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“Speak Love, Not English”: quello che i BTS e mia sorella mi hanno mostrato sull’universalità della musica.

Valonea Renhern, 9 ottobre 2018

I BTS al Citi Field. Foto di @catherinepowell – NKD Mag.

Recentemente, ho avuto l’onore di prendere parte allo storico concerto dei BTS al Citi Field insieme a mia sorella minore Vienna, che è una vera ARMY. Siamo partite da New York tre notti prima, lei era veramente emozionata, rimanendo alzate ad ascoltare la loro intera discografia in attesa di poterli finalmente sentire dal vivo.

Come regalo di compleanno anticipato, sono riuscita ad acquistare i biglietti in modo da poterli vedere insieme. Anche se non ero una vera e propria fan dei BTS, sapevo quanto lei li idolatrava, quindi l’ho ritenuto il regalo perfetto.

Una volta giunte alla sede, Vienna ha iniziato ad innervosirsi. Potevo vedere le sue mani tremare, mentre stringeva il suo plushie BT21 in una morsa d’acciaio. Ho pensato si trattasse del classico “nervosismo da primo concerto” — Anche a me è capitato di sentirmi così, quando ho visto le mie band preferite per la prima volta, ed è un’emozione naturale. Tuttavia, andando avanti nella serata, ho realizzato che quello che Vienna stava provando era molto più complesso e significativo di quel che immaginavo.

Mia sorella è cieca. Vienna non può vederli ballare. Non può vedere i loro volti, i loro capelli, i vestiti, o i loro sorrisi. Niente di questo, tuttavia, l’ha mai fermata dall’essere loro fan. All’inizio ero preoccupata per come le sarebbe potuto andare il concerto, ma presto avrei ricevuto la conferma che non c’era niente di cui preoccuparsi.

L’intera esperienza è stata surreale dall’inizio alla fine. Anche prima che il concerto cominciasse, l’energia dei fan era palpabile e mi ha lasciato senza fiato. Quando i membri dei BTS sono apparsi sul palco, con un drammatico crescendo strumentale, che mimava il battito di un cuore, la pura gioia e l’entusiasmo dei fan poteva essere percepito da ogni angolo dello stadio. E’ stato fantastico, e mi sono goduta ogni istante. Vedere i membri è stato un immenso piacere; le coreografie incredibili, le voci meravigliose, la varietà dei generi musicali, ed i loro affascinanti sforzi nel connettersi con i fan facevano tutti parte del pacchetto per il livello di felicità di quella notte.

Quella che io considero la parte più memorabile del concerto è stata alla fine, quando i membri dei BTS hanno parlato a cuore aperto. Ricordo di aver visto il membro con i capelli biondi— credo si chiami Jimin — con gli occhi pieni di lacrime ed una sincerità che poteva essere percepita anche se ero parecchio distante dal palco. V, il membro che indossava una bandana rossa, ha parlato con affetto ai fan, chiamandoli “le stelle più luminose del loro universo.

Mi sono commossa grazie al bellissimo discorso di RM, leader del gruppo. “Non sapevo come amare me stesso,” ha detto. “Voi me lo avete insegnato. Attraverso i vostri occhi, il vostro amore, i vostri tweet, le vostre lettere, il vostro tutto. Mi avete insegnato — mi avete ispirato —ad amare me stesso.

Ho iniziato a piangere, allora, perché in quel momento, ho visto  — no, percepito— un mare scintillante di migliaia di cuori e menti collegati.

È questo tipo di riconoscimento, questo tipo di reciprocità e onestà, che mi ha aperto gli occhi sulla gravità di ciò che i BTS rappresentano veramente. Non li avevo mai visti prima, ma ora, dopo aver preso parte al concerto, posso dire con assoluta certezza che i BTS sono diversi da qualsiasi band che questo mondo abbia mai visto.

Durante quel discorso, ho sentito mia sorella tirarmi la manica. Quando mi sono voltata verso di lei, si è avvicinata e mi ha detto: “E’ lo stesso, Val.

Cosa è lo stesso?” Le ho chiesto, confusa.

Le loro voci. Il loro amore. E’ lo stesso.

