avevo visto Seokjin hyung scendere dalla piattaforma. Stava guardando in alto, verso Taehyung, il quale era in piedi in cima alla piattaforma, ancora a testa bassa. Una volta raggiunto il fondo, Seokjin hyung era salito in macchina e se n’era andato. Avevo fatto un passo verso di lui, ma non c’era nulla che potessi fare.

Quella notte, eravamo tornati a Songju. Siccome Seokjin hyung se ne era andato per primo, non avevamo nessun posto dove trascorrere la notte e nessun mezzo di trasporto. Namjoon era stato il primo ad aver suggerito di tornare indietro. Sembravano tutti delusi, ma ci siamo obbligati a camminare. Tutti avevamo sperato che Namjoon dicesse che avremmo dovuto continuare la nostra gita al mare come pianificato, ma aveva detto che saremmo dovuti andare a casa e così la nostra gita era finita. La gita al mare che avevamo tutti aspettato con ansia si era rivelata essere un disastro.

Jimin
29 Maggio, Anno 2022

Un piccolo raggio di sole sfiorò il banco. Il raggio aveva a fatica trovato la sua strada attraverso il vetro della stanza, davanti l’entrata, dove si trovavano scritti numerosi nomi di studenti. Il professore stava parlando, ma le sue parole non raggiungevano le mie orecchie. Ero seduto nell’ultima fila di sedie, in un angolo, il capo chino, e mossi le dita come a voler acchiappare il raggio di luce che le attraversava. 

Non era cambiato nulla, da quando avevo lasciato l’ospedale. Anzi, mi sembrava di aver fatto molti passi indietro. Seguivo le lezioni solo perché mia madre si preoccupava di cosa avrei potuto fare, senza un diploma. Fu un suo suggerimento che avrei dovuto almeno diplomarmi. Mi era indifferente. Non vi era nulla che volessi fare, o che potessi fare. 

Non volevo tornare a scuola. Riprendere a studiare era una seccatura. Ma la mia paura più grande era essere circondato da estranei. E se qualcuno mi avesse riconosciuto? Cosa avrei risposto, se mi avessero chiesto il perché non mi fossi diplomato? Ero spaventato di rispolverare quei ricordi di scuola che avevo segregato in un angolo della mia memoria. 

Seokjin
30 Maggio, Anno 2022


Avevo solo un indizio: la Mappa dell’Anima. Le parole mi erano estranee, il che non mi dava nemmeno la più pallida idea di cosa fosse o cosa ci dovessi fare. Nonostante tutto questo, mi serviva pure un punto da dove cominciare e speravo che la “Mappa dell’Anima” lo fosse per me. Ma non lo era, quindi feci innumerevoli ricerche e ripetuti pensieri, ma tutto sembrava scivolarmi tra le dita. A ripensarci quando tutto tutto questo era cominciato, era stato allo stesso modo: “Credi che potrai rimediare a tutti i tuoi errori e salvare tutti?”. Quando avevo annuito a questa domanda non avevo idea di cosa avrei sofferto.

Voltai le spalle agli scaffali ed ai libri polverosi che affolavano la libreria dell’usato. Quando dalle scale spuntai nella stradina, i petali dei fiori di ciliegio volteggiavano nell’aria. Improvvisamente mi sentii come se fossi già stato lì e mi guardai alle spalle. L’ingresso sotto al livello della strada della libreria era buio e non si riusciva nemmeno a vedere l’insegna. Magari mi ero confuso con l’insegna di un’altra libreria: ero stato in innumerevoli librerie e bliblioteche per cercare qualcosa sulla Mappa dell’Anima. Su cosa avevo trovato, scorrendo tra bibliografie e parole chiave online, non c’era molto da dire. Magari in questo periodo ero passato anche in questa libreria o in una simile.

Mi diressi alla macchina all’inizio della stradina, accesi il motore e misi le mani sul volante. Ma da qui non sapevo dove sarei dovuto andare.

Seokjin
4 Giugno, Anno 2022


Entrando nello studio di mio padre, c’è un quadro interessante. Una precaria zattera di legno sulle impennati onde del mare aperto. Persone abbandonate lì sopra, senza cibo o acqua, senza una bussola o una speranza. Persone che a causa della fame e della sete, della paura e del disgusto, dell’orrore e dell’avidità, bevono il sangue uno dell’altro e, nel farlo, uccidono anche loro stessi.

Quando ero piccolo questo quadro mi spaventava così tanto che non entravo nello studio. Mi chiedevo persino come mai mio padre avesse un dipinto così orribile appeso al muro, ma con il passare del tempo il quadro è diventato semplicemente parte dello studio, non l’oggetto di paura e preoccupazione.

Al suo posto sviluppai un altro tipo di paura. La paura per la stanza dall’altra parte della porta che si trovava dentro lo studio. Nè la stanza nè la porta erano speciali, non erano chiuse con un lucchetto o un codice, e quello che c’era oltre era solo un’estensione dello studio. Se ci fosse stato qualcosa di speciale lì dentro, sarebbe stato solo che c’erano moltissimi libri: gli scaffali erano zeppi di fogli e libri da quando mio padre faceva le superiori in poi. Chiamavo quel posto “la stanza interna”.

La stanza interna era un posto dove mio padre andava da solo a riordinarsi le idee o a pensare a cose nuove. Oltre a lui nessuno andava lì dentro. Io ero stato dentro quella stanza una volta sola ed anche e ero piccolo avevo capito che non era solo una stanza piena di libri. A primo sguardo, i libri buttati qua e là e le scatole ed i documenti messi da parte senza alcun particolare ordine, sembravano normalmente umani. Non sentivo alcun calore provenire dalla carta e non trovavo nessuna emozione nemmeno nelle fotografie o nei dipinti. Ma anche solo stando in mezzo alla stanza a guardare gli scaffali, sentivo un senso di intimidazione che mi faceva sentire come se tutto il mio corpo si stesse sgretolando.

Non mi ricordo che ci sia stato alcun tipo di protesta perchè vi ero entrato (anche se potrebbe essercene stata qualcuna), ma ad un certo punto smisi di entrare nella stanza qualche volte. Arrivavo fino a davanti alla porta, ma la guardavo solo per un istante e non mi sognavo nemmeno di girare la maniglia.

Namjoon
12 Giugno, Anno 2022

Il paese di campagna era esattamente come l’avevo lasciato, immutato. A parte per il cambiamento delle stagioni, era esattamente lo stesso. Per evitare i negozi e il lungofiume, stetti di proposito a debita distanza dal paese e mi diressi verso l’area di sosta. La strada era per lo più in salita, c’era il sole e stavo sudando. Uno scooter ci sorpassò, alzando una nube di polvere. Taehyung tossì seccamente e borbottò tra sè e sè, in lontanaza riuscii a scorgere la curva dove era avvenuto l’incidente.

Al momento non c’era nemmeno un segno rimasto sul bordo della strada. Taehyung cadde in ginocchio, come se fosse crollato, e guardò l’asfalto. Sull’autobus per arrivare qui gli avevo raccontato cosa era successo alcuni inverni fa: la gara al ristorante lungo il fiume, i fiocchi di neve che cadevano dal cielo notturno, il volto ferito di Taehyung. Il momento in cui lo scooter era scivolato, mi si erano drizzati tutti i capelli sulla nuca. L’incidente e la morte di Taehyung, e quanto facilmente quell’incidente era stato ripulito e dimenticato. Alcune cose non potevo dirle, come l’espressione sulla faccia di Taehyung quando aveva detto che aveva qualcosa da chiedermi, tutti i momenti che avevo passato in quel paese di campagna, e il fatto che avevo chiamato quell’amico “Taehyung”.

“Hyung, non moriamo!”

