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[TRAD ITA] Intervista Weverse – SUGA

“Mi fa piacere ci siano ancora aree da esplorare nel mondo della musica”

SUGA ha un modo di esprimersi passionale che si accompagna a un’espressione impassibile del volto. È ricco di passione per la sua vita e la musica.
 
Come sta la tua spalla?
SUGA: Bene. Penso andrà ancora meglio quando rimuoverò il tutore. Sembra ci vorranno alcuni mesi per guarire completamente, ma sto cercando di rimettermi in forma il prima possibile.
 
Come ti senti ad aver risolto un problema che ti ha tormentato per così tanto tempo?
SUGA: In primis sollevato. Il dolore è una cosa, ma quando la spalla era peggiorata non riuscivo nemmeno più ad alzare il braccio. Quando mi hanno detto che se mi fossi operato troppo presto il problema si sarebbe potuto ripresentare, ho aspettato il momento giusto e ho deciso che mi sarei operato a inizio dell’anno nuovo, nonostante la situazione COVID-19. Avevo in programma di farlo dopo le esibizioni di fine anno, ma mi sono operato prima perché i dottori mi hanno suggerito di anticipare le promozioni e le attività dell’anno dopo.
 
Come ti senti ad assistere alle promozioni degli altri ragazzi?
SUGA: Non posso dire sia una bella cosa. Riuscivo a vedere che qualcosa mancava, siamo un gruppo di sette ormai da troppo tempo. Non parlo solo dell’assenza fisica, ma piuttosto di qualcosa che dovrebbe essere lì e che invece non c’è.
 
È questo che ti ha spinto a partecipare alle promozioni il più possibile? Hai girato molte delle riprese video in anticipo e sei persino apparso ai MAMA 2020 della Mnet tramite VR.
SUGA: Era un finto SUGA (Ride). Abbiamo girato il video in un particolare studio 3D. Lì ho girato e recitato la mia parte, mi hanno scannerizzato, ma in studio non sono riuscito a vedere il risultato finale. Ho pensato sarebbe stato impossibile che non risultasse un po’ un ripiego, ed è stato esattamente così (Ride). Ho fatto finta di nulla perché comunque sarebbe stato mandato in onda indipendentemente che fossi già stato operato o no, ma lo sembra ancora di più perché è stato mandato in onda dopo l’intervento.
 
Deve sembrarti un po’ limitante non poter salire sul palco.
SUGA: È che non è passato nemmeno un mese dalla mia operazione, ma la mia assenza sul palco si nota così tanto. Però i dottori continuano a ripetermi di non avere fretta, e infatti molti atleti devono subire una seconda operazione quando tornano in campo senza un’opportuna riabilitazione. Sto quindi lavorando sul cercare di prenderla meno male. Le prime due settimane dopo l’operazione ero così frustrato che ho provato cose totalmente nuove, ho persino visto dei film che non avevo mai visto prima.
 
 
Che film hai visto?
SUGA: Ho visto ‘Samjin Company English Class’ dato che lo avevano trasmesso su IPTV, e ora ho in lista ‘Tenet’. L’ultimo film che avevo visto al cinema era stato ‘Parasite’. Da quando il distanziamento sociale si è fatto più serrato, non sono mai uscito ad eccezione delle visite all’ospedale. Mangio anche a casa. In questi giorni sto guardando anche un sacco di TV. Guardare i programmi musicali come ‘Sing Again’, ‘Folk Us’ e ‘Show Me The Money 9’ mi ha dato un input su cosa fare in futuro.
 
Puoi spiegarti meglio?
SUGA: Molti dei concorrenti di ‘Sing Again’ hanno molto talento, ma non hanno ancora mai avuto un’opportunità, e in ‘Folk Us’ molti hanno portato la propria chitarra sul palco. Io ho iniziato a studiarla recentemente, e sto sentendo l’urgenza di ampliare i miei orizzonti musicali. E da quando il mio interesse per l’industria musicale americana si è accentuato, mi sto preparando, come studiando l’inglese e via dicendo.
 
