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I BTS invadono L.A. insieme a Vogue – e lo fanno in grande stile!

Di Monica Kim.

“Whoa, quello è Raf?”, chiede J-Hope, il principale ballerino dei BTS, entrando in una suite di chintz nel centro di Los Angeles, arredata con divani color senape, e puntando dritto verso lo scaffale con jeans attillati e nel mezzo top occidentali. “Deve essere costoso”, mormora, passando le mani sulle strisce di gros grain, poi chiama i suoi compagni mentre entrano: “Ragazzi, è Calvin Klein!”

Il 10° piano dell’hotel è stato completamente chiuso per questa settimana di Novembre, in modo da ospitare il gruppo K-pop di sette membri nel corso della loro prima importante maratona di interviste negli Stati Uniti: James Corden, poi Jimmy Kimmel, una performance storica agli AMA (il primo gruppo coreano a farla), e infine Ellen DeGeneres, con altre brevi interviste infilate in mezzo. Nel loro penultimo giorno, hanno raggiunto un altro traguardo importante, diventando la prima band K-pop a riservarsi un servizio fotografico completo con Vogue, che ha proposto loro un tour divertente e spensierato della città che hanno conquistato.

Uno dopo l’altro, entrano nella stanza—Jungkook, il più giovane, è davvero impressionante di persona, un silenzio udibile cala nel momento in cui entra, sorprendendolo leggermente. Si dirige dritto verso la sedia da trucco per aspettare il solito ritocco, cantando dolcemente tra sé e sé per passare il tempo. Gli altri membri puntano il mucchio di snack sulla credenza: ramen e scatole di Pocky, croccanti Cheetos e Fritos, lattine di Coca-Cola, fette di torta Castella, Americano ghiacciati e dei giganteschi “rinfrescanti” frullati, in borracce verde acqua, etichettati e allineati con precisione militare.

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Jungkook si prepara ad andare.

La collezione Primavera 2018 di Calvin Klein Jeans è giustamente ammirata, dunque i ragazzi sgattaiolano via per vestirsi in privato e poi tornano per un’ispezione di gruppo. Sono estremamente particolari riguardo ai vestiti. “Sono dei perfezionisti”, fa notare un membro dello staff, con orgoglio, cinque volte quel giorno. Gli orli sono cuciti, scuciti e ricuciti finché non raggiungono esattamente la caviglia; Jungkook si stringe con una cintura per perfezionare la vestibilità, mentre Jimin e Suga confrontano gli orecchini a catena in argento, lasciati penzolanti, a sfiorare i colletti. Jin entra prontamente, si guarda gli stivali da cowboy color fiordaliso e fa spallucce per tutta risposta, poi si infila una fetta di Castella in bocca.

Circa 45 minuti dopo, i ragazzi si stringono tutti sul divano color senape e raccontano felicemente i momenti salienti degli ultimi sette giorni—come l’incontro con Post Malone agli AMA e il Panda Express dell’aeroporto—passando poi ad elencare le loro espressioni in gergo americano preferite. “Insegnaci qualcosa!”, chiede il leader RM, un tempo noto come Rap Monster. Un editor propone la parola “lituation”, composta da “lit” e “situation”.

(‘Lit’ significa grandioso/incredibile, mentre ‘situation’, situazione; ‘lituation’ sta per una qualunque situazione o avvenimento grandioso/incredibile)

I loro occhi brillano, come se avessero ricevuto un giocattolo nuovo di zecca. “Lituation! È grandioso.”

E così è stato.

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I ragazzi nel party bus.

Ormai, tutto ciò che c’è da sapere riguardo ai BTS è uscito nelle interviste. ‘BTS’ sta per ‘Bangtan Sonyeondan’, o ‘Bulletproof Boy Scouts’; la scorsa estate, quando la loro visibilità negli Stati Uniti è cresciuta, hanno aggiunto il significato di ‘Beyond the Scene’. La boy band, composta da sette membri, ha debuttato nel 2013 sotto la Big Hit Entertainment, una società di intrattenimento con sede a Seul che al tempo era di piccole dimensioni e poco conosciuta. Inizialmente, la loro musica ha preso più dal rap e dall’hip-hop. Nel 2015, hanno cambiato direzione, iniziando ad attirare l’attenzione internazionale grazie a brani dance ad alta energia (“Dope”) e torch EDM (“Save Me”), ma la Big Hit è rimasta centrata sull’Asia (questo editore ha tentato di organizzare un servizio fotografico con la band quell’estate, ma è stato respinto).