Abbassai lo sguardo per vedere Taehyung che stava guardando verso di me, le mani poggiate sull’asfalto. Provai a pensare a qualcosa da dire, ma non mi venne in mente niente. Mi sembrava che sotto le mani di Taehyung potessi vedere Taehyung -no, quel mio amico del paese – sdraiato lì sulle strisce bianche. Non esisteva nessuno al mondo a cui sarebbe andato bene morire così. Qualcuno era morto, ma nessuno se ne era preso la responsabilità e nessuno lo aveva davvero compianto. Ovviamente, anche io avevo fatto lo stesso.

“Andiamo”

Alle mie parole, Taehyung si alzò. “Dove andiamo adesso?”

Invece di rispondergli, dissi: “Quando siamo andati in spiaggia mi hai detto che avevi qualcosa da chiedermi, no? Parliamone adesso. Qualunque cosa sia troveremo la soluzione assieme.”

Namjoon
15 Giugno, Anno 2022

Guardai il bambino che stava buttando giù il ramyon tutto d’un fiato, aveva otto, forse dieci anni. Ogni tanto guardava verso di me mentre si ingozzava di riso e noodles caldi. Gli chiesi il nome e disse di chiamarsi Woochang, Song Woochang. Si versò un po’ del brodo del ramyun sulla maglietta sporca e, mentre lo puliva con le mani, borbottava che la nonna lo avrebbe rimproverato di nuovo.

Vidi Woochang per la prima volta circa due mesi fa. Stavo tornando dalla pompa di benzina e lo vidi in piedi davanti al container dietro al mio. All’epoca credevo che stesse cercando una scorciatoia per uscire dalla stazione di Songju, il villaggio dei container non era un posto adatto per far vivere un bambino. Ma un paio di settimane dopo lo rividi nello spiazzo vuoto vicino ai container, stava prendendo a calci da solo un vecchio pallone e da quel momento mi ero imbattuto in lui svariate volte. Andava in giro sempre solo, con indosso sempre la stessa maglietta, gli stessi pantaloni e le stesse scarpe da ginnastica. Era evidente che non avesse un adulto che si prendeva cura di lui. Non c’era niente che ci potessi fare, avevo già abbastanza difficoltà a prendermi cura di me stesso. Passavo sempre oltre e fingevo di non conoscerlo.

Quando venni via dalla pompa di benzina e arrivai al villaggio dei container stasera, erano passate da poco le undici. Mentre rovistavo in tasca per cercare la mia chiave, vidi un’ombra accovacciata: era Woochang. Avrei potuto trovare la mia chiave, aprire il container ed andare dentro a farmi del ramyon per poi dormire, ma non stasera. Non volevo farlo.

Guardai il cielo, era stato cupo tutta la giornata e il cielo notturno era pieno di nuvole grigie, non riuscivo a vedere nemmeno una singola stella. Improvvisamente mi sentii affamato. Se ricordavo bene, mi era rimasta solo una confezione di ramyeon nel container. Non ne avevo altre in dispensa e non avevo la forza di andare a comprarne altre. Queste erano le condizioni in cui mi trovavo. Guardai la chiave che avevo tirato fuori dalla tasca, mi ricordai il paesaggio che guardavo mentre venivo via dalla campagna. Mi vennero in mente le parole. che avevo scritto sul finestrino dell’autobus.

Andai verso Woochang.

Yoongi
23 Giungo, Anno 2022

Quando vidi le notifiche nella chat, sbloccai il telefono. All’improvviso si era fatto buio. Fino a quel momento, non era stato facile raccogliere ogni pezzo musicale scritto. Scelsi tra quelli sopravvissuti alle fiamme, e tra le melodie che mi erano ancora rimaste in mente. Con sorpresa, tra quelle, la maggior parte le avevo proprio scritte nell’aula in disuso, durante le superiori. Se ci ripensavo, non mi sembrava di aver scritto chissà poi quanta musica in quel periodo. Allora… no, ogni momento che avevo avuto, lo avevo passato sempre a fuggire dalla musica.

Aprii la chat e vidi che si erano accumulati già un bel po’ di messaggi. Stranamente era stato Jimin a crearla, e notai che la conversazione era già iniziata, prima che mi aggiungessero, perché i discorsi erano iniziati a metà. Taehyung chiese a tutti: “Voi sapete cos’è la mappa dell’anima?”.

Passò molto tempo prima che Hoseok rispondessere: “Cos’è?”.

“Hyung, secondo te se lo avessi saputo te lo avrei chiesto?”, disse Taehyung.

“Effettivamente. Perché lo chiedi?”.

La conversazione proseguì per un pò in tal senso, finché Jimin non spiegò tutta la storia: era andato all’ospedale, e sulla strada del ritorno si era imbattuto in Seokjin hyung, che gli aveva detto di essere alla ricerca della mappa dell’anima.

Dopo molto tempo, apparve Namjoon, e scrisse: “Seokjin hyung un po’ di tempo fa ha chiesto anche a me cosa fosse. Mi disse che la mappa dell’anima era l’unico modo per mettere un punto a tutto ciò”.

Dopodiché, la conversazione si interruppe. Forse eravamo tutti assorti nei nostri pensieri. Cos’era quella cosa a cui Seokjin hyung voleva dare un taglio? Sospettavamo tutti che ultimamente si stesse comportando un pò in maniera strana. Se avesse trovato la mappa dell’anima, sarebbe tornato di nuovo a stare bene? Che diavolo era, e dove si poteva reperire?

La conversazione successivamente proseguì in tal modo:

“Nessuno ha aggiunto Jungkook alla chat?”

Jimin replicò: “Ci avevo pensato anch’io, ma Jungkook sta ancora male”. Era una risposta criptica, e incerta. All’improvviso, mi chiesi perché Jimin si fosse recato all’ospedale. Cosa aveva provato, dopo aver visitato il posto in cui era stato rinchiuso per così tanto tempo?

Avevo già chiuso la chat, ma la riaprii, e scrissi: “Ok. Hai fatto bene. Facciamo riposare Jungkook ancora un altro po’ “.

Jimin
24 Luglio, Anno 2022

Raggiunsi il capannone in anticipo rispetto a quanto accordato. Volevo fare gli auguri a Jungkook per le dimissioni dall’ospedale. Ma non solo. Dovevo parlare anche con Seokjin. Era una cosa importante, ma che probabilmente non gli avrebbe fatto piacere. Anziché entrare subito, camminai un po’ lungo i binari. Passò un treno, e si alzò un forte vento. La banchina si riempì di persone, per poi subito svuotarsi. A un certo punto, mi accorsi di essere in ritardo. Tornai indietro, prendendo un grosso respiro.

Non c’era nessuno nel container, solo aria cocente. Scottata dal sole estivo, mi investì, quasi stesse aspettandomi. Ero dieci minuti in ritardo, eppure ero il primo arrivato. Cos’era successo agli altri? Era accaduto qualcosa? Sarebbero venuti? Accesi il condizionatore e entrai. L’atmosfera nel capannone era troppo rafferma e silenziosa per essere quella di festa. Presi un foglio dal cassetto della scrivania, e scrissi “Auguri, Jungkook”, e poi lo appesi al muro. Non bastava a togliermi quella sgradevole sensazione di dosso, ma era meglio che non far nulla. 

I minuti passarono, e controllai in chat se stessero arrivando. I treni si susseguirono fuori dalla finestra, e ogni volta il capannone dava uno scossone. Mentre osservavo il mondo di fuori, che sembrava tremare, mi ricordai di quando varcai le porte dell’ospedale e scappai. Senza gli hyung, senza Taehyung né Jungkook, sarei stato in grado di farlo? Anche se la porta fosse stata lì, aperta, non era scontato varcarla. Non si era trovato anche Seokjin chiuso in una situazione simile? Non è che stava aspettando che qualcuno la aprisse per lui? Non vi erano certezze. Non sapevo se sarei stato in grado di aiutarlo. Ma se ciò che avevamo raccolto poteva essere anche solo un piccolo indizio… mentre pensavo a ciò, le porte del capannone si aprirono, e Yoongi entrò.

