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[TRAD ITA] Intervista Weverse – SUGA

“Mi fa piacere ci siano ancora aree da esplorare nel mondo della musica”

SUGA ha un modo di esprimersi passionale che si accompagna a un’espressione impassibile del volto. È ricco di passione per la sua vita e la musica.
 
Come sta la tua spalla?
SUGA: Bene. Penso andrà ancora meglio quando rimuoverò il tutore. Sembra ci vorranno alcuni mesi per guarire completamente, ma sto cercando di rimettermi in forma il prima possibile.
 
Come ti senti ad aver risolto un problema che ti ha tormentato per così tanto tempo?
SUGA: In primis sollevato. Il dolore è una cosa, ma quando la spalla era peggiorata non riuscivo nemmeno più ad alzare il braccio. Quando mi hanno detto che se mi fossi operato troppo presto il problema si sarebbe potuto ripresentare, ho aspettato il momento giusto e ho deciso che mi sarei operato a inizio dell’anno nuovo, nonostante la situazione COVID-19. Avevo in programma di farlo dopo le esibizioni di fine anno, ma mi sono operato prima perché i dottori mi hanno suggerito di anticipare le promozioni e le attività dell’anno dopo.
 
Come ti senti ad assistere alle promozioni degli altri ragazzi?
SUGA: Non posso dire sia una bella cosa. Riuscivo a vedere che qualcosa mancava, siamo un gruppo di sette ormai da troppo tempo. Non parlo solo dell’assenza fisica, ma piuttosto di qualcosa che dovrebbe essere lì e che invece non c’è.
 
È questo che ti ha spinto a partecipare alle promozioni il più possibile? Hai girato molte delle riprese video in anticipo e sei persino apparso ai MAMA 2020 della Mnet tramite VR.
SUGA: Era un finto SUGA (Ride). Abbiamo girato il video in un particolare studio 3D. Lì ho girato e recitato la mia parte, mi hanno scannerizzato, ma in studio non sono riuscito a vedere il risultato finale. Ho pensato sarebbe stato impossibile che non risultasse un po’ un ripiego, ed è stato esattamente così (Ride). Ho fatto finta di nulla perché comunque sarebbe stato mandato in onda indipendentemente che fossi già stato operato o no, ma lo sembra ancora di più perché è stato mandato in onda dopo l’intervento.
 
Deve sembrarti un po’ limitante non poter salire sul palco.
SUGA: È che non è passato nemmeno un mese dalla mia operazione, ma la mia assenza sul palco si nota così tanto. Però i dottori continuano a ripetermi di non avere fretta, e infatti molti atleti devono subire una seconda operazione quando tornano in campo senza un’opportuna riabilitazione. Sto quindi lavorando sul cercare di prenderla meno male. Le prime due settimane dopo l’operazione ero così frustrato che ho provato cose totalmente nuove, ho persino visto dei film che non avevo mai visto prima.
 
 
Che film hai visto?
SUGA: Ho visto ‘Samjin Company English Class’ dato che lo avevano trasmesso su IPTV, e ora ho in lista ‘Tenet’. L’ultimo film che avevo visto al cinema era stato ‘Parasite’. Da quando il distanziamento sociale si è fatto più serrato, non sono mai uscito ad eccezione delle visite all’ospedale. Mangio anche a casa. In questi giorni sto guardando anche un sacco di TV. Guardare i programmi musicali come ‘Sing Again’, ‘Folk Us’ e ‘Show Me The Money 9’ mi ha dato un input su cosa fare in futuro.
 
Puoi spiegarti meglio?
SUGA: Molti dei concorrenti di ‘Sing Again’ hanno molto talento, ma non hanno ancora mai avuto un’opportunità, e in ‘Folk Us’ molti hanno portato la propria chitarra sul palco. Io ho iniziato a studiarla recentemente, e sto sentendo l’urgenza di ampliare i miei orizzonti musicali. E da quando il mio interesse per l’industria musicale americana si è accentuato, mi sto preparando, come studiando l’inglese e via dicendo.
 
Cos’è che ha alimentato il tuo interesse?
SUGA: Per certi versi, si tratta del mercato musicale più sviluppato, dal punto di vista commerciale. Se perdi di credibilità, potresti perdere improvvisamente anche l’interesse del mercato. In un sistema simile, provi di tutto, può essere una buona strategia. Voglio fare musica a lungo, e con questi estremi desidero sempre imparare di più sul panorama musicale mondiale, perché vorrei scrivere musica che sia amata non solo in Corea, ma anche negli Usa, in Giappone e in Europa.
 
A tal proposito, sembra che BE sia stato influenzato dalla musica del passato, piuttosto che dalle mode del momento.
SUGA: Mi piace soprattutto improvvisare, con la musica. Amo le canzoni che sono state composte di getto, piuttosto che quelle che sono state registrate più e più volte. In quest’era di crossover musicali, è nato in me il desiderio di fare di meglio.
 
Da quando i generi si sono più amalgamati, deve aver assunto sempre più importanza la melodia da utilizzare. Iniziare a suonare la chitarra ti ha condizionato in qualche modo, da compositore?
SUGA: Ho sempre amato usare le sonorità della chitarra. E ho sempre amato i The Eagles. Se sai suonare la chitarra, è molto più facile scrivere musica, perché è uno strumento che ti puoi portare dietro ovunque vai, pizzicandone le corde per creare pezzi musicali. Le tastiere sono difficili da trasportare (Ride). Spesso lavoro dal mio pc, ma era da un po’ che pensavo avessi necessità di uno strumento. Velocizza il lavoro e migliora la mia conoscenza degli accordi.
 
Deduco permetta di creare una melodia più intuitivamente.
SUGA: È più facile creare una canzone, così, perché puoi migliorarla ad intuito e sperimentare. Mentre lavoravo ad ‘Eight’, IU mi ha inviato una canzone registrata da telefono. A quel tempo non sapevo ancora suonare la chitarra, ed ogni volta che ci aggiornavamo dei rispettivi progressi, ci assicuravamo di lavorare sulla stessa parte. È lì che ho capito di aver necessità di imparare uno strumento musicale.
 
 
Questa canzone risale in realtà a prima che tu iniziassi a suonare la chitarra, ma trovo ‘Telepathy’ di BE molto interessante. La melodia continua a cambiare tra un ritornello e l’altro, ad ogni membro; hai scritto ogni parte di getto?
SUGA: Ho suonato le prime note a inizio del 2020, e mentre mi rendevo conto di quanto fosse divertente la musica, mi si stavano aprendo contemporaneamente tantissime porte. Quindi è stato piuttosto semplice lavorarci su. Ho semplicemente suonato una base e iniziato da subito a scrivere, fino alla fine. Fatto. L’ho scritta in soli 30 minuti. La canzone si è quasi scritta da sé. Le ultime tendenze nel panorama pop e hip-hop sorpassano le distinzioni tra canto e rap. Mi piace come cosa.
 
Quando ti sento cantare, sembra che tu stia scandendo la base, piuttosto che seguire le note. Ho pensato quindi che canti come se stessi rappando.
SUGA: Quando fai rap pensi solo al ritmo, è come mettere una melodia su una base ritmata. Dovessi dire cosa viene prima, credo che sia la melodia a seguire la scrittura della strofa rap.
 
In ‘Life Goes On’, il verso ‘Per fortuna tra di noi nulla è cambiato” si colloca a metà strada: non è rap, ma sarebbe riduttivo definirla una semplice melodia.
SUGA: Ovviamente ci sono canzoni in cui il rap deve essere valorizzato. Ad esempio in ‘Dis-ease’ o ‘Ugh!’ devi saper rappare. Ma in quelle canzoni che devono essere semplici all’ascolto, il rap pesante non è sempre la strada giusta. A volte si vuole ottenere un passaggio dolce, senza ostacoli.
 
In questo senso, il flusso rap di “Blue & Grey” è stato impressionante. Piuttosto che cercare di ottenere un effetto drammatico che enfatizzasse ogni parte, hai rallentato il rap in modo da armonizzarlo con il ritmo della canzone.
SUGA: Ad essere onesti, è difficile rappare seguendo questo ritmo. L’inizio della canzone ha solo una linea di chitarra, il che lo ha reso ancora più difficile. Ho partecipato al testo di “Blue & Grey” e ho sempre voluto lavorare su una canzone come questa. Perché il primo verso parla del tema stesso della canzone.
 
Sembra che tu abbia realizzato quasi tutto ciò che volevi in BE.
SUGA: Penso che ci sia voluta meno di una settimana per lavorare alla mia parte nell’album. Dopo aver scritto una o due melodie per “Life Goes On”, ho scritto una versione completa con anche la parte rap e mi è piaciuto lavorare separatamente all’arrangiamento e poi al testo. Piuttosto che scervellarmi sui modi diversi in cui avrebbe potuto funzionare, ho scelto semplicemente di suonare e scrivere.
 
Molti autori non sono sicuri dello loro capacità nemmeno dopo aver prodotto dei buoni lavori. Cos’è che ti motiva a pubblicare il tuo lavoro?
SUGA: Molti musicisti non sono sicuri se pubblicare o meno la loro musica. È stato lo stesso per me, ma il fatto è che non rilascerai mai nulla se cerchi il pelo nell’uovo. Ad esempio, se pubblichiamo 10 canzoni, abbiamo poi la possibilità di “svelarle” ai fan durante i concerti o altri eventi organizzati per loro. E a volte, mentre ascoltiamo una canzone, pensiamo, “Perché questa parte che mi aveva infastidito non mi infastidisce più?” Alcune cose potrebbero sembrare imbarazzanti ad un certo punto, ma poi col tempo non lo sembrano più. Anche io me ne dimentico. Quindi è più efficiente provare e fare musica, guardando il quadro generale, piuttosto che pensare troppo ai dettagli. Inoltre, durante le promozioni, non ho il tempo di selezionare le tracce che altri mi hanno inviato. Sarebbe un successo per tutti se ognuno di noi suonasse e scrivesse singolarmente nel proprio tempo libero e poi collaborasse con gli altri sui dettagli. Quindi il modo di scrivere canzoni si è evoluto sotto molti punti di vista.
 
Cosa ti ha spinto verso una tale evoluzione?
SUGA: Penso che la cosa si sia evoluta naturalmente. Alcuni aspetti della mia personalità sono cambiati nel corso di quest’anno (2020), anche in termini di interpretazione e atteggiamento nei confronti della vita, al punto che a volte quasi pensavo stessimo facendo le prove (N.d.T. sul palco, mentre si esibivano senza pubblico). Come mi sarei sentito se non ci fosse più stato alcun palcoscenico su cui salire o alcun pubblico a guardarmi? Questo pensiero mi ha fatto capire il valore di queste cose.
 
In “Dis-ease” canti “Non so se è il mondo che è malato”. È stato questo stile di vita che ha cambiato i pensieri sul tuo lavoro?
SUGA: Sì. Quando ero giovane, avevo abbracciato la convinzione che “Deve essere colpa mia”, ma quando sono diventato più grande ho capito che non è sempre vero. La maggior parte di ciò che credevo fosse colpa mia in realtà non lo era. D’altra parte, ci sono cose che ho fatto bene e occasioni in cui sono stato fortunato.
 
‘I NEED U’ è uscita in un periodo in cui stavi ancora pensando “Deve essere colpa mia”. Dopo che i membri si sono esibiti sul palco con ‘I NEED U’ al “Song Festival” di KBS, hai scritto su Weverse: “È tutto come cinque anni fa”. Come ti confronteresti con allora? (Questa intervista si è tenuta il 19 dicembre 2020.)
SUGA: Siamo maturati un bel po’. E le nostre esibizioni sul palco sono diventate più naturali. Mi piace ancora ‘I NEED U’. Anche solo ascoltarne il beat mi rende sentimentale e, soprattutto, la canzone è venuta bene. Quindi, mentre guardavo questo e quello mi sono imbattuto in vecchi video. Guardarli mi ha fatto pensare che non siamo cambiati poi molto.
 
Sotto quali aspetti non sei cambiato?
SUGA: Prima che le misure sul distanziamento sociale diventassero più rigide, ho parlato con il fotografo per BE, ci siamo conosciuti quattro anni fa. Mi ha detto di essere sorpreso che non siamo cambiati così tanto dopo il successo, nonostante si aspettasse che fossimo molti diversi.
 
Sinceramente lo trovo stupefacente. Ho avuto la possibilità di conoscervi prima del vostro debutto, ma dalle tue parole, e da quelle degli altri membri, mi sembra non siate cambiati affatto.
SUGA: Penso che sia perché non diamo molto peso al successo. Per esempio, è incredibile arrivare primi nelle classifiche Billboard, ma allo stesso tempo rimani lì tipo “Okay, e quindi?”
 