Cos’è che ha alimentato il tuo interesse?
SUGA: Per certi versi, si tratta del mercato musicale più sviluppato, dal punto di vista commerciale. Se perdi di credibilità, potresti perdere improvvisamente anche l’interesse del mercato. In un sistema simile, provi di tutto, può essere una buona strategia. Voglio fare musica a lungo, e con questi estremi desidero sempre imparare di più sul panorama musicale mondiale, perché vorrei scrivere musica che sia amata non solo in Corea, ma anche negli Usa, in Giappone e in Europa.
 
A tal proposito, sembra che BE sia stato influenzato dalla musica del passato, piuttosto che dalle mode del momento.
SUGA: Mi piace soprattutto improvvisare, con la musica. Amo le canzoni che sono state composte di getto, piuttosto che quelle che sono state registrate più e più volte. In quest’era di crossover musicali, è nato in me il desiderio di fare di meglio.
 
Da quando i generi si sono più amalgamati, deve aver assunto sempre più importanza la melodia da utilizzare. Iniziare a suonare la chitarra ti ha condizionato in qualche modo, da compositore?
SUGA: Ho sempre amato usare le sonorità della chitarra. E ho sempre amato i The Eagles. Se sai suonare la chitarra, è molto più facile scrivere musica, perché è uno strumento che ti puoi portare dietro ovunque vai, pizzicandone le corde per creare pezzi musicali. Le tastiere sono difficili da trasportare (Ride). Spesso lavoro dal mio pc, ma era da un po’ che pensavo avessi necessità di uno strumento. Velocizza il lavoro e migliora la mia conoscenza degli accordi.
 
Deduco permetta di creare una melodia più intuitivamente.
SUGA: È più facile creare una canzone, così, perché puoi migliorarla ad intuito e sperimentare. Mentre lavoravo ad ‘Eight’, IU mi ha inviato una canzone registrata da telefono. A quel tempo non sapevo ancora suonare la chitarra, ed ogni volta che ci aggiornavamo dei rispettivi progressi, ci assicuravamo di lavorare sulla stessa parte. È lì che ho capito di aver necessità di imparare uno strumento musicale.
 
 
Questa canzone risale in realtà a prima che tu iniziassi a suonare la chitarra, ma trovo ‘Telepathy’ di BE molto interessante. La melodia continua a cambiare tra un ritornello e l’altro, ad ogni membro; hai scritto ogni parte di getto?
SUGA: Ho suonato le prime note a inizio del 2020, e mentre mi rendevo conto di quanto fosse divertente la musica, mi si stavano aprendo contemporaneamente tantissime porte. Quindi è stato piuttosto semplice lavorarci su. Ho semplicemente suonato una base e iniziato da subito a scrivere, fino alla fine. Fatto. L’ho scritta in soli 30 minuti. La canzone si è quasi scritta da sé. Le ultime tendenze nel panorama pop e hip-hop sorpassano le distinzioni tra canto e rap. Mi piace come cosa.
 
Quando ti sento cantare, sembra che tu stia scandendo la base, piuttosto che seguire le note. Ho pensato quindi che canti come se stessi rappando.
SUGA: Quando fai rap pensi solo al ritmo, è come mettere una melodia su una base ritmata. Dovessi dire cosa viene prima, credo che sia la melodia a seguire la scrittura della strofa rap.
 
In ‘Life Goes On’, il verso ‘Per fortuna tra di noi nulla è cambiato” si colloca a metà strada: non è rap, ma sarebbe riduttivo definirla una semplice melodia.
SUGA: Ovviamente ci sono canzoni in cui il rap deve essere valorizzato. Ad esempio in ‘Dis-ease’ o ‘Ugh!’ devi saper rappare. Ma in quelle canzoni che devono essere semplici all’ascolto, il rap pesante non è sempre la strada giusta. A volte si vuole ottenere un passaggio dolce, senza ostacoli.
 