Jungkook
24 Luglio, Anno 2022

“Auguri, Jungkook”, c’era scritto sul lato del container, ma la scritta non rispecchiava affatto l’atmosfera. L’aria all’interno del container straripava di una strana agitazione. Pensandoci, era sempre stato così, ultimamente.

In un attimo, Seokjin hyung uscì. Taehyung hyung lo seguì in fretta e gli altri fecero lo stesso, scambiandosi qualche sguardo. Taehyung hyung disse qualcosa, ma non sembrava che Seokjin hyung lo stesse ascoltando. Da dietro le spalle di tutti gli hyung, vidi Seokjin hyung salire in macchina.

La macchina fece retromarcia molto facilmente, dopodiché ripartì di corsa. Le luci provenienti dal container ne delinearono il contorno. Le tracce di un incidente sul paraurti si resero visibili per un breve attimo, prima di sparire inghiottite dall’oscurità. Era strano, ma vedere quella scena non mi aveva fatto provare nulla. Nonostante fosse una conferma di ciò che già sapevo, pensavo che di fronte ad una dura verità avrei provato qualcosa di complicato o che almeno ne sarei rimasto scioccato, ma in realtà non fu così.

L’immagine della macchina di Seokjin hyung che spariva nell’oscurità venne sostituita da quella dei fari che quella notte si avvicinavano nella mia direzione, dalla sensazione del mio corpo in aria, dal momento in cui non ero più stato capace di deglutire o respirare, dall’attacco di panico che aveva fatto tremare il mio corpo intero, dal brivido insopportabile che avevo provato quando la mia coscienza si era dispersa, dall’ombra di morte e dalle tracce dell’incidente sul paraurti di quella macchina.

Entrai nel container, mi sedetti e alzai lo sguardo verso la calligrafia di Jimin hyung che tracciava, “Auguri, Jungkook”. Improvvisamente, provai un forte dolore alla gamba che era stata coinvolta nell’incidente. Gli hyung non avevano nemmeno pensato di rientrare. Stavano parlando di qualcosa di cui non ero a conoscenza.

Jungkook
26 Luglio, Anno 2022

Quando sono ritornato in me, mi sono ritrovato alla fermata dell’autobus. Mi sono guardato alle spalle per vedere quanta strada avessi fatto, ma avevo già perso di vista l’ospedale. Ho aspettato l’autobus e poi sono partito. Era un autobus che portava a quel posto, non era stata mia intenzione salirci, ma forse già sapevo dentro di me che sarei dovuto tornare in quel posto. Dovevo capire il significato di quel che era successo lì. Ho gettato lo sguardo al di fuori del finestrino osservando il passante tempo estivo, e ho pensato fra me e me: posso fidarmi degli hyung?

Quando sono sceso dall’autobus, quest’ultimo è partito immediatamente. Si è sollevata una nube di polvere. Mi sono incamminato lentamente verso il luogo dell’incidente. Ho pensato a quella notte. Ho pensato alla grandissima luna appesa in cielo, al mondo capovolto, ai fari dirigersi verso di me nella mia visione ribaltata, alla sagoma della macchina che mi oltrepassò sparendo, alle luci dei fanali posteriori e al suono di un motore che suonò particolarmente familiare.

Mi sono steso sull’asfalto così come in quella notte. Ho reclinato la testa e ho alzato lo sguardo al cielo. Si stava facendo buio, ma non riuscivo a vedere la luna. Era una strada silenziosa, ma se qualche macchina fosse passata di cui, avrebbe potuto non vedermi e sarei potuto finire coinvolto in un altro incidente. Mi sono domandato un’altra volta: se non potevo fidarmi degli hyung, di chi mi potevo fidare?

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt (hanabi, lilac, Fab). Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Discorso di ringraziamento per il Daesang ai The Fact Music Awards

RM: A tutti gli ARMY, grazie!

È merito dei nostri ARMY se ci è stato permesso di camminare sul red carpet in questo tiepido clima primaverile, così come hanno detto anche altri artisti, e avere l’opportunità di vincere questo premio così importante.

Davvero, vivo ogni giorno con il cuore colmo di riconoscenza.
Ogni giorno, quando mi alzo, penso che ci sarebbe stata la possibilità per noi di non essere insieme, e penso alla possibilità che l’album che stiamo ora promuovendo, PERSONA, non sarebbe potuto uscire – vivo pensandoci spesso.

Ma stando qui, voglio ringraziare i miei membri. In questi giorni sono stato occupato, perciò mi è stato difficile dirlo, ma abbiamo passato così tante cose, ad altre siamo diventati insensibili;
non dimentichiamoci di quando ci siamo uniti la prima volta come Bangtan perché ci piaceva la musica, ci piaceva esibirci e non dimentichiamo l’espressione che abbiamo visto l’un l’altro, sui nostri volti.
Ed è in questo modo che voglio dirvi grazie per essere con me, ed anche in futuro, anche se non so fino a quando staremo insieme, voglio dire “Diamoci da fare!”.

Lo slogan per i The Fact Music Awards è “Che gli artisti risplendano, che i fan si divertano”, ed anche se potrebbe sembrare un po’ arrogante, quando ci esibiamo con impegno, sarebbe bello essere anche solo un po’ di quella luce (che risplende). Vi amo, lavoreremo sodo. Grazie!

 

JUNGKOOK: Per quanto riguarda questo Daesang, voglio per prima cosa esprimere la mia gratitudine e riconoscenza.

Poi, come ho detto alla conferenza stampa, con lo scorrere del tempo, così come – sono sicuro – voi siate curiosi per quanto riguarda noi, allo stesso modo anche noi vogliamo sapere tutto su di voi, quindi penso che questo album sia potuto nascere proprio grazie al fatto che abbiamo parlato di questo.

All’inizio ne ho parlato anche con Bang PD-nim, e anche se in altri album precedenti ci sono canzoni dedicate ai fan, quest’album – questo intero album – è veramente colmo delle cose che volevo dire, e visto che ho potuto trasmettervi il mio cuore, è stato molto significativo e mi ha fatto sentire bene.

 

JIN: Ah, oggi è la terza volta che faccio un discorso.

Questa volta sarò breve: per me gli ARMY sono diventati come un raggio di luce, così io, ed anche i Bangtan, lavoreremo sodo per diventare la vostra luce. Grazie!

 

J-HOPE: Anche io sarò breve, ma d’impatto. Per dire come stanno i fatti ai The Fact Awards, siete voi che avete creato questo momento; noi esistiamo perché voi esistete. Grazie di cuore, vi amo!

 

V: Nostri ARMY! Non posso parlare a lungo, quindi sarò breve. ARMY, guardate solo cose belle, indossate solo cose belle e mangiate solo buon cibo!

Vi ringrazio per tutti questi premi! Vi amo!

 

SUGA: Ah, sì, dietro di noi nel VCR possiamo vedere i ricordi dal 2013, e porta con sé un sentimento unico.

Davvero, vi ringrazio per averci dato questo premio importante ai 1° The Fact Music Awards. Vi sono molto riconoscente! Vi amo!

 

JIMIN: Visto che l’anno scorso ci avete incitato così tanto, quest’anno sta andando così (bene) e vi abbiamo voluto fare un regalo con il nostro album – Lo state ascoltando?

Con la canzone chiamata “Una poesia per le piccole cose” (Boy With Luv) stiamo provando a volare più in alto, più lontano. Penso che insieme a voi potrei andare ovunque. Vi ringrazio per essere sempre al nostro fianco, vi amo. Grazie!