Tutto è cambiato lo scorso maggio ai Billboard Music Awards 2017, quando i BTS sono volati a Las Vegas per accettare il Top Social Artist, in abiti di seta Saint Laurent, e il conseguente chiacchiericcio su Twitter (la piattaforma social preferita dalla band) ha fatto il resto. Da questo momento in poi, l’attenzione è aumentata vorticosamente, e quando hanno programmato i loro voli per la West Coast, la stampa e i fan erano pronti a piombare su di loro— al loro arrivo a Los Angeles, sono stati accolti da una folla strillante di ragazze e ragazzi, che si accalcavano spingendo contro la fila di guardie della sicurezza in camicie gialle, disposti a formare un muro umano per proteggerli.

Il viaggio a L.A. è stato una sorta di traguardo culturale del pop, che non si vedeva da quando i Beatles arrivarono a New York (o gli One Direction, beh, ovunque), ma di diversa entità. Per innumerevoli asiatici-americani, ha significato tantissimo vedere sette coreani celebrati su scala globale. Tornati a casa, i connazionali dei sette ragazzi sono rimasti stupiti nel vedere un gruppo dei loro andare così lontano (insolitamente, i BTS sono esplosi prima all’estero, vincendo il loro primo daesang, o importante premio musicale coreano, solo nel 2016). Anche i ragazzi lo sanno—nel corso della nostra giornata con loro, trascorrono gran parte del tempo a sbalordirsi felicemente dell’attenzione ricevuta.

“È ancora difficile credere che stia accadendo”, dice Jin. “È come un sogno.”

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V canta al karaoke.

Sono le 15:45 e i ragazzi sono finalmente saliti sul party bus (in quale altro modo si può girare L.A. con un piccolo entourage?). All’ultimo conteggio dei presenti c’erano: sette stelle del K-pop, tre editor di Vogue, una troupe video di quattro uomini, un manager, una guardia del corpo, un traduttore, un truccatore, un assistente e l’autista. Il resto della squadra (tre guardie del corpo aggiuntive, due parrucchieri e un assistente del trucco, altri manager e due pubblicisti) seguono in scintillanti Escalade nere. L’autobus è equipaggiato di sedili di pelle e luci colorate lampeggianti, e al centro di un palo d’argento. Ci sono anche degli snack: bottiglie di Coca-Cola tenute nel ghiaccio, da far passare tra i ragazzi, salatini ricoperti di yogurt, barrette Kind, e un sacchetto di nachos Doritos al formaggio, che Jimin afferra allegramente, dicendo “Questi sono i miei preferiti!”.

“Questo è il genere di posto in cui organizzate le feste?”, chiede Jin guardando con sospetto il palo. Una volta spiegatogli che il party bus serve per portarli da un club all’altro (“quindi la festa non si ferma mai”), il gruppo si dimostra sbalordito (“Wow, gli Americani …”). Con piacere, J-Hope ha fatto partire alcune delle loro canzoni preferite della playlist: “Havana”, “Dirty Pop”. Per la prima volta dopo giorni si sono lasciati andare, si sono lasciati alle spalle lo stress degli AMAs, e appaiono pieni di energia da scaricare.

Il suono del basso fa vibrare le pareti e V raccoglie due tappi di bottiglia di Coca-Cola abbandonati in un angolo, poggiandoseli sugli occhi, ridendo e agitandosi selvaggiamente scatenando grandi risate. Jin e RM fanno a turno per scivolare e saltellare intorno al palo in maniera sorprendente, fino a quando ogni membro del gruppo e della squadra si ritrova a ridere.

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Jungkook, Jin e il resto del gruppo salgono le scale del Dave & Buster’s.

Perchè i BTS sono così famosi?