In questo senso, il flusso rap di “Blue & Grey” è stato impressionante. Piuttosto che cercare di ottenere un effetto drammatico che enfatizzasse ogni parte, hai rallentato il rap in modo da armonizzarlo con il ritmo della canzone.
SUGA: Ad essere onesti, è difficile rappare seguendo questo ritmo. L’inizio della canzone ha solo una linea di chitarra, il che lo ha reso ancora più difficile. Ho partecipato al testo di “Blue & Grey” e ho sempre voluto lavorare su una canzone come questa. Perché il primo verso parla del tema stesso della canzone.
 
Sembra che tu abbia realizzato quasi tutto ciò che volevi in BE.
SUGA: Penso che ci sia voluta meno di una settimana per lavorare alla mia parte nell’album. Dopo aver scritto una o due melodie per “Life Goes On”, ho scritto una versione completa con anche la parte rap e mi è piaciuto lavorare separatamente all’arrangiamento e poi al testo. Piuttosto che scervellarmi sui modi diversi in cui avrebbe potuto funzionare, ho scelto semplicemente di suonare e scrivere.
 
Molti autori non sono sicuri dello loro capacità nemmeno dopo aver prodotto dei buoni lavori. Cos’è che ti motiva a pubblicare il tuo lavoro?
SUGA: Molti musicisti non sono sicuri se pubblicare o meno la loro musica. È stato lo stesso per me, ma il fatto è che non rilascerai mai nulla se cerchi il pelo nell’uovo. Ad esempio, se pubblichiamo 10 canzoni, abbiamo poi la possibilità di “svelarle” ai fan durante i concerti o altri eventi organizzati per loro. E a volte, mentre ascoltiamo una canzone, pensiamo, “Perché questa parte che mi aveva infastidito non mi infastidisce più?” Alcune cose potrebbero sembrare imbarazzanti ad un certo punto, ma poi col tempo non lo sembrano più. Anche io me ne dimentico. Quindi è più efficiente provare e fare musica, guardando il quadro generale, piuttosto che pensare troppo ai dettagli. Inoltre, durante le promozioni, non ho il tempo di selezionare le tracce che altri mi hanno inviato. Sarebbe un successo per tutti se ognuno di noi suonasse e scrivesse singolarmente nel proprio tempo libero e poi collaborasse con gli altri sui dettagli. Quindi il modo di scrivere canzoni si è evoluto sotto molti punti di vista.
 
Cosa ti ha spinto verso una tale evoluzione?
SUGA: Penso che la cosa si sia evoluta naturalmente. Alcuni aspetti della mia personalità sono cambiati nel corso di quest’anno (2020), anche in termini di interpretazione e atteggiamento nei confronti della vita, al punto che a volte quasi pensavo stessimo facendo le prove (N.d.T. sul palco, mentre si esibivano senza pubblico). Come mi sarei sentito se non ci fosse più stato alcun palcoscenico su cui salire o alcun pubblico a guardarmi? Questo pensiero mi ha fatto capire il valore di queste cose.
 
In “Dis-ease” canti “Non so se è il mondo che è malato”. È stato questo stile di vita che ha cambiato i pensieri sul tuo lavoro?
SUGA: Sì. Quando ero giovane, avevo abbracciato la convinzione che “Deve essere colpa mia”, ma quando sono diventato più grande ho capito che non è sempre vero. La maggior parte di ciò che credevo fosse colpa mia in realtà non lo era. D’altra parte, ci sono cose che ho fatto bene e occasioni in cui sono stato fortunato.
 
‘I NEED U’ è uscita in un periodo in cui stavi ancora pensando “Deve essere colpa mia”. Dopo che i membri si sono esibiti sul palco con ‘I NEED U’ al “Song Festival” di KBS, hai scritto su Weverse: “È tutto come cinque anni fa”. Come ti confronteresti con allora? (Questa intervista si è tenuta il 19 dicembre 2020.)
SUGA: Siamo maturati un bel po’. E le nostre esibizioni sul palco sono diventate più naturali. Mi piace ancora ‘I NEED U’. Anche solo ascoltarne il beat mi rende sentimentale e, soprattutto, la canzone è venuta bene. Quindi, mentre guardavo questo e quello mi sono imbattuto in vecchi video. Guardarli mi ha fatto pensare che non siamo cambiati poi molto.
 