Vale anche per i Grammy? (Ride)
SUGA: Quando siamo stati nominati ai Grammy abbiamo pensato: “È vero?” (ride). Certo che ne eravamo felici, ma non abbiamo pensato “Siamo cantanti nominati ai Grammy”. Se sei nominato, sei nominato, e se vinci il premio, hai vinto il premio. Non è una cosa sconvolgente. So che si tratta di un grande premio e sarebbe bellissimo riceverlo, ma sappiamo che nulla sarebbe possibile senza lo straordinario supporto dei fan. La cosa più importante è che i fan siano più felici di noi quando riceviamo un grande premio. Quindi siamo contenti, ma in realtà per noi è “Facciamo quello che dobbiamo fare”. Ci siamo abituati a continuare a cercare il nostro posto, quindi nessuno rimane emozionato a lungo.
 
In “Fly To My Room”, c’è una parte del testo che dice: “Questa stanza è troppo piccola per racchiudere i miei sogni”, e “Anche se a volte questa stanza diventa un secchio della spazzatura per emozioni, mi avvolge”. Ho avuto come la sensazione che per te la stanza rappresenti questo tipo di posto, e che tu abbia accettato di essere cambiato, ma ciò nonostante la tua essenza è rimasta la stessa.
SUGA: Non è stato facile accettare che alla fine siamo cambiati, ma penso che in fin dei conti sia una buona cosa. Ciò che abbiamo fatto in passato era possibile farlo solo in quel momento, e siamo potuti cambiare grazie a tutto quello che abbiamo ottenuto.
 
Allora, quali sono i tuoi nuovi sogni?
SUGA: Ho intenzione di continuare a fare musica. Dato che a causa del COVID-19, tutte le esibizioni sono state cancellate, ho avuto la possibilità di parlare con molti musicisti in Corea. Ho parlato con cantanti leggendari come fossero miei coetanei. Parlare con loro ancora una volta mi ha fatto realizzare molte cose. Dato che la musica è la mia professione, non riesco ad immaginarmi senza. Sono grato che ci siano ancora delle aree inesplorate del mondo musicale.

In che genere di musica pensi ti cimenterai in futuro?
SUGA: Mi sono sentito molto motivato quando ho visto il concerto di Na Hoon-a durante l’ultimo Chuseok. Mi sono chiesto come fanno gli artisti a fare musica e ad esibirsi per così tanto tempo come ha fatto lui. In quel momento ho pensato: “Voglio essere come lui”. Ha passione e voglia, e più di tutto è una superstar. Qualche anno fa ho portato i miei genitori ad un suo concerto, quando hanno visto l’esibizione dell’ultimo Chuseok hanno detto che vederlo dalla televisione era meno di impatto (ride).
 
Questo potrebbe spiegare il tuo interesse per uno spettro musicale più ampio, andando dagli strumenti per la composizione ai generi musicali. Perché vuoi fare quello che fai per molto tempo.
SUGA: Il mio obiettivo è continuare a fare musica, sotto qualsiasi forma. Sotto questo punto di vista, provo un grande rispetto per Cho Yong-pil. Lui prende il suono migliore che ha, e lo reinterpreta a modo suo. Penso sia una cosa che voglio fare anche io, continuare a cambiare ed evolvermi così da poter continuare a fare musica per gli anni che verranno.
 
Il testo “Per fortuna, tra me e te, nulla è cambiato” deve avere un maggior significato per i fan perché continueranno ad ascoltare la tua musica per molto tempo.
SUGA: In questo momento, un mese e mezzo sembra essere lungo una vita per i fan quando siamo lontani. Io mi sento allo stesso modo. Ma penso che sia la prova che abbiamo lavorato duramente nei sette anni passati, e che i fan si siano uniti a noi con passione. Non vedo l’ora di poterli raggiungere il prima possibile, sono ansioso di salire sul palco. Sto affrontando tutto questo perché voglio essere migliore sul palco, in condizioni migliori, quindi non siate tristi e per favore, aspettate ancora un po’.

Traduzione a cura di BTS Italia | @BTSItalia_twt (Hanabi, Mary, Rebecca).
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] La sconvolgente dualità dei BTS

Nel 2020, la più grande band del mondo ha dato prova di eccellere tanto nell’imponente spettacolarizzazione quanto nelle loro relazioni più intime.

I BTS figurano ormai sulla scena della musica pop da molto tempo, così tanto che ci si potrebbe facilmente dimenticare, o sorprendere nello scoprire, gli anni che hanno passato sullo sfondo. Nel lontano 2014, per la festa del loro primo anniversario dal debutto, il gruppo di sette ragazzi ha festeggiato pulendo il piccolo dormitorio che condividevano e cucinando un buon pasto. Hanno registrato un video di loro stessi per i fan, mentre mettevano a bagno le alghe per una tradizionale zuppa di compleanno coreana, gonfiavano palloncini, passavano l’aspirapolvere nel salone e decoravano la torta. Il loro, allora diciannovenne, leader RM, tentava di pelare una cipolla. “Ragazzi, come fa mia madre a farlo ogni giorno” ha detto con tono imbarazzato. “I membri mi dicono sempre di non guidare o cucinare per il bene di tutti”.
 
Per nulla turbati dagli spazi stretti, sembravano emozionati dal perseguire insieme il sogno di una carriera. Guardare oggi questi video- a sei anni, sette album e numerosi record di distanza- non è solo un esercizio di nostalgia dei vecchi tempi per RM, Jin, Suga, j-hope, Jimin, V e Jungkook, ma è, prima di tutto, un promemoria di come la più grande band del mondo sia diventata così popolare, una lezione su come tirare fuori il massimo, dalle poche cose che si posseggono.
 
L’umiltà è stata utile nel 2020, un anno che ha fatto inginocchiare l’industria musicale, così come il resto del mondo. La pandemia coronavirus ha condotto alla cancellazione dei tour e alla chiusura degli stadi; quando i musicisti si sono esibiti, lo hanno fatto dalle loro case, o di fronte a nessun pubblico. Questa nuova realtà deve aver ferito i BTS, un gruppo conosciuto per i loro spettacolari ed energici concerti. (L’anno scorso, hanno fatto sold out allo stadio Wembley di Londra in 90 minuti). Abituati a brillare su ricchi palcoscenici davanti a decine di migliaia di persone, si sono ritrovati improvvisamente a registrare per delle apparizioni televisive nella loro sala prove, e ad eseguire le grandiose coreografie del loro comeback con solo il sostegno dello staff. Ma, nonostante i BTS non siano più un gruppo esordiente di una piccola compagnia, i loro inizi modesti li hanno preparati ad avere successo durante un anno che avrebbe distrutto le loro ambizioni.
 
Originariamente, per il 2020 era stato promosso il tour di Map of the Soul: 7, l’album più sofisticato del gruppo fino ad ora, e lo stesso che i fan speravano portasse le pop star alla loro prima nomination ai Grammy. “Abbiamo incontrato delle difficoltà quest’anno” mi ha detto Jin in una recente intervista tenuta per posta con il gruppo. “La maggior parte dei piani che avevano programmato due anni fa sono andati in fumo, ma nel frattempo abbiamo lavorato sodo e… siamo riusciti a fare qualcosa di importante”.
 
Per i BTS, qualcosa di importante è essere nominati per un Grammy, mesi dopo essersi esibiti ai Grammys- ed essere il primo gruppo coreano a fare entrambe le cose. Hanno rilasciato il loro album BE, il quinto album consecutivo ad ottenere il numero uno nella Billboard Hot 200. Hanno ottenuto tre canzoni al n. 1 nella Hot 100, tra cui , il loro primo singolo totalmente in inglese “Dynamiye” e il loro cavallo meno quotato, la loro hit “Life Goes On”. Nonostante “Dynamite” si è rivelata essere fino ad ora la più grande canzone dei BTS, RM ha detto che l’ultimo traguardo lo ha reso “Felice il doppio, perché, come hai detto tu, era una canzone in coreano. È un onore che ci è stato concesso dai nostri fan.” A differenza di “Dynamite”, “Life Goes ON”, a livello virtuale, non è stata passata in radio, quindi sono stati gli acquisti e gli stream dei fan ad averla spinta in vetta alle classifiche, rendendola la prima canzone in coreano a raggiungere un tale traguardo.
 
Il linguaggio iperbolico che oggi circonda i BTS (fenomeno globale! successo K-pop! Primo atto coreano a…!) può oscurare il fatto che il gruppo non necessiti di grandi stadi o set list da urlo per raggiungere il pubblico. Si sentono a loro agio a parlare con i loro fan attraverso dirette spontanee in pigiama e a postare cover spoglie su Twitter. Inoltre, diversamente da molti gruppi idol, i membri dei BTS hanno sempre affrontato il tema della salute mentale nei loro testi e nelle loro dirette. Quel candore è stato toccante quest’anno in particolare, in quanto hanno parlato del sentirsi arrabbiati, impotenti e depressi.
 
Per il suo compleanno all’inizio di questo mese, Jin ha rilasciato un brano solista intitolato “Abyss”, con allegato una nota da parte sua scritta in seguito ad un periodo di forte esaurimento dicendo di essersi rivolto anche a sedute di terapia a causa di pensieri ansiosi. Quando ho chiesto se avesse trovato questa onestà difficile da esprimere, ha obiettato. “Non so se sia stato difficile condividere queste informazioni.” ha detto Jin. “Ritengo che la musica sia semplicemente un’altra forma di espressione. Se non avessi scritto il testo sul blog, credo che le persone avrebbero potuto solo indovinare che fossi in uno stato simile.” Mossi dalle sue parole e dalla delicata bellezza della canzone, i fan hanno condiviso i loro conflitti sui social media. “Se non sai come affrontare la tua salute mentale, va bene tenerselo per sé.” ha detto Jin. “Ma se non lo fai, penso sia un bene aprirsi, perché potresti avere qualcuno al tuo fianco che sappia come gestire la questione.”
 
Questa settimana ha portato con sé un duo di rilasci a sorpresa su SoundCloud, anch’essi con l’obiettivo di portare conforto: “Christmas Love” di Jimin e “Snow Flower” di V. Jimin, per accompagnare il suo vivace, nostalgico brano, ha scritto un messaggio esprimendo la gioia che prova malgrado gli script imposti dall’età adulta: “Piuttosto che ripudiare i tuoi sentimenti denominandoli ‘imbarazzanti’ o ‘infantili’ come spesso facciamo, mi auguro che arrivi il giorno in cui potremo sentirci bene nel provare queste emozioni insieme.” Nella sua nota per la canzone dal suono dolcemente jazz, “Snow Flower”, V ha scritto: “Quest’anno il tempo è sembrato fermarsi, e penso che ci saranno molte persone che provano più ansia e depressione con l’avvicinarsi della fine dell’anno. Almeno per oggi, spero che i fiori bianchi possano scendere posandosi sui vostri cuori e che possiate sentire anche un po’ più di caloroso conforto e di felicità.”
 
Contro questo scenario di vulnerabilità, i BTS inoltre offrono sollievo al loro pubblico attraverso performance appariscenti. Con il tour posticipato a tempo indeterminato, hanno riconfigurato le loro canzoni in modo che fosse possibile consumarle online. Una performance estiva confortevole e un concerto autunnale di due giorni, che ha visto la partecipazione di quasi 1 milione di spettatori, hanno sperimentato i confini degli show virtuali in diretta. “Non credo che la nostra musica o la nostra performance siano state limitate, ma è solo il modo in cui esprimiamo la performance migliore ad essere cambiato.” ha detto V riguardo al periodo pandemia del gruppo. Nel 2019, una delle performance migliori dei BTS è stato un set di 37 minuti per i Melon Music Awards della Corea del Sud, con la partecipazione di cavalli, sette performance soliste, una dance break da far collassare i polmoni, e un mare di altri elementi. Nel 2020, molte delle loro performance migliori sono state assai più contenute, ma non meno memorabili. Per il The Late Late Show With James Corden, hanno cantato “Life Goes On” camminando (grazie alla magia dell’editing) attraverso la stessa stanza ripetutamente, comunicando la claustrofobia data dalla vita in quarantena.
 
Quando i BTS sono tornati ai Melon Music Awards quest’anno, non hanno stupito con la portata, ma con la coreografia precisa. Jimin e Jungkook hanno eseguito un delizioso e tecnicamente difficile pas de deuxdurante la canzone “Black Swan”. Inoltre il gruppo ha svelato una dance break per “Dynamite” alla Micheal Jackson, della quale non si ha mai abbastanza. “Ad essere onesto, penso che quella performance sia stata vicina alla perfezione.” mi ha detto J-Hope. Questo significa molto, detto dal dance leader conosciuto per la sua meticolosità. “Non è stato qualcosa che avrei potuto fare da solo, ma era tutto in sintonia — i costumi, le luci, la coreografia, le inquadrature e i membri.”
 