Sono molto lontani dal primo artista sudcoreano che ha sfondato negli Stati Uniti — le SNSD (o Girls’ Generation) con la loro hit divenuta presto virale “Gee”, ma anche Rain, che ha battuto Stephen Colbert per il Time’s Top Influencer nel 2007 (come stabilito dai voti dei fan)–ma la nube di attenzione che aleggia attorno a loro risulta essere totalmente diversa. Si tratta tutto di tempistiche: nel momento giusto, hanno trovato un gruppo di fan totalmente fedeli chiamati ARMY, che si appassionano, crescono in fretta, e che hanno lanciato i loro ragazzi nello stardom internazionale. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione il panorama dei media. È per questo che i Billboard Music Awards hanno rappresentato un punto di svolta – i media hanno visto in loro un potenziale aumento delle visualizzazioni della pagina e la conseguente crescita esponenziale della copertura mediatica, che in quel momento, per sgomento degli Army, è stata percepita come ipocrita.

Prendiamo come esempio James Corden, che è stato soggetto dell’ira di molti per aver compiaciuto i fan. Peggio ancora quegli intervistatori americani i quali, senza aver fatto alcun tipo di ricerca, hanno rivolto spesso domande patrocinanti e prive di informazioni – come “Balli?” — a persone conosciute per quello (*per il fatto di ballare, ad esempio). È stata dura per gli ARMY guardare questo genere di interviste superficiali, condotte da persone che conoscevano appena (e sicuramente a cui non importava) i loro ragazzi, che puntavano solo all’attenzione che avrebbero guadagnato; in molti modi, sono stati trattati come una novità asiatica.

Tuttavia il mondo della moda sembra impaziente di accoglierli in modo più equilibrato, cosa che ai ragazzi piace molto. Hanno indossato capi di Anthony Vaccarello e Saint Laurent per entrambi i red carpet americani; passano molto tempo preoccupandosi di orologi e orecchini, e a documentare i loro look giornalieri. Sul party bus hanno prestato molta attenzione nell’addentare i loro hot dog ricchi di salsa per non farne cadere neanche una goccia. Sono grandi fan di grandi marchi come Gucci, WTAPS e Calvin (e Raf per il materiale), però in Corea il prezzo di CK è abbastanza alto a causa delle tasse di importo. “Che ne dite di uno sconto di gruppo: 30 pacchi di magliette di Calvin al prezzo di 30$, che ne pensate?” propone Jungkook ridendo. “Abbiamo un accordo?”

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V e Jimin provano lo spara-tutto, mentre Jungkook e Jin giocano allo DDR.

Nel corso del loro tour intorno alla città, i BTS sono stati avvicinati da un cameraman fuori da un chiosco di hot dog vicino ad Hollywood. Il filmato è presto diventato virale e le voci si sono presto diffuse sostenendo che la band avesse cancellato un “meet and greet” senza alcun motivo. Ovviamente, la verità è che nessun meet and greet era in programma, ma l’impegno dei ragazzi era un servizio fotografico riservato con questa rivista: il proprietario aveva stipulato un contratto, in cui una clausola disponeva che l’evento sarebbe stato chiuso al pubblico. Alla fine, scopriamo che il giorno prima su Twitter alcuni account avevano diffuso l’orario esatto in cui la band sarebbe arrivata al servizio fotografico, invitando i fan a presentarsi.

Il bus accosta davanti ad almeno tre troupe televisive, tra cui ABC News e TMZ, e una folla di fan che aspettano: non è più possibile fare il servizio fotografico. Per rispettare il programma, il team è costretto a spostarsi qualche isolato più avanti. Alla fine, alcuni cameraman però riescono comunque a scovare la nuova location; un uomo aggressivo, in particolare, inizia a gridare circa i suoi diritti ad una guardia del corpo (la guardia, non capendo l’inglese, rimane abbastanza impassibile). Ci si ritrova costretti a concludere il servizio e i ragazzi ritornano sul bus.
“Finirete con il perdere tutti i vostri fan americani prima ancora di venire qui”, grida dietro loro.

“Cosa ha detto?”, chiedono una volta sul bus. Sembrano aver i nervi a fior di pelle, per la maggior parte confusi dal panico della vicenda. I truccatori e parrucchieri li rincorrono per tamponargli oli alle erbe dietro il collo e per offrirgli un rilassante massaggio alle spalle.

Una volta che i commenti dell’uomo vengono tradotti, la tensione accumulata dai ragazzi si distende e ridono.

“Ringraziatelo per essersi preoccupato per noi!”, dice J-Hope, sorridendo.