Sotto quali aspetti non sei cambiato?
SUGA: Prima che le misure sul distanziamento sociale diventassero più rigide, ho parlato con il fotografo per BE, ci siamo conosciuti quattro anni fa. Mi ha detto di essere sorpreso che non siamo cambiati così tanto dopo il successo, nonostante si aspettasse che fossimo molti diversi.
 
Sinceramente lo trovo stupefacente. Ho avuto la possibilità di conoscervi prima del vostro debutto, ma dalle tue parole, e da quelle degli altri membri, mi sembra non siate cambiati affatto.
SUGA: Penso che sia perché non diamo molto peso al successo. Per esempio, è incredibile arrivare primi nelle classifiche Billboard, ma allo stesso tempo rimani lì tipo “Okay, e quindi?”
 
Vale anche per i Grammy? (Ride)
SUGA: Quando siamo stati nominati ai Grammy abbiamo pensato: “È vero?” (ride). Certo che ne eravamo felici, ma non abbiamo pensato “Siamo cantanti nominati ai Grammy”. Se sei nominato, sei nominato, e se vinci il premio, hai vinto il premio. Non è una cosa sconvolgente. So che si tratta di un grande premio e sarebbe bellissimo riceverlo, ma sappiamo che nulla sarebbe possibile senza lo straordinario supporto dei fan. La cosa più importante è che i fan siano più felici di noi quando riceviamo un grande premio. Quindi siamo contenti, ma in realtà per noi è “Facciamo quello che dobbiamo fare”. Ci siamo abituati a continuare a cercare il nostro posto, quindi nessuno rimane emozionato a lungo.
 
In “Fly To My Room”, c’è una parte del testo che dice: “Questa stanza è troppo piccola per racchiudere i miei sogni”, e “Anche se a volte questa stanza diventa un secchio della spazzatura per emozioni, mi avvolge”. Ho avuto come la sensazione che per te la stanza rappresenti questo tipo di posto, e che tu abbia accettato di essere cambiato, ma ciò nonostante la tua essenza è rimasta la stessa.
SUGA: Non è stato facile accettare che alla fine siamo cambiati, ma penso che in fin dei conti sia una buona cosa. Ciò che abbiamo fatto in passato era possibile farlo solo in quel momento, e siamo potuti cambiare grazie a tutto quello che abbiamo ottenuto.
 
Allora, quali sono i tuoi nuovi sogni?
SUGA: Ho intenzione di continuare a fare musica. Dato che a causa del COVID-19, tutte le esibizioni sono state cancellate, ho avuto la possibilità di parlare con molti musicisti in Corea. Ho parlato con cantanti leggendari come fossero miei coetanei. Parlare con loro ancora una volta mi ha fatto realizzare molte cose. Dato che la musica è la mia professione, non riesco ad immaginarmi senza. Sono grato che ci siano ancora delle aree inesplorate del mondo musicale.

In che genere di musica pensi ti cimenterai in futuro?
SUGA: Mi sono sentito molto motivato quando ho visto il concerto di Na Hoon-a durante l’ultimo Chuseok. Mi sono chiesto come fanno gli artisti a fare musica e ad esibirsi per così tanto tempo come ha fatto lui. In quel momento ho pensato: “Voglio essere come lui”. Ha passione e voglia, e più di tutto è una superstar. Qualche anno fa ho portato i miei genitori ad un suo concerto, quando hanno visto l’esibizione dell’ultimo Chuseok hanno detto che vederlo dalla televisione era meno di impatto (ride).
 