È stata una lezione importante per me, qualcuno che una volta aveva etichettato i BTS come una boy-band senza pretese, con nient’altro da offrire se non melodie orecchiabili e l’occasionale cenno ai fan. Quella notte, ho finalmente capito cosa rappresentavano per mia sorella. Vienna non può vederli ballare. Non riesce a vedere i loro volti, i loro capelli, i loro vestiti o i loro sorrisi. Così stanno le cose, eppure questo settetto è riuscito a toccare il suo cuore con l’unica passione che li ha spinti sul palcoscenico del mondo: la musica. Le volte in cui l’ho vista con le cuffiette, il sorriso luminoso sul viso, la ritrovata sicurezza ed un atteggiamento di accettazione – era tutto merito della musica dei BTS. Mi vergogno di aver creduto in un preconcetto così sbagliato sui BTS prima di avergli dato una possibilità.

Mia sorella in passato è stata bombardata da frasi ridicole a causa della sua passione per i BTS, sfortunatamente dalla nostra famiglia e da altri conoscenti. Ha dovuto ascoltare molte cose dolorose, dirette a lei o ai BTS. Ogni volta che veniva da me, cercavo di consolarla nel modo migliore che potevo, ma ciò che notavo costantemente era quanto fosse immutabile il suo amore per loro. L’amore incrollabile che ha per BTS superava l’odio che ha così spesso incontrato. “Non importa che non cantino in inglese“, diceva. “So cosa stanno dicendo. Posso percepire quello che stanno dicendo.

È così sorprendentemente facile e sbagliato descriverli come pop star costruite. Quando si ascoltano le loro canzoni, le persone che scelgono di non scavare più a fondo potrebbero perdere alcuni dei testi più ferventi dell’industria musicale. Dal concerto, mi sono presa l’impegno di ascoltare più musica loro e di leggere le traduzioni delle canzoni. Sì, le loro impeccabili mosse di danza sono sicuramente coinvolgenti, ma che dire dei messaggi dietro la loro musica? Delle emozioni che le loro voci trasmettono? Che dire delle parole rivolte ai loro fan?
Sono coreani. Parlano principalmente coreano e la maggior parte delle loro canzoni è in coreano.
Ma perché questo dovrebbe impedire a chiunque di comprendere il loro messaggio di amare se stessi ed amare gli altri?

Sono stupita di come i BTS accolgano tutti a braccia aperte. Li vedevo tra la folla con un’espressione dolce e gentile. Il pubblico rispondeva prontamente alla loro esuberanza e con grandissimo affetto una vista gradita per me e molti altri. Durante ogni canzone, tutti cantavano ed il fatto che le canzoni fossero in coreano non importava minimamente.

Mia sorella mi aveva detto moltissime volte di quanto la musica significhi per i membri dei BTS, ma non mi aveva mai colpita fino ad ora. Trovo ammirevole che i BTS facciano tutto il possibile per dare ai fan così tanti contenuti, ma è ancor più ammirevole sapere che lo fanno per passione ed infondono questo amore in cose che vanno ben oltre la musica e la danza, nonostante le richieste fisiche e temporali. Questo amore intricato e senza limiti ha superato le barriere linguistiche, la distanza geografica e tanti altri fattori che cercano di separarci.

Forse è un concetto idealistico quello che l’amore possa vincere sui mali più oscuri del mondo, ma quello che ho visto, sentito e percepito durante quel concerto è stato indicativo del potere che il concetto intangibile dell’amore abbia davvero. Ogni ARMY può dirlo dalla donna afro-americana al ragazzo di dieci anni, al nonno premuroso, all’adolescente ciecoi BTS sostengono e dimostrano qualcosa che non può essere descritto da alcun dizionario o limitato ad una singola percezione. Non hanno bisogno di cantare o fare rap in inglese. Quello che fanno è di gran lunga più notevole dell’andare incontro al mercato occidentale abbandonando le proprie radici.

Non sono una filosofa. Non sono una storica, né una scienziata. Non sono un appassionata di musica e parlo solo una lingua. Ma non serve un genio o un accademico per capire cosa stiano cercando di dire i BTS al mondo.