In alcuni casi presentare la “miglior performance” ha significato non ballare per niente. Per il loro NPR Tiny Desk Concert a settembre, i BTS hanno eseguito tutto il loro set (per la maggior parte) da seduti. In più “Life Goes On” è la loro prima title track a non avere una coreografia ufficiale. “Pensiamo che il sentimento dietro la canzone si abbini meglio senza coreografia,” ha detto Suga riguardo al singolo sottostimato, il quale dà l’impressione che sia stato scritto non da un idol ai propri fan, ma da un essere umano ad un altro. Il resto di BE dà la stessa impressione — grezzo e personale, come un mixtape designato ai tuoi amici più stretti. Nel suo verso di “Life Goes On”, Suga fa riferimento ad una canzone magnificamente introspettiva del suo ultimo mixtape, intitolata “People”, il quale testo parla similmente del prendere una posizione ottimista nei confronti dei capricci della vita. “Il messaggio di ‘People’ era qualcosa tipo ‘e allora? la vita va avanti comunque’ quindi ho voluto estendere quel messaggio” ha detto Suga.
 
Alla fine del 2020, con l’inizio della distribuzione del vaccino, l’idea che la vita continui potrebbe sembrare più verosimile di una volta. Per i BTS, come per tutti gli altri, il prossimo anno sembra ancora sfocato, ma almeno ha un chiaro punto di partenza. “Il 2021 inizia con i Grammy”, ha detto J-Hope. “Dicono che il primo passo [dell’anno] è importante, quindi spero che otterremo buoni risultati lì”. I BTS sono nominati per la migliore performance pop di gruppo/duo per “Dynamite” e dovrebbero esibirsi, anche se molti fan sono rimasti delusi dal fatto che Map of the Soul: 7 non abbia ricevuto nessuna nomination. “Sarebbe un tale onore guadagnare un riconoscimento per il nostro album un giorno”, ha detto il gruppo.
 
I BTS sperano che il resto del 2021 porti con sé la possibilità di tenere concerti dal vivo. “Voglio mostrare ai nostri fan la nostra performance di ‘On’”, ha detto Jungkook della loro canzone coreografata più stravagante. “Se i fan vogliono vedere ‘Louder Than Bombs’, ovviamente possiamo fare un’esibizione anche di quella”, ha aggiunto. Si prevede inoltre che l’anno a venire produca più lavori da solista, compresi i progetti molto attesi di V e Jungkook. “Quest’anno è stato impegnativo, quindi non sono riuscito a trovare molto tempo per lavorarci. Cercherò di perfezionarlo il prossimo anno”, ha detto V circa il suo mixtape. “Quando riesamino le canzoni che ho fatto, non sono completamente soddisfatto. Quindi onestamente non lo so ancora!”, ha detto Jungkook sull’uscita del suo disco, sebbene abbia scritto o prodotto diverse canzoni quest’anno, inclusa l’incantevole ballad “Still With You”.
 
Qualunque cosa accada ai Grammy, la nomination di “Dynamite” è un avvenimento importante. Come ha affermato Jimin in una recente intervista per Vanity Fair, “In tutto il mondo, quando le persone ci guardano, potrebbero non sapere da quale paese veniamo. Potrebbero non sapere da quale piccola città rurale proveniamo noi zoticoni. Eppure, eccoci sul palco più alto, in corsa per vincere un premio”. Quel simbolismo del palcoscenico dei Grammy, la legittimità che conferisce, è reale. Ma l’umile passato dei BTS è sempre presente. Sembrano, in ogni momento, ricordare da dove vengono, anche se cercano di non essere limitati dall’etichetta del K-pop. “Il produttore Bang [Si-hyuk] una volta mi ha detto che ero ‘locale’ e penso che che mi descriva accuratamente”, mi ha detto RM, riferendosi al fondatore dell’etichetta dei BTS, la Big Hit Entertainment. “Sono anche consapevole che, in quanto millennial, limitarci a una singola regione non è auspicabile”. Con i BTS, l’unica costante è la loro dualità — sono “locali” ma globali, outsider dell’industria ma dall’interno, abili tanto nelle relazioni intime quanto nello sfarzo.
 
Quest’anno avrebbe potuto essere molto diverso per i BTS se il loro legame non fosse stato forgiato nel crogiolo di quei primi anni. “Quando la vita si fa dura o è difficile trovare la giusta motivazione, ciò che mi fa andare avanti sono le relazioni e l’energia che ricevo da loro — i nostri membri, le persone intorno a me e i nostri fan sono tutti così preziosi”, mi ha detto Jimin. Il suo sentimento è ben raccontato nella traccia di BE, “Skit”, che documenta la reazione del gruppo all’apprendimento del loro primo, primo posto nella Hot 100. I membri urlano e scherzano sul fatto di saltare le prove di danza per prendersi un drink. La traccia termina con RM che chiede a J-Hope: “Hope-ah, non credi che sia questa la felicità?”
 
Sei anni fa, i BTS si sono riuniti per una specie di festeggiamento più tranquillo. Alla fine del video sul loro primo anniversario, si siedono sul pavimento della loro stanza intorno ad un tavolo pieno di cibo delizioso, ridendo. Cantano “Tanti Auguri” a se stessi. Poi, insieme, iniziano a mangiare. Anche quella sembra felicità.
 
Traduzione a cura di BTS Italia | @BTSItalia_twt (©Abi, Rebecca, Mary).
Prendere solo con crediti.

Previsioni per i Grammy 2020: i BTS parlano della loro storica annata, della collaborazione dei sogni.

Gli apripista del K-Pop parlano anche delle esperienze lavorative con Halsey ed Ed Sheeran e condividono le loro speranze per i Grammy del prossimo anno.


Il primo round di votazioni per i Grammy sta avendo luogo in questo momento e continuerà fino al 10 di Ottobre. Per la nostra rubrica Previsioni per i Grammy 2020, abbiamo chiesto ad una serie di possibili nominati di riflettere sulle loro esperienze passate alle scorse cerimonie, di guardare al futuro e di spiegarci gli album ed i singoli che potrebbero fargli vincere una statuetta a Febbraio.

I BTS stanno finendo lo spazio dove mettere i loro fan. Lo scorso ottobre il gruppo K-pop, composto da sette membri, si è esibito per la prima volta in uno stadio negli Stati Uniti. All’inizio di quest’estate si sono esibiti esclusivamente negli stadi, facendo sold out in tutto il mondo, per dei concerti in più sere in location di 90.000 persone, tanto in fretta quanto per il loro Love Yourself Tour.

Quest’anno sono stati il primo gruppo K-pop a presentare un premio ai Grammy, proclamando H.E.R. vincitrice del premio “Miglior Album R&B”. Ai Grammy 2020 sperano in una vittoria, o almeno in un’occasione per esibirsi. Hanno una possibilità. Il loro ultimo EP, Map of the Soul: Persona, ha raggiunto la vetta delle classifiche in numerose nazioni, e il suo ritmato singolo – “Boy With Luv” con la collaborazione di Halsey – ha più di 500 milioni di stream. “Sappiate” disse RM, membro dei BTS, ai Grammy “Torneremo su questo palco.”

I sette membri dei BTS hanno parlato con Rolling Stone ad Agosto.

Come è stato andare per la prima volta ai Grammy?
Qual è il vostro ricordo migliore?

RM: È la più grande notte dell’industria musicale di tutto il mondo, perciò eravamo così onorati, un po’ nervosi ed entusiasti di essere lì con degli artisti così grandi. Vogliamo tornare. Tutti i membri sono dei veri fan di H.E.R. Ed è stato davvero sorprendente ed emozionante poter dare il premio ad uno nostro idolo. Quando ho detto “Congratulazioni, H.E.R.!” è stato il momento migliore.

Jungkook, ai fan è particolarmente piaciuta la tua reazione a Dolly Parton. Hai pianto davvero?
Jungkook: Sì, è stato un giorno incredibile. Sono contento che ai fan sia piaciuta la mia reazione.

RM, come è nato il tuo remix di “Old Town Road”?
RM: In varie interviste ho sempre risposto “Old Town Road” quando mi chiedevano “Qual è la tua canzone preferita?” e credo che Lil Nas X abbia visto quelle interviste e forse per questo ha proposto la collaborazione. Ho semplicemente ricevuto una telefonata dalla mia agenzia e sono stato molto contento di lanciarmi in questo progetto. E lui ha decisamente riscritto i record, per cui congratulazioni per aver passato, tipo, 18 settimane al numero uno e forse la mia Seoul Town Road può averlo aiutato un pochino, quindi sono davvero grato e contento per lui. È stato un onore.

 

 

Siete stati il primo gruppo K-Pop a presentare un premio ai Grammy ed avete ricevuto una nomination per “Best Recording Package” (Miglior Copertina di un Disco) per Love Yourself: Tear. Cosa sperate per i Grammy del 2020?
RM: Abbiamo avuto davvero tante prime volte quest’anno. Primo gruppo dai tempi dei Beatles ad avere 3 album alla posizione numero uno in meno di un anno, prima performance al SNL, come ospiti musicali. Forse anche la prima performance ai Grammy del 2020 perché, in fondo, possiamo sognare… Pensarci mi emoziona davvero. Continueremo ad essere noi stessi e a lavorare duramente sulla nostra musica e sulle nostre esibizioni.

Quali artisti vi ispirano al momento?
RM: Ok risponderemo uno alla volta…

Jin: Halsey

Jungkook: Billie Eilish

Jimin: Labirinth e Gavin James.

Suga: Lil Uzi Vert.

J-Hope: Mi piace Chance the Rapper.

V: Conan Gray.

RM: Nas e Lil Nas X.

Nas e Lil Nas?
RM: Sì.

 

 

Jin ha menzionato Halsey. Com’è stato lavorare con lei per “Boy With Luv”?
RM: Siamo grandi fan di Halsey da quando è uscita “Closer” con i Chainsmokers e abbiamo scoperto che era la sua prima volta a svolgere una coreografia ufficiale per un video, ma si è esercitata davvero molto e le siamo grati per questo. Inoltre ha anche scritto l’introduzione per la nostra pagina di Le 100 persone più influenti del Times. Siamo davvero commossi e toccati dalle parole della nostra amica. Halsey, ti voglio bene.

Quali sono i vostri progetti per i tour se alcuni dei membri dovranno svolgere il servizio militare obbligatorio sudcoreano?

Jin: Nulla è definitivo, ovviamente, riguardo al servizio militare, ma la cosa più importante dovrebbe essere che è nostro dovere svolgerlo e quando saremo chiamati lo faremo per quanto saremo in grado. Fino ad allora ci esibiremo il più possibile e al massimo delle nostre potenzialità.

State lavorando a della nuova musica nel frattempo? Cosa possono aspettarsi i fan dal vostro prossimo album?
RM: Sì, lo stiamo facendo. Stiamo lavorando davvero al nostro prossimo album, ma siamo sempre ancora in tour cercando di incontrare quanti più fan possibili in tutto il mondo. Stanno succedendo davvero un sacco di cose.

Ai Grammy del 2020 avete indicato H.E.R., Travis Scott e Lady Gaga come alcune delle vostre collaborazioni dei sogni. Volete aggiungere qualcun altro alla lista?
J-Hope: Drake.

RM: Sì beh, abbiamo milioni di artisti con cui sogniamo di collaborare. Lil Nas X era uno di quelli ed è successo. J-Hope ha appena menzionato Drake. Credo che Drake sia davvero la destinazione finale. L’abbiamo incontrato ai Grammy quindi sì, Drake, se hai tempo chiama la nostra agenzia.

L’anno scorso avete indossato degli smoking ai Grammy. Come pensate di superare quel look la prossima volta?
Suga: Beh, dobbiamo prima farcela a tornare ai Grammy per potervi abbagliare con un nuovo look.

J-Hope: Se riusciremo ad andare, vorremmo indossare qualcosa di davvero fantastico.

Cosa vi ricordate del vostro primo concerto in uno stadio negli USA ad Ottobre?
Suga: È passato solo un anno da quando ci siamo esibiti al Citi Field e in realtà un sacco delle riprese di quel giorno sono nel nostro nuovo film [Bring The Soul], e quando abbiamo visto il film ci abbiamo ripensato: è stato solo un anno fa ma sembra che sia passato molto di più. Ci ricordiamo com’era il tempo, l’esibizione, cosa abbiamo fatto e credo ci abbia ricordato che vogliamo continuare ad esibirci negli stadi ed a fare quello che stiamo facendo.

RM: A dire il vero, abbiamo scattato una grande foto di noi che ci esibiamo al Citi Field. L’abbiamo stampata, incorniciata ed è davanti al palazzo della nostra agenzia. È la nostra foto principale.


Ditemi dei vostri progetti di esibirvi in Arabia Saudita durante l’estensione del vostro tour negli stadi. Come avete deciso di aggiungere una tappa anche lì?
Jin: Stiamo per incontrare i nostri fan del Medioriente, compresa l’Arabia Saudita, per la prima volta in assoluto e i BTS sono sempre pronti ad incontrare i fan in tutto il mondo. Il concerto in Arabia Saudita fa parte di questo. Semplicemente andremo lì e cercheremo di fare la migliore esibizione possibile.