Questo potrebbe spiegare il tuo interesse per uno spettro musicale più ampio, andando dagli strumenti per la composizione ai generi musicali. Perché vuoi fare quello che fai per molto tempo.
SUGA: Il mio obiettivo è continuare a fare musica, sotto qualsiasi forma. Sotto questo punto di vista, provo un grande rispetto per Cho Yong-pil. Lui prende il suono migliore che ha, e lo reinterpreta a modo suo. Penso sia una cosa che voglio fare anche io, continuare a cambiare ed evolvermi così da poter continuare a fare musica per gli anni che verranno.
 
Il testo “Per fortuna, tra me e te, nulla è cambiato” deve avere un maggior significato per i fan perché continueranno ad ascoltare la tua musica per molto tempo.
SUGA: In questo momento, un mese e mezzo sembra essere lungo una vita per i fan quando siamo lontani. Io mi sento allo stesso modo. Ma penso che sia la prova che abbiamo lavorato duramente nei sette anni passati, e che i fan si siano uniti a noi con passione. Non vedo l’ora di poterli raggiungere il prima possibile, sono ansioso di salire sul palco. Sto affrontando tutto questo perché voglio essere migliore sul palco, in condizioni migliori, quindi non siate tristi e per favore, aspettate ancora un po’.

Traduzione a cura di BTS Italia | @BTSItalia_twt (Hanabi, Mary, Rebecca).
Prendere solo con crediti.

[TRAD ITA] La sconvolgente dualità dei BTS

Nel 2020, la più grande band del mondo ha dato prova di eccellere tanto nell’imponente spettacolarizzazione quanto nelle loro relazioni più intime.

I BTS figurano ormai sulla scena della musica pop da molto tempo, così tanto che ci si potrebbe facilmente dimenticare, o sorprendere nello scoprire, gli anni che hanno passato sullo sfondo. Nel lontano 2014, per la festa del loro primo anniversario dal debutto, il gruppo di sette ragazzi ha festeggiato pulendo il piccolo dormitorio che condividevano e cucinando un buon pasto. Hanno registrato un video di loro stessi per i fan, mentre mettevano a bagno le alghe per una tradizionale zuppa di compleanno coreana, gonfiavano palloncini, passavano l’aspirapolvere nel salone e decoravano la torta. Il loro, allora diciannovenne, leader RM, tentava di pelare una cipolla. “Ragazzi, come fa mia madre a farlo ogni giorno” ha detto con tono imbarazzato. “I membri mi dicono sempre di non guidare o cucinare per il bene di tutti”.
 
Per nulla turbati dagli spazi stretti, sembravano emozionati dal perseguire insieme il sogno di una carriera. Guardare oggi questi video- a sei anni, sette album e numerosi record di distanza- non è solo un esercizio di nostalgia dei vecchi tempi per RM, Jin, Suga, j-hope, Jimin, V e Jungkook, ma è, prima di tutto, un promemoria di come la più grande band del mondo sia diventata così popolare, una lezione su come tirare fuori il massimo, dalle poche cose che si posseggono.
 
L’umiltà è stata utile nel 2020, un anno che ha fatto inginocchiare l’industria musicale, così come il resto del mondo. La pandemia coronavirus ha condotto alla cancellazione dei tour e alla chiusura degli stadi; quando i musicisti si sono esibiti, lo hanno fatto dalle loro case, o di fronte a nessun pubblico. Questa nuova realtà deve aver ferito i BTS, un gruppo conosciuto per i loro spettacolari ed energici concerti. (L’anno scorso, hanno fatto sold out allo stadio Wembley di Londra in 90 minuti). Abituati a brillare su ricchi palcoscenici davanti a decine di migliaia di persone, si sono ritrovati improvvisamente a registrare per delle apparizioni televisive nella loro sala prove, e ad eseguire le grandiose coreografie del loro comeback con solo il sostegno dello staff. Ma, nonostante i BTS non siano più un gruppo esordiente di una piccola compagnia, i loro inizi modesti li hanno preparati ad avere successo durante un anno che avrebbe distrutto le loro ambizioni.
 