Fonte: doyou_bangtan 
Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (Naive~)
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] Make It Right

Make it right

Nel momento in cui mi sono accorto di chi fossi
non ho avuto altra scelta che scappare
Dovevo ritrovare me stesso.
Tutto il giorno, tutta la notte
Attraversando il deserto e il mare
E vasti, vasti mondi
Ho vagato.

Tesoro io
Potrei farti stare meglio
potrei stringerti più forte
in cima a quella strada lontana
Oh tu sei la luce
Io, che non ero invitato
Io, che non ero il benvenuto
Tu sei l’unica persona che mi ha riconosciuto
Infinte notti, senza fine
Chi mi donava la mattina eri tu
Posso stringere quella mano adesso?
Oh oh,
Posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Io, che sono diventato un eroe in questo mondo
Le acclamazioni assordanti che mi hanno trovato
E i trofei e i microfoni dorati nella mia mano
Tutto il giorno, ovunque.
Ma tutto questo è fatto per toccarti
È questa la risposta al mio viaggio
Canto per trovarti
Tesoro, per te

La mia altezza che si è alzata un po’
La mia voce che è diventata un po’ più dolce,
Tutte questo è fatto per tornare da te
Ora aprirò questa mappa di “te”.
La mia cura
Guardami, perché non riesci a vedere?
Non voglio ascoltare le sciocchezze degli altri
Il tuo odore, come sempre, mi attraversa e mi fa crollare.
Torniamo indietro a quel momento.
Tesoro lo so
Posso farti stare meglio
Posso stringerti più forte
Tutte le strade portano a te
È stato tutto inutile
Tutto ciò che non comprendeva te
Mi dà conforto come faceva una volta

Nell’infinita notte, senza fine
Chi mi ha donato la mattina eri tu
Posso stringere quella mano adesso?
Oh oh
Posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Tutto migliore
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Tu, bella/o come sempre

Stringimi e basta, come hai fatto quel giorno, senza dire una parola
Sono tornato vivo dall’inferno
Se sai che non l’ho fatto per me
Ma piuttosto per te
Allora non maledirmi
Salva solamente la mia vita, ti prego
Sono inardito da questo deserto
Ne sono uscito senza di te

Ora stringimi ti prego
So che senza di te
Un Oceano sarebbe come un deserto
Tutto migliore
Oh, posso rendere tutto migliore
Posso stringerti più forte
Oh, posso rendere tutto migliore
È stato tutto inutile
Tutto ciò che non comprendeva te
Oh, posso rendere tutto migliore.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti

[TRAD ITA] Jamais Vu

Credo di aver perso di nuovo
Sembri arrabbiata
In un lampo, il gioco è finito finito finito

Se questo fosse davvero un gioco
Potrei semplicemente ricaricarlo
(Ma) immagino di dover affrontare
Affrontare
Questa realtà

Vorrei davvero fosse un gioco
Perchè fa troppo male
Dottore, devo guarire 
Ma sono un’altra stella
Incolpo me stesso, perché non riesco ad essere perfetto
In testa solo limiti
Nei passi, sempre limiti
Volevo fare tutto al meglio
Volevo farti sorridere… dannazione

Per favore, dammi un rimedio
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
Cosa dovrei fare ora
Per favore, salvami, dammi un’altra occasione
Per favore, dammi

Un rimedio, una melodia
Un ricordo che rimanga a me
Se mi fermassi a questo punto
Se solo lo spegnessi, tutto sarebbe più facile?

Sto bene, ma non sto bene affatto
Mi dico di esserci abituato
Ma fa male come la prima volta

Un pessimo giocatore
Hai ragione, non ho il controllo di me stesso
Continuo a fare del male a causa di 
Tutta una serie di tentativi ed errori
Il testo della mia canzone, ogni movimento del mio corpo
Qualsiasi parola pronunci
Sento crescere la paura verso il mio jamais vu
Ancora una volta, cerco di scappare
Ma tu mi afferri
Nonostante la mia ombra si ingrandisca sempre di più
La mia vita e tu, un segno dell’uguale
Quindi il mio rimedio, è il tuo rimedio

Per favore, dammi un rimedio
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
Cosa dovrei fare ora
Per favore, salvami, dammi un’altra occasione
Per favore, dammi

(Un rimedio)
Continuo a correre, ma inciampo di nuovo
(Onestamente)
Nonostante si stia ripetendo infinite volte
Continuerò a correre

Quindi dammi un rimedio
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
Cosa dovrei fare ora?
Per favore, salvami, dammi un’altra occasione

Per favore, dammi un rimedio
(Sono tornato chiedendomi se fosse una vittoria)
Un rimedio che mi faccia battere di nuovo il cuore
(Mi concentrerò e ti raggiungerò a qualunque costo
Correndo, inciampando
)
Cosa dovrei fare ora?
(Una sofferenza ormai familiare mi avvolge come sempre)
Per favore, salvami
(Non è facile nemmeno stavolta)
Dammi un’altra occasione
(Mi arrenderò? Ti chiederai
No, no, mai
)
Non mi arrenderò

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt.
Prendere con crediti.

[TRAD ITA] Dionysus

Dionysus

Bevi fino all’ultima goccia
(Scolando) uno shottino, (camminando) a braccetto
Un bel sorso
(Afferrando) il sacro Tirso, (gustando) dell’uva
Bevi tutto
(Custodendo) ogni sensazione, D style, strappalo
Un bel sorso
Qui, uccidilo, rubiamolo
Il più figo

Semplicemente ubriachiamoci, come Dioniso
In una mano uno shottino, nell’altra il sacro Tirso
Arte che scorre nella trasparente coppa di cristallo
Anche l’alcol è arte, immagino, una volta che bevi ci prendi gusto, scemo
Non sai, non sai, non sai
Cosa fare
Ti faccio vedere io, vado su qualcosa di completamente nuovo
Dal mio microfono d’edera e legno grezzo
Non vi è altro suono se non il mio respiro

Fino al sorgere del sole, dove si festeggia
Finché non ci addormentiamo, dove si festeggia
Canta, e canta ancora
Bevi, e bevi ancora
Siamo rinati

Butta giù tutto (il dolore della creazione)
Fatti un bel sorso (ciò che è rimproverato a questa generazione)
Butta giù tutto (il dialogo tra me e te)
Un bel sorso (ok, ora sono pronto per lo spettacolo)

Bevi, bevi, bevi, bevi dal mio bicchiere ay
Devono tutti cadere, cadere, cadere
Nel bicchiere di questo pazzo artista,
Un bicchierino, due bicchierini, tre bicchierini
Dà un colpo al gong, onghaeya

Bevi, bevi, bevi, bevi dal mio bicchiere ay
Devono tutti cadere, cadere, cadere
Nel bicchiere di questo pazzo artista,
Un bicchierino, due bicchierini, tre bicchierini
Dà un colpo al gong, onghaeya

Bevi fino all’ultima goccia
(Scolando) uno shottino, (camminando) a braccetto
Un bel sorso
(Afferrando) il sacro Tirso, (gustando) dell’uva
Bevi tutto
(Custodendo) ogni sensazione, D style, strappalo
Un bel sorso
Qui, uccidilo, rubiamolo
Il più figo

Sono di fronte alla porta del mondo
Gli incoraggiamenti rumorosi che sento quando salgo sul palco
Non vedi il mio sacro Tirso rotto e abbandonato
E infine rinasco

Al giungere della notte
Parole, parole, parole
Al giungere della notte
Capriole, capriole, capriole
Le note basse, le note basse, le note basse che riempiono lo studio
La grancassa che fa dum dum dum

Fino al sorgere del sole, dove si festeggia
Finché non ci addormentiamo, dove si festeggia
Canta, e canta ancora
Bevi, e bevi ancora
Siamo rinati