Quando siamo tornati nella nostra camera d’albergo, mia sorella mi ha abbracciata e mi ha detto: “Questa è stata la notte migliore di tutta la mia vita“.

E penso sia stata anche la mia.

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Naive)
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Fonte: Medium

I BTS invadono L.A. insieme a Vogue – e lo fanno in grande stile!

Di Monica Kim.

“Whoa, quello è Raf?”, chiede J-Hope, il principale ballerino dei BTS, entrando in una suite di chintz nel centro di Los Angeles, arredata con divani color senape, e puntando dritto verso lo scaffale con jeans attillati e nel mezzo top occidentali. “Deve essere costoso”, mormora, passando le mani sulle strisce di gros grain, poi chiama i suoi compagni mentre entrano: “Ragazzi, è Calvin Klein!”

Il 10° piano dell’hotel è stato completamente chiuso per questa settimana di Novembre, in modo da ospitare il gruppo K-pop di sette membri nel corso della loro prima importante maratona di interviste negli Stati Uniti: James Corden, poi Jimmy Kimmel, una performance storica agli AMA (il primo gruppo coreano a farla), e infine Ellen DeGeneres, con altre brevi interviste infilate in mezzo. Nel loro penultimo giorno, hanno raggiunto un altro traguardo importante, diventando la prima band K-pop a riservarsi un servizio fotografico completo con Vogue, che ha proposto loro un tour divertente e spensierato della città che hanno conquistato.

Uno dopo l’altro, entrano nella stanza—Jungkook, il più giovane, è davvero impressionante di persona, un silenzio udibile cala nel momento in cui entra, sorprendendolo leggermente. Si dirige dritto verso la sedia da trucco per aspettare il solito ritocco, cantando dolcemente tra sé e sé per passare il tempo. Gli altri membri puntano il mucchio di snack sulla credenza: ramen e scatole di Pocky, croccanti Cheetos e Fritos, lattine di Coca-Cola, fette di torta Castella, Americano ghiacciati e dei giganteschi “rinfrescanti” frullati, in borracce verde acqua, etichettati e allineati con precisione militare.

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Jungkook si prepara ad andare.

La collezione Primavera 2018 di Calvin Klein Jeans è giustamente ammirata, dunque i ragazzi sgattaiolano via per vestirsi in privato e poi tornano per un’ispezione di gruppo. Sono estremamente particolari riguardo ai vestiti. “Sono dei perfezionisti”, fa notare un membro dello staff, con orgoglio, cinque volte quel giorno. Gli orli sono cuciti, scuciti e ricuciti finché non raggiungono esattamente la caviglia; Jungkook si stringe con una cintura per perfezionare la vestibilità, mentre Jimin e Suga confrontano gli orecchini a catena in argento, lasciati penzolanti, a sfiorare i colletti. Jin entra prontamente, si guarda gli stivali da cowboy color fiordaliso e fa spallucce per tutta risposta, poi si infila una fetta di Castella in bocca.

Circa 45 minuti dopo, i ragazzi si stringono tutti sul divano color senape e raccontano felicemente i momenti salienti degli ultimi sette giorni—come l’incontro con Post Malone agli AMA e il Panda Express dell’aeroporto—passando poi ad elencare le loro espressioni in gergo americano preferite. “Insegnaci qualcosa!”, chiede il leader RM, un tempo noto come Rap Monster. Un editor propone la parola “lituation”, composta da “lit” e “situation”.

(‘Lit’ significa grandioso/incredibile, mentre ‘situation’, situazione; ‘lituation’ sta per una qualunque situazione o avvenimento grandioso/incredibile)

I loro occhi brillano, come se avessero ricevuto un giocattolo nuovo di zecca. “Lituation! È grandioso.”

E così è stato.

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I ragazzi nel party bus.