Originariamente, per il 2020 era stato promosso il tour di Map of the Soul: 7, l’album più sofisticato del gruppo fino ad ora, e lo stesso che i fan speravano portasse le pop star alla loro prima nomination ai Grammy. “Abbiamo incontrato delle difficoltà quest’anno” mi ha detto Jin in una recente intervista tenuta per posta con il gruppo. “La maggior parte dei piani che avevano programmato due anni fa sono andati in fumo, ma nel frattempo abbiamo lavorato sodo e… siamo riusciti a fare qualcosa di importante”.
 
Per i BTS, qualcosa di importante è essere nominati per un Grammy, mesi dopo essersi esibiti ai Grammys- ed essere il primo gruppo coreano a fare entrambe le cose. Hanno rilasciato il loro album BE, il quinto album consecutivo ad ottenere il numero uno nella Billboard Hot 200. Hanno ottenuto tre canzoni al n. 1 nella Hot 100, tra cui , il loro primo singolo totalmente in inglese “Dynamiye” e il loro cavallo meno quotato, la loro hit “Life Goes On”. Nonostante “Dynamite” si è rivelata essere fino ad ora la più grande canzone dei BTS, RM ha detto che l’ultimo traguardo lo ha reso “Felice il doppio, perché, come hai detto tu, era una canzone in coreano. È un onore che ci è stato concesso dai nostri fan.” A differenza di “Dynamite”, “Life Goes ON”, a livello virtuale, non è stata passata in radio, quindi sono stati gli acquisti e gli stream dei fan ad averla spinta in vetta alle classifiche, rendendola la prima canzone in coreano a raggiungere un tale traguardo.
 
Il linguaggio iperbolico che oggi circonda i BTS (fenomeno globale! successo K-pop! Primo atto coreano a…!) può oscurare il fatto che il gruppo non necessiti di grandi stadi o set list da urlo per raggiungere il pubblico. Si sentono a loro agio a parlare con i loro fan attraverso dirette spontanee in pigiama e a postare cover spoglie su Twitter. Inoltre, diversamente da molti gruppi idol, i membri dei BTS hanno sempre affrontato il tema della salute mentale nei loro testi e nelle loro dirette. Quel candore è stato toccante quest’anno in particolare, in quanto hanno parlato del sentirsi arrabbiati, impotenti e depressi.
 
Per il suo compleanno all’inizio di questo mese, Jin ha rilasciato un brano solista intitolato “Abyss”, con allegato una nota da parte sua scritta in seguito ad un periodo di forte esaurimento dicendo di essersi rivolto anche a sedute di terapia a causa di pensieri ansiosi. Quando ho chiesto se avesse trovato questa onestà difficile da esprimere, ha obiettato. “Non so se sia stato difficile condividere queste informazioni.” ha detto Jin. “Ritengo che la musica sia semplicemente un’altra forma di espressione. Se non avessi scritto il testo sul blog, credo che le persone avrebbero potuto solo indovinare che fossi in uno stato simile.” Mossi dalle sue parole e dalla delicata bellezza della canzone, i fan hanno condiviso i loro conflitti sui social media. “Se non sai come affrontare la tua salute mentale, va bene tenerselo per sé.” ha detto Jin. “Ma se non lo fai, penso sia un bene aprirsi, perché potresti avere qualcuno al tuo fianco che sappia come gestire la questione.”
 
Questa settimana ha portato con sé un duo di rilasci a sorpresa su SoundCloud, anch’essi con l’obiettivo di portare conforto: “Christmas Love” di Jimin e “Snow Flower” di V. Jimin, per accompagnare il suo vivace, nostalgico brano, ha scritto un messaggio esprimendo la gioia che prova malgrado gli script imposti dall’età adulta: “Piuttosto che ripudiare i tuoi sentimenti denominandoli ‘imbarazzanti’ o ‘infantili’ come spesso facciamo, mi auguro che arrivi il giorno in cui potremo sentirci bene nel provare queste emozioni insieme.” Nella sua nota per la canzone dal suono dolcemente jazz, “Snow Flower”, V ha scritto: “Quest’anno il tempo è sembrato fermarsi, e penso che ci saranno molte persone che provano più ansia e depressione con l’avvicinarsi della fine dell’anno. Almeno per oggi, spero che i fiori bianchi possano scendere posandosi sui vostri cuori e che possiate sentire anche un po’ più di caloroso conforto e di felicità.”
 