Butta giù tutto (il dolore della creazione)
Fatti un bel sorso (ciò che è rimproverato a questa generazione)
Butta giù tutto (il dialogo tra me e te)
Un bel sorso (ok, ora sono pronto per lo spettacolo)

Bevi, bevi, bevi, bevi dal mio bicchiere ay
Devono tutti cadere, cadere, cadere
Nel bicchiere di questo pazzo artista,
Un bicchierino, due bicchierini, tre bicchierini
Dà un colpo al gong, canta, onghaeya

Bevi, bevi, bevi, bevi dal mio bicchiere ay
Devono tutti cadere, cadere, cadere
Nel bicchiere di questo pazzo artista,
Un bicchierino, due bicchierini, tre bicchierini
Dà un colpo al gong, canta, onghaeya

Ogni volta che arriviamo, ovunque sia nel mondo, è festa negli Stadi
Nati come kpop idol, rinati come artisti
Rinati di nuovo come artisti, rinati come artisti

Che importa se sono un idol o un artista, brindiamo!
Cioè, tutto questo talento è eccessivo, sì è eccessivo
Un nuovo record è una lotta con me stesso, una battaglia
Brindiamo, e giù in un colpo solo!
Eppure, ho ancora sete
Che c’è..

Bevi, bevi, bevi, bevi dal mio bicchiere ay
Devono tutti cadere, cadere, cadere
Nel bicchiere di questo pazzo artista,
Un bicchierino, due bicchierini, tre bicchierini
Dà un colpo al gong, onghaeya

Bevi, bevi, bevi, bevi dal mio bicchiere ay
Devono tutti cadere, cadere, cadere
Nel bicchiere di questo pazzo artista,
Un bicchierino, due bicchierini, tre bicchierini
Dà un colpo al gong, onghaeya

(Scolando) uno shottino, (camminando) a braccetto
Un bel sorso
(Afferrando) il sacro Tirso, (gustando) dell’uva
Bevi tutto
(Custodendo) ogni sensazione, D style, strappalo
Un bel sorso
Qui, uccidilo, rubiamolo
Il più figo

(Scolando) uno shottino, (camminando) a braccetto
Un bel sorso
(Afferrando) il sacro Tirso, (gustando) dell’uva
Bevi tutto
(Custodendo) ogni sensazione, D style, strappalo
Un bel sorso
Qui, uccidilo, rubiamolo
Il più figo

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti

[TRAD ITA] HOME

Home

 

HOME

 

Sono stanco
Indovina?
Vorrei solo tornare a casa

Ero così nervoso
Non sono neanche riuscito a salutare
Sì sto uscendo tesoro
Il mondo intero è casa mia

Pazzo di me
Come se tutto dovesse funzionare aperta quella porta
Come se dovessi dare un qualche esempio
Ho lasciato casa
Spero che tutti questi sogni
Non siano solo un’illusione

Oh sì l’ho fatto,
Risplendo grazie alle luci dei flash
Ho molti amici, il mio angolo accogliente.
Ricordi quando sembrava avrei potuto fare qualsiasi cosa?
Ho visto l’oceano, sì
Prima ancora che aprissi questa porta
Oh si

Più è pieno più mi sembra vuoto
Più sono tra la gente e più mi sento solo
Notti in cui non riesco a dormire con gli occhi socchiusi
Il posto dove ci sei tu
Forse quel posto è la mia casa *
Sei tu che mi fai sentire ricco
È quel posto ad essere la mia casa*
Forza accendi il tuo interruttore

E’ confortevole anche se non parliamo
Se ho te, qualsiasi posto è casa mia.
Sai che è ciò che voglio
Casa
Sai che è così
Casa

Il tuo amore
Il tuo amore
Il tuo amore
È ciò che mi manca
Il tuo amore
Il tuo amore
Il tuo amore
E’ ciò che voglio
Il tuo tocco
Il tuo tocco
Il tuo tocco
E’ ciò di cui ho bisogno
La la la la la la la Lo adoro

Il rumore dei miei passi risuona strano nell’ingresso buio
E’ strano anche se chiudo gli occhi sotto le coperte.
Il mio umore è alle stelle, mi guardo tutt’intorno
Mi sento così miserabile in un posto così meraviglioso.

Sono davvero patetico,
Il mondo pensa che abbiamo tutto ciò che si può desiderare
Una casa grande, una macchina grande, anelli grandi,
Anche se ho tutto ciò che volevo
Tutto sembra un po’ vuoto ora .
È un sentimento singolare quello del successo
Ma se me ne vado ora, tornerei in un posto ben preciso,
E’ la porta da cui sono uscito.

Penso a questi percorsi alternativi,
Continuo a pensare a te che mi hai apprezzato quando non ero nessuno
Mi viene da sorridere pensando a te
Il posto in cui sei
Forse quel posto è la mia casa *
Sei tu che mi fai sentire ricco
È quel posto ad essere la mia casa*
Forza accendi il tuo interruttore

E’ confortevole anche se non parliamo
Se ho te, qualsiasi posto è casa mia.
Sai che è ciò che voglio
Casa
Sai che è così
Casa

In qualsiasi momento,
Se suono il campanello per tre volte,
Mi aprirai la porta?
Così che possa darti il saluto che non ho potuto darti finora.
In quel momento ti dirò:

Ne è passato di tempo, casa mia*
Sei tu che mi fai sentire ricco
Sono tornato, Ciao, casa mia*
Hai acceso il tuo interruttore.

E’ confortevole anche se non parliamo
Da quando ho te, questa è casa mia
Sai che è ciò che voglio
Casa
Sai che è così
Casa

Il tuo amore
Il tuo amore
Il tuo amore
È ciò che mi manca
Il tuo amore
Il tuo amore
Il tuo amore
E’ ciò che voglio
Il tuo tocco
Il tuo tocco
Il tuo tocco
E’ ciò di cui ho bisogno
La la la la la la la Lo adoro

* Mi Casa = dallo spagnolo “mi casa es tu casa”, letteralmente “la mia casa è la tua casa” e che significa “mettiti comodo come se fossi a casa tua”

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere con crediti.

[TRAD ITA] Mikrokosmos

Stelle splendenti
Edifici illuminati intensamente
Noi brilliamo,
nelle nostre stanze, nelle nostre stelle

Certe luci, ambiziose
Certe luci, ribelli
Tutti sprigionano luce
Ognuno è prezioso

In questa notte buia (non sentirti sola)
Come stelle (noi brilliamo)
Non sparire,
perché la tua esistenza è importante.
Lasciaci brillare

Il motivo per cui l’essenza della notte è così speciale,
Siamo probabilmente noi, non quelle stelle o quelle luci che brillano

Tu hai me.
Mi incanto, quando ti vedo
Io ho te
In quelle notti oscure,
le luci che vedavamo dentro di noi
ci dicevano le stesse cose

Stelle luminose, che brillano più forti, nella più buia delle notti
Stelle luminose, che brillano più forti, nella più buia delle notti
Più la notte è buia, più luce avranno le stelle

La storia di ogni individuo
Una stella per ogni individuo
7 miliardi di mondi, illuminati da 7 miliardi di luci

7 miliardi di vite
Il panorama della città di notte
Forse è la notte di un’altra città
In ogni nostro sogno, lasciaci brillare
Brilli più di chiunque altro
Sei unica/o

Il motivo per cui l’essenza della notte è così speciale,
Siamo probabilmente noi, non quelle stelle o quelle luci brillanti

Tu hai me
Mi incanto quando ti vedo
Io ho te
In quelle notti oscure,
le luci che vedavamo dentro di noi
ci dicevano le stesse cose

Stelle luminose, che brillano più forti, nella più buia delle notti
Stelle luminose, che brillano più forti, nella più buia delle notti
Più la notte è buia, più luce avranno le stelle