Ormai, tutto ciò che c’è da sapere riguardo ai BTS è uscito nelle interviste. ‘BTS’ sta per ‘Bangtan Sonyeondan’, o ‘Bulletproof Boy Scouts’; la scorsa estate, quando la loro visibilità negli Stati Uniti è cresciuta, hanno aggiunto il significato di ‘Beyond the Scene’. La boy band, composta da sette membri, ha debuttato nel 2013 sotto la Big Hit Entertainment, una società di intrattenimento con sede a Seul che al tempo era di piccole dimensioni e poco conosciuta. Inizialmente, la loro musica ha preso più dal rap e dall’hip-hop. Nel 2015, hanno cambiato direzione, iniziando ad attirare l’attenzione internazionale grazie a brani dance ad alta energia (“Dope”) e torch EDM (“Save Me”), ma la Big Hit è rimasta centrata sull’Asia (questo editore ha tentato di organizzare un servizio fotografico con la band quell’estate, ma è stato respinto).

Tutto è cambiato lo scorso maggio ai Billboard Music Awards 2017, quando i BTS sono volati a Las Vegas per accettare il Top Social Artist, in abiti di seta Saint Laurent, e il conseguente chiacchiericcio su Twitter (la piattaforma social preferita dalla band) ha fatto il resto. Da questo momento in poi, l’attenzione è aumentata vorticosamente, e quando hanno programmato i loro voli per la West Coast, la stampa e i fan erano pronti a piombare su di loro— al loro arrivo a Los Angeles, sono stati accolti da una folla strillante di ragazze e ragazzi, che si accalcavano spingendo contro la fila di guardie della sicurezza in camicie gialle, disposti a formare un muro umano per proteggerli.

Il viaggio a L.A. è stato una sorta di traguardo culturale del pop, che non si vedeva da quando i Beatles arrivarono a New York (o gli One Direction, beh, ovunque), ma di diversa entità. Per innumerevoli asiatici-americani, ha significato tantissimo vedere sette coreani celebrati su scala globale. Tornati a casa, i connazionali dei sette ragazzi sono rimasti stupiti nel vedere un gruppo dei loro andare così lontano (insolitamente, i BTS sono esplosi prima all’estero, vincendo il loro primo daesang, o importante premio musicale coreano, solo nel 2016). Anche i ragazzi lo sanno—nel corso della nostra giornata con loro, trascorrono gran parte del tempo a sbalordirsi felicemente dell’attenzione ricevuta.

“È ancora difficile credere che stia accadendo”, dice Jin. “È come un sogno.”

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V canta al karaoke.

Sono le 15:45 e i ragazzi sono finalmente saliti sul party bus (in quale altro modo si può girare L.A. con un piccolo entourage?). All’ultimo conteggio dei presenti c’erano: sette stelle del K-pop, tre editor di Vogue, una troupe video di quattro uomini, un manager, una guardia del corpo, un traduttore, un truccatore, un assistente e l’autista. Il resto della squadra (tre guardie del corpo aggiuntive, due parrucchieri e un assistente del trucco, altri manager e due pubblicisti) seguono in scintillanti Escalade nere. L’autobus è equipaggiato di sedili di pelle e luci colorate lampeggianti, e al centro di un palo d’argento. Ci sono anche degli snack: bottiglie di Coca-Cola tenute nel ghiaccio, da far passare tra i ragazzi, salatini ricoperti di yogurt, barrette Kind, e un sacchetto di nachos Doritos al formaggio, che Jimin afferra allegramente, dicendo “Questi sono i miei preferiti!”.

“Questo è il genere di posto in cui organizzate le feste?”, chiede Jin guardando con sospetto il palo. Una volta spiegatogli che il party bus serve per portarli da un club all’altro (“quindi la festa non si ferma mai”), il gruppo si dimostra sbalordito (“Wow, gli Americani …”). Con piacere, J-Hope ha fatto partire alcune delle loro canzoni preferite della playlist: “Havana”, “Dirty Pop”. Per la prima volta dopo giorni si sono lasciati andare, si sono lasciati alle spalle lo stress degli AMAs, e appaiono pieni di energia da scaricare.

Il suono del basso fa vibrare le pareti e V raccoglie due tappi di bottiglia di Coca-Cola abbandonati in un angolo, poggiandoseli sugli occhi, ridendo e agitandosi selvaggiamente scatenando grandi risate. Jin e RM fanno a turno per scivolare e saltellare intorno al palo in maniera sorprendente, fino a quando ogni membro del gruppo e della squadra si ritrova a ridere.

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Jungkook, Jin e il resto del gruppo salgono le scale del Dave & Buster’s.