“Si!”, aggiunge Jungkook, “grazie mille!”

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Un primo piano della partita al DDR.

Persino lo staff della Big Hit, sebbene evidentemente dispiaciuto, sembra segretamente eccitato. “I paparazzi erano qui!”, dice qualcuno di sfuggita. “Questo vuol dire che ce l’abbiamo davvero fatta, huh”. Riaffiorano ricordi del 2014 quando i BTS sono venuti a L.A. per registrare il loro reality TV “American Hustle Life”, durante il quale hanno imparato molto sulla cultura hip-hop. Un evento memorabile è stato quando i ragazzi dovevano approcciare delle ragazze in modo casuale e invitarle a far parte del loro video musicale, riscuotendo un certo successo. Adesso ci sono le squadra di sicurezza e TMZ.

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J-Hope, Suga e RM fanno qualche tiro.

Un quadro più felice viene dipinto al Dave & Buster’s, una catena di sale giochi per adulti, dove ai ragazzi vengono dati illimitati biglietti per giocare e un set gratuito. In una serata infrasettimanale la zona è tranquilla, si trovano giusto una manciata di famiglie con i loro bambini per ammazzare il tempo; nessuno presta molta attenzione al gruppo di ragazzi attraenti. Jungkook e Jin fanno un giro sulla Dance Dance Revolution (DDR) e si sfidano, i loro stivali da cowboy brevettati sfrecciano freneticamente sul tappetino. Suga e Jimin raggiungono il posto in cui si gioca in prima persona ad uno spara-tutto, mentre J-Hope e RM fanno qualche tiro a basket. Dall’altra parte della sala, V cattura l’attenzione di un bambino – “Mamma, erano in televisione l’altra sera!”– e si fa un selfie insieme a lui, prima di rivolgere la sua attenzione ad una macchina dove bisogna lanciare delle palle grandi quanto un palmo all’interno di alcuni cerchi. “Aspettate, è davvero difficile!”, dice chiamando Jimin per il suo turno (Jimin le lancia senza alcuna fatica all’interno dei giusti spazi).

La loro energia è contagiosa – e sembra inesauribile. Dopo aver terminato il servizio e dopo essersi inchinati educatamente davanti all’intera crew, i sette ragazzi sono saliti sulla loro Escalade e sono tornati immediatamente in hotel. Sono ritornati nelle loro stanze, hanno indossato degli abiti puliti e hanno continuato l’intervista che era stata interrotta nel pomeriggio. Il mattino seguente, di buon’ora, sono apparsi all’Ellen Show, e dopo sono andati direttamente al “LAX” (Aeroporto internazionale di Los Angeles) e sono tornati in Corea per iniziare le prove per le premiazione di fine anno, facendo pratica giorno e notte.

Non c’è dubbio che fossero stanchi, ma ciò nonostante, loro hanno continuato a sorridere e sono andati avanti. Chissà, magari la bellezza sta alla base: solo sette giovani ragazzi, che si godono la corsa.00-story-bts

Direttore: Rony Alwin

Redattrice di Moda: Yohana Lebasi
Assistente di Camera: Russ Fraser
Pettinature: Ji Hye Kim, Jin Young Seo
Trucco: Da Reum Kim, Hyuna Baek
Suono: Gray Thomas-Sowers
Editor: Jesse Threatt
Musica: “DNA” by BTS
Filmato al Dave & Buster’s, Staples Center, JW Marriott Los Angeles L.A. Live

Articolo originale: https://www.vogue.com/article/bts-kpop-band-in-los-angeles-vogue-video-shoot

Traduzione a cura di Bantan Sonyeondan – BTS ITALIA @marybtsitalia @freakle98 | @btsitalia_twt.

Prendere con crediti.

I BTS sono tornati! I Re del K-pop parlano del loro nuovo Album e del loro stile sempre in evoluzione (parte II)

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V

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Nel mio caso, mi piace scegliere un pezzo che spicca su tutto il resto. Mi piacciono le camicie particolari, oppure mi metto una camicia semplice e una cravatta originale. Mi piacciono anche i pezzi vintage, che si notino di più. Vado in certi negozi e cerco abbigliamento senza etichetta. Si possono trovare un sacco di maglie senza marca, e ne indosso molte.