Le luci della città, le stelle della città,
mi ricordano il cielo notturno che guardavo quando ero piccolo
In questo posto, proprio qui, delimitato
da stelle e da luci chiamate “persone”,
Noi brilliamo

Tu hai me
Mi incanto quando ti vedo
Io ho te
In quelle notti oscure,
le luci che vedavamo dentro di noi
ci dicevano le stesse cose

Brilliamo, sognamo, sorridiamo
Oh lasciaci illuminare la notte
Brilliamo a modo nostro
Brilliamo semplicemente per quello che siamo
Stasera

Na na na na na
Na na na na na~~~

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti

[TRAD ITA] Boy With Luv

BOY WITH LUV (feat Halsey)

Sono curioso di tutto. Com’è andata la tua giornata?
Oh dimmi
cosa ti rende felice
Oh mandami…

…ogni tua foto
voglio tenerle affianco al mio cuscino
Sii il mio maestro\la mia maestra
Insegnami tutto su di te
Ogni tuo aspetto
il tuo 1 e il tuo 2

Senti tesoro, sto volando nel cielo
(Con le ali che mi donasti tempo fa)
Ora sono così in alto
Ti voglio fisso\a nel mio sguardo
Si, mi stai rendendo un ragazzo pieno d’amore

Oh dio dio dio, oh dio dio dio
Mi hai inebriato così facilmente
Voglio starti vicino in ogni momento
Oh dio dio dio, oh dio dio dio
Mi hai insegnato a volare così velocemente
Ora lo capisco, più o meno:

L’amore non è nulla di più forte
di un ragazzo pieno d’amore
L’amore non è nulla di più forte
di un ragazzo pieno d’amore

Dal momento in cui ci siamo incontrati sei diventato\a tutta la mia vita
tu sei quella stella che rende l’ordinario straordinario
una cosa dopo l’altra, tutto diventa speciale
le cose di cui ti interessi, il modo in cui cammini o parli, ogni tua piccola abitudine

Tutti mi dicono che prima ero così piccolo e che ora sono un eroe (oh no) Le cose come il destino non fanno per me (oh no)
La pace nel mondo (oh no)
Un ordine superiore (oh, ti prego)
voglio solo tenerti al sicuro

(un ragazzo pieno d’amore)

Senti tesoro, sto volando nel cielo
(Con le ali che mi donasti tempo fa)
Ora sono così in alto
Ti voglio fisso\a nel mio sguardo
Si, mi stai rendendo un ragazzo pieno d’amore

Oh dio dio dio, oh dio dio dio Mi hai inebriato così facilmente
Voglio starti vicino in ogni momento
Oh dio dio dio, oh dio dio dio
Mi hai insegnato a volare così velocemente
Ora lo capisco, più o meno:

L’amore non è nulla di più forte
di un ragazzo pieno d’amore
L’amore non è nulla di più forte
di un ragazzo pieno d’amore

Sarò sincero Delle volte mi sono sentito bloccato
Cielo alto, corridoi enormi
Delle volte ho pregato di poter scappare
Ma il tuo dolore è il mio
quando l’ho realizzato, ho giurato a me stesso
che con le ali di Icaro che mi hai donato
non verso il sole, ma verso di te
Lasciami volare

Oh dio dio dio, oh dio dio dio Ho aspettato tutta la mia vita
Voglio starti vicino in ogni momento
Oh dio dio dio, oh dio dio dio
Cercando qualcosa di giusto
Ora lo capisco, più o meno…

Voglio qualcosa di più forte di un momento, di un momento, amore
L’amore non è nulla di più forte
di un ragazzo pieno d’amore

 

Traduzione a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti

I più grandi Showmen: Uno sguardo esclusivo all’interno del mondo dei BTS.

 

Magari li avete visti occupare i divani illuminati dai riflettori di Ellen DeGeneres e Jimmy Fallon, in un leggero scambio di battute bilingue con i conduttori colpiti dal loro fascino da star. Magari è stato quando hanno solennemente parlato della salute mentale e dell’amare sé stessi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso settembre, o quando un muro di urla da delfino li hanno accolti mentre si recavano ai Grammy Awards di febbraio in degli ordinati smoking abbinati uno all’altro, con i capelli tinti di varie sfumature di colori pastello macaron.

 

O magari è la copertina di questa rivista che vi fa notare davvero, per la prima volta, i BTS (sono successe cose più strane nel 2019). Ma sembra indiscutibile dire che in un momento non preciso degli ultimi due anni, il settetto ha conquistato il mondo: due album al numero uno delle chart di Billboard nel giro di tre mesi; più di 5 miliardi di stream combinati su Apple Music e Spotify; una lista di concerti sold out, dallo Staples Center di Los Angeles al famoso Wembley Stadium di Londra.

Peter Yang per EW

Difficilmente questo li rende la prima boy band a dominare un periodo culturale, ma il fatto che siano tutti nati e cresciuti in Corea, che cantino canzoni in coreano con solo una leggera spolverata di inglese, sembra qualcosa di completamente nuovo. E ci racconta di una nuova tendenza globale senza precedenti – una in cui la musica pop si muove senza barriere o confini, anche mentre la geopolitica sembra ritirarsi ancora di più dietro a confini ben marcati e muri alti.

In una giornata di sole splendente a Seoul, cinque settimane prima del rilascio del loro prossimo sesto EP, Map of the Soul: Persona, il gruppo è rintanato nella loro agenzia discografica, la Big Hit Entertainment, a prepararsi. Edifici come questo sono il luogo dove si realizza molta della magia del fenomeno conosciuto come K-pop, nonostante la sede della Big Hit, situata in una tranquilla strada secondaria del quartiere di Gangnam (sì, lo stesso di cui cantava PSY nella sua hit del 2012 “Gangnam Style”), sembri come ogni altro ufficio ad alta tecnologia: lisci corridoi di calcestruzzo e stanze conferenza simili a scatole di vetro piene di frigobar ben muniti, peluches e l’occasionale pouf per sedersi.
Solo una vetrina, straboccante con un numero veramente sconvolgente di placche delle vendite dei dischi e statuette, e una splendente foto in formato gigante dei BTS al loro concerto sold out al Citi Field di New York lo scorso Ottobre, ci fanno di intuire di cosa si occupano qui.

 

In un lungo corridoio, tutti i sette membri si aggirano più o meno pronti mentre si stanno preparando per girare un video di ringraziamento per un premio di iHeartRadio che non saranno in grado di accettare di persona. Jimin, capelli biondo platino e labbra carnose, si sta lasciando piastrare attentamente i capelli in un guardaroba riempito da scaffali di jeans coordinati e abbigliamento sportivo dai colori fluo. Dozzine di paia di Nike e Converse immacolate sono ammassate in un angolo; una giacca solitaria in ecopelliccia color gelato alla fragola si lascia cadere su un appendiabiti alle sue spalle, come un Fraggle abbandonato (i Fraggle erano dei burattini protagonisti di una serie tv animata famosa nei paesi anglofoni durante gli anni 80).

Jungkook, il piccolo del gruppo all’età di 21 anni, siede ubbidientemente su una sedia pieghevole in sala prove, mentre anche a lui sistemano i capelli; J-Hope ci passa accanto con una camicia bianca su cui esibisce una toppa di seta over-size raffigurante Bart Simpson, poi sorride e scompare. Suga, V e Jin sono accalcati su dei divani bassi nella stanza accanto, mentre scorrono tra le notifiche dei loro smartphone, cantando occasionalmente frammenti della canzone “My Bad” della star del R&B americano Khalid. Il ventiquattrenne RM, leader di fatto del gruppo ed unico capace di parlare in un Inglese fluente, è l’ultimo ad arrivare.