Contro questo scenario di vulnerabilità, i BTS inoltre offrono sollievo al loro pubblico attraverso performance appariscenti. Con il tour posticipato a tempo indeterminato, hanno riconfigurato le loro canzoni in modo che fosse possibile consumarle online. Una performance estiva confortevole e un concerto autunnale di due giorni, che ha visto la partecipazione di quasi 1 milione di spettatori, hanno sperimentato i confini degli show virtuali in diretta. “Non credo che la nostra musica o la nostra performance siano state limitate, ma è solo il modo in cui esprimiamo la performance migliore ad essere cambiato.” ha detto V riguardo al periodo pandemia del gruppo. Nel 2019, una delle performance migliori dei BTS è stato un set di 37 minuti per i Melon Music Awards della Corea del Sud, con la partecipazione di cavalli, sette performance soliste, una dance break da far collassare i polmoni, e un mare di altri elementi. Nel 2020, molte delle loro performance migliori sono state assai più contenute, ma non meno memorabili. Per il The Late Late Show With James Corden, hanno cantato “Life Goes On” camminando (grazie alla magia dell’editing) attraverso la stessa stanza ripetutamente, comunicando la claustrofobia data dalla vita in quarantena.
 
Quando i BTS sono tornati ai Melon Music Awards quest’anno, non hanno stupito con la portata, ma con la coreografia precisa. Jimin e Jungkook hanno eseguito un delizioso e tecnicamente difficile pas de deuxdurante la canzone “Black Swan”. Inoltre il gruppo ha svelato una dance break per “Dynamite” alla Micheal Jackson, della quale non si ha mai abbastanza. “Ad essere onesto, penso che quella performance sia stata vicina alla perfezione.” mi ha detto J-Hope. Questo significa molto, detto dal dance leader conosciuto per la sua meticolosità. “Non è stato qualcosa che avrei potuto fare da solo, ma era tutto in sintonia — i costumi, le luci, la coreografia, le inquadrature e i membri.”
 
In alcuni casi presentare la “miglior performance” ha significato non ballare per niente. Per il loro NPR Tiny Desk Concert a settembre, i BTS hanno eseguito tutto il loro set (per la maggior parte) da seduti. In più “Life Goes On” è la loro prima title track a non avere una coreografia ufficiale. “Pensiamo che il sentimento dietro la canzone si abbini meglio senza coreografia,” ha detto Suga riguardo al singolo sottostimato, il quale dà l’impressione che sia stato scritto non da un idol ai propri fan, ma da un essere umano ad un altro. Il resto di BE dà la stessa impressione — grezzo e personale, come un mixtape designato ai tuoi amici più stretti. Nel suo verso di “Life Goes On”, Suga fa riferimento ad una canzone magnificamente introspettiva del suo ultimo mixtape, intitolata “People”, il quale testo parla similmente del prendere una posizione ottimista nei confronti dei capricci della vita. “Il messaggio di ‘People’ era qualcosa tipo ‘e allora? la vita va avanti comunque’ quindi ho voluto estendere quel messaggio” ha detto Suga.
 