Quali sono le preferite tra le vostre recenti collaborazioni?
RM: Nel nostro album Persona, “Make it Right” è di Ed Sheeran. Anche lui è uno dei nostri idoli ed ha chiamato la nostra agenzia dicendo che ci voleva regalare una canzone. Si è rivelata essere davvero una bella canzone. E nella colonna sonora del nostro gioco [per cellulare], abbiamo collaborato con Juice WRLD, Zara Larsson, Mura Masa e Charli XCX. È stato davvero divertente lavorare con questi artisti di nazioni diverse.

Ditemi di più su BTS World. Qual è l’obiettivo?
Jungkook: Nel gioco diventi il nostro manager e devi cercare di farci diventare delle super star.

Jin: Ci sono anche delle riprese mai viste prima di noi che recitiamo. Soprattutto la recitazione di RM è stata davvero notevole.

Jimin: Noi siamo i protagonisti del gioco, per cui inizialmente ero un po’ esitante a giocarci. Sono un po’ troppo timido per giocare ad un gioco dove ci sono io.

Qual è il segreto? Come fanno i giocatori a rendervi delle star?
RM: Dovete giocare con costanza. Lavorate duramente e giocate duramente.

Suga: Se provate davvero dell’affetto per noi, sarà proprio quello a portarvi al successo quando giocherete.

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (©Fab)
Prendere solo con crediti
Fonte: Rolling Stone

[TRAD ITA] Lights – BTS

Domenica, non ho la forza di rispondere alle tue chiamate o ai tuoi messaggi
Non riesco a fare proprio nulla
A volte, sono stanco di questa situazione
Ora sono un po’ spaventato

Ma sento di poter salvare qualcuno
Sento la tua voce
Nel caos totale, il tempo si ferma
Siamo connessi attraverso il suono

Se chiudo gli occhi
Nell’oscurità, la tua luce woah
Si accenderà per me
Possiamo camminare senza timore, io e te
Sei la mia luce, sei la mia luce
Ogni volta
Risplendi nel mio cuore
Sei la mia luce, sei la mia luce
Non importa
Quanto distante, mi raggiungerà

Angeli che conoscono il dolore
Voliamo nella notte con le ali ferite
Ogni volta che penso all’amore
Ogni volta che penso all’amore
Non voglio soltanto ascoltare canzoni luminose
Voglio affrontare la mia solitudine,
dar colore alla mia realtà
Perdendo qualcosa, vincendone un’altra
ma guadagnandoci anche oggi

Credo che le cose cambieranno, così
Nessuno è perfetto
Anche questo istante ha un suo perché
E siamo connessi attraverso il suono

Se chiudi gli occhi
Nell’oscurità, la mia luce woah
Si accenderà per te
Possiamo camminare senza timore, io e te
Sono la tua luce, sono la tua luce
Ogni volta
Risplenderò nel tuo cuore
Sono la tua luce, sono la tua luce
Non importa
Quanto distante, ti raggiungerà

Notti in cui è impossibile dormire
Non avrei mai immaginato potessero esistere
Eppure sono una realtà
E (mi chiedo) sempre più, ancora una volta:
“Esattamente, cos’è l’amore?”
Se esiste già una risposta
Vorrei saperla, ora
Mi sto spezzando, ma vedo una luce
Alla più buia delle notti, seguirà l’alba
Supereremo ogni cosa, anche il futuro
Non ci fermeremo proprio ora
Solo tu puoi decidere quanto vale la tua felicità
E anche oggi, crescere un po’

Ma ci sono momenti
in cui si può mostrare le proprie debolezze
Va bene essere se stessi
Non raccontarti più bugie
Tutto si connette attraverso il suono

Se chiudo gli occhi
Nell’oscurità, la tua luce woah
Si accenderà per me
Possiamo camminare senza timore, io e te
Sei la mia luce, sei la mia luce
Ogni volta
Risplendi nel mio cuore
Sei la mia luce, sei la mia luce
Non importa
Quanto distante, mi raggiungerà
Quanto distante, mi raggiungerà

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (hanabi)
Prendere solo con crediti.

La xenofobia spesso si nasconde sotto l’aspetto di critiche verso i BTS


“Ti piacerà la musica dei BTS se la ascolti senza pregiudizi”, ha detto Suga, uno dei rapper dei BTS, in un messaggio ai lettori nella rivista americana J-14 nel marzo 2018. A quel tempo, il gruppo idol coreano era già in costante ascesa nel panorama pop mainstream degli Stati Uniti. Ma la richiesta di Suga – mezza promessa, mezzo appello – viene ancora negata da un mondo occidentale che spesso insiste nell’usare un linguaggio xenofobo per parlare di una delle band più famose al mondo nel 2019.

 

L’esempio più recente di questo tipo di risposta è venuto dalla stazione di notizie australiana Channel 9, che ha trasmesso un segmento pieno di battute burocratiche, spesso xenofobe e di critiche sottilmente velate sul talento dei BTS.
Un altro esempio viene dal comico Jimmy Carr, che riferendosi alla guerra nucleare, ha detto: “Quando ho sentito per la prima volta parlare di qualcosa di coreano esploso in America mi sono preoccupato, quindi immagino che sarebbe potuto andare peggio. Ma non molto peggio.” Il video è diventato virale ed è stato criticato dagli ARMY, ma è solo l’ultimo di una serie di commenti e battute dispregiativi che hanno seguito il gruppo pop sudcoreano da quando la loro popolarità è aumentata.

 

Il settetto – composto dai membri RM, Jin, Suga, j-hope, Jimin, V e Jungkook – ha debuttato nel 2013 e nel 2019 milioni di persone li rispettano. Ma anche se non sei un fan dei BTS, puoi comunque parlarne in un modo che non si rifaccia alle prospettive occidentali. Mentre i BTS continuano la loro attuale corsa verso la notorietà mondiale, è il momento di affrontare la tendenza degli inglesi (ndr persone la cui lingua madre è l’inglese) a celebrare e riconoscere il successo solo quando proviene dagli artisti di lingua inglese.

 

Questa tendenza non sempre assume la forma di un evidente xenofobia, ma affiora in modi più difficili da riconoscere. Viene ancora d’istinto riferirsi a canzoni di successo in altre lingue definendole “scioccanti” o “sorprendenti”. C’è una tendenza a prendere in giro a prescindere qualsiasi cosa sia popolare, specialmente quando coinvolge fan adolescenti e giovani donne, ma sembra ancora più insidiosa quando si parla di Latin pop o K-pop, o di qualsiasi tipo di musica popolare che non sia principalmente cantata in inglese.

 

C’è una convinzione di fondo per la quale sembrerebbe del tutto naturale per gli artisti di lingua inglese espandersi su scala globale, esibirsi in tour mondiali ed essere in vetta alle classifiche di dozzine di paesi. Nessuno si chiederebbe mai perché cantanti come Shawn Mendes e Justin Bieber, entrambi canadesi, ricevano un successo così travolgente in paesi non di lingua inglese e siano presi sul serio come artisti dai media e dall’opinione pubblica. Queste pop star sono affascinanti, le loro canzoni sono ben scritte e ben prodotte, e l’entusiasmo dei loro fan internazionali è la prova che la musica pop va oltre la barriera linguistica – non sembra nemmeno una coincidenza che entrambi abbiano abbracciato l’influenza della lingua spagnola, anche con delle collaborazioni (Shawn con Camila Cabello su “Senorita” e Justin con il suo verso su Luis Fonsi e”Despacito” di Daddy Yankee)

 

Quando i BTS (o altre star del K-Pop come le BLACKPINK, gli NCT 127 e le Twice) hanno raggiunto le stesse metriche nell’industria musicale, riuscendo in paesi in cui il coreano non è comunemente parlato, non sono stati immuni ad una piccola dose di derisione.
Solo nella prima metà del 2019, i BTS hanno partecipato ai Grammy sia come candidati (ndr ‘Love Yourself Tear’ nella categoria Best Recording Package) che presentatori, hanno lanciato un album che ha debuttato al numero 1 di Billboard ed hanno ottenuto il loro secondo disco di platino, hanno fatto un tour mondiale durante il quale hanno fatto sold out per due notti al Wembley Stadium di Londra. I sette membri sono stati persino invitati a diventare membri votanti della Recording Academy. Quando i BTS hanno vinto il premio Top Social Artist nel 2017, è stato con 300 milioni di voti da parte dei fan, ed hanno battuto Shawn, Justin, Ariana Grande e Selena Gomez.

 

Eppure, vittorie come queste sono spesso disseminate sui social media con commenti razzisti e xenofobi, sminuendo il gruppo con commenti quali “questi asiatici del c***o” e “Asian One Direction.”
Dopo i BBMAs del 2017 quando i BTS hanno vinto il premio Top Social Artist, superando Justin Bieber, vincitore per 6 anni in quella categoria, Twitter era pieno di commenti che affermavano che nessuno sapeva chi fossero i BTS e che quel premio non avrebbe fatto in modo che l’America avrebbe iniziato ad ascoltare il K-pop (… Abbiamo delle buone notizie per voi!). Un utente ha persino protestato perché gli artisti americani non partecipano alle premiazioni coreane (il che, è un falso reclamo – vedi: Charlie Puth agli MGA) e perché, secondo l*i, gli artisti coreani non dovrebbero essere invitati agli eventi come i BBMAs.

Nel frattempo, i critici occidentali risultano ancora confusi sul motivo per cui questi artisti siano così popolari, così che spesso implicano che non deve essere la musica (a piacere), ma l’aspetto degli artisti o la mancanza di maturità dei fan. La scorsa primavera, Roman Kemp di Capital FM ha detto a Metro UK che non crede che il clamore intorno ai BTS riguardi le loro capacità musicali “Quando vedi band del genere che creano questa ‘fandomania’ … (I fan) sono lì per la musica, o sono lì per l’aspetto dei ragazzi?” interroga Kamp. Ma lo stesso conduttore radiofonico ha alimentato quella “fandomania” in passato, quando ha invitato nel suo show ruba cuori inglesi come gli ex membri degli One Direction, i Jonas Brothers e Shawn Mendes, che condividono suoni musicali simili e demografia dei fan in gruppi come BTS.

 

Il modo in cui parliamo della musica pop cantata in coreano, o giapponese, o spagnolo, o in qualsiasi altra lingua – che si tratti di un razzismo ovvio o più indiretto – deve cambiare. Secondo YouGov Omnibus, il 50% degli americani nel 2018 ha dichiarato di “divertirsi” con una canzone cantata in una lingua che non capiscono. Ad aprile, un papà bianco è diventato virale per aver copiato “Boy With Luv” con la figlia diciassettenne; altrove, le famiglie di tutto il mondo si sono lanciate nella sfida dance di “Idol” del 2018. Non c’è mancanza di fan e di crescente accettazione da parte di ascoltatori non coreani di questi artisti internazionali, ma comunque le battute continuano oltre la solita dose di condiscendenza da parte di persone a cui piace criticare ciò che è popolare. Ma alla fine del gioco, non c’è alcun vantaggio nell’escludere gli artisti non di lingua inglese dalla conversazione. La musica pop, come letteralmente qualsiasi altra cosa, non può che migliorare se il campo di gioco è più ampio e diversificato nelle persone e nelle prospettive.

 

Quando fingi deliberatamente di essere ignorante in qualcosa che non capisci, semplicemente perché non lo capisci e non prendi provvedimenti per familiarizzarci, stai perpetuando un problema. Sì, i BTS si esibiscono in coreano e sono vocalist altamente qualificati, rapper, ballerini, cantautori e produttori musicali. I membri dei BTS sono artisti seri, non nonostante siano coreani e non nonostante abbiano giovani fan, ma anche per queste ragioni. Il rifiuto di metterli sullo stesso piano degli artisti pop di maggior successo in lingua inglese è a questo punto segno di un’ignoranza intenzionale.

 

Fortunatamente, la musica è una di quelle esperienze umane comuni che ha la capacità di colmare le lacune delle barriere linguistiche. Se anche tu lo pensi, ma sei ancora perso su come i BTS siano diventati tali juggernaut (ndr forze incredibili), forse puoi trarre beneficio dall’attitudine che ha il gruppo nelle interazioni con gli altri.
In una live del mese scorso, j-hope ha spiegato che non poteva fare a meno di pensare che se il suo inglese fosse stato migliore, sarebbe stato più divertente fare le interviste e comunicare con altri artisti negli Stati Uniti. “Ma a pensarci bene…“, ha detto, in coreano, a 5.5 milioni di spettatori “Anche se non posso parlare la lingua (inglese), posso comunicare con gli altri. La sincerità funziona sempre. In ogni senso.

 

Fonte: TeenVogue 
Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (Naive~)
Prendere solo con crediti.