 

Ripetono il loro discorso davanti ad una crew di cameramen e gli ci vogliono forse quattro o cinque tentativi prima che il regista sia soddisfatto. Si fermano, quindi, per una chiacchierata in una spaziosa sala relax al piano di sopra, accompagnati dal loro fedele traduttore, un omone calvo ed amichevole in completo da lavoro che si chiama John (a meno che non sia specificato, le risposte di tutti i membri tranne RM sono tradotte da lui). Alcune settimane dopo essere ritornati dai loro primi Grammys, ripercorrono ancora con entusiasmo l’esperienza: consegnare ad H.E.R. il premio come Miglior Album R&B; chiacchierare con Shawn Mendes nel bagno degli uomini – “Pensavo cose tipo ‘Devo dirgli chi sono?’” ricorda Jimin, “ma poi lui mi ha salutato per primo, ed è stato davvero carino.” – ed essere seduti a solo uno scialle paillettato di distanza da Dolly Parton (“Era esattamente davanti a noi!” Si meraviglia Jungkook. “Fantastico.”)

 

Per quanto sembrino essere ancora felicemente abbagliati da altre celebrità, vedere i BTS in persona scatena lo stesso disorientante, ma non spiacevole, senso di irrealtà. Sullo schermo il gruppo può sembrare sconcertantemente bello: avatar di una bellezza dai pori invisibili, che va quasi oltre il genere, che sembra esistere solo nella loro realtà da filtro Snapchat. In persona sono ancora ridicolmente belli. ma in una maniera molto più familiare, giovanile; ciocche disordinate di capelli, persino un occasionale labbro screpolato o un piccolo (okay, minuscolo) brufolo. Toglietegli le Balenciaga alla caviglia e le discrete doppie C della gioielleria di Chanel, e potrebbero quasi essere gli universitari carini che vi trovate accanto nei bar o in treno.

Peter Yang per EW (2)

Peccato che per i BTS usare i mezzi di trasporto pubblico o entrare casualmente da Starbucks ha smesso di essere un’opzione molto tempo fa. A Seoul le loro facce tappezzano i negozi di make-up e i cartelloni per strada e anche le fiancate degli autobus – persino su degli enormi schermi pubblicitari che sono comprati e pagati da privati per rendere noto il compleanno di uno dei tanti amati membri, o anche senza alcun motivo. In città come San Paolo, Tokyo e Parigi i fan si accampano per giorni prima dei loro concerti o delle loro apparizioni in pubblico, scambiandosi ossessivamente curiosità e voci su possibili avvistamenti. Quando il gruppo ha postato la loro versione sulla #InMyFeelingsChallenge di Drake è diventato il video con più mi piace su Twitter del 2018; quest’estate la Mattel farà uscire una linea ufficiale di bambole dei BTS.

 

Nell’occhio di questo bizzarro uragano di fama, i ragazzi hanno trovato il modo di trovare alcuni antri di normalità. Jimin ricorda nostalgicamente una volta a Chicago quando riuscirono a sgattaiolare dalle loro stanze d’hotel senza essere notati “a notte fonda, solo per prendere una boccata d’aria fresca.” Ma nella maggior parte dei posti, ammette “è davvero fuori discussione” a meno che non si divano in gruppi più piccolo. “Insomma guardateci” aggiunge RM con una risata, passandosi una mano tra le ciocche grigio nickel. “Sette ragazzi con i capelli tinti! Si nota veramente troppo!”.

 

Piuttosto si focalizzano sulle cose che possono fare, come intrufolarsi al cinema (“Sempre all’ultimo o al primissimo spettacolo”, dice RM, se vogliono passare inosservati), lo shopping online (V adora eBay, soprattutto per i vestiti), andare a pesca, giocare a StarCraft a casa. Vivere in gruppo è in realtà comune per le star del K-pop e i BTS sembrano apprezzare la loro stabile convivenza: “Abbiamo vissuto assieme per un po’ adesso, quasi otto, nove anni.” Dice Jimin. “All’inizio litigavamo spesso e c’erano spesso dei conflitti, ma abbiamo raggiunto il punto in cui possiamo comunicare senza bisogno di parole: praticamente solo guardandoci negli occhi e leggendo le espressioni degli altri.

Anche se sono infallibilmente educati e cortesi durante le interviste, c’è un certo caos contenuto quando sono tutti assieme – un piccolo ciclone come di cuccioli che ruzzolano, fatto di spinte scherzose, pacche sulle spalle e strette di mano complicate – ma anche una sorprendente, tenera dolcezza nel modo in cui si trattano nei momenti di calma. Quando viene fatta una domanda al gruppo fanno del loro meglio per far sì che ognuno di loro venga ascoltato, e se qualcuno di loro fa fatica a trovare una parola si allungano velocemente per una pacca rassicurante sulle ginocchia o un braccio sulle spalle.

 

Anche con la barriera linguistica nel parlare con un reporter americano, le loro personalità individuali cominciano ad emergere rapidamente. Gli viene chiesto qual è il loro primo ricordo collegato alla musica pop, le risposte sono tra le più varie e disparate. “Amavo ‘Stickwitu’ delle Pussycat Dolls” dice J-Hope, il ballerino più esperto del gruppo, schioccando le dita e cinguettando il ritornello. Per RM, che ha iniziato nella scena rap underground di Seoul, è “Lose Yourself” di Eminem (“Credo che sia la scelta di molte persone nel mondo” ammette “ma non posso dimenticare la prima volta che ho visto 8 Mile ed ho sentito il giro di chitarra. È stato il mio momento di svolta.”). Per Jungkook che ha fatto uscire cover di Justin Bieber e Troye Sivan, è stata la ballad senza tempo di Richard Marx “Now and Forever”.

 

Suga, dalla voce dolce, cita “Imagine” di John Lennon come “la prima canzone di cui mi sono innamorato”, e cade a pennello per chiedere ai BTS se si vedono nel pantheon di amatissimi artisti musicali che i Fab Four hanno praticamente inventato. “A volte è veramente imbarazzante quando qualcuno ci chiama i Beatles del 21esimo secolo o qualcosa del genere” riconosce RM, “Ma se vogliono chiamarci boy band, allora siamo una boy band. Se vogliono chiamarci gruppo, siamo un gruppo. Se vogliono chiamarci K-pop, ci va bene K-pop.

 

Ah, K-pop. In Corea del Sud, dove il genere non è più una semplice merce culturale ma un’esportazione da molti miliardi di dollari, i giocatori, conosciuti come “idol”, attraversano una educazione alla “Fame” in canto, ballo e spettacolo che spesso dura per anni prima di essere considerati pronti per il palcoscenico. E paga: il business sta andando forte in dagli anni ’90 con star come le Girls’ Generation o G-Dragon che si sono diffusi in vari mercati tra Asia, Europa e le Americhe. Ma il loro sound è rimasto abbastanza costante – un mix tipico di beats pronti per le discoteche, ritornelli iper zuccherosi e le influenze più urban dell’hip-hop ed R&B occidentale – e non è mai approdato con l’impatto fulminante dei BTS.

Peter Yang per EW (3)

Bang Si-Hyuk, CEO e fondatore della Big Hit, ha iniziato a mettere insieme il gruppo nel 2010, quando tutti i membri erano tra l’adolescenza e i vent’anni: RM e Suga stavano emergendo dalla scena rap locale; Jimin e J-Hope hanno studiato danza in delle scuole di arti sceniche; V, che inizialmente si era focalizzato sul canto, si è unito ufficialmente nel 2013. Jin era un aspirante attore che è stato reclutato per strada grazie al suo impressionante bell’aspetto; Jungkook, adesso main vocalist del gruppo, si è unito quando andava ancora alle scuole medie.