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono gli occhiali alla moda vecchia, un po’ vintage. Se parliamo di accessori, mi piacciono davvero tutti.

Chi è la tua icona di stile al momento? Non ho un modello al momento, ma più avanti vorrei evocare l’attore Ryoo Seung-bum [conosciuto per il suo stile inimitabile]

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JIMIN

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Ad essere onesto, non penso molto allo stile, non sono il tipo “Oh, questo è il mio genere”. Seguo l’umore, che cambia molto da giorno a giorno. Di solito mi piace una vasta gamma di stili, ma ultimamente ho indossato spesso cose semplici e confortevoli. Maglie, pantaloni semplici

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono tanto gli accessori. Cappelli, cappellini, berretti, mi piacciono tutti. Cerco anche orecchini, anelli e collane che si facciano notare…mi piace metterne tanti insieme.

Chi è la tua icona di stile al momento? Non ne ho uno preciso, mi piace cercare su Internet gente cool e ben vestita, e lasciarmi ispirare così.

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JUNGKOOK

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Hai mai sentito la parola paealmot [ignorante nella moda]? Io non so proprio niente di moda. Per cui mi metto qualsiasi cosa sia comoda. Indosso un sacco di vestiti sportivo-casual e da allenamento – pantaloni di tute e felpe – perchè mi piace essere attivo.

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Non mi interessa granchè degli accessori, eccetto i cappelli. Mi piacciono quelli a secchiello e i berretti, e qualche volta porto anelli o braccialetti. Sono quel tipo di persona che quando se li mette, non li toglie più

Chi è la tua icona di stile al momento? Io sono il mio modello, voglio seguire me stesso.

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JIN

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Per andare in giro mi piacciono i vestiti caldi e comodi. Mi piace la moda semplice, ovviamente. Il mio stile è pulito, sobrio e gentile. Diciamo che mi piace mettere felponi e felpe col cappuccio. Quanto interessa la moda? “Come abbino questo e quello insieme…” Ho la tendenza a stare davanti all’armadio a preoccuparmi così

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono gli accessori d’argento Penso che mi donino.

Chi è la tua icona di stile al momento? L’attore Kang Dong Won. I vestiti che porta lui hanno lo stile e la vestibilità che piace a me

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J-HOPE

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Mi piace lo streetwear e i look colorati. Adesso mi sono fissato con le borse – queste piccole borse a tracolla sono fantastiche

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono molto i cappelli – quelli a secchiello, le visiere, i berretti e quelli su misura. E, come ho detto prima, mi piacciono molto le borse. Anche le scarpe che non passano inosservate. Ultimamente ho messo un sacco di scarpe da ginnastica, di quelle che stanno bene coi pantaloni molto larghi

Chi è la tua icona di stile al momento? Mi piace A$AP Rocky. Come posso dire…si veste alla moda, ma anche per sé stesso. Ha creato il suo stile personale. E’ figo, ma ha un’aria pulita e ordinata. Mi piace quello stile A$AP Mob.

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SUGA

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Di recente porto un sacco le Jordan, le scarpe. E porto un sacco anche le pantofole, e vestiti comodi in generale. Mi piace quando cadono molto grandi.

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Anche a me piacciono molto gli accessori, specialmente anelli e bracciali. Gli anelli da re, quelli molto grossi. Ne porto tanti, tutti assieme.

Chi è la tua icona di stile al momento? Come Jungkook, non ne ho una in realtà. Cerco quello che mi piace e che mi mette a mio agio indossare

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RAPMON

Parlaci un po’ del tuo stile personale. Cosa ti piace ultimamente? Di questi tempi sarei più per lo stare comodo. Sono molto interessato alle marche giapponesi, per cui ho cercato personaggi giapponesi cool e studio attentamente il loro stile. Marche tipo WTAPS, Visvim, mi piacciono molto

Qual è l’oggetto senza il quale non riusciresti a vivere? Mi piacciono i cappelli. Una preferenza…mi piacciono un po’ tutti, però? Davvero, porto cappelli di continuo

Chi è la tua icona di stile al momento? Gente stilosa che ammiro, ma anche persone che vedo passare per le strade di Seoul. La gente qui si veste così bene che è facile essere ispirati.

 

Articolo originale: Vogue.com

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
Preghiamo di prendere solo con i crediti.