Perchè i BTS sono così famosi?

Sono molto lontani dal primo artista sudcoreano che ha sfondato negli Stati Uniti — le SNSD (o Girls’ Generation) con la loro hit divenuta presto virale “Gee”, ma anche Rain, che ha battuto Stephen Colbert per il Time’s Top Influencer nel 2007 (come stabilito dai voti dei fan)–ma la nube di attenzione che aleggia attorno a loro risulta essere totalmente diversa. Si tratta tutto di tempistiche: nel momento giusto, hanno trovato un gruppo di fan totalmente fedeli chiamati ARMY, che si appassionano, crescono in fretta, e che hanno lanciato i loro ragazzi nello stardom internazionale. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione il panorama dei media. È per questo che i Billboard Music Awards hanno rappresentato un punto di svolta – i media hanno visto in loro un potenziale aumento delle visualizzazioni della pagina e la conseguente crescita esponenziale della copertura mediatica, che in quel momento, per sgomento degli Army, è stata percepita come ipocrita.

Prendiamo come esempio James Corden, che è stato soggetto dell’ira di molti per aver compiaciuto i fan. Peggio ancora quegli intervistatori americani i quali, senza aver fatto alcun tipo di ricerca, hanno rivolto spesso domande patrocinanti e prive di informazioni – come “Balli?” — a persone conosciute per quello (*per il fatto di ballare, ad esempio). È stata dura per gli ARMY guardare questo genere di interviste superficiali, condotte da persone che conoscevano appena (e sicuramente a cui non importava) i loro ragazzi, che puntavano solo all’attenzione che avrebbero guadagnato; in molti modi, sono stati trattati come una novità asiatica.

Tuttavia il mondo della moda sembra impaziente di accoglierli in modo più equilibrato, cosa che ai ragazzi piace molto. Hanno indossato capi di Anthony Vaccarello e Saint Laurent per entrambi i red carpet americani; passano molto tempo preoccupandosi di orologi e orecchini, e a documentare i loro look giornalieri. Sul party bus hanno prestato molta attenzione nell’addentare i loro hot dog ricchi di salsa per non farne cadere neanche una goccia. Sono grandi fan di grandi marchi come Gucci, WTAPS e Calvin (e Raf per il materiale), però in Corea il prezzo di CK è abbastanza alto a causa delle tasse di importo. “Che ne dite di uno sconto di gruppo: 30 pacchi di magliette di Calvin al prezzo di 30$, che ne pensate?” propone Jungkook ridendo. “Abbiamo un accordo?”

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V e Jimin provano lo spara-tutto, mentre Jungkook e Jin giocano allo DDR.

Nel corso del loro tour intorno alla città, i BTS sono stati avvicinati da un cameraman fuori da un chiosco di hot dog vicino ad Hollywood. Il filmato è presto diventato virale e le voci si sono presto diffuse sostenendo che la band avesse cancellato un “meet and greet” senza alcun motivo. Ovviamente, la verità è che nessun meet and greet era in programma, ma l’impegno dei ragazzi era un servizio fotografico riservato con questa rivista: il proprietario aveva stipulato un contratto, in cui una clausola disponeva che l’evento sarebbe stato chiuso al pubblico. Alla fine, scopriamo che il giorno prima su Twitter alcuni account avevano diffuso l’orario esatto in cui la band sarebbe arrivata al servizio fotografico, invitando i fan a presentarsi.

Il bus accosta davanti ad almeno tre troupe televisive, tra cui ABC News e TMZ, e una folla di fan che aspettano: non è più possibile fare il servizio fotografico. Per rispettare il programma, il team è costretto a spostarsi qualche isolato più avanti. Alla fine, alcuni cameraman però riescono comunque a scovare la nuova location; un uomo aggressivo, in particolare, inizia a gridare circa i suoi diritti ad una guardia del corpo (la guardia, non capendo l’inglese, rimane abbastanza impassibile). Ci si ritrova costretti a concludere il servizio e i ragazzi ritornano sul bus.
“Finirete con il perdere tutti i vostri fan americani prima ancora di venire qui”, grida dietro loro.

“Cosa ha detto?”, chiedono una volta sul bus. Sembrano aver i nervi a fior di pelle, per la maggior parte confusi dal panico della vicenda. I truccatori e parrucchieri li rincorrono per tamponargli oli alle erbe dietro il collo e per offrirgli un rilassante massaggio alle spalle.

Una volta che i commenti dell’uomo vengono tradotti, la tensione accumulata dai ragazzi si distende e ridono.

“Ringraziatelo per essersi preoccupato per noi!”, dice J-Hope, sorridendo.

“Si!”, aggiunge Jungkook, “grazie mille!”

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Un primo piano della partita al DDR.

Persino lo staff della Big Hit, sebbene evidentemente dispiaciuto, sembra segretamente eccitato. “I paparazzi erano qui!”, dice qualcuno di sfuggita. “Questo vuol dire che ce l’abbiamo davvero fatta, huh”. Riaffiorano ricordi del 2014 quando i BTS sono venuti a L.A. per registrare il loro reality TV “American Hustle Life”, durante il quale hanno imparato molto sulla cultura hip-hop. Un evento memorabile è stato quando i ragazzi dovevano approcciare delle ragazze in modo casuale e invitarle a far parte del loro video musicale, riscuotendo un certo successo. Adesso ci sono le squadra di sicurezza e TMZ.

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J-Hope, Suga e RM fanno qualche tiro.

Un quadro più felice viene dipinto al Dave & Buster’s, una catena di sale giochi per adulti, dove ai ragazzi vengono dati illimitati biglietti per giocare e un set gratuito. In una serata infrasettimanale la zona è tranquilla, si trovano giusto una manciata di famiglie con i loro bambini per ammazzare il tempo; nessuno presta molta attenzione al gruppo di ragazzi attraenti. Jungkook e Jin fanno un giro sulla Dance Dance Revolution (DDR) e si sfidano, i loro stivali da cowboy brevettati sfrecciano freneticamente sul tappetino. Suga e Jimin raggiungono il posto in cui si gioca in prima persona ad uno spara-tutto, mentre J-Hope e RM fanno qualche tiro a basket. Dall’altra parte della sala, V cattura l’attenzione di un bambino – “Mamma, erano in televisione l’altra sera!”– e si fa un selfie insieme a lui, prima di rivolgere la sua attenzione ad una macchina dove bisogna lanciare delle palle grandi quanto un palmo all’interno di alcuni cerchi. “Aspettate, è davvero difficile!”, dice chiamando Jimin per il suo turno (Jimin le lancia senza alcuna fatica all’interno dei giusti spazi).

La loro energia è contagiosa – e sembra inesauribile. Dopo aver terminato il servizio e dopo essersi inchinati educatamente davanti all’intera crew, i sette ragazzi sono saliti sulla loro Escalade e sono tornati immediatamente in hotel. Sono ritornati nelle loro stanze, hanno indossato degli abiti puliti e hanno continuato l’intervista che era stata interrotta nel pomeriggio. Il mattino seguente, di buon’ora, sono apparsi all’Ellen Show, e dopo sono andati direttamente al “LAX” (Aeroporto internazionale di Los Angeles) e sono tornati in Corea per iniziare le prove per le premiazione di fine anno, facendo pratica giorno e notte.

Non c’è dubbio che fossero stanchi, ma ciò nonostante, loro hanno continuato a sorridere e sono andati avanti. Chissà, magari la bellezza sta alla base: solo sette giovani ragazzi, che si godono la corsa.00-story-bts

Direttore: Rony Alwin

Redattrice di Moda: Yohana Lebasi
Assistente di Camera: Russ Fraser
Pettinature: Ji Hye Kim, Jin Young Seo
Trucco: Da Reum Kim, Hyuna Baek
Suono: Gray Thomas-Sowers
Editor: Jesse Threatt
Musica: “DNA” by BTS
Filmato al Dave & Buster’s, Staples Center, JW Marriott Los Angeles L.A. Live

Articolo originale: https://www.vogue.com/article/bts-kpop-band-in-los-angeles-vogue-video-shoot

Traduzione a cura di Bantan Sonyeondan – BTS ITALIA @marybtsitalia @freakle98 | @btsitalia_twt.

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