 

[TRAD ITA] You Are Here – Lee Hyun (BTS WORLD OST)

Quando ero bambino
facevo dei piccoli sogni
Il mondo mi sembrava un gigante
Passavo i miei giorni a preoccuparmi
di cosa volessi
e di dove fossi diretto


Tu sei qui
Ho te, qui
Grazie per essere la luce nell’oscurità dell’alba
Credo che tu sia sempre dietro di me
Grazie per starmi sempre vicino


Quando mi sentivo esausto
da un peso sconosciuto,
la cosa che più mi aiutava
erano i momenti che passavamo
a ridere delle nostre avventure
Noi, che siamo più intimi di chiunque altro


Tu sei qui
Ho te, qui
Grazie per essere la luce nell’oscurità dell’alba
Credo tu sia sempre dietro di me
Grazie per starmi sempre vicino
Tu sei qui
Ho te, qui
Abbi cura di me, grazie

Il significato di “noi”
mi ha protetto
I momenti che abbiamo passato insieme
sono preziosi.
Prometto,
senza cambiamenti,
che farò un passo per volta insieme a te

Finché entrambi non brilleremo insieme

 

SPOTIFY

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (Mela)
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] LaLaLa (라라라) – OKDAL (BTS WORLD OST)

Te l’ho forse detto?
A volte, anche quando non conoscevo il mio cuore
Mi hai davvero rassicurato
Quando mi appoggio a te, ti guardo senza parole
Mi chiedo quanto tempo abbiamo trascorso insieme

Io conosco il tuo cuore
anche se non dici nulla
Riesco a sentire il tuo cuore
anche solo guardandoti negli occhi
Quando ti guardo, comincio a canticchiare
LaLaLaLaLa le cose miglioreranno

Ti ricordi per caso?
Quando il domani era incerto
Tu mi hai detto
Possiamo farcela se siamo insieme
Anche se le persone
non ti capiscono

Io conosco il tuo cuore
anche se non dici nulla
Riesco a sentire il tuo cuore
anche solo guardandoti negli occhi
Quando ti guardo, comincio a canticchiare
LaLaLaLaLa le cose miglioreranno

Oh, è un giorno migliore con te
Con lo scorrere del tempo
Non facciamo cose come preoccuparci o avere dubbi

Io conosco il tuo cuore
anche se non dici nulla
Riesco a sentire il tuo cuore
anche solo guardandoti negli occhi
Quando ti guardo, comincio a canticchiare
LaLaLaLaLa le cose miglioreranno
Le cose miglioreranno
Le cose miglioreranno

 

SPOTIFY 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia (Naive~)
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] All Night – BTS (RM e Suga) ft Juice WRLD (BTS WORLD OST Pt 3).

Fuori dalla porta yeah fuori dalla porta
Afferro un microfono e butto fuori la rabbia
Questa è la mia fanmail,
voglio esprimere le mie emozioni
Questo è un archivio in cui registro solo il flow

Vieni nel mio studio dove avviene la magia
Faccio due passi per rilassarmi
Sembra un classico
Non esiste un lavoro senza stress
senza pressioni
Quindi baby andiamo
Le cinture sono allacciate

Come lucciole, le luci intermittenti
Siamo di passaggio nelle notti illuminate
Deve far male, è inevitabile
col passare del tempo, rideremo

Ma finché non intravedremo qualcosa,
continua a correre
È tutto ok, conosco il nostro duro lavoro
Continuiamo a guidare tutta la notte
Tieniti forte


La festa continuerà in questa stanza tutta la notte
non vogliamo metterle un freno
Tieniti forte

Continua tutta la notte, finché il sole sorgerà
Ispirazione aspettami, sarai tutta mia

Tutta la notte (x32)

Ho ancora un sogno
Sono ancora in uno studio
Chiedi alla gente per strada
chi è il cantante che vende di più
Sono proprio dietro l’angolo, i Grammy
È tutto vero
Vantarsi dei soldi in TV ora fa solo tenerezza

A volte mi chiedo se non sia tutto un sogno
Il buio prima dell’alba è profondo
Sappi solo che delle volte gelosie e discussioni
saranno molte di più
delle impronte di chi ha percorso
questa strada prima di te
Sappi solo di poter essere molto di più
La scelta ora è tua, cosa farai?

Aye, lei mi definisce affascinante,
ho bisogno di un esercito
che marci per il tuo amore
Sono un sergente
Non appartengo a questo pianeta, sono un marziano
Per te, ce la metto tutta
Non riesco a fermarmi quando mi fai partire
Dovrai farmi parcheggiare la Ashton Martin
Vetri oscurati, non so star zitto

Oh ragazza, te l’ho detto sin dall’inizio
ho bisogno che tu stia con me
con lealtà e fedeltà
Sempre con grazia
tocchi la mia anima
So che preghi per me
cercando di darmi una possibilità
Cara, lo sai che ti tengo sempre vicina
Non ti lascerò mai, no, tu
Non ti lascerò uh ug mai

Tutto o niente per te, amore, rischierò tutto
Se non sarà il tuo nome a comparire sul mio telefono
non risponderò
Per niente
Amo come ti svesti
Sul mio razzo, tu prendi il volo
Sì, poi ci sarà l’amore
Ci sarà l’amore

La festa continuerà in questa stanza tutta la notte
non vogliamo metterle un freno
Tieniti forte

Continua tutta la notte, finché il sole sorgerà
Ispirazione aspettami, sarai tutta mia

La festa continuerà in questa stanza tutta la notte
non vogliamo metterle un freno
Tieniti forte

Continua tutta la notte, finché il sole sorgerà
Ispirazione aspettami, sarai tutta mia

Tutta la notte (x32)

 

STREAMING

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. 
Prendere solo con crediti.

 

[TRAD ITA] A Brand New Day – BTS (V e J-Hope) ft Zara Larsson (BTS WORLD OST Pt 2)

E’ possibile far passare tutte queste
paure e preoccupazioni?

Come se fossi sotto ipnosi,
mi ha trainato, guidandomi.
Come se fossi stregato,
ero in grado di sentire la voce dentro di me.

I frammenti del futuro sono chiari, sebbene non riesca a raggiungerli.
La frase “il sogno di un mondo nuovo” mi avvolge

Il giorno in cui ho ritrovato me stesso
Un giorno tutto nuovo
Il momento in cui ho sognato di
salire le scale della luce
Conosciamo il mondo
Mostrami al mondo
Oh io ci sarò, sì

Ci sarò, ci sarò per te

So che anche a loro hai dato dei sogni grandi
Puoi mostrarmi i tuoi se vuoi
Sono bellissimi
Potremmo guardarli per ore,
abbandonarci al loro potere

Vedo dei nuovi mondi, queste visioni
bruciano dentro di me
così irraggiungibili
ma abbastanza vicine da essere parte di me

Io ci sarò quando verrà il giorno
Un giorno tutto nuovo
Alza la testa alla luce del sole, tesoro
Ci sarò quando verrà il giorno
Conosciamo il mondo
Mostra al mondo semplicemente chi sono

Perfino quando ero spaventato, non mi sono inginocchiato
Perfino quando ero terrorizzato, ho continuato a correre
Ho creduto in me, perfino al bivio della persecuzione
Andando per la mia via, una scelta del tutto mia
Ho sentito
Una voce crescere più forte, una ventata di gioia
In quel momento, ho sentito
che avevo realizzato il mio sogno

Io ci sarò quando verrà il giorno
Un giorno tutto nuovo
Alza la testa alla luce del sole, tesoro
Ci sarò quando verrà il giorno
Conosciamo il mondo
Mostra al mondo semplicemente chi sono

E’ possibile far passare tutte queste
paure e preoccupazioni?

E’ possibile far passare tutte queste
paure e preoccupazioni?

 

LINK STREAMING

 

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia. 
Prendere solo con crediti.

Traduzioni BTS Notes “Persona”

Namjoon
2 Maggio, Anno 2018

Quando arrivammo nel vicolo, vidi mobili e articoli casalinghi accumulati lungo la strada. “Namjoon-ah, che succede?” mi chiese mio padre, respirando con qualche difficoltà. Stavamo tornando dall’ospedale, era solo un centinaio di metri dalla fermata dell’autobus a casa nostra, ma mio padre aveva difficoltà anche con quello. Corsi a casa, mia madre era accasciata al muro, dietro la pila di cose della casa e si raddrizzò quando mi video. “Namjoon-ah, come dobbiamo fare?”, disse che aveva discusso con il figlio del proprietario che era venuto a riscuotere l’affitto che mio fratello minore non aveva pagato.

Portai mio padre nel magazzino dietro al supermercato del quartiere. Mentre spostavo i mobili mia madre puliva i piatti e il cibo. Presto il magazzino si riempì di tutte le cose che erano nel nostro bilocale. C’erano delle cose che volevo buttare, ma per farlo servivano soldi. Quando ebbi sistemato tutto era notte. Mi faceva male la schiena e stavo sudando. Mia madre mi dette le bacchette, dicendomi che dovevo mangiare almeno qualcosa, ma non riuscii a butare giù niente.

L’aria dentro il magazzino era soffocante, quindi andai a sedermi fuori sulle panchine di legno vicino al supermercato. Mia mamma mi chiese: “Namjoon-ah, dove è andato Namhyun?”. Le urlai in risposta: “Come faccio a saperlo?”. Namjoon-ah, Namjoon-ah, Namjoon-ah…ero stanco di sentirlo dire. Rimpiangevo di avergli detto di vivere senza farsi scoraggiare. Anche se potevamo sopportare qualche giorno nel magazzino, cosa avremmo dovuto fare dopo? Non riuscivo a pensare a niente. Il proprietario del supermarket mi lasciò una lattina di birra e tornò dentro.

Jimin
10 Dicembre, Anno 2018

Quando mia madre mi disse che eravamo arrivati, pulii con La Manica la condensa dal finestrino. Da lì, lessi: “Scuola media Song Ju Jeil”. Mia mamma mi aveva detto che non erano rimaste altre scuole a Munhyeon, e che non mi rendevo conto della mia fortuna, nell’essere stato accettato da quella scuola. Tra un ricovero e l’altro, avevo cambiato istituto numerose volte. Per quanto tempo sarei rimasto lì? Mentre ero assorto nei miei pensieri, attraversammo l’entrata e il cortile. Non c’era nessuno. Forse a causa del freddo. Mia madre parcheggiò in un angolo vicino a un’altalena e una barra da sollevamenti.  

Mentre uscivo dall’auto, fissai quella barra. Ripensando alla mia infanzia, avevo un ricordo più vivo degli altri. Un cielo così azzurro che sembrava uscito da un film, e delle nuvole bianche che mi scorrevano sopra, a una velocità spaventosa. Prima che accadesse quello che accadde all’arboreto, amavo così tanto andare al parco quasi da esserne ossessionato. Mia madrr mi diceva che uscivo la mattina, e restavo lì a giocare fino a sera. La cosa che più amavo in assoluto era l’altalena. Tendevo con tutto me stesso le gambe, e mi sporgevo verso il cielo con così tanta foga da avere le vertigini. Mi piaceva quella sensazione. Emozione, mista a un pò di paura. 

Un giorno, fui spinto dalla curiosità di vedere cosa sarebbe successo se avessi fatto fare all’altalena un giro completo. Nessuno dei bimbi del vicinato ci aveva mai provato. Chiesi ai miei amici di spingermi con tutte le loro forze, e usai tutto il mio corpo per allungarmi sempre più in alto. Nel punto di massima altezza, il cielo azzurro e le nuvole bianche mi assalirono. Fui colto dalle vertigini, e caddi. Quando aprii gli occhi, ero sdraiato sulla sabbia, un pugno di terra in bocca, le ginocchia scorticate e sanguinanti. Ma stranamente, non faceva male. Ero solo arrabbiato di non essere riuscito a far fare un giro completo all’altalena. 

Mi affiorò alla memoria l’immagine di me stesso su quell’altalena, come se i ricordi fossero stati di terzi. Forse il Park Jimin che si dondolava con così tanta passione, ora stava crescendo in un luogo a me ignoto; con quello stesso aspetto, con quella stessa personalità. Stavo fissando l’altalena con questi pensieri in testa, quando sentii mia madre chiamarmi. Mi diressi all’ingresso della scuola. Scuola media Song Ju Jeil. La quinta che frequentavo. 

Yoongi
15 Marzo, Anno 2019

Il pranzo era stato particolarmente buono quel giorno, il che era strano perchè era solo un semplice pasto scolastico. Non lo diedi a vedere, quel genere di cose non mi si addiceva. Come al solito mi stravaccai sulla sedia e strinsi le posate tra le dita come se non avessi voglia di alzarle, ma il pranzo di oggi era decisamente buono. Taehyung e Jungkook stavano facendo confusione stando un po’ al sole poi colpire le tende e  infine cambiando di posto e c’era polvere nell’aria. Namjoon gli urlò di stare calmi per lo meno mentre mangiavamo, io presi il cucchiaio e pensai. Da quanto tempo era che non mangiavo così tranquillamente?