I BTS sono tornati! I Re del K-pop parlano del loro nuovo Album e del loro stile sempre in evoluzione (parte I)

Il comeback di cui il mondo intero sentiva parlare: i BTS, re internazionali del K-pop, sono tornati questa settimana con un album nuovo di zecca. Per i sette membri del gruppo, lo scorso anno è passato come un sogno: hanno vinto il loro primo daesang (il più importante premio musicale in Corea), hanno rubato la scena vestiti di Saint Laurent ai Billboard Music Award vincendo come Top Social Artist, hanno ricevuto una serie inviti da stelle come i The Chainsmokers, Charli XCX, Ansel Elgort (più o meno chiunque passasse per Seoul era apparentemente ansioso di cavalcare l’onda BTS). Adesso, con l’uscita questa settimana del loro quinto EP, Love Yourself: Her, i BTS puntano ad ottenere il massimo da quest’incredibile momento.

La verità è che da tempo nessun altro artista coreano era stato in grado di penetrare nel mercato americano in questo modo; di rimando, il successo internazionale li ha resi più importanti in casa, dove una volta erano solo un gruppetto. Possono ringraziare un’affezionata fanbase – a ragion veduta chiamata ARMY – la cui devozione frenetica rivaleggia con quella dei Directioners, e che ha dalla sua parte grandi numeri d’oltreoceano. Per attingerne ancora di più, i BTS hanno aggiunto un nuovo significato al loro acronimo in luglio (l’originale, Bangtan Sonyeondan o BoyScout a prova di proiettile; il secondo, Beyond The Scene, Oltre le Quinte) come brand identity alternativa.

Più essenziali, sperano di regalare un ritorno sulle scene dinamico premendo l’interruttore e rivelando per l’ennesima volta un lato di sé stessi del tutto nuovo.

Love Yourself: Her è un’evoluzione musicale e visiva dei temi precedenti – dell’amore giovanile, con l’atmosfera soffusa e allo stesso tempo vivida di un sogno ad occhi aperti. Il primo MV, per “DNA”, offre dolci accordi di chitarra, maglie da pallacanestro e maglioni dai vivaci colori primari; ha accumulato più di 20 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore, stabilendo un nuovo record nel K-pop. Oggi, i BTS hanno ricreato il set dal vivo per la prima volta allo show Music Bank in camicie di seta e pantaloni semplici, permettendo ai loro passi di danza fluidi di stare al centro dell’attenzione.

Appena prima dell’uscita, i membri si sono fermati per un’intervista esclusiva con Vogue per analizzare il loro nuovo look e l’evoluzione del loro stile personale. Nonostante la lunga giornata di riprese e allenamente di danza, erano di buon umore, ridevano e chiacchieravano allegri. “Si comincia!” dice J-Hope. E allora, si comincia.

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Raccontateci dell’aspetto del nuovo concept per questo album. Che tipo di stile avete scelto per esprimerlo?

Suga: Riguarda dei ragazzi che si innamorano. Ci sono quattro versioni di amore, e abbiamo scattato quattro foto diverse per mostrarle. Sono tutte differenti, ma lo stesso sentimento traspare da ogni scatto. C’è un senso di giocosità, di amici che passano il loro tempo libero insieme, comodamente a casa, quel tipo di sensazione fugace. Dal punto di vista visivo, spaziamo. I testi e la musica stessa riguardano il trovare il proprio destino. In questo album, copriamo un vasto numero di generi: alcune canzoni ad alto tasso energetico, altre molto hip-hop. E’ molto vario. Lo stile lo è altrettanto, spaziando tra vestiti colorati, sportivi, da tempo libero e giovanili. Si abbinano bene: musica potente, vestiti colorati.

J-Hope: Nel complesso uno stile molto colorato e sportivo. Penso che abbia anche un’aria un po’ retro. Credo che ognuno di noi sette tiri fuori un po’ del suo ragazzino interiore attraverso l’abbigliamento.

Suga: E’ completamente diverso. Quando abbiamo fatto You Never Walk Alone, portavamo un sacco di vestiti casual. Stavolta sono molto più sgargianti. Super colorati, eppure più ricercati e comodi allo stesso tempo. Hanno quella sensazione rassicurante.

