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Wings Concept Book: Namjoon

Estratto dal Wings Concept Book, intervista a Namjoon.

Q: c’è stata confusione tra i membri dopo aver sentito il titolo “Blood, Sweat and Tears”?
RM: (ride) ho pensato andasse bene dopo averci pensato su un giorno circa. Suga hyung era contrario. Hyung all’inizio si oppone sempre (ride).

Q: In che cosa pensavi fosse idonea?
RM: È una serie di parole che non esiste in coreano. Si dice “sputare sudore e sangue” o “sputare lacrime e sangue” (entrambe significano lavorare duramente), non “sangue sudore e lacrime”. Suonava strana. A me piace un rapper di nome Ace Hood, lui ha intitolato un album “Blood Sweat & Tears”. È un’espressione usata spesso in inglese, quindi ho pensato che se l’avessimo riportata in coreano, avremmo potuto creare un’espressione unica. Inoltre se ci pensi, la texture delle parole “Blood Sweat Tears” è scomoda. Perché sembra che tu stia scaricando qualcosa. C’ho pensato per un giorno intero, ma credo che quando gli altri hanno sentito il titolo, abbiano pensato che fosse qualcosa di sexy o allusivo. Alla fine, non si è rivelato essere allusivo, quindi è uscita fuori una bella cosa.

Q: Cosa hai pensato quando ti hanno detto che il concept si basava sul Demian?
RM: Mi sono divertito a leggere Demian da bambino. L’ho letto senza sapere niente. Ho pensato, “Ma quanto è bello questo libro” (ride). Ricordo solo che era bello e complicato da leggere, quindi quando mi hanno detto che avremmo fatto un album col concept di Demian, ho letto il libro di nuovo. Poi sono stato a sentire cosa ci diceva il nostro produttore Bang Si Hyuk-nim e allora ho capito. Ho anche capito finalmente perché la gente dice che Demian è un romanzo di formazione. Gli elementi che vi compaiono e ciò che volevamo fare collimavano con le cose che abbiamo presentato nella serie di “HYYH”.

Q: Hai anche registrato dei passaggi tratti dal Demian, in inglese.
RM: Quella è stata un’idea di Bang Si Hyuk-nim. È un po’ la complessa modalità grazie alla quale il K-pop ha successo in vari settori, alla fine. Prende una storyline nella sua interezza. Dal momento che noi abbiamo riportato Demian su WINGS, la storia dei BTS è stata completata ancora una volta. Quando la gente chiede “perché vi piace così tanto il K-pop? Dovreste ascoltare Justin Bieber o i One Direction. Perché ascoltate i BTS?” Penso si possa rispondere ” è per via delle storyline e della chimica della storia e dei personaggi dei vari membri. E con l’aggiunta della mia voce come ulteriore strumento, l’immersione della gente nella storia cresce esponenzialmente. In più, siamo ad un punto della nostra carriera in cui non possiamo pensare solo al mercato coreano.

 

Q: Quanto hai partecipato​ nella riedizione dell’album <You Never Walk Alone>?
RM: Ho scritto per la prima volta il ritornello del singolo “Spring Day”. Prima d’ora i ritornelli e le varie tracce venivano scritte da compositori esperti, quindi non ero molto interessato a scriverne uno di mio pugno. Ma un giorno sono andato al parco Saetgang e ho iniziato a scriverlo. In quel periodo, mi ero fissato in particolare sulle foglie trovate in terra. Mi ricordo di averle fatte tutte seccare tra le pagine di un quaderno, per farci un blocco d’appunti e attaccarle sulle lettere che ho spedito quando ero più piccolo. Poi 20, 30 minuti più tardi, mi è venuta questa melodia in testa che iniziava con “foglie cadute”. Quando ho sentito per la prima volta il titolo del brano, ho pensato, “sarebbe bello se avesse questo tipo di melodia”. E quando ho unito quello che ho scritto al parco con la melodia, funzionava. Per la prima volta, l’ho preso come segno d’approvazione e ho pensato “Funzionerà sicuramente. Sarà approvata per forza,” e infatti tutti l’hanno accettata. Alla fine ha passato la post produzione senza alcuna modifica di suono. È stato un onore.

Q: Visiti spesso i parchi?
RM: Mi piacciono i parchi e diciamo che mi piace andare nei posti di cui non so molto, in generale. Vado a Jungnangcheon così, senza nessuna ragione, all’improvviso, o alla stazione di Cheongnyangni, vado ovunque. Quando girovago in macchina, se mi capita di vedere un posto che mi intriga, lo individuo sulla mappa del telefono così ci posso tornare. Sono stato in tutti i posti che meritano di essere visitati a Seul. Adesso, anche senza una ragione ben precisa, cerco di andare in posti in cui non sono mai stato. Tipo la stazione di Gongdeok. Ci vado e sto là a non far niente. Ci vado e ci sto. Mi piace vedere come la gente vive. La guardo camminare. Perché sono curioso di come la gente vive nei posti che non conosco.

Q: È l’importanza delle esperienze indirette.
RM: Esatto. Tendo ad andare in questi posti e lasciare fuori tutto lo stress della vita di tutti i giorni. Quando vado e osservo, quello è tutto un mondo che non ha nessuna relazione con me. Tutti sono occupati. Io stesso ho sempre il lavoro in testa, ma quando vado in questi posti e penso per i fatti miei mentre mi guardo in giro, qualcosa si risolve. E anche se qualcosa non si risolve interamente, mi scarico tantissimo emotivamente. C’è un duplice significato perché sono ansioso di fare quando non devo lavorare, ma quando lavoro voglio scappare. Quindi anche mi devo sforzare, continuo ad uscire e a mischiarmi con un mondo che non ha nessuna relazione diretta con me. Lì non mi disturba nessuno. Non ho molte possibilità di uscire normalmente e fare una chiacchierata con i miei amici , quindi quando vado in questi posti, sentire le persone parlare mi aiuta col mio lavoro.

Q: Il contenuto di cui hai appena parlato è anche quello del tuo singolo “Reflection”.
RM: Anche quella è una canzone che ho scritto basandomi su ciò chè ho ricordato dopo essere andato all’isola di Ttukseom. A quel tempo, sono andato lì con l’intenzione di lavorare. Prima di creare “Reflection”, avevo fatto un’altra canzone che mi era venuta bene, ma lo stile era troppo simile a quello di un altro artista da cui avevo preso spunto. Non mi piaceva questa cosa. L’agenzia mi ha detto che andava bene, ma io mi sentivo un peso sulla coscienza. Tecnicamente, non era così simile, ma a me ovviamente suonava come un risultato ottenuto grazie all’influenza di questa persona. Il nostro gruppo sta cominciando a salire di posizione nelle classifiche di Billboard e anche altrove, perciò non volevo fare una canzone del genere. Tuttavia, dovevo fare un solo, quindi non avendo altra scelta, ho ripiegato sulle cose alle quali avevo lavorato per il mixtape, ma nemmeno questa opzione mi piaceva. Gli album hanno chiaramente dei concept e sentivo come se stessi infilando il brano all’interno di questo. Così ho pensato, “ripartiamo dall’inizio!”, ma mi sentivo così perso dovendo ricominciare tutto daccapo, ed ecco perché sono andato a Ttukseom.

Q: Da cosa hai tratto ispirazione?
RM: Se si va lì di sera, c’è gente che se ne sta semplicemente seduta. Tutti si riuniscono lì, ma nessuno presta attenzione agli altri perché è buio. Mi piaceva questa atmosfera. Se mi fossi intrufolato all’interno con una bottiglia di birra, nessuno mi avrebbe potuto dire qualcosa. In questi casi la mia duplice mente viene soddisfatta. È come se volessi stare con qualcuno, ma allo stesso tempo stare da solo. Ho pensato di dover scrivere una canzone che avrei voluto ascoltare io stesso, proprio in quel momento, perciò ho registrato il suono di un treno di passaggio sul mio iPhone e l’ho davvero inserito nella parte iniziale del brano. Originariamente, volevo chiamarlo “A Ttukseom”, ma Bang Si Hyuk PDnim ha detto “non esiste” (ride). I titoli degli altri membri erano “Lie” e “Stigma”, e non potevo essere l’unico a chiamare il mio solo “A Ttukseom”. Ascoltando la canzone per la prima volta, le persone si sarebbero chieste “Perché all’improvviso nominano Ttukseom?”, ma dal mio punto di vista era importante includere quel verso, perché la canzone era iniziata e finita lì.

Q: Più i BTS crescono, più sarà importante trovare un equilibrio nella propria vita privata.
RM: È molto importante. E potrebbe essere il motivo per cui cerco di uscire più spesso. Se mi lascio assorbire completamente dai BTS, spesso provo una sensazione di vuoto. Dopo una performance o quando sono nel backstage, penso “È reale il fatto che sto ricevendo tutto questo amore adesso?”. Potrebbe essere il motivo per cui, al di fuori degli amici che incontro in privato, Jackson (dei GOT7) è l’unico ad essere una celebrità. Alcune volte mi vedo anche con lo hyung eAeon (dei MOT) e con la noona Kim Yoon-ah. Che sia a causa della mia immagine o del mio carattere particolare, che ha pro e contro, stranamente non sono riuscito a farmi dei nuovi amici da quando ho iniziato a lavorare nell’industria dell’intrattenimento. Le persone che incontro sono sempre amici che frequentavano con me le medie o superiori. Quando ci vediamo e loro mi raccontano del militare o del loro lavoro, mi sento felice per loro. Penso che il motivo per cui spesso leggo i giornali e guardo le news, è che mi chiedo se il mondo dei BTS e dei fan si possano davvero sovrapporre. Penso di aver voglia di scappare alle volte. Ecco perché cerco di trovare l’equilibrio tra l’immagine di me stesso, come persona, e l’immagine che voglio mostrare agli altri come professionista.

Q: Come ti senti nei panni di leader del gruppo?
RM: Penso a due cose – mi preoccupo di “in che direzione andare” e del fatto che “come leader, sono sempre un pò in una posizione di svantaggio”. Uno dei miei compiti è quello di motivare gli altri, definire le nostre ambizioni. Dato che abbiamo già fatto tanta strada, devo fare una scelta. Ci fermiamo qui o andiamo oltre? Piuttosto che dire che sia giusto o sbagliato fermarci nonostante il fatto che abbiamo ancora la possibilità di proseguire, nei miei standard risulterebbe poco figo. A questo punto, credo che sia un segno. Dico ai membri che spero loro possano un giorno vedere quanto lontano siamo arrivati, che dobbiamo aprirci nuovi varchi, e fortunatamente sono d’accordo con me. Non so dove sia la fine, ma so che dobbiamo arrivare fino in fondo.

Q: Se ci fosse un ruolo fatto appositamente per Rap Monster, quale sarebbe? 
RM: Proporre nuove iniziative e, come ho detto precedentemente, fornire le ambizioni quando necessario. Penso che questo sia il mio ruolo. Onestamente, come idol, gli altri sono più bravi. Ognuno di noi ha il proprio ruolo, ma per quanto riguarda quell’aspetto penso di essere un passo indietro rispetto agli altri. Non voglio dire che non faccio nulla, ma il fatto è che mi concerto moltissimo sulle mie cose e non cerco di avere tutto troppo sotto controllo. Sono passati quasi 4 anni dal nostro debutto, perciò abbiamo passato quella fase. Penso anche che sarebbe bello per gli altri, che hanno preferenze diverse, mostrare le loro capacità. Non possiamo semplicemente dire, “fallo senza pensare, facciamolo” come facevamo in passato.

Q: Quindi quale sarà l’obiettivo o il compito di Rap Monster nel 2017? 
RM: Qualunque cosa faccia, la cosa che continua a tornarmi in mente è ‘doveri’… (ride). Per prima cosa, come gruppo, il tour e i concerti sono un regalo per noi artisti, sono la cosa più bella. Per essere in grado di portare avanti un tour, facciamo tante altre cose prima. Quindi adesso, il nostro più grande interesse e compito è quello di preparare dei bei concerti e di ricevere un grande riscontro positivo dal pubblico. Poi, ci sono le mie occupazioni personali, la più importante delle quali è la musica. Il mio lavoro è in una fase morta, quindi è un momento in cui ho molto da pensare circa quello che voglio fare d’ora in poi. Ci penso continuamente, ma che sia o meno a causa del mio corpo sempre impegnato, il mio cuore non vuole andare avanti. Sinceramente, non ho una risposta concreta. Sicuramente vorrei rilasciare molta mia musica nel 2017, ma non lo so. È abbastanza spaventoso e non sono sicuro di riuscire a raggiungere i miei stessi standard. Sono in questo tipo di situazione.

Q: Quando ti succede, a cosa pensi per superare il momento?
RM: A ciò che provo quando sono faccia a faccia con i fan durante i concerti. Penso, “tutte queste persone non sono andate a mangiare oggi, non sono andate a vedere un film, hanno trovato il tempo per fare tutta la strada fino a qui”. Allo stesso tempo, mi rendo conto che “sto facendo qualcosa di meraviglioso”. Non intendo che sia meraviglioso sul piano sociale, ma piuttosto per la possibilità di condividere l’energia. Non c’è modo di realizzare il nostro sogno da bambini esattamente come lo immaginavamo, ma penso spesso al fatto che il mio sogno è diventato realtà, con qualsiasi mezzo.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. Prendere solo con crediti.

Cr. @ctrIbeat