 

Anche se i fansite tendono ad evidenziare le loro differenze fuori dal gruppo (Jungkook è del segno della Vergine ed ama la pizza! V colleziona cravatte e stringe i denti quando dorme!), ogni membro ha davvero uno spazio unico nel gruppo, che sia più propendente verso la produzione, i testi, o gli enormi hook su cui poggiano le loro canzoni. “Con sette membri abbiamo ovviamente gusti diversi” dice RM. “Quindi quando si parla di scrivere le canzoni è come una grande gara!” aggiunge J-Hope ad un certo punto, “scriviamo un verso e decidiamo. ‘Questo mi rispecchia di più, chi sono ed il mio stile’ e quindi lo conserviamo per una canzone da solista.

Dato che la Big Hit non restringe il loro diritto ad incanalare alcune idee in progetti extra- e dato che online il desiderio per più materiale targato BTS sembra essere insaziabile- i membri rilasciano regolarmente lavori da solisti attraverso EP, SoundCloud e mixtapes. Ma l’impatto principale arriva comunque dai rilasci degli album ufficiali, e dagli argomenti particolarmente di spessore che trattano nelle loro canzoni -un notevole cambiamento dagli stretti, spesso strenuamente allegri messaggi che di solito trattano gli altri artisti K-pop.

 

Ho promesso ai membri fin dall’inizio che la musica dei BTS doveva derivare dalle loro storie personali” dice Bang; da qui la loro franchezza riguardo le loro difficoltà con la depressione, dubitare sé stessi e la pressione di essere conformi che li ha portati fino all’ONU lo scorso autunno, dove RM ha parlato della campagna Love Myself ed #EndViolence, la collaborazione per la gioventù con UNICEF.

Peter Yang per EW (4)

Si fanno notare.” dice il DJ e produttore nippo-americano Steve Aoki, uno degli artisti dance mondiali con le vendite più alte che ha collaborato con la band con numerose canzoni. “E non parlo solo del K-pop. Aggiungono così tanta personalità alla loro musica e nelle loro storie e nel modo in cui si presentano. E il mondo si è innamorato di loro perché stanno mostrando quel lato vulnerabile che tutti vogliono vedere.

 

Aiuta anche che i messaggi più affilati sono spesso infilati negli inni dal sound che ti si attacca come il burro d’arachidi quali “No More Dream”, “Dope” e “Am I Wrong”. Ma loro apprezzano sempre questa opportunità, dice Suga, di essere “un po’ più crudi, un po’ più aperti.” RM approfondisce: “Credo che sia un dilemma senza fine per ogni artista, quanto debbano essere schietti e onesti. Ma noi cerchiamo di rivelare noi stessi il più possibile.

 

L’onestà ha i suoi limiti, ovviamente, quanto sei nella più grande boy band al mondo. Quando gli viene chiesto di descrivere il nuovo album, previsto il 12 Aprile (al momento in cui è scritto l’articolo, ha già superato i 2.5 milioni di pre-order), i membri danno degli indizi criptici ma entusiasti come “terapeutico” e “rinfrescante vivacità”. Ad essere sinceri non possono dire molto, in parte perché la track list del nuovo album non è ancora del tutto finalizzata -le decisioni dell’ultimo minuto sono un lusso della produzione interna- nonostante sono d’accordo nel lanciare una canzone, un forte e propulsivo pezzo rap chiamato “Intro: Persona” (è stato rilasciato come teaser il 27 Marzo, potete guardare il video qui e qui sotto).

 

Quando si tratta di domande più personali sulle difficoltà di uscire con qualcuno o gli obiettivi che vorrebbero raggiungere dopo i BTS, girano attorno all’argomento con grazia con risposte evasive e non specifiche che non possono che lasciarti piacevolmente sorpreso: è come guardare un diplomatico pattinare sul ghiaccio. Vogliono che si sappia che sono incredibilmente grati per la devozione dei loro fan e così fortunati ad essere esattamente dove sono, che non pensano facendo piani per i prossimi cinque o dieci anni. Ma ritornano riflessivi quando l’argomento del Sacro Graal del pop americano -la classifica Hot 100 dei singoli- viene toccato. Hanno scalfito la top 10 l’anno scorso con “Fake Love” ma devono ancora raggiungere posizioni più alte, fondamentalmente per i passaggi nelle radio più diffuse -un’enorme componente nel dominio della Hot 100- che ancora sfuggono negli Stati Uniti.

 

Deve essere una grande canzone” riconosce Suga, “Ma c’è anche molta strategia associata a raggiungere i primi posti. E poi ci deve essere anche una certa dose di fortuna, ovviamente. Quindi quello che è importante per noi è semplicemente fare buona musica e buone esibizioni e mettere insieme questi due elementi.” Una super hit in spagnolo come Despacito -che è stata per sedici settimane al numero uno- li rende più ottimisti sulle loro possibilità? “Sai, il Latin Pop ha i suoi Grammys in America ed è abbastanza differente” dice RM saggiamente “Non voglio fare paragoni, ma credo che sia ancora più difficile come gruppo asiatico. Una canzone in Hot 100, una nomination ai Grammys, sono i nostri obiettivi. Ma sono solo obiettivi – non dobbiamo cambiare la nostra identità o la nostra genuinità per raggiungere il numero uno. Ad esempio se improvvisamente cantassimo solo in inglese e cambiassimo tutte queste cose allora quelli non sarebbero più i BTS. Faremo di tutto, ci proveremo. Ma se non riusciremo ad essere al primo posto, o al quinto… Andrà bene lo stesso.

Peter Yang per EW (5)

Aoki, per nominarne uno, ha fiducia che ce la faranno. “Credo che sia possibile al 100% che una canzone cantata interamente in coreano riesca ad infrangere il tetto della Hot 100.  Lo credo fermamente e credo fermamente che i BTS possano essere il gruppo che ce la farà. Spianeranno la strada per molti altri gruppi, cosa che stanno già facendo – e quando succederà festeggeremo tutti.

 

Tornando alla Big Hit, però, il gruppo ha del lavoro più pressante di cui occuparsi. RM ci offre un tour veloce della sua stanza di produzione (ogni membro ha il suo spazio personale nell’edificio). La porta fuori è sorvegliata da un peculiare assemblaggio di statuette del famoso street artist Kaws, ma all’interno sembra, in modo incongruente, di entrare in una piccola chalet Sundance (catena di chalet ndr) dove si trova per caso anche un mixer. C’è un bellissimo tavolino fatto con un singolo pezzo di noce nero; tappeti in stile Navajo, opere d’arte di gusto sulle pareti. RM parla tranquillamente della sua ammirazione per produttori come Zedd e i Neptunes (“Pharrel Williams e Chad Hugo erano i miei idoli nel 2006, 2007. La voce di Pharrel! Il modo in cui canta è così sexy”) e sottovaluta le sue abilità (“Come compositore Suga è molto più bravo di me. Io non so nemmeno suonare il piano – creo gli accordi così” insiste, imitando un Muppet che suona la tastiera.)

 

Quindi si ritorna nella sala di danza, dove si sono cambiati in tuta e maglietta per ripetere dei nuovi passi di danza con il coreografo. Comincia con una formazione più o meno a triangolo e una combo complicata di colpo di fianchi che progredisce in un movimento di bacino, con mano che si porta al cavallo dei pantaloni che in realtà è da vedere molto più innocente che a descriverla, soprattutto perché continuano a fermarsi facendosi scoppiare a ridere a vicenda. Rapidamente però diventano seri -ripetendo le mosse finché sembrino precise ma anche facili, quasi un ricordo. Sembra che sia giunto il momento di salutarli: i ragazzi salutano con la mano felici, urlando un coretto confusionario di arrivederci.
Quindi si girano di nuovo verso lo specchio, e tornano a ballare.

Fonte: Entertainment Weekly
Traduzione italiana a cura di BTS Italia (Fab)
Prendere solo con crediti.