Alla fine del 2020, con l’inizio della distribuzione del vaccino, l’idea che la vita continui potrebbe sembrare più verosimile di una volta. Per i BTS, come per tutti gli altri, il prossimo anno sembra ancora sfocato, ma almeno ha un chiaro punto di partenza. “Il 2021 inizia con i Grammy”, ha detto J-Hope. “Dicono che il primo passo [dell’anno] è importante, quindi spero che otterremo buoni risultati lì”. I BTS sono nominati per la migliore performance pop di gruppo/duo per “Dynamite” e dovrebbero esibirsi, anche se molti fan sono rimasti delusi dal fatto che Map of the Soul: 7 non abbia ricevuto nessuna nomination. “Sarebbe un tale onore guadagnare un riconoscimento per il nostro album un giorno”, ha detto il gruppo.
 
I BTS sperano che il resto del 2021 porti con sé la possibilità di tenere concerti dal vivo. “Voglio mostrare ai nostri fan la nostra performance di ‘On’”, ha detto Jungkook della loro canzone coreografata più stravagante. “Se i fan vogliono vedere ‘Louder Than Bombs’, ovviamente possiamo fare un’esibizione anche di quella”, ha aggiunto. Si prevede inoltre che l’anno a venire produca più lavori da solista, compresi i progetti molto attesi di V e Jungkook. “Quest’anno è stato impegnativo, quindi non sono riuscito a trovare molto tempo per lavorarci. Cercherò di perfezionarlo il prossimo anno”, ha detto V circa il suo mixtape. “Quando riesamino le canzoni che ho fatto, non sono completamente soddisfatto. Quindi onestamente non lo so ancora!”, ha detto Jungkook sull’uscita del suo disco, sebbene abbia scritto o prodotto diverse canzoni quest’anno, inclusa l’incantevole ballad “Still With You”.
 
Qualunque cosa accada ai Grammy, la nomination di “Dynamite” è un avvenimento importante. Come ha affermato Jimin in una recente intervista per Vanity Fair, “In tutto il mondo, quando le persone ci guardano, potrebbero non sapere da quale paese veniamo. Potrebbero non sapere da quale piccola città rurale proveniamo noi zoticoni. Eppure, eccoci sul palco più alto, in corsa per vincere un premio”. Quel simbolismo del palcoscenico dei Grammy, la legittimità che conferisce, è reale. Ma l’umile passato dei BTS è sempre presente. Sembrano, in ogni momento, ricordare da dove vengono, anche se cercano di non essere limitati dall’etichetta del K-pop. “Il produttore Bang [Si-hyuk] una volta mi ha detto che ero ‘locale’ e penso che che mi descriva accuratamente”, mi ha detto RM, riferendosi al fondatore dell’etichetta dei BTS, la Big Hit Entertainment. “Sono anche consapevole che, in quanto millennial, limitarci a una singola regione non è auspicabile”. Con i BTS, l’unica costante è la loro dualità — sono “locali” ma globali, outsider dell’industria ma dall’interno, abili tanto nelle relazioni intime quanto nello sfarzo.
 
Quest’anno avrebbe potuto essere molto diverso per i BTS se il loro legame non fosse stato forgiato nel crogiolo di quei primi anni. “Quando la vita si fa dura o è difficile trovare la giusta motivazione, ciò che mi fa andare avanti sono le relazioni e l’energia che ricevo da loro — i nostri membri, le persone intorno a me e i nostri fan sono tutti così preziosi”, mi ha detto Jimin. Il suo sentimento è ben raccontato nella traccia di BE, “Skit”, che documenta la reazione del gruppo all’apprendimento del loro primo, primo posto nella Hot 100. I membri urlano e scherzano sul fatto di saltare le prove di danza per prendersi un drink. La traccia termina con RM che chiede a J-Hope: “Hope-ah, non credi che sia questa la felicità?”
 
Sei anni fa, i BTS si sono riuniti per una specie di festeggiamento più tranquillo. Alla fine del video sul loro primo anniversario, si siedono sul pavimento della loro stanza intorno ad un tavolo pieno di cibo delizioso, ridendo. Cantano “Tanti Auguri” a se stessi. Poi, insieme, iniziano a mangiare. Anche quella sembra felicità.
 
Traduzione a cura di BTS Italia | @BTSItalia_twt (©Abi, Rebecca, Mary).
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