J-Hope: Già, questa volta volevamo mostrare un po’ di questo lato fanciullesco.

 

Come descrivereste lo stile dei BTS in generale, guardandovi indietro?

Rapmon: Semplicemente stile.

Jimin: A essere onesti, direi che abbiamo uno stile molto energetico.

 

Si è parlato un sacco del concetto di individualità che sperate di esprimere come gruppo. Fa parte del vostro stile il lasciare che ogni membro faccia trasparire sé stesso?

Jimin: Ovvio, è importante. Con ogni album nuovo, facciamo un sacco di prove costume. E ogni volta che le facciamo, parliamo molto, e condividiamo i nostri pensieri mano a mano. Ci impegniamo molto nello scegliere abbigliamento che esprima ciò che siamo e la sensazione che vogliamo convogliare con il concept di ogni album. Vogliamo canalizzarlo, ma senza perdere la nostra individualità.

V: Non credo che abbiamo uno stile che ci contraddistingue. Con ogni concept, lo cambiamo completamente, e sono stati molto diversi tra loro. Per “Boy in Luv” indossavamo uniformi scolastiche. Per “Blood, Sweat &Tears” una varietà di camicie e completi. Come artisti, dobbiamo modificare il nostro stile perchè si adatti al concept. Cambiamo di continuo, siamo in perenne cambiamento.

 

C’è un capo preferito tra quelli che avete indossato per questo comeback?

Suga: Io ho amato tutte le camicie oversize

Jungkook: Anche io. C’è una camicia morbida di chiffon blu che ho indossato coi pantaloni che era particolarmente leggera e comoda. Mi è piaciuta davvero tanto.

J-Hoper: A me è piaciuto portare i vestiti da pallacanestro, e anche quei maglioni supercolorati.

Rapmon: C’era una grande giacca a vento che mi piaceva proprio perchè mi era così grande.

V: Mi è piaciuto tutto, ma soprattutto gli accessori. In particolare anelli e orecchini, quelli mi sono piaciuti più di tutto.

Jimin: Per me, la camicia rosso fuoco che ho indossato in “DNA” (*)

 

Chi pensate sia cambiato maggiormente dal debutto?

J-Hope: V?

Suga: V e Jimin sono cambiati molto

Rapmon: Anche Jungkook.

 

In che modo?

Jimin: Siamo invecchiati tutti

J-Hope: I membri più giovani sono cambiati un sacco. Sono i più giovani, e quando abbiamo debuttato si vedeva chiaramente, ma oggi sembrano più adulti.

Jin: Tipo Jimin. Nel complesso il suo viso è passato da tenero a sexy.

 

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Cosa desiderate di più da questo comeback?

Suga: Il mio sogno è entrare negli Hot 100 di Billboard

J-Hope: E facciamolo avverare questo sogno!

Rapmon: Io vorrei che tutti i ragazzi stessero bene.

J-Hope: La salute!

Suga: E’ la cosa più importante, davvero.

Jimin: Io vorrei essere più alto di tre centimetri.

V: Io vorrei avere le spalle larghe di Jin. Dico davvero.

Jimin: Anch’io [ride]. Dico davvero.

Suga: Se tutti fossero felici, lo sarei anche io.

J-Hope: La pace!

Jungkook: A me piacerebbe viaggiare tanto. Dovunque sarebbe grandioso. E se riuscissi a imparare bene l’inglese e il giapponese beh, anche quello sarebbe grandioso.

J-Hope: Anche io vorrei gli altri membri in salute e felici. E anche tutti gli altri, tutti i nostri fan.

 

Qualcosa da aggiungere per i vostri fan americani?

J-Hope: Certo, ARMY americani.

Suga: Indipendentemente da tutto, la nostra armata americana è enorme, e le siamo molto grati. D’ora in poi vogliamo mettere in scena esibizioni ancora più fighe, essere più cool, essere migliori per cui aspettateci. Aspettateci sempre con impazienza.

V: Grazie! ARMY americani, vi amiamo tanto!

 

(*N.d.T.: Jimin in realtà non indossa camicie rosse nel video, quindi o lui o l’autore dell’intervista hanno fatto confusione e detto/scritto una cosa per un’altra)

 

 

Articolo originale: Vogue.com

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @btsitalia_twt
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