Da quando avevo memoria, non c’era mai stata conversazione al nostro tavolo. Nessuno diceva se il cibo era buono, o ne chiedeva di più, o dicevano che avevano mangiato bene. Beh, per la mia famiglia i pasti non erano niente di più che una cosa che dovevamo fare, parte della nostra routine quotidiana. “Min Yoongi non si parla a tavola”. Non ricordavo esattamente quando mio padre me lo avesse detto, tutto quello che rimaneva era il suono delle posate mentre le poggiava nel piatto. Non aveva alzato la voce o si era arrabbiato,no, non mi stava nemmeno guardando. Nonostante tutto chiusi la bocca. Interruppi le mie parole e al loro posto mi riempii la bocca con un grosso boccone. Mi morsi la guancia e sentii il sapore ferroso del sangue. Faceva male e mi vennero le lacrime agli occhi, ma non dissi che mi ero fatto male: non potevo parlare a tavola. Mi sforzai di masticare il riso insanguinato e inghiottii.

Qualcuno rubò uno dei contorni dal mio piatto, e lo guardai male, mio malgrado. Ma non ero triste o infastidito, era semplicemente la mia reazione normale a tutto. Hoseok lo richiamò: “Yoongi hyung è arrabbiato Taehyung! Cosa farai adesso?” e Taehyung mise su un teatrino eccessivo sull’essere dispiaciuto. Era una cosa decisamente da Hoseok e Taehyung, nemmeno un po’ fuori posto. Mio malgrado dissi: “Va bene, mangialo tu.”, ma esplose un altro giro di risate e chiacchiere. Nessuno si era accorto che avevo parlato durante un pasto.

Taehyung
7 Giugno, Anno 2020

“Stupido bastardo, non potevi aspettare un secondo?”. Avevamo setacciato tutto il vicinato, ma nessuna traccia di Dubu. Quando guardai l’ora, erano passati ormai venti minuti. Quanti poteva essersi allontanato in quel tempo un cucciolo di due mesi? Sotto il sole estivo, stavo sudando. Avevo chiamato il suo nome fino a ritrovarmi con la gola secca e arsa. Avevo guardato un attimo il cellulare, e si era separato dal guinzaglio. Quando mi ero guardato intorno, Dubu era sparito. Ripresi a correre, controllai ogni singola strada e sbirciai in ogni singola porta che trovai aperta. “Dubu!!”, urlai ad alta voce. Solo i passanti mi guardarono. 

Mentre correvo, lo insultavo. Lo chiamai stupido cane. Arrivai ad arrabbiarmi, e a chiamarlo bastardo. Ma anche allora, sapevo non era colpa di Dubu. Era mia. Non stavo guardando. Mi ero distratto, e lui si era perso. Stavo ridendo per una conversazione completamente inutile, e non mi ero nemmeno reso conto che lui non c’era più. Era scappato apposta? A quel pensiero, pur non volendolo mi fermai. Forse a Dubu non piaceva stare con me. Per me, stare con lui era bello, ma forse per lui non avevo fatto altro che separarlo dalla sua famiglia. 

Quando ripresi a muovermi, sentii un rumore di zampette e Dubu che abbaiava. All’inizio pensai me lo stessi immaginando. Ma non si trattava di un’allucinazione, di una visione, e vidi Dubu corrermi incontro. Le orecchie del cucciolo volavano all’indietro, la bocca aperta per lo sforzo della salita. “DUBU!”, urlai, e quando mi inginocchiai mi saltò addosso. “Dove ti eri cacciato? Come sei riuscito a tornare? Ti ricordavi il mio odore?”. Nel mio abbraccio, iniziò a leccarmi in volto. Dentro di me ebbi una strana sensazione: ero l’unico su cui Dubu potesse fare affidamento. Anche io ero affidabile, almeno per qualcuno. Ero colui a cui poteva fare ritorno. Dubu si agitò, per liberarsi dall’abbraccio. Lo strinsi più forte a me. 

Jungkook
2 Maggio, Anno 2021

Ho corso verso la sponda del fiume Yangjicheon, all’imbrunire del tramonto. Premendo con forza sui pedali della bici mentre mi stavo dirigendo verso un cielo dipinto da varie tonalità rosate e violacee, tutto ciò mi faceva sentire come se stessi fuggendo dal peso della mia vita quotidiana. Anche oggi, ho preso su la mia bici non appena ho sentito mia mamma iniziare a preparare la cena. Non volevo vedere nessuno. Casa mia era un luogo dove nemmeno una persona si degnava di sorridermi. Solo perché vivevamo insieme, questo non faceva di noi una famiglia. Andarsene non ha cambiato nulla. I miei hyung se ne sono andati uno dopo l’altro e, nonostante vivessimo nella stessa città, è passato così tanto tempo da quando ci siamo messi in contatto l’uno con l’altro. Ora non era più rimasto nessuno, dentro casa mia o fuori di essa, che mi sorridesse.

Quando il sole non era più visibile, ma la luna non si era ancora mostrata, l’oscurità si era assestata sulle sponde del fiume. Il paesaggio cambiava in base a dove portavo la mia bici. Al di là della strada, ora trasformata in un parco, giaceva un luogo pieno di spazzatura, automobili e moto abbandonate, e gommoni. Ho appoggiato la mia bici su un pilastro sotto il ponte e sono sceso fino alle prossimità della sponda. Dall’altro lato del fiume c’era un gruppo di ragazzini che appiccava fuocherelli, beveva e agitava in aria dei rami, ma da questo lato non c’era nessuno. Nessuno è venuto in un posto degradato come questo. Forse quella è stata la ragione per cui nemmeno per me era venuto qualcuno. Mi trovavo più a mio agio così, in un posto dove nessuno sarebbe venuto a trovarmi, solo, nell’oscurità più totale. Ho pensato che sarebbe stato bello se questo momento potesse non finire.

Seokjin
9 Agosto, Anno 2021

Scattai delle foto mentre camminavo lungo la spiaggia. L’aspetto del quartiere sul lungomare cambiava costantemente, ma l’oceano aveva sempre lo stesso aspetto indipendentemente da tutto. Uscii dalla macchina ed andai sulla spiaggia, mi misi a sedere sulla sabbia e guardai le foto che avevo fatto. Il posto e l’ora in cui erano state scattate era diverso, ma le foto in sè erano le stesse: il cielo ed il mare si toccavano nel centro della foto.

Era passato un anno da quando ero scappato da Songju ed ero venuto a Los Angeles. La casa della famiglia di mia madre, dove avevo passato la mia infanzia, non mi era nè sconosciuta nè familiare. Nascondere i miei sentimenti, trovare un posto per me e sorridere imbarazzato: il metodo di mio padre su come essere una brava persona, era stato utile in molti casi e questo non era diverso.

Dopo essere venuto qui, smisi di fare foto alle persone. Non c’era un motivo particolare, semplicemente non ne sentii più il bisogno. Al loro posto, scattavo foto dell’oceano. Magari volevo solo fare foto a qualcosa che non sarebbe cambiato. Era divertente. Ripensandoci i miei amici non erano cambiati e nemmeno io ero cambiato, ero sempre stato quel tipo di persona e adesso ero semplicemente stato scoperto. Non mi ero portato nemmeno una foto del liceo con me, il me di allora era troppo diverso dal me di adesso. Non nascondevo i miei sentimenti, non avevo alcun motivo di trovare un posto per me. Il sorriso imbarazzato sembrava lo stesso, ma ma anche quello era diverso: all’epoca stavo sorridendo davvero.

Presi la macchina fotografica e scattai una foto all’oceano. Era nuvoloso e il cielo e il mare erano dello stesso colore, l’orizzonte sfocato. Di tutte le foto dell’oceano che avevo scattato quel giorno, non ce n’era nemmeno una uguale. Il tempo era diverso, o la luce, o il vento. Il mio sguardo era diverso o i miei sentimenti erano diversi. Questo valeva anche per le foto che avevo scattato oggi e per le molte foto che avevo scattato a scuola. Una foto contiene lo sguardo ed i sentimenti di chi l’ha scattata. Forse era anche per questo che non ne avevo portata con me nemmeno una di quel periodo. Avevo paura di guardare direttamente al me di allora, avevo paura che mi sarebbe mancata la persona che ero. Come stavano? Cosa pensavano di me? Avevo paura avrei pensato cose del genere, perciò avevo messo le loro foto in una scatola ed avevo chiuso il coperchio.

Hoseok
25 Febbraio, Anno 2022

Il mio mondo intero è cambiato nuovamente nel momento in cui ho superato il mio diciannovesimo compleanno. Non ero più sotto la tutela dello Stato e non potevo più rimanere in orfanotrofio. Ho cercato un posto dove stare con i soldi che avevo racimolato lavorando part-time e dallo stipendio che mi è stato dato quando avevo lasciato il sistema. Non avevo trovato il coraggio di cercare un posto vicino al Two Star Burger. Ho cercato vicino alla stazione di Songju, ma la situazione non era molto diversa. Alla fine, tutto quel che sono riuscito a fare è stato percorrere la discesa. Ho trovato una stanza su un tetto*, situata in fondo ad un vicolo cieco.

Ho trascinato il mio bagaglio su per le scale di ferro. Avevo trascorso più di dieci anni in orfanotrofio ma non avevo granché, tutto quel che dovevo fare era sistemare dei vestiti, qualche paio di scarpe e mettere a posto dei mobili che avevo comprato dal mercato dell’usato.

Tuttavia un trasloco era e trasloco rimaneva, perciò non appena ho avuto un attimo per tirare un sospiro, si era già fatto buio. Nonostante fosse febbraio c’era del sudore sulla mia schiena. Quando ho aperto la porta cigolante di ferro, ha soffiato un gelido vento di fine inverno. Sono uscito e mi sono appoggiato sul corrimano. Ho abbassato lo sguardo verso Songju. Ho cercato di indovinare dove fosse l’orfanotrofio. Ho seguito con gli occhi il corso del fiume sulla sinistra, poi si svolta a sinistra del cartello a trifoglio, ma fra tutte le luci e il neon, non sono riuscito a scovare l’orfanotrofio.

Ho alzato la testa e ho voltato lo sguardo verso la stanza sul tetto. Era piccola, a malapena poteva essere definita una stanza. Era trasandata e poco curata, calda come una sauna d’estate e resa fredda dagli spifferi d’inverno, ma era l’unico luogo al mondo ad essere mio. Un posto dove potevo essere me stesso, un posto dove potevo avere stupidamente paura, o avere la speranza che gli altri lo schernissero. Un posto dove potevo ridere quanto volevo e piangere quanto volevo.

“Facciamo del nostro meglio!” ho gridato in direzione della stanza. Questo posto, in cima alla città, ad un passo dal cielo, sarebbe stato casa mia d’ora in avanti.

[*T/N: le stanze sul tetto sono generalmente più economiche rispetto ai veri e propri appartamenti, e sono conosciuti per il fatto di essere utilizzati da persone povere o persone senza risorse economiche.]

Taehyung
11 Aprile, Anno 2022

Tracciai una linea con la bomboletta nera. Un volto sottile. La bocca, che aveva perso ogni parola. Capelli sfibrati. Con linee secche, disegnai sul muro grigio il volto che avevo visto in sogno. Era il turno degli occhi. Mi sporsi in avanti, poi mi fermai, e feci un passo indietro.

Nella mia testa, avevo ben presente quel volto. Lo sguardo era così definito da mettermi i brividi. È che non sapevo come rappresentarlo. Erano occhi privati di ogni emozione, che fosse gioia o tristezza. Si lasciavano dietro solo indifferenza e gelo. Erano tanti colori ed uno assieme. Pur non parlando o non facendo nulla, comunicavano ogni cosa. Afferrai più volte la bomboletta, ma alla fine non riuscii a disegnarli.

Erano passati due anni dall’ultima volta che avevo visto Seokjin. Sapevo si trovasse in America. Ma oltre a ciò, non conoscevo altro. Era la prima volta che lo sognavo. A volte mi ero domandato come stesse. Ripensavo a quanto successo quella volta nell’aula, e ricordavo bene di quando convovò il preside. Vi erano altre cose che non riuscivo a comprendere. Ma non mi era mai sembrato tanto freddo ed emaciato come in quel sogno.

Guardai di nuovo il volto che avevo disegnato. Era chiaramente Seokjin, ma non la persona che conoscevo. Perché avevo fatto un sogno simile, così all’improvviso? Nel sogno si erano susseguite scene di ansia terribili, ancora e ancora; lo hyung aveva assistito a quella catena di catastrofi, con sguardo privo di emozioni. La mano che impugnava la bomboletta iniziò a tremare. Sentivo risalirmi lungo la nuca tutte le sensazioni di quel sogno. Da lontano, sentii il suono di una sirena.

Taehyung
30 Aprile, Anno 2022

Lo shock mi impediva temporaneamente di muovermi. Seokjin era seduto in auto. Avevo sentito da Namjoon del suo ritorno, ma era la prima volta che lo rivedevo. Era imbronciato, e cercava qualcosa al cellulare. La scena di per sé non era strana. Nulla nel suo volto era cambiato. Non riuscivo a spiegarmi il mio shock. Freddezza, vuoto, desolazione. Nessuna di queste parole bastava a descriverne l’espressione. No, non le si avvicinava nemmeno per un pò. Era primavera, ma un brivido mi scese lungo la schiena. A mia insaputa, mi ritrovai a tremare. Il volto che mi era apparso in sogno era esattamente quello.

Alzai un attimo lo sguardo, che Jungkook comparve all’angolo. Si guardò intorno con sguardo allarmato. Poi corse lungo la strada. A quel punto, Seokjin fece un gesto irritato e scese dall’auto. Da lontano non riuscivo a sentire, ma da come muoveva le labbra sembrava stesse dicendo “Non importa, lascia stare”. Si incamminò poco a poco verso il motel, che si trovava lì a poca distanza. Guardò in direzione di Jungkook, poi lasciò cadere qualcosa all’entrata.

Yoongi
2 Maggio, Anno 2022

Mi hanno detto che la cicatrice sarebbe rimasta per un po’. Mi hanno detto che sarei guarito lentamente con il passare del tempo, ma che la portata era limitata. Sarei migliorato solo se avessi continuato la terapia, a partire dal terzo giorno dal mio ricovero. Il dottore ha sollevato la garza e ha svelato i segni lasciati dalle fiamme. La carnagione rossa del mio braccio sinistro era talmente scura da sembrare nera. Era il mio corpo, ma non lo sembrava affatto. Non mi era familiare. Quando avevo gettato a terra l’accendino, ero pronto a subire molto più di questo, ma avere solo una cicatrice di questo genere sembrava incoerente.

“Farà un po’ male.” Quando ha iniziato a cambiare la fasciatura, la mia ferita ha iniziato a perdere sangue. Il sangue che stava impregnando la garza bianca aveva proprio l’aspetto di una fiamma, proprio come le fiamme di quel giorno, talmente vivaci da sembrare volermi inghiottire. Ho provato a trattenerlo, ma è sfuggito un gemito di dolore. Il dottore ha detto che il sangue era un buon segno, che era prova della rigenerazione di una nuova pelle al di sotto della pelle morta. Nonostante facesse male, non sono riuscito a fare a meno di ridere. Perché tutto ciò che è nuovo è possibile solo dopo la morte? Che cosa sarebbe successo se fossi morto prima, allora? Non potrebbe essere stato l’unico modo per ricominciare tutto da capo?

Abbassai lo sguardo verso il mio braccio. Del sangue trafilava dalla nuova garza. Avevo chiamato quella macchia di sangue fiamma mentre il dottore l’aveva chiamata rigenerazione. Chi dei due aveva ragione?

Hoseok
10 Maggio, Anno 2022

Quando sono tornato in me, mi sono ritrovato a camminare lungo il ponte. Il sole era talmente splendente tanto che mi era difficile aprire gli occhi. Mi sono domandato come avessi fatto ad arrivare lì, quando aveva iniziato a girarmi la testa e la mia vista si era offuscata. Mi sono domandato se le mie gambe stessero cedendo, mentre il suono dei clacson delle macchine che andavano e venivano assaliva i miei timpani. Da un lato della mia visuale riuscivo a vedere l’acqua scura del fiume Yangjicheon.

La signora in orfanotrofio era stata la prima persona a consolarmi quando avevo perso mia madre. Era stata al mio fianco quando mi ero svegliato nel mezzo della notte con la febbre, era nel mio letto vuoto dopo che un amico era stato adottato, quando mi ero svegliato in ospedale dopo un attacco di narcolessia, era stata al mio fianco dal mio primo anno delle scuole elementari fino a quando non avevo ottenuto il diploma alle scuole superiori.

Si era ammalata. La voce dall’altro lato della chiamata ordinaria era stata quella di un amico dell’orfanotrofio. Non ricordavo come fossi arrivato a casa della signora. Quel che ricordo era casa sua e il suo volto visibile dalla finestra aperta. Stava parlando con qualcuno e rise. Che stava male, che aveva bisogno di un’operazione, che non c’era più alcuna speranza… sembravano tutte menzogne. Quando il suo sguardo stava per incontrare il mio, mi ero nascosto. Avevo l’impressione che sarei scoppiato in lacrime se avessi visto il suo volto. Avevo l’impressione che avrei sputato parole di risentimento come, “Anche tu mi abbandonerai?”. Mi sono incamminato, sembrava che qualcuno mi avesse chiamato, ma non mi sono voltato.

Un grande autobus aveva alzato del vento al suo passaggio. “Mamma”, avevo mormorato osservando l’autobus allontanarsi. Il giorno in cui l’avevo persa, eravamo saliti su quel genere di autobus. Anche la signora avrebbe abbandonato il mio fianco, come aveva fatto mia mamma? Avrei perso un’altra persona a me cara? Ho alzato lo sguardo e la luce del sole si è riversata su di me. Dopodiché il mondo intero aveva iniziato a collassare. Il suono sibilante dei gommoni sull’asfalto, il vento risalire dal fiume, e tutti i ricordi che avevo con la signora si sono frantumati sotto la luce del sole. Sono crollato a terra.

Hoseok
28 Maggio, Anno 2022

Non abbiamo mantenuto molto contatto una volta tornati dal mare. Per nessun motivo particolare. Seokjin hyung e Taehyung avevano litigato e Jungkook se ne era andato per un’altra strada, ma non era quello il motivo per cui ci eravamo allontanati. Allora dove stava il problema? Eppure, non ho contattato nessuno per primo. Il fatto che non ci fosse nessun particolare motivo sembrava essere, sotto certi aspetti, il motivo stesso.

Quando ripenso a quel giorno, ricordo sempre il vento sabbioso che aveva iniziato a soffiare improvvisamente. Dopo che Seokjin hyung si era arrampicato su quella piattaforma e Taehyung l’aveva seguito, il resto di noi si era coperto gli occhi dalla luce del sole e aveva alzato lo sguardo. Aleggiava un senso di deja-vu, come se fosse già successo, e con esso sottostava un senso di agitazione. “Hyung, riguardo alla spiaggia dove siamo già andati, là dove c’era la roccia che esaudiva i desideri… Non ti ricorda quel posto?”.  Alle parole di Jimin, mi ero guardato intorno. Era successo proprio in quel momento. Sembrava che Seokjin hyung e Taehyung stessero barcollando, come se stessero per cadere dalla piattaforma, quando aveva iniziato la tempesta di sabbia. Mi ero coperto il volto con entrambe le braccia e avevo chiuso gli occhi. Avevo paura, ero in ansia per quel che stava succedendo in cima alla piattaforma, ma trovandomi nel turbinio della tempesta di sabbia vorticosa, non avevo avuto il coraggio di aprire gli occhi.

Quando il vento si era calmato e avevo sollevato lo sguardo, avevo visto Seokjin hyung scendere dalla piattaforma. Stava guardando in alto, verso Taehyung, il quale era in piedi in cima alla piattaforma, ancora a testa bassa. Una volta raggiunto il fondo, Seokjin hyung era salito in macchina e se n’era andato. Avevo fatto un passo verso di lui, ma non c’era nulla che potessi fare.

Quella notte, eravamo tornati a Songju. Siccome Seokjin hyung se ne era andato per primo, non avevamo nessun posto dove trascorrere la notte e nessun mezzo di trasporto. Namjoon era stato il primo ad aver suggerito di tornare indietro. Sembravano tutti delusi, ma ci siamo obbligati a camminare. Tutti avevamo sperato che Namjoon dicesse che avremmo dovuto continuare la nostra gita al mare come pianificato, ma aveva detto che saremmo dovuti andare a casa e così la nostra gita era finita. La gita al mare che avevamo tutti aspettato con ansia si era rivelata essere un disastro.

Jimin
29 Maggio, Anno 2022

Un piccolo raggio di sole sfiorò il banco. Il raggio aveva a fatica trovato la sua strada attraverso il vetro della stanza, davanti l’entrata, dove si trovavano scritti numerosi nomi di studenti. Il professore stava parlando, ma le sue parole non raggiungevano le mie orecchie. Ero seduto nell’ultima fila di sedie, in un angolo, il capo chino, e mossi le dita come a voler acchiappare il raggio di luce che le attraversava. 

Non era cambiato nulla, da quando avevo lasciato l’ospedale. Anzi, mi sembrava di aver fatto molti passi indietro. Seguivo le lezioni solo perché mia madre si preoccupava di cosa avrei potuto fare, senza un diploma. Fu un suo suggerimento che avrei dovuto almeno diplomarmi. Mi era indifferente. Non vi era nulla che volessi fare, o che potessi fare. 

Non volevo tornare a scuola. Riprendere a studiare era una seccatura. Ma la mia paura più grande era essere circondato da estranei. E se qualcuno mi avesse riconosciuto? Cosa avrei risposto, se mi avessero chiesto il perché non mi fossi diplomato? Ero spaventato di rispolverare quei ricordi di scuola che avevo segregato in un angolo della mia memoria. 

Seokjin
30 Maggio, Anno 2022


Avevo solo un indizio: la Mappa dell’Anima. Le parole mi erano estranee, il che non mi dava nemmeno la più pallida idea di cosa fosse o cosa ci dovessi fare. Nonostante tutto questo, mi serviva pure un punto da dove cominciare e speravo che la “Mappa dell’Anima” lo fosse per me. Ma non lo era, quindi feci innumerevoli ricerche e ripetuti pensieri, ma tutto sembrava scivolarmi tra le dita. A ripensarci quando tutto tutto questo era cominciato, era stato allo stesso modo: “Credi che potrai rimediare a tutti i tuoi errori e salvare tutti?”. Quando avevo annuito a questa domanda non avevo idea di cosa avrei sofferto.

Voltai le spalle agli scaffali ed ai libri polverosi che affolavano la libreria dell’usato. Quando dalle scale spuntai nella stradina, i petali dei fiori di ciliegio volteggiavano nell’aria. Improvvisamente mi sentii come se fossi già stato lì e mi guardai alle spalle. L’ingresso sotto al livello della strada della libreria era buio e non si riusciva nemmeno a vedere l’insegna. Magari mi ero confuso con l’insegna di un’altra libreria: ero stato in innumerevoli librerie e bliblioteche per cercare qualcosa sulla Mappa dell’Anima. Su cosa avevo trovato, scorrendo tra bibliografie e parole chiave online, non c’era molto da dire. Magari in questo periodo ero passato anche in questa libreria o in una simile.

Mi diressi alla macchina all’inizio della stradina, accesi il motore e misi le mani sul volante. Ma da qui non sapevo dove sarei dovuto andare.

Seokjin
4 Giugno, Anno 2022


Entrando nello studio di mio padre, c’è un quadro interessante. Una precaria zattera di legno sulle impennati onde del mare aperto. Persone abbandonate lì sopra, senza cibo o acqua, senza una bussola o una speranza. Persone che a causa della fame e della sete, della paura e del disgusto, dell’orrore e dell’avidità, bevono il sangue uno dell’altro e, nel farlo, uccidono anche loro stessi.

Quando ero piccolo questo quadro mi spaventava così tanto che non entravo nello studio. Mi chiedevo persino come mai mio padre avesse un dipinto così orribile appeso al muro, ma con il passare del tempo il quadro è diventato semplicemente parte dello studio, non l’oggetto di paura e preoccupazione.

Al suo posto sviluppai un altro tipo di paura. La paura per la stanza dall’altra parte della porta che si trovava dentro lo studio. Nè la stanza nè la porta erano speciali, non erano chiuse con un lucchetto o un codice, e quello che c’era oltre era solo un’estensione dello studio. Se ci fosse stato qualcosa di speciale lì dentro, sarebbe stato solo che c’erano moltissimi libri: gli scaffali erano zeppi di fogli e libri da quando mio padre faceva le superiori in poi. Chiamavo quel posto “la stanza interna”.

La stanza interna era un posto dove mio padre andava da solo a riordinarsi le idee o a pensare a cose nuove. Oltre a lui nessuno andava lì dentro. Io ero stato dentro quella stanza una volta sola ed anche e ero piccolo avevo capito che non era solo una stanza piena di libri. A primo sguardo, i libri buttati qua e là e le scatole ed i documenti messi da parte senza alcun particolare ordine, sembravano normalmente umani. Non sentivo alcun calore provenire dalla carta e non trovavo nessuna emozione nemmeno nelle fotografie o nei dipinti. Ma anche solo stando in mezzo alla stanza a guardare gli scaffali, sentivo un senso di intimidazione che mi faceva sentire come se tutto il mio corpo si stesse sgretolando.

Non mi ricordo che ci sia stato alcun tipo di protesta perchè vi ero entrato (anche se potrebbe essercene stata qualcuna), ma ad un certo punto smisi di entrare nella stanza qualche volte. Arrivavo fino a davanti alla porta, ma la guardavo solo per un istante e non mi sognavo nemmeno di girare la maniglia.

Namjoon
12 Giugno, Anno 2022

Il paese di campagna era esattamente come l’avevo lasciato, immutato. A parte per il cambiamento delle stagioni, era esattamente lo stesso. Per evitare i negozi e il lungofiume, stetti di proposito a debita distanza dal paese e mi diressi verso l’area di sosta. La strada era per lo più in salita, c’era il sole e stavo sudando. Uno scooter ci sorpassò, alzando una nube di polvere. Taehyung tossì seccamente e borbottò tra sè e sè, in lontanaza riuscii a scorgere la curva dove era avvenuto l’incidente.

Al momento non c’era nemmeno un segno rimasto sul bordo della strada. Taehyung cadde in ginocchio, come se fosse crollato, e guardò l’asfalto. Sull’autobus per arrivare qui gli avevo raccontato cosa era successo alcuni inverni fa: la gara al ristorante lungo il fiume, i fiocchi di neve che cadevano dal cielo notturno, il volto ferito di Taehyung. Il momento in cui lo scooter era scivolato, mi si erano drizzati tutti i capelli sulla nuca. L’incidente e la morte di Taehyung, e quanto facilmente quell’incidente era stato ripulito e dimenticato. Alcune cose non potevo dirle, come l’espressione sulla faccia di Taehyung quando aveva detto che aveva qualcosa da chiedermi, tutti i momenti che avevo passato in quel paese di campagna, e il fatto che avevo chiamato quell’amico “Taehyung”.

“Hyung, non moriamo!”

Abbassai lo sguardo per vedere Taehyung che stava guardando verso di me, le mani poggiate sull’asfalto. Provai a pensare a qualcosa da dire, ma non mi venne in mente niente. Mi sembrava che sotto le mani di Taehyung potessi vedere Taehyung -no, quel mio amico del paese – sdraiato lì sulle strisce bianche. Non esisteva nessuno al mondo a cui sarebbe andato bene morire così. Qualcuno era morto, ma nessuno se ne era preso la responsabilità e nessuno lo aveva davvero compianto. Ovviamente, anche io avevo fatto lo stesso.

“Andiamo”

Alle mie parole, Taehyung si alzò. “Dove andiamo adesso?”

Invece di rispondergli, dissi: “Quando siamo andati in spiaggia mi hai detto che avevi qualcosa da chiedermi, no? Parliamone adesso. Qualunque cosa sia troveremo la soluzione assieme.”

Namjoon
15 Giugno, Anno 2022

Guardai il bambino che stava buttando giù il ramyon tutto d’un fiato, aveva otto, forse dieci anni. Ogni tanto guardava verso di me mentre si ingozzava di riso e noodles caldi. Gli chiesi il nome e disse di chiamarsi Woochang, Song Woochang. Si versò un po’ del brodo del ramyun sulla maglietta sporca e, mentre lo puliva con le mani, borbottava che la nonna lo avrebbe rimproverato di nuovo.

Vidi Woochang per la prima volta circa due mesi fa. Stavo tornando dalla pompa di benzina e lo vidi in piedi davanti al container dietro al mio. All’epoca credevo che stesse cercando una scorciatoia per uscire dalla stazione di Songju, il villaggio dei container non era un posto adatto per far vivere un bambino. Ma un paio di settimane dopo lo rividi nello spiazzo vuoto vicino ai container, stava prendendo a calci da solo un vecchio pallone e da quel momento mi ero imbattuto in lui svariate volte. Andava in giro sempre solo, con indosso sempre la stessa maglietta, gli stessi pantaloni e le stesse scarpe da ginnastica. Era evidente che non avesse un adulto che si prendeva cura di lui. Non c’era niente che ci potessi fare, avevo già abbastanza difficoltà a prendermi cura di me stesso. Passavo sempre oltre e fingevo di non conoscerlo.

Quando venni via dalla pompa di benzina e arrivai al villaggio dei container stasera, erano passate da poco le undici. Mentre rovistavo in tasca per cercare la mia chiave, vidi un’ombra accovacciata: era Woochang. Avrei potuto trovare la mia chiave, aprire il container ed andare dentro a farmi del ramyon per poi dormire, ma non stasera. Non volevo farlo.

Guardai il cielo, era stato cupo tutta la giornata e il cielo notturno era pieno di nuvole grigie, non riuscivo a vedere nemmeno una singola stella. Improvvisamente mi sentii affamato. Se ricordavo bene, mi era rimasta solo una confezione di ramyeon nel container. Non ne avevo altre in dispensa e non avevo la forza di andare a comprarne altre. Queste erano le condizioni in cui mi trovavo. Guardai la chiave che avevo tirato fuori dalla tasca, mi ricordai il paesaggio che guardavo mentre venivo via dalla campagna. Mi vennero in mente le parole. che avevo scritto sul finestrino dell’autobus.

Andai verso Woochang.

Yoongi
23 Giungo, Anno 2022

Quando vidi le notifiche nella chat, sbloccai il telefono. All’improvviso si era fatto buio. Fino a quel momento, non era stato facile raccogliere ogni pezzo musicale scritto. Scelsi tra quelli sopravvissuti alle fiamme, e tra le melodie che mi erano ancora rimaste in mente. Con sorpresa, tra quelle, la maggior parte le avevo proprio scritte nell’aula in disuso, durante le superiori. Se ci ripensavo, non mi sembrava di aver scritto chissà poi quanta musica in quel periodo. Allora… no, ogni momento che avevo avuto, lo avevo passato sempre a fuggire dalla musica.

Aprii la chat e vidi che si erano accumulati già un bel po’ di messaggi. Stranamente era stato Jimin a crearla, e notai che la conversazione era già iniziata, prima che mi aggiungessero, perché i discorsi erano iniziati a metà. Taehyung chiese a tutti: “Voi sapete cos’è la mappa dell’anima?”.

Passò molto tempo prima che Hoseok rispondessere: “Cos’è?”.

“Hyung, secondo te se lo avessi saputo te lo avrei chiesto?”, disse Taehyung.

“Effettivamente. Perché lo chiedi?”.

La conversazione proseguì per un pò in tal senso, finché Jimin non spiegò tutta la storia: era andato all’ospedale, e sulla strada del ritorno si era imbattuto in Seokjin hyung, che gli aveva detto di essere alla ricerca della mappa dell’anima.

Dopo molto tempo, apparve Namjoon, e scrisse: “Seokjin hyung un po’ di tempo fa ha chiesto anche a me cosa fosse. Mi disse che la mappa dell’anima era l’unico modo per mettere un punto a tutto ciò”.

Dopodiché, la conversazione si interruppe. Forse eravamo tutti assorti nei nostri pensieri. Cos’era quella cosa a cui Seokjin hyung voleva dare un taglio? Sospettavamo tutti che ultimamente si stesse comportando un pò in maniera strana. Se avesse trovato la mappa dell’anima, sarebbe tornato di nuovo a stare bene? Che diavolo era, e dove si poteva reperire?

La conversazione successivamente proseguì in tal modo:

“Nessuno ha aggiunto Jungkook alla chat?”

Jimin replicò: “Ci avevo pensato anch’io, ma Jungkook sta ancora male”. Era una risposta criptica, e incerta. All’improvviso, mi chiesi perché Jimin si fosse recato all’ospedale. Cosa aveva provato, dopo aver visitato il posto in cui era stato rinchiuso per così tanto tempo?

Avevo già chiuso la chat, ma la riaprii, e scrissi: “Ok. Hai fatto bene. Facciamo riposare Jungkook ancora un altro po’ “.

Jimin
24 Luglio, Anno 2022

Raggiunsi il capannone in anticipo rispetto a quanto accordato. Volevo fare gli auguri a Jungkook per le dimissioni dall’ospedale. Ma non solo. Dovevo parlare anche con Seokjin. Era una cosa importante, ma che probabilmente non gli avrebbe fatto piacere. Anziché entrare subito, camminai un po’ lungo i binari. Passò un treno, e si alzò un forte vento. La banchina si riempì di persone, per poi subito svuotarsi. A un certo punto, mi accorsi di essere in ritardo. Tornai indietro, prendendo un grosso respiro.

Non c’era nessuno nel container, solo aria cocente. Scottata dal sole estivo, mi investì, quasi stesse aspettandomi. Ero dieci minuti in ritardo, eppure ero il primo arrivato. Cos’era successo agli altri? Era accaduto qualcosa? Sarebbero venuti? Accesi il condizionatore e entrai. L’atmosfera nel capannone era troppo rafferma e silenziosa per essere quella di festa. Presi un foglio dal cassetto della scrivania, e scrissi “Auguri, Jungkook”, e poi lo appesi al muro. Non bastava a togliermi quella sgradevole sensazione di dosso, ma era meglio che non far nulla. 

I minuti passarono, e controllai in chat se stessero arrivando. I treni si susseguirono fuori dalla finestra, e ogni volta il capannone dava uno scossone. Mentre osservavo il mondo di fuori, che sembrava tremare, mi ricordai di quando varcai le porte dell’ospedale e scappai. Senza gli hyung, senza Taehyung né Jungkook, sarei stato in grado di farlo? Anche se la porta fosse stata lì, aperta, non era scontato varcarla. Non si era trovato anche Seokjin chiuso in una situazione simile? Non è che stava aspettando che qualcuno la aprisse per lui? Non vi erano certezze. Non sapevo se sarei stato in grado di aiutarlo. Ma se ciò che avevamo raccolto poteva essere anche solo un piccolo indizio… mentre pensavo a ciò, le porte del capannone si aprirono, e Yoongi entrò.

Jungkook
24 Luglio, Anno 2022

“Auguri, Jungkook”, c’era scritto sul lato del container, ma la scritta non rispecchiava affatto l’atmosfera. L’aria all’interno del container straripava di una strana agitazione. Pensandoci, era sempre stato così, ultimamente.

In un attimo, Seokjin hyung uscì. Taehyung hyung lo seguì in fretta e gli altri fecero lo stesso, scambiandosi qualche sguardo. Taehyung hyung disse qualcosa, ma non sembrava che Seokjin hyung lo stesse ascoltando. Da dietro le spalle di tutti gli hyung, vidi Seokjin hyung salire in macchina.

La macchina fece retromarcia molto facilmente, dopodiché ripartì di corsa. Le luci provenienti dal container ne delinearono il contorno. Le tracce di un incidente sul paraurti si resero visibili per un breve attimo, prima di sparire inghiottite dall’oscurità. Era strano, ma vedere quella scena non mi aveva fatto provare nulla. Nonostante fosse una conferma di ciò che già sapevo, pensavo che di fronte ad una dura verità avrei provato qualcosa di complicato o che almeno ne sarei rimasto scioccato, ma in realtà non fu così.

L’immagine della macchina di Seokjin hyung che spariva nell’oscurità venne sostituita da quella dei fari che quella notte si avvicinavano nella mia direzione, dalla sensazione del mio corpo in aria, dal momento in cui non ero più stato capace di deglutire o respirare, dall’attacco di panico che aveva fatto tremare il mio corpo intero, dal brivido insopportabile che avevo provato quando la mia coscienza si era dispersa, dall’ombra di morte e dalle tracce dell’incidente sul paraurti di quella macchina.

Entrai nel container, mi sedetti e alzai lo sguardo verso la calligrafia di Jimin hyung che tracciava, “Auguri, Jungkook”. Improvvisamente, provai un forte dolore alla gamba che era stata coinvolta nell’incidente. Gli hyung non avevano nemmeno pensato di rientrare. Stavano parlando di qualcosa di cui non ero a conoscenza.

Jungkook
26 Luglio, Anno 2022

Quando sono ritornato in me, mi sono ritrovato alla fermata dell’autobus. Mi sono guardato alle spalle per vedere quanta strada avessi fatto, ma avevo già perso di vista l’ospedale. Ho aspettato l’autobus e poi sono partito. Era un autobus che portava a quel posto, non era stata mia intenzione salirci, ma forse già sapevo dentro di me che sarei dovuto tornare in quel posto. Dovevo capire il significato di quel che era successo lì. Ho gettato lo sguardo al di fuori del finestrino osservando il passante tempo estivo, e ho pensato fra me e me: posso fidarmi degli hyung?

Quando sono sceso dall’autobus, quest’ultimo è partito immediatamente. Si è sollevata una nube di polvere. Mi sono incamminato lentamente verso il luogo dell’incidente. Ho pensato a quella notte. Ho pensato alla grandissima luna appesa in cielo, al mondo capovolto, ai fari dirigersi verso di me nella mia visione ribaltata, alla sagoma della macchina che mi oltrepassò sparendo, alle luci dei fanali posteriori e al suono di un motore che suonò particolarmente familiare.

Mi sono steso sull’asfalto così come in quella notte. Ho reclinato la testa e ho alzato lo sguardo al cielo. Si stava facendo buio, ma non riuscivo a vedere la luna. Era una strada silenziosa, ma se qualche macchina fosse passata di cui, avrebbe potuto non vedermi e sarei potuto finire coinvolto in un altro incidente. Mi sono domandato un’altra volta: se non potevo fidarmi degli hyung, di chi mi potevo fidare?

Traduzione italiana a cura di Bangtan Sonyeondan – BTS Italia | @BTSItalia_twt (hanabi, lilac, Fab). Prendere solo